Indice alfabetico


FLORA   VERONENSIS

(Phanerogamae)





AUCTORE


A.   G O I R A N







VERONA

STABILIMENTO TIPO-LIT. G. FRANCHINI

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1897-1904


by
MAURIZIOTRENCHI
Nov. 2017









PREFAZIONE

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La flora fanerogamica veronese, per varietà e dovizia di forme, appena è inferiore, nella regione veneta, a quella ricchissima della provincia di Udine. Infatti l'ultimo censimento della vegetazione fanerogamica della zona botanica veneta (anno 1868), dato dal Catalogo delle piante vascolari del Veneto compilato dai professori De Visiani e Saccardo, assegna alla provincia di Verona 1849 specie, numero sicurissimamente inferiore al vero, e 2311 a quella di Udine. Tale ricchezza di vegetazione ed in modo singolare le rare e belle specie che si annidano nei monte Baldo, attirarono in ogni epoca, puossi dire dalla intera Europa, l'attenzione dei botanici e fioristi, che o raccoglitori esperti, diligenti o fitografi sagaci, contribuirono efficacemente alla illustrazione botanica di questa privilegiata provincia del regno della vaga dea dei fiori. Durante il periodo denominato prelinneano, anteriormente, cioè, al secolo XVI, non consta alcun autore abbia di proposito trattato di piante veronesi. Pietro Andrea Mattioli nei Commentari a Dioscorde (anno 1565) e Luigi Squalermo detto l'Anguillara nell'opera I semplici (anno 1561) inserirono la descrizione di non poche specie veronesi. Ma il primo fiorista che botanico consilio si propose di visitare i dintorni di Verona ed il monte Baldo fu Francesco Calceolari che nel Viaggio al monte Baldo (anno 1566) oltre a 300 piante annotò, alcune nuove e rarissime, altre però inverosimili o dubbie. Mezzo secolo dopo, il semplicista Giovanni Pona ricalcando, per così dire, le orme lasciate da Calceolari, erborizza ripetutamente nelle vicinanze di Verona e nel suo Monte Baldo descritto nomina circa 700 specie, alcune, per fermo, problematiche, ma non poche o nuovissime o rare ed anche assai bene effigiate. Matteo de l'Obel da Lilla (1538-1616), Gaspare Bàuhin da Basilea (1560-1624), Giacomo Zanoni (1615-1682) visitarono il monte Baldo, illustrando, i due primi specialmente, molte delle piante da essi rinvenute. Fra Fortunato da Rovigo (1639-1701), raccoglitore diligentissimo, impiegò la intera vita a preparare un erbario monumentale, il Theatrum plantarum, sventuratamente andato rovinato in occasione della piena d'Adige del 1882, ed, in calce all'ultimo dei sette volumi che lo componevano, v'avea scritto un elenco delle piante osservate e raccolte nel monte Baldo. Valentino Passerini, da ultimo, botanico in verità assai dappoco, descrive, in versi, le piante baldensi figurandosi di vederle in sogno. Delle piante fanerogame veronesi, dopo il 1700, qual più qual meno, trattarono: Pier Antonio Micheli fiorentino (1679-1737), Giulio Pontedera nato a Lonigo (1688-1758), il chirurgo Bartolomeo Martini di Sambonifacio (1720), e Giovanni Spada arciprete di Grezzana; ma a tutti sorvola, come aquila, Giovanni Francesco Seguier, da Nimes (1703-1784), il quale chiude splendidamente, almeno per qui, l'era della botanica prelinneana. Il Seguier, negli anni durante i quali fu ospite di Scipione Maffei, percorse ripetutamente e minutamente l'intero agro veronese illustrandone magistralmente la flora nella classica opera Plantae veronenses con la scoperta e la descrizione di specie nuove che effigiò in tavole accuratissime. Al nome glorioso del botanico francese vanno associati quelli più modesti di Cesare Moreni e Gaspare Bordoni, compagni spesso a lui nelle escursioni e raccoglitori diligentissimi. Pietro Arduino da Caprino veronese, assai caro al grande botanico di Upsala e seco lui in corrispondenza continua, coi suoi Specimen compare primo nella serie dei botanici linneani, Zenone Bongiovanni e Matteo Barbieri (1795), Girolamo Orti Manara (1807), I. N. Laicharding (1790), Antonio Turra vicentino (1736-1796), (Gaspare de Sternberg di Praga (1803-1804), Lorenzo Monti (1817) per tacere di altri non pochi, cooperarono in qualche modo per la flora fanerogamica veronese possono considerarsi come i precursori di Ciro Pollini (1782-1833) che, con fortunata audacia e raro ardimento, delineava magistralmente nella Flora veronensis non tanto la flora modesta di una regione relativamente piccolo, quanto il Prodromus di quella della intera Italia settentrionale. Dopo la pubblicazione della Flora veronensis (1821), comincia, per la storia della botanica veronese, l'era che può dirsi moderna. Da Federico Mayer di Fünfkrircken (m. 1825), Alberto de Bracht di Praga. (m. 1848), Carlo Kellner de Köllenstein (m. 1849), Maurizio Rainer di Gratz, Giuseppe Rocchetti di Legnago, Giuseppe Clementi, Francesco Fontana di Lazise, Carlo Tonini; Giorgio Bentham l'illustre monografo delle lamiaceae, Paolo Barbieri di Mantova, Francesco Facchini, Abramo Massalongo, Antonio Manganotti, ecc., ai tuttora viventi: Kerner, Huter, Porta, Rigo, Carlo Massalongo, Agostino Goiran, Enrico Gelmi, ecc., un esercito di naturalisti con caldo amore si diede a perlustrare la classica stazione botanica rappresentata da questa Provincia, accrescendo considerevolmente in essa, o con l'analisi critica delle forme o con le ricerche pazienti ed erborizzazioni fatte· razionalmente, il patrimonio e le ricchezze di Flora. Molti nomi di essi, sieno semplici collettori o fitografi, poco monta, perché sempre vanno collegati ad una qualche scoperta, vengono ora, per ragione di brevità, qua omessi, ma però trovansi ricordati nelle flore di Antonio Bertoloni, di Filippo Parlatore, di Francesco Ambrosi, del barone Francesco Haumann di Giovanni Arcangeli, nel Compendio della Flora Italiana dei Cesati, Passerini, Gibelli ed in altre opere floristiche tanto italiane quanto straniere, ed, a titolo di onoranza e per onestà doverosa e per essere ossequenti ai giusti diritti della priorità nelle scoperte, verranno ripetuti nel corso di questo Censimento delle piante fanerogame, contenente la enumerazione od elenco di tutte le forme - specie o varietà o variazioni - che, spontanee od inselvatichite o sporadiche crescono oggidì nell'agro veronese e vennero raccolte od osservate vive dall'estensore del catalogo, nelle stazioni che saranno indicate. Alle piante non raccolte personalmente dall'autore di questo censimento nelle località che saranno indicate, verrà aggiunto il segno di certezza ! per indicare che egli vide esemplari provenienti da quelle stazioni. Ogni indicazione di pianta o di località o altro riconosciuta erronea, sebbene data da altri, è ommessa, ovvero accompagnata dal segno ? nel caso di dubbio. Per comodo degli studiosi, nella compilazione di questo Catalogo si è seguito l'ordine tenuto dal professore Giovanni Arcangeli nella seconda edizione del suo Compendio della Flora Italiana. Al nome delle specie che sono indicate da Ciro Pollini come viventi nel Veronese, si è fatto seguire il sinonimo Polliniano o per lo meno la sigla Poll.: l'assenza dell'uno ovvero dell'altra, significa che si tratta di specie scoperta ovvero descritta posteriormente alla pubblicazione della Flora veronensis e ciò nell'intendimento di mettere in evidenza quale sia stato il lavoro dei botanici che studiarono le fanerogame abitanti nell'agro veronese. Le figure non saranno citate che in alcuni casi speciali, ma, in ogni caso gli studiosi o i dilettanti possono ricorrere alla Iconographia florae italicae d'Adriano Fiori e di Giulio Paoletti. Ai nomi tecnici delle piante, scritti in carattere grassetto, si fanno seguire i nomi volgari italiani in corsivo, in carattere tondo e, chiusi fra due lineette, quelli in vernacolo veronese, - i nomi cioè quali sono adoperati nel linguaggio parlato e che raccolti con diligenza ed avvedutezza costituiscono si può dire la sintesi della botanica del popolo. Non pochi di questi nomi si trovano notati nel Dizionario botanico veronese del Monti e nella opera pubblicata per cura del R. Ministero di Agricoltura col titolo Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, ovvero sparsi nelle opere di Seguier, di Pollini e d'altri scrittori veronesi: molti però furono direttamente raccolti, durante le escursioni botaniche attraverso alla Provincia, dal compilatore del presente censimento, e questi ultimi sono contrassegnati con asterisco. In fine di ogni specie sono indicate l'epoca della fioritura e della fruttificazione, la durata del periodo vegetativo e qualche volta benanco gli usi più comuni ed immediati.




Onè (Caprino Veronese), Agosto 1897.


A. GOIRAN
















Divisio I.  -  GYNOSPERMAE.

CLASSIS I  -  GYNOSPERMEAE.

FAMILIA I.  -  PINACEAE.

Tribus 1.  -  Pinaeae.

Pinus sylvestris Segu.; Poll. - Pino comune. - Pin, Pigno, Pignolar salvadego (Monti); Pin nero*; Mugo e Mughe*, in qualche punto della Valpantena e presso Breonio; Porche* sul monte Baldo ed attribuendo questa denominazione ai giovani rami anzichè alla pianta intera. Gli strobili sono chiamati pigne o pine e sui monti Lessini Cotai.
- β pendula.
Frequentissimo dalla regione collina a tutta la regione montana fra il confine vicentino ed il lago di Garda; penetra nella subalpina fra 1200 e 1300 metri di altitudine; si incontra più raramente nel piano; (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.). La var. β nel monte Baldo lungo la strada dai Masi a Spiazzi. -
Albero e qualche volta frutice. Fiorisce in aprile e maggio: ordinariamente gli strobili solo nella primavera del terzo anno dalla loro comparsa sono maturi per la disseminazione. Il legno è adoperato come materiale da costruzione, come combustibile ecc.: la pianta è coltivata nei parchi e nei giardini unitamente a P. halepensis Mill. e P. Picea L., quest'ultimo chiamato in dialetto Pignolar.

P. nigricans Host. - P. austriaca Höss. - Alla - Alla estrema punta meridionale del monte Baldo sopra Torri, S. Vigilio, Scaveaghe in Brè, la Cabianca ecc. (Rigo !, Goir.): introdotto ivi dal marchese Alessandro Carlotti, ora vi forma boschetti e pinete assai estese. In questi ultimi anni, con esito felicissimo ed a scopo di rimboschimento, è stato assai estesamente coltivato in valle di Caprino ed altrove. - Fiorisce in aprile e maggio.

P. Mugus Scop.; Poll. - P. Pumilio Haenke. - Mugo - Pino salvadego*, Mugo, Mughi*, Mughe*, Muga*, Bugo*, Buga*, Bughe*. - Cresce abbondantemente nelle zone elevate (1200-2200 m.) nel monte Baldo, e nei monti Lessini, Posta, Campobrun, Zeola, Alba ecc. (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.): nel versante occidentale del monte Baldo scende al disotto dei 1000 metri avvicinandosi alla forma corrispondente a P. uncinata Ram. - Fiorisce da maggio a luglio secondo l'altitudine delle stazioni.

P. Cembra L.; Poll. - Per testimonianza del Micheli e del Laicharding sembrerebbe che questa conifera una volta crescesse sul monte Baldo; oggidì è certo che la stessa non si rinviene nè in questo monte, nè in alcun altro punto del territorio veronese, se pure non è coltivata in qualche parco: l'esemplare esistente nell'Erbario Polliniano proviene da Val di Fassa.

P. Larix L.; Poll. - Larice. - Larese (Segu.), Larzo, Arese, Ares, Areso. - Dalla zona della vite alla regione subalpina: nel monte Baldo, ma poco frequente alla Ferrara, Artillon, ecc. (Goir.); più abbondante nel gruppo dei Lessini, fra l'Adige ed il confine vicentino, ora isolato e sporadico, altravolta aggruppato in boschetti come a S. Anna d'Alfaedo, Fosse, ecc. (Goir.). - La fioritura è in aprile e maggio.

P. Picea Duroi. - P. Abies L.; Poll. - Pezzo, Abete rosso. - Pezzo, Pezzi, Abete o Abete rosso; - nel dialetto cimbro della Giazza porta il nome di Tanne al singolare e Tannan al plurale; in alcuni documenti antichi è pure chiamato Tande (fratelli Cipolla).
- α crassifo1ia.
- β tenuifolia. - P. baldensis Zuccagni.
- γ pendula.
Albero, raramente frutice: le varietà α e β, sporadiche nel piano e nei colli, Crescono in tutti i monti veronesi sino a raggiungere altitudini prossime a 1800 m.; la varietà β, al confine di monte Baldo col trentino e nei Lessini presso i Merli, le Scandole, Revolto (Goir.) - Fiorisce da marzo a giugno secondo la altitudine.

P. Abies Dur. - P. Picea L.; Poll. - Abete bianco. - Abete (Calc.), Abiete (Pona), Avezzo ed Avezzi (Poll.), Abete e Abeto bianco*, Daza e Daze (Segu.): - nei Lessini il nome di Daze! si da più propriamente anzichè alla intera pianta, ai rami distribuiti in giro da 3 a 5 attorno al tronco primario. - Albero o frutice abita nella zona montana e nella subalpina: raro nella parte più settentrionale del monte Baldo (Calc., Pona, Poll., Goir.), cresce abbondantemente nei Lessini (Goir.); e così lungo la salita dalla Valfredda alla Sega, fra, questo luogo ed il passo di Rocca Pia, alla Veceta, Revolto, Spiazzoi, presso le Scandole ed Erbezzo ecc. ecc. - Fiorisce da aprile a giugno. È anche coltivato nei parchi e nei giardini.





Tribus 2. - Cupressaceae.

Cupressus sempervirens L.; Poll. var. α - Cipresso. - Pin, Pigno, Cipresso maschio, Zipresso, Arzipresso, Zipresso mascio.
- β horizontalis (Targ. Tozz.). - C. sempervirens var. β Poll. - Pigna, Pigno femina, Zipressa, Zipresso femina. - La specie e la varietà sono coltivate come piante ornamentali dal piano al monte e fatte selvatiche si osservano in parecchi punti della collina veronese: un individuo nato evidente sponte sua si trova in un muro sopra Montorio veronese, ed un secondo nella collina di Sona (Goir.). - Fiorisce da gennaio a marzo.

Thuja occidentalis L.; Poll. - Zipressina del Brasil (Monti), Tuia, Tuglia e Tuglie*. - Pianta americana adoperata per far siepi; frequentemente s'incontra quasi selvatica nella collina veronese nei pressi delle uccellaie in unione a Iuniperus sabina, p.e. al Maso: una pianta a Romagnano nel luogo detto Vaso in una siepe di Buxus sempervirens (Goir.). - Fiorisce da febbraio a marzo.

Iuniperus communis L.; Poll. var. α - Ginepro. - Ginevro, Zinevro, Zineoro, Zinevro mascio e Zinevro femina*, Zinevrela e Zinevrele*, e nel dialetto cimbro kranabit
- α fruticosa.
- β arborea Rchb.
La var. α, rara nella pianura, è comunissima in tutti i colli e monti sino alla regione subalpina: la var. β è sparsa qua e là, nel monte Baldo sopra Pazzone, ai Masi ecc., nel monte Pastello, nel monte Bolca, in Val di Porro presso la contrada Capuzzo, nel vaio di monte Cucco verso la Valle di Squaranto, al Maso ecc. (Goir.). - Fiorisce da febbraio e marzo a maggio: le piccole bacche cominciano a maturare nell'estate o nell'autunno dell'anno seguente. Il Ginepro è appena adoperato come combustibile; si fa commercio delle bacche. Per antichissima costumanza nei giorni che precedono l'Epifania, i contadini e gli alpigiani scendono in città a smerciarvi fasci di Ginepro.

I. nana W.; I. communis var. nana Poll. - Zinevro e Zinevrele*.
- α alpina Clus.
- β montana Hsmn.
Fra 1200 e 2200 m. nel monte Baldo, nei Lessini, nei monti Posta, Campobrun, Zeola, Alba, ecc. (Goir.) tanto la var. α quanto la β, meno frequentemente la seconda: quest'ultima fu primieramente segnalata dal barone Heufler. - Fiorisce in maggio e giugno; matura le bacche nella stessa epoca del precedente.

I. sabina L.; Poll.: però l'esemplare esistente nell'Erbario proviene da Val Sugana!. - Sabina. - Sabina, Erba Sabina. - Nel monte Baldo in Tolghe (Francesco Fontana?): inselvatichito nel giardino Giusti in Verona, e nella collina al Tagliaferro presso Avesa, al Maso, a Romagnano (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio.

I. excelsa Bieb. - Un unico individuo alle estreme falde meridionali del monte Baldo in Brè (Rigo!) a testimonianza di piantagioni ivi fatte dal marchese Alessandro Carlotti. - Coltivasi estesamente nei parchi e nei giardini I. virginiana.




Tribus 3. - Taxineae.

Taxus baccata L.; Poll. - Tasso, Albero della morte. - Nasso, Nas, Tasso, Asso*, Mazzacaval*: - i due ultimi nomi nei Lessini. - Frutice, più raramente albero, si incontra sparso qua e là dalla collina, Avesa, monte Larzano, Maso, alla regione montana e subalpina nel monte Baldo, (Calz., Pona, Segu., Poll., Goir.), Val di Canton sopra Malcesine, Acque Negre, le Fassole, Pian della Cenere, Valnasse, Valle dei Molini sotto all'Eremo dei SS. Benigno e Caro; e più copiosamente nei Lessini nella Valle di Squaranto, a Squarantelo ove è gigantesco, Giazza, Revolto, Velo, fra la Sega ed il Passo di Rocca pia, Valle dei Ronchi, Vaio dell'Anguilla (Goir.). - Fiorisce in primavera e sin dall'inverno se questo è mite; i frutti sono maturi in settembre ed ottobre: è coltivato assieme ad altre specie esotiche nei parchi e nei giardini.

















Divisio I.  -  ANGIOSPERMAE.

CLASSIS II  -  MONOCOTILEAE.

FAMILIA I.  -  POACEAE.

Tribus 1.  -  Orizeae
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Oryza sativa L.; Poll. - Riso - Riso.
- α mutica.
- β aristata concolor.
- γ aristata discolor.
Estesamente coltivato nella provincia veronese, il riso si incontra subspontaneo a breve distanza dalle risaie, e così a Centore, al Casino, Arcole, Belfiore, Isola della Scala ecc. (Goir.). - Si semina in aprile, fiorisce in giugno e luglio, giunge a maturità in settembre e ottobre. Sono coltivate nel veronese le varietà: nostrano, novarese od ostigliese, novarese spiga d'oro, bertone-chinese o mutico, colognese, giapponese barba bionda, giapponese barba nera, francone, puglione, gigante, corea. Il riso è frequentemente tormentato da una serie di malori che rispondono ai nomi di, ruggine, brucione, brusone, solone, selone, secchereccio, crollamento, crodatura, crollatura, costipazione, carbone, carbonchio, carolo, carolo bianco, carolo maggiore, carolo minore, biancone, bianchela, mal del gruppo, mal del nodo: tali malori derivano da una essenza fungosa, Pleospora oryzae. Il riso qualche volta è pure attaccato da un insetto del genere Trips, in modo da simulare tutte le apparenze del vero Carolo.

O. clandestina Al. Br. - Leersia oryzoides Poll. - Asperela (Segu.), Asparela, Erba segalina. - Luoghi umidi e fossi della pianura veronese; più parcamente nelle risaie (Goir.); al lago di Garda e Peschiera (Poll.), fra Riva e Torbole (Ambrosi). - Fiorisce da agosto ad ottobre: annua.



Tribus 2.  -  Phalarideae.

Phalaris canariensis L. - Scagliola: sul mercato con questo nome sono indicati i semi che si danno in cibo agli uccelli. - Accidentalmente nelle vie di Verona e dopo la inondazione d'Adige nel 1882 lungo l'Adigetto presso i Capuccini vecchi (Goir.).

P. arundinacea L.; Poll. - Melina.
- α colorata - Baldingera colorata Wett.
- β virens.
- γ picta L. - Ph. arundinacea var. β Poll. - Erba cordela, Cordelina. - Le var. α e β abbondano lungo i corsi d'acqua, nelle risaie, nei fossi ecc. nella pianura e nell'Alto Agro Veronese, scompaiono nella collina: crescono copiosamente alle sponde del lago di Garda da Peschiera a Riva ed Arco (Fontana, Rigo, Ambrosi, Goiran). La γ è coltivata nei giardini; ma quasi inselvatichita si ritrova presso tutte le case rusticane in pianura e sui monti; e così sul monte Baldo al Santuario della Corona, alla Ferrara, Campedello e nei monti Lessini a Breonio, S. Anna d'Alfaedo, Monte nel Pastello, ecc. (Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

Hierochloa australis R. et S. - Holcus odoratus Poll.; Holcus australis Poll. - Cortelina*: denominazione attribuita a non poche Poaceae. - Luoghi rupestri e selvatici dell'Alto Agro Veronese, della riviera benacense, dei colli e dei monti sino alla regione subalpina (Segu., Poll., Rigo, Goir.) al di là dei 1000 metri di altitudine. - Febbraio-aprile: perenne.

Anthoxanthum odoratum L.; Poll. - Paleino. - Panocela.
- α pratense Hackel. Forma typica.
- β spica interrupta Rchb.
- γ spica lobata paniculata Rchb.
- δ villosum Rchb.
- ε longe aristatum Celakowski.
Le forme α, β, γ, δ crescono copiosamente nei prati e nei pascoli sì del piano che dei colli e dei monti, nei quali s'innalzano sino alla regione subalpina ed alpina: la var. ε cresce colla forma tipica, ma si incontra di preferenza nel monte Baldo nelle valli alpine delle busete, delle pietre ecc. (2000 m.) (Goir.). - Fiorisce da aprile e maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: la radice, le foglie, la spiga comunicano gratissimo odore al fieno. Perenne.

Crypsis schoenoides Lam.; Poll. ! - Rarissima nella bassa pianura veronese: una volta nei luoghi acquitrinosi presso Palù (Poll.), e nei fossi a Legnago (Tonini!), dove oggi molto probabilmente si cercherebbe invano. - Luglio-settembre: perenne.

Phleum alpinum L.; Poll. - Panocela.
- β commutatum (Gaud.). - Ph. alpinum var. β Poll. exclus. syn. Host. !
- γ pallens.
Frequente nei pascoli elevati di tutti i monti veronesi fra 800 e 1800 m.: la var. β nei prati di Bolca, Vestena; S. Bartolomeo (Poll., A. Mass., Da Campo!); la var. γ nei monti Lessini agli Spiazzoi (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Ph. subalpinum Hackel in lit. - Ove il precedente e nella stessa epoca.

Ph. pratense L.; Poll. var. α! - Codolina - Formentina, Formentin, Panocela, Tavani, Erba spigarola *.
- α majus. - Ph. Bertolonii Dec.
- β minus.
- γ nodosum L. - Ph. pratense var. β Poll.
- δ nodosum forma altissimum Bizzozero.
- ε intermedium Bouv.
Comunissimo nei prati e nei pascoli di tutta la Provincia dal piano alla zona montana più elevata nella quale si fonde con le due sottospecie precedenti; α nei luoghi pingui, umidi, ed al margine dei boschi; β nei luoghi secchi e lungo le vie; γ nei terreni compatti e magri nei dintorni di Verona (Goir.), nel monte Baldo e nei Lessini (Segu., Poll., Goir.); δ nel monte Baldo presso la Ferrara e nei monti Lessini presso Camposilvano in luoghi umidi ed acquitrinosi (Goir.); ε al Basso Acquar fuori Verona. - Fiorisce in giugno e luglio nel piano e nei colli in agosto e settembre nei luoghi elevati: perenne.

Ph. asperum Iacq.; Poll. - Frequente nei campi, sui muri, lungo le vie nella città e nei dintorni di Verona. (Goir.); alle sponde del lago di Garda a Lazise (Fontana), a Riva ed Arco (Clementi) nell'altipiano di Rivole agli Olivai (Goir.). - Giugno-luglio: annuo.

Ph. Bohemeri Wibel; Poll.
- β panicula elongata, ramosa Parl.
- γ panicula spiculis a. Tylencho Phalaridis deformata.
È frequentissimo nei luoghi sterili, nei campi e lungo le strade dell'Alto Agro Veronese, dal quale ascende a tutta la collina ed alla zona montana tanto nel monte Baldo quanto nei monti Lessini (Goir.); la var. β nel bosco Mantico e nella collina veronese unitamente alla forma tipica (Goir.); la var. γ è una forma mostruosa, illustrata da Caro Massalongo, che si incontra nei pascoli del monte Tondo e del monte Gain nella Valpantena, al Castello di Montorio e sopra Quinzano (Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

Ph. Michelii All.
- β ambiguum (Ten.).
Raro. Nel monte Baldo alle Murete, sengie di Valfredda, Altissimo di Nago (Goir.), e sopra S. Giacomo (Facchini): la var. β accidentalmente al margine del fossato e nelle macerie fuori porta Nuova di Verona (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Alopecurus pratensis L.; Poll. - Una volta nei prati dei colli benacensi presso Lazise (Pollini, Fontana) ove è scomparso.

A. agrestis L.; Poll. - Erba topina. - Panocela, Spigarol* - nei monti Lessini.
- β gracilis.
- γ macrostachios.
- δ serotinus.
- ε panicula sanguinea.
- ξ palea mutica Bertol.
La forma tipica e la var. β e ε si incontrano copiosissime nei campi e fra le messi dalla pianura a tutta la zona montana: γ a Belfiore ed altri luoghi della pianura; δ è una forma autunnale che più specialmente cresce nella collina e nella zona montana; la var. ξ, rarissima, in Verona presso la Cavallerizza e tra le messi fuori porta Palio e porta Nuova (Goir.). - Da aprile a settembre secondo la altitudine: annua.

A. geniculatus L.; Poll. - Strozza rane.
- β fulvus (Sm.).
La specie e la varietà crescono nei luoghi acquitrinosi, dalla pianura alla zona subalpina (Goir.); così a Legnago (Rocchetti), Caldiero e Caldierino, valle di Zerpa, Belfiore, Albaredo, S. Michele, Campo Marzo e luoghi inondati dall'Adige a Verona, nella val d'Adige fra Ceraino e Peri e nel monte Baldo nelle pozze di val Basiana. (1000 m.) (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

A. utriculatus L.; Poll. - Borsette. - Borsete.*
- β elongatus.
- γ gracilis.
- δ ruderalis.
La specie è piuttosto rara e si incontra sparsa qua e là assieme alla var. β presso Verona fuori porta Vescovo (Seg.) e porta Vittoria (Goir.); a Lazise alle sponde del Garda (Pollini, Fontana, Rigo!); a Legnago (Tonini!); la var. γ in luoghi erbosi nel collegio agli Angeli in Verona e la δ sporadicamente per le vie della città di Verona e nelle macerie (Goir.) - Maggio-giugno: annua.

Coix Lacryma L. - Lagrime di Giobbe. - Lagrime di Giobe. - Originaria delle Indie Orientali, è coltivata nei giardini: qualche volta si incontra subspontanea, e così p. e. a Legnago (Rocchetti !), alle sponde del Garda (Rigo !), a Verona nelle macerie fuori Porta Nuova (Goir.). - Settembre-ottobre: perenne.

Zea Mais L.; Poll. - Granturco.
- α praecox. - Formenton, Polenta, Zaldo, Zalo: - Panoce le spighe femminili, Cartozi o Scartozi le spate che le avviluppano, Mugoloti o Mocoli i loro assi. Sono coltivate le razze Pignoleto, Gialoncino, Friulano.
- β bimestris - Quarantin, Strepolin, Zinquantin.
- γ hirta Gilet et Magne.
- δ criptosperma Gilet et Magne.
- ε rostrata Gilet et Magne.
- ξ polystachia Gilet et Magne.
- η rugosa Gilet et Magne.
- θ alba Gilet et Magne.
- ι rubra Gilet et Magne.
- χ varia Gilet et Magne.
- λ ramosa
- μ variegata
- ν nana Hackel in exsic. !
- σ monstrosa - Poll. var. β.
La var. α, coltivata su vastissima scala, si incontra qualche volta subspontanea: la coltivazione si estende in altitudine sino a 1000 m. ed anche più; la β d'ordinario tiene posto, come secondo raccolto, nei terreni già sfruttati a frumento o segala; frequentemente si semina fitta e viene adoperata come foraggio; le γ e ξ si incontrano qualche volta assieme alla forma tipica; λ bellissima, presso Quinzano; μ è coltivata nei giardini; ν nei luoghi inondati e al margine dei campi in Campo Marzo di Verona (Goir.); σ è sparsa qua e là. Annua.



Tribus 3.  -  Seslerieae.

Sesleria coerulea Ard.; Poll. var. α! - Erba cortelina*, Cortelina. *
- α coerulea. Forma typica.
- β albida. - S. sphaerocephala var. thyrso albido Rchb.
- γ clorocephala.
- δ gracilis.
- ε angustifolia.
- ξ alpina.
La specie cresce copiosa nei luoghi rupestri e selvatici dai rivoni d'Adige e dai colli alle zone più elevate dei monti: le var. β, ε, nel monte Baldo a Costabella; la δ alle falde di monte Baldo lungo il sentiero da Rivalta a Festa; la γ, rarissima, nel vaio di Squaranto; la ξ nelle cime più elevate del monte Baldo, del monte Posta, di Campobrun ecc. (Goir.). - Fiorisce da febbraio ad aprile nelle stazioni basse; da marzo a settembre, dipendentemente dalla altitudine, nelle elevate: perenne.

S. sphaerocephala Ard.
- α coerulescens Rchb.
- β leucocephala (Dec.).
- γ elata.
- δ pumila.
Rupi elevatissime nel monte Baldo e specialmente nelle valli alpine che ne solcano il versante occidentale (Manganotti!, Leybold, C. Mass., Goir.), e nei monti Posta, Campobrun, passo della Lora, Zeola, (C. Mass., Goir.), tanto la specie quanto le varietà.
- Giugno-settembre: perenne.

S. disticha Pers. - Il Parlatore scrive di aver ricevuto questa specie dal Clementi che la avrebbe raccolta nella collina veronese: nel Catalogo Visiani e Saccardo è indicata "sulle rupi granitiche delle alpi veronesi ai confini del Tirolo:" ma S. disticha non è pianta da collina, e nel veronese rupi granitiche non esistono.



Tribus 4.  -  Paniceae.

Pennisetum longistylum Hochst. - Originario dell'Abissinia, è coltivato da alcuni anni come pianta ornamentale; si incontra qualche volta in Verona sporadico nei giardini e nelle macerie (Goir.). Presso Garda (Rigo!).

Setaria verticillata P. B. - Panicum verticillatum Poll.
- Panicastrella. - Pabio, Pavio, Panizola, Panocela.*
- β ambigua (Guss.).
Comune nei prati, nei campi, lungo le vie, dal piano alla regione montana, p. e. Ferrara di monte Baldo: assai rara la var. β nella città, nei dintorni di Verona ed a Caprino (Goir.). - Estate-autunno: annua.

S. viridis P. B. - Panicum viride Poll. - Panicastrella. - Panizola, Panizela, Pabio, Pavio, Panocela.* -
- α humilis.
- β major - Panicum viride majus Gaud.
- γ ramosa. - S. viridis β nodiflora Sacc.?
- δ polystachia.
- ε vivipara Bertol.
Comunissima nei campi, ecc.: le var. α e β dal piano alla zona montana; γ in Verona nel giardino Giusti, al Chievo ecc.; δ rarissima, nei monti Lessini sull'altipiano di Lotrago, ed in Verona nel cortile del R. Liceo; e pure rara, presso Tregnago alle Saline, sull' altipiano di Lotrago, in Verona (Goir.). - Estate-autunno: annua.

S. glauca P. B. - Panicum glaucum Poll. - Pabio, Panizola, Panozela, Panocela *. -
- β vivipara. Frequentissima nei campi e lungo le strade dal piano della zona montana: β rarissima; una sola volta in Verona. fuori porta Palio (Venanzi, Rodegher, Goir.).
Estate-autunno: annua.

S. italica P. B. - Panicum italicum Poll. - Panico. - Panizo, Panocelon*.
- β germanica (P. B.).
Nativa delle Indie orientali e della Nuova Olanda, la specie è coltivata assai estesamente, e si incontra qua e là quasi inselvatichita nel piano, p. e. presso Verona, e nella zona collina e montana, in valle dei Fineti presso Tregnago, in Bolca, presso Roverè di Velo (Goir.). - La var. β, quasi selvatica in luoghi aridi presso Mozzecane (Goir.). - Da luglio a settembre ed anche ottobre: annua.

Panicum Crus-galli L.; Poll. - Panicastrella. - Giavon, Meio palustre*, Panicastrel*.
- α muticum vel submuticum.
- β aristatum.
- γ pumilum.
In tutta la Provincia, nelle risaie, nei fossi, nei terreni umidi, nei luoghi inondati, crescono copiosissime tanto a che β dal piano alla zona montana, p. e. Arzarè, Corbiolo nei Lessini (Goir.); la γ in Verona nel Basso Acquar (Goir.). - Estate-autunno: annua.

P. capillare L. - Gli orti cultori e le fioraie veronesi lo chiamano - Agrosti*, Spricht*. - Oriundo dell'America boreale e da tempo inselvatichito in diversi luoghi d'Europa, si coltiva da alcuni anni nei giardini di Verona, e comincia sporadico a comparire qua e là; Verona, Pigozzo in val di Squaranto, S. Pietro in Cariano in Valpolicella, sotto le Are in Valpantena, al Corno nell'Agro Veronese, nel monte Moscal, ad Onè presso Caprino, ecc. (Goir.). - Autunno. Annua.

P. miliaceum L. - P. Milium Poll. - Miglio - Mejo, Megio. -
- β melanocarpum.
- γ violaceum Rchb.
Originario delle Indie orientali e coltivato nel veronese da epoca immemorabile, oramai è reso spontaneo, e copiosamente si incontra può dirsi ovunque nei campi, lungo le vie ecc. dal piano innalzandosi ai monti; e così nel monte Baldo alla Ferraro, nei monti Lessini al Cerro ecc.: la var. β qua e là e gregaria: la γ, rarissima, nel monte Serbaro verso la, valle di Squaranto (Goir.). - Da luglio a settembre ed anche ottobre: annua.

Oplismenus undulatifolius R. et S. - Non fu sino ad oggi rinvenuto nel veronese; però cresce nei colli benacensi, p. e. a Gargnano nel bresciano di fronte a Castelletto di Brenzone (Rigo !), come anche nel confinante territorio vicentino (C. Mass. !).

Digitaria sanguinalis Scop.; Poll. - Sanguinella. - Spergola, Erba da mazi, Rampeghina* o Erba rampeghina; - le quali denominazioni valgono benanco per le due specie seguenti.
- α genuina.
- β esculenta. - Panicum sanguinale β esculentum; Gaud.
- γ ciliaris (Balb. et Nocc., Dec.) non Koel. nec Retz. - D. sanguinalis var. β Bertol., Parl.
- δ forma pumila mono-oligostachya.
Comunissima ovunque, dal piano alla regione subalpina, nei campi, lungo le strade ecc.: la β di preferenza nei luoghi pingui; la γ rarissima nella Val d'Adige a Rivole e nei dintorni di Verona e la δ in luoghi inondati a Verona, Ceraino (Goir.). - Estate-autunno: annua.

D. ciliaris Koel., non Nocc. et Balb. nec Dec. - Rarissima: luoghi erbosi in Campo Marzo di Verona (Goir.).
- Estate-autunno: annua.

D. glabra R. et S.
- α genuina.
- β polystachia.
- γ ambigua Ces.
Non comune: α e β nei campi e lungo le strade dal piano ai monti; S. Michele, Centore, Verona, Stalavena di Valpantena, Tregnago, Ferrara di monte Baldo; γ rara lungo l'Adige (Goir.). - Estate-autunno: annua.

Tragus racemosus Hall. - Lappago racemosa Poll.!
Siti incolti e sterili, nei muri, lungo le vie in tutta la Provincia dal piano ai colli fra il Benaco ed il confine vicentino (Segu., Poll., Leybold, Rigo!, Goir.). - Luglio-ottobre: annua.



Tribus 5.  -  Chlorideae.

Cynodon dactylon Perso - Digitarla dactylon Poll. - Gramigna. - Gramegna. -
- α elegans.
- γ monstrosa.
Volgare nei campi, lungo le vie ecc. dal piano al monti: β in Campo Marzo di Verona (Goir.): la γ, abbraccia due forme, nelle quali ora le gemme ascellari delle foglie inserite presso la base del caule sono trasformate nel cecidio di Lonchea lasiophthalma Macq., ed altre volte l'estremità del culmo ovvero alcune gemme ascellari degenerano nel cecidio di una specie di Isososma (C. Mass.).; nella valle d'Illasi, Tregnago, Vico, Marcemigo, Legnago, Spredino, monte Gazo, le Are in Valpantena (C. Mass., Goir.). - Luglio novembre: perenne.

Eleusine indica Gartn.
- β forma spicis 1-2.
Osservata la prima volta in Verona nelle macerie appena fuori Porta Vittoria nel 1879 (Goir.): fu rinvenuta più recentemente entro la città, alla Venturina presso le Ferrazze (Rodegher !), a Vigasio (Rigo), a Quinto di Valpantena. - Luglio-ottobre: annua.



Tribus 6.  -  Andropogoneae.

Andropogon Ischaemum L. - A. angustifolium Poll. - Lopia, Lopie*, Lupia*. -
- β rubricinctum (Gandoger)!.
In tutta la Provincia dal piano sino alla zona montana nei pascoli secchi, lungo le vie ecc. - Estate-autunno: perenne.

Heteropogon Allionii R. et S. - Raro. Fra le rupi nei colli benacensi sopra Torri, scoperto da Gregorio Rigo !, ed a S. Vigilio (Goir.). Nel bacino del Benaco cresce inoltre al monte Brion presso Riva, a Gola, da Toscolano a Salò. - Luglio-settembre: perenne.

Chrysopogon Gryllus Trin. - Andropogon Gryllus Poll.
- Erba da spazzole. - In alcuni luoghi infatti, p. e. nel veneto a Treviso, si fa uso delle radici di questa pianta per fare spazzole; pare che la pianta veronese, per prova fatta, poco si presti a questo ufficio.
- α panicula purpurascente.
- β panicula flavescente.
La α, che è la più comune, cresce copiosamente nei luoghi erbosi, dall'Alto Agro Veronese e dalla collina, spingendosi alla zona montana: Verona a S. Giovanni in valle e S. Zeno in monte, Bosco Mantico, Guastalla, Villafranca, Valeggio, Mizzole, Pigozzo, Quinzano, colli Benacensi, Sirmione, Riva, falde del monte Baldo in valle di Caprino, ed a Brentino e Castello di Brentino (Segu., Poll. Fontana, Bracht, Ambr., Gelmi, Goir.): la β è più rara, e fu raccolta dal Tonini in monte Baldo! - Giugno-luglio: perenne.

Sorghum halepense Pers. - Andropogon halepensis Poll.
- Cannorecchia. - Smilaze dolze e Smilaze nostrana (Poll.), Nalgastro, Malgastro*, Melgastro, Gramegnon, Gramegna*, Canestrel*, Canestrei*, Semenestrei* e Sumenestrei* (Caprino). -
- α majus.
- β minus. - S. Schreberi Ten. ?
- γ foliis variegatis.
Luoghi coltivati, vigneti ecc. nella pianura, nei colli, nella regione montana ove cresce abbondantissimo; si incontra pure, ma più raro nella zona subalpina, p. e. in monte Baldo a Spiazzi nei campi seminati a marzuolo: la var. β qua e là assieme alle due precedenti (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

S. vulgare Pers.; Poll. - Saggina. - Melga, Melga da scooli. -
- β bicolor (W.); Poll.
- γ saccharatum (Pers., Poll.). - Saggina da granate. Melga, Melga da spazadore.
- δ cernuum (W., Poll.).
La specie e le varietà β e γ sono coltivate assai estesamente nella pianura, più raramente nella collina; la δ qualche volta per curiosità; ad essa è assai prossima la Durra dell'Abissinia che, con risultati negativi, si cercò di introdurre presso di noi. La specie si incontra quasi selvatica qua e là dal piano ai colli; Isola della Scala, S. Pancrazio, Quinzano, monte Gazo ecc. (Goir.). - Agosto-ottobre: annua.

Saccharum Ravennae L.; Poll. - Cannella.- Canelon. -
- α spiculis niveis.
- β spiculis fuscescentibus.
Cresce qua e là lungo l'Adige da Verona a Legnago ed oltre, e nella intera pianura veronese, al margine dei fossati, negli argini ecc. (Segu. Poll. Goir.) e presso Peschiera (Poll.); la var. β assieme alla forma tipica (Manganotti !). - Agosto-ottobre: perenne.



Tribus 7.  -  Arundineae.

Arundo Donax L.;. Poll. - Canna, Canna da rocche. - Cana*, Cana comune o domestica o montana. -
- β foliis variegatis.
Non è certamente pianta indigena nostra; ma evidentemente introdotta presso di noi, e da epoca immemorabile, si incontra quasi fatta selvatica nella pianura, nell'Alto Agro Veronese, nei colli; nei monti più bassi: Verona, Corno, Marcellise, Pesina., Caprino, in Val secca alta sopra Passone, Prun ecc. (Goir.); il Poll. la indica in rupibus palustribus presso il lago di Garda, e specialmente a l'Isola Lecchi, Gargnano, Salò; il Facchini sulle rupi del Ponale. La var. β è coltivata nei giardini (Menegazzoli). - Settembre-novembre: perenne.

Phragmites communis Trin. - Arundo Phragmites Poll. - Canna da spazzole - Canel, Scoole, Canele*, Canelo*, Caneli*. -
- α flavescens Cust.
- γ splendens (Timb. Lag.).
- δ alpina.
- ε nana.
- ξ repens Zersi.
- η foliis variegatis Poll.
Luoghi palustri od inondati, fossi ecc. dal piano alla zona subalpina: β assieme alle specie; γ, piuttosto rara, in un fosso a Sandrà; δ ed ε in monte Baldo presso la Ferrara e le Moie; ξ nelle sabbie lungo l'Adige a Verona e Legnago (Goir.); la η, rarissima, presso Peschiera (Poll.), e lungo l'Adige sotto la Mambrota (Goir.). - Luglio-ottobre: perenne. Serve a parecchi usi, come a costrurre capanne, graticci ecc.



Tribus 8.  -  Agrostideae.

Calamagrostis Sect. 1. Epigejos Kock. - C. Epigejos Roth. - Arundo Epigejos Poll. - Luoghi umidi e selvatici al piano e nei monti: lungo l'Adige presso Verona, nel vaio di Squaranto, nel monte Baldo in Piore, Creta, Murete, Gazo ed ai Lumini (Goir.); il Pollini la indica presso al Santuario della Corona. - Giugno-settembre: perenne.

C. litorea Dec. - Arundo Calamagrostis Poll.
- β major Parl. Copiosissima a Verona, Ceraino, ecc. nelle sabbie lungo l'Adige, tanto la specie che la varietà. - Giugno-agosto: perenne.

C. lanceolata Roth. - Rara: rive dell'Adige oltre a Tombetta: ove fu scoperta dal chiarissimo A. Manganotti!
- Estate: perenne.

C. Halleriana Dec. - Rara: luoghi selvatici della regione alpina in monte Baldo p. e. valle delle pietre, coste dell'Artillon, val dritta ecc. (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.

C. tenella Host β alpina (Host.). - Rara: nei luoghi selvatici rupestri e fra i frutici nella regione alpina in monte Baldo: p. e. coste dell'Artillon, val Vacara, val delle buse, val delle pietre ecc. (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.

Sect. 2. Deyeuxia P. B. - C. varia Schrad (sub Arundine). - Arundo sylvatica Poll. pro parte?; Deyeuxia varia Kunth.
- α typica.
- β montana (Host.).
- γ intermedia.
- δ spiculis variegatis.
- ε spiculis pallide virescentibus.
Frequentissima nei luoghi rupestri e selvatici di tutti i monti veronesi dalla zona montana alla alpina (Seg., Mang., Ambr., C. Mass., (Goir.); raramente nella collina, p. e. ai Molini sotto Spredino (Goir.); scende qualche volta anche nei luoghi bassi seguendo i corsi d'acqua, p. e. lungo l'Adige presso Verona. Le forme α - β crescono promiscuamente: e, rarissima, nel monte Baldo presso la Corona (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

C. sylvatica Dec. - Rara: il Facchini la raccolse nella valle d'Avio in monte Baldo, nel quale il barone Hausmann la indica pure rinvenuta dal Leybold. - Luglio-settembre: perenne.

Agrostis Sect. 1. Euagrostis Gren. et Godr. - A. alba L.
- A. vulgaris Poll. var. γ, δ. - Pinel*, nel monte Baldo; Carolo*, Caroli*, nei colli di Valpantena; Gramegna*, Agrosti*: - la ultima denominazione è stata recentemente introdotta nel vernacolo veronese dai giardinieri e dalle fioraie, e va attribuita non solo a diverse forme di questo genere, ma benanco a non poche specie dell'ordine delle poacee, adoperate per la confezione di corone e mazzi di fiori secchi.-
In tutto il territorio veronese, estollendosi dal piano alle zone elevate di tutti i monti, lungo le vie, alle sponde dei fossi e lungo i corsi di acqua, nel letto disseccato dei torrenti, al margine dei campi, nei vigneti ecc. cresce questa specie così polimorfa: assieme alla forma tipica si incontrano, non di rado promiscue, le var. pallens, flavescens, colorata, laxiflora, spiculis nonnulis aristatis, gigantea, prorepens, angustata, patula (Goir.), inoltre:
- β vivipara. - A. vulgaris var. ε Poll.
- γ pumila Kunth non L.
La β, rarissima, fu raccolta nel monte Baldo alla Ferrara ed alle sponde del lago di Garda a Magugnano (Goir.): la γ fu rinvenuta una sol volta alla Ferrara (Goir.); in essa si sviluppa negli ovari una Ustilaginea, forse la stessa Tilletia decipiens (Pers.) Körn. che deturpa gli ovari della specie seguente. - Estate-autunno: perenne.

A. vulgaris Wither. - A. vulgaris Poll. var. α, β - Pinel*, Carolo*, Caroli*, Gramigna*.
- α vulgaris genuina Rchb.
- β pumila L. - A. vulgaris Poll. var. γ.
Cresce ove la specie precedente e nella stessa epoca: la β con gli ovari deformati dalla Tilletia decipiens (Pers.) Korn., si rinviene nei pascoli elevati dei monte Baldo e così: Tredespin, coste dell'Artillon, Acque negre, Valfredda, Ortigara, fra Cambrigar e la Ferrara ecc. (Goir., C. Mass.). - Perenne.

Sect. 2. Tricodium Mich. - A. canina L.; Poll.
- α genuina.
- β pallida, spicularum colore stramineo Rchb.
- γ mutica Gaud.
Meno frequente delle due specie precedenti, cresce di preferenza nei boschi, nei pascoli e luoghi selvatici delle zane montana e subalpina, nel monte Baldo, nei Lessini ecc.: però non manca nel piano, p. e. Campo Marzo di Verona, Bosco Mantico: le var. α e β si incontrano qualche volta in società: γ nel monte Baldo in Ime (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

A. rupestris All. - A. alpina Poll.!
- α procerior.
- β panicula elongata coarctata Rchb.
- γ panicula aurata subpatente Rchb.
Rupi e pascoli elevatissimi nel monte Baldo: Altissimo di Nago (Poll., Hfl. Goir.), colma e Prà di Malcesine, colma e costo dell' Artillon, cima di val dritta, Sassetto, Mon Maor, Costabella, busete, Valgrande, valle delli ossi ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Sect. 3. Apera P. B. - A. spica venti L. Poll. - Pennacchini. - Non comune: fra le messi in Campo Marzo di Verona ed altrove nella Provincia (Segu., Poll. Goir.). - Maggio-luglio: annua. A. interrupta L. Poll. - Luoghi arenosi e secchi: Verona in Campo Marzo, nelle sabbie lungo l'Adige (Segu., Goir.), fuori Porta nuova lungo le strade ed al margine dei campi (Goir.), nella val d'Adige alla Chiusa (Poll.) e sotto Rivole (Goir.), a Salionze lungo le strade (Rigo!), a Lazise (Fontana!) - Maggio-luglio: annua.

A. interrupta L. Poll. - Luoghi arenosi e secchi: Verona in Campo Marzo, nelle sabbie lungo l'Adige (Segu., Goir.), fuori Porta nuova lungo le strade ed al margine dei campi (Goir.), nella Val d'Adige alla Chiusa (Poll.) e sotto Rivole (Goir.), a Salionze lungo le strade (Rigo!), a Lazise (Fontana!) - Maggio-luglio: annua.

Lagurus ovatus L. - Sporadico nei giardini, ove è coltivato per ornamento, e nelle macerie (Goir.). - Giugno-agosto: annuo.


Tribus 9.  -  Stipeae.

Stipa Calamagrostis Whlnb. - Arundo speciosa Poll.! - Stuzzichella. - Spighete* (nei Lessini), Sta 'n pè* (sulla riviera benacense). -
- β spiculis purpurascentibus.
Luoghi selvatici e rupestri fra altitudini di 100-1975 m. Rara al Varone presso Riva di Trento (Goir.); non comune nel monte Baldo, nella selva d'Avio (Poll.), lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll. Goir.), sul monte S. Marco, ai Tessari, ad Incanale (Goir.); copiosa e frequentissima nel gruppo dei Lessini, dalla cima Galbana, Trapola, Pertica, Campostrin, Tambro, Zeola scendendo a Revolto, Giazza ecc., in s. Anna d'Alfaedo, monte Pastello, Cerro, monte Tregnago presso a Grezzana e così in vicinanza di Romagnano, al covalo di Pompeo: Spredino, nel vaio Sperzani, nella valle di Squaranto (Goir.), e da ultimo nella val d'Adige alla Chiusa, Ceraino, ecc. (Mang., Goir.), ed ai Lavini di Marco presso Rovereto (Leyb., Cobelli). La var. β alla Giazza e Revolto (Goir.). - Luglio-novembre: perenne.

S. pennata L.; Poll.! - Lino delle fate. - Scoli* o Stipa* la pianta, Piume o Penaci* la pannocchia. - Nelle fessure delle rupi e nei pascoli aridi e secchi specialmente della collina: rivoni d'Adige sotto Bosco Mantico ed oltre (Segu.), Garda (Poll.), S . Vigilio (Goir.) ecc., e così pure in tutti i colli veronesi, nella Valpantena ecc. (Poll., Mang., C. Mass., Goir.).
- Maggio-luglio: perenne. Le pannocchie sono portate sul mercato per la confezione di mazzi, ecc.

Milium effusum L.; Poll. - Raro. Luoghi selvatici e boschivi della zona montana e subalpina; nel monte Baldo in val Borno (Rigo), Ortigara e selva d'Avio (Poll.), Ime e Noveza (Goir.), e nei Lessini, vaio dell'Anguilla. (Goir.), Chiesanuova e Scandole (Poll., Goir.). - Maggio-agosto: perenne.

M. paradoxum L.; Poll.?? - Indicato, certamente per equivoco, da Ciro Pollini all'Ortigara di monte Baldo.

M. (Piptatherum P. B.) multiflorum Cav.; Poll. - Raro.
Luoghi selvatici e rupestri, siepi, muri: nella val d'Adige alla Chiusa (Poll. Goir.); nel bacino del Garda a Sirmione, Scaveaghe e S. Vigilio (Goir.); al Varone (Goir.); al Ponale ed al monte Brione presso Riva. (Facch.). - Estate-autunno: perenne.



Tribus 10.  -  Aveneae.

Corynephorus (Aira L.) canescens P. B. Carlo Tonini nel Tentamen Mantissae ad floram, veronensem scrive che questa poacea si offrì a lui in denso cespuglio in un campo sterile del Chievo; ove però, almeno sino ad oggi, non fu più ritrovata.

Aira caryophyllea L.
- α anceps Ces.
Questa poacea in unione alle due specie seguenti, colle quali frequentemente vive in società, sembra prediligere i depositi ed i terrazzamenti morenici: nell'Alto Agro Veronese al margine di una piccola palude nel luogo detto la Finella presso Guastalla, al Bovo ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. capillaris Host. - A. caryophyllea Poll.! - Nebbia
- β ambigua auct. non D. Nrs.
È più frequente della precedente: nella valle di Caprino alle falde di monte Baldo (Poll.), e al dissopra di Gamberone ai piedi dei monti Cordaspina e S. Marco (Goir.), Boscomantico (Mang.!, Goir.), colline di Sommacampagna (Rigo!) ecc. - Maggio-giugno: annua.

A. ambigua D. Nrs. - Ove le precedenti, specialmente alla Finella ed a Bosco Mantico, e nella stessa epoca (Goir.).

Deschampsia P. B. Sect. 1. Eudeschampsia Gren. et Godr. D. (Aira L.) caespitosa P. B. - Aira caespitosa Poll.!
- α typica.
- β pallida Koch.
- γ filavescens.
- δ alpina Gaud.
La forma tipica con le sue numerose variazioni e forme è sparsa sul suolo della intera Provincia veronese, dalla pianura alla zona alpina, nei luoghi umidi e sabbiosi, nei prati, nei pascoli, nelle paludi, lungo i ruscelli ecc. (Segu., Poll., Mang.!, Goir.): la var. β si incontra non di rado tanto nel piano come nei monti; p. e. in Verona lungo l'Adige e nel monte Baldo a Brentino, Ferrara, Noveza ecc. (Goir.): la γ in Valnasse nello stesso monte (Vittorio Pellegrini!): la var. δ cresce nelle zone più elevate del monte Baldo e dei Lessini (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

Sect. 2. Avenella Bluff. et Fing. - D. (Avenella Parl.) flexuosa Trin. - Aira flexuosa Poll. !
- β panicula contracta: spiculis intense violaceis. - Aira montana All. non L.
La specie e la varietà crescono copiosamente nei pascoli e fra i frutici nelle zone più elevate del monte Baldo: Ortigara, Altissimo di Nago, valle delle pietre, Valgrande ecc. (Poll., Goir.): dei Lessini; Sparaver, Galbana, Malera, Trapola ecc. (Goir.), e così pure in Campobrun, Posta ecc. (Poll., Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Danthonia provincialis Dec.
- β spiculis minoribus.
Non comune. Presso il lago di Garda (Precht); nell'Alto Agro Veronese, in depositi morenici al bosco della stanga presso S. Lucia del Tione in quel di Guastalla veronese e nei pascoli di Bosco Mantico (Goir.); nel monte Baldo nei pascoli di Pravazar ed alle Moie della Ferrara (Goir.). La var. assieme alla forma tipica nelle stazioni di monte Baldo. -
Maggio-settembre a seconda della altitudine: perenne.

D. (Trodia P. B.) decumbens Dec. - Poa decumbens Poll. !
- α breviglumis Hackel.
- β longiglumis Hackel.
- γ oligostachya: spiculis 1-3.
Dall'Alto Agro Veronese alla zona subalpina ed alpina: la var. α, che è rara, al bosco della stanga presso S. Lucia del Tione (Goir.) e nel monte Trezzolan (Tonini!): la var. β copiosissima nei pascoli e fra i frutici in monte Baldo (Goir.), Basiana, Valfredda, Novezina, Noveza (e Poll. !), Lonza, Campedello, Ime, Prada ecc.; nei Lessini a S. Anna, Corno Mozzo, Malera, Campegno ecc. (Goir.); da ultimo in Campobruno, Posta ecc. (Goir.). La var. γ, frequentemente con la β e negli stessi luoghi. - Maggio-settembre: perenne.

Ventenata avenacea Koel. - Avena tenuis Poll. -
Non comune in luoghi sterili ed aprici: a Roncà (Tonini!, Montini), e nel monte Calvarine (Poll.) al confine quasi con la Provincia di Vicenza; nel monte Tondo o Nero a cavaliere della Valpantena con la Va1policella (Goir.); accidentalmente a Spiazzi in monte Baldo (Goir.). - Giugno-luglio: annua.

Avena Parl. Sect. 1. Avenastrum Koch. - A. Parlatorei Woods. tour. fl. - A. sempervirens Auct. non Vill.
Luoghi rupestri e selvatici del monte Baldo ove fu primieramente scoperta, dai prof. Clementi e Manganotti: Coal Santo, Mon Maor, valle delle pietre, colma di Noveza, Noveza, val Losana, Prazagano, Cerbiol, Lavacci, la Ferrara (Goir.), fra 900-2000 m. di altitudine. - Giugno-settembre: perenne.

A. pubescens L. - A. fallax Poll.!, excl. omnib. syn.!
- β lucida (Bertol).
La forma tipica vegeta in tutti i prati e pascoli della zona montana e subalpina tanto nel monte Baldo, p. e. Valfredda, Pravazar, Naole, la Ferrara ecc. (Goir.): quanto nei Lessini a Selva di Progno, vaio del Falcone, Cerbiol, Carcereri ecc. (Goir.): la var. β scoperta per la prima volta da Roberto de Visiani presso la Ferrara di monte Baldo cresce promiscuamente alla specie. - Giugno-agosto: perenne.

A. amethystina Clar. - Rara: rupi e pascoli della zona alpina e subalpina; nel monte Baldo a S. Giacomo, ove fu primieramente raccolta dal Facchini che la comunicò al Koch, Valfredda. e Naole (Goir.); nei Lessini alla Sega ed al Corno d'Aquilio (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

A. praeusta Rchb. - Rupi e pascoli elevati nel monte Baldo: Valfredda, Naole, Costabella, Mon Maor ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

A. pratensis L.; (Poll.). - Nel monte Baldo, ove la specie precedente; nei monti Lessini al Corno d'Aquilio (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Sect. 2. Avenae genuiuae Koch. - A. sterilis L. - Frequente sui muri, nelle rupi e nei seminati nell'Alto Agro, nella collina veronese, alle sponde del lago di Garda, Verona, Peschiera, Quinzano, Stelle, Vendri, Pigozzo, monte Tondo (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. Ludoviciana Durieu. - Rarissima: muri e rupi, a Verona, Pigozzo, Rivole, monte Ferzi sopra Onè presso Caprino e probabilmente altrove (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. fatua L.; Poll. - Avena, Vena selvatica. - Venon, Avena o Vena salvega*; - nome attribuito benanco alle due specie precedenti nonchè alla seguente.
- β hybrida Koch.
Vegeta nei campi coltivati, fra le biade, nei vigneti in tutto il territorio della Provincia veronese, dal piano alla zona montana, nella quale diventa rara (Goir.): la β in monte Baldo, in mezzo al marzuolo, alle Fraine ed alla Ferrara (Goir.). - Da maggio a settembre secondo la altitudine: annua.

A. barbata Brot. - A. hirsuta Roth. - Frequentissima nei seminati, nei campi, sui muri e sui tetti, nelle rupi della intera Provincia dal piano sino a toccare la zona montana (Goir.). - Aprile-agosto: annua.

A. sativa L.; Poll. - Vena - Vena, Biava, Avena*. -
- β mutica.
Coltivata dal piano a tutta la zona montana, e qua e là inselvatichita: colla specie, nei seminati, si incontrano frequentemente tanto la var. β, p. e. a Verona lungo l'Adige, e nel monte Baldo alla Ferrara, quanto altre forme o varietà o variazioni che dire si vogliano (Goir.). - Maggio-settembre: annua.

A. orientalis L.; Poll. - Avena d'Ungheria*. - Coltivata qualche volta, e quasi selvatica fra le messi: a Legnago, nei dintorni di Verona ecc. (Goir.). - Annua.

Arrhanatharum elatius Mert. et Koch. - Holcus avenaceus Poll. - Vena maggiore, Vena altissima, Altissimo*
- α vulgare Koch.
- β bulbosum Gaud.
- γ utriusque flosculi arista articulata. Bert.
La forma tipica, colle sue numerose variazioni, cresce dai dintorni di Verona fuori Porta Nuova, in luoghi selvatici, fra i frutici ecc., insino alla zona montana e subalpina: nel monte Baldo alla Ferrara, Cambrigar, Pravazar, Madonna della Neve ecc. (Poll., Facch., Goir.), alle falde del monte Pastello a Fumane (Goir.), nella valle d'Illasi a Tregnago (Caro Mass.) ed altrove; nei Lessini a Corbiol, nel vajo di Squaranto, Velo (Goir.): la var. β, citata pure da Segujer, alla Ferrara, Spiazzi, Pravazar, Naole in monte Baldo (Goir.): la γ a Spiazzi in monte Baldo (Goir.) e presso Tregnago (C. Mass.!). - Estate-autunno: perenne. È coltivalo come foraggio.

Trisetum (Arundo; Spr., Poll.) pygmaeum. - Arundo pigmaea Spr., Poll.: Avena pygmaea Rchb. quoad pl. Spr., Poll. - Scoperto dal Gebhardt nel monte Baldo, ove invano sino ad oggi fu ricercato, è stato descritto dallo Sprengel e dal Pollini che ne diede benanco una figura nella sua flora (vol. I, tab. I, fig. 1): nella pianta del Pollini alcuni botanici hanno voluto vedere il T. subspicatum P. B., altri il T. Cavanillesii Trin. ossia Avena Loefingiana Cav. Siccome queste due specie non crescono sicuramente nel monte Baldo, e d'altronde la Arundo pygmaea manca nell' Erbario Polliniano, così la pianta di Ciro Pollini viene riferita al genere Trisetum al quale sicuramente appartiene (Parl.), conservando alla stessa la denominazione specifica data dal creatore della specie.

T. flavescens P. B. - Avena flavescens Poll.!
- α genuinum Rchb.
- β lutescens Rchb.
- γ variegatum Rchb.
- δ alpinum Parl. - Avena alpestris (Dee.).
- ε splendens (Presl.). - Varietas avenae flavescentis Poll. mss. in herb.!
- ξ spiculis maioribus.
- η pauciflorum Sacc.
Nel prati e nei luoghi erbosi della intera Provincia, dal piano alla zona montana e subalpina, crescono frequentissime tanto la forma tipica, come le var. β, γ, ε: sono rare la var. δ, nel monte Baldo alle Giare di Valbrutta (Goir.) e la var. ξ dei monti Lessini al Vallone (Goir.); la η fu scoperta dal Pollini (a. 1811) in monte Baldo nei prati presso i Coltri, e gli esemplari veronesi esistenti nell'Erbario!, concordano esattamente coi siciliani avuti da Lojacono. - Maggio-settembre: perenne.

T. argenteum R. et S. - Avena distichophylla Poll.!
- β parviflorum Parl. - Avena Rotae De Not.
Rupi e pascoli elevatissimi delle alpi veronesi e fra le ghiaie di tutti i torrenti alpini. Nel monte Baldo lungo l'intera catena dall'Altissimo di Nago ai Colonei di Pesina (2200-1368 m.), scendendo nei due versanti a stazioni livellate a circa 900 m. p. e. alle Giare di Valbrutta presso Ferrara di monte Baldo ove cresce in unione alla specie precedente (Goir.): nei monti Lessini in Malera, Trapola, Campobrun, Revolto ecc. (Goir.), S. Anna d'Alfaedo (936 m., Tonini !) eccezionalmente, dopo la piena d'Adige del 1882, comparve, appena fuori Verona, nelle sabbie depositate dal fiume alla rotta Fuini (Goir.). La var. β, rarissima, nel monte Baldo al Coal Santo (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Holcus lanatus L.; Poll. - Bambagiona. - Ventolana Semenestrei * a Caprino veronese. -
- α genuinus.
- β panicula colorata.
- γ intermedius: arista hamata, glumas excedente. - Comune nei prati, pascoli, siepi, al margine dei fossati, fra i virgulti ecc. in tutta la regione dalla pianura alla zona subalpina (Segu., Poll.!, Goir. ecc.): la var. γ è sparsa qua e là, ma di preferenza nelle stazioni colline e montane (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.

H. mollis L.; Poll.? - Indicato da Pollini nel monte Baldo lungo la strada dei Lumini; ma sino ad oggi non fu rinvenuto nè in questo!, nè in alcun altro luogo della Provincia: del resto nell'Erbario Polliniano la scheda H. mollis è corretta in H. lanatus, e l'esemplare raccolto nella stazione ora citata spetta alla var. γ della specie precedente.

Melica Magnolii Gren. et Godr. - M. ciliata Poll. et auct. non L.
- β panicula ramoso-lobata Parl.
Comune in tutta la regione nei luoghi aridi, nelle ghiaie, sui muri, nelle fenditure delle rupi, lungo le strade, nelle siepi dalla pianura alla zona montana. (Segu., Poll.!, Ambr., Goir. ecc.).; la var. β qua e là assieme alla forma tipica. - Maggio-luglio: perenne.

M. nebrodensis Parl. - Scoperta in una siepe a Vendri in Valpantena (Goir.), probabilmente crescerà anche in altri punti. - Giugno: perenne.

M. uniflora Retz.; Poll. - Nei luoghi selvatici e rupestri delle zone collina e montana, più raramente in quelle più elevate: presso Arco (Perini); nel monte Baldo alla Corona (Poll.), sopra Avio (Gelmi), ai Dossioi (Facch.) ; ad Albizzano nei colli benacensi; Alcenago nella Valpantena; nella valle di Squaranto sopra la Rocchetta bassa (Goir.); nel monte Trezzolan (Tonini!). - Giugno-luglio: perenne.

M. nutans L.; Poll. - Luoghi boschivi, selvatici ed anche rupestri, ma piuttosto umidi, dall' Alto Agro Veronese alla zona alpina; però non può dirsi pianta volgare (Segu., Poll., Ambrosi, Hausmn., Goir.): così, p . e., nell'Alto Agro Veronese a Bosco Mantico (m. 82, Goir.), nel monte Baldo in Noveza (m. 1450, Goir.). - Dalla seconda metà di marzo ad agosto secondo la altitudine: perenne.



Tribus 11.  -  Festuceae.

Catabrosa aquatica P. B. - Il sig. Perini scrive che questa poacea, assai rara nell'Italia settentrionale, è stata trovata da lui nelle paludi circonvicine a Torbole, e presso le sponde settentrionali del Garda.

Glyceria acquatica Wahlb. - Poa acquatica Poll.! - Melina.
- β floribus viviparis Poll.! Fossi, paludi, corsi d'acqua ecc.: in tutta la pianura e nell'Agro Veronese (Segu., Poll., Goir.); alle sponde del lago di Garda, a Peschiera, Lazise ecc., Torbole (Goir., Font., Per.): la β, rarissima, fu raccolta da Pollini al Palù ed alla Bevilacqua. - Giugno-agosto: perenne.

G. plicata Fries. - Poa fluitans Poll. pro parte.
- β microstachya.
Fossi e luoghi paludosi della pianura e dall'Alto Agro Veronese alla regione montana e subalpina: e così, nel monte Baldo alla Ferrara, Pavazar, Basiana, Lonza ecc., nei Lessini a Roverè di Velo ecc. (Goir., C. Mass.!): la var. β in monte Baldo ai Lumini ed in Valsecca (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

G. fiuitans R. Br. - Rara, in unione colla precedente: nelle basse di S. Michele (Goir.), e probabilmente altrove.

G. loliacea Godr. - Rara: luoghi erbosi nei dintorni di Verona (Goir.). - Estate: perenne? È ritenuta una forma ibrida; Festuca elatior x Lolium perenne.

Sclerochloa dura P. B. - Rara: in Verona a Pradavalle e nello stradone S. Antonio, fuori porta Vescovo, a destra uscendo di città lungo la strada di circonvallazione, fuori porta Palio al margine di un fosso lungo l'antica strada per Croce Bianca (Goir.). Aprile-giugno: annua.

S. rigida Panz. - Poa rigida Poll.! - Erba montagnola*.
- β muralis Todaro in exsic!
Luoghi sterili ed incolti, muri, rupi ecc. - Comunissima nella provincia, dal piano, dalla collina e dalle sponde del Garda, salendo alla zona montana (Segu. Poll., Font., Facch., Leyb., Goir.); il Pollini la indica nel monte Baldo presso Brentonico e la Corona. - La var. β nei muri e nelle rupi a Quinzano, nel colle delle Ungherine; Lubiura, Gamberone, Passone alle falde di monte Baldo (Goir.). - Estate: annua.

Poa annua L.; Poll. var. α - Erba per i gati *.
- β biennis.
- γ flavescens Hsmn.
- δ vivipara.
Comunissima lungo le vie, nelle ortaglie ecc. dalla pianura alla zona subalpina, p. e. Ime in monte Baldo: la var. β al principio della primavera: la γ una volta sola nelle sabbie dell'Adige al Lazzaretto: la δ, rarissima, in luoghi inondati in Campomarzo di Verona (Goir.). - Gennaio-dicembre: annua e bienne!

P. supina Schrad. - P. annua var. β Poll. - Luoghi erbosi ed anche rupestri delle zone alpina e subalpina: nel monte Baldo in Cerbiol, Prazagano, Basiana, Ime, Valgrande; nei monti Lessini ai Trachi, Podesteria; in Campobrun ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: perenne!

P. alpina L.; Poll. Poniol*, Paniol*, Corteline*, Trussoli.
- β vivipara L.; Poll.
- γ badensis (Haenk.).
- δ minor Koch. var. γ - P. laxa Goir.!
Nelle rupi e nei pascoli elevati del monte Baldo, dei Lessini, dei monti Posta, Campobrun, Zeola ecc. (Seg., Poll.!, Ton.!, Mang.!, C. Mass.!, Goir. ecc.) si incontrano frequentissime tanto la forma tipica con le sue numerose variazioni, quanto la β: la var. γ qualche volta scende verso stazioni più basse seguendo il corso dei fiumi e dei torrenti, talchè fu raccolta nelle sabbie dell'Adige a Verona (Goir.): la var. δ non è infrequente e qualche volta cresce in prossimità della vera P. minor Gaud., e presenta una forma vivipara ed una seconda flavescens; nel monte Baldo al Sassetto, cima di val dritta, Artillon, Ime, ecc. e così pure al monte Posta (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

P. caesia Sm. (an potius P. alpina γ intermedia Ambr., P. sclerocalamos Facch.?) - Rara in monte Baldo in luoghi sassosi nelle valli alpine delle pietre e delle buse nonchè in Mon-maor (Goir., C. Mass.). - Agosto-ottobre: perenne.

P. bulbosa L.; Poll. var. α! - Poniol*, Paniol*, Corteline*, Trussoli*.
- β vivipara Koch.; Poll.
- γ elata.
La forma tipica e la forma vivipara, questa seconda più frequente della prima!, crescono copiosamente nei pascoli, prati, lungo le vie ecc. per tutta la Provincia dalla pianura alla zona montana e subalpina del monte Baldo, dei Lessini ecc.: la β elegantissima, ma rara, fuori porta S. Giorgio di Verona (Goir.). - Aprile-agosto dipendentemente dalla altitudine: perenne.

P. laxa Haenke?? - I sig. De Visiani e Saccardo, nel loro Catalogo, probabilmente sulla fede di autori che scrissero di piante venete, indicano questa specie vivente sulle cime elevate del monte Baldo: ma difficilmente potrà quivi rinvenirsi, essendo questa poacea ritenuta propria, esclusivamente, alle formazioni granitiche, delle quali nelle nostre prealpi non si ha traccia: anche noi ne abbiamo fatto ricerca sin dal 1870 dopo che consultammo il catalogo ora ricordato; e tanto sul monte Baldo, quanto sui monti Posta e Campobrun, raccogliemmo forme che riferimmo allora a P. laxa Haenke, ma che studi posteriori dimostrarono appartenere o alla P. alpina var. minor Koch, ovvero alla vera P. minor Gaud., come sentenziò l'illustre prof. A. Hackel al quale comunicammo i nostri esemplari.

P. minor Gaud. - Non rara nei pascoli e nelle rupi elevatissime di monte Baldo, colma di Valbrutta, al Telegrafo, cima di val dritta, Sassetto, Altissimo di Nago ecc. ed in tutte le valli alpine che ne solcano il fianco occidentale, e così pure nei monti Campobrun, Posta ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

P. pumila Host. ? - Si riferisce a questa specie una Poa rinvenuta in monte Baldo nella valle alpina delle pietre (settembre 1873) dietro la descrizione che dà della stessa il Koch: ad ogni modo dubitativamente non avendo avuto modo di esaminare esemplari autotipi della pianta dello Host. (Goir.).

P. violacea Bell. - Festuca pilosa Hall., Poll.; F. poaeformis Host., Poll. herb.!
- α violacea Typica.
- β variegata - Festuca pilosa α genuina Gren. et Godr.
- γ flavescens Festuca pilosa β flavescens Gren. et Godr.
Elegante poacea che cresce abbondantemente nei pascoli elevati dei monti veronesi: a nel monte Alba (Goir.); β nei monti Lessini presso Chiesanuova ecc. (Goir.) e nel monte Baldo nei prati ai Coltri e Pravazar (Poll. !), nei pascoli di Naole, Valfredda, Colonei ecc. (Goir.); la γ in quest'ultimo monte fra le rupi in Valfredda ed ai Colonei (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

P. compressa L.; Poll.!
- β Langeana Rchb.
- γ panicula spadicea.
- δ spiculis aliquantulis viviparis.
Nei luoghi aridi ed asciutti nelle sabbie e ghiaie, lungo le vie, nei muri, sulle rupi ecc., la forma tipica assieme alle sue variazioni cresce copiosamente sul suolo della intera Provincia (Segu., Poll., Fontana, ecc.); e dalla bassa pianura e dall'Alto Agro Veronese sale ai colli ed ai monti tutti, nei quali ultimi raggiunge la zona subalpina (Goir.). La var. β, rarissima, presso Verona lungo l'Adige: la γ in monte Baldo nella valle Basiana: la δ in luoghi innondati lungo l'Adige presso Verona. - Maggio-ottobre: perenne.

P. nemoralis L.; Poll.! - Rara in Campo marzo di Verona nelle sabbie depositate dall'Adige nel 1882 (Goir.); è più abbondante nella collina e cresce copiosissima in tutti i monti nei quali sale sino alla zona alpina nel monte Baldo, nei Lessini ecc. (Segu., Poll., Ton. !, Mang.!, C. Mass.!, Goir. ecc.). Nei luoghi selvatici boschivi e rupestri, nelle siepi, nei pascoli, sui muri, nelle ghiaie ecc. si incontrano le forme o varietà: vulgaris, tenella, firmula, rigidula, coarctata, glauca, variegata, flavescens, violacea, subuniflora, montana, oligostachya, ed inoltre:
- β spiculis 7-9 fioris.
- γ nodis culmeis spongioso-cirrhosis Gaud.
La β fu raccolta, ma rarissima, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta. (Goir.): nella γ il culmo al dissopra dei nodi presenta delle galle dovute alla Homomyia Poae (Bosc.) Bergenst; Noveza di monte Baldo (Goir.), Campofontana; (C. Mass.). - Estate-autunno: perenne.

P. pratensis L.; Poll.! - Fienarola. - Spighete*, Cortelina, Trussoli.
- α typica.
- β latifolia Rchb.
- γ angustifolia (L.).
- δ strigosa Rchb.
- ε erytrostachya.
- ξ pallens.
La forma tipica cresce copiosamente nei prati, pascoli, vie ecc. della intera Provincia dalla pianura alla zona subalpina (Segu., Poll. ecc.): la β lungo l'Adige: la γ, presso di noi rarissima, nella valle di Caprino (Poll.) , nonchè alle falde orientali del monte Baldo al castello di Brentino (Goir.): δ e ξ in luoghi aridi presso Verona: ε fra le rupi nel colle delle Ungherine (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.

P. trivialis L.; Poll. !
- β vulgaris Rchb.
- γ colorata.
- δ multiflora Rchb.
La forma tipica e la var. β crescono copiosissime nei prati e pascoli specialmente umidi, nei luoghi boschivi e selvatici della intera Provincia (Segu., Poll. ecc.), e dalla bassa pianura si spingono alle stazioni più elevate del monte Baldo, dei Lessini ecc.: la γ qua e là colla specie (Goir.): la è δ rara, fu raccolta nel monte Baldo alla punta del Telegrafo e nella valle delle buse fra 2200 2000 m. di altitudine. (Goir,) - Aprile settembre: perenne.

Eragrostis pilosa P. B. - Poa pilosa Poll.! - Panizela*. - Specie eminentemente polimorfa: la forma tipica, con le innumerevoli variazioni o varietà, cresce nei campi coltivati, nelle aiuole dei giardini, al margine dei fossi, lungo le vie e le strade, tanto nei luoghi abitati come al di fuori ecc. (Segu., Poll., Font., Goir.); e si incontra dal piano alla collina e non manca nella zona montana, p. e. nel monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll.) e da Caprino a Spiazzi (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.

E. poaeoides P. B. - Poa ertagrostis Poll.! - Panizela*.
- β congesta.
- γ pumila.
- δ intermedia.
Nei campi coltivati, nei muri, lungo le vie, fra le macerie ecc. - La forma tipica segnalata primieramente a Pescantina. (Poll.) e nei colli benacesi (Rigo !), è sparga per tutta la Provincia dal piano alla zona montana; e così cresce a Villabella, Caldiero, Tregnago, Montorio, nella città di Verona e nei colli alle Are, a Rivole, Passone, Valsecca ecc. (Goir.): le var. β e γ presso Montorio, e la δ che costituisce una forma intermediaria fra questa e la seguente, nelle piazze e vie di Verona. - Luglio-ottobre: annua.

E. major Host. - Poa megastachya Poll. - Gramignone. - Panizela*. -
- β gigantea.
Ove le due specie precedenti (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.) e frequentemente in società con esse, dando probabilmente origine a delle forme ibride: la β in unione alla forma comune a Verona, Caldiero ecc. (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.

Briza minor L.; Poll.? - Gramen phalaroides minus locustis parvis, paniculis non expansis Segu.? - Il Seguier scrive che questa poacea cresce nei pascoli della Valpantena presso Grezzana; ma la stessa non vive nè in questo, nè in qualunque altro punto del Veronese!, e secondo ogni probabilità, come opina anche il Pollini, la pianta del Seguier indica una delle forme della specie che segue.

B. media L.; Poll.! - Tamburini. - Paiola *, - nel monte Baldo.
- α spiculis magnitudine media.
- β spiculis maioribus albicantibus vel variegatis.
- γ spiculis minoribus.
- δ spiculis ovalibus.
- ε panicula prolifera val dimorpha.
La specie cresce copiosamente nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici della intera Provincia dal piano alla zona alpina (Segu., Poll., Font., Ambr., Goir. ecc.): la β più rara, assieme alla precedente, alla Ferrara, alla Lonza, in Novezina, Valfredda, Basiana in monte Baldo; presso Monteforte dell'Alpone, nella collina veronese presso Grezzana ecc.: la γ, non molto comune, qua e là in unione alle due precedenti, e ad essa è da assegnarsi la pianta di Seguier più sopra citata; ed in vero presso le Stelle e Vendri in Valpantena furono raccolti esemplari che concordano benissimo colla frase superiormente ricordata: la var. δ, bellissima, nel vaio del Falcone nei Lessini: la ε è una forma mostruosa raccolta a Montecchio maggiore (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

B. maxima L.; Poll. - Sonaglini. - Tremolina, Erba tremolina. - È coltivata nei giardini come pianta ornamentale, e quindi qualche volta si incontra sporadica negli orti e nelle macerie: ad ogni modo Seguier la indica in Valpantena presso Grezzana, ove però oggidì certamente non cresce!

Dactylis glomerata L,. ; Poll.! Mazzolina. - Mazadego, Mazego*, Vergheta*, Spigheta*.
- α typica.
- β nutans Hackel in exsic.!
- γ sepincola Paolucci in exsic.!
- δ abbreviata (Bernh.).
- ε pratensis Paolucci in exsic.!
- ξ hirsutissima.
- η amethystina.
- θ vivipara Parl.
La forma tipica è volgarissima nei prati nei pascoli, nelle siepi ecc. della intera Provincia dal piano alla zona subalpina (Segu., Poll., Font., Rocchetti! ecc.): le β e γ crescono assieme alla forma tipica nel monte Baldo alla Corona, alla Ferrara, in Noveza, ai Lumini, Valsecca, S. Marco ecc.: la δ nei prati e pascoli qua e là, p. e. a Verona lungo l'Adige, nel monte Baldo alle sue falde presso Brentino, alla Ferrara, in Noveza ecc.: ε presso Verona al Pestrino: rarissima, nelle rupi sopra Quinzano: η lungo l'Adige in Verona: θ, rarissima, in monte Baldo presso le Fraine di sopra (Goir.). - Aprile-Settembre: perenne.

Cynosurus cristatus L.; Poll. ! - Nei prati della intera Provincia, dalla pianura e dai colli alla zona alpina di tutti i monti (Segu., Poll., Font., Masè!, Mang. !, Facch., Rigo! ecc.). - Maggio-settembre: perenne.

C. echinatus L.; Poll. - Covetta, Ventolana. - Al margine dei campi, nei seminati, nei luoghi sterili, lungo le vie ecc. ma certamente meno frequente di quello che fosse ai tempi di Segujer: nella pianura veronese presso il Vallone (Poll.) e Roverchiara (Poll., Tonini !); nella collina alla Mosella (Goir.); in Verona a piedi del palazzo Barbieri (Goir.); alle rive del Garda presso Castelletto di Brenzone (Rigo!) ed a Gola. (Facch.). - Aprile-luglio: annua.

Koeleria Pers. Sect. 1. Airocloa Link. - K. cristata Pers.
- β eriocaulis Hackel in exsicc.!
Rupi e pascoli in tutti i monti veronesi, scendendo dalle maggiori altitudini sin quasi a toccare la pianura (C. Mass., Goir.): la var. β è rara nei pascoli elevati dei monti Lessini in unione alla var. β Parl. (Ambr., Goir. - Giugno-settembre: perenne. - In questo luogo sarebbe forse da collocare K. brevifolia Reuter, alla quale sembrerebbe appartenere una forma che cresce nel monte Baldo nei pascoli di Novezina.

K. eriostachya Pancic (a. 1855). - K. carniolica Kemer (a. 1867); K. cristata β cinerea Goir.! - Nelle rupi e nei pascoli elevati dei monti, ma piuttosto rara: nel monte Lobia al confine del Veronese col Vicentino (Goir.); nei Lessini veronesi in Malera (C. Mass. !); nel monte Baldo al Coal santo (Huter), Valbrutta, cima di Valdritta, Sassetto ecc. (Goir.). - Il Rev. Huter segnalò per il primo questa bella specie nella regione veneto-trentina ed è detto (Oestereichische Botanische Zeitschrift ecc.) al Col santo in monte Baldo: ma invece di Col santo si deve leggere Coal santo (Coal corruzione di Covolo o riparo sotto rupe): sta però il fatto che molte carte per la stolta mania di mutare o italianizzare i nomi locali portano scritto invece di Coal santo, Col santo, monte, come è noto, situato nel distretto di Roveredo a sinistra dell'Adige. - Luglio-settembre: perenne.

K. gracilis Pers. - K. cristata auct. non Pers. - Festuca cristata Poll. fl. non herb. ! pro parte?
- β intermedia: forma accedens ad K. cristatam.
Nei pascoli aridi e secchi, nei vecchi muri, nelle rupi ecc. dalla bassa pianura alla zona subalpina, copiosissima: Valli grandi veronesi (Masè!), Bosco Mantico, dintorni di Verona e nella città stessa nei muri dell'Arena, in tutti i colli veronesi, nel monte Pastello, nei Lessini, nel monte Baldo nei pascoli ed in tutte le valli ecc. (Goir.): la β, copiosa nella collina ed in tutti i monti, è una forma intermediaria tra la specie di cui è parola e la vera K. cristata. Pochi esemplari di K. gracilis si trovano nell' erbario Polliniano ma mescolati ad altri di Melica Magnolii ! - Giugno-agosto: perenne.

K. splendens Presl.? - Si riferisce, dubitativamente però, a questa specie, che è la K. grandiflora Bertol., una forma raccolta alle falde dei Lessini, ad autunno innoltrato, nel luogo detto Montesel nel monte Zovo (Goir.).

Sect. 2 Lophochloa Rchb. - K. phleoides Pers. Festuca cristata Poll. ex herbario ejus!; fl. ver. exclus nonn. syn. et icon. an pro parte?
- α minor: typica.
- β major: panicula lobata.
- γ pusilla.
Frequente nei prati, nei pascoli, nei muri, lungo le strade ecc. della pianura e dell'Agro Veronese; più rara ed a salti nella collina; rarissima nelle zone più elevate. La var. α è la più diffusa e cresce benanco nelle vie, nelle piazze, nelle mura di Verona e nel suo massimo anfiteatro; nella collina p. e. a Quinzano, Pigozzo ecc.; nel monte Pastello; nel monte Baldo in Noveza, stazione straordinariamente elevata per questa specie; il dottor Facchini la raccolse al nord di Limone nelle vicinanze del lago di Garda; la β assieme alla forma tipica, ma più rara, e così presso Tombetta, Castel d'Azzano e nella stazione ora ricordata del monte Baldo: la γ è una forma nana, frequentemente gregaria, propria dei luoghi secchi, ad esempio fuori Porta Nuova di Verona al poligono ecc. (Goir.). La K. phleoides venne primieramente indicata nel monte Baldo dal Fleischer (Flora 1826 p. 83): posteriormente il Barone Hausmann esternò un qualche dubbio sulla presenza di questa poacea su quel monte (Fl. von Tir, 1852 p. 979); le ricerche odierne pertanto escludono tale dubbio in via assoluta e confermano la scoperta del Fleischer. Siccome K. phleoides non alligna nel Trentino (Ambr., Gelmi) così le stazioni a nord di Limone, nel Baldo, nel Pastello, danno in questa regione, le coordinate per tre punti della linea che ne segna a nord il limite di vegetazione. - Giugno-settembre: annua.

Molinia coerulea Munch. - Melica coerulea Poll. ! - Lupia*, Lopia*.
- α minor Schrank. - Melica coerulea α minor Poll.!
- β arundinacea Schrank. - Melica coerulea β major Poll. !
- γ arundinacea panicula flavescente.
Crescono abbondantemente sul suolo della intera Provincia, dalla bassa pianura alla zona subalpina, tanto la var. α quanto la β (Segu., Moreni, Poll., Goir. ecc.). nei luoghi umidi e torbosi, al margine dei fossati, lungo i torrenti; nei luoghi selvatici e boschivi: in modo speciale la var. β a Peschiera (Poll.), Colà (Segu.), Caldiero, nei boschetti lungo l'Adige al Casino ove assume proporzioni gigantesche, a Spredino nel vaio Sperzani, nei boschi e colline presso Avesa, alle falde del monte Baldo presso Brentino, Rivole, le Zuane ecc. (Goir.): la γ a Vacaldo presso Vigasio. - Luglio-ottobre: perenne. Le radici della var. arundinacea più particolarmente, come aveva notato lo Host, sono lungamente repenti: fra gli anni 1870 e 1876 speculatori francesi ne facevano larga incetta e dopo averle fatte seccare, le mettevano in commercio sotto il nome di chiendent, sebbene questa denominazione presso i francesi indichi specie affatto diverse dalla M. coerulea e cioè: Phalaris arundinacea, Cynodon dactylon, Agropyrum repens.

M. (Diplachne P. B.) serotina. M. et K. - Festuca serotina Poll.; Gramen loliaceum serotinum panicula expansa Segu. pl. Ver. III, cum. ic. t. 3. f. 2.
- β monstrosa.
Comune nei luoghi aridi e secchi, lungo le vie, muri, nelle rupi ecc. della intera Provincia, dal piano alla zona montana, e cosi fra i ciottoli a Tombetta, Tomba, S. Lucia, in Verona alla Fontana del ferro (Segu.) e, fuori porta. S. Giorgio, nei fossi e nelle rupi; a Grezzana, Romagnano, monte Porcile, ecc.; nella vane d'Adige alla Chiusa, Ceraino, Rivole; a Castelletto di Brenzone, Marniga ecc. presso il Garda (Goir.); nel monte Baldo in Piore e presso la pozza Ferrera sopra Brentonico (Poll., Goir.): e la γ, forma, colle estremità del culmo deturpate dal cecidio gemmiforme di una specie di Isosoma (C. Mass.), a Vico presso Tregnago (C. Mass.), a Castelletto di Brenzone, a Piore di monte Baldo e presso Grezzana (Goir.). - Settembre-ottobre: perenne.

Festuca L. excl. sp.; E. Hackel Monographia Festucarum Europaearum. - Nella compilazione dell'elenco delle forme veronesi appartenenti al genere Festuca, si sono seguiti l'ordine ed il modo di distribuzione addottati dal signor E. Hackel nella classica sua monografia, conservandone la numerazione ed i segni: sono ricordate esclusivamente le forme per le quali non si ha dubbio alcuno di determinazione, e che per la maggior parte sono state rivedute ed annotate da l'illustre Prof. di St. Poelten.

Sect. I Ovinae Fr. - Spec. 1. - F. ovina L. senso ampliss.
Subsp. 1. eu-ovina.
Var. (1) capillata. - F. Capillata Lam.; F. ovina β spiculis muticis Poll. viag. - Pascoli, luoghi selvatici e rupestri dei monti e anche della collina: nel monte Baldo; alla Corona (Poll.) Pozza Galletto, Cordaspina, S. Marco ecc.; nei monti Lessini presso ai Trachi ecc. (Goir.); nei dintorni di Verona (Poll. herb. ! Non comune.
Var. (4) duriuscula.
Subvar. α gracilior - F. duriuscula var. β Poll. excl. syn. Pascoli aridi e rupi dal piano e dalla collina alla zona subalpina (Goir.).
Subvar. β genuina. - F. duriuscula Godr.; F. duriuscula α, β, ξ Poll. ex part. excl. syn. - Comunissima nei prati, nei pascoli ecc. dalla pianura alla zona alpina, con le forme F. longearistata Hack., F. curvula (Gaud)., F. longifolia (Thuill.) (Goir.).
Subvar. γ villosa - F. ovina β villosa Schrad; F. duriuscula var. ε Poll. ex parte? - Assieme alla precedente: Verona lungo l'Adige, sul monte Baldo nei pascoli di Pravazar ecc.
Subvar. δ trachyphylla. - Rarissima: presso al lago di Garda a Riva (ex Hackel), nel monte Baldo e nei Lessini (Goir.).
Subvar. η crassifolia. - In unione alle sotto varietà α e β, ma meno frequente.
Var. (6) glauca.
Subvar. γ pallens - F. pallens Host.; F. duriuscula var. γ Poll. ex parte et excl. nonn. syn.? - Pascoli secchi nei dintorni di Verona, come al Bosco Mantico ecc.; e nel monte Baldo alla Corona ecc., e nei Lessini a s. Anna d'Alfaedo, Cona, ecc. (Goir.).
(Var.) vivipara. - Trovata una sola volta (giugno 1876) in un muro alle falde del monte Baldo sopra Pazzone (Goir.).
Subsp. IV. sulcata.
Var. 1. (9) valesiaca Koch. - F. valesiaca Schleich; F. duriuscula var. γ Poll. ex parte et excl. nonn. syn. ?
- Comunissima dal piano ai monti, nei pascoli e nelle rupi: Bosco Mantico, Avesa, Quinzano, colle delle Ungherine, Maso, nei Lessini, nel monte Pastello, nel monte Baldo, nella val d'Adige (sino a Botzen, Hackel) ecc. (Goir.).
Var. 5. (l3) genuina.
Subvar. α typica. - F. duriuscula Host; F. duriuscula, α, β, ξ Poll. ex parte? - Rupi e pascoli in tutti i monti veronesi e nei confinanti trentini e vicentini: dalle zone elevate scende alla collina e tocca la pianura, p. e. nei dintorni di Verona (Goir.).
Subvar. β barbulata. - F. rupicola Heuff. - In monte Baldo nei pascoli di Pravazar (Goir.).
Subvar. γ hirsuta. - F. hirsuta Host.;. F. duriuscula e Poll. ex parte. - Rupi e pascoli. nel monte Baldo a Coranspina, Valfredda ecc. (Goir.).
Subvar. δ hispida. - Assieme alla α (Goir.).
Subvar. ε glaucantha. - Assieme alla α (Goir.).
Subvar. ξ saxatilis. - Assieme alla α (Goir.).
A queste sono da aggiungersi altre forme, le quali corrispondono a campioni baldensi che io ho comunicati al signor Hackel e da questi determinati nel modo che segue:
(a) F. sulcata Hack. var. tenuifolia. - Monte Baldo: rupi e muri ngli Spiazzi (Goir.).
(b) F. sulcata Hack. var. longearistata. - Monte Baldo: pascoli di Pravazar (Goir.)
(c) F. sulcata Hnck. subvar. laevifolia. - Monte Baldo: pascoli e rupi all'Artillon. (Goir.). - Le specie, varietà, forme ecc. qui elencate sono perenni e ricevono la denominazione collettiva di Erbe: a seconda dell'andamento delle stagioni e della altitudine delle corrispondenti stazioni sono in vegetazione da aprile ad ottobre.
Subsp. VIII. alpina. - F. alpina Suter; F. Halleri Poll. quoad plantam veronensem! Vis. et Sacco cat. -
Pascoli e rupi elevatissime nel monte Baldo dall'Altissimo di Nago a Costabella scendendo qualche volta a stazioni più basse tanto sul versante occidentale quanto sull'orientale; nei monti Lessini, Posta, Campobrun, Zeola, Alba (Poll. !, Goir.): alcuni esemplari raccolti in monte Baldo alla cima di Valdritta, Sassetto ecc. (forma pollicaris) sono assai prossimi a F. Halleri la quale sin ora non fu l'accolta. nelle alpi veronesi. - Luglio-settembre: perenne.
Spec. 10. F. rubra L. senso ampliss.
Subsp. I. heterophylla. - F. heterophylla Lam.
Subvar. α typica. - Nei boschi, nei pascoli ecc., dall'alta pianura veronese alla zona alpina: bosco Mantico; nei fossi della città fuori Porta Vescovo; nei boschetti sopra Avesa e presso Montecchio; nel monte Baldo alla Corona, Prazagano. Ortigara, Val Vaccara, Val delle Buse, ecc.; nei Lessini nei vai di Squaranto e dell'Anguilla, presso Chiesanuova ecc.
Subvar. β lejophylla. - Luoghi erbosi nelle basse di S. Michele presso Verona.
Subvar. γ vulpioides. - Pascoli di monte Tondo ed altrove assieme alla var. α.
Subvar. δ puberula Parl. - Pascoli del bosco Mantico. Giugno-settembre: perenne (Goir.)
Subsp. II. violacea.
Var. 1. genuina.
Subvar. α vulgaris. - F. rubra L. - Sparsa per tutto il territorio dai dintorni di Verona alla zona alpina nei luoghi sabbiosi, sassosi e selvatici: Verona, nelle sabbie lungo l'Adige e fuori Porta Nuova nei pascoli secchi e magri; colle delle Ungherine; nelle colline di Quinzano ed al Maso; Valfredda in monte Baldo; Chiesanuova, Erbezzo ecc. nei Lessini. Insieme alla tipica crescono benanco le forme pascua e nemoralis Anders. al colle delle Ungherine; vivipara nei luoghi inondati dall'Adige alla Rotta Fuini (giugno 1883); macra-paucispiculata nelle sabbie dell'Adige (Goir.).
Subvar. β grandiflora - F. rubra diversifolia β Gaud. - Non comune: fra i frutici e nelle rupi a Quinzano e al Maso. La forma alpina (F. rubra c. alpina Parl.) nei monti Lessini presso Chiesanova (Goir.).
Subvar. ε barbata. - F. barbata Schrank - Insieme alla α nei boschetti presso Chiesanova (Goir.).
Var. 4 (9) Fallax. - F. Fallax Thuill. - Luoghi selvatici nel monte Baldo alla Corona, Valfredda, Ortigara, Val Vaccara ecc. ecc. in unione ad una sotto varietà - subvar. longearistata Hack. in lit., - ed alla forma alpestris (F. nigrescens Lam.). - Ciro Pollini ha considerato come varietà o forme della sua F. duriuscula, F. heterophylla, F. rubra, F. fallax: esemplari raccolti nel monte Baldo che si conservano nel suo Erbario col nome di Festuca glauca, non lasciano dubbio alcuno a tale riguardo!

Sect. II. Bovinae Fr. - Spec. 12. - F. elatior L. senso ampl.
Subsp. I. pratensis.
Var. 1. genuina.
Subvar. α typica. - F. elatior L.; F. pratensis Huds.; Poll. - Paleo.- Erba lunga*. - Prati e pascoli dal piano alla zona subalpina, p. e. nel monte Baldo in Ime, alla Ferrara, ecc: alcune forme sembrano avvicinarsi alla var. intermedia Hack. (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.
Subvar. β pseudololiacea. - F. pluudololiacea Fr. - Ove la precedente (Goir.).
Subsp. II. arundinacea.
Var. 1. (4) genuina.
Subvar. α vulgaris. - F. arundinaeea Schreb.; Poll. - Al margine dei fossi e delle risaie, lungo i corsi di acqua, nei luoghi umidi, dalla pianura alla zona montana e subalpina, p. e. nel monte Baldo alla Ferrara; nella valle d'Illasi a Badia Calavena: nella bassa pianura si incontra una forma aristata! (Goir.) - Maggio-ottobre: perenne.
Subvar. ε subalpina. - Nel monte Baldo ai Colonei, alla Ferrara nel letto del Pissol, nel letto del torrente presso Revolto nei Lessini ecc. (Goir.).
Var. 3. (6) Fenas.
Subvar. α typica. - F. Fenas Lag. - Nel monte Baldo alla Ferrara nel letto del Pissol, ed alle falde dei Lessini nel vai o di Squaranto (Goir.).
Subvar. δ spuria. - Vaio di Squaranto. - Alla sotto var. antecedente è probabilmente da ascriversi F. oryzetorum Poll. fl. ver. I, tab. 1, f. 2.: l'unico e malandato esemplare che si conserva nel suo erbario non permette un giudizio assoluto.!
Spec. 13. F. gigantea Vill. - Bromus giganteus L. -
Rara; nei luoghi montani boschivi e selvatici, umidi ed ombrosi, al margine dei ruscelli, ecc.: nella valle dei Finetti presso Tregnago (C. Mass. et. Goir.), Centro (C. Mass.!), nella val Tanara (C. Mass.); nel vaio di Squaranto (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Sect. III. Subbulbosae Nym. - Spec. 15. - F. spadicea. L. senso ampl.
Var. 1. genuina.
Subvar. α aurea. - F. aurea Lam.; F. spadicea var. α Poll.! Nei luoghi aspri e sassosi e nei pascoli dei monti Lessini e del monte Baldo (Segu., Poll. ecc.): nel monte Baldo in Pravazar, Valfredda, valle del Bastion, Colonei, Val delle pietre ecc. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. IV. Variae. - Spec. 17. - F. varia Haenke sens. ampl.
Subspec. II. alpestris. - F. alpestris R. et S.; F. alpina Host. non Sut.; F. varia var. β e γ Kock excl. syn.; F. tenuifolia Poll. viag. ex herb. ejus!; F. duriuscula var. η Poll. excl. syn. - Strassacavei*, Erba da beco*, Suli*. - cresce copiosissima nelle rupi e nei pascoli di tutti i monti fra il Benaco, il Vicentino ed il Trentino: dalle zone elevatissime scende alla montana, insinuandosi nelle valli e propagandosi alla collina, talchè si trova p. e. (forma subcolorata) nella Valpantena presso Stallavena, la Carrara ecc. Frequentemente si incontra una forma monstrosa colle spighette deformate dall'azione di un insetto (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.
Subsp. IV. pumila.
Var. 1. genuina. - F. pumila Vill. - Rarissima: monte Baldo pei pascoli all'Altissimo di Nago (Goir.).
Var. 2. rigidior Mut. - F. pumila β Negri Goir.! - Rarissima nel monte Baldo nelle rupi di Valgrande (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.
Spec. 22. F. spectabilis Ian. emend.
Subspec. I. eu-spectabilis.
Var. 1. genuina.
Subvar. α typica. - P. spectabilis Ian.; F. spadicea β nemoralis Poll.! - Quadroto*, Erba cortelina*. -
Pascoli, luoghi sassosi, rupi, dalla zona inferiore della regione alpina alla montana ed in qualche luogo alla collina: nel Monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona, da Avio al pian della Cenere, presso Brentonico (Poll., Facch., Goir.); nelle giare di Valbrutta presso la Ferrara, in Val fredda. lungo le creste da Naole ai Colonei ed ai Zocchi, all' Altissimo di Nago, in Cerbiol, ai Lavacci (Goir.): cresce pure nel Monte Pastello e nella val d'Adige alla Chiusa (Mang.!, Goir,); nei Lessini a Rocca. Pia, Corno d'Aquilio ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Vulpia ligustica Lnk. - Rarissima. Nella val d'Adige a sud della Chiusa: nel binario ferroviario fra le rotaie, forse accidentalmente, nel maggio dell'anno 1884 (Goir.). - Annua.

V. pseudomyuros Soy-Willm. - Festuca myuros Poll.
- β pseudonardurus.
È comune nei luoghi sterili, sui muri, lungo le vie ecc. dal piano alla collina (Segu., Poll., Goir. ecc.): e così nei dintorni di Verona, e nella città stessa al piede dei muri e nell'Arena, a Quinzano, Montorio, ecc. (Goir.); nella valle di Caprino (Poll.); a Torri presso al lago di Garda, ove è rara, (Rigo !): la β, assai somigliante alla var. aristatus di Nardurus tenellus, in luoghi aridi e sassosi al Bosco Mantico, presso Quinzano ed al fortilizio di Montorio, ecc. (Goir.). - Maggio-luglio: annua.

V. myuros Rchb fl. exc. non Gml. - V. ciliata auct. plur.; Festuca ciliata Poll.!
- β panicula spiciformi contracta.
- γ pumila.
Come la specie precedente colla quale frequentemente si trova in società e nella stessa epoca: in Verona e dintorni, colle delle Ungherine ecc. (Goir.); valle di Caprino, Garda (Poll.); Torri (Rigo !); Riva (Facch.) ; alle falde del monte Baldo a mezzogiorno di Avio (Facch.): le var. β e γ assieme alla forma tipica in luoghi sterili. - Annua.

Bromus Parl. - Sect. l. Eu-bromus. - B. sterilis L.; Poll. - Forasacco. - Spighete*. -
Comunissimo nei campi, nei vigneti nelle siepi, lungo le vie ecc. dalla pianura a tutta la zona montana; e quindi p. e. in monte Baldo alla Ferrara (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). - Aprile-agosto: annuo.

B. maximus Desf. - Squala. - Cresce copiosamente in tutta la Provincia dalla pianura alla collina, sui muri, sui tetti, lungo le vie, sulle rupi, nei seminati: così p. e. nell'Arena di Verona, nei fossi che circondano la città ecc.; al castello di Valeggio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.

B. Gussonei Parl. - B. maximus Desf. var. Gussonei Parl.
- Meno frequente del precedente: cresce nella città stessa di Verona sopra molti edifizi, nei fossi fuori Porta Vittoria, nella val d'Adige presso Domegliara, nella collina di Montorio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.

B. rigidus Rth. - Non comune: cresce promiscuamente a B. maximus in Verona, segnatamente fuori Porta Vittoria. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.

B. tectorum L. - Raro: luoghi arenosi e sterili. Nei fossi della città di Verona fuori Porta Palio, nei seminati in Campomarzo, nelle ghiaie e sabbie dell'Adige, tra i ciottoli presso Tombetta (Goir.). Maggio-giugno: annuo.

B. matritensis L. - Forasacco.
- β major.
- γ spiculis pubescentibus.
- δ mono-oligostachyos.
Sui muri, lungo le vie, nei campi, nelle rupi ecc. del piano e della collina: comune. - In Verona nella Arena e sui muri, a s. Zeno in monte, s. Giovanni in Valle ecc.; nelle colline di Quinzano, Montorio ecc.; nella valle di Pigozzo ecc. (Goir.); Garda (Rigo!); fra Castelletto e Malcesine (Leybold) ; Riva sotto il monte Brion, presso Mori (Facch.); alle falde del monte Baldo a Caprino, Onè, Valsecca (Goir.): la var. β nel colle delle Ungherine (Goir.): le γ e δ assieme alla forma tipica. - Maggio-giugno: annuo.

Sect. 2. Festucaria Gren. et Godr. - B. asper L. ; Poll. -
Luoghi selvatici ombrosi, collini e montani; perì non è specie comune: in Valpolicella presso s. Ambrogio (Poll.); in monte Baldo nella valle Aviano. (Facch.), alla Corona (Poll, Goir.), ai Lumini (Goir.); vaio di Pissacrava presso Avesa, Montecchio, Casale di sopra in quel di Grezzana, le Foldrone nelle vicinanze di Cerro (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

B. erectus Huds. - Ventoline*, Lupia *.
- α lasianthos.
- β leianthos.
Nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici e rupestri della intera Provincia dalla bassa ed alta pianura alla zona subalpina, crescono copiosamente tanto α che β (Segu., Poll., Ambr., Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

B. condensatus Hackel! - Ventoline*, Lupia*.
- β panicula flavescente.
- γ alpestris.
- δ monstrosus.
Luoghi rupestri e selvatici dalla collina alla zona subalpina: la forma tipica cresce alle falde dei Lessini nella valle di Squaranto, alla Chiusa nella val d'Adige, presso Rivalta alle falde del Monte Baldo ed in questo monte alla Corona, presso la Ferrara ecc. presentando, come la specie precedente, le due var. lesianthos e leianthos: la var. β nel colle delle Ungherine; la γ nel monte Baldo fra le rupi ai Colonei: la δ presenta le spighette deturpate per l'azione di un insetto; la stessa forma viziata si osserva pure nel B. erectus (Goir).

Serrafalcus (Parl.) secalinus Bab. - Bromus secalinus L.; Poll. - Ventolana. -. Ventolana*, Biava o Vena salvega*.
- β velutiuus (Schrad.).
- γ elongatus (Gaud.).
- δ submuticus.
La specie cresce nei seminati, fra il Marzuolo, la Segala e l'Avena, in monte Baldo a Spiazzi, Fraine, Ferrara, Campedello, Saugolo (Goir.), Brentonico (Poll.); le var. β e δ nei cantieri della ferrovia fuori Porta Vescovo in Verona; la γ, in monte Baldo presso la Ferrara, notando che nell'esemplare ivi raccolto alcune spighette sono vivipare! - Giugno-settembre: annuo.

S. (Bromus Schrad.) commutatus Bab.
- β gracilis panicula paucispiculata.
Confuso, probabilmente, dal Pollini con la specie precedente, cresce copiosamente nei pascoli e prati della Provincia, al piano e nei monti: nei dintorni di Verona; al confine del veronese col mantovano (Masè!) ; a Soave, s. Martino, Vago; nella valle d'Illasi a Badia Calavena; alle falde dei Lessini sul monte Zovo, ed a quelle del monte Baldo a Lubiara, ai Lumini ecc.: la var. β nel monte Bolca nei seminati di Vestena nuova. - Maggio-luglio: annuo.

S. (Bromus L.) racemosus Parl.
- β depauperatus F. Gerard!
Raro: nei campi seminati a Marzuolo alla Ferrara di monte Baldo; nelle rupi in val d'Adige alla Chiusa: la var. β alle falde del monte Pastello in luoghi erbosi. - Aprile-giugno: annuo.

S. mollis Parl. - Bromus mollis L.; Poll. - Spigolina - Vena salvega *
- α genuinus.
- β glabratus Doell. - Bromus mollis β lejostachys auct.
- γ nutans Caldesi.
- δ panicula lobata, lobis distantibus, divaricatis.
- ε nanus (Weig.). - S. mollis β monostachyos Goir.
Prati e pascoli dalla pianura alla zona subalpina: la maggiormente diffusa è la var. α (Seg., Poll., Font. ecc.), colla quale cresce promiscuamente la γ; la var. β, piuttosto rara, si incontra qua e là, e così a Verona in Campo Marzo, Domegliara, la Chiusa, nella collina di Montorio, a Corbiolo sui Lessini: rarissima la δ nei dintorni di Verona: la ε nella Arena di Verona ove cresce gregaria. - Aprile-settembre secondo la altitudine: annua.

S. arvensis Parl. - B. arvensis L.; Poll. - Ventolana. - Ventolana, Ventoline*.
- β humilis, mono-oligostachyos.
Comune nei luoghi sterili e nei seminati della pianura e della collina in tutta la Provincia; la var. β cresce gregaria nei luoghi umidi presso Verona (Segu., Poll., Font., Mang., Goir. ecc.). - Maggio-luglio: annua.

S. (Bromus L.) patulus Parl. - Non comune, nei campi, lungo le vie e nei luoghi rupestri: alle falde del monte Baldo a Lubiara, ai Lumini ecc.; presso Verona a s. Martino e Vago; ad Olivè nella collina di Montorio; alle falde dei Lessini a Romagnano, nel monte Zovo, e nella valle d'Illasi a Badia Calavena (Goir.). - Giugno-settembre: annua.

S. squarrosus Bab. - Bromus quarrosus L.; Poll.
- β villosus Gml. - Bromus squarrosus β Poll.
Nei campi aridi e secchi, nei muri, nelle macerie, lungo le vie della pianura e della collina: sponde del Garda a Sirmione, Lazise ecc., falde meridionali del monte Baldo, Isola della Scala, Villafranca, Valeggio, Grezzana, colle delle Ungherine, Avesa, Quinzano, intorno a Verona nelle macerie e nella città stessa a s. Zeno in Monte nei cantieri della ferrovia (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.): la var. β fuori Porta Nuova di Verona (Goir.). - Maggio-giugno: annua.



Tribus 12.  -  Triticeae.

Lolium. - Sect. 1. Eulolium Gren. et Godr. - L. perenne L. - Loglierella. - Loiarol*, Erba formentina*, Loio pereno*, Largheta, Loiessa.
- α genuinum Godr. - L. perenne var. a Poll.!
- β spica laxa: spiculis imis remotis.
- γ tenue (Schrad.) - L. perenne var. β Poll.!: ma gli esemplari esistenti nell'Erbario sono dei colli Euganei colla scheda del Mayer!.
- δ cristatum (Pers.).
- ε ramosum Sm.
- η corymbosum.
- ξ furcatum Billot.
Le var. α e γ sono comuni ovunque dal piano a tutta la regione montana, ed essendo un'erba da pascolo eccellentissima, vengono qualche volta benanco coltivate: la β assieme alla forma tipica, ma raramente, in monte Baldo alla Ferrara: la δ, rara, in Campomarzo di Verona, nelle sabbie lungo l'Adige, nei luoghi innondati per la piena di questo fiume nel 1882, sopra Malcesine alle falde occidentali del monte Baldo ai Piombi, presso s. Anna d'Alfaedo: la ε, qua e là in luoghi erbosi; in Verona e suoi dintorni, nel Collegio Angeli, Campomarzo, Tombetta, Tomba; al confine del Veronese col mantovano (Masè!); nei Lessini presso Grezzana ed a Giazza: a Spiazzi nel monte Baldo: η rarissima a Giazza: ξ una sola volta a Spredino sopra Grezzana (Goir.).- Aprile-ottobre: perenne.

L. italicum Al. Br. - L. perenne var. γ Poll.!; L. Boucheanum Tonin. in exsic.!
- β muticum.
- γ microstachium Hackel in lit.
- δ ramosum.
- ε cristatum.
Luoghi erbosi del territorio, dal piano alla zona montana. in unione al precedente del quale però è meno comune: la var. β, piuttosto rara; nei fossi della città di Verona e presso Domegliara in Val d'Adige: la γ, che si incontra mutica ed aristata, a S. Michele, Centore, Montorio, Monteforte dell'Alpone, le Moje della Ferrara in monte Baldo: le δ ed ε in Campomarzo di Verona (Goir.): la forma tipica è stata pure raccolta alle sponde del Benaco fra Riva e Torbole (Facch., Porta nell'erb. cent. di Firenze !). - Maggio settembre: perenne. È coltivato come foraggio solto il nome di Ray-grass.

L. multifiorum Lam. - L. perenne var. δ Poll.!
- β muticum Parl.
- γ ramosum Guss.
Nella collina di Verona sopra Quinto, Poiano ecc. si incontrano tanto la forma tipica quanto la var. β, piuttosto scarsamente: la γ una sola volta fra le messi al dissopra di Quinto (Giugno 1876) (Goir.). - Aprile-giugno: annuo.

L. rigidum Gaud. - L. strictum Presl.
- β aristatum.
La specie e la varietà crescono nei luoghi erbosi, nei prati, fra le messi, qualche volta in unione alla specie precedente, nella Valpantena, Montecchio, Maso, Monteforte (Goir.). - Aprile-giugno: annua.

Sect. 2. Craepalia Schrank. - L. temulentum L. - L. temulentum var. mutica et aristata Poll. herb. ! - Loglio, Zizzania. - Loio, Sizania*: notando che qui sul mercato dei grani si dà il nome di Sizania, Zizania ai semi di tutte le piante che si trovano mischiate al frumento che è posto in commercio.
- α macrochaeton Al. Br. - L. temulentum Poll.
- β gracile Dumort.!
- γ leptochaeton Al. Br. - L. arvense Poll. - (a) speciosum Bieb.; - (b) robustum Rchb.
- δ oliganthum Gren. et Godr.
Nei prati e seminati della intera Provincia dalla pianura al limite della coltivazione dei cereali tanto α quanto γ: la var. β in riva all'Adige a Verona, Vigasio, Tregnago: la δ nella collina veronese a Quinzano, nel monte Baldo a Campedello (Goir.). - Maggio- settembre: annuo. I semi servono per ingrassare il pollame.

Nardurus unilateralis Boiss.
- β aristatus Parl.
Rarissimo e scoperto per la prima volta nei colli di Avesa presso Verona dal Clementi (erb. centro di Firenze!): si trova pure nei seminati della alta collina veronese fra il Maso e Montecchio; in luoghi aridi e secchi nella valle di Squaranto sotto Casale e le Foldrone; presso Quinzano; al castello di Montorio; al Bosco Mantico; fuori Porta Nuova di Verona: la var. β è più frequente della forma tipica (Goir.) - Maggio-giugno: annuo.

Gaudinia fragilis P. B.
Caprino veronese nelle macerie; accidentalmente! - Luglio-agosto (a. 1898): annua.

Brachypodium pinnatum P. B. - Festuca pinnata Poll. - Cortelina*.
- β coespitosum Rchb.
- γ rupestre Rchb.
Comunissimo nei luoghi soleggiati, nelle rupi, nei boschetti, nei cespugli dalla pianura alla zona montana (Segu., Poll., Font. ecc.) : la var. β, rara, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta; e la var. γ al Bosco Mantico, colle delle Ungherine, Quinzano, Cerro veronese, la Ferrara di monte Baldo (forma foliis angustioribus) ecc. (Goir.) - Maggio-agosto: perenne.

B. sylvaticum R. et S. - Festuca gracilis L., Poll. - Cortelina*.
- α spiculis glabris.
- β spiculis pubescentibus, villosis, hirsutis.
Siepi e luoghi selvatici della Provincia dalla pianura alla zona montana a subalpina: la var. α a Trezzolan (Tonin.!); Tregnago (C. Mass.!); Campo Marzo di Verona, monte Lavel nei Lessini (Goir.); la β a S. Zeno in monte in Verona; Montorio, le Are nella collina veronese; Monteforte; la Chiusa; monte Baldo alla Ferrara, ai Masi, ai Lumini ecc. (Goir.) - Estate-autunno: perenne.

B. distachyon R. et S. - Festuca distachya Poll. - Il Pollini scrive di avere incontrato una sola volta questa specie nella collina di Soave veronese: incontro probabilmente accidentale; oggidì certamente la stessa non si rinviene in quella stazione!.

Agropyrum caninum R. et S. - Triticum caninurn Poll. excl. primo ex duobus syn. Segu.
- α genuinum.
- β subtriflorum Parl.
- γ majus Parl.
- δ forma robustior.
Luoghi selvatici e boschivi di tutti i monti veronesi dalla zona subalpina elevata alla collina: la var. α nei monti Lessini, frequentissima (Segu., Goir.), a Scandole, Chiesanova, vaio dell'Anguilla ecc., e nel monte Baldo fra Brentonico e la Pozza ferrera, ai Lavacci, Pian della cenere, Colma di Navene, la Corona (Poll., Goir.), Boschi di Ime (forma nemorosum): la var. β in monte Baldo nella val Vaccara, al Mandrian Coste dell'Artillon, via dei Boai (forma rupestre), la Corona con una forma spica gracili subulata: la var. γ, rara, in monte Baldo alla Ferrara ed alla Corona e nei Lessini a Salaorno presso Velo: la δ rarissima, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

A. (Triticum L.) repens P. B. - Triticum repens var. α Poll. Caprinella, Gramigna. - Gramegna, Erba cortelina*. -
Comunissimo nelle siepi, negli argini, nei campi, nei pascoli sotto le forme muticum, mucronatum, aristatum, virens, glaucum: le varietà riscontrate nel veronese sono le seguenti (Goir.):
- β microstachion. - Sabbie lungo l'Adige; Caprino veronese ecc.
- γ majus Parl. - Verona, lungo l'Adige: rarissimo.
- δ secalinum. - Nelle siepi a Tregnago.
- ε dumetorum Rchb. - Nel monte Baldo alla Ferrara fra i frutici.
- ξ arvense Rchb. - Siepi nei dintorni di Verona.
- η pubescens. - Presso Verona (forma glauca) e fra i basalti a Monteforte d'Alpone (forma virens).
- θ Vaillantianum Rchb. - Verona.
- ι Leersianum Rchb. - Verona.
- λ subulatum. Rcbb. - Collina di Verona (forma virens et forma glauca).
- μ litorale Rchb. - Siepi nella Valpantena.
- ν aristis longissimis. - Siepi presso Montorio, Stelle, Vendri ecc.
- ο alpinum. - Monte Baldo alla Salveregina sopra Ime.
- π monstrosum. - Verona, Grezzana, Spredino ecc., nella valle di Caprino e nel monte Baldo a Spiazzi, Peretti, Fintanorbole ecc. Forma colla sommità di uno o più culmi terminati dalla galla di Isosoma graminicola Gir. (C. Mass.). - Giugno-settembre: perenne.

A. (Triticum Desf.) glaucum R. et S. - Triticum intermedium var. α Poll. et excl. syn. Nocc. et Balb.! -
Piuttosto raro: Verona in una ortaglia a s. Nazaro (Poll.!); collina veronese (Clementi, Bracht); siepi nella Valpantena ed al Chievo; campi coltivati nell'anfiteatro morenico di Rivole (Goir.).- Luglio-settembre: perenne.

A. Goiranicum Vis.!; Goir. spec. ecc. t. 1. fig.
- Scoperto primieramente nell' estate dell'anno 1873 in monte Baldo al margine dei campi coltivati fra i Coltri e gli Spiazzi ove cresce abbondantemente: si trova pure a Verona lungo l'Adige in Campomarzo; a Giarone, Casino ecc.; nelle siepi alla Biondella e lungo la strada da Barana a Montorio. - Agosto-settembre: perenne. (Goir.).

Secale cereale L.; Poll. - Segala. - Segàla.
- α hybernum, majus Poll.
- β vernum, minus Poll.
- γ culmo humiliori, spica abbreviata, depauperata.
La Segala è coltivata assai estesamente dalla pianura ai monti: nasce però spontanea in mezzo al frumento e si incontra pure qua e là, fatta selvatica lungo le vie e nei campi: la forma γ stata raccolta presso Verona in luoghi aridi e sassosi fuori Porta Nuova nel Basso Acquar, a Tombetta ecc. e fra le ghiaie dell'Adige ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: annua e bienne. Questo cereale sicuramente è stato introdotto in Provincia da epoca remotissima come è chiaramente dimostrato da semi che sono stati raccolti nelle palafitte di Peschiera. Sono noti gli usi molteplici di questa pianta ed i vantaggi che possono ricavarsi tanto dai semi quanto dalla paglia: in Verona è stimatissimo il pan di Segàla.

Triticum villosum P. B. - Secale villosum L.; Poll.! È stato raccolto dal botanico francese Lorej e da Ciro Pollini in aridis locis statim ab urbe Verona meridiem versus (maggio 1810, Poll. herb.!): ma oggidì questa poacea è scomparsa dal Veronese!.

T. vulgare Vill. Poll.
- α aestivum (L.) - Grano grosso, Civitella, Frumento marzuolo o trimestre. - Marzol.
- α α aestivum sylvestre (Bertol.).
- β hybernum L. - Calbigia, Grano gentile, Frumento. - Formento.
Sono coltivate estesamente tanto la varietà α quanto la β; la prima dal piano al monte e si semina di primavera; la seconda nel piano e nel colle e si semina in autunno: fioriscono d'ordinario in maggio, più tardi nelle stazioni elevate; la α α identica alle piante di Sicilia dello Ian ed a quelle di Sardegna del Moris!, e l'accolta presso Verona nel letto dell'Adige dopo l'innondazione dell'anno 1882, alle Stelle e nel monte Tondo in Valpantena, in monte Baldo nella Valbrutta, si riduce ad una semplice forma del T. aestivum comparsa sporadicamente in un luogo magro, selvatico e più o meno elevato, per opera. di uccelli che i vi deposero i semi, ovvero per un altra causa qualunque (Guir.). - Il Frumento fu introdotto nella provincia di Verona dalla remota antichità: la sua presenza nelle capanne di monte Loffa a s. Anna d'Alfaedo non lascia dubbio. Nella provincia di Verona sono coltivate le seguenti qualità o razze. - I. Frumenti annuali o d'autunno: nostrano a grana lunga detto anche Fiorentino e va meritamente celebrato quello proveniente dal territorio di Cologna Veneta e conosciuto sotto il nome di Frumento colognese; Rieti, a grana più corta del nostrano; Piave a grana tonda; Noè, a grana tonda e più grossa, ma in piccola. quantità; Ravagnan; toso o toseto o toselo, varietà senza resta; campagnolo. - II. Frumenti primaverili: frumento toscano; marzuolo nostrano; berdianska.
Oltre al T. vulgare sono pure coltivati qualche volta: T. turgidum L., T. durum Desf., T. compositum, T. polonicum, T. spelta (Spelta), T. monococcum, T. dicoccum.
Da ultimo sono da elencare due forme ibride, da noi rarissime, e cioè:
- γ T. vulgare x Aegilops ovata. - T. vulgari-ovatum Godr. et Gren.; T. Requienii Ces.; Aegilops triticoides Req. - Fuori Verona, in luoghi aridi e secchi verso il basso Acquar ove oggi sorge il cotonificio Crespi (Goir.). - Giugno.
- δ T. vulgare x Aegilops triaristata. - T. vulgari-triaristatum Godr. et Gren. - In unione al precedente nella stessa località ed epoca.

Aegilops ovata L.; Poll. ex herb. ejus! - Cerere, Grano delle formiche. - Luoghi aridi e secchi, lungo le vie, nei seminati (Calc., Pona, Seg., Poll., Font., Mang.! ecc.): comunissimo nei dintorni di Verona ed in tutto l'Alto Agro Veronese, non manca nella bassa pianura; nella Valle di Caprino (Poll.); colle delle Ungherine, Parona, Vendri, Novaglie ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.

Ae. triaristata W. - Quasi sempre in unione al precedente negli stessi luoghi e nella stessa. epoca.



Tribus 13.  -  Hordeae.

Hordeum vulgare L.; Poll. - Orzo.
- β celeste, seminibus nudis Poll. - Orzo mondo. - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. hexastichon L.; Poll. - Orzo maschio. - Orzo. - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. distichon L.; Poll. - Orzola, Scandella, Orzo di Galazia. - Scandela, Scanderla.
- β nudum (Ard.). - Orzo nudo, Orzo mondo, Orzo di Siberia - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. murinum L.; Poll. - Erba codola. - Orzi mati*.
- β leporinum (Lk.).
- γ virens
- δ pumilum.
Comunissime, nei prati, lungo le strade, nelle siepi, sui muri, tanto la forma tipica quanto la var. β, dal piano a tutta la zona montana: la γ di preferenza nelle stazioni montane elevate p. e. alla Ferrara di monte Baldo, ai Lumini ecc.; la δ nelle rupi e nei muri a Montorio, Quinzano ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: annuo e qualche volta bienne!



Tribus 14.  -  Rottoboelieae.

Psilurus nardoides Trin. - Rottboellia monandra Poll. ! - Erba setolina.
- β erythrostachyos.
Comunissimo in luoghi aridi e sterili dal piano alla collina: Verona in città e nei fossi che la circondano (Seg., Poll.); fuori Porta Nuova ove cresce una forma gigantea, Tombetta, Tomba ecc., colle delle Ungherine, Villafranca, Valeggio ecc. (Goir.); Lazise (Font.); Torri (Rigo!) ecc.: la var. β nelle sabbie lungo l'Adige presso a S. Pancrazio ed al Lazzaretto. - Maggio-luglio: annuo.

Nardus stricta L.; Poll.! - Cervino - Sermion*, Sirmion*.
- α humilis.
- β elatior.
Nel monte Baldo in tutti i pascoli più elevati dal Lastè e dall'Altissimo di Nago a quelli di Costabella e Naole (2200-1600 m.), dai quali scende verso Val Vacara, Ortigara ecc. sul versante occidentale e sino in Valfredda, Ime ecc. (1500-1000 m.) sull'orientale; e così pure si trova in Cerbiol, Gambon ecc. Cresce forse più copiosamente nei monti Lessini (Segu.): e lungo tutta la catena dai pascoli di Malera, Gaibana, Tomba, Sparaver, Gasperine, Podesteria, Castel Gomberto, Sega si propaga a quei più bassi di Spiazzoi, Velo, Trachi, Chiesonuova ecc. Si trova pure nei pascoli dei monti Posta, Campobrun ecc. La var. β in Cerbiol (Goir.), - Maggio-agosto: perenne.




FAMILIA II.  -  CYPERACEAE.

Tribus 1.  -  Cypereae.

Cyperus L. - Sect. 1. Pycreus P. B., - C. Monti L. fil.; Poll. - Mazza cavallo, Triangoli*.
- β abbreviatus.
Vegeta nelle risaie, nonchè nei luoghi paludosi e lungo i corsi d'acqua: s'incontra in vicinanza delle sponde trentine del lago di Garda (Gelmi) e presso le veronesi alla Pergolana di Lazise, Saline, Peschiera (Poll., Font., Rigo!); a Salionze lungo il Mincio (Rigo!) ; in tutta la parte bassa della Provincia dai piedi della collina in poi, e così in Campomarzo di Verona, s. Michele, Caldiero e Caldierino, S. Bonifacio, Arcole, Albaredo, Zevio, Sanguinetto, Vigasio, Isola della Scala, Cerea, Legnago ecc. (Segu., A. Mass.!, Mang., Goir.); nella val d'Adige presso Ceraino (Goir.): la var. β nei prati umidi presso Verona a porta Vescovo - Luglio-ottobre: perenne.

C. fiavescens L. ; Poll. - Bottoncino.
- β monostachius Sacc. - C. flavescens forma pygmaea. Goir. sp. morph. veg. cum. ic. t. II, f. 2.
Nasce abbondantemente nelle risaie, nei luoghi umidi e paludosi, lungo i fossi, alle sponde dei fiumi e dei torrenti in tutta la provincia dalla bassa pianura alla collina (Segu. Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir. ecc.): è rara nella zona montana, p. e. alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno, Castion e Brentonico (Poll., Ambr.): il Pollini scrive (Viag.) di averlo osservato in questo monte alle Acque Negre e Campion, ma la stazione sembra troppo elevata, La var. β cresce gregaria sul finire dell'estate nei luoghi i quali durante parte dell'anno sono rimasti coperti dalle acque: in val d'Adige presso Ceraino, al di là del porto volante di s. Pancrazio a Verona, presso Torri alle sponde del Garda (Goir.). - Giugno-ottobre: annuo e bienne.

Sect. 2. Eu-cyperus - C. fuscus. L.; Poll.
- β virescens (Hoffm.).
- γ elatior Sacco
- δ pusillus.
Comunemente nei luoghi umidi e paludosi, lungo i fossi e le sponde dei corsi d'acqua: nella intera pianura (Segu., Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir.): alle sponde del Garda (Poll., Font., Rigo): nelle zone collina e montana; nel monte Baldo alle falde settentrionali verso Tierno, Castione, Brentonico (Poll.) e verso le meridionali in Braga (Goir.), presso Caprino veronese, in tutta la val d'Adige, in Valpantena al vaio del Paradiso e sopra Costoli, in valle d'Illasi sopra Cogolo, Badia Calavena ecc. (Goir.) La var. β assieme alla forma tipica ma meno comune; a Rivole veronese ed altrove nella val d'Adige, nei dintorni di Verona (Goir.); a Lazise, Bardolino ecc. (Rigo); a Vigasio, Tarmassia, Bovolone ecc. ed in generale in tutte le risaie (Rigo, Goir.): la γ assieme alla forma tipica nei luoghi pingui: la δ nelle stazioni rimaste per qualche tempo ricoperte dalle acque. - Giugno-ottobre: annuo e qualche volta bienne.

C. glaber L.; Poll. - Giunco veronese Bertol. - Mosca*, Lancia*, Rampin*, denominazioni proprie ai risaioli in qualche punto della bassa pianura.
- α elatior. Forma typica.
- β pygmaeus.
Luoghi umidi ed innondati, fossi rimasti quasi asciutti, risaie. Segujer e Moreni raccolsero per i primi questa bella specie presso Roncà nella Valle del Molino ed il primo ne diede una buona figura (Pl. ver. III, t. 2. f. 1); vi fu rinvenuto posteriormente da Pollini, A. Massalongo, Tonini!, Manganotti!: oggidì vive ancora nella vecchia e classica stazione, ed inoltre cresce nel letto dell'Alpone sotto a Monteforte, presso s. Bonifacio, Soave (A. Mass.!) Arcole, Bovolone. Mazzagatta, Randon, Isola della Scala, Vigasio, lungo il Mincio presso Valeggio, Lazise, Cisano, Bardolino (Rigo!, Goir.). Nel settembre 1883, dopo la piena dell'anno antecedente, comparve copiosissimo assieme a C. Monti in riva all'Adige alla Rotta Fuini, ma scomparve dopo qualche anno. La var. β cresce frequentemente in unione alla forma tipica; preferibilmente nei luoghi acquitrinosi rimasti all'asciutto (Goir.). - Agosto-ottobre: annuo.

C. difformis L.; Poll. - Spade*, Spadoni*, così da un risaiolo a Vigasio! - Raro: nelle risaie; Palù (Poll.) ; Legnago (A. Mass.!); Arcole, Belfiore, Campalto, Isola della Scala, alla Zambonina e Brigafatta presso Vigasio (Mang.!, Rigo, Goir.), Casteldario Mantovano (Masè!): eccezionalmente alla destra d'Adige presso al passo volante di s. Giovanni Lupatoto in un luogo innondato nel settembre 1882 (Goir.). - Luglio-ottobre: annuo. Introdotto probabilmente dalle Indie orientali per causa della coltivazione del riso (Poll., Parl.).

C. esculentus L.; Poll. - Trasi Matth.; Trasi o Cipero dolce Pona. - Babbagiggi, Dolcichini - Dolzolini, Ziperi, Mandole de tera. -
Fu ritenuto indigeno del veronese da Mattioli e da Pona, il secondo asserendo che crescesse copioso a mezzodì di Verona e quasi mai portando culmo e fiori: ma ivi non fu rinvenuto nè da Segujer, nè da Pollini, nè da altri. Sino a pochi anni addietro veniva coltivato nei giardini per i tuberi: la signora Antonietta dal Covolo Mestre lo introdusse a Costoli di Valpantena ove è scomparso.

C. glomeratus L.; Poll.
- β parvus (Micheli).
- γ pallescens.
Frequentissimo nei luoghi paludosi o umidi e nelle risaie: rive del Garda a Lazise, Peschiera (Poll., Font.) ; in tutta la pianura veronese (Segu. pl. ver. III, t. 2, f. 27, A. Mass.!, Mang., Goir.); Verona in Campo Marzo e alle sponde dell'Adige; nella valle dell'Alpone presso Monteforte e Montecchia; nella val d'Adige lungo la strada da Rovereto a Verona (Facch.) e presso Dolcè e Ceraino (Goir.): il Pollini inoltre lo indicò alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno, Castione, Brentonico. La β vive ordinariamente gregaria in luoghi ritornati asciutti dopo essere stati più o meno lungamente sott'acqua. - Luglio-ottobre: annuo.

C. longus L.; Poll. - Cipero odorato, Quadrelli. - Cavallina, Mazzacavallo, Quadroto*.
- β umbella pauciradiata, abbreviata, contracta.
- γ pallescens.
Comunissimo lungo i fossi, i corsi d'acqua ecc. Fra Riva e Torbole e lungo il Garda (Ambr.!, Leyb., Gundlach, Gelmi); Bardolino e Lazise (Poll., Font., Rigo); presso Verona ed in tutta la pianura veronese (Segu. A. Mass.!, Goir.): le var. β e γ assieme alla forma tipica.
- Giugno-settembre: perenne.
In Verona si coltiva qualche volta nei giardini (G. Menegazzoli!) o in piccoli acquari nelle sale il C. Papyrus. L.

Schoenus ferrugineus L. - Nei luoghi palustri delle alpi veronesi (Vis. e Sac. cat.)?

S. nigricans L.; Poll. - Luoghi umidi e paludosi della Provincia: alle sponde del Garda a Malcesine, Torri, Garda, Lazise, Peschiera (Poll., Font., Rigo, Porta!); rive del Mincio al Borghetto di Valeggio (Poll., A Mass.!); prati umidi presso Isola della Scala (Poll.); in luoghi torbosi a Vacaldo presso Vigasio (forma humilis: Goir.); alle falde orientali di monte Baldo lungo la strada tra Rivalta e Brentino (forma luxurians: Goir.): il Pollini lo indica pure in monte Baldo a Campion ed alle Acque negre (m. 1300-500).
- Maggio-agosto: perenne. Dopo la piena del settembre dell'anno 1882 comparve presso Verona nei luoghi stati innondati dal fiume: ma oggidì più non vi si rinviene (Goir.).



Tribus 2.  -  Rhyncosporeae.

Cladium Mariscus H. Br. - Schoenus Moriscus Poll. - Scarzone. - Fossi e paludi nella Provincia; però non può dirsi specie volgare: lago di Garda, presso Torbole (Leybold, Gelmi), presso Lazise alla Mora, alla Donzella ecc. (Font., Rigo); nella bassa pianura nelle Valli di Macacari (A. Mass!), Isola della Scala (Poll., A. Mass.!, Goir.) ecc. - giugno-agosto: perenne.



Tribus 3.  -  Scirpeae.

Blismus compressus Panz. - Scirpus caricinus et S. caricis Poll.
- β depauperatus.
Luoghi paludosi ed umidi, ma non è pianta comune: nella regione alpina e subalpina del monte Baldo: Campione e Acque negre (Poll., A. Mass.!, Rigo, Goir.); Salveregina sopra Ime, Lonza, Novezina, Noveza, (Goir.): qualche volta discende lungo il corso dei torrenti e dei fiumi, e quindi si trova in stazioni assai basse; a Peschiera e Lugana alle rive del Benaco ed al Pestrino presso Verona (Poll. viag. et. fi.); in riva all'Adige presso la Chiusa, Ceraino, Dolcè e nelle sabbie umide del fiume fra s. Michele e Giarone (Mang.! Goir.): la var. β in riva all'Adige presso l'antico porto di s. Pancrazio (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Eleocharis palustris R. Br. - Scirpus palustris var. α Poll.! - Cavolaia. - Zuncoli*, Lancia*.
- β minor Parl. - S. palustris β minor Poll. ex parte? La forma tipica è comunissima nei paduli e nelle acque stagnanti, nelle risaie, nei fossi, lungo i corsi di acqua, nei luoghi arenosi umidi, dalla bassa pianura veronese alla zona subalpina, in tutti i monti fra il Benaco e il confine Vicentino (Moren., Poll., Font., Rigo, Goir. ecc.). La var. β assieme alla specie ma meno frequente; nella pianura a Caldierino, Belfiore ecc.; in valle di Tramigna; nelle sabbie umide lungo l'Adige presso Verona; nel monte Baldo nelle pozze in Pravazar, Basiana ecc.; nei Lessini presso s. Anna ecc. (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne. Si rinverrà probabilmente E. ovata R. Br.

E. uniglumis Link. - Luoghi paludosi ed umidi dal piano alla zona subalpina, ma non comune: nelle ghiaie e sabbie umide dell'Adige al Pestrino (Poll. ex herb. ejus ubi confusa cum specie antecedenti !)! sotto s. Michele veronese, nelle vicinanze di Peschiera (Goir.); paludi e risaie presso Vigasio (Rigo, Goir.); prati paludosi sopra Torri del Benaco (Rigo!); in monte Baldo nelle pozze di Basiana (Goir.); nel monte Bolca alla selva dei Cracchi (A. Mass. sub Scirpo palustri !). - Giugno-agosto: perenne.

E. atropurpurea β minor Kunth. - Scirpus Lereschi Thom. - Rara presso Verona: scoperta primieramente nell'estate dell'anno 1873 in un acquitrino detto le Buse in Campomarzo a monte dell'argine sul quale passa la ferrovia: nelle sabbie umide depositate dall'Adige, a destra del fiume, presso il passo volante di s. Pancrazio, e nel letto stesso del fiume presso a s. Michele (Goir.). - Agosto-settembre: annua.

E. acicularis R. Br. - "Cum typica saepe occurrit forma fluitans Murr.!". Scirpus acicularis Poll. !. - Capitelli. - Nei luoghi paludosi od innondati, nelle risaie, nelle acque stagnanti ecc. dalla pianura alla zona subalpina: presso Vigasio (Goir.), Lazise e Cisano (Font. !), Peschiera (Poll., Rigo); nel monte Baldo nelle pozze di Basiana, Ime, Valfredda (Poll!., Goir.); nel monte Bolca nella selva dei Cracchi (A. Mass.!) : assieme alla forma tipica si incontra qualche volta la varietà filiformis Saut. - Giugno-settembre: annua?.

Fimbristylis annua R. et S. - Scirpus annnuus Poll. ex parte ex cl. plerisque syn!
- β oligostachya.
Nei luoghi umidi e paludosi. Fu primieramente scoperta da Gregorio Rigo nel 1872 nei colli fra Peschiera e Salionze!: si incontra pure (forma elatior), presso s. Michele, Vigasio (gregaria e in unione alla var. β! - Aselogna: ecc. ad ogni modo non è pianta volgare (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.

F. dichotoma Vahl. - Scirpus annuus Poll. ex parte excl. plerisque syn! - Luoghi paludosi, umidi, innondati ecc. Nella intera pianura e nell'Alto Agro Veronese: nelle vicinanze di Verona a Montorio alle sponde del Fibio e del Fiumicello (Poll., A. Mass., Goir.); s. Michele, Centore, Giaron ecc.; lungo la sponda destra dell'Adige al Pestrino e al passo volante di s. Pancrazio ecc.; alle rive del Bussè; presso Isola della Scala, Bovolone, Legnago, Aselogna (forma luxurians!) ecc.; a Vigasio, in società con la specie precedente (forma umbella depauperata!) (Goir.); a Valeggio (Rigo); nella Val d'Adige alle falde del monte Pastello presso Ceraino (Rigo, Goir.). - Agosto-ottobre: annua.

Scirpus coespitosus L. ? - Carlo Tonini, (Tent. mant. ecc.), scrive di aver ricevuto questa pianta da un erbaiolo, probabilmente il Pelizzoni, il quale la avrebbe raccolta in monte Baldo fra le erbe di Valfredda non lunge dalla fossa ave si abbeverano gli armenti.

S. setaceus L.? - Raccolto da Carlo Tonini (conf. Tent. mant. ecc.) in un rigagnolo vicino a Grezzana. - Nè di questa nè della precedente specie fu possibile trovare traccia nelle località indicate dal chiarissimo botanico veronese. S. supinus L. - Nei luoghi paludosi od umidi o rimasti per qualche tempo ricoperti dalle acque; però non è pianta comune: nelle risaie a Settimo di Buttapietra (Mang.), Vigasio (Clementi, Mang,!), Isola della Scala e Bovolone (Rigo) ; nel prato della Valle presso Torri del Benaco, dopo le straordinarie piene del lago negli anni 1872 e 1876 (Rigo!); nella Val d'Adige al disopra di Ceraino alle falde del monte Pastello (ottobre 1873) in un luogo rimasto per qualche tempo ricoperto dalle acque (Goir.); da ultimo (ottobre 1883) in Campo Marzo di Verona, in un sito che, per la piena d'Adige dell'anno antecedente, era stato innondato. - Luglio-ottobre: annuo.

S. mucronatus L.; Poll. - Giunco. - Pori, Paera, Lancia*.
- β gracilis paucispiculatus.
Ama i luoghi paludosi, ma più specialmente le risaie: comunissimo dalla. bassa pianura al piede della collina, lungo le sponde del Benaco, nella val d'Adige presso Ceraino (Segu., Poll., Font., A. Mass., Rigo, Goir. ecc.); la var. β nei dintorni di Verona in riva all'Adige. - Luglio-ottobre: annuo.

S. lacustris L.; Poll. - Nocco, Giunco da stoie. - Zuncolo.
- β scirpus palustris humilior Segu.
Comunissimo nei luoghi paludosi, nei fossi ecc. dalla bassa pianura al piede dei colli, alle sponde del Garda, nella val d'Adige ecc. (Segu., Poll., ecc.): la var. β qua e là colla specie. - Maggio-giugno-ottobre. Adoperasi a fabbricare stuoie.

S. Tabernaemontani Gml. - Raro: nella val d'Adige presso Ceraino e nella valle dell'Alpone presso Monteforte (Goir.); lago di Toblino (Leyb.). - Settembre-ottobre: perenne.

S. Pollichii Gren. et Godr. - S. triqueter Poll. et auct. mult. non L. - Pori, Paera. - Frequente, con le sue numerose varietà, nei luoghi paludosi e nelle risaie dell'alta e bassa pianura veronese; presso Verona lungo l'Adige e nei fossi fuori Porta Vescovo; al lago di Garda a Peschiera. e Lazise (Poll., Rigo, Goir.). - Fine di estate ed autunno: perenne.

S. Holoschoenus L.: Poll. var. α Giunco. - Zuncolo*.
- β australis Koch.
- γ prolifer.
La forma tipica abbonda nei luoghi umidi e paludosi, nei fossi ecc. dalla pianura alla zona montana: la β si incontra qua e là assieme alla precedente: la γ lungo l'Adige in vicinanza al Lazzaretto (una sola volta): del resto non sono infrequenti forme le quali potrebbero assegnarsi senza scrupolo a S. globiferus e S. romanus (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

S. maritimus L. - Erba nocca. - Pori, Paera, Mosca, Sparaela, Triangoli*, e sul monte Baldo Careza*.
- α cymosus (forma vulgaris) Rchb. - S. maritimus var. α Poll.
- β compositus Rchb. - S. maritimus var. α Poll.
- γ macrostachys (W.).
- δ monostachys.
Nei luoghi paludosi ed umidi della pianura, nelle risaie, nei fossi ecc., nascono frequentissime e gregarie tanto la forma tipica quanto le var. β e δ e così pure alle rive del Benaco da Peschiera a Sirmione e Torbole; nella valle d'Adige a Ceraino, Dolcè ecc.; nella Valpantena presso Marzana; nelle valli d'Illasi, di Cazzano, dell'Alpone (Segu., Poll., Font., Mang., A. Mass., Ambr., Gelm., Goir.). Le stesse forme si incontrano pure sul monte Baldo, essendo state recentemente (26 agosto 1897) raccolte in una pozza presso Salzan (600-700 m.). La var. γ è più rara e fu rinvenuta nella val d'Adige in un boschetto presso Ceraino, in Campo Marzo di Verona, presso Sirmione (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

S. sylvaticus L.; Poll. - Nei prati e luoghi umidi e paludosi: Verona in Campo Marzo in riva all'Adige, Pestrino, presso S. Pancrazio, s. Michele, ecc. (Segu., Poll., Mang., Rigo, Goir.); a Peschiera; nella val d'Adige. - Maggio-giugno: perenne. (Secondo ogni probabilità lungo il Mincio potrà rinvenirsi S. Michelianus L.).

S. radicans Schk. - Rarissimo: rinvenuto da Francesco Fontana in luoghi umidi presso Lazise alle sponde del lago di Garda (sub Scirpo annuo !!).

Eriophorum alpinum L. - Luoghi paludosi alpini del veronese (Vis. et. Sacco cat.)??

E. vaginatum L. - Nei campi umidi presso Isola della Scala: così il Tonini (op. c.). Accidentalmente?

E. latifolium Hoppe. - E. polystachium Poll. - Zeolin. - Nei prati e luoghi umidi o paludosi dal piano alla zona alpina: presso l'Adige a Giarone, Centore ecc. (Goir.); sponde del Benaco presso Garda (Goir.) e nei prati di Pezoi a Torri ecc. (Rigo); nel monte Baldo alla Lonza, Novezina, Noveza, Acque Negre, Campion, Artillon (Poll., Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

E. angustifolium Roth.; Poll. - Raramente nella zona subalpina del monte Baldo (Poll.).



Tribus 4.  -  Cariceae.

Elyna spicata Schrad. - Nel monte Baldo (Vis. et Sacco Cat.) ?

Hobresia caricina W. - Dietro una annotazione del Facchini, scrive l'Ambrosi, sembra che cresca sul monte Baldo.

Carex L. Sect. 1. Monostachyeae. - C. Davalliana L.; Poll. fl. - C. dioica Poll. viag. - Nei prati e luoghi umidi o paludosi: presso S. Michele e S. Martino (Segu., Poll., Goir.); lungo il Mincio presso Valeggio (Poll., A. Mass. !); presso le rive del Benaco, alle Volpare sopra s. Vigilio (Goir.), Torri (Rigo !), Malcesine (Poll.); nel monte Baldo in Pravazar di sotto (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. rupestris Bell. in All. - Nei pascoli rupestri alpini e subalpini del monte Baldo (Gelmi).

Sect. 2. Homostachyeae. - C. baldensis L. Poll. - Erba inverniza, Trepo zentil. - Bellissima Carice trovata la prima volta da I. Bauhin sul monte Baldo (Gramen junceum e monte Baldo, hist. 2, p. 509): predilige gli ericeti ed i luoghi erbosi, aridi ed aspri delle zone alpina e subalpina dalle quali scende sino alla collina: e così in Pravazar, Valfreda, Bastion, Valbruta, Lonza, Noveza, Acque negre, Artilon ecc., Coal santo, Cima di valdrita, Sasseto, Val delle pietre ecc. (I. Bauh., Segu., Moren.!, Poll.!, Ton.!, A. Mass.!, Mang.!, Goir. ecc.) e nelle colline intorno al lago di Garda, Campion (Kaeres), presso Limone (Poll.), sopra Riva (Facch.), Torri (Rigo!): sui Lessini nei monti sopra Peri ecc. (Goir.). - Maggio-agosto: perenne.

C. vulpina L.; Poll. - Trepo*, Careza*.
- α nemorosa (W).
Nei fossi e luoghi paludosi della bassa ed alta pianura veronese, al lago di Garda, nella valle di Caprino ecc., sono frequentissime, tanto la forma tipica quanto la varietà (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). Maggio-agosto: perenne.

C. muricata L.; Poll. - Erba lucciola - Trepo*, Erba inverniza*.
- β virens (Lam.).
È comune nei luoghi boschivi ed umidi, nelle siepi, nei margini dei campi e dei fossi della intera Provincia dal piano alla collina; diventa più rara nelle zone elevate: la var. β cresce specialmente nei luoghi boschivi. - Giugno-settembre, a seconda della altitudine: perenne.

C. Leersii Fr. - Cresce qua e là in luoghi erbosi con le specie vicine.

C. divulsa Good.; Poll. - Trepo*, Erba inverniza*. - Come la precedente.

C. paniculata L.; Poll. - Al margine dei fossi specialmente nella alta pianura veronese, però non è pianta comune: nelle vicinanze di Vigasio, presso S. Michele, Centore, Giaron, S. Nazaro, S. Martino, Caldiero ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.

C. teretiuscula Good. - Rara: il dott. Facchini la raccolse in una palude dei pascoli piani sopra s. Giacomo di monte Baldo. - Perenne.

C. praecox Schreb. - C. Schreberi Schranck; Poll.
- β gigantea.
Pianta gregaria la quale cresce nei luoghi erbosi ed arenosi, pascoli, margine dei campi, lungo le vie ecc.: è frequente nella bassa ed alta pianura, nella collina, nelle vicinanze e nella città di Verona (Goir.); nelle valli Pantena (Ton. !), d'Illasi (A. Mass.!); lungo la riviera del Garda, nella valle di Caprino ed alle falde meridionali del monte Baldo (Poll.); verso Mori ed alla Chizzola alle falde settentrionali dello stesso monte (Facch.): la var. β fra i sassi a Tomba. - Aprile-giugno: perenne.

C. leporina L. - C. ovalis Good.; Poll. - Luoghi umidi o paludosi dal piano alla zona alpina: nella bassa pianura lungo il Menago (Poll.); presso Verona e nella val d'Adige nelle arene umide lungo il fiume (Goir); nel monte Baldo qua e là dall'Ortigara salendo a Costabella e proseguendo da questa vetta sin oltre la cima di, val Finestra (Seg. Poll.), in Basiana, Noveza, Acque Negre, Tredespin: colma di Malcesine ecc. (C. Mass., Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass,!); nei Lessini in Maléra, Spiazzoi ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

C. echinata Murr. - C. stellulata Good. - Luoghi selvatici umidi, ma non comune: nel monte Baldo presso il Santuario della Corona e lungo la via di Avio (Poll.); nei monti, Lessini agli Spiazzoi in unione alla var. grypos (Schk.) (Goir.). - Giugno-luglio: perenne

C. elongata L.; Poll. - Luoghi palustri della pianura lungo l'Adige, il Fibio, il Menago, la Molinella, il Tartaro ecc.; ma non comune (Poll., Masè!, Goir.) - Aprile-giugno: perenne.

C. remota L.; Poll. - Luoghi ombrosi ed umidi nella pianura veronese, nei dintorni di Verona in Campagnola, Basso Acquar, lungo l'Adige in Campo Marzo, S. Michele, Pestrino ecc. (Goir.): s'inoltra pure nelle vallate, p. e. nei prati di Vico presso Tregnago (A. Mass. !). - Maggio-luglio: perenne.

Sect. 3. - Heterostachyeae. - C. nigra Bell. in All. - Rara: Luoghi pascolivi e ghiaiosi elevatissimi nel monte Baldo (Ian sec. Bertol.), nelle valli degli ossi, grande, drita (Goir.): nei Lessini nei monti Posta e Campobrun (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.

C. atrata L.; Poll. var. α - In società colla precedente nel monte Baldo (Moren.!, Hsmn., Goir.), nei Lessini (Goir.), e nella stessa epoca.

C. aterrima Hoppe. - Ove le due precedenti specie.

C. tomentosa L.; Poll.
- β Grossmanniana Asch.
Vegeta nei prati, pascoli, luoghi umidi dal piano alla zona subalpina: alle sponde del Garda a Peschiera, e nei pascoli e nelle selve ombrose dei colli presso Lazise ecc. (Poll., Font., Precht., Goir.); in Campo Marzo di Verona, s. Michele ecc.; nei colli Veronesi alle Are ecc. (Goir.); nel monte Baldo in Pravazar (Poll., Goir.); ed alle sue falde presso Brentino (Goir.); nel monte Bolca a Vestena (A. Mass.!): la var. β in Campo Marzo ed altrove. - Maggio-luglio: perenne.

C. montana L. - C. collina Poll.
- β procerior Gaud.; Poll. - C. conglobata All.
- γ spiculis foemmeis distantibus et multilloris.
- δ forma spiculis foemineis omnino destituta.
Questa bella Carice cresce copiosissima in quasi tutti i colli ombrosi, specialmente nei boschetti di castagno, e sale sino alla zona alpina: e così p. e. nella valle d'Illasi a Gazà presso Tregnago (A. Mass.!); nella collina di Montorio; vaio di Squaranto; Valpantena; colli di Avesa, alle case vecie, alle Volpare, Maso ecc. (Goir.); nel monte Baldo ai Masi, in Pravazar, Noveza ecc. (Segu., Poll., Goir.): le var. β e γ nei colli e monti che separano Valpantena da Valpolicella; la δ ovunque colla forma tipica. - Aprile-giugno: perenne.

C. ericetorum Pollich. - Rara: nel monte Baldo nei luoghi erbosi secchi a piedi dell'Altissimo di Nago (Facch.): probabilmente anche in altri luoghi - Aprile-maggio: perenne.

C. verna Vill. - C. praecox Jacq.; Poll. var. α.
- β umbrosa (Host.).
- γ elata F. Ger.!
La forma tipica è comunissima, nei luoghi erbosi di tutta la Provincia dal piano alle vette elevate dei monti: le varietà si trovano frequentemente nei boschi dei colli veronesi e nei prati piuttosto pingui ove crescono promiscuamente alla forma normale. - Primavera-estate secondo la altitudine: perenne. Si osserva non di rado una forma mostruosa corrispondente a C. sicyocarpa Lebel., ed altra da riferirsi a C. reflexa Hoppe.

C. longifolia Host. - C. polyrrhiza Wallr. - Non comune. Sul margine dei prati presso s. Michele, s. Martino, fuori Porta s. Giorgio a breve distanza dall'Adige ecc. (Goir.). - Aprile: perenne.

C. Halleriana Asso. - C. alpestris All.; Poll - Erba inverniza*. - Cresce copiosamente nei luoghi erbosi di tutti i colli della Provincia innalzandosi nei monti sino a toccare la zona subalpina e scendendo qualche volta verso la pianura: così p. e. nel monte Baldo in Basiano (Poll.), ai Masi (Goir.) ecc.; nei monti Lessini sotto ai covoli di Velo (Goir.), nella valle di Illasi a Gazà presso Tregnago (A. Mass.!); nell'alta pianura sui rivoni d'Adige presso al Bosco Mantico (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. humilis Leys. - C. clandestina Good.; Poll.* - Cresce abbondantemente nei pascoli secchi di tutti i colli veronesi (Poll., Goir.), presso al lago di Garda a Riva, Malcesine ecc. (Poll., Ambr., Rigo!): il Pollini (viag.) la indica nel monte Baldo in Ime, Basiana e lungo la strada dalla Corona a Brentino (Goir.): Abramo Massalongo la raccolse nei Lessini presso Roverè di Velo. - Marzo-maggio: perenne.

C. digitata L.; Poll. var. β - Cresce copiosissima nella Provincia veronese ascendendo dai luoghi umidi ed ombrosi qei colli tra il Benaco ed il confine vicentino, insino alla zona alpina del monte Baldo e dei Lessini (Segu., Moren., Poll., Font., A. Mass.!, Goir. ecc.): fu pure rinvenuto nei luoghi innondati dall'Adige in Campo Marzo di Verona (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. ornithopoda W.; Poll. var. α - C. pedata Poll. viag. - Compare nel monte Baldo e nei Lessini, nei pascoli della regione montana; p. e. nel primo presso al Santuario della Madonna della Corona e diventa abbondante nella regione alpina e subalpina: eccezionalmente fu l'accolto nella pianura veronese, in un luogo erboso presso il Casino a non molta distanza dalle rive dell'Adige (Goir.). - Aprile-luglio: perenne.

C. pallescens L.; Poll. - Vegeta nei luoghi umidi ed ombrosi dalla pianura alle zone elevate dei monti: presso Verona lungo l'Adige ed al Bosco Mantico; nel monte Pastello; nel monte Baldo; presso S. Anna d'Alfaedo, Chiesanuova ecc. nei Lessini (Goir.); nella valle d'Illasi a Vico presso Tregnago (A. Mass. !); in valle Tramigna presso Cazzano (Goir.) ecc. - Maggio-agosto: perenne.

C. striata Good. - Luoghi paludosi ed umidi presso Verona lungo l'Adige ed in tutta la pianura Veronese nei fossati ed alle sponde dei corsi d'acqua.Maggio- luglio: perenne.

C. vulgaris Fries. - C. coespitosa Good. - Careza*. - β alpina Gaud.
Verona lungo l'Adige tanto la forma tipica, come la var. β quest'ultima forse trasportata dal fiume in occasione di piene (giugno 1874, Goir). - Luglio-settembre: perenne.

C. acuta L.; Poll. - Careza*, Paja. - Nei luoghi paludosi, lungo il margine dei fossi e dei corsi d'acqua: in tutta la pianura veronese, nei dintorni di Verona; lago di Garda, val d'Adige, Brentonico ecc. (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). - Aprile-giugno: perenne.

C. alba Scop.; Poll. - Bellissima carice che vegeta nei luoghi umidi e selvatici dall'alta pianura alla zona subalpina, dal Garda al confine vicentino: p. e. Bosco Mantico, Malcesine, Zocchi, Tredespin, Brentonico, la Corona, Peri, Fosse, monte Pastello, vaio della Pernise in Valpantena, ai Comerlati presso Velo ecc. (Segu., Poll., Mang., Rigo, A. Mass.!, Goir.). - Aprile-maggio: perenne.

C. panicea L.; Poll. - Prati umidi e luoghi paludosi di tutta la pianura veronese: presso Peschiera e lungo il Mincio; nella val d'Adige; alle falde del monte Baldo presso Brentino ecc. (Goir.) - Aprile-giugno: perenne.

C. nitida Host.; Poll. fi. - C. verna Poll. viag. - Trepo*. - β rhizogyna.
Frequente nei luoghi aridi e soleggiati dell'alta pianura veronese, dei colli più bassi, intorno a Verona, delle rive dell'Adige (Goir.) e dei colli Benacesi (Poll.); la var. presso a Porto s. Pancrazio sotto al muro lungo nelle sabbie d'Adige: non sono rare forme mostruose, con sole spighette maschili, ed altre con sole spighette femminili (Goir.). - Aprile-maggio: perenne.

C. capillaris L.; Poll. - Sulle rupi e nei pascoli elevatissimi del monte Baldo e dei Lessini ecc.: valle delle pietre, delle buse, vacara, grande, degli ossi, Losana; Coal santo; Costabella; cima di Valdritta; Altissimo di Nago ecc.: Malèra; monte Posta, Campobrun; passo della Lora; Zeola ecc. (Segu., Poll., Clementi, Heufier, C. Mass., Goir. ecc.) - Luglio-settembre: perenne.

C. glauca Scop.; Poll. - β erythrostachys (Hoppe).
- γ clavaeformis (Hoppe).
- δ spicis foemineis compositis Parl.
La forma tipica e le varietà sono frequenti tanto in luoghi umidi e paludosi, quanto nei secchi ed aridi, nei boschetti, nei cespugli, nelle macchie; al piano, nei colli, nei monti (Goir.). - Aprile-luglio: perenne.

C. pendula Ruds.; Poll. - Sala. - Careza.* - Nei fossi e nei luoghi paludosi, ma non comune: raccolta presso al lago di Garda dal Precht, (Hsmn. senza indicazione di luogo), fu pure trovata a Lazise (Font.), Peschiera (Poll., Goir.); e nella pianura veronese a Vigasio, Belfiore, Legnago ecc. (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. mucronata All.; Poll. - Cresce copiosamente nei pascoli sassosi elevatissimi e nelle fessure delle rupi in tutti i monti dal lago di Garda al confine vicentino (Goir.), scendendo dalle zone alpina e subalpina alla montana e venendo quasi a contatto colla collina; talchè si trova in vicinanza di Riva presso Castello (Facch.); in monte Baldo prpsso la Ferrara (800 m.) e a metà circa della strada da Brentino alla Corona (474 m.); nei Lessini a Chiesanova (1104 m.), Giazza (756 m.), presso s. Bartolomeo Tedesco (918 m.) in Valle Orcana ecc. (Goir., Segu., A. Mass. !). - Maggio-settembre: perenne.

C. ferruginea Scop. - C. brachystachys Poll. non L. et excl. syn. - Vegeta nei luoghi rupestri umidi e dalla zona montana ascende alla subalpina ed alla alpina nel monte Baldo, nei Lessini e nei monti che ne dipendono (Poll., Mang., Facch., Goir. ecc.). - Giugno-agosto: perenne.

C. firma Host. - Pascoli elevatissimi del monte Baldo nelle valli degli ossi, larga ecc., alla cima di Valdrita ecc.; cima di Malèra nei Lessini; monte Posta e Campobrun, passo della Lora (Goir.); monte Zeola, Gramolon, Alba (Poll., A. Mass. !). - Luglio-settembre: perenne.

C. sempervirens Vill. ; Poll. - C. ferruginea Poll. viag. - Erba inverniza. - Comune in tutti i monti nei pascoli secchi delle zone alpina e subalpina. - Luglio-settembre: perenne.

C. flava L.; Poll. - Nei luoghi paludosi, nei prati irrigui, nelle risaie: in tutta la bassa pianura veronese, luoghi innondati dall'Adige presso Verona tanto a destra che a sinistra del fiume, nella val d'Adige presso Ceraino e Rivole ecc. (Goir.); Villafranca Veronese (A. Mass. !) ; Riva al monte Brion (Facch.) ecc . - Maggio-ottobre: perenne.

C. lepidocarpa Tausch. - Luoghi acquitrinosi in Campomarzo di Verona (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

C. Oederi Ehrh. - Luoghi paludosi ed acquitrinosi: dintorni di Verona al di là del passo volante di s. Pancrazio ecc., nella val d'Adige presso Ceraino (Goir.), a Peschiera e Sirmione (Facch.). - Estate-autunno: perenne.

C. Michelii Host.; Poll. - Frequente sulle colline, in luoghi selvatici boschivi o erbosi, nei pascoli sassosi: Bosco Mantico; colli veronesi sopra Poiano, Quinto ecc., Montorio ecc.; nei Lessini, Saline nei pascoli di s. Moro; nei colli Benacesi ; nella valle di Caprino ecc. (Poll., A. Mass., Mang.!, Precht, Goir.). Maggio-giugno: perenne.

C. distans L.; Poll. - Careza. - Comune nei prati e pascoli umidi, luoghi acquitrinosi ecc. nel piano e sui monti: nella bassa ed alta pianura veronese e nei dintorni di Verona lungo l'Adige ecc. (Goir.), al lago di Garda da Peschiera a Torbole (Font., Precht., Goir. ecc.), lungo il Mincio da Peschiera al Borghetto di Valeggio (Goir.), alle falde orientali del monte Baldo presso Brentino e più in alto alla Ferrara (Poll., Goir.), a Piore (Goir.), nella val d'Adige e nella Valpantena, presso Montorio (Goir.), nella val d'Illasi a Cogolo e più in alto sui monti (A. Mass.!) ecc. - Maggio-Luglio: perenne.

C. Hornschuchiana Hoppe. - Luoghi acquitrinosi nelle colline moreniche lungo il Mincio specialmnnte al Paradiso presso Peschiera ccc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.

C. fulva Good. (flava X Hornschuchiana). - Colla precedente.

C. tenuis Host. - C. brachystachys Schlanck. - Rarissima: nei monti sopra Giazza e nel monte Baldo in valle degli ossi (Goir.).

C. sylvatica Huds. - G. Drymeya Poll. - Luoghi selvatici e boschivi dalla collina alla zona montana e subalpina; ma non è pianta comune: al piede della collina veronese presso Avesa nelle due vallette Borago e Pissacavra; nelle valli di Squaranto, Falcone Anguilla ecc.; nel monte Baldo presso la Corona e secondo Pollini lungo il sentiero di Ventrar (1700 metri) ecc.; nei Lessini a Velo ecc.; presso Riva ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Facch., Precht, Goir. ecc.). - Maggio-luglio: perenne.

C. Pseudo-Cyperus L.; Poll. - In luoghi paludosi, rara se non rarissima!: presso al lago di Garda (Precht); a Vacaldo presso Vigasio (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.

C. ampullacea Good.; Poll. - Il Pollini scrive di aver trovato questa Carice in vicinanza del passo volante di s. Pancrazio in riva all'Adige presso Verona: ivi, certissimamente, oggidì non cresce e secondo ogni probabilità si tratta di piante avventizie trasportate in quella stazione dalle acque del fiume.

C. vesicaria L.; Poll. - Fossi, stagni e paludi; frequentissima nella bassa ed alta pianura veronese, nelle vicinanze di Verona, presso al lago di Garda ecc. (Segu., Poll., Goir. ecc.).

C. paludosa Good.; Poll. - β Kochiana Dc.
Comunissima presso tutti i corsi d'acqua e nei luoghi paludosi dal piano alla zona montana: la var. β cresce assieme alla forma tipica, ma di questa più rara (Goir.). - Marzo! - settembre: perenne.

C. riparia Curt.; Poll. - Caretto, Sala. - Careza, Paja. - Fossi, stagni, paludi, margine dei corsi d'acqua ecc.; sponde del lago di Garda; fossi nella val d'Adige e nell'alta e bassa pianura veronese. - Maggio-luglio: perenne. Insieme a diverse altre carici è adoperata a fare le impagliate per le sedie.

C. nutans Host. - Scoperta dal Clementi nel monte Baldo (Parl.), ma da quell'epoca non più rinvenuta da altri.

C. hirta L.; Poll. - β hirtaeformis Pers.
Nei luoghi umidi ed acquitrinosi, al margine dei fossi ecc. si incontrano frequentissime tanto la forma tipica, come la var. β, dal piano alla regione subalpina nel monte Baldo e nei Lessini (Goir.). - Estate-autunno.




FAMILIA III.  -  TYPHACEAE.


Typha latifolia L.; Poll. - Sala, Mazzasorda, Biodo. Melina, Paieroni, Carezoni e, nel monte Baldo, Careze*; le spighe femminili poi secondo i luoghi prendono le denominazioni di, Mortadele, Saladini, Salado*, Salam* - Copiosissima in tutta la Provincia nei luoghi palustri od acquitrinosi, nei fossi, lungo i corsi di acqua, dal confine vicentino alle sponde del Garda, salendo dal piano alle zone subalpina ed alpina; e così si trova in monte Baldo in luoghi umidi ai Lumini e nelle pozze di Salzan, Basiana, Valfredda (Poll. Goir.); nei Lessini sopra Cerbiol, presso s. Anna d'Alfaedo alle Barosse, nel monte Bolca nel laghetto dei Cracchi (Goir.). - Giugno-luglio al piano; agosto-settembre nelle stazioni elevate: perenne. È adoperata, specialmente nella pianura, in unione a Phragmites communis, a costrurre capanne; serve anche di combustibile, per letto al bestiame ecc.: le foglie frequentemente sono impiegate a fabbricare le stoie ed a fare le impagliate delle sedie.

T. angustifolia L. excl. var. β; Poll. viag. - T. media
Poll. fl. excl. syn. Dec., Smith., Balb. et Nocc. - Stiancia. - In vernacolo gli stessi nomi della specie precedente. - β ramosa. Forma monstrosa.
Nei luoghi paludosi, lungo i corsi d'acqua, nei fossi, di spesso in unione colla precedente, della quale però è meno frequente e meno sparsa: presso Verona fuori porta Pellegrina in una piccola palude detta le Buse (Goir.); alle sponde del Benaco da Peschiera a Sirmione (Poll., Facch., Goir.); al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova presso Casteldario (Barbieri, Masè!, Goir.) ove è copiosissima; in tutte le Valli grandi sì veronesi che ostigliesi, a Legnago ecc. (Goir.) ; non manca in stazioni più elevate, indicandola il Pollini nelle pozze di Ime e Basiana nelle quali oggidì sembra scomparsa, mentre recentemente fu osservata a Salzan nello stesso monte (700 m., Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

T. Laxmanni Lepech. - T. minima Funch.; Poll. viag. et fl. ver. III, p. 101 cum. ic. t. I, f. 1.; C. nana. Avè-Lallem. - Saladini*, Mortadele*. - Pianta ordinariamente gregaria: cresce copiosissima, fertile o sterile, nei luoghi palustri, innondati e sabbiosi della pianura veronese, dalle sponde del lago di Garda presso Peschiera, Lazise ecc., dei dintorni di Verona, delle rive e della valle d'Adige (Poll., Font., Ambr., Goir. ecc.). - Maggio-Luglio: perenne.

Sparganium ramosum Huds.; Poll. - Biodo, Coltellaccio. - Melina, Paèra, Carezoni*, Cortelassi*. - Nei luoghi paludosi, nei fossi, nelle risaie: è abbondantissimo nella intera Provincia, nella quale dalla pianura sale alla zona subalpina crescendo in monte Baldo nelle pozze di Basiano. (Poll., Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

S. simplex Huds. excl. var. β; Poll.!. - Rarissimo: nelle risaie Camuzzoni a Villabella presso Sambonifacio (Poll. herb. !), ed in quelle Jacur a Macacari (Masè et Goir.). - Giugno-agosto : perenne.

S. minimum Fries. - S. natans auct. non L. - Lago di Garda a Riva nel fosso presso al forte (Facch.). - Luglio-agosto: perenne.




FAMILIA IV.  -  NAJADACEAE.


Tribus 1.  -  Potameae.

Potamogeton L. Sect. 1. Heterophylli. - P. natans L. - Lingua d'acqua. - Lengue*, Lengue de vaca*, Gresse*, Cresse*, Leto dei roschi*, sono le denominazioni che nell'Agro veronese ricevono le specie o forme appartenenti al genere Potamogeton: le stesse, variabili d'altronde da luogo a luogo, vengono date benanco a molte altre piante si acquatiche che terrestri. - Specie variabilissima.
- α vulgaris Koch. - P. natans Poll. var. α. - Forma typica.
- β fluitans (Roth.). - P. natans Poll. var. γ.
- γ prolixus Koch.
- δ petiolaris (Presl.).
- ε Pollinii. - P. natans Poll. var. β.
La forma tipica vive nelle risaie, nei fossati e nelle paludi di tutta la pianura, nel lago di Garda, alle terme di Caldiero (Poll., Segu., Font., A. Mass.!, Goir. ecc.), ed ascende insino alla zona subalpina (Poll.); e così nel monte Baldo nelle pozze di Valdabin, Piore, Prà Bestemià, Prada, Basiana, Ime, Valfredda, Saugulo (Goir.); a Corbiolo nei Lessini e nel laghetto dei Crachi in monte Bolca (Goir.) ecc.: la β non è frequente nelle acque lentamente scorrenti della bassa pianura; la γ nei fossi presso Villafranca (A. Mass.!): la δ nei fossi e nelle risaie unitamente alla forma tipica: la ε unitamente alla α nelle stazioni superiormente indicate del monte Baldo. - Giugno-settembre: perenne.

Sect. 2. Homophylli. - P. lucens L.; Poll. var. α. - Brasca.
- β angustifolius. - P. lucens Poll. var. β.
Paludi, fossi ecc.: al lago di Garda, al Mincio, nelle acque di Montorio, nel Tartaro ecc. (Goir.), nell'Alpone (A. Mass.!): la var. in unione alla forma tipica. - Giugno-settembre: perenne.

P. perfoliatus Segu.; Poll. - Abbondantissimo nel lago di Garda, nel Mincio, a Montorio ecc. (Segu., Poll., Font., A. Mass., Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

P. crispus L.; Poll. - Erba-gala, Manichetti.
- α genuinus Rchb. tab. XXIX f. 50.
- β serrulatus Rchb. tab. XXX f. 52.
Nel lago di Garda, nei fossi, nelle acque correnti di tutta la pianura veronese (Segu., Poll., Font., Goir.), nel laghetto dei Crachi in monte Bolca (A. Mass.!), e nel monte Baldo in Basiano. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. 3. Chloephylli. - P. acutifolius Lk. - P. compressus Poll. - Questa bellissima specie cresce copiosissima nel Lago di Garda (Poll., Font.) e nel Mincio (Goir.); nelle acque correnti al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova (Masè!), nei fossi presso Sambonifacio, Arcole, Albaredo ecc. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

P. pusillus L.; Poll. - Erba grata*, Grata*, denominazionedata dai risaioli anche ad altre piante palusti.
- α vulgaris Rchb.
- β tenuissimus Rchb. - P. pusillum Thuill.
- γ major Koch.
Questa variabilissima specie cresce copiosissima nelle risaie, e nei fossi e luoghi paludosi della intera Provincia, ascendendo colle var. α e β dalla pianura a stazioni assai elevate nei monti, talchè si trova presso alla cima del monte Pastello (m. 1122), presso s. Anna d'Alfaedo alle Barosse (m. 1000 circa.) e nel monte Malèra (m. 1772): la var. major cresce nei fossi presso s. Michele, a Nogara, ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

P. trichoides Cham. et Schlecht. - Fossi e risaie al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova (Masè!). - Estate: perenne.

Sect. 4. Coleophylli. - P. pectinatus L.; Poll. - P. marinus Poll.; Font.
- β scoparius Wallr.
Nel lago di Garda, nel Mincio, nel Fibio, nella Molinela ecc. (Segu., Poll., Font., Facch., Goir. ecc.): la var. β presso Villafranca (A. Mass.!). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. 5. enantiophylli. - P. densus L.; Poll. - Nelle risaie, e nei fossi tanto della pianura come della collina e non di rado della zona montana vegetano lussureggianti la forma genuina di P. densus L. nonchè quella corrispondente a P. settatus L.: quest'ultima in modo specialissimo nelle acque di Montorio allo Squarà presso la Chiesa parrocchiale (A. Mass.!, Goir.) ed al lago di Garda (Font.). - Maggio-agosto: perenne.

Tribus 2.  -  Najadeae.

Zannichellia palustris L.; Poll. - Frequentissima nelle risaie, nei fossi e nei corsi d'acqua in tutta la pianura veronese, nel Mincio ecc. (Goir.). - Maggio-ottobre : perenne.

Najas minor Alt; Poll. fl. - Caulinia fragilis Poll. viag.
- I risaioli indicano questa e la seguente specie con la denominazione di Erba grata.
- β intermedia Balb. et Nocca. - N. alagnensis Masè in exsiccatis non Poll.!.
La specie si incontra in tutta la pianura veronese nei fossi, nello risaie ecc. (Goir.); nel Tartaro e negli altri corsi d'acqua (Segu., Rodegher!); nel lago di Garda (Poll., Goir., Font., Clementi); nel Mincio (Rigo !): la varietà β nelle risaie in unione alla forma tipica (Masè!, Goir.). - Giugno-agosto: annua.

N. gramninea Delile. - Najas et Caulinia alagnensis Poll. excl. syn. Balb. et Nocc. - Nelle risaie a Vigasio (Goir.), presso Villafranca (A. Mass.!). - Giugno settembre: annua.

N. major All.; Poll. - Copiosissima nel lago di Garda (Poll., Precht.), Peschiera (Goir.), Lazise (Font.), nei porti di Torri (Rigo!), Malcesine ecc. (Goir.); nel Mincio, nel Tartaro, nella Molinella, nel Fibio e nel fiumicello di Montorio ecc. (Poll., Goir.). - Giugno-settembre: annua.




FAMILIA V.  -  LEMNACEAE.


Lemma minor L.; Poll.! - Lente palustre. - Pavarina, Pioci d'acqua. - Comunissima nelle risaie, e negli stagni e fossi di tutta la bassa ed alta pianura. veronese; sponde del lago di Garda.; pressi di Verona in Campomarzo, s. Michele ecc.; al piede dei colli al Vago, s. Martino, Sambonifacio ecc.; nella valle dell'Alpone dove si trova copiosissima in tutti i fossi presso Monteforte ecc. (Goir.): sale nella zona montana e quindi si trova nel monte Bolca al laghetto dei Crachi (A. Mass.!); nei Lessini al piede del monte s. Viola presso Casale di sotto (Goir.). - Dalla primavera a tardo autunno: perenne. Serve di nutrimento assai gradito ai gallinacei ed alle anitre.

L. trisulca L.; Poll. - Pavarina, Erba ranina *. - Nei fossi, negli stagni, nelle risaie ecc.; è più rara e meno sparsa della specie precedente: presso al lago di Garda, a Riva, Torbole, Pacengo, Peschiera (Ambr., Gelm., Poll., Goir.) ; nei dintorni di Verona in Campomarzo, s. Michele, Centore (Goir.); Caldiero, Sambonifacio, Arcole, Monteforte, Legnago, Aselogna ecc. (Goir.); presso Villafranca (A. Mass. !). - Aprile-settembre: perenne.

Telmatophace gibba Schleiden. - Lemna Gibba L.; Poll. - Rara: cresce, promiscuamente a Lemna minor ed alla specie seguente, talchè riesce anche assai difficile il rinvenirla: nei fossi al Vago ed alle terme di Caldiero (Goir.). - Perenne.

Spirodela polyrrhiza Schleiden. - Lemna polyrhiza L.; Poll. - Pavarina, Pioci d'acqua. - Cresce negli stessi luoghi di Lemna minor e non di rado in unione ad essa; è però meno frequente ed abbondante: presso al lago di Garda in diversi luoghi (Poll., Font., Boni, Goir.) ; nei dintorni di Verona, nei fossi a Guastalla, alle terme di Caldiero, nella bassa pianura veronese ecc. (Goir.). - Primavera-autunno: perenne.




FAMILIA VI.  -  ARACEAE.


Tribus 1.  -  Dracunculineae.

Arum italicum Mill.; Poll. - Arum majus Veronense et Arisarum Veronensium Lobel - Gichero. - Aro, Lengua de bò, Rogna.* - Cresce lungo le vie, nelle siepi, al margine dei campi e dei fossati, ma può dirsi quasi confinato nella parte della zona pedemontana che, dalla Valpantena si protende alle sponde del lago di Garda a Torri, S. Vigilio, Scaveaghe, Garda, Lazise, Peschiera (Poll., Font., Rigo!, Goir.); nella valle di Caprino (Poll.); nella città di Verona nei giardini in Pradavalle e presso Porta Palio, e nelle sue vicinanze alla Prognela fra il colle S. Dionigi e monte Capro, a S. Rocco e S. Rocchetto, Quinzano, Villa, S. Giuliano, Bossi, Chiesol, Valdonega, Bacola (Segu., Goir.); compare da ultimo qua e là nella Valpantena dalla quale si innalza sino all'altezza di Romagnano (360 m.) alle falde dei Lessini. - Le giovani foglie spuntano coi primi tepori primaverili, qualche volta d'inverno se questa stagione è mite; fiorisce da aprile a giugno; le bacche sono mature in luglio ed agosto: perenne.

A. maculatum L.; Poll. - Aro, Lengua de bò, Lengua de vaca*.
- α maculatum. - A. maculatum, maculis nigris Segu., Poll. (var. β).
- β immaculatum. - A. maculatum var. α Poll.
È pianta frequentemente gregaria la quale cresce piuttosto copiosamente nei luoghi rupestri, nei boschi, nelle macchie della zona montana e subalpina in tutti i monti veronesi: nel monte Baldo presso la Corona, le Fraine, la Ferrara, Saugolo, Basiana, Ime ecc., Prazagano, Gambon, Cerbiol, Artillon, Pialletti, Brentonico ecc. (Calc., Poll., Goir. ecc.); nei Lessini presso Cerro, Chiesanuova ecc.; nella valle d'Illasi presso Giazza. (Goir.), nella valle dei Rugoloti (Bordoni); nella valle Oreana (Segu., Bordoni): le due var. crescono promiscuamente. - Fiorisce in maggio-giugno; le bacche maturano in luglio: perenne.

Dracunculus vulgaris Schott. - Serpentaria - Dragontèa, Serpentaria (Monti). - Negli oliveti presso Torri alle sponde del Benaco (Rigo!) ed in un vigneto presso Villafranca (Mendini!): ma probabilmente si tratta di piante sfuggite alla coltivazione e fatte quasi selvatiche, come si osserva pure in qualche giardino nella stessa città di Verona (Menegazzoli!). - Maggio-giugno: perenne. Come pianta ornamentale per lo addietro era coltivata nei giardini Colocasia antiquorum Schott. -

Arum Colocasia L. - (Aro d'Egitto, Colocasia, Figo d'Adamo Monti diz. bot. ver.).



Tribus 2.  -  Acoroideae.

Acorus Calamus L.; Poll. fi. et herb.! - Calamo aromatico. - Carezoni, Calamo aromatico.
- β spadice composito, duplici, inaequali, spathis duabus praedito, altera minori. Forma monstrosa.
Il Calamo aromatico è pianta spontanea delle Indie trasportata in Europa nel secolo XV: coltivato probabilmente da principio come pianta industriale e medicinale,si è nel seguito inselvatichito; e nel Veronese il Segujer (a. 1745) lo indicava come tale non lungi da Grezzana prope hortum Castellorum, ove oggidì certamente! non si rinviene; ai tempi del Pollini cresceva copiosamente lungo le sponde del Mincio!, e quivi venne pure raccolto ai giorni nostri (Rigo!, Goir.); si incontra in tutte le Valli grandi Veronesi ed Ostigliesi (Goir.), ma stante i lavori di prosciugamento, non copioso come una volta; è abbondantissimo nei fossati e negli orizeti di Casteldario al confine delle Provincie di Mantova e di Verona (Masè!). La var. β è una forma mostruosa raccolta in una risaia a Casteldario (Masè!). - È in fiore da maggio a luglio: perenne.
Adoperato nella veterinaria, ritenuto come febbrifugo, usato nella preparazione degli elettuari e dei vini medicati, Vermouth specialmente, il Calamo aromatico negli anni passati fu per il basso Veronese oggetto di considerevolissima esportazione, alla quale però faceva forte concorrenza la Ungheria somministrandone forti partite. La massima parte veniva consumata nella Carinzia, nella Boemia ed in genere nella Germania, e veniva adoperato come droga o condimento nella cucina, e si vendeva tagliato a dischetti sottili e canditi. I rizomi si spedivano decorticati ed essiccati come quelli dell'Ireos (Iris germanica L.); una sola casa in un anno ne spedì cinquanta botti rappresentanti ventimila chilogrammi.
Oggidì, stante il prosciugamento delle Valli, la produzione è ridotta a termini minimi: quindi limitatissima la esportazione. Alla famiglia delle Araceae dovrebbe far seguito quella delle Palmaceae; di questa si coltivano in vasi diverse specie o varietà appartenenti ai generi Chamaerops, Phoenix, Latania ecc. (Menegazzoli): la Chamacrops excelsior, come maggiormente resistente, vive all'aperto in piena terra; fiorisce e fruttifica p. e. in Verona, alla Musella nella villa Trezza, ad Affi nel parco dei signori Poggi ecc.: nell'inverno però viene riparata con una piccola tettoia. Il Generale Giuseppe Garibaldi nell'otto marzo 1867 pernottava presso Avesa nella villa che oggi si chiama Caprera; nel giorno appresso metteva in piena terra una giovanissima pianta di Phoenix dactylifera: la quale crebbe prospera e si mantenne vigorosa sino al 1879, soccombendo poscia al freddo rigorosissimo che segnalò l'inverno 1879-80.




FAMILIA VII.  -  ALISMACEAE.


Tribus 1.  -  Alismeae.

Alisma Plantago L.; Poll. - Mestola, Mestolaccia. - Piantazeno d'acqua.
- α latifolium Gren, et Godr. - Forma typica.
- β lanceolatum Koch. - A. Plantago var. β Poll.; A. acquatica angustifolia Segu.
- γ pusillum.
- δ graminifolium (Ehrh.).
La forma tipica cresce copiosamente (Calc., Pona, Segu., Poll., Font. ecc.) nelle risaie, e nei luoghi umidi, nei fossi, nelle paludi della intera Provincia, fra il lago di Garda ed il confine vicentino, dalla bassa pianura alla zona subalpina in tutti i monti veronesi (Goir.): la β assieme alla: specie e negli stessi luoghi (Segu, Poll., Goir.): la γ cresce gregaria in luoghi acquitrinosi e di recente rimasti all'asciutto; nella val d'Adige presso Ceraino alle falde di monte Pastello e nel monte Baldo a Salzan ed a Cà dei Lusani sotto a Sengio rosso: la δ, rarissima, presso Vigasio sul fondo di uno dei fossi che servono alla introduzione e distribuzione delle acque nelle risaie (Goir.). - È in vegetazione da aprile o maggio a tardo autunno: perenne.

A. (Caldesia Parl.) parnassifolium L. - Rarissima.; luoghi palndosi presso Vigasio (Masè! - Giugno-luglio: perenne.

Sagittaria sagittaefolia L.; Poll. - Erba saetta, Occhio d'asino. - Saete*, Site*, Cuciari*.
- β heterophylla (Schreb.).
- γ valisneriifolia Cosso et Germ.
Cresce copiosamente al piano in prossimità alle risaie, nei fossi, nelle acque tranquille o lentamente scorrenti: al lago di Garda presso Peschiera. (Poll.); nell'alto Agro Veronese nelle vicinanze di Villafranca (A. Mass,!); nei dintorni di Verona in riva all'Adige sotto a S. Michele al Casino, a Centore e Giarone ecc.; a Caldierino, Caldiero, ecc.; nella valle dell'Alpone presso a Monteforte; in tutta la bassa pianura veronese: la var. β cresce in unione alla forma tipica: la γ si incontra, ma rarissimamente, nelle acque correnti della bassa pianura p. e. nelle valli del Tartaro (Goir.). - Estate-autunno: perenne.


Tribus 2.  -  Iuncagineae.

Triglochin palustre L.; Poll. - Giuncastrello. Cresce, per lo più gregario, nei luoghi acquitrinosi e nei prati umidi, tanto al piano quanto nei monti; però presso di noi non può dirsi specie volgare: presso a Bovolone, Isola della Scala, Vigasio ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Ton.!, Goir.); in monte Baldo alle sue falde più settentrionali, al castello di Brentonico (Poll.). - Estate-autunno: perenne.


Tribus 3.  -  Butomeae.

Butumus umbellatus L.; Poll. - Biodo, Giunco fiorito. - Castagnola, Falso poro*. - Risaie, fossi e luoghi acquosi nell' alta e bassa pianura veronese (Segu., Poll., Goir.): compare pure alle sponde del lago di Garda, p. e. a Lazise (Font). - Aprile-luglio: perenne.




FAMILIA VIII.  -  HYDROCHARIDACEAE.


Vallisneria spiralis L. Poll. - Vallisneria. - Alega, Erba cortelina.
- β pusilla (Barb.).
La forma tipica abbonda nel Lago di Garda al Ponale, Riva, Torbole, Malcesine, Cassone, Castelletto di Brenzone, Torri, Lazise, Peschiera ecc.; nei fossi profondi, in vicinanza alle risaie ed in tutti i corsi di acqua della bassa pianura, Tartaro, Molinella, Menago ecc. (Seg., Poll., Font., Clementi, Facch., Goir. ecc.): la var. β nelle acque poco profonde in vicinanza al lago di Garda (Rigo!) e nella pianura (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

Stratiotes aloides L. - Scargia, Stiletti. - Era stazione notissima di questa bella Hydrocharidacaea il lago superiore di Mantova, nel quale però cresce la sola pianta a fiori pistilleferi: l'Abate Francesco Masè perlustrando le valli e le paludi del Tartaro vi ha scoperto la pianta a fiori staminiferi ed in grande abbondanza, la quale può dirsi costituisca il precipuo ornamento e la specie più importante della sua flora palustre. - Fiorisce in luglio: perenne.

Hydrocharis Morsus-ranae L.; Poll. - Morso di rana, - Capelazi, Capelazi picoli, Capelazeti*.
- β vivipara Ces.
Fossi, paludi, risaie: lago di Garda presso Peschiera (Poll.) ed in tutta la bassa ed alta pianura veronese ecc. (Goir.): la var. β nei fossi poco profondi delle basse di s. Michele e d'autunno. - Maggio-ottobre.

Elodea canadensis Michaux. - Comparve verso il 1873 in un fosso nelle vicinanze di s. Michele sotto al muro lungo: il prof. Bolzon la segnala presso Cerea e Minerbe ed a Legnago: si incontra pure presso Vigasio e Villabella (Goir.).




FAMILIA IX.  -  JUNCACEAE.

(Juncaceae Goir. Prod. fl. ver. in N. G. D. XVIII, p. 160).


Luzula Hostii Desv. - Iuncus flavescens Host. - Rara. Vive in gruppi nelle boscaglie e specialmente in mezzo alle vecchie ceppaie di faggio fra 1200-1400 metri di altitudine: nel monte Baldo alle Fassole, Lavaci, pian della Cenere (Goir.), Valfredda (A. Mass.!). - Giugno-luglio: perenne.

L. vernalis Dc. - Iuncus pilosus L. - L. pilosa W. - Variat:
- α anthela multiflora corymboso-umbellata, semplici;
- β anthela composita;
- γ angustifolia: occurrunt praetera forma hybridae.
Non comune. Nei luoghi boschivi e selvatici delle zone subalpina, montana e collina e di preferenza nei castagneti; raramente nella pianura: rara nel monte Baldo presso i Lavaci e il pian della Cenere (Goir.) e nelle colline benacesi (Mang.!); frequente nel gruppo dei Lessini, e così nella Valpantena sopra Quinto e Grezzana, monte Tondo, vaio della Pernise, Rosaro, Cerro, s. Anna d'Alfaedo, Roverè di Velo, vaio di Squaranto (Goir.); monte Beloca in valle d'Illasi (A. Mass. !). - Aprile-giugno: perenne.
L. vernalis X L. forsteri Conf. Goir. o. et l. c. p. 178: A. Beguinot Studi e ricerche sulla Flora dei Colli Euganei in B. S. B. a. 1900, p. 62.

L. Forsteri Dec.; Poll. - L. pilosa Poll. herb.! - Erba lucciola - Spezie d'erba cortelina*.
- β pallida Rota.
Assai frequente nei luoghi boschivi selvatici e pietrosi dell'alta pianura veronese e dei colli, più rara nella zona montana: nell'alto Agro Veronese a Valeggio (Rigo !), Bosco Mantico (Mang., Goir.); Ospedaletto nella Valpolicella (Poll. herb.!); Costermano, Caprino, Brojeschi e Papalino alle falde orientali e meridionali di monte Baldo (Goir.); presso allago di Garda nei colli benacesi a Lazise, Torri, Albizzano (Font., Rigo!, Goir.); colline e valloni presso Avesa, Maso, Montecchio, monte Tondo (Goir.); nella Valpantena a Quinto, Grezzana, Alcenago (Ton.!, Goir.); nei Lessini a Cerro, Lughezzano, vaio di Squaranto ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi a Colognola, Tregnago ecc. (A. Mass. !, Goir.) : la varietà raramente colla forma tipica. - Aprile-giugno: perenne.

L. spadicea Dec. ? - Indicata nel monte Baldo dal Prof. Moretti; ma verosimilmente per equivoco, sebbene nell'Erbario dell'Autore della Flora Italica si trovi un esemplare di L. spadicea raccolto da questo botanico ed accompagnato da una scheda del tenore seguente: - Luzula spadicea, M. Limone, Baldo ecc.

L. maxima Dec.; Poll. - Juncus maximus Poll. herb.! - Erba lucciolona. - Quadroto cortelino*.- Variat.:
- α sylvatica (Gaud.)
- β Sieberi (Tausch.).
- γ glabrescens.
- δ sicula (Par!.).
- ε congloblata. - L. sylvatica var. congesta Bouvier fl. des alpes de la Suisse et de la Savoye ?
Le var. α e β crescono nei luoghi rupestri e selvatici, nelle boscaglie e in mezzo ai frutici, nei pascoli dalla zona montana superiore alla alpina (Segu., Poll., Clementi, Leybold, Goir.) in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale, nei Lessini, nella val dei Ronchi al confine del Veronese col Trentino, nei monti che separano il Veronese dal Vicentino: la var. γ nel monte Baldo sotto ai Palloni di Noveza e nei Lessini ai Trachi, la δ rarissima, nei monti Lessini sulle cime Malèra e Galbana; la ε sul monte Baldo ai Lavaci (Goir.). Giugno-settembre, dipendentemente dalla altitudine: perenne.

L. albida L. - Juncoides quod gramen hirsutum, angustifolium majus Segu.
- α typica. - L. albida Reichb. exc. var. α
- β rubella. (Hoppe).
Poco frequente nei pascoli, negli ericeti, in mezzo ai frutici, nel monte Baldo fra 1400-2000 metri di altitudine, ove si incontra di preferenza la var. rubella: nelle sengie di Valfredda (Segu., Goir.); alle Pozzete (Leyb.); Sascaga (Mang.!); Coal santo, val Losana, Sasseto, Artilon ecc. (Goir.). - Luglio-agosto: perenne.

L. nivea Dec.; Poll. - Iuncus niveus L.; Poll. herb.!;
Lucciola Calz. - Trepo zentil, nome dato benanco nel monte Baldo a Carex baldensis.
- α anthela in capitulum fere conglobata et contracta.
- γ Toniniana. (Goir. loc. C. p. 181).
- δ nivea-albida.
Abbondantissima in tutti i monti veronesi nei pascoli, nei boschi, nelle rupi, dalle stazioni alpine ai colli ed alle valli (Calc., Pona, Segu., Poll.!, Masè!, Ton.!, Mang. ! , Leyb.; , Rigo !, , Goir.): la var. δ rarissima in monte Baldo nella val brutta e sotto al Coal santo; la γ sul monte Tondo al dissopra della Bocca d'Alcenago; la δ in monte Baldo al Sasseto, le Pozzete, Artilon. - Giugno-settembre: perenne.

L. spicata L.; Poll.! - Iuncus spicatus L.
- α typica.
- β vaginata Rchb.
- γ conglomerata (Mielichofer).
Cresce, gregaria od isolata nei pascoli e fra i crepacci delle rupi nelle regioni alpina e subalpina, dalle quali scende qualche volta nella montana: la var. α è la forma maggiormente diffusa e si incontra copiosissima nel monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale (Segu., Poll., Sternberg, Heuffler, Goir. ecc.) scendendo dalle cime e dai pascoli più elevati a stazioni situate a circa 800 metri (Poll.); nei Lessini e nei monti Posta, Campobrun, Lora, Zeola ecc. (Goir.): alcune forme corrispondono assai bene agli esemplari di L. italica Parl. esistenti nell'Erbario Centrale. La var. β in monte Baldo nei pascoli di Noveza, e val Vacara, e la γ alla cima di Valdrita e al Sasseto. - Maggio-agosto: perenne.

L. campestris Dec. - Iuncus campestris L. - Fragolina*, Trepo*.
- α typica. - L. campestris Poll. var. α ex part.
- β multifiora (Lejeun.). - L. campestris Poll. var. α ex part.
- γ pallida Parl.
- ε congesta. (Lejeun.).
- δ sudetica (Dec.). - L. campestris var. alpina Poll. (ex parte ?).
- ξ alpina (Hoppe).
La var. α, gregaria o isolata, cresce ovunque nei pascoli e nei prati, negli criceti, nei luoghi boschivi, negli argini, al margine dei campi dalla bassa, pianura. per esempio s. Pietro in Valle, alle zone elevate di tutti i monti nei quali è sostituita dalle var. ε e ξ: le var. β e δ sono più rare e crescono sul monte Pastello, al Bosco Mantico ed altrove nell'alto Agro Veronese; la γ, rarissima, qualche volta si incontra assieme alla forma tipica (Goir.). Marzo-agosto: dipendentemente dalla forma e dalla altitudine: perenne.

Iuncus Iacquini L. - Carlo Tonini (Tent. Mant. ecc.) scrive di aver raccolto nell'anno 1822 alcuni esemplari di questa specie in monte Baldo non lungi dalla Valfredda. Nessun altro, botanico, nè prima, nè dopo il Tonini accennò alla presenza di I. Iacquinii nella nostra zona botanica.

I. triglumis L. - In Val dei Ronchi tra i monti Lessini ed il monte Posta al confine della Provincia veronese (Leyb.) - Luglio-agosto: perenne.

I. trifidus L. α vaginatus Neilr.
- β foliosus Neilr. - I. Hostii Tausch.; I. trifidus Poll. ex. herb.!; I. montanthos Iacq.; I. alpinus μοναντοσ et πονοσπερποσ Seg. - Careze*, Carezi. - Nei pascoli e nelle fessure delle rupi dalla regione alpina alla subalpina: copiosisimo nel monte Baldo nel quale cresce nelle vette più elevate e nei dirupi e nelle valli scoscendenti che ne solcano e frastagliano i due fianchi (1600-2218 m. Segu., Poll., Leyb., Goir. ecc.); nei Lessini dai pascoli di Podesteria al Malera ed oltre; nel monte Posta, Campobrun, alla Lora, Zeola ecc. (Goir.): le forme veronesi di I. trifidus da noi sino ad oggi raccolte spettano tutte alla var. foliosus ! - Fiorisce in luglio ed agosto; le cassule sono mature in settembre e si mantengono sino al principio dell'inverno: perenne.

I. communis E. Meyer. - Giunco. - Grulo, Zoncolo.
- α effusus (L.). - I. communis E. Meyer var. β.
- β conglomeratus (L.). - I. conglomeratus Poll.!; I. communis E. Meyer var. α.
Nei luoghi umidi e paludosi e nei fossi dalla bassa ed alta pianura veronese alla regione subalpina: la var. α in tutte le valli veronesi (Goir., Masè !) ; Albaredo (Segu.); Lazise (Mont.); Peschiera; presso Verona nelle basse di S. Michele; nel monte Baldo in Basiana ecc. (Goir.): la β nelle stazioni stesse della precedente, ma specialmente in val Basiana ove è copiosissima: a s. Giovanni Illarione al confine della Provincia di Verona con quella di Vicenza (C. Mass.!) ecc. - Giugno-agosto: perenne.

I. glaucus Ehrh. - I. inflexus Poll. - Grulo, Zuncolo, Trepo*. - Cresce nei luoghi acquitrinosi, nelle siepi e nei luoghi boschivi umidi: è abbondantissimo nella Provincia trovandosi sparso ovunque nella bassa pianura e nell'alto Agro Veronese, in tutti i colli e monti sino alla zona subalpina ed alpina; p. e. nel monte Baldo alla Lonza, Novezina, Noveza, Campion, Acque negre ecc. (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.
I fusti di questa e della specie precedente sono adoperati dalla gente di campagna per annodare diversi oggetti.

I. diffusus Hoppe. - I. glaucus x communis ? - Assieme ai due precedenti, ma più raro: nella Valpantena a Marzana, nei Lessini lungo la via del Rosaro, nel monte Baldo nei luoghi acquitrinosi alla Lonza, Novezina ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

I. compressus Jacq. - I. bulbosus L.; Poll. - Nei luoghi umidi e palustri, nelle risaie, nei siti innondati, nei prati e nei pascoli, al margine dei fossi, lungo le vie: cresce copiosamente sul suolo della Provincia dall'alta e bassa pianura e dalle sponde del Garda e dalle rive del Mincio (Segu., Poll., Ton., Rocchetti !, Masè!, Rodegher!, Goir. ecc.) alla zona subalpina ed alpina nel monte Baldo, p. e. la Ferrara, Campedello, Acque negre; nei Lessini ecc. (Goir.)., - Giugno-settembre: perenne.

I. obtusiflorus Ehrh.; Poll. fl. ver. (excl. nonn. syn.?) et herb.! - Nei luoghi umidi e paludosi, nei fossi, alle sponde dei corsi di acqua dalla pianura alle zone collina e montana; però non è pianta comune: al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova, nelle Valli Ostigliesi ed in quelle Veronesi presso Macacari ecc. (Masè!); alle sponde del lago di Garda a Peschiera (Poll.!, Clementi, Goir.), fra Riva e Torbole (Leyb., Ambr.); nell'alto Agro Veronese a Custoza (Mang.!); nei dintorni di Verona in Campomarzo, nelle basse di S. Michele, nella val d'Adige sotto a Rivole e nel monte Pastello al dissopra di Monte ecc. (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.

I. sylvaticus Reichard. - I. acutiflorus Poll. ex parte. - Raro: alle sponde del lago di Garda (Clementi), nell'alta pianura veronese presso Belfiore di Porcile, nelle valli di Zerpa ecc. (Goir.) - Giugno-luglio: perenne.

I. atratus Kroch.
- β abnormitate prolifer Mang. in scheda (herb. centr. !).
Raro: il prof. Antonio Manganotti ha scoperto questa specie rara nel mese di ottobre dell'anno 1846 nelle risaie del Vò presso Vigasio. - Perenne.

I. alpinus Vill. - I. ustulatus Hoppe.
- β caulibus elongatis, panicula ampliori.
Raro: stazioni umide e paludose per lo più nelle zone alpina e subalpina: in monte Baldo nei luoghi acquitrinosi di Noveza, Campion, Acque negre ecc.; nei Lessini a Giazza e Revolto; nei monti confinanti col vicentino al Tambuzzo, Campostrin ecc.; nella val d'Adige nelle sabbie umide al passo della Perarola sulla destra del fiume e sulla sinistra in una piccola palude sotto al monte Pastello presso Ceraino; presso Verona in Campomarzo, dopo la piena dell'anno 1882, nell'agosto dell'anno seguente: la var. γ nei prati torbosi di Vacaldo e Villabroja (36-40 m.) presso Vigasio. (Goir.). - Luglio-agosto: perenne.

I. lamprocarpus Ehrh. - I. articulatus L. var. α; I. acutiflorus Poll. ex. parte. - Erba rossa, Rosseta.
- β virens.
- γ oligocephalus.
- δ alpicola.
- ε repens Parl.
- ξ prolifer Parl. - I. acutiflorus Poll. var. β.
Luoghi umidi paludosi ed innondati: dalla pianura si spinge alla zona alpina, nella quale è sostituita da I. alpinus e si fonde per così dire con esso. La forma tipica cresce sul suolo della intera Provincia fra il confine vicentino e le sponde del Benaco, dalla estrema pianura alle stazioni elevate del monte Baldo e dei Lessini e dei monti confinanti col Vicentino e col Trentino (Segu., Poll.!, Font., Rocchetti!, Masè!, Rodegher!, Goir.): le var. β e γ si incontrano qua e là con la α; la δ nelle stazioni acquitrinose elevate del monte Baldo, dei Lessini, nell'alta valle d'Illasi a Giazza e Revolto, nei monti Tambuzzo, Campostrin, Zeola ecc.; la ε si incontra frequentissima tanto al piano come nei monti e così presso Caldiero, Arcole, Legnago ecc., Ceraino, Peri, Brentino, la Ferrara; la ξ infine è una forma mostruosa determinata da un insetto (Livia juncorum F. Low.), e si incontra sparsa ovunque dal piano al monte (Goir.).

I. bufonius L.; Poll.! - I. ranarius Song. et Pers. - Formae insigniores:
- α typica Tausch. in exsicc.!
- β subcongesta.
- γ exaltata Tausch. in exsicc.!
- δ alpina.
- ε prolifera.
Cresce, gregario o isolato, nei luoghi umidi ed innondati, lungo i fossi, le strade, i corsi d'acqua, al margine delle risaie: la forma tipica è comunissima nella intera Provincia; dalla bassa pianura, p. e. S. Pietro in Valle (m. 15), attraverso ai colli ed ai monti sin quasi alla zona alpina p. e. in monte Baldo fra Campedello e la Lonza (1200 m.): la β nei, luoghi pingui, nella pianura specialmente, p. e. Casaleone ecc.: la δ in monte Baldo, nei pascoli di Pravazar: la ε, rarissima, presso Verona lungo l'Adige presso S. Pancrazio ed al Lazzaretto, ed alle falde settentrionali del Monte Baldo nella valle delle Sorne sopra Brentonico (Goir.). - Giugno-ottobre: annuo.
Del genere Iuncus con molta probabilità, potranno ancora rinvenirsi presso di noi I. paniculatus Hoppe, I. depauperatus Ten., I. supinus Moench., I. Tenageja Ehrh., e forsanco qualche altra specie propria delle alpi.




FAMILIA X.  -  DIOSCOREACEAE.

Tamus communis L.; Poll,! - Vitenera, Cerasiola, Tamaro. - Ligabosco*, Vitenera, Tamaro. "Stirpe variabilis forma et magnitudine foliorum: formae insigniores; - a) communis; - b) asarifolia; - c) hastifolia; - d) cretica (L.) - Conf. Goir. B.S.B. I. a. 1901, p. 270.
- β eretica (L.).
La forma tipica è comunissima nelle siepi, nelle macchie, nei boschi ecc. della intera regione dalla pianura ai luoghi subalpini (Segu., Moren., Poll., Font., A. Mass., Ton., Rigo, Goir.): la, var. β nel Bosco Mantico nel rivone verso l'Adige, nella collina di Montorio nel vaio delle Fontanelle alla Pezza sopra Olivè (Goir.). - È in fiore da aprile a luglio secondo la altitudine; le bacche mature si mantengono sulla pianta anche durante l'inverno: perenne. I contadini si servono dei tuberi triturati, nel caso di ferite e contusioni, applicandoli alle parti offese.




FAMILIA XI.  -  ASPARAGACEAE.


Tribus 1.  -  Asparageae.

Asparagus tenuifolius Lamk.; Poll. - A. officinalis var. tenuifolius Poll. herb.! - Sparasina. -
Questa elegantissima specie cresce, frequentemente gregaria, nei luoghi pietrosi, al margine dei fossati, nelle siepi nelle stazioni boschive della bassa ed alta pianura, dei colli e qualche volta alle falde dei monti maggiori: Sanguinetto, Albaro ecc. (Segu., Poll., Goir.) nella pianura; Lazise alle sponde del Benaco (Font.); Valeggio (Poll.); Cadidavid, Bovo, Buttapietra nell'Alto Agro; alle falde dei Lessini nel vaio di Squaranto sopra Pigozzo e presso Casale; nella val d'Adige alle falde del monte Pastello sotto al fortilizio di Ceraino; nelle vicinanze di Costermano ed alla Rocca di Garda; alle falde del monte Baldo sotto al Castello presso Brentino (Goir.) - Fiorisce da aprile a giugno: le bacche sono mature in luglio: perenne.

A. officinalis L.; Poll. viag. - A. officinalis β altilis Poll. fl. - Sparagio - Sparaso, Sparasi, Spareso, Sparesi. - Si incontra qua e là, per lo più isolato o in piccoli gruppi nei luoghi sabbiosi e boschivi, negli argini, nei campi coltivati, lungo le sponde dei corsi d'acqua della bassa ed alta pianura veronese, meno frequentemente nella collina (Goir.): presso Verona in Campo Marzo ed al Pestrino; lungo l'intero corso dell'Adige; Arcole, Sambonifacio, Caldiero, Legnago, Cerea, Sanguinetto, Erbè, Tarmassia (Rigo!), Vigasio, Villafranca., Valeggio; lungo le sponde del Benaco; nella valle di Caprino (e Pollini); nella valle d'Adige presso Rivole ed Incanale; nelle valli Pantena e Valpolicella; nella collina veronese alle Are ecc. - Fiorisce in maggio e giugno, le bacche maturano nella estate e nell'autunno; qualche volta si trova in fioritura in settembre ed ottobre dopo le pioggie: perenne.
È coltivato nel veronese sino da epoca immemorabile; oggidì nelle nostre ortaglie ne sono state introdotte molte varietà. I giovani getti si smerciano in mazzi sopra i nostri mercati sotto il nome di Sparasi: ai tempi di Segujer vendevansi a vilissimo prezzo, in oggi mantengonsi a prezzo assai elevato, e per i coltivatori sono una sorgente di guadagni non lievi.

A. acutifolius L.; Poll. viag., fi. ver. ubi excl. loc. agri Tridentini. - Corruda (Pona), Palazzo di Capre. - Spareseli*, Sparasele, Sparesar salvadego, Sparasine*, Sparasina*. - Variat.:
- α genuinus. - A. acutifulius auct.
- β commutatus Ten.).
- γ ambiguus (D. Nrs.).
Copioso nelle stazioni apriche, nei luoghi rupestri e sassosi, nelle siepi, nei boschetti dell'alta pianura e dell'Alto Agro Veronese e dei colli; scompare nella regione montana o tutto al più la tocca (Pona, Segu., Poll., Font., Mang.!, Rainer, Rigo ecc.): in Verona nel Giardino Giusti e nei fossi della città; S. Pancrazio, Tombetta ecc., Chievo, S. Massimo, Bosco Mantico, ecc., colli veronesi; la Chiusa in val d'Adige; Rivole; val di Caprino estollendosi sino alle estreme pendici di monte Baldo; Lazise, Bardolino, Garda alle sponde del Benaco; vaio di Squaranto nel quale compare non appena oltrepassata la Rocchetta; Novesago, le Porsile, monte Cucco ecc.; nel colle S. Briccio di Lavagno specialmente verso la valle di Mezzane; molini di s. Michele ecc. : le due forme α e β crescono promiscuamente; la γ in Verona nel Giardino Giusti e nei colli di S. Leonardo e S. Mattia (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.
Viene adoperato per infrascare i bachi da seta; i giovani getti sono di primavera venduti sui nostri mercati assieme a quelli di Humulus Lupulus sotto la denominazione di Sparasini, Sparesina, Sparesi selvadeghi. L'A. acutifolius rappresenta nella Flora veronese la specie più meridionale della famiglia delle Asparagacee, e l'Alto Agro e la collina veronese danno le coordinate di uno dei punti della linea che segna il limite superiore al quale si ferma la vegetazione di questa pianta.



Tribus 2.  -  Rusceae.

Ruscus aculeatus L.; Poll.! - Pungitopo. Brusco, Brusasorzi, Bruschiamari, Ponzicul, Spinarati, Bruscanzi, Candalinare, Spin da rati. - Variat.:
- α genuinus.
- β stenoclados.
- γ loricatus.
- δ microclados.
- ε macroclados.
- ξ minutissimus.
- η Barrelieri. - Bruscus seu Ruscus rotundifolius vel Myrtacantha latifolia Barrel ic. 517.
Frequentissimo nelle siepi, lungo gli argini; nei luoghi sassosi, nei boschetti della intera Provincia dal piano a tutta la regione collina fra il Benaco ed il confine vicentino; in qualche luogo, più favorevolmente esposto, accenna benanco a penetrare nella zona montana: le var. α, β, δ sono le più comuni e si incontrano ovunque; la var. γ, rara, e la ε rarissima, nella collina veronese verso la Valpantena; la ξ nel Bosco Mantico e nel vaio di Quinzano ecc.; la η, rarissima, nel Bosco Mantico e nel vaio di Squaranto presso Pigozzo (Goir.). - Fiorisce d'ordinario da gennaio a maggio; qualche volta però si incontra in fiore durante tutto l'anno: le bacche sono mature nell'autunno e si mantengono sino alla primavera dell'anno seguente!: perenne.
Di questo frutice si mangiano nella primavera i turioni giovani. Lo stesso vale ottimamente a rafforzare le siepi, serve per bordura nei giardini ed a fabbricare granate grossolane per spazzare le vie e le stalle; infine è pure adoperato come combustibile.

R. Hippoglossum L.; Poll. fl. ver. var. α et herb.! - Linguette, Bislingua. - Rusco*.
- α microglossus (Bertol.).
Questa Asparagacea è segnalata dagli antichi botanici veronesi Pona, Seguier, Moreni, Pollini!, nel monte Baldo fra i sassi della Valfredda, ove oggidì certamente non cresce!: è coltivata nei giardini ed oggidì, assieme alla var. β, vive affatto inselvatichita in Verona nel Giardino Giusti. - Fiorisce da febbraio ad aprile ed anche da dicembre a gennaio se l'inverno è mite.



Tribus 3.  -  Convallarieae.

Convallaria majalis L.; Poll.! - Mughetto. - Mugheto, Lili, Liri, Livi, Campanele, Campaneline.
- β stenophylla.
- γ flore pleno Monti diz. bot. - C. majalis β flore pleno intus roseo Poll. - Lili dopi, Livi dopi.
È pianta: gregaria la quale ama i luoghi selvatici e rupestri dei monti specialmente della regione montana elevata; da questa scende talvolta nelle zone inferiori mentre penetra non di rado nella subalpina: nel monte Baldo sul versante occidentale nella valle degli Ossi (Pona, Segu.) e nelle adiacenze di questa, (Rigo!), ed alle falde a breve distanza dalle sponde del Benaco a meno di 100 metri di altitudine nel luogo detto il Salto fra Pai e Castelletto (Rigo!, Goir.); e sul fianco orientale nella valle dell'Artillon (Poll.), nonchè lungo la salita da Brentino a Spiazzi (Goir.): nei Lessini e monti dipendenti, Pastello (Poll. f), Pastelletto, sopra Dolcè e Peri, presso Fosse, Roccapia, Corno d'Aquilio, lungo la salita dal Vò al passo della Sega ecc. (Goir.): la var. β nel monte Pastello; la γ è coltivata nei giardini. - Fiorisce in maggio e giugno, però non tutti gli anni!: perenne.
È coltivato in tutti i giardini: gli erbaiuoli di montagna da qualche anno raccolgono in gran quantità il Mughetto per ismerciarlo ai farmacisti ovvero ai negozianti di medicinali. È noto infatti che questa Asparagacea contiene diversi principi assai attivi quali la Maialina, l'Acido Majalico ecc.

Polygonatum officinale All. - Convallaria Polygonatum L.; Poll. fl. ver. excl. nonn. syn. et herb.! - Sigillo di Salomone. - Segilo de Salomon.
- β fiore pleno Poll.
Frequentissimo nel veronese fra il Benaco ed il confine vicentino, dall'alta pianura, e dai dintorni di Verona alla regione subalpina: forma dei piccoli gruppi, più raramente si trova isolato: oltrepassata la pianura si incontra qualche volta in società con la specie seguente. Ama i luoghi sabbiosi nelle stazioni della pianura; i luoghi selvatici, boschivi e rupestri, in quelle più elevate (Poll., Monti, Font., Mang., A. Mass. !, Rigo, Goir. ecc.). - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.
Nei giardini è qualche volta coltivata la var. a fiore doppio.

P. multiflorum All. - Convallaria multiflora L.; Monti diz.; Poll.! - Sigillo di Salomone. - Segilo de salomon*. - Variat. :
- β bracteatum Parl. - γ pedunculis omnibus bifloris. - Occurrunt quoque: 1. forma foliis parvis, viridibus, eximie ovatis 2. forma foliis falcatis; 3. forma foliis lanceolatis, sub-acuminatis, glaucis, supremis petiolatis.
   Meno frequente della specie precedente, colla quale non di rado cresce di conserva: abita, isolata ovvero in piccoli gruppi, i luoghi boschivi, selvatici e rupestri della regione subalpina e montana, raramente scende nei colli (Calc., Pona, Segu., i quali secondo ogni probabilità hanno insieme confuso questa e la specie precedente; Poll.! ecc.): nei colli veronesi presso al Maso (461 m.) nel bosco del Romitorio; nel monte Tondo (640 m.); nel monte Baldo alla Corona, Pravazar, Ime, Valfredda, la Ferrara, Noveza, Artillon, Cerbiol, Gambon ecc.; nei Lessini presso Chiesanuova, Velo (e A. Mass.! ecc.); nei monti Zeola (A. Mass.!), Campobrun ecc. (Goir.); le varietà β e γ nel bosco del Romitorio, le forme 1, 2, 3 si incontrano qua e là assieme alla tipica nel monte Baldo e nei Lessini. - Fiorisce da maggio a luglio dipendentemente dalla altitudine: le bacche turchine ovvero quasi bianchiccie per una sostanza cerea che le ricopre, non rosse come afferma il Pollini, maturano da luglio a settembre: perenne.

P. verticillatum All. - Convallaria verticillata L.; Poll.!
- Cresce copiosamente qua e là nei luoghi selvatici, rupestri e boschivi della regione montana e subalpina (Calc., Pona, Segu., Pontedera, Martini; Poll.! ecc.): nel monte Baldo in Ortigara, Valvacara , bocca di Navene, la Corona, Pravazar, Ime, Valfredda, Noveza, Acque negre, Lavaci, Artillon ecc., e nei Lessini presso Chiesanuova, Trachi, Velo (e A. Mass. !), Roverè di Velo ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Majanthemum bifolium Desf. - Convallaria bifolia L.; Poll.! - Ornio, Orno. - Pianta gregaria che abita nei luoghi umidi, rupestri ed ombrosi nella regione montana elevata e nella subalpina, specialmente nei boschi di faggio (Calc., Pona, Segu., Mart., Poll. ecc.): nel monte Baldo, in Ortigara, Valvacara, bocca. di Navene, Ime , Valfredda, Valbrutta, Lonza, Noveza, Gambon, Cerbiol, Lavaci, pian della cenere, Madonna della neve, Artillon Tredespin, Zocchi ecc. (Rigo!, Goir.); nei Lessini presso Fosse, la Sega, Trachi, Revolto, (Goir. ecc.); nel monte Zeola (Goir.); nel monte Bolca (A. Mass.) ecc. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
Questa elegante piantina fu coltivata, durante alcuni anni e con ottima riuscita in Verona (Menegazzoli!).

Streptopus amplexifolius Dec. - Uvularia amplexifolia L.; Poll. ! - Abita i luoghi rupestri e boschivi della zona montana elevata e della subalpina: rara.
Nel monte Baldo in Noveza sotto alla Coroneta fra le radici di Cytisus alpinus ed i virgulti che sorgono dalle vecchie ceppaie di Faggio !, ai Lavaci e nei dintorni del pian della cenere, Tredespin (Poll.!, Rigo!, Goir.); nell' alta valle d'Illasi presso Selva di Progno e nel monte Zeola. (A. Mass.!, Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno; le bacche sono mature alla fine di luglio e sono mangiate dagli uccelli: perenne.



Tribus 4.  -  Parideae.

Paris quadrifolia L.; Poll.! - Erba Paride. - Erba Paris. -
Abita, isolata ovvero in piccoli gruppi, i pascoli ed i luoghi boschivi e ombrosi della regione montana e subalpina, penetra pure nella zona alpina, e qualche volta scende nelle valli; oltre alla forma tipica a quattro foglie, si incontrano pure, ma assai di rado, quello a cinque o sei: nel monte Baldo in val di Borno, Valvacara, Naole, Valfredda, Ime, Pravazar, la Ferrara, Lonza, Novezina, Noveza, Albarè, Gambon, Cerbiol, le Fassole, Artillon, la Prà ecc. (Calc., Pona., Mart., Segu., Poll., Rigo, Goir. ecc.); in tutta la catena dei Lessini, alla Sega, Podesteria, Trachi, Chiesanuova, Revolto ecc. e nei monti confinanti col vicentino, Zeola, Campostrin, Alba ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi presso Calavena (A. Mass. !). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.



Tribus 5.  -  Smilaceae.

Smilax aspera L.; Monti diz.; Poll.? - Smilace. - Smilaze, Smilazze. - Indicata da Pollini nelle siepi presso Grezzana di Valpantena, ove oggidì certamente non si trova, deve essere radiata dalla Flora Veronese: e non è improbabile che la pianta vista dal Pollini provenisse da un qualche orto, tanto più che la stessa era adoperata nella farmacia quale succedaneo alla Salsapariglia. - Nello Square dell'Indipendenza che occupa oggidì l'area dell'antico Orto Botanico vive un bellissimo esemplare di S. aspera var. mauritanica (Desf.), che da epoca assai remota era coltivata nell'Orto ora ricordato. Di questa tribù, quale pianta ornamentale, è su vasta scala coltivata in vasi Aspidistra elatior Blum.; A. variegata Hort.




FAMILIA XII.  -  LILIACEAE.

(Liliaceae Goir. Nuovo Giorn. Bot. vol. XVI, p. 118).


Tribus 1.  -  Erythronieae.

Erythronium Dens-canis L.; Poll.! - Dente di cane. - Dente de can (Monti diz.), Biceri*. - Variat.
- α genuinum.
- β longifolium Sweet.
Copiosissimo ma non ovunque, nei boschi di castagno e di quercia, nei pascoli ecc. fra circa 100 metri e 1800 metri di altitudine: in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante orientale come sull'occidentale (Calc., Pon., Segu., Poll.!, Rigo!, Goir. ecc.); nei colli Benacesi (Pietro Fontana!, Rigo!): nel monte Pastello (e Poll.!): Chiesanuova, Trachi, Roverè di Velo, Velo, Cerro (e Segu.), scendendo al disotto di Romagnano e Casale sin quasi a toccare la Valpantena ed il vaio di Squaranto (Goir.); nei monti che separano il vaio di Squaranto e quello di Mezzane dalla valle d'Illasi (Goir.); in quest'ultima a Gazà, Vico presso Tregnago ecc. (A. Mass.!); nei monti confinanti col vicentino (Goir.). - Le due var. α e β crescono promiscuamente: si incontra. ma di rado, una forma a fiore candido. - Fiorisce in marzo ed aprile, anche in maggio nelle stazioni elevate: perenne. Per la vaghezza del perianzio è qualche volta coltivato nei giardini.



Tribus 2.  -  Tulipeae.

Tulipa praecox Ten. et T. Clusiana Dc. - Borgo Trento, Valdonega, sotto Castel S. Felice, verso Valpantena - Tulipano. - Tulipan, Persianin, Persianini, Tulipan di Persia - Monti diz. bot. ? -
È coltivato generalmente, ma inselvatichito o quasi, cresce nel Giardino Giusti e nel Collegio agli Angeli in Verona; in collina a S. Leonardo ecc. (Goir.). - Fiorisce in aprile: perenne.

T. Clusiana Dec. - Lancette. - Tulipan. - È coltivato, però inselvatichito si trova nel Giardino Giusti e a S. Giovanni in Valle in Verona (Goir.); in vicinanza al lago di Garda a Bardolino ed in più località in quel di Torri (Rigo). - Fiorisce in aprile: perenne.

T. Gesneriana Hortul. et auct. mult. non L. - Tulipa purpuea di fior grande Pona. - Tulipano. -Tulipan. - Variat:
- β flore pleno Monti diz. - Tulipan dopio. -
- γ fiore maximo monstruoso, petalis fimbriatis, luteis, viridi-phoeniceo flammeatis: Monti diz. - Duracheto. -
Questa specie è conosciuta dagli orticultori veronesi da epoca remotissima, come indica il sinonimo di Pona che la annovera fra le piante osservate da lui nei classici giardini dei conti Nichesola presso Pontone: essa è tuttora coltivata colle sue numerose varietà; si trova però qualche volta qua e là sfuggita da un qualche giardino; così p. e., fu raccolta in un campo di frumento nella collina di Marcellise (Goir.). - Fiorisce in aprile: perenne.

Lilium L. Sect. 1. Martagon. - L. Martagon L.; Poll.! Martagone o Lilio montano Pona. - Martagon, Martago, Gilio, Lilio. - Variat:
- β albiflorum. - L. Martagon γ flore candido Poll.
Cresce copioso in tutti i monti veronesi nei luoghi selvatici e boschivi della regione montana., nonchè nei pascoli e fra i frutici della subalpina, sollevandosi sin oltre ai 1600 metri e scendendo verso le valli al disotto dei 700 metri; si incontra qualche volta sporadico nei colli (Calc.:, Pon., Segu., Poll.!, A. Mass.!, Rigo. Goir. ecc.): la var. β è indicata da Pollini nei monti Lessini presso le Scandole. Fiorisce in giugno nelle stazioni basse; in luglio ed agosto nelle elevate: perenne. - Si coltiva qualche volta nei giardini.

L. carniolicum Bernh. - L. chalcedonicum Poll. - Hemerocale di Calcedonia o vero riccio di dama Pona. È annoverato dal Pona fra le piante che venivano coltivate nei giardini Nichesola a Ponton ed anche in oggi fa parte delle nostre piante ornamentali: il botanico svedese O. Schlyters nell'anno 1881 lo ha raccolto in monte Baldo fra le rupi di Valfredda!.

Sect. 2. Eulirion. - L. candidum L.; Poll. - Giglio. - Gilio de S. Antonio, Liri, Gili. - È coltivato nei giardini quale pianta di ornamento, specialmente presso le abitazioni rusticane, e quivi può dirsi quasi inselvatichito. - Fiorisce dalla metà di giugno a luglio: perenne. - La gente di campagna prepara coi bulbi dei cataplasmi ammollienti e coi tepali macerati nell'olio d'oliva prepara l'Olio di giglio per medicare le bruciature ed altre ferite di minor conto.

L. bulbiferum L.; Poll. - Giglio rosso. - Gilio, Gilio zalo, Gilio de S. Antonio.* - Variat:
- β non bulbiferum. - L. Croceum Chaix.
Dai colli alla regione alpina, raramente nella pianura, ora solitario, altre volte gregario specialmente nei prati montani: e così in tutta la catena del monte Baldo nei due versanti, dalle falde alle creste, nei prati, nei boschetti ed anche nelle rupi (Pona, Segu., Poll., Rigo, Goir.); nella val d'Adige, nel monte Pastello, nella Valpolicella, in tutti i colli Veronesi, nella Valpantena, nei Lessini, nella valle d'Illasi ecc. (Ton.!, A. Mass.!, Goir.); si avanza pure verso la pianura e quindi si incontra qua e là nell'Agro Veronese, copioso nelle vicinanze di Verona al Bosco Mantico, sporadico nella bassa pianura in luoghi sabbiosi lungo l'Adige (Goir.). La forma tipica e la var. β crescono promiscuamente; altre varietà elegantissime sono coltivate nei giardini. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Lloydia serotina Reichb. - Rarissima. Scoperta nel monte Baldo (anno 1876) in luoghi erbosi e rupestri presso la colma della valle delle pietre ad oltre 2000 metri di altitudine (Goir.). - Fiorisce in luglio: perenne.

Gagea lutea Roem. et Schult. - Ornhithogalum luteum L. Poll. viag.: O. sylvaticum Poll. fl. ver. et herb.! ex parte - Pasqualine* - nei monti Lessini. - Variat :
- α major.
- β minor.
- γ pubescens.
- δ bifida.
- ε prolifera.
- ξ bulbifera.
- η monantha.
Questa specie, eminentemente polimorfa, si incontra copiosissima in tutti i monti veronesi e nei confinanti vicentini e trentini, dalla regione alpina scendendo nella zona superiore della montana, fra 800 e 2000 e più metri di altitudine: cresce frequentemente gregaria, nei prati, nei pascoli nei boschetti e nei luoghi selvatici, nelle ortaglie prossime ai baiti ed alle case (Segu., Moren., Poll.!, Rigo, Goir. ecc). - Fiorisce da, aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

G. Liottardi Roem. et Schult. - Ornithogalum sylvaticum Poll. ex parte. - Pasqualine* - nei monti Lessini. - Variat: - α typica. - β prolifera. - γ bulbifera. - δ anomala. La Gagea Liottardi, confusa probabilmente dal Segujer e dal Pollini Con la specie precedente, cresce copiosa nei pascoli elei monti Lessini fra 1300-1800 metri di altitudine, ai Trachi, Bocca di Selva, Podesteria, Valon, Castel Maléra, Maléra ecc. e così pure nei monti Posta e Campobrun (Goir., Rigo, C. Mass.). Il Facchini la segnala benanco nel monte Baldo, ma senza indicazione di stazione: ad ogni modo nell'Erbario Polliniano assieme agli esemplari di Gagea lutea ! se ne trova uno portante la scheda Ornithogalum luteum, raccolto sul Cerbiol ed appartenente sicuramente a G. Liottardi - Fiorisce non appena scomparsa la neve dal fine di aprile alla metà di giugno secondo la altitudine: perenne.

G. arvensis Roem. et Schult. - Ornithogalum minimum Poll.! - Ajo de bisso,* Ajo de bissi, * - denominazioni comuni ad un gran numero di Gigliacee. - Variat:
- β bulbifera.
Volgatissima in tutta la Provincia, nei campi, nei pascoli, nei prati, nei seminati, negli argini, lungo le vie, nelle siepi, nei vecchi muri, p. e. nelle mura stesse della città di Verona e nell'Arena (Rigo, Goir.); dalla pianura e dai colli si innalza alla zona montana in cui diventa più rara, (Goir.) p. e. a S. Viola, (m. 832) e Roverè di Velo (m. 862). - Fiorisce da marzo a maggio ed anche in giugno nelle stazioni elevate: nella collina veronese è in fiore anche in febbraio quando la stagione sia mite e la stazione convenientemente esposta.



Tribus 3.  -  Ornithogaleae.

Ornithogalum L. - Sect. 1. Flores corymbosi. - O. umbellatum L.; Poll. herb.!, viag. et fl. ex parte? -
Ajo de bisso, Ajo de bissi. - Volgatissimo in tutta la Provincia veronese nei prati, nei campi, nei pascoli, nei seminati, lungo le vie e di fossi, negli argini tanto in pianura che nei colli: ascende pure nelle zone montane ma vi diventa meno copioso man mano cresce la altitudine, scompare quasi affatto nella subalpina, sostituitovi da taluna delle specie che seguono: - Fiorisce in aprile e maggio: anche in giugno nelle stazioni maggiormente elevate.

O. divergens Bor. - Ajo de bisso, - "Occurrit forma insignis, foliis latiusculis longissimis, flaccidis, prostratis, fere in orbem sparsis: scapo abbreviato. - Luoghi sassosi al Fenilon di S. Lucia presso Verona ! - Aprile 1901.
È vicinissimo al precedente e cresce negli stessi luoghi di esso: e così nei fossi della città di Verona, in Campo Marzo; al Pestrino, S. Martino, Caldiero ecc. (Goir.); presso Parona nei prati dietro l'Adige (Rigo). - Fiorisce in aprile e maggio; sembra però che in una stessa stazione la sua fioritura sia posteriore di alcuni giorni a quella di O. umbellatum: perenne.

O. decipiens Goir. - Abita i prati montani dei monti Lessini, nei quali fu raccolto per la prima volta (Goir. a. 1874) presso Bosco di Chiesanuova. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

O. Kochii Parl. - Rinvenuto primieramente nel mese di aprile 1871 (Goir.) nei pascoli del Bosco Mantico, l'O. Kochii è pianta assai diffusa nel Veronese, estollendosi dalla pianura, a tutta la zona montana e penetrando benanco nella subalpina: e così nei dintorni di Verona; in tutto l'Agro Veronese; nella val d'Adige a Ceraino ai piedi del Pastello; nel monte Baldo alle sue falde a Rivole, Brentino, S. Marco, e più in alto nei prati e pascoli di Spiazzi e Pravazar (900-1000 m.), ed infine ai Colonei (1600 m.); fra l'Adige ed il Benaco ad Affi, Pastrengo, Albisano, Torri ecc. (Rigo, Goir.); nei monti Lessini presso Romagnano, Cerro, Corbiolo, Chiesanuova ecc. (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio nella pianura., nei colli e nei monti minori; in maggio e giugno nelle stazioni elevate: perenne.

O. tenuifolium Guss. - Luoghi erbosi e pascoli della pianura, dei colli e dei monti sino alla zona subalpina, frequentemente in società col precedente: e così nei dintorni di Verona presso S. Massimo, Chievo ecc.; nel Bosco Mantico ecc.; nella val d'Adige presso Rivole ecc.; nel monte Baldo presso Brentino, nel colle S. Marco, a Spiazzi, Pravazar; nella Valpantena; nei monti Lessini presso Cerro ecc. - Fiorisce in aprile e maggio nelle stazioni basse, in giugno nelle elevate: perenne.

O. pseudo-tenuifolium Goir. - Cresce nei luoghi erbosi e nei pascoli della pianura e dei monti, in società, frequentemente, con le specie precedenti: fu raccolto per la prima volta presso Romagnano di Valpantena alle falde meridionali dei monti Lessini, e nelle vicinanze di Verona tra S. Michele e S. Martino. - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

Sect. 2. Flores racemosi. - O. pyrenaicum L., Poll.! - O. sulphureum et pyrenaicum Koch. - Ajo mato. * -
Copioso nei pascoli, nei prati e nei boschetti delle zone montana e subalpina tra 800-1500 metri di altitudine; nel monte Baldo in Ortigara, Ime, Valfredda, Pravazar, la Ferrara, le Fassole al piede del monte Cerbiol, Prà di Malcesine ecc. (Pona, Segu., Poll.!, Rigo, Goir. ecc.); nel monte Pastello (Poll.!); nei Lessini, p. e. a Velo ecc. (A. Mass.!, Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. L'O. pyrenaicum L. e l'O. sulphureum Roem. et Schult. sono due forme che appena ponno distinguersi l'una dall'altra: la pianta veronese per lo più è da riferirsi alla seconda.

O. narbonense L., Poll.! -. Ajo mato. - Nei prati, nei campi, nei pascoli, nei seminati, nelle siepi ecc. della regione collina dalla quale scende verso la pianura, di preferenza nella parte orientale della Provincia: e così a Verona tra porta Vittoria e porta Vescovo; a S. Michele (Segu., Poll., A. Mass.!; nelle colline e nei prati di Montorio ed alla Mosella (Rigo, Goir.); S. Martino, Caldiero (Poll., Goir.); presso Monteforte, Montecchia, Roncà ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Nectaro-scilla hyacinthoides Parlat. = Scilla hyacintoides L. - Nella Valdonega e sotto Castel S. Felice verso Valpantena ! - L'illustre Botanico Rev. Pietro Porta, ha scoperto questa bella Gigliacea sulla Riviera bresciana del lago di Garda: in Verona, verso il 1870, cresceva oramai naturalizzata, sul ciglio del muro che chiudeva l'antico orto botanico, ed in un'ortaglia del compianto Annibale Bertoni, che molto dilettavasi di cose floristiche, a S. Zeno (Goir.).

Scilla autumnalis L.: Poll. - Ajo de bisso*. - Copiosa nei luoghi aridi, secchi, scoperti dell'Agro e dell'alta pianura veronese, e specialmente, nelle collinette e nei depositi morenici: presso Verona in Campo marzo lungo l'Adige; Tomba, Tombetta, presso il fortilizio s. Caterina, S. Pancrazio, Cà dei Macici, Trinità, S. Fermo, Bovo, S. Massimo, Bosco Mantico, Valeggio, Sommacampagna, Villafranca, Monzambano, collina di Rivole ecc. (Martini, Segu., Poll., Rainer, Tonini !, Mang., Rigo !, Caruel !, Goir.). - Fiorisce in agosto e settembre: perenne.

S. bifolia L.; Poll. - Giazinto silvestre. - Variat fioribus coeruleis vel pallide coerulescentibus et
- β flore albo. - S. bifolia var. β Poll. fl.
- γ flore pleno. - Hiacintho stellato di fior pieno Pona.
Nei luoghi boschivi e nei pascoli della zona montana. superiore, della subalpina ed anche della alpina; più raramente nelle stazioni basse dei monti o della collina: cresce copiosamente nel monte Baldo in Pravazar, Basiana, Valvacara, Novezina e Noveza, Artillon ecc. (Pona, Poll. Rigo, Facch., Goir. ecc,); nei monti Lessini presso la Sega, la Pietà, Corno d'Aquilio, ecc., Podesteria, Bocca di Selva, Trachi, Tinazzi, Maléra, Velo, Roveré di Velo ecc. (Goir.): nel monte Pastello (Goir.) ecc. - La var. β nei monti Lessini ai Tinazzi (Segu.), in monte Baldo nei boschetti di Ime (Goir.); la var. γ rarissima in monte Baldo in Ime e nei Lessini presso i Trachi (Goir.). Fiorisce dalla metà di marzo a metà di giugno secondo l'altitudine e l'andamento delia stagione. Qualche volta viene anche coltivata nei giardini. Perenne.

S. amoena L., Poll. fl. et herb.! - Nell' Erbario Polliniano, che si conserva nel museo della Accademia di Agricoltura di Verona, si trova un esemplare di S. amoena raccolto nella collina di Avesa!: l'autore della Flora veronensis scrive benanco che questa Gigliacea nasce nei colli di Fumane in Valpolicella. Ma dalle stazioni indicate dal Pollini S. amoena è oggidì scomparsa!: secondo ogni probabilità si tratta di piante inselvatichite o per lo meno emigrate da un qualche giardino. Anche il signor Gregorio Rigo ebbe due esemplari di S. amoena da Francesco Fontana, il quale sembra la avesse raccolta, spontanea ? o inselvatichita ?, sulla Rocca di Garda. Tutto sommato è specie da radiarsi dalla Flora veronese (Goir.).

Endymion campanulatum Parlat. - Rarissimo. Fu rinvenuto nell'aprile del 1873 dal farmacista Giuseppe Fontana! nei pressi di Verona fuori porta Vittoria: una volta cresceva sul ciglio del muro che circondava l'antico orto botanico.



Tribus 4.  -  Hyaciutheae.

Hyacinthus orientalis L.; Poll. - Giacinto. - Giazinto. - Variat:
- α fiore coeruleo Monti diz. bot. veron. p. 122. - Giazinto turchino. -
- β fiore albo Monti. - Hiacintho tutto candido Pona, - Giazinto bianco. -
- γ flore pleno coeruleo Monti. - Pulcra, Pulcra turchina.
- δ flore pleno albo Monti. - Pulcra bianca.
- ε fiore pleno carneo Monti. - Hiacintho carneo Pona. - Pulcra coralina.
- ξ fiore pleno majori, carneo-albido Monti, Gran Bretagna.
- η fiore pleno hialino Monti. - Pulcra latesina.
Tanto la specie come le varietà e variazioni sono coltivate nei giardini: la forma tipica però si trova qua e là inselvatichita nei luoghi erbosi, specialmente della collina: in: Verona a Nazareth, S. Zeno in Monte, S. Giovanni in Valle, Fontana del Ferro, Giardino Giusti ecc.; nei colli di S. Leonardo, S. Mattia. ecc.; nella Valpantena sopra Quinto e Poiano ecc.; nella collina di Montorio ecc. (Goir.); alle sponde del Benaco presso Torri ecc. (Rigo). Più raramente si incontra la varietà a fiori bianchi. - Fiorisce in marzo ed aprile ed anche in maggio se la stagione è tardiva: perenne.

Bellevalia romana Reichb. - Rarissima. In Verona nei giardini del R. Collegio agli Angeli: fu rinvenuta dalla baronessa Sidonia Salvotti allieva in quell'educandato! - Fiorisce in aprile: perenne.

Leopoldia comosa Parlat. - Muscari comosum Poll.! - Aio de bisso.* - Frequentissima in tutta la Provincia nei seminati, nei prati magri, nei pascoli, nei luoghi sassosi ed aprici, nelle siepi, lungo le vie, negli argini ecc., fra le sponde del Benaco ed il Vicentino, dalla pianura a quasi tutta la zona montana, trovandosi nel monte Baldo a Pozzagaleto (505 m.) e presso al Santuario della Corona (776 m.), e nei Lessini lungo la salita dal alla Sega a circa 1000 metri (Goir,). - Fiorisce da aprile a giugno.

Botryanthus vulgaris Kunth. - Muscari botryoides Poll.! - Pentolini, Muschini. - Ajeto.* - Variat:
- β flore albo - Muscari flore albo Segu.
Non molto diffuso nella Provincia: abita, di preferenza la zona di essa che è situata sulla destra dell'Adige, nella quale cresce qua e là nei pascoli e luoghi boschivi e rupestri, dal piano alla regione subalpina fra 90 e 1800 metri di altitudine. E così nel Bosco Mantico, alle sponde del Benaco nelle rupi fra Pai e Torri; nei pascoli del monte Baldo nella valle di S. Zeno, in Orti gara, Naole, Pravazar, Ime, Val fredda, la Ferrara, Lonza, Novezina, Noveza, Artilon, ecc. (Segu., Poll.!, A. Mass. ! Mang.!, Rigo !, Goir.). - La var. β è ricordata dal Clusio al quale sarebbe stata comunicata da alcuni botanici che la avevano raccolta sul monte Baldo. - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

B. Kerneri Marchesetti! - Il Sig. Marchesetti ha scoperto questa specie nei dintorni di Trieste: il prof. Kerner, al quale è stata intitolata dallo scopritore, scrisse in proposito a questi di avere ricevuto la identica pianta da Torri del Benaco, probabilmente comunicata da G. Rigo.

B. odorus Kunth Muscari racemosum Poll.! - Ajo de bissi,*Ajo de bisso.* - Comunissimo sul suolo della intera provincia dalla pianura alla zona montana nella quale diventa più raro (Goir.). - Fiorisce da marzo a maggio, ed anche in febbraio nelle stazioni più soleggiate ed apriche; in giugno nelle più elevate: perenne.

B. neglectus Kunth. - Nelle stesse stazioni del precedente ma più raro (Goir.). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

Muschari moschatum W., Poll. - Muscari de' Turchi chiamato dagli Italiani Moscho Greco Pona. - Da epoca remotissima coltivato nei giardini veronesi, come è dimostrato dal sinonimo di Pona, il quale lo segnala nel famoso giardino dei conti Nichesola presso Pontone. Oggidì questa gigliacea non figura più fra le nostre piante ornamentali: anni sono, quasi inselvatichita, cresceva a S. Zeno nell'ortaglia del sig. Annibale Bertoni!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.



Tribus 5.  -  Asphodeleae.

Allium L. - Sect. 1. Molium. - A. ursinum L.; Poll.
- Nei luoghi selvatici ombrosi ed umidi della zona montana e subalpina, parallelamente nella pianura: è pianta gregaria. Nel monte Baldo alla Bocca di Navene (Pona); nei luoghi boschivi della regione montana occidentale (Rigo); al monte delle Erbe e Cerbiol nei boschi di faggio, e lungo il torrente Aviana seguendo la strada che dal Pian della cenere conduce ad Avio ecc. (Goir.): nei monti Lessini cresce copioso presso Velo, Roverè ecc.; e nell'alta valle, d'Illasi e nei monti che separano il Veronese dal Vicentino presso Giazza, SeIva di Progno, valle dei Rugoloti, S. Bartolomeo Tedesco ecc. (Pona, Segu., Poll., A. Mass.!, Goir.): Francesco Fontana scrive che cresceva presso Lazise alle sponde del lago di Garda, ma quivi non è stato più rinvenuto! - Fiorisce secondo la altitudine da maggio a luglio: perenne.

A. neapolitanum Cyr. (conf. Goir. o. et. I. c. pg. 147-148). - Copiosissimo e gregario nei giardini, negli orti, nelle siepi ed anche nei luoghi rupestri e sassosi in Verona e in tutte le collinette comprese entro alla cinta della città ! e Segu., Poll., Mang.!); per la collina veronese nella Valdonega, S. Leonardo, S. Mattia, ecc. - Fiorisce da marzo a maggio; nel Collegio agli Angeli in Verona, eccezionalmente, è stato raccolto in fiore in dicembre !: perenne. - È specie orientale, indotta nel Veronese da epoca remotissima, ed ormai naturalizzata: nel vernacolo veronese porta il nome di Ajeto!

A. Moly L.; Poll. - È specie della Spagna, la quale secondo Linneo venne trovata nel monte Baldo: evidentemente si tratta di un equivoco; a meno che Linneo, come è probabile, non abbia ricevuto, forse da Pietro Arduino da Caprino, esemplari di questa pianta raccolta alle falde del monte Baldo, ma sicuramente coltivata in giardini.

Sect. 2. Rhiziridium. - A. fallax Don. - A. angulosum Poll. viag.; A. angulosum var. β Poll. fl. excl. syn. - Àjo. - Variat:
- β pumilum.
- γ flore albo.
Cresce nelle rupi, nei luoghi ghiaiosi, nei muri, al margine dei campi e nei pascoli della regione collina e montana: scende pure nelle valli e si incontra talvolta sporadico nel piano. È copiosissimo alle falde occidentali del monte Baldo e lungo la costiera del Benaco da Garda sino alla Madonna di Navene ed oltre (Rigo, Goir.), e nella parte più meridionale dalla valle di Caprino sino ai Masi e al Prà Bestemià (Poll., Goir.); nella val d'Adige nelle ghiaie e nel letto del fiume, nella collina di Rivole, alle falde del monte Pastello presso la Chiusa e Ceraino (Goir.) : nei monti e nei colli intorno a Verona, al Maso e nella Valpantena a Cologne, Orè, sengie di Falasco, la Carrara ecc. (Segu., Ton.!, Goir.); appena fuori la città di Verona in Campo Marzo lungo le sponde dell'Adige (Goir.): la var. β fra le rupi nel monte Novesago fra Valpantena ed il vaio di Squaranto alle falde dei Lessini, e più in alto alle Vezadre e nel monte S. Giovanni presso S. Anna d'Alfaedo; la var. γ, rara, lungo le sponde del Garda fra Cassone e la Madonna di Navene al margine dei campi e fra le rupi: sarebbero inoltre da aggiungersi le due forme corrispondenti a A. scenescens Schmidt non L., e A. montanum Schmidt (Goir.), - Fiorisce da agosto ad ottobre: perenne.

A. acutangulum Schrad. - A. angulosum Poll. var. α excl. syn. Seguieri. - Ajo, - Variat:
- β flore albo - A. angulosum Poll. var. β!
Copiosamente nei prati e nei pascoli umidi e torbosi della intera pianura veronese e lungo le sponde del Benaco da Peschiera a Lazise: Caldiero, Belfiore di Porcile, S. Bonifacio, Arcole, Legnago, valli di Zerpa, valli del Tartaro, Vigasio, Zevio ecc., Peschiera, Lugana, Pacengo, Lazise (Rigo, Goir.). La var. β cresce negli stessi luoghi promiscuamente alla forma tipica: l'esemplare che si conserva nell'Erbario Polliniano fu raccolto da Lorej !. - Fiorisce da giugno a settembre: perenne.

Sect. 3. Macrosphata. - A. ochroleucum Waldst. et Kit.; Poll.! - Luoghi rupestri, ericeti e pascoli specialmente nei monti della parte occidentale della Provincia nella zona subalpina e montana, dalle quali scende sino a toccare la regione collina, penetrando qualche volta nelle valli: pianta per lo più gregaria più raramente isolata. - Nel monte Baldo (Segu., Poll.!, Rainer; Ton. !, Mang.!, Rigo! ecc.): e così lungo la salita da Brentino alla Corona, punta di S. Antonio a Spiazzi, Valbrutta, valle del Bastion, val Losana, Noveza ecc. (600-1800 m. Goir.): nel monte Pastello scendendo sino in val d'Adige presso la Chiusa, e Ceraino (100-1122 m. Goir.): più raramente nei Lessini, nel monte Malèra, Pertica ecc. (Goir.). - Fiorisce dalla fine di agosto ad ottobre: perenne.

A. pallens L. - Non comune: nella città di Verona sul parapetto del ponte della Pietra (Goir.); negli oliveti presso Garda (Rigo). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

A. paniculatum L.; Poll. fl. ex parte. - Non comune: assieme al precedente del quale, da alcuni botanici è considerato quale semplice varietà: nel Bosco Mantico, nei colli veronesi, nei giardini e nelle ortaglie della città di Verona (Goir.). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

A. pulchellum Don. - A. paniculatum Poll. viag. ex parte; fl. ver. var. α ex parte. - Ajo. - Variat:
- α genuinum.
- β comosum.
- γ effusum.
- δ paucifiorum.
- ε pallescens. - A. Valdensium Boiss. et Reut.!
Le numerose varietà o forme di A. pulchellum, ad eccezione di ε, si incontrano frequentissime e copiose e promiscue nella Provincia veronese, dalla bassa pianura e dall'Agro a quasi tutta la regione subalpina (32-1600 m.), fra i le sponde del Benaco ed il confine vicentino; vivono negli argini, nelle siepi, nei boschi, nei pascoli, fra le rupi: la var. ε, sino ad oggi almeno, unicamente in monte Baldo nei pascoli di Novezina e Noveza (Goir:). - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.

A. violaceum Willd. A. paniculatum var. β Poll.! - Variat:
- β umbella omnino bulbifera.
Cresce assieme al precedente del quale è considerato come una varietà: però si incontra più raramente. - Presso Verona lungo l'Adige, nel Bosco Mantico, nei colli di Avesa, nei monti Lessini presso ai Trachi (Goir.): nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, a Castelletto sopra la Ferrara (Goir.), nella Valfreda (Poll., Goir.), ai Zochi (Rigo) ecc. La var. β è rarissima; una volta sola nel monte Baldo (Goir.). - Fiorisce in luglio ed agosto: la sua fioritura però sembra di alcuni giorni anteriore a quella di A. pulchellum!: perenne.

A. oleraceum L. - A. carinalum Poll.! - Àjo*. - Variat. umbella multiflora vel pauciflora bulbillisque plus minusve numerosis et
- β complanatum (Bor.).
Cresce copiosamente nelle regioni collina, e montana della intera Provincia dalle quali si avanza verso la pianura; qualche volta si incontra nella zona subalpina. Vive nelle siepi, nei luoghi boschivi fra i frutici, al margine dei campi e delle vie, nei luoghi coltivati fra le messi montane specialmente, nei pascoli. Nella Valpantena e Valpolicella. (Poll.); nei Lessini a Val di Porro (Segu.), lungo la via di ascesa da Bellori a Chiesanuova ecc., nel monte Tondo (Goir.); negli oliveti della collina Benacese fra Torri e Garda (Rigo), nella valle di Caprino, e nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, presso le Fraine, la Ferrara, Sommavilla, Peagne, Saugolo, Basiana, Ime ecc. (Goir.): la var. γ è rarissima e fu raccolta sotto S. Michele nei boschi del Casino lungo l'Adige (Goir.). - Fiorisce nei mesi di luglio ed agosto, anche in settembre nelle stazioni maggiormente elevate: perenne.

Sect. 4. Schoenoprasum. - A. Schoenoprasum L. - Coltivato negli orti, è conosciuto sotto la denominazione di Ajo ungarese: gli ortolani e le erbivendole lo indicano benanco col nome di Snichlau, nome introdotto dalle cuoche tedesche. Lo Sternberg avrebbe raccolto A. Schoenoprasum nella penisola di Sirmione nel Benaco: ma si tratta della vera specie Linneana sfuggita forse alla coltivazione? ovvero della forma corrispondente ad A. Schoenoprasum var. alpinum Dec. ?

A. ascalonicum L.; Poll.- Scalogno. - Scalogna, Scalogne.- Una volta era coltivato ovunque negli orti della Provincia veronese, ma oggidì la coltivazione ne è abbandonata: però si trova ancora in alcuni orti rusticani a Cavalo nel monte Pastello (Goir.).

A. Cepa L.; Poll. - Cipolla. - Zeola: le piantine giovani Zeoline, Zeolini. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. Sono coltivate negli orti diverse forme o varietà: le piantine giovani ed i bulbi sono portati su tutti i nostri mercati.

Sect. 5. Porrum. - A. sphaerocephalon L.: Poll.! - A. rotundum. Poll. viag. ex herbario ejus quoad specim. lecta in m. Baldo secus viam alla Corona, non L.!: - Ajo. - Variat:
- α typicum (A. densiflorum D. Ntrs.).
- β Deseglisei (Bor.).
- γ approximatum (Gren. et Godr.).
- δ descendens (auct. mult. non L.).
- ε fiore albo Fr. Fontana. - A. arvense. (Guss.).
Frequentissimo nell'alta pianura e nell'Agro Veronese, nei colli e nella zona montana fra il Benaco ed il confine vicentino: diventa più raro nella zona subalpina. Vive nei campi, nei pascoli, negli argini, nelle siepi, nelle rupi solitario o, più frequentemente gregario (Segu., Poll., A. Mass.!, Ton.!, Font., Rigo, Goir.). La var. β a fiori bianchi è rarissima: Francesco Fontana la raccolse presso Lazise: l'A. veronense Poll., Spreng è appena una variazione di lievissimo momento, la quale sembra corrispondere ad una forma magra di A. sphaerocephalon che si incontra frequentissima nei luoghi secchi e sterili! - Fiorisce dipendentemente dalla altitudine dalla seconda metà di giugno alla prima metà di settembre: perenne.

A. vineale L.; Poll. - Ajo. - Variat:
- α genuinum. - A. vineale auct.
- β capsuliferum. - A. vineale β capsuliferum Koch.
- γ compactum (Thuill.). - A. vineale var. β Poll.
Comunissimo fra il confine vicentino e le sponde del Benaco, dal piano e dalla collina alla regione montana elevata nella quale diventa più raro; cresce nei campi, nei prati, negli oliveti, nei seminati, nei pascoli, nelle siepi, lungo le vie ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Font., Rigo, Goir.). La forma che presso di noi si incontra più frequentemente è la var. γ la quale fu raccolta nella città stessa di Verona all'Ala della Arena (Goir.); meno frequente è la var. α; più rara ancora è la var. β rinvenuta soltanto fuori Verona presso Tomba (Goir.). - È in fiore da giugno ad agosto; anche in settembre nelle stazioni montane più elevate del Baldo e dei Lessini: però non fiorisce tutti gli anni! Perenne.

A. Porrum L.; Poll. - Porro. - Poro, Zeola de Cioza - Coltivato: lo Sternberg avrebbe raccolto A. Porrum alle sponde del Benaco nei pascoli di S. Vigilio; ma si tratta evidentemente di pianta sfuggita alla coltivazione. Prossimo ad A. Porrum è A. Ampeloprasum L., che cresceva una volta sui muri dell'antico Orto Botanico (Goir.).

A. Ampeloprasum L. - Cresce nella Valdonega, confinato al piede di una siepe, formando quivi una tribù costituita da un numero assai considerevole di individui, che, probabilmente, sono da ritenersi come gli ultimi discendenti di una stirpe introdotta anticamente per usi domestrici ! - Marzo-giugno 1901.

A. sativum L. - Aglio. - Ajo: prendono poi i nomi di Cao d'Ajo, Spigo d'Ajo, Bigoli o Tani rispettivamente il bulbo indiviso della pianta, una divisione di questo, lo scapo non giunto a maturità. - Coltivato: raramente giunge alla fioritura.

A. Scorodoprasum L., Poll. - Coltivato in qualche orto come il precedente. - Seguirebbe il genere Aspltodeline: ed il Pona lasciò scritto di aver trovato l'Asphodello giallo et II di Plinio (Asphodeline lutea Reichb.) nel monte Baldo in Noveza: ma evidentemente si tratta di un equivoco e questa specie va radiata dalla Flora Veronese.

Asphodelus fistulosus L.; Poll. - Asphodelus foliis fistulosis Segu. - Rarissimo: nelle mura e nelle fosse della città di Verona nel tratto che dal ponte militare il quale mette in Campofiore si estende sin presso Porta Vescovo; è la stazione classica nella quale nella seconda metà dello scorso secolo Francesco Segujer scopriva questa Gigliacea, la quale posteriormente, ma dopo ripetute scomparse, fu ivi ritrovata da Tonini!, De Bracht, Rainer, Manganotti!, Goiran: Abramo Massalongo raccolse A. fistolosus in Valpantena alle grote di Falasco! presso Cologne sopra Stalavena ove oggidì è scomparso. È in fiore da marzo a maggio e giugno! secondo il corso delle stagioni.
- β serotinus. - Questa forma fu rinvenuta nel mese di ottobre 1873 dal farmacista Giuseppe Fontana nel monte Moscal alla Fracastoro presso Incafi!

A. albus Mill.; Poll.! - Variat!
- β neglectus Roem. et Schult.
Cresce copiosamente nei pascoli e nei prati della zona montana e subalpina. Nei monti Lessini presso Chiesanuova ed altrove (Segu.): nel monte Baldo ai Coltri, Pravazar, Saugolo, la Ferrara, Valfredda, Prada, Montesel, la Prà di Malcesine, ed in altri punti tanto nel fianco orientale che sul versante occidentale (Pona, Poll.!; Rigo, Goir. ecc.). La var. cresce promiscuamente alla forma tipica! - Fiorisce in giugno e luglio ma non tutti gli anni: perenne.



Tribus 6.  -  Anthericeae.

Phalangium (Anthericum L.) ramosum Lamk. - Antericum ramosum L.; Poll.!
- β humile.
Copiosissimo fra il Benaco ed il confine vicentino, dalla regione subalpina all'Agro Veronese ed alla pianura nella quale diventa man mano più raro sino a scomparire. È certamente una delle Gigliacee che si incontrano più di frequente nella Provincia veronese; vive nei pascoli aridi e secchi, negli argini, nei luoghi rupestri o ghiaiosi, nei depositi morenici pei quali dimostra speciale predilezione!. Nel monte Baldo è comunissimo nei due versanti dalle falde della catena innalzandosi a tutta la regione montana e penetrando avanti nella subalpina!: (Calc., Pona, Segu., Poll.!, Font., A. Mass.!, Ton.!, Bertoni!, Rigo, Goir. ecc.). La var. β in monte Baldo al dissopra di Campedello (1200-1400 m. Goir.). - È in fiore da giugno a settembre ed anche ottobre!: perenne.

Ph. Liliago Schreb. - Anthericum Liliago L.; Poll.! Non comune: nei pascoli secchi, ovvero nei luoghi boschivi, rupestri e sassosi dell'Agro veronese, della regione collina e montana. - Nella Valpantena presso Cologne (Segu., A. Mass. !), nel Bosco Mantico (Goir.), nella valle dell'Adige alla Chiusa (Poll.!, Goir.), nel monte Pastello fra Ceraino e Monte (Goir.), alle falde orientali del monte Baldo ad Incanale, Brentino ecc. (Rigo, Goir.) e più in alto sopra Passone, a Braghizola, Braga ecc. (Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Paradisia (Mazzuc.) Liliastrum Bertol. excl. syn. Calc. - Hemerocallis Liliastrum L.; Poll. excl. syn. Calc.!; Anthericum Liliastrum L.; Liliastrum album Link. - Nei prati e nei pascoli elevati della regione montana elevata e della subalpina. Questa bella Gigliacea cresce assai copiosa nel monte Baldo in Pravazar Basiana, Valfredda, la Ferrara, la Prà di Malcesine ecc.,: (Pona, Segu., Poll. !, A. Mass. !, Rigo, Goir. ecc.). Fiorisce in giugno e luglio: perenne.



Tribus 7.  -  Hemerocallideae.

Hemerocallis fulva L.; Poll. var. α ! - Giglio dorato. Fiori di S. Antonio, Gilio. - Coltivata, si incontra qua e là inselvatichita tanto nel piano quanto nei colli; presso l'Albaro (Poll. !), nei colli veronesi, nella Valpantena ecc. (A. Mass. !, Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

H. flava L. - H. fulva var. β Poll. - Nei luoghi umidi e paludosi, non comune. Presso Isola della Scala (Segu.), Montorio (Poll.), Peschiera (Goir.): certamente inselvatichita. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.
Della famiglia delle Gigliacee nelle serre e nelle sale è coltivata Aloe vulgaris. - Lam.




FAMILIA XIII.  -  COLCHICACEAE.

(Melanthiaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVII, p. 19).


Tribus 1.  -  Colchiceae.

Colchicum autumnale L.; Poll. var. α - Colchico, Zafferano bastardo. - Strangola preti*, Castagnole, Famegi, Scartozi, Grole, Fior per i pioci. - Variat:
- β longifiorum.
- γ fiore albo Fr. Font.
- δ vernale (Hoffrn.). - C. autumnale vernale Parlat.
- ε tenuifolinm.
- ξ Forma anomala, monstrosa.
Pianta frequentemente gregaria, raramente isolata, è comunissima nei prati, pascoli, luoghi boschivi della intera Provincia dalla pianura alla zona subalpina, fra il Benaco ed il corso del Mincio ed il confine vicentino: (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.): la var. β fuori Porta. Nuova di Verona nel Basso Acquar nei prati; la var. γ alle sponde del Garda presso Lazise (Font.), nella collina e nei dintorni di Verona. (Goir.); la δ compare in primavera nelle stazioni state innondate nell'autunno antecedente (Goir.); la ε, con foglie strettamente lineari, nella collina veronese al Maso e Montecchio, Roverè di Velo, nel monte Pastello sopra Fumane, nel colle S. Dionigi sopra Parona all'Adige. Ai tempi di Pollini coltivavasi nei giardini una forma a fior pieno. - Fiorisce dalla fine di luglio ad ottobre: le foglie spuntano nell'anno seguente in marzo nella pianura, non appena scomparsa la neve nelle stazioni elevate: le cassule maturano da aprile a giugno, ed anche in luglio !, secondo la altitudine: perenne.

C. alpinum Dec. - C. autumnale var. β Poll. excl. syn.
- Raro: però cresce copiosamente e gregario lungo il Mincio presso Monzambano e Valeggio (Poll. fi.); al Bosco Mantico, nell'Agro Veronese, ed al Bovo, a poca distanza da Cà di David (43-90 m.) frammezzo ai ciottoli ivi abbandonati dalle alluvioni postglaciali (Goir.). - Fiorisce in agosto e settembre: perenne.



Tribus 2.  -  Tofieldieae.

Tofieldia calyculata Wahlenb. - Anthericum calyculatum L. ex parte; Tofieldia palustris Poll. nonn. excl. syn. - Tajeta, Tajola. - Variat:
- α spicaeformis Arombros. - Phalangium alpinum palustre Iridis foglio Segu, pI. ver. II, cum ic. tab. XIV.
- β pygmaea Ambros. - T. glacialis Gaud.
- γ ramosa Thom. - T. glacialis β ramosa Guud.
Cresce nei luoghi umidi, nei pascoli, nelle boscaglie, nei siti pietrosi: abita principalmente le stazioni comprese nella zona montana superiore, nella subalpina e nella alpina, ma qualche volta scende anche in stazioni più basse, p. e. nella val d'Adige al di sotto di Rivole a meno di 190 metri (Goir.): nel monte Baldo su tutte le creste più elevate da Costabella all'Altissimo di Nago, nelle giare di Valbruta sopra la Ferrara, allo Struzhenall, Basiana, Valfreda, Noveza, Artilon ecc. ed in tutte le valli che solcano tanto il versante orientale che l'occidentale della catena (Pona, Segu., Moreni, Poll., Barbieri, Mang., A. Mass. !, Goir. ecc.): cresce pure nei monti Lessini; e così al Corno d'Aquilio, Corno Mozzo, ecc., Revolto e nei monti Posta e Campobrun ecc. (Goir.). Le due forme α e β crescono promiscuamente, ma la β ama di preferenza le stazioni più elevate ed alpestri: la var. γ, rara, nella valle delle pietre in monte Baldo - (Goir.). - Fiorisce dal fine di giugno a ottobre dipendentemente dalla altitudine.



Tribus 3.  -  Veratreae.

Veratrum album L. - Veratro od Elabro bianco. - Falagro, Giavardo, Sabadilia nostrana, Sabadilion. - Variat:
- α typicum. - V. album Poll. var. α.
- β lobelianum (Bernh.). - V. album Poll. var. β.
La forma tipica è rarissima nella nostra zona botanica in monte Baldo nella Valfreda e nei Lessini ai Trachi (Goir.): la var. β in quella vece è volgatissima in tutta la zona montana e subalpina dei nostri monti, nei pascoli, nelle boscaglie ed anche nei luoghi rupestri; scende qualche volta a stazioni più basse nelle vallate, ma non di rado si spinge alla zona alpina, 2000 metri nel monte Baldo!: si incontra raramente isolata, per lo più cresce gregaria (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. I montanari scavano il rizoma del Veratro e, mondatolo, lo lasciano tagliato a pezzi, seccare al sole: così preparato lo smerciano ai negozianti di medicinali e di piante industriali.

V. nigrum L.; Poll. - Veratro od Elabro nero. - Falagro.
Raro: nel monte Baldo è indicato da Pona, Martini, Pollini in Valfreda, Valvacara, Val delle pietre, Artilon, Tredespin, Zochi: si trova sicuramente nella Valfreda, stazione indicata da Pona, (De Bracht, Mang., Goir.) ed in Noveza sotto alla Coroneta (Goir.).
Il Segujer lo indica nei pascoli dei monti Lessini: cresce alle falde di questi monti presso Lugo, Bellori, nonchè sul monte Tondo (Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio ma non tutti gli anni!: perenne.




FAMILIA XIV.  -  AMARYLLIDACEAE.

(Amaryllidaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVI, p. 106).


Tribus 1.  -  Galantheae.

Galanthus nivalis L.: Poll. - Fora-neve. - Moli, Campanele*, Campaneline*, Narzisi*, Buca-neve*. - Variat.:
- α Linnaei.
- β Imperati (Bertol.).
- γ minor.
Il G. vernalis è specie molto diffusa e frequente nella Provincia veronese: ama i luoghi boschivi, i pascoli, i prati, ed anche i luoghi rupestri. In tutta la catena del monte Baldo dalle cime alle falde tanto orientali che occidentali (2200-128 m.); nei Lessini e nei monti dipendenti (1748-149 m.); dei monti confinanti col vicentino; nel monte Pastello dalla vetta alla falda più meridionale presso Domegliara (1122-118 nel monte Comun (739 m.); in tutta la valle dell'Adige; nella Valpantena; Vajo del Paradiso, del Falcone, dell'Anguila; valle di Squaranto fin presso Mizzole e Pigozzo: valle d'Illasi ecc.; nei pressi di Verona lungo le coste di S. Massimo nell'Agro veronese, nel Bosco Mantico, presso Valeggio ecc. La var. β assieme alla forma tipica nei luoghi più caldi e soleggiati: la γ nei luoghi aridi e secchi (Goir.). - Fiorisce, dipendentemente dalla altitudine e dall' andamento della stagione, da gennaio a giugno!: perenne.
Viene pure frequentemente coltivato nei giardini.

Leucojum aestivum L.; Poll.! - Campanelle, Cipolline. - Narciso silvestre (Monti), Campaneline*, Campanele*, Cipoline - Variat:
- β uniflorum.
Nei prati, nei pascoli umidi e nei luoghi palustri della pianura veronese: a Belfiore di Porcile (Goir.); Valli del Tartaro a S. Pietro in Valle, Nogara ecc. (Poll. !, Masè !, Rodegher !, Goir.); Legnago (Rocchetti!, Goir.): è più raro nell'Agro veronese; si trova presso il Borgheto di Valeggio (Rigo !, Goir.). La var. β cresce assieme alla forma tipica. - È in fiore da aprile a giugno: perenne.

Erinosma vernum Herb.: Leucojum vernum L.; Poll. - Campanelline. - Campenele*, Campaneline*, Narziai*, Arzisi*. -
- β dianthum.
Non è specie comune, però si incontra qua e là, ordinariamente gregaria e sufficientemente copiosa, tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini fra 174 e 1660 metri di altitudine. - Nel monte Baldo in val di Borno (Rigo!) sul versante occidentale e molto probabilmente anche in altre stazioni; è più copiosa sul versante orientale, e così alle falde della catena presso Brentino, e più in alto in Ime, Valfreda, alle Fasole, pian della cenere framezzo ai faggi (Goir.): nei Lessini lungo la salita dal in val d'Adige al passo della Sega, alla estremità più settentrionale del vajo dell'Anguila, Podesteria, Tinasso (Segujer), Camporotondo, le Scandole ecc.; verso l'alta valle d'Illasi presso Selva di Progno ecc, (Goir.): la var. β cresce, promiscuamente alla forma tipica. - Fiorisce da febbraio a maggio! dipendentemente dalla altitudine, dalla esposizione, dall'andamento della stagione: perenne.



Tribus 2.  -  Amaryllidieae.

Sternbergia (Amaryllys L.) lutea Ker. Gawl. - È specie certamente importata ed in oggi qua e là ridotta quasi allo stato selvatico: in Verona sotto il castello S. Felice (Mang.), è fra le rupi nel giardino Giusti (Mang., Goir.), nella Valdonega !: rara; nella Valpantena alla Carrara (Ton.!, Goir.); nella val d'Adige a Rivole (Gaetano Pellegrini !); nelle siepi del territorio di Valeggio, fra Costermano e Garda, nei colli Benacesi presso Albisano (Rigo!); alle sponde del Benaco a Marniga nel fondo Reele (Goir.). - Fiorisce in settembre ed ottobre: perenne.



Tribus 3.  -  Narcisseae.

Ajax Pseudo-narcissus Haw. - Narcissus pseudo-narcissus L.; Poll. var. α. - Tromboni. - Narziso, Narziso sempio, Trombone. -
- β flore pleno Parl. - Narcissus pseudo-narcissus var. γ Poll. - Narziso dopio. - La specie e la varietà sono coltivate da epoca remotissima nei giardini veronesi (Pona): le stesse si incontrano quasi inselvatichite presso alle case coloniche, tanto al piano che nei colli ed anche nei monti più bassi: e così in Verona a S. Giovanni in Valle e nel giardino Giusti e nella collina veronese al dissopra di Quinto, Poiano ecc. (Goir.); in vicinanza alle sponde del Benaco presso Bardolino e sopra Torri (Rigo!). - Fiorisce da febbraio ad aprile ed anche prima dipendentemente dalle condizioni locali e della stagione: perenne.

Queltia incomparabilis Haw. - Narcissus pseudo-narcissus x poeticus Bout. et Bernh.; N. pseudo-narcissus var. β Poll. - Ocialoni, Polentoni. - Variat:
- β flore pleno Parl. - Narcissus pseudo-narcissus var. δ Poll. - Ocialoni dopi, polentoni dopi.
La specie e la varietà sono coltivate nei giardini veronesi da epoca remotissima (Pona, Monti): si incontrano inselvatichite o quasi in Verona nel giardino Giusti (Goir.); alle rive del Benaco nei prati fra Pacengo e Lazise e sopra Torri (Rigo !). - Fiorisce in marzo ed aprile.
Nei giardini veronesi si coltiva pure Queltia odora Herb., Narcissus odorus L., N. pseudo-Narcissus x Ionquilla Herb. et Trev.); alla quale forse è da riferirsi il Narcisso giallo con calice grande, et pieno, detto volgarmente Gionchiglia di gran calice del Pona (M. B. p. 59).

Narcissus L. Sect. 1. Poetici. - N. poeticus L.; Poll.! - Narciso, Gira-capo. - Narziso, Narzisi, Tazete, Tazete dorade. - Variat:
- α typicus.
- β radiiflorus (Sa1isb.).
- γ flore multiplici Poll.
Il Narcisso dei poeti si incontra frequentissimo in tutti i monti veronesi dalla zona superiore della regione montana sin quasi alle creste più elevate nei pascoli, nei prati, fra le rupi, nei boschi ecc.: e così in tutta la catena del monte Baldo tanto nel versante occidentale che sull'orientale; nei Lessini presso Chiesanuova, Roverè di Velo, Velo, Spiazoi, Trachi, Malèra, Podesteria ecc.; nei monti che separano il veronese dal vicentino ecc.: la var. β cresce, ma raramente, in unione alla forma tipica (Goir.). - È in fiore da aprile a giugno: perenne. La varietà a fiori doppi è coltivata nei giardini assieme alla forma tipica.

N. biflorus Curt. - N. poeticus x Tazzetta Henon. - Rarissimo: scoperto dal Sig. Gregorio Rigo nei prati presso Torri del Benaco! - Fiorisce in aprile: perenne. È coltivato nei giardini.

Sect. 2. Ionquillae. - N. Ionquilla L.; Poll. - Giunchiglia. - Gionchilia, Narziso*. - Variat:
- α typicus.
- β flore pleno Monti. - N. Ionquilla var. β Poll. - Gionchilia dopia -
- γ flore majori pallidiori: Monti. - Gionchilion.
Sono coltivate tanto la forma tipica quanto le varietà: la prima si incontra sporadica nei colli veronesi presso le case coloniche ed in Verona a S. Giovanni in Valle e nel giardino Giusti. - È in fiore da febbraio a marzo: perenne.

Sect. 3. Tazzettae. - N. papyraceus Ker. Gawl. -
N. niveus Lois. - Nei colli veronesi sfuggito alla coltivazione (Goir.). - Fiorisce in marzo ed aprile: perenne. Il Rev. Porta lo ha raccolto presso la riviera bresciana del Benaco.

N. dubius Gouan. - Pisote, Tazete (Monti). - Coltivato una volta nei giardini. - Fiorisce in marzo: perenne.

N. polyanthos Lois. - È coltivato nei giardini e si incontra qualche volta sporadico nei colli, e sfuggito manifestamente alla coltivazione (Goir.). Il Rev. Porta lo ha raccolto presso le sponde bresciane del lago di Garda. - Fiorisce in marzo, aprile: perenne.

N. Bertolonii Parl. - Narzizi. - Nei prati circa Torri del Benaco (Rigo), rarissimo e quasi accidentale, certamente emigrato dai giardini. - Fiorisce in marzo, ma nei luoghi e nelle serre anche nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio: perenne.

N. Tazzetta (L. ex parte) Lois.; Poll. ex parte. - Narciso, Tazzetta. - Tazeta, Tazeta semplice, Narzisi. - È coltivato in tutti i giardini colle sue numerose forme o varietà, e si incontra, sporadico, nei colli quasi inselvatichito (Goir.). - Fiorisce dipendentemente dalle condizioni locali da dicembre ad aprile: perenne.

Agave americana L.; Poll. - Agave, Pitta. - Agave, Aloè. - Variat:
- α typica.
- β foliis flavo-marginatis Reichb. - A. americana var. β Poll.
- γ variegata Monti. - Aloè variegata. -
Originaria dell'America centrale. La forma tipica nella riviera bresciana del Benaco invade le colline aride sopra il lago da Salò e Toscolano fin nei pressi di Gargnano; sulla sponda veronese in vece sembra confinata al piccolo promontorio di S. Vigilio (Rigo, Goir.): cresce benanco all'Isola Lecchi ed a Limone. La var. β cresce a S. Vigilio ed è coltivata nei giardini oppure in vasi al pari della var. γ. -
Fiorisce raramente: perenne. Secondo ogni probabilità venne introdotta nel veronese sin dal secolo XVI, e certamente al principio del secolo XVIII, e forse anche prima la stessa viveva inselvatichita nella riviera veronese del Garda (Goir.). Un caso di fioritura di questa Amarillidacea si è verificato durante i mesi di agosto-settembre (a. 1900) alla Caseta di Montorio (m. 200-250) nella villa di conte Giuseppe Rizzardi (conf. Goir. B. S. B. I. a. 1901, p. 271).




FAMILIA XV.  -  IRIDACEAE.

(Iridaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XV, p. 57).


Tribus 1.  -  Croceae.

Crocus biflorus Mill. - C. vernus Poll. ex parte ! - Castagnole*, Castagnola, Magnugole, Patròni (Monti), Safrani*. - Variat:
- α typicus.
- β lineatus (Ian.).
- γ pusillus (Ten.).
Comunissimo nei prati e nei pascoli dal piano ai colli non molto elevati, ed allo sbocco delle valli: manca nella regione montana propriamente detta. -
In tutta la pianura e nell'Agro Veronese; nei dintorni e nelle vicinanze di Verona, anzi nella cerchia stessa della città nel giardino del Collegio degli Angeli; colline di Sommacampagna, Guastalla, Custoza, Valeggio; colli Benacesi presso Lazise, Torri, Costermano, Pastrengo; Valle di Caprino; Valpolicella; Valpantena; vajo di Squaranto presso Pigozzo ecc. (Calceolari, Poll., Fr. e G. Font., B. Pellegrini !, Rigo!, Ton.!, Goir.). È pianta straordinariamente polimorfa: la var. β è la più frequente; la var. γ si trova nei luoghi più magri e secchi: si incontrano numerosissime le forme teratologiche!. - Fiorisce dalla metà di gennaio alla fine di marzo, e nelle stagioni invernali molto miti sin dalla fine di dicembre. È pianta per lo più gregaria; raramente cresce isolata o solitaria; nel veronese poi è comunissima la forma ad un fiore solo: perenne.

C. vernus All. - C. vernus vernus et C. vernus bulbo fibrilloso Poll. - Zafferano selvatico. - Nel vernacolo veronese ha i nomi stessi della specie precedente e nei Lessini inoltre quello di Semenarole*. - Variat:
- α typicus.
- β albifiorus (Kit.).
- γ dianthus.
- δ prolifer.
- ε controversus.
Frequentissimo fra il confine vicentino ed il versante occidentale del monte Baldo, nei boschi della intera zona alpina o subalpina ed in quasi tutta la regione montana. - In tutto il monte Baldo, dalle cime più elevate, Costabella, cima di Valfinestra e di val dritta, Sassetto ecc. scendendo ai prati della Ferrara e Fraine (815-875 m.), ed avanzandosi verso sud sin quasi a toccare la regione collina alla Papalina e presso Brojeschi (568 m.) ove cresce copiosissimo sotto ai castagni; nei monti Lessini lungo tutta la catena, della Sega (1490 m.) e dal Corno d'Aquilio (1543 m.) alla valle d'Illasi nei monti sovraincombenti a Selva di Progno, e nei pascoli più elevati di Podesteria (1660 m.), Castelberto (1765 m.), Sparaver (1784 m.) ecc. sin presso al Cerro (729 m.) ed a meno di 200 metri presso Bocca di vento e le Pisarote a pochi chilometri di distanza dal punto che nella vane di Squaranto rappresenta la stazione più settentrionale di C. biflorus. Si trova pure abbondantissimo nei monti Posta e Campobrun, al passo della Lora, Zeola, Alba ecc. (Calc., Pona, Segu., Goir. ecc.). La var. β cresce promiscuamente alla forma tipica e così la var. γ a due fiori: la δ nei Lessini presso i Trachi, la ε, con gli stami lunghi quanto le divisioni del perianzio, nelle cime più elevate del monte Baldo. - È in fiore da marzo a luglio, qualche volta anche in agosto, dipendentemente dalla altitudine, dalla abbondanza della neve caduta, dall'andamento della stagione: perenne. - Del genere Crocus si coltivano nei giardini C. sativus e diverse specie esotiche.



Tribus 2.  -  Gladioleae.

Gladiolus palustris Gaud. - Raro: nella bassa pianura veronese presso Nogara (Rodegher!). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

G. italicus Lobel. - G. communis All., Poll. excl. syn. Pon.; G. segetum Ker. Gawl. - Panacciuola, Fil di spada. - Spade (Monti), Castagnoa salvadega, Cortelasso*. - Comunissimo nei seminati, nei campi, nei luoghi erbosi, negli argini ecc. di tutta la Provincia dalla pianura, S. Martino, S. Bonifacio, Legnago, Nogara, Sanguinetto, Vigasio; dall'Alto Agro veronese; dalle rive del Benaco, Peschiera, Pacengo, Lazise, Fradèr presso Torri del Benaco; dai dintorni di Verona; dalla Valpantena; dalla Valpolicella ecc. ascende a tutta la zona della collina, e diventando man mano meno frequente penetra nella zona montana p. e. Vestena e Bolca, e compare, ma raro, nel monte Baldo e nei Lessini fra il Marzuolo (Segu., Poll., Font., Rigo., Goir. ecc.): Facchini lo indica al confine del veronese col trentino al per Borghetto - È in fiore da aprile a luglio: perenne.
Si coltiva nei giardini il Gladiolus communis L.: a questo sarebbero da riferirsi il Gladiolo! Gladiolo di fior rosso, Gladiolo di fior molto grande e tutto candido del Pona.



Tribus 3.  -  Xiphieae.

Iris florentina L. - Iris germanica flore albo Monti - Giaggiòlo. - Gazoi bianchi (Monti). Rarissima: in un muro a secco presso Marcellise (Goir. maggio 1870). - Fiorisce in maggio e giugno: coltivasi nei giardini.

I. germanica L.; Poll. - Giaggiòlo. - Iris, Irèos, Iride, Riose, Riosi, Gazòi: le tre ultime denominazioni sono più specialmente destinate ad indicare i rizomi mondati e disseccati che corrono in commercio sotto la denominazione di Radice d'Ireos. - Variat:
- α typica.
- β Cengialti.
- γ humilis.
- δ foliis variegatis.
Volgatissima, spontanea o coltivata, nella pianura e nei colli, presso le case coloniche, nei pascoli, al margine dei campi, sui vecchi muri, nelle rupi, nelle siepi. La var. α alla quale i Sigg. Fiori e Paoletti (Flora analitica d'Italia, I, p. 224) riferiscono benanco I. benacensis e I. Kochii Kerner, dal piano si estolle al limite superiore della zona montana (900- 1100 m,), p. e. nel monte Baldo presso Campedello, Meneghei, Ardiforte, ed alle Valene sui Lessini (Goir.) : la var. β cresce in val d'Adige al Cengialto presso Roveredo (Ambr., Cobelli) e ad Arco presso Riva (Richter): la γ (identica forse alla δ?) nei luoghi soleggiati ed aridi, p. e. sul colle delle Ungherine ed alle falde del monte Baldo nel colle S. Marco (Goir.): la δ è coltivata nei giardini. - Aprile-giugno: perenne.

I. pallida Lamk. - I. sambucina Poll. viag.? non fl. !- In vernacolo porta gli stessi nomi della precedente colla quale probabilmente è: stata confusa per il passato. - Variat:
- α typica.
- β fioribus laevissime coerulescentibus Rigo in lit.
- γ anomala. - "Acaulis, unifiora, pedunculo brevi ebracteato inter foiia ensiformia repente. Flos intense coeruleus". Rigo in lit.
- δ foliis variegatis.
Questa bella specie, frequentemente coltivata per l'odore gratissimo che specialmente nelle piante da orto acquistano i fiori, cresce spontanea nelle stesse stazioni della precedente sebbene di essa più rara; si trova di preferenza nella parte occidentale della Provincia fra la val d'Adige e le sponde del Benaco (Rigo, Goir.): e così a Verona - nella Valdonega, Soave, Illasi, Parona, Pescantina, al forte di Rivole, Incanale, Affi, Cavajon, Torri del Benaco ecc.: la var. β fra Lazise e la Bagata lungo la spiaggia del Garda (Rigo): la γ in luoghi pietrosi nella collina di Torri (Rigo): la δ è coltivata in vasi. - Aprile-giugno: perenne. I rizomi della I. pallida corrono in commercio mescolati a quelli della specie precedente.

I. squalens L. - I. sambucina Poll. fl., e loco non ex descriptione et herb.! - I nomi vernacoli come le due precedenti. - Cresce copiosa nella parte orientale della Provincia veronese, dal limite superiore della pianura alla regione montana, (m. Bolca 827 m.), sola ovvero mescolata alla I. germanica, colla quale viene promiscuamente coltivata: Soave, Illasi, Tregnago: Monteforte, Costalunga. Brognoligo, Roncà, Bolca (Goir.): le due ultime stazioni sono quelle indicate da Pollini per la sua I. sambucina. - Maggio-giugno: perenne. Anche i rizomi di questa specie corrono in commercio sotto il nome di Radice d'Ireos.

Xiphion Parl. Sect. 1. Pseudoxiphion. - X. Pseudo-Acorus Parl. - Iris Pseudo-Acorus L.; Poll. - Giglio giallo, Coltellacci. - Irio zalo, Carezoni. - Variat:
- α typicum.
- β humile.
Frequentissimo in tutti i fossati ed anche in luoghi palustri, dalla intera pianura sino alla regione collina (Segu., Font., Poll., Rigo, Goir. ecc.): la var. β nelle sabbie d'Adige presso al Lazareto (Goir.). - È in fiore da aprile a luglio : perenne.

X. foetidissimum Parl. xx.- I. foetidissima L.; Poll.- Giglio dei monti. - Coral, Corai: tali denominazioni però più propriamente, anzichè alla intera pianta, spettano alle cassule mature, le quali aprendosi mettono in mostra i semi di un bel rosso scarlatto. -
Coltivasi da epoca remotissima, ma ridotto allo stato quasi selvatico compare qua e là nelle siepi e nei luoghi boschivi dei colli: al Castel s. Felice in Verona (Poll.) ed appena: fuori città in Valdonega e lungo la via che da porta s. Giorgio conduce alle Torri (Goir.); nella Valpantena presso le Stelle (Segu., Poll.) ed a Poiano (Goir.); presso Mizzole e Pigozzo e da ultimo o al castello di Soave (Goir.). - Dalla fine di maggio, a luglio: perenne. Siccome le cassule tuttochè maturissime ed aperte, conservano lungamente i semi, così sono adoperate nell'inverno dalle fioraie per far mazzettini.

X. sibiricum Parlat. - Raro: nei prati umidi presso Nogara nella pianura veronese (Rodegher). - Maggio e giugno: perenne.

X. gramineum Parlat. - Iris graminea L.; Poll.! - Armelin, Iride*. - Variat:
- α typicum.
- β sylvaticum Ces. - Iris sylvatica Balb.
Nei colli e nei monti, fra il Benaco ed il confine vicentino, dal limite superiore della pianura alla zona alpina;. frequentemente gregario: colli veronesi, s. Matia, s. Leonardo, Avesa, Novaglie, Montorio, le Ferazze, la Mosela, Vico presso, Tregnago (Segu., Poll.! A. Mass.!, Goir.): nei luoghi graminosi delle colline sopra Torri del Benaco (Rigo) ed in riva quasi al lago presso s. Vigilio, (75 m. Goir.): nel monte Baldo in Noveza (Segu., Poll.); in Basiana, presso Ime, e nelle rupi di Valfredda (Goir.); nel complesso adunque fra 75 e 1500-1600 metri di altitudine. La β cresce promiscuamente alla forma tipica ma è piuttosto rara; colle delle Ungherine e di s. Leonardo (Goir.), alle Ferazze (Poll.!), presso Tregnago (A. Mass.!). - Maggio-giugno: perenne. Tanto la forma tipica come la varietà sono coltivate nei giardini.

Sect. 2. Euxiphion. - X. vulgare Parlat. - Iris variabilis Jacq.; Iride bulbosa di vari colori, o et di foglia angusta di Carlo Clusio Pona. - Come si vede dal sinonimo del Pona, questa bellissima Iridacea da epoca remotissima era coltivata nei giardini veronesi: il Sig. Gregorio Rigo la ha raccolta più volte, quasi inselvatichita negli orti di Costermano al principio di giugno.
Anche di questo genere non poche specie, varietà, o forme sono coltivate nei giardini veronesi.

Hermodactylus tuberosus Salisb. - Bellavedova, Bocca di lupo - Inselvatichito nella città di Verona nel giardino Giusti, e nello stradone s. Antonio nell'antico giardino della contessa Faella e nella Valdonega !. - Febbraio-aprile: perenne.
Seguirebbero le due famiglie delle Musaceae e delle Cannaceae: della prima viene specialmente coltivata, colle sue numerose varietà, Musa paradisiaca L. (Banano, Fico d'Adamo), Musa Ensete I., Musa rosacea Jacq.: della seconda Canna indica L. (Cannacoro).




FAMILIA XVI.  -  ORCHIDACEAE.

(Orchidaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVI, p. 5).


Tribus 1.  -  Atethuseae.

Limodorum abortivum Swartz; Poll.! excl. syn. Calc.? - Fior di legna. - Variat:
- α typicum.
- β sphaerolabium (Viv.).
Raro nella pianura; da questa sale a tutta la regione collina e penetra benanco nella zona montana nella quale si eleva qualche volta oltre i 1200 metri di altitudine. Si incontra qua e là ora isolato, altra, volta in gruppi più o meno numerosi; però non si può dire specie comune: vive parassita sulla radice di diverse piante specialmente nei boschi di querce, meno in quelli di castagno: però, è per lo meno dubbio il suo parassitismo, da taluno asserito, sulle radici delle diverse piante frammezzo alle quali si trova. - Presso le rive e nei colli Benacesi a Lazise, Rocca di Garda, Scaveaghe, Brè, Torri (Font., Rigo, Goir.): nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, e da Avio al pian della cenere, Tierno, Castione, Brentonico, Basiana, Ime, Lonza (Poll., Goir.); nella val d'Adige presso Rivole e lungo la salita da, Peri alle Fosse (Goir.); nel monte Pastello (Goir.); nell'Agro veronese presso Guastalla (Poll., Goir.); al Bosco Mantico (Goir.) ecc.: nella Valpolicella ad Ospedaletto (Poll.!); sopra il Maso nel Rocolo e nella Valpantena a Quinto, Poiano, Grezzana. (Ton. !, Goir.); nei colli di Montorio, a Marcellise, alla Mosela (Segu., Poll.); nel monte Trezzolan e nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass. !, Da Campo !, Goir.): la var. β, rara, sul Pastello. - Aprile-luglio: perenne.

Cephalanthera ensifolia C. L. Rich. - Epipactis ensifolia Poll.! - Variat:
- α brevifolia. - Forma typica.
- β longifolia.
Solitaria ovvere in gruppi, di preferenza nei boschi di querce della regione collina: più raramente nella pianura: S. Pietro in Valle (15 m., Masè !); al Maso; alla Mosela, presso Montorio e Marcellise; nel monte Trezzolan; nel monte Pastello sopra Cavalo e Monte; Costermano; alle rive del Benaco a Scaveaghe e S. Vigilio e più in alto in Brè (Goir.); sopra Torri e la Rocca di Garda (Rigo); nella valle d'Illasi nel monte Barbara (A. Mass. !). - Fiorisce dalla fine di aprile a giugno: le due forme α e β si incontrano per lo più assieme: perenne.

C. pallens C. L. Rich. - Epipactis pallens Poll. - Variat:
- β uniflora.
Non comune nei luoghi selvatici e boschivi della regione collina e montana; più raramente nella pianura e nella zona subalpina: nella Riviera e nei colli Benacesi presso Lazise, Rocca di Garda, S. Vigilio, in Brè. Costermano, Ospedaletto, Guastalla, alle Are nella collina veronese, presso Grezzana, nel monte Pastello; nei Lessini presso Corbiolo e Chiesanuova; nella valle d'Illasi presso Tregnago; nel monte Baldo ai Brojeschi, alla Papalina, alla Lonza: (Segu., Poll., A. Mass.!, Font.., Rigo, A. Forti!, Goir.). La. var. β nel monte Baldo alla Lonza unitamente alla forma tipica. - Fiorisce nella stessa epoca della precedente colla quale frequentemente cresce in società: perenne.

C. rubra C. L. Rich - Epipactis rubra Poll. - Ajo de bisso*. - Sui monti Lessini. - Variat:
- β oligantha.
Nei luoghi boschivi e selvatici delle regioni collina e montana, dalle quali accenna ad avvicinarsi alla subalpina: nella regione del Benaco presso Lazise (Font.) e nei boschetti della Rocca di Garda (Rigo); nel monte Baldo in Basiana ed Ime (Poll.), nella Valle dell'acqua (Goir.), nel pian della cenere (Rigo); presso Novare in Valpolicella (Poll.); nei Lessini presso S. Anna d'Alfaedo e Corrubio, nel vajo del Falcone ed in quello dell'Anguilla, presso Lughezzano e Chiesanuova (Goir.); nella Valpantena presso Grezzana (Segu.); nel bosco del Romitorio presso il Maso (Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!, Goir.); a Castelvero e Vestena (A. Mass. !). La var. β in monte Baldo nella Valle dell'acqua assieme alla forma tipica. - È in fioritura dalla fine di maggio al termine di luglio dipendentemente dalla altitudine e dall'andamento della stagione: perenne. Pianta frequentemente gregaria.



Tribus 1.  -  Neottieae.

Sub-tribus 1. - Listereae.

Epipactis Sectio 1. Arthrochitium Irmisch, Reichb. fil. -
E. palustris Crantz, Poll. - Variat:
- β humilis.
Cresce in piccoli gruppi nei luoghi paludosi o umidi e sabbiosi, dalla pianura ai monti; però non è pianta comune: presso Legnago (Poll., Goir.); nelle vicinanze di Verona, nei boschi lungo l'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele, al Casino, Giarone, Mambrota (Goir.); fra Garda e Costermano (Rigo); nella valle dell'Adige presso Rivole ed Incanale (Goir.): la var. β assieme alla forma tipica. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Sectio 2. Euepipactis Irmisch, Reichb. fil. - E. latifolia All.; Poll. viag. et fi. pro parte (et excl. nonn. syn.). - Variat:
- β viridiflora Reichb.
È pianta gregaria, che vive in piccole famiglie, dimostrando una tal quale predilezione pei luoghi sassosi; si trova però anche isolata, ma più di rado: dalla regione alpina ai colli internandosi benanco nelle valli ed avvicinandosi alla pianura nella quale compare qua e là sporadicamente, p. e. a S. Pietro in Valle (Masè); cresce fra le boscaglie ed i cespugli, i tanto nei luoghi umidi ed ombrosi quanto nelle stazioni maggiormente apriche e soleggiate. In tutta la catena del monte Baldo (De Bracht, Rigo, Goir.); alla Rocca di Garda e presso Lazise (Rigo); a Guastalla veronese (Goir.); nella Valpolicella a S. Ambrogio, Ospedaletto ecc. (Goir.); nei Lessini e monti e valli dipendenti e così in quelli confinanti col Vicentino (Goir.): la var. β, rara, nella Valpantena presso Costoli (Goir.), - Fiorisce da maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: perenne.

E. atrorubens Schult. - E. latifolia Poll. pro parte. -
Nelle selve e nei boschi montani della Provincia, dai quali scende nei colli e nelle valli procedendo verso la pianura: frequentissimamente nelle stazioni e nei luoghi della precedente ed in società con essa. Nel monte Baldo copiosissima tanto sul versante orientale quanto sull'occidentale (Goir.); alle sponde del Benaco presso Malcesine (Goir.); alla Rocca di Garda (Rigo); nei Lessini presso Lughezzano, Cerro, Chiesanuova, e così pure alle Vezzadre presso S. Anna d'Alfaedo ecc. (Goir.): - È in fioritura nella stessa epoca della precedente: perenne.

E. microphylla Swartz. - Rarissima: una sola volta nel monte Pastello, sopra Cavalo, in un boschetto di querce. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Neottia Nidus-avis C. L. Rich. - Epipactis Nidus-avis Poll.; Satirio abortivo del Lobelio Pona. -
Questa bellissima Orchidacea vive nel terriccio dei luoghi boschivi e selvatici delle zone subalpina e montana della Provincia, fra il versante occidentale del monte Baldo ed il confine vicentino; raramente si incontra nella collina: e cos&igarve; nel monte Baldo, all'Artillon, pian della Cenere, Lavaci, Novezina, Noveza, Lonza, Valfredda ecc. (Pona, Poll., Goir.); nei Lessini presso Chiesanuova e le Scandole, ai Trachi, ai Tinazzi, al passo della Sega (Poll., Goir.); nell'alta valle d'Illasi a Revolto, Selva di Progno, S. Andrea (C. Mass., Goir.); nel monte Bolca (Goir.): Gregorio: Rigo il 6 maggio 1873 ne ha raccolto tre esemplari nei colli Benacesi sopra Torri presso il luogo chiamato Brè, in un bosco di querce a meno di 300 metri di altitudine. - Fiorisce da maggio a luglio secondo i luoghi: perenne.

Listera ovata R. Brown. - Epipactis ovata Poll.; Ophris bifolia Segu., Poll. herb.! - Dalle zone elevate dei monti, nelle quali cresce copiosissima, scende nei colli, si interna nelle valli e si avanza nella pianura: vive nei prati, nei pascoli e nei luoghi boschivi ombrosi. E così, in tutta la catena del monte Baldo (Calceolari, Pona,. Poll., Goir.); alle sponde del Benaco presso Torri (Rigo) e Lazise (Font.); nella val d'Adige (Ambr., Goir.); nei Lessini, dai pascoli elevati scendendo in tutte le valli dipendenti (Segu., Ton., A. Mass. !, Goir.); nel monte ;Bolca (Goir.); nei dintorni di Verona lungo l'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele (Goir.) e nell'isolotto detto il Pestrino (Poll., Goir.); nei prati di Vigasio (Goir.) e di S. Pietro in Valle (Poll.!). - È in fiore dalla fine di aprile a giugno: perenne.

L. cordata R. Brown. - Rarissima: fu scoperta in monte Baldo nel luogo detto le Busete (2000 m.) dal celebre erbaiuolo Pelizzoni che la comunicò a Fr. Fontana, C. Tonini ed A. Manganotti !: Abramo Massalongo la trovò nel 1849 nei luoghi erbosi e rupestri del monte Maléra sui Lessini! - Fiorisce da giugno a luglio: perenne.



Sub-tribus 2. - Spirantheae.

Spiranthes aestivalis G. L. Hich. - Non comune nei luoghi umidi ed acquitrinosi della Provincia; di preferenza nella pianura; e così presso Legnago (Rocchetti!, Goir.), Bovolone (Poll.), Nogara (Masè!, Rodegher !); alle sponde del Benaco cresce tra Riva e Torbole (Ambr.). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

S. autumnalis C. L. Rich. - Neottia spiralis Poll. - Castagnole. - Cresce, frequentemente gregaria, nei luoghi erbosi, tanto umidi che secchi, dalla regione collina alla pianura: e così nei colli Benacesi (Segu.), a Lazise (Font.), nei dintorni di Torri (Rigo), nella val Sorda sotto al monte Moscal verso Bardolino (Ravignani); presso Rivole e nella valle di Caprino alle Valdoneghe nei boschi di querce (Goir.); nelle vicinanze di Bussolengo (A. Mass.!); nei colli di Sommacampagna ed in Campo marzo di Verona (Lorej, Poll.); nei pascoli del Bosco Mantico (Mang.), ed al Bovo e quivi in società con Colchicum alpinum (Goir.); presso Nogara nella bassa pianura (Rodegher). - Fiorisce in settembre ed ottobre.

Goodyera repens R. Brown. - Poll. fl. et herb.! - Non è specie comune nel Veronese, e compare qua e là, frequentemente gregaria, negli ericeti e nei luoghi selvatici della zona montana superiore e della subalpina: e così in monte Baldo nella valle di S. Zeno (Mang.); nel vallone di Fanta Bui Lessini a nord del Corno d'Aquilio (Goir,); nel monte Bolca (Segu., C. Mass. !). - È in fiore da luglio a settembre: perenne.



Sub-tribus 3. - Malaxideae.

Corallorhiza innata R. Brown. - Cymbidium Corallorhizon Swartz, Poll.! - Rara! vive specialmente nei boschi di faggi e di mughi. Nel monte Baldo in Noveza ed ai Lavaci (Goir.); nei Lessini nel Bosco grande presso Chiesanuova, ai Trachi, a Bocca di Selva (Goir.), presso le Scandole (Poll., Goir.), a Revolto (C. Mass., Goir.). - Fiorisce da giugno a luglio: perenne.



Tribus 4.  -  Ophrydeae.

Sub-tribus 1. - Gymnadenieae.

Herminium clandestinum Gren. et Godr. - Ophrys monorchis L., Poll.!; Orchis trifolia, floribus spicatis herbaceis et Monorchis montana, minima, flore obsoleto, vix conspicuo Segu. pl. veron. cum. ic. II, tab. XVI et III tab. VIII, fig. 8. - Nei pascoli e luoghi boschivi dalla regione montana alla alpina; ora isolato, più frequentemente gregario: in monte Baldo, nella Valfredda, nella valle del Bastion, (Goir.), nella Valbrutta (Poll., Goir.) in Campedello, alla Lonza, ai Lavaci, pian della cenere (Poll,); nei Lessini ai Merli, Spiazzoi, val di Squaranto (Goir.); nel monte Zeola (A. Mass. !) ecc. - È in fioritura da giugno ad agosto: perenne. Il Seguier scrive di aver raccolto questa pianta presso Verona nelle sabbie dell'Adige in vicinanza del Porto di s. Pancrazio: si tratta evidentemente di un qualche individuo quivi trascinato ed abbandonato dalla corrente forse in seguito a qualche piena del fiume.

Bicchia albida Parl. - Orchis albida Scop., .Poll. ! ; Pseudorchis alpina flore herbaceo Segu. pl. veron. III, cum. ic. tab. VIII, fig. 11. - Nei prati e pascoli della zona alpina e subalpina dai confini del veronese col vicentino, al versante occidentale del monte Baldo; scende qualche volta nella zona montana al disotto di 1000 metri!: però non può dirsi specie comune. Qua e là in tutta la catena del monte Baldo (Segu., Poll., Mang., Kellner, Goir.); e così ai Calonei, Montesel, Valfredda, Cerbiol, Lavaci, pian della cenere; nei Lessini in Podesteria, Maléra, Spiazzoi ecc. (Poll.!, Goir.); nel monte Campobrun (Poll. !, Goir.); nel monte Alba (Bordoni, Poll.); nell'alta valle d'Illasi presso la Giazza (A. Mass. !). - È in fioritura in giugno e luglio: perenne.

Gymnadenia conopea R. Brovn. - G. inodora Fries (forma floribus inodoris); Orchis conopsea L., Poll. fi., excl. syn. Segu. O. montana purpurea odorata, et herb. !; O. palmata minor, calcaribus oblongis Segu. pl. veron. III cum. ic. tab. VIII, fig. 7. - Erba dela man, Manine, Zatele, Zatine*, - Variat:
- β albifiora.
Volgatissima nei luoghi erbosi e freschi della intera Provincia: dalla zona montana e subalpina sale alla alpina, scende nelle valli e si spinge a tutta la pianura. (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). La var. α fiori bianchi si incontra, però meno frequentemente, assieme alla forma tipica. - È in fiore da maggio ad agosto secondo la altitudine della stazione, la quale oscilla fra meno di 10 metri e circa 2000 metri sul livello del mare: perenne.

G. odoratissima G. L. Rich. - Orchis odoratissima L., Poll.!; O. palmata angustifolia, minor, odoratissima Segu. pl. veron. III cum. ic. tab. VIII, fig. 6. - In vernacolo porta gli stessi nomi della specie precedente. - Variat:
- β floribus roseis Parl.
- γ floribus albis Parl.
- δ Idae. - "Forma pumila: spica laxa, pauciflora, abbreviata".
Cresce abbondantissima, fra il Benaco ed il confine vicentino, in tutti i monti, nei luoghi rupestri e selvatici, nei pascoli, nei prati, fra i frutici delle zone alpina, subalpina e montana, dalle quali scende nei colli e si spande per la intera pianura: vive in società con la specie precedente, però nelle stazioni molto elevate la sua fioritura è posteriore di un qualche giorno a quella di G. conopea (Segu., Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir.). Le var. β e γ crescono promiscuamente alla forma tipica; la seconda però si incontra assai raramente: la δ in riva all'Adige al piede delle ultime pendici del monte Baldo. - Fiorisce da maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: perenne.

G. conopea X odoratissima. - Non di rado G. conopea e G. odoratissima vivendo in società non è improbabile dieno origine a delle forme ibride: e forse ad una di queste potrebbe riferirsi la pianta descritta da Segujer (pl. veron. III, p. 251) e raccolta da Bordoni sul monte Alba.

Coeloglossum viride Hartm. - Orchis viridis Crantz, Poll. !; O. palmata, odore gravi, ligula bifariam divisa, flore viridi Segu. pl. ver. II cum ic. tab. XV. n. XVIII et tab. XVI, fig. 18. - Manine*, Zatine*. - Nei luoghi erbosi della regione alpina e subalpina scendendo dalle creste più elevate dei monti al disotto dei 1200 metri!: lungo la intera catena del monte Baldo (Poll.!, Tonini !, Rigo, Goir.); nei Lessini alla Sega, Podesteria, Sparavér, Maléra, Spiazzoi, Revolto ecc. (Goir.); nei monti Posta, Campobrun, Passo della Lora (Goir.); nei monti Zeola e Alba (Poll., Goir.). - È in fioritura dalla metà di aprile! ad agosto e settembre secondo la altitudine e le condizioni locali: perenne.

Platanthera bifolia G. L. Rich.; Poll. viag. et fl. (ex parte?) et herb.! - Orchis alba, bifolia, minor, calcari oblongo Segu. pl. vero Il cum ic. tab. XV, n. X. - Castagnole - Variat:
- β laxiflora Reichb.
Frequentissima nei pascoli e nei boschi della regione subalpina e montana, meno frequente nella zona alpina; scende benanco nei colli e nelle valli e si spinge nella pianura: e così in tutti i pascoli e prati del monte Baldo (Poll., Goir.), dei Lessini e dei monti finitimi a questi o da essi dipendenti (Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago e Centro (A. Mass.!); presso Lazise alle sponde del Benaco e nell'Agro Veronese a Guastalla (Poll.); nella bassa pianura a S. Pietro in Valle (Poll. !, Masè). La var. β cresce promiscuamente alla specie nei pascoli e nei prati del monte Baldo e dei Lessini. È in fioritura da maggio a luglio: perenne.

P. chlorantha Custor. - Meno frequente della specie precedente con la quale per lo più cresce in società : p. e. nel monte Baldo ai Cervi, fra Borno e la Prà (Rigo), in Pravazar (Goir.); nei Lessini presso Chiesanuova ecc. (Goir.). - Fiorisce nella stessa epoca della precedente: perenne.

P. Carducciana Goir. N. g. bot. Vol. XV, pag. 332. - Nei Lessini lungo la salita dalla val d'Adige alla Sega. - Giugno.

Traunsteinera globosa Reichb. - Orchis globosa L., Poll.! - Castagnole. - Variat:
- β humilis. - Forma pusilla.
Frequente nei pascoli e prati dei monti veronesi nei quali si innalza al dissopra dei 2000 metri: scende pure nella regione dei colli; più raramente si incontra nella pianura. Nel monte Baldo cresce lungo la intera catena fra l'Adige ed il Benaco, spingendosi a nord fino all'Altissimo di Nago e monte Lastè (1000-2100 m.), (Segu., Poll., Ambrosi, Rigo, Goir.); nei Lessini al Corno d'Aquilio, Podesteria, Maléra, ai Parpari, Chiesanuova ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi nel monte Barbara e presso Badia Calavena (A. Mass. !); a S. Bartolomeo Tedesco e nei monti Alba e Lobbia (Goir.); presso Lazise alle sponde del Benaco (Font.); nell'Agro Veronese al Bosco Mantico (Poll. ?); presso Verona in riva all'Adige al Pestrino (Poll. !), e in questa stazione per fermo accidentalmente: la varietà β è una pianta elegantissima, raccolta nei Lessini sul Maléra (Goir.). - È in fiore da maggio ad agosto: perenne.



Sub-tribus 2. - Angiadenieae.

Sect. 1. Monadenieae. - Serapias Lingua L. ex parte - Rarissima: nella valle d'Illasi presso Centro (A. Mass.!); nel monte Baldo (A. Mass. nell'Erbario centrale a Firenze, senza indicazione di luogo!).

S. longipetala Poll. - S. Lingua L. ex parte; Poll. herb.! - Variat:
- β albiflora - S. Lingua flore albo Font.
Copiosa nei luoghi umidi od acquitrinosi della Provincia, tanto nel piano come nei colli; più raramente nei monti (Segu., Poll.!, Font., A. Mass.!. Mang.!, De Bracht, Rigo, Goir.): A. Massalongo, come risulta dagli esemplari che si conservano presso l'Erbario del museo botanico di Padova, la raccolse sul monte Baldo, cresce benanco nella valle d'Illasi, nei monti sopra Cogolo (Bordoni in Segu.) e presso s. Mauro (Goir.). La var. β, che forse corrisponde alla var. pallidiflora del Todaro, fu rinvenuta da Francesco Fontana presso Lazise sul Benaco. È rimarchevole che nella Provincia veronese questa bellissima specie si trova specialmente distribuita, fra oltre i 200 metri e meno 30 metri di altitudine, alla sua parte occidentale, sopra di una zona che dai piedi degli ultimi contrafforti del monte Baldo, si distende approssimativamente da nord a sud, allargandosi nell'Agro e nella pianura: è pure degno di nota che presso di noi la stessa sembra dimostrare una speciale predilezione per i terreni e le formazioni moreniche. - È in fioritura da aprile a giugno: perenne.

S. longipetala X Orchis Morio Rigo et Goir. - S. Fontanae Rigo et Goir. - Questa forma ibrida venne scoperta da Francesco Fontana nei prati della Bottona presso Lazise alle sponde del Benaco! - Fu raccolta in maggio.

Chamaeorchis alpina C. L. Rich. - Rarissima: in monte Baldo nei luoghi erbosi e fra i crepacci delle rupi nella valle delle pietre, sul versante occidentale del monte a circa 2100 metri di altitudine (Goir. et C. Mass., Agosto 1874). - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.

Aceras antropophora R. Brow. - Questa specie indicata da Segujer nella collina veronese, sembra oggi scomparsa.

Himantoglossum hircinum - Orchis hircina Scop., Poll. !; Orchis barbata, odore hirci, breviore latioreque folio Segu. p1. ver., II, cum ic. tab. XV, n. 1. - Cresce frequente e copiosamente fra il Benaco ed il confine vicentino, nei boschetti e nei pascoli di tutta la regione collina; è più rara nella montana (Segu., Poll., Font., A. Mass. !, Ton.!, A. Mang.!, Rigo, Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Anacamptis pyramidalis C. L. Rich. - Orchis pyramidalis L., Poll.! - Castagnola, Guardaprà, Supa, Aio de can*. - Variat longitudine calcaris ovarium subaequantis vel superantis, et
- β floribus laete roseis. - Orchis purpurea spica congesta flore roseo Segu.
- γ floribus albis Parl.
Frequentissima dalla pianura alla regione montana nella intera Provincia, innalzandosi sin quasi a raggiungere altitudini comprese fra 1200-1300 metri: ama i prati, i pascoli, i luoghi erbosi e soleggiati (Segu., Poll., A. Mass.!, Rigo, Goir.): la var. γ rarissima fu raccolta da Rigo nei colli sopra Torri del Benaco. - Fiorisce dalla metà di aprile a tutto giugno secondo l'altitudine delle varie stazioni: perenne.

Sect. 2. Diadenieae. - Nigritella angustifolia C. L. Rich. - Orchis nigra Poll.!; O. palmata angustifolia, alpina, nigro flore Segu. pl. vero II, cum ic. tab. XV, n. XVII. - Zatine*, Manine*, Vaniglia*. - Variat:
- β rosea Vis. et Sacc. - Orchis nigra var. β Poll. fl. ver.
Dal confine della Provincia veronese col vicentino al fianco occidentale del monte Baldo, frequentissima nei pascoli della regione alpina e subalpina, più rara nella montana: e così nel monte Baldo ai Colonei, Naole, Costabella, Ime, Valfredda, Val brutta, Campedelo, val Losana, Noveza, Cerbiol, Dossioi, Zocchi, Altissimo di Nago ecc. fra 1180 metri e 2196 metri (Segu., Poll.!, Rigo, Goir.); nei monti Lessini al Corno d'Aquilio, Corno mozzo, Podesteria, Maléra, Passo della Pertica, Spiazzoi ecc. fra 1376 metri e 1873 metri (Goir.); nel monte Posta, Campobrun ecc. (Goir.); nel monte Zeola (A. Mass. !, Goir.) ; nel monte Alba (Poll. !. Goir.) ecc. La var. α fiori rosei e porporascenti è più rara, essa si trova qua e là assieme alla forma tipica; p. e. nel monte Baldo in Cerbiol, nei monti Lessini agli Spiazzoi, nel monte Alba (Goir.). - Fiorisce da giugno a luglio; nelle stazioni elevatissime anche in agosto e settembre: perenne.

N. angustifolia X Gymnadenia odoratissima. - N. Heufleri Ker. - Rarissima: raccolta una sola volta in due soli esemplari in monte Baldo, in luoghi erbosi sotto alle Sengie di Valfredda (luglio 1883 Goir.).

Orchis L. - Sub-genus 1. Herorchis Reichb. fil. - Sect. 1. Papilionaceae. - O. rubra Jacq.; Poll. herb! - O. papilionacea Poll. fl. excl. nonn. syn. - Cipressini - Rara: nei luoghi erbosi secchi e nei pascoli sterili dell'Agro Veronese; eccezionalmente nella bassa pianura. - E così nel Bosco Mantico (Poll. !), presso Valeggio (Poll.), nei pascoli di Prebian presso Villafranca (A. Mass. !), nei prati al Bovo presso Cadidavid (A. Mang.!, Goir.), nei prati sotto Custoza (Rigo !), presso Nogara nella bassa pianura veronese (Navi !). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.
Queste ultime tre eleganti specie crescono promiscue nella collina veronese alle Are in un boschetto di querce nella villa del Dr. A. Forti !.

Sect. 2. Moriones. - O. Morio L.; Poll. fi. excl. var. β, herb.! - O. Morio foemina Segu. cum ic. pl. vero II, tab. XV, n. VII. - Testicolo di cane, Gigli caprini. - Salep, Castagnole: il primo di questi nomi è dato più particolarmente dagli erbaiuoli agli ingrossamenti tuberiformi delle radici. - Variat:
- β picta Lois.
- γ rosea. - O. Morio foemina, flore roseo Segu.
- δ alba. - O. Morio var. flore albo Font.; O. Morio foemina fiore albo Segu.
- ε foliis maculatis Parl.
La forma tipica è frequentissima nei pascoli, nei prati aridi e secchi, nel margine dei campi, negli argini, nei dumeti ecc. della intera Provincia, ascendendo dalla pianura sin quasi alla zona subalpina del monte Baldo, dei Lessini e dei monti da questi dipendenti (Segu., Poll., ecc.). La var. β si incontra raramente qua e là in unione alla specie; p. e. presso Giare alle falde del monte Tesoro nei Lessini (Goir.): le var. γ e δ sono piuttosto frequenti; e così presso Verona (Segu.); nel Bosco Mantico, nel colle delle Ungherine ecc. (Goir.); a Lazise (Font., var. δ); nei pascoli dei colli Benacesi (Rigo, var. δ); la ε è stata raccolta da Abramo Massalongo nel monte Barbara presso Tregnago nel luogo chiamato Gazà.! - Fiorisce da marzo a giugno secondo la altitudine: perenne.
- Gli erbaiuoli raccolgono gli ingrossamenti tuberiformi delle fibre radicali per smerciarli ai farmacisti e ai droghieri.

Sect. 3. Coriophorae. - O. coriophora L.; Poll. fl. var. α et berb.! - Cimicciatola. - "Variat colore florum fuligineo vel purpureo". Non è pianta comune: si incontra qua e là, qualche volta in società con la specie seguente, nei prati e nei pascoli umidicci od acquitrinosi, ed anche secchi, della pianura e dei colli; è meno frequente nei monti. E così nel monte Baldo orientem versus (Segu.), al Pestrino in riva all'Adige (Poll., !), nei fossi di Verona presso porta S. Zeno (Segu.), presso Lazise (Poll., Font.), nei prati umidi sopra Torri del Benaco (Rigo), nel Bosco Mantico nell'Alto Agro Veronese, presso Incanale in val d'Adige e sulla destra del fiume, nelle vicinanze di Vigasio (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno perenne. Spica teterrime foetet (Segu.).

O. fragrans Poll. herb. cum. ic. in elem. bot. II, tab. ultima fig. 2. - O. coriophora Poll. fI. var. β; O. Polliniana Spreng. - Castagnole. - Variat:
- α fragrans (Poll.). "Flores odorem florum Mespili monogynae et M. Oxyacanthae fortiter olentes" (Poll.).
- β cassidea M. B.
- γ grandiflora Reichb.
- δ albiflora. "Spica laxiuscula floribus omnino albis".
- ε cornuta Rigo in lit.!
La var. α è copiosissima nei luoghi erbosi e scoperti, nei pascoli e nei prati, tanto umidi quanto secchi, nella parte occidentale della Provincia specialmente, gregaria frequentemente, altre volte isolata (Poll., A. Mang., Font. Rigo, Goir. ecc.); e si trova approssimativamente distribuita sopra quella stessa zona che segna l'area di vegetazione per Serapias longipetala colla quale in molte stazioni cresce promiscuamente!. Le var. β, γ, sono rare e vennero raccolte, ma in pochi esemplari, in luoghi erbosi lungo l'Adige al piede dei monti S. Marco e Cordaspina: la ε per fermo è una forma anomala singolarissima scoperta da Gregorio Rigo che ne raccolse pochi esemplari nei colli Benacesi sopra Torri!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Sect. 4. Militares. - O. ustulata L.; Poll.! - O. militaris pratensis Segu. cum. ic. pl. vero II, tab. XV, n. IV. - Castagnole. - Variat:
- β pauciflora. "Spica depauperata".
Comunissima in tutta la Provincia, nei luoghi pietrosi, nei pascoli, negli argini ed anche nei luoghi erbosi: nella pianura bassa ed alta; nell'Alto Agro; in tutti i colli; nella cerchia stessa della città di Verona p. e. nel giardino del Collegio Angeli; in tutte le valli; alle sponde del Garda; nel monte Pastello, nel monte Baldo; nei monti Lessini, ascendendo dalle falde a tutta la zona montana e penetrando benanco nella subalpina! (Segu., Poll., A. Mang., A. Mass., Rigo, Goir. ecc.); La var. β nel monte Trezzolan. - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

O. tridentata Scop. - O. militaris pratensis, elatior, floribus variegatis Segu. cum. ic. pl. vero II. tab, XV, n. III.- Castagnole. - Variat:
- β sulcata. "Calcare sulco laevissimo percurso".
- γ candidissima.
Comunissima nei pascoli, nei prati, nei margini dei campi, negli argini, più raramente nei luoghi boschivi: dalla pianura e dai colli alla regione: subalpina si incontra, può dirsi, in tutte quelle stazioni nelle quali cresce la specie precedente; della quale però dimostra maggiore attitudine per elevarsi in altitudine. La var. β cresce nei pascoli del monte Baldo; la γ, rarissima, tra Villafranca e Valeggio nei pascoli di Prebian (Goir.). - È in fiore dalla fine di marzo a tutto maggio; in giugno nelle stazioni elevate: perenne. - Forse presso di noi potrà rinvenirsi la forma corrispondente alla var. commutata Todaro.

O. ustulata X tridentata. - Nei pascoli di Prebian superiormente citati, nonchè al margine di un prato nel quale crescevano in società le due specie presso Castel d'Azan (Goir.).

O. tephrosanthos Vill.: Poll. fi. excl. syn. Segu. et herb. ! - O. simia Lam. - Castagnole, Castagnola. - Variat:
- β nivea. - O. tephrosanthos var. β, Poll. !
Comunissima nei prati, nei pascoli; nei boschetti della intera Provincia, dalla bassa ed alta pianura, dall'Alto Agro Veronese e dai colli alla zona montana nella quale diventa più rara (Poll., Masè, A. Mang.!, De Bracht, Tonini!, A. et C. Mass.!, B. Pellegrini, Clementi, Rigo, Goir.). La var. β è rarissima: è stata raccolta presso Valeggio (Poll. herb,!) e nel monte Trezzolan (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio; anche in giugno nelle stazioni elevate: perenne.

O. militaris L.; Poll. excl. syn. Segu. et herb.! - Castagnole. - Comunissima dalla bassa pianura a tutta la regione montana, penetrando benanco nella regione subalpina: cresce nei prati, nei pascoli, nei boschetti di querce, castagni ecc. (Segu.,. Poll., A. Mass., Ton., A. Mang.!, B. Pellegrini, Rigo, Goir. ecc.). - Fiorisce nei mesi di aprile e maggio nelle stazioni basse; in giugno nei luoghi elevati: perenne.

O. tridentata X militaris. - Qua e là nelle stazioni nelle quali le due specie crescono promiscuamente.

O. purpurea Ruds. - O. fusca Iacq.: Poll. fl. ver. et herb. !;. O. militaris major Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV, n. II. - Castagnole. Variat:
- β alba. - O. fusca flore albo Fr. Font.
Nei luoghi boschivi, nei cespugli e nei pascoli specialmente della zona collina e montana copiosamente: meno frequente si incontra nella pianura. E così alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno e Castion (300-500 metri Poll.) ed a quelle meridionali a Pazzone (30 metri Rigo); Lazise sul Benaco (Poll., Font.); Rocca di Garda (Rigo); Ospedaletto, S. Ambrogio, Grezzana (Segu., Poll.); presso Tregnago nel Bosco di Ferrari (A. Mass.!, Da Campo !), e nel monte Precastio (Goir.); nei boschi lungo l'Adige; presso Guastalla veronese; sui due versanti del monte Baldo alle falde del monte stesso; nel monte Pastello sopra Cavalo e Fumane; nel monte Tondo (m. 640) ed altrove nei Lessini; nel colle delle Ungherine ed in tutti gli altri colli prossimi a Verona; nel monte Trezzolan; presso Montorio, Marcellise, la Mosela (m. 92); nel vaio di Squaranto; a Castagnè; presso Monteforte, Costalunga, Roncà, Soave; nel monte Bolca ecc. La var. β è rarissima: fu scoperta da Francesco Fontana presso Lasize sul Benaco. - Fiorisce da aprile a maggio ed anche in giugno: perenne.

Sub genus 2. Androrchis Reichb. fil. - Sect. 1. Provinciales.
- O. provincialis Balb. - Rarissima: scoperta primieramente da A. Massalongo nel monte Baldo, come risulta dall'esemplare che si conserva nell'Erbario centrale di Firenze, ma senza indicazione di luogo!: nei colli di Valpantena sopra le Stelle (Goir.); nei Lessini sotto a Cerro Veronese (800-600 m.) verso il vaio di Squaranto (9 maggio 1890, Goir). - È in fiore in maggio: perenne.

O. laxiflora Lam.; Poll. fl. et herb.! - Castagnole. - Variat:
- β bifida.
- γ brevifolia Tin. ?
Luoghi acquitrinosi della pianura: più raramente nei colli. Presso Legnago, Nogara, Vigasio ecc. (Poll., Rocchetti, Masè, (Goir.); nei prati lungo le rive del Mincio a Valeggio (Poll.), Monzambano e Salionze (Rigo); Peschiera (Goir.); nei colli Benacesi e in vicinanza delle rive del lago, presso Garda (Rigo), nella val Volpara (Rigo, Goir.), sopra Torri (Rigo), a Riva (Fleischer, Gelmi, Porta); nella val d'Adige sotto Rivole, e lungo il corso del fiume presso Incanale, la Caseta ecc. (Goir.). La var. β cresce assieme alla forma tipica; la var. γ, riferita dubitativamente alla var. brevifolia di Tineo, presso Peschiera (Goir.). - È in fiore dalla fine di aprile a tutto giugno: perenne.

Sect. 2. Masculae. - O. pallens L.; Poll. fl. et herb.! -
O. bulbosa, floribus favescentibus Segu. cum. ic. pl. ver. III, tab. VIII, n. III. - Fra il confine della Provincia veronese colla vicentina ed il lago di Garda, si incontra qua e là, per lo più gregaria, nei boschi ed anche nei pascoli della zona montana; qualche volta scende nella collina: però non è molto comune. Alle falde occidentali di monte Baldo nei boschetti sopra Torri del Benaco nel luogo detto le Sorti e nella val Volpara (150-200 m.) Rigo); nel monte Pastello (Mang., Goir.); nei Lessini presso Velo (1292 m.), Roverè di Velo (842 m.), presso Bosco Chiesanuova (900-1000 m., Goir.); nella valle Orcana presso S. Bartolomeo Tedesco (Segu.). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

O. speciosa Host. - O. mascula Poll. fl. et herb.! - Castagnole, Salep. - Stirps poJymorpha variat:
- α genuina.
- β acutiflora Koch.
- γ macrostachya.
- δ brachystachya.
- ε maculata - O. Morio mas, foliis maculatis, Segu.
- ξ immaculata.
- η rosea. - O. Morio mas, foliis non maculatis flore roseo Segu.
- φ alba. - O. morio mas, foliis non maculatis flore candido Moren. herb.
Comunissima: dai pascoli elevatissimi del monte Baldo, dei Lessini e dei monti confinanti o dipendenti da essi scende ai monti minori ed ai colli, ed internandosi nelle valli si avanza nella pianura veronese, nella quale però si incontra assai raramente (2000-15 m.): e così in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale (Goir.) ; nel monte Pastello (Mang., Rigo, Goir.): in tutta la catena dei Lessini (Goir.); nel monte Bolca ed in tutti i monti che separano il Veronese dal Vicentino (Goir.); nelle valli d'Illasi, di Squaranto, del Falcone ecc. (Goir.); nella Valpantena sin presso Grezzana (Segu., Ton., Goir.); e nella bassa pianura presso Nogara (Rodegher) e Isola della Scala (Goir.). Tutte le forme o varietà sopra citate crescono promiscuamente! - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

O. Spitzelii Saut. - Rarissima: nel monte Baldo sotto la Colma di Malcesine (Leybold), ed inoltre nei boschi di faggio al Trét de Spin ed ai Zocchi (Porta). - Fiorisce in giugno e luglio.

Sect. 3. Sambucinae. - O. sambucina L.; Poll. var. α - O. palmata pratensis latifolia, longis calcaribus, flore albo, et O. palmata, lutea, floris labio maculato Segu. cum. ic. pl. ver. III, tab. VIII, fig. 5. - Variat:
- β purpurea Koch. - O. sambucina Poll. var. β excl. syn. L.
Si incontra copiosamente nei prati e nei pascoli dalla regione montana alla subalpina; frequentemente nei luoghi scoperti dei boschi di faggio. E così nel monte Baldo è segnalata da tutti i botanici che hanno perlustrato il Veronese (Segu., Poll.. Vis., Ton.!, Mang., Ambr., Rigo, Goir. ecc.), a Campedello, Valfredda; Naole, Ime, Lonza, Noveza, Novezina, Cerbiol : cresce pure in tutta la catena dei Lessini; p. e. Bosco di Chiesanuova, Roverè di Velo, Velo, Trachi, Bocca di Selva, Maléra ecc. (Goir.); nei monti che separano il Veronese dal Vicentino, p. e. nel monte Lobia (Segu., Goir.). Le due varietà crescono promiscuamente. - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

Sect. 4. Maculatae. - O. maculata L.; Poll.! - O. palmata montana maculata Segu. cum. ic. pl. vero II, tab. XV. n. XVI. - Erba dela man, Zatele, Manine, Zatine, Scarpete dela Madona*. - Frequentissima: dalla zona alpina e subalpina scende nella montano, e benanco nella collina, internandosi nelle valli ed avvicinandosi alla pianura: ama i prati, i pascoli, i luoghi boschivi. - Nel monte Baldo in tutta la catena: lungo la salita da Brentino al Santuario della Corona (Poll., Goir.); presso lo, Ferrara, in Ime ecc. (Goir.); val di Borno (Rigo); la Lonza, Novezina, Noveza, Artillon ecc. (Goir.); nel monte Pastello (Poll., Goir.); nei Lessini presso S. Anna, Molina, Erbezzo, Chiesanuova ecc. (Goir.); nel vaio del Falcone, dell' Anguilla ecc. (Goir.); presso la Giazza, Tregnago (A. Mass.!, Goir.); nel monte Lobia (Goir.) ecc. - Fiorisce da maggio a luglio: perenne.

O. incarnata - O. latifolia Poll. herb.! et fl. ver. an ex parte? - Nei luoghi palustri e nei prati umidi della, pianura e dell'Alto Agro Veronese: in generale però non molto comune. - Lungo l'Adige; nei dintorni di Verona al Pestrino (Poll.), S. Pancrazio, Lazzaretto, Campomarzo sotto al muro lungo, presso S. Michele, Campalto, Giarone, S. Giovanni Lupatoto, Belfiore di Porcile ecc. (Goir.); Legnago, Villa Bartolomea ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

O. Traunsteineri Saut. - In unione alla precedente presso Legnago?

Ophrys L. Sect. 1. Araniferae. - O. Aranifera Huds. Poll. herb.! et fl. ex parte. - O. fucum referens flore subvirente et O. fucum referens major, foliolis superioribus candidis et purpurascentibus Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV, n. XIII et tab. XV, n. XIV (mala.). - Colombine. - È la specie più frequente del genere e forse della famiglia: essa si incontra in tutta la Provincia, per lo più gregaria, nei prati, nei pascoli, nei luoghi erbosi ed anche nei boschetti, specialmente di querce, tanto nella pianura e nell'Agro Veronese, come nei colli ed anche nella regione montana spingendosi fino a circa 900 metri di altitudine: p. e. monte Beloca (830 metri A. Mass.!) e presso Chiesanuova (Goir.). - Fiorisce prima fra tutte le Orchidacee veronesi, ed a seconda della altitudine da marzo a maggio: perenne.

Sect. 2. Apiferae. - O. apifera Huds.; Poll. fi. et herb.! - O. araneam referens rostro recurvo Segu. curno ic. pl. ver. III, tab. VIII, fig. 2. - Vesparia. - Colombine. -
Poco frequente; si incontra qua e là nei luoghi erbosi dei colli e dei monti minori, ed anche, ma più raramente, nella pianura. - Nella collina veronese fra Poiano e Valdonega (Segu.); presso Grezzana (De Bracht., Ton.!); Avesa (Poll.); colline di Montorio (Poll., Goir.); fra la Valpantena ed il vaio di Squaranto nel monte S. Fenzo (Goir.); nel monte Viacara presso Tregnago (A. Mass. !); nella val d'Adige sotto al monte S. Marco presso la Caseta e sotto Rivole (Goir.); nella val di Caprino (Goir.); Bulle rive del Benaco a Lazise (Poll.!, Font.), Scaveaghe (Goir.); Rocca di Garda e Costermano (Rigo!); nei fossi della città di Verona (Pollini) e presso l'Adige al Pestrino (De Bracht); nello. bassa pianura a S. Pietro in Valle (Masè). Tutte le stazioni indicate in questo luogo sono comprese fra 15 a 591 metri di altitudine - Fiorisce dalla fine di aprile a giugno: perenne.

Sect. 3. Speculiferae. - O. Bertolonii Moret. - O. aranifera Poll. fi. ex. parte. - Colombine. - Questa bellissima specie cresce copiosissima nei prati e nei pascoli della intera regione collina e della montana inferiore: si incontra pure nell'alta pianura veronese. - E così a S. Pancrazio e S. Massimo presso Verona; in tutti i colli prossimi alla città; in tutte le collinette moreniche della campagna veronese; nella Valpantena e nei monti circostanti, Romagnano, Zago ecc.; nei colli di Montorio; nel monte Trezzolan; nella valle d'Illasi ecc; nel monte Pastello presso il fortilizio di Ceraino ecc.; nell' anfiteatro morenico di Rivole; alle falde del monte S. Marco e nei luoghi erbosi lungo l'Adige (Goir.); nei colli Benacesi sopra Marciaga, Albisano, Torri ecc. (Goir.): tutte le stazioni enumerate oscillano fra 85 a 620 metri di altitudine. - È in fiore dalla seconda metà di aprile a giugno: perenne.

Sect. 4. Tenthrediniferae. - O. Arachnites Host.; Poll. viag. fl. et herb.! - O. araneam referens Segu. cum. ic, pl. ver. III, tab. VIII, fig. 1. - Fior-mosca, Formicone. - Colombine. - Prati e pascoli della pianura e dei colli: penetra anche nella regione montana. - E così nella valle d'Illasi presso Giazza (Goir.), Cogolo (Bordoni ex Segu., Goir.); in Valdonega presso Verona; a Guastalla, Ospedaletto (Poll. herb. !), Novare (Poll.); nei colli veronesi (De Bracht, Goir.),. a Fradér presso Torri, Marciaga!, Costermano, Salionze (Rigo); alle sponde del Benaco a Scaveaghe (Goir.), Cisano (Rigo), Lazise (Font., Rigo); nella valle dell'Adige alle falde del monte Pastello presso Ceraino; fra Villafranca e Valeggio; nei prati di Prebian; alle falde dei Lessini presso Lughezzano e più in alto lungo la strada che conduce a Chiesanuova (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.

Sect. 5. Musciferae. - O. muscifera Huds. - O. myodes Iacq.; Poll. fl; et herb. ! - Pecchie. - Non comune: si incontra qua e là isolata tutto al più in gruppi di pochi individui, nei luoghi erbosi e boschivi della zona collina e montana dalle sponde del Benaco al confine orientale della Provincia. - E così a Campitelo, le Sorti ecc. sopra Torri del Benaco (Rigo), ed ancora nei colli Benacesi sopra Albisano (Goir.); alle falde del monte Baldo presso Brentino (Mang.!); presso Tregnago (A. Mass.!); nei pascoli presso S. Anna d'Alfaedo (939 ,m.); nella Valpantena; lungo la strada che conduce da Avesa al Maso presso Calserega, Maseto, bosco del Romitorio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.



Tribus 3.  -  Cypripedieae.

Cypripedium Calceolus L.; Poll. viag. fl. et herb.! - Farfallone. - Rarissimo in luoghi erti, scoscesi selvatici: nel monte Baldo sul versante orientale nella valle d'Artillon (Pona), e sull'occidentale verso Malcesine (Pona, Segu.) e specialmente lungo lo scosceso sentiero di Ventrar (Poll.!, esemplare raccolto nel 1811) ed inoltre nel 1uogo chiamato l'Ortal del Deorsil (1400-1500 m., Rigo 20 giugno 1882!): nei Lessini presso Roverè di Velo (A. Mass.!). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
Sino a tempi a noi vicinissimi coltivavasi nelle Serre la Vanilla, e non infrequentemente la fruttificazione raggiungeva il suo completo sviluppo. - Oggidì negli appartamenti e nelle serre vengono, a scopo di ornamento, coltivate non poche specie esotiche della famiglia delle Orchidacee.







































































CLASSIS III  -  DICOTYLEAE.

FAMILIA I.  -  IUGLANDACEAE.

Iuglans L. - Iuglans regia L. Poll. - Il noce la pianta, La noce il frutto. - Nogara (la pianta), Nose il frutto. - Variat:
- α praecox. - I. regia var. tenera Loud, - Nose lugliana*.
- β serotina. - I. regia var. sclerocarpa Spad.- Nose tardiva *.
- γ maxima Hort.
Albero oriundo di Persia, introdotto nel Veronese da epoca remotissima, essendosi rinvenuti frammenti dei gusci delle noci nello strato archeologico fra le palafitte del Garda a Peschiera ed al Bor presso Pacengo! - Una volta serviva nel Veronese da tutore alle viti: abbandonata, e molto saviamente, questa usanza, oggidì il noce è quasi totalmente scomparso dalla pianura e cacciato in bando nei monti nei quali, naturalizzato o quasi, vive prosperoso fra il Benaco ed il confine vicentino fino a toccare altitudini prossime a 1000 metri; per esempio nei Lessini a S. Anna d'Alfaedo, Fosse ecc., e nel monte Baldo a Spiazzi, Campedello ecc. (Goir.): a Verona in Campomarzo: presso Caprino in luoghi innondati dal torrente Tasso e rimasti incolti si trova allo stato di cespuglio. I campagnoli e coltivatori veronesi distinguono la var. α a guscio tenero e fragilissimo (Noyer Mésange dei frutti cultori francesi) e la var. β a guscio duro, consistente, bitorzoluto. - Fiorisce in aprile e maggio: le noci sono mature, nella var. α sin dal fine di luglio ed in agosto; nella var. β in settembre ed ottobre: il proverbio veronese dice che da Santa Maria Madalena (22 luglio) la nose l'è piena. - La var. γ è coltivata nei giardini.
Il legno del Noce è adoperato per le masserizie di casa ed altri usi: la scorza delle radici e dei rami, nonchè il mallo, serve a tingere di scuro. Le noci danno un olio eccellentissimo per condimento, per ardere e per uso della pittura.

Iuglans nigra L. - Noce d'America* - Oriunda dell'America del Nord, è coltivata quale pianta ornamentale: ma qualche volta si incontra sporadica! - Somministra ottimo legname.



FAMILIA II.  -  SALICACEAE.


Salix L. - Salix babylonica L. Poll. - Salcio piangente. - Salice piangente*, Salgar d'America (Poll.). -
È coltivata soltanto la pianta femmina; questa quasi naturalizzata si trova in val di Mezzane (Goir.), e tale la segnala pure a Rovereto lungo l'Adige il signor De Cobelli. Aprile-maggio: albero venuto dal Levante.

S. alba L., Poll. - Salcio. - Salgar - Variat:
- α typica.
- β vitellina (L., Poll.) - Salcio da legare. - Stropar, Stropari, Stropar zalo: Strope si chiamano i rami flessibili, di un anno, adoperati come legaccio.
- γ coerulea (Sm.).
- δ splendens (Bray).
Ovunque spontaneo o coltivato, dal piano ad altitudini anche elevate, al margine dei campi, lungo i fossi ed i corsi d'acqua, nelle sabbie e nelle ghiaie dei fiumi e dei torrenti: albero, qualche volta frutice. La var. α cresce ovunque: la var. β è per lo più coltivata; si incontra però qua e là, inselvatichita, a Verona lungo l'Adige, nella Valpolicella, nella Valpantena. ecc.: la γ assieme alla forma tipica della quale è una leggera variazione: la δ lungo l'Adige in un bosco sotto al muro lungo. - Marzo-aprile.
Sono notissimi gli usi svariatissimi del Salcio comune: solo si ricorda che da pochi anni a Villabartolomea, lo stesso alimenta, e con ottimi risultati, una nuova industria, quella della preparazione del trucciolo. La corteccia del Salcio comune ha un sapore amaro ed astringente e gode di proprietà mediche speciali, dovute alla Salicina scoperta nel 1825 da Francesco Fontana farmacista a Lazise sul Garda.

S. fragilis L. - Raro, e forse accidentalmente (Marzo 1871), in Campomarzo di Verona, nei luoghi inondati da l'Adige in occasione di piene (Goir.). - Marzo-aprile.
Nell'opera edita a cura del Ministero di Agricoltura (anno 1873) col titolo Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, si assegna al Salcio fragile il nome veronese di Salgar gentile: tale denominazione non può essere accettata, trattandosi di pianta punto nota; d'altronde la stessa è la pura traduzione vernacola di Salcio gentile, altro nome italiano di S. fragilis.

S. amygdalina L. - Salcio o vetrice da far ceste, - Stropar, Salgal'*. - Variat:
- α discolor Koch. - S. amygdalina Poll., il quale però non lo indica nel veronese.
- β concolor Koch. - S. triandra Poll.
- γ alopecuroides Tausch, (Rchb. ic. fI. germ. et helv.).
- δ ligustrina Host., (Rchb. l. c.).
- ε tenuijulis . Anders. in Dc.
- ξ crassijulis Anders. 1. c.
Queste sei varietà, la α con le sottovarietà latifolia, angustifolia, microphylla e la β con le sotto variet%agrave; latifolia e angustifolia, crescono presso Verona lungo il corso dell'Adige specialmente nelle sabbie depositate dal fiume. La var. β, che è la più frequente, si incontra copiosamente lungo il Mincio, il Tartaro, ecc.; nei prati torbosi della pianura, nei luoghi paludosi, e persino nelle risaie; alle sponde del Garda; nella val d'Adige; nel monte Baldo a Salzan, Basiana, la Ferrara ecc. (Goir.) : il Pollini la segna pure a Brentonico. - Fiorisce in aprile e maggio; qualche volta in marzo. - È adoperato per far ceste ed altri lavori ed anche come riparo ai fiumi.

S. incana Schrnk. - S. riparia W., Poll. - Vetrice bianca. - Borghignon * nelle vicinanze di Verona; Ginesca* nella Valpantena; Baize* nell'alta valle d'Illasi; Marin* nel monte Baldo. - Frutice od albero, cresce nelle siepi, nelle ghiaie dei torrenti ecc. dal piano ad altitudini prossime a 1300-1500 metri; qualche volta nelle paludi od al margine delle risaie. - Presso Verona nelle sabbie d'Adige e lungo tutta la valle percorsa dal fiume; nella Valsorda sotto Affi ed il monte Moscal (Goir.): alle sponde del Garda a Lazise ed altrove (Poll., De-Bracht, Goir.); nel monte Baldo presso Gamberone, S. Marco, pian della cenere (Goir.) ; Tolghe, Canalete, valle Aviana, Campione, Acque negre (Poll.); val delle Sorne (Heufler): è meno frequente nella Valpolicella, abbondantissimo invece in tutta la Valpantena da Grezzana procedendo a nord verso Lugo ecc. e nel tempo stesso ad oriente alle Giare, Costoli, Lotrago, monte Zovo ecc.; nella valle di Squaranto, nella valle d'Illasi ecc. (Goir.) - Marzo-aprile.
Serve egregiamente a difesa dei torrenti, ed è pure adoperato a far vinchi da paniere, vestir fiaschi, far culle da bambini; stante la loro fragilità i rami non possono servire come legacci, quindi i campagnuoli della collina praticano di frequente su S. incana innesti di S. vitellina e S. amygdalina.

S. incana x - Presso Verona nelle sabbie d'Adige e nella Valsorda.

S. viminalis L., Poll. - Vimine. - Stropar, Agorino*, e nel monte Baldo Salice Borgogna*. - Originario dell'Europa centrale, ed Asia boreale, centrale ed occidentale media, è coltivato in quasi tutta la pianura al margine dei fossi e dei campi; ma quasi selvatico si trova lungo tutto il corso dell'Adige presso Parona, a Settimo veronese, Pescantina ecc.; nella Valpantena sull'altipiano di Lotrago ivi certamente introdotto da molto tempo; alle Valdoneghe in val di Caprino, nel paese istesso nonchè fuori di questo alla Campagna; a Castione veronese alle falde del monte Baldo e, più in alto, presso Braghizola in una fossa e sotto Vezzane presso al torrente (Goiran). - Marzo-aprile.
Le gorre o vermene del Vimine servono a far cestelle, panieri, corbe, gabbie: la pianta è adoperata quale porta innesto di S. Vitellina !.

S. cinerea L. - S. ambigua et S. acuminata Poll. - Salgar salvadego* nei dintorni di Verona, e Salgarela* sul monte Baldo; ove in generale si dà questa denomizione alle specie ed alle forme nane del genere Salix !. - Variat:
- β acquatica Sm.
Frutice od alberetto che dalla pianura e dalle Valli grandi veronesi !, sale alla regione subalpina in tutti i nostri monti: presso Verona lungo il corso dell'Adige, nella collina veronese ad Avesa, nella Valpolicella a Negrar ecc., nella Valpantena presso Grezzana, nella valle d'Illasi, nel monte Bolca, nei Lessini, nel Pastello (Goir.); nel monte Baldo alla Lonza, a Campedello, Val brutta, Valfredda (Poll.); alle sponde del lago di Garda (Poll.) - La var. β colla specie qua e là. - Fiorisce da marzo a maggio secondo la altitudine.

S. Caprea L., Poll. excl. var. β. - Salice, Salicone. - Salgar*, Salgar bastardo*, Salgarela* e Salgarele* (le piante nane), Gatolar, Gatoli, Subiolar; Monini*: questa ultima denominazione nella valle dell'Adige, alle falde del monte Baldo a Brentino, Rivalta, Belluno ecc. e dei monti Lessini a Dolcè, Peri, Ossenigo, ecc. ! - Variat:
- β parvifolia Rchb. icon. ecc.
Frutice e frequentemente albero, vegeta nei luoghi ombrosi e lungo i torrenti, in tutti i collie monti e nelle loro convalli ed anche nel piano; per esempio lungo l'Adige presso Verona (Goir.,) alle sponde del Garda presso Lazise (Fontana): ad ogni modo preferisce i luoghi montani e subalpini (Pona, Segu., Poll. ecc.), La. var. β lungo l'Adige nelle sabbie e presso la Ferrara in monte Baldo (Goir.). - Fioritura: Marzo-aprile nelle stazioni basse: Aprile-maggio nelle più elevate.

S. grandifolia Sev. - S. aurita et S. polymorpha Poll. - Salciaccio. - Monini* e probabilmente gli altri nomi propri alla specie precedente: nell'opera Nomi volgari ecc. superiormente citata Salgar de palude (?). - Frutice od arboscello: nei luoghi boschivi e lungo il corso dei torrenti delle zone montana e subalpina. E così nel monte Baldo presso la Ferrara (Goir,), alle Acque negre e Campion (Poll., Goir.), val delle Sorne (Heufler); nei Lessini lungo la Liana, alla Sega: ecc., nei dintorni di Revolto, nella valle di Illasi ecc. (Goir.). - Aprile-maggio.

S. hastata L., Poll. - S. Pontederana Poll. viag. - Salgarela. - Piccolo frutice, però non comune, dei luoghi selvatici elevati. Nel monte Baldo alle Acque negre (Poll., Goir.), all'Altissimo di Nago (Heufler): nei monti Lessini, cime del Pastello: alta Valpantena nel vaio dell'Anguilla sotto alla Podesteria, cima: Malera, Revolto; nel monte Zeola ecc. (Goir.) - Giugno-luglio: specie prossima alla seguente colla quale alcune forme si possono facilmente confondere!

S. nigricans Sm. - S. phylicifolia L.; S. vulfeniana Poll. - Salgar, Salgarela, Salgar salvadego - Specie eminentemente poliforma (conf. Anders. in Dc. prodr. pars. XVI, aect. posterior p. 241). - Frutice o alberetto da 1 a 7 metri, cresce copiosissimo e frequentemente gregario in tutti i monti veronesi fra il Garda ed il confine vicentino, di preferenza nello zone elevate. Nel monte Baldo (Poll., Ian., De Bracht), in tutte le valli che solcano i due versanti, Naole, Valfredda, Acque negre, pian della cenere, la Ferrara, la Corona ecc. fra 800-2000 metri (Goir.); nei Lessini alle cime del Pastello, Corno d'Aquilio, Corno mozzo, Podesteria, Revolto ecc. (Goir.) ; nel monte Zeola (Goir.) ecc. Si incontra pure qualche volta al confine della zona collina, per esempio nei Lessini lungo la via del Rosaro presso Cerro!. - Aprile-luglio, secondo la altitudine.

S. repens L., Poll. - Variat:
- β fusca Sm.
Piccolo frutice in parte sdraiato sul suolo. La specie e la varietà crescono, ma rare assai, in monte Baldo nei pascoli di val Losana e di Noveza (Goir.). - Maggio-giugno. - Non si crede inserire in questo luogo S. ambigua Ehrh, ritenuto dagli autori come un ibrido tra S. repens e S. aurita (che non cresce nella nostra. zona botanica) ovvero S. cinerea, sebbene sia da alcuni scrittori indicato nel Veronese, probabilmente perchè il Pollini lo enumera, Fl. vero III, p. 162, fra i salici veronesi. Ma il Pollini è nel dubbio, come è dimostrato dal segno? che fa seguire al nome della pianta (S. ambigua Ehrh. ?), e dal sospetto possa trattarsi di S. cinerea: alla determinazione della pianta veronese in S. ambigua il Pollini sarebbe stato indotto dallo Sprengel: da ultimo la distribuzione indicata di questo salcio nel Veronese, esclude in via assoluta. possa trattarsi della pianta in quistione.

S. angustifolia Wulf. - Piccolo frutice, considerato come una varietà del precedente, raccolto dall'Heufler nel monte Baldo sopra Brentonico verso l'Altissimo (über Brentonico gegen den Altissimo Hsmn. Fl. von tir. p. 794).

S. Myrsintes L., Poll. - Variat:
- α genuina Rchb . - β arbutifolia W. - γ lejocarpa Rchb. La forma genuina e le var. β e γ di questo piccolo frutice crescono nelle zone elevate delle alpi veronesi!: nel monte Baldo al Coal santo ed in val Losana (Goir.), alla Lonza ed in Noveza (Segu.), nelle valli alpine prospicienti il Benaco (Poll., Goir.); nel monte Posta ed alla cima di Zeola (Goir.). - Giugno-agosto.

S. purpurea L. - S. monandra Poll. - Vimini (Bertol.) Senocela* presso Verona: nell'opera Nomi Volgari ecc. Stropar rosso, Salgar porporo, denominazioni che sono la pura traduzione vernacola del nome tecnico. Variat:
- β Helix (L.).
- γ Lambertiana (Sm.).
- δ angustissima.
Frutice, qualche volta alberetto! glaberrimo, per lo più cespuglioso, sommamente polimorfo: abbonda lungo l'Adige ed i torrenti in tutta la Provincia dalla pianura alla zona montana. E così a Legnago, Albaredo, S. Giovanni Lupatoto, Verona ecc.; nella val d'Adige alle falde del Pastello fra Ceraino e Dolcè ecc.; fra Costermano e Garda nella valle dei Molini; nel monte Baldo alle sue falde in Valticina presso Castione veronese, a Brentino, Rivalta, Belluno ecc., e più in alto nel colle S. Marco, nella valle del Pissol, nel letto ed alle sponde del torrente Tasso e dei suoi affluenti, lungo la via ai Lumini ecc. (Goir.); valle delle Sorne (Heufler.). La var. β nelle sabbie lungo l'Adige e qualche volta coltivata; la γ e la δ qua e là colla pecie (Goir.). Non sarà difficile rinvenire le forme rispondenti a S. carniolica e S. mirabilis. - Fiorisce da febbraio a maggio secondo l'altitudine delle stazioni. Serve comunemente per far panieri, ceste ecc.

S. purpureo x cinerea Wimm. - S. Pontederana Schl. - È indicato nel monte Baldo da Ball.

S. purpureo x viminalis Wimm.? - Forse nella Valticina presso a Castione veronese ed in vicinanza a Boi alle Fornase (Goir.).

S. glabra Scop. - S. coruscans Poll. - Piccolo frutice che non di rado cresce in società con S. nigricans, per esempio in monte Baldo alle Acque negre (Poll., Heufler.). - Giugno-luglio.

S. Arbuscula L., Poll. - Salgarela - Piccolo frutice; dalla zona montana elevata alla subalpina ed alla alpina: nel monte Baldo sopra Malcesine (Ambrosi), in Monmaor (Heufler), Valfredda, Valvaccara ecc. (Goir.); al Corno mozzo nei Lessini e nel monte Zeola ecc. (Goir.). - Maggio-giugno.

S. reticulata L., Poll. - Piccolo ed, elegante suffrutice proprio dei pascoli sassosi e rupestri fra 1700-2200 metri: nel monte Baldo lungo le creste da Costabella sin oltre l'Altissimo di Nago e nelle sottostanti vallate, specialmente nel versante occidentale; nei Lessini a Velo, cima di Maléra ecc.; nei monti Posta e Campobrun (Goir.). - Luglio-settembre.

S. herbacea L., Poll. - Piccolo e raro suffrutice fra le fessure delle rupi elevatissime: nel monte Baldo nelle valli delle pietre, degli ossi, dritta ecc. ed all'Altissimo di Nago (Poll., Goiran); il prof. A. Manganotti lo raccolse sui Lessini. - Luglio-settembre.

S. retusa L., Poll. - Piccolo e grazioso suffrutice che cresce copiosamente in tutte quelle stazioni nelle quali vive S. reticulata, tanto sul monte Baldo quanto sui monti Lessini ecc., e fiorisce e fruttifica nella stessa epoca di esso (Segu., Poll., Goir. ecc.). - Variat:
- β Kitaibeliana (W.). Forma major. - S. retusa var. β Poll. - Qua e là colla specie.
- γ angustifolia Ces. in lit. - Ove la varietà precedente.
- δ serpillifolia (Scop.). - Piuttosto rara: nel monte Baldo in Costabella (Goir.) val degli ossi (De Bracht., Goir.) ecc.; nei monti Lessini alle Gozze (Goir.).

Populus Tournef. - P. alba L., Poll. - Gattice. - Albara bianca, Albara mata., Albara argentina *. - Variat:
- α arborea.
- β arbuscula.
Albero (var. α) alto sino a 10-20 metri, o frutice (var. β) basso e più o meno cespuglioso, cresce in tutta la Provincia, frequentemente isolato, od in piccoli gruppi (var. β): dalla pianura e dall'Alto Agro Veronese, per esempio presso Verona lungo l'Adige, Sandrà ecc. risalendo le valli che frastagliano la parte montuosa s'innalza sui colli e sui monti nella. Valsorda, a Rivole veronese, Caprino, Pesina ecc., Ceraino alle falde del Pastello, Saline nella valle d'Illasi, monte Tondo nella Valpantena ecc. sino a toccare altitudini prossime a 1000 metri nel monte Baldo sotto ai Crosati, a Pràbestemià, ai Cervi (Goir.). Tanto la varietà α quanto la β si incontrano sotto le due forme argentea e grisea (A. Wesmael in Dc. prodr); si incontra pure frequentemente una forma microphylla. - Marzo-aprile.

P. canescens Smith. - P. hybrida (M, B.; P. alba X tremula Wimm. - Raro: luoghi sabbiosi a Rivole veronese, alla Colombarola presso a Costermano, (Goir.), ed al margine di un fossato al confine della Provincia veronese con la mantovana (Masè !), nella val d'Adige presso il forte di Incanale!, ed in riva al fiume alla Perarola !

P. tremula L., Poll. - Tremolo - Piopa, Piope, Albara bastarda, Albara salvadega, Albere, Alberele mate, Alberele salvadeghe o salveghe. - Variat:
- α typica.
- β villosa Lang.
- γ parvifolia. "Frutex humilis; foliis triplo vel duplo minoribus quam in forma typica."
Solitario ovvero in società, albero, arbusto, frutice, si incontra in tutti i colli e monti e nelle loro convalli, innalzandosi sino alla zona subalpina: raramente si incontra nella pianura!. La var. β nelle convalli della zona veronese, per esempio sopra Avesa, nel monte Baldo al Gazo ed ai Lumini (forma macrophylla), tra la Salveregina ed Ime ecc.; la γ in monte Baldo presso l'Altissimo di Nago (Goir.). - Marzo-aprile.

P. nigra L., Poll. - Pioppo. - Albera (Segu.), Albara, Piopa. - Variat:
- α typica.
- β italica Dur. - P. pyramidalis Salisb., P. fastigiata Poll. - Pioppo cipressino. - Albera pino (Segu.), Piopa pigna.
La forma tipica cresce ovunque dal piano alla zona subalpina, spontanea o coltivata, specialmente lungo l'alveo dei fiumi e dei torrenti ed al margine dei fossati. Albero, qualche volta frutice: un esemplare veramente gigantesco si osserva sul monte Baldo in Piore alla estremità meridionale della catena, a circa 1000 metri di altitudine, e quasi per contrasto, ne fu raccolto uno alto appena pochi centimetri sopra uno dei gradini dell'Arena in Verona; la var. β, ritenuta originaria dell'Oriente e frequentemente coltivata, vive assieme alla α; per esempio nell'alta Valpantena oltrepassati i Belori, da Dorighi e Spionca sin sotto al ponte di Veja (Goir.). - Marzo-aprile.
Il legno dei pioppi serve a diversi usi: non resistendo all'umido è principalmente adoperato per lavori al coperto o per masserizie che devono essere impiallacciate o tinte, o per lavori d'intaglio grossolano, come zoccoli, tavole, assi sottili per casse d'imballaggio ecc.; coi rami si fanno pali e forche; le foglie si danno da mangiare agli animali. Il Pioppo cipressino si pianta nei viali delle ville e lungo i passeggi pubblici.

P. angulata Ait. - Di questa bella specie, originaria dell'America settentrionale, cresce un esemplare isolato al margine di un campo presso Parona all'Adige, al principio della stradella che sale a S. Cristina !.





FAMILIA III.  -  BETULACEAE.


Alnus Gaertn. - A. glutinosa Gaertn. - Betula alnus Poll.! excl. var. γ - Ontano. - Oniza, Onizo, Ono*, Oni, Ontano*, Onaro*. Le denominazioni vernacole di questa pianta variano da luogo a luogo; alcune poi indicano, per così dire, la loro importazione dalle provincie vicine: e così ad esempio i nomi Ontano ed Onaro sono sicuramente importati dal Vicentino. Erroneamente l'Abate Tomaselli attribuisce ad A. glutinosa il nome vernacolo di Antana, il quale spetta a Viburnum Lantana L.! - Variat:
- α vulgaris Regel in Dc., Prodr., pars XVI, sectio posterior p. 187.
- β denticulata Regel l. c.
- γ barbata C. A. Mey. - "Forma venis pubescentibus".
- δ oblongata Mill. "Forma foliis ellipticis".
Albero, qualche volta frutice: spontaneo e qualche volta coltivato cresce in tutta la Provincia (Calc., Segu., Poll. !), salendo dalla pianura e dalle sponde del Garda ad altitudini prossime a 1000 metri, per esempio nei Lessini a S. Anna d'Alfaedo; nel monte Bolca; nel monte Baldo sin sopra la Ferrara: le var. β e γ lungo l'Adige a S. Vito del Mantico e presso S. Michele di Verona sotto al muro lungo. Come è noto, A. glutinosa è specie variabilissima, e nel Veronese non mancano forme che potrebbero riferirsi ad A. elliptica Req. (promiscuamente alla forma tipica) e ad A. glutinosa macrocarpa Req. (sabbie dell'Adige, S. Vito del Mantico, lago di Garda presso Malcesine); e da ultimo a Guastalla Veronese una forma che appare quasi intermediaria fra la var. α vulgaris Reg. ed A. elliptica Req.: coltivato ed educato convenientemente diventa gigantesco assumendo il portamento caratteristico di Populus fastigiata, per esempio nella pianura e nell'Alto Agro Veronese, presso Caprino ecc. (Goir.). - Fiorisce in febbraio e marzo, non di rado sin dall'autunno dell'anno antecedente: i frutti maturano in settembre ed ottobre.
L'Ontano può essere adoperato per vari usi, specialmente nei lavori sott'acqua dove resiste al pari delle quercie: è pianta molto idonea per rivestire le sponde dei fiumi e dei torrenti e per rassodare il terreno lungo gli stessi.

A. incana W. - Betula incana Poll.! - Oniza, Onizo, Ono, Ono de montagna*, Ono bastardo*. - Variat:
- α vulgaris Regel 1. c.
- β glauca Regel 1. c.
Albero, alberetto o frutice, questa Betulacea, meno comune di A. glutinosa, ama i luoghi umidi e freschi lungo i fiumi, i rivi, i fossi e nelle convalli montane, subalpine ed alpine (Segujer, Pollini!). E così dalla pianura, p. e. Villabella, e dalle sponde dell'Adige in Campo Marzo di Verona, S. Michele, S. Pancrazio, Pestrino, S. Vito del Mantico, Parona Settimo ecc., e dai Fineti presso Tregnago si innalza alle regioni elevate nelle quali è copiosissima nel monte Bolca (m. 945) e nel monte Zeola (m. 1836 Poll.!): è più rara nel monte Baldo ove cresce alle sue falde orientali lungo l'Adige presso i Tessari, Preaboco, Rivalta (Goir.), mentre è indicata nell'antica selva di Malcesine e presso Brentonico (Poll.) fra 300 e 1300 metri, e nella valle Noveza (Vittorio Pellegrini!). - Fioritura e fruttificazione come per la specie precedente.
Il signor Gelmi segnala presso Trento una forma a foglie suborbicolari e pubescenti che sospetta possa essere A. glutinosa X incana, (A. pubescens Tausch.): questa forma si incontra pure lungo l'Adige presso Verona (Goir.).

A. viridis Dc. - B. ovata Poll.! - Ono de montagna (nell'op. c. Nomi volgari ecc.), Ono bastardo*; e nell'alto Baldo, al confine del Veronese col Trentino, Onaro bastardo* e Ontano verde*. - Variat:
- α typica. - β intermedia. - γ brembana (Rota)! - A. viridis var. microphylla Ces. !; A. viridis var. parvifolia Sauter; A. alpina minor Segu.
Frutice od alberello ramosissimo questa Betulacea compare nella regione montana nella quale frequentemente si trova colle due specie precedenti, p. e. nel monte Bolca; abbonda nella subalpina; è copiosa nella alpina (Segu., Poll.!); qualche rara volta arriva alla pianura, p. e. al Pestrino in riva all'Adige presso Verona (Goir.), seguendo il corso dei torrenti e dei fiumi. Nel monte Baldo nella selva di Malcesine (Poll. herb. !), in tutte le valli alpine che ne solcano il versante occidentale, all'Artillon, in Noveza verso Campion e le Fassole, nella valle Basiana ecc. (Goir.) fra 1000-2200 metri di altitudine ecc.: nei Lessini alla cima Maléra (Goir. ), a S. Vitale presso Velo Veronese (Poll. herb.!) ecc.; nei monti Zeola, Alba, Gramulon ecc., e nel monte Bolca nel quale diventa aborescente (Goir.): la var. γ sul monte Baldo nelle valli delle pietre e degli ossi ecc. (Goir.) e nel monte Zeola (Segu.): la var. β è bellissima forma che cresce sulle vette più elevate dei Lessini è può ritenersi intermedia fra la forma tipica e la var. γ. - Fiorisce da aprile e maggio a luglio secondo l'altitudine della stazione: le piccole pigne sono mature in settembre-ottobre.

Betula Tournef. - B. alba L: Poll.! - Betula, Betulla, Bidollo.- Spazzadora* (sui Lessini), Spazzadora. salvadega, Bogol, Bogolo*, Begolo (la Ferrara). - Albero o alberello, raramente arbusto o frutice, dalle regioni subalpina e montana del monte Baldo e dei Lessini, fra 700-1200 metri, nelle quali si incontra assai frequentemente, ora in gruppi più o meno estesi ed altra volta isolato, scende nella collina, internandosi nelle valli per accostarsi alla pianura; nella quale però si incontra qualche rara volta, sporadico e frutescente, lungo l'Adige in seguito a qualche piena del fiume!: molte volte si trova in società con Populus tremula (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc:). - È stirpe polimorfa: le piante veronesi sono tutte da riferirsi alla sottospecie verrucosa α vulgaris Regel in. Dc. prodr., e sulla scorta del chiarissimo autore si elencano le forme seguenti (Goir.):
a expansa Regel. - È la forma più comune e si incontra nella parte più alta, della zona montana e nella subalpina in tutti i nostri monti: e così nel monte Baldo presso la Ferrara, ai Lavacci e nel pian della cenere, ecc.; nei Lessini al Corno Mozzo (m. 1536) e al Corno d'Aquilio nel vallone di Fanta (m. 1400): nella zona della collina e nella montana inferiore si incontra più raramente, e per lo più in individui isolati, p. e. nel monte Baldo lungo l'ascesa ai Lumini; in val d'Adige a Rivole (m. 102); a cavaliere della Valpantena e Valpolicella alla bocca d'Alcenago (m. 600); nella valle di Squaranto prima di arrivare alla Rocchetta bassa (200 m. circa) e nella Valpantena nel vajo della Pernise quasi alla stessa altitudine.
b pendula Regel. - Rara: forma elegantissima congiunta alla precedente da forme intermediarie: nel Baldo al monte Belpo sopra i Lumini e presso la Ferrara nel bosco Bordina (800-850 m.), e nei Lessini presso Cerro (720 m.), Corbiolo (850 m.) ed alle Pozze presso S. Anna d'Alfaedo.
c microphylla Regel. - Rara: nella Valpantena al monte Lubego (m. 400) verso la valle di Squaranto, al Ponte di Veja alle Pozze presso S. Anna d'Alfaedo.
d lobulata Regel. - Rara: nel monte Gazo (m. 450), sopra Grezzana. Fiorisce in aprile e maggio: i frutti sono maturi in agosto e settembre.




FAMILIA IV.  -  QUERCACEAE.


Tribus 1.  -  Corileae.

Carpinus Tournef. - C. Betulus L.; Poll. - Carpino, Carpino bianco. - Carpano, Carpano bianco*, Fo - Carpano, Carpen. - Le forme nane tanto di questa specie come di Ostrya carpinifolia, in diversi punti dell'Alto Agro e della collina veronese, ricevono il nome di Carpanele ! - Albero, più raramente frutice. Come osservava Segujer, è nel Veronese pianta non comune, e si incontra qua e là nell'alta pianura e nelle regioni collina e montana: e così in Verona nel Giardino Giusti; presso S. Michele lungo l'Adige; al lago di Garda nelle vicinanze di Lazise (Font.); a Fadèr presso Torri (e Rigo!); alla Rocca di Garda; nel monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll.), presso la Ferrara (V. Pellegrini), sopra la Cà dei Lusani sotto al Sengio rosso, ai Lumini ove cresce gigantesco; nella valle di Caprino frutescente nelle siepi; nella Valticina presso Castione Veronese; nella collina veronese; nella Valpantena a Spredino verso il vaio di Squaranto; nei Lessini nell'alta valle d'Illasi al Paradiso presso Giazza. (V. Pell.); nel monte Tesoro ed a Vagimal presso a S. Anna d'Alfaedo; ai Tinassi, ma umile e nano, come scriveva Segujer (Goir.). - Il legno fortissimo e tenace rende il Carpino bianco atto a moltissimi lavori, e somministra un ottimo carbone: i rami giovani sono flessibili e tortili e quindi, come quelli dei Salici, sono adoperati a fare legami. È coltivato assieme al Carpino nero per fare siepi e viene adoperato nelle uccellande (Rocoli; Tende): prende molte forme col cesoiarlo. - Fiorisce in aprile e maggio, i frutti sono maturi in agosto e settembre: ma non fruttifica tutti gli anni!.

Ostrya Mich. - O. carpinifolia Scop. - Carpinus Ostrya L.; Poll. - Carpinella. - Carpano, Carpano nero, Carpanele. - Albero, alberello, frutice: spontaneo o coltivato cresce copiosissimo in tutta la Provincia, nei boschi, nelle siepi, sui muri, sulle rupi, dal piamo alla zona subalpina: e così in Verona nel Giardino Giusti, nell'Arena, nel Teatro Romano e su tutte le mura, a S. Giovanni in Valle ecc.; nella val d'Adige e nel monte Pastello; nel monte Baldo lungo la via da Brentino alla Corona, alla Ferrara ecc.; nella Valpolicella, nella Valpantena, nel vaio di Squaranto ecc.; nei Lessini presso S. Anna d'Alfaedo (m. 936), nella valle della Liana (m. 1000-1200), al Corno d'Aquilio nel vallone di Fanta (m. 1475). - Fiorisce in aprile-maggio: gli strobili maturano da agosto ad ottobre. - Il legno è adoperato dai carrai; serve pure a fabbricare carrucole, ruote da molini, ecc.

Corylus Tournef. - C. Avellana L.; Poll. - Avellano, Nocciolo. - Ninzolar, Ninzzolar, Nenzolar, Avelan, Olanar (l'albero); Gatolaro; Paparele (gli amenti): Nosele, Nozele, Nisole, Nizzole, Olane (i frutti). - Ciro Pollini (fi. ver. III, p. 130) distingue tre varietà principali:
- α sylvestris. - Nosele. - È la forma predominante, alla quale, come sotto varietà, sarebbe da riferirsi C. Avellana ξ crispa A. Dc.
- β ovata. - Olane.
- γ maxima. - C. Avellana θ grandis Dc. - Olane, Olane grosse, Olane tonde.
A queste varietà si possono aggiungere le forme (a) glomerata Dochmakl, (b) aestivalis Doch., (c) latifolia Dc., (d) microcarpa.
L'Avellano (α sylvestris) frutice, alberetto, albero è comunissimo nel Veronese e dalla pianura si innalza a tutta la zona montana, nella quale forma dei cedui estesissimi, e si spinge nella subalpina toccando altitudini prossime a 1300-1400 metri! La sottovarietà crispa di α sylvestris nonchè le varietà e forme β, γ (b) sono frequentemente coltivate negli orti o nelle vicinanze delle case rusticane; la (a) si incontra assieme alla α; la (c) è per lo più coltivata, ma fu pure osservata lungo la salita dal , in valle dell'Adige, alla Sega nei Lessini, nella valle di Caprino, nelle siepi lungo la strada da Caprino a Pazzon, presso Verona nel vaio Borago ai piedi del colle delle Ungherine ecc.!; la (d) sul Gazo nel monte Baldo: nei giardini sono pure qualche volta coltivate le varietà urticifolia e variegata dei frutticultori (Goir.) - Fiorisce in febbraio e marzo, nel piano e nei colli, in aprile e maggio sui monti; qualche volta gli amenti compaiono sin dall'autunno dell'anno antecedente. Le Nocciole a seconda delle varietà della specie o della altitudine sono mature da luglio a settembre.

C. Colurna L. - Oriundo di levante ed introdotto nel Veronese da epoca remotissima, essendo stati rinvenuti frammenti di pericarpo fra le palafitte del lago di Garda a Peschiera nel banco archeologico; si trova quasi naturalizzato in alcuni giardini di Verona, p. e. a porta catena presso S. Zeno (G. Menegazzoli !). - Fiorisce in marzo ed aprile i matura i frutti in luglio ed agosto.

C. tubulosa W. - Rarissima nel monte Baldo nelle siepi lungo la strada che dalla Ferrara conduce a Mezzavilla e Cambrigar, nonchè nei boschetti di valle Basiana e valle Andrine; ma in pochi esemplari e quasi sempre in mezzo ad altre essenze frutescenti: è difficile a ritrovarsi, e raramente fruttifica (Goir.).



Tribus 2.  -  Quercineae.

Fagus Tournef. - F. Sylvatica. L.; Poll. - Faggio. - Fagio*, Fò, Faza, Fazar. - Variat:
- α typica. - F. sylvatica Poll. var. α.
- β sanguinea Rchb. - F. sylvatica Poll. var. β.
- γ parvifolia.
- δ pendula Loud.
Il Faggio vive fra il lago di Garda ed il confine vicentino (Pona, Segu., Poll. ecc.), ed a seconda delle condizioni dei luoghi si presenta albero dalla chioma maestosa, - p. e. l'individuo stupendo a S. Francesco sui Lessini, - ovvero frutice; altra volta allo stato di cespuglio: e da altitudini comprese fra 1400- 1800 metri, p. e. Ortigara, Artilonzin ecc., nel monte Baldo; Bocca di Selva nei Lessini; scende ad altre minori, p. e. nel primo nelle stazioni di Lonza, Novezina, Ime, la Ferrara, eremo dei SS. Benigno e Caro; e nei secondi in quelle di Bosco Chiesanuova, S. Anna d'Alfaedo, Campostrin, Pastelletto ecc. e quindi fra altitudini comprese fra 1255-1817 metri: nei Lessini tocca la minima altitudine presso Casale di Valpantena nel monte Lavel (633-670 ID.): si incontra anche coltivato nella pianura p. e. in Verona, presso s. Michele ed altrove. La var. β è per lo più coltivata nei giardini e d'ordinario si mantiene frutescente; spontanea però fu rinvenuta sui Lessini nella stazione ora ricordata di monte Lavel: la γ si incontra qua e là frammista alla forma tipica; e così nel monte Baldo presso la Ferrara ed altrove, e nei Lessini al Campostrin: la var. δ è coltivata nei giardini ma compare sparsa qua e là tanto sul monte Baldo, quanto sui Lessini.
Il Faggio nel Veronese forma ancora attualmente delle faggiaie assai estese, ed in alcuni punti, Ime, Lonza, Novezina sul monte Baldo; Bocca di Selva sui Lessini; piante secolari presentano volte e tetti di verzura (riserve) che offrono ai mandriani ed alle mandrie ombre fresche e carissime. - Fiorisce in maggio: le faggine sono mature in ottobre. Il legno del Faggio è buono come combustibile, e viene pure adoperato a fabbricare cerchi per tini, remi, manichi di vanga ecc. Recentemente, quali piante ornamentali, sono state introdotte forme elegantissime a foglie variegate e screziate.

Castanea Tournef. - C. vulgaris Lam. - Fagus Castanea L., Poll. - Castagno. - Castagnar, Castagner, Castagn (l'albero); Castagna (il frutto). - Variat:
- α sylvestris.
- β sativa Lam. - Marone. - Castagnar e Maronar* (l'albero), Maroni (i frutti).
Qualche rara volta il Castagno si trova isolato o sporadico; quasi sempre cresce in boschi più o meno estesi (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.) e dai dintorni di Verona presso Quinzano, Avesa, Poiano, Quinto ecc. sale alla zona montana, livellandosi ad altitudini comprese fra 830-850 metri: nè manca affatto nell'Agro Veronese, trovandosene alcune piante al Corno tra Bosco Mantico e S. Vito. Nel monte Baldo, compare in riva al Garda presso a Malcesine, ove cresce in società col Fico, col Gelso, colla Vite, coll'Olivo e con esemplari arborei e veramente giganteschi di Pistacia Terebinthus, ascende nel monte, seguendo però una linea ondulatissima ed oltremodo irregolare, per l'aggiungere dopo molte soluzioni di continuità la massima altitudine a Prà Bestemià (m. 833): sul versante orientale sale ad una altitudine alquanto maggiore crescendo fra gli Spiazzi ed i Coltri!. -
Fiorisce in maggio e giugno: matura i frutti verso la fine di settembre ed il principio di ottobre. - Il Castagno è creduto originario dell'Asia minore: nel veronese fu certamente introdotto da tempo remotissimo: essendo stati rinvenuti frammenti di gusci di castagna a Peschiera ed al Bor, presso Pacengo, tra le palafitte. Il legno è forte, resiste all'acqua ed è adoperato per molti usi, come doghe, tini, ecc.; i rami danno ottimi pali di sostegno per le viti: se ne fabbrica carbone, ma di qualità scadente.

Quercus L. Sect. 1. Folia decidua.- Q. Robur L. Subspecies I Sessiliflora Dc. prodr. - Q. Robur W. non L. - Eschilio, Rovere, Quercia. - Rovere (Segu.); Rovero; Roero; Roero zentil* (monte Baldo); Roero bianco*, Roero zaldo*, Roero rizzo* (Valpantena e monti Lessini: denominazioni vernacole corrispondenti a forme e varietà diverse di Quercia). - Variat:
- α communis Dc., o. c. - Q. sessiliflora; Sm. et auct., Q. Esculus excl. syn. Ponae! et Seguieri, et Q. Robur Poll. -
- β lanuginosa Lamk. - Q. pubescens W., Poll. -
Ad var. β referenda videtur subvar. c) peduncularis Borzi fI. forest. ital.; Goir., di una var. di Quercia nuova per la Fl. Veron. in Mem. Acc. Ver., LXXIII, fasc; II, pag. 77 con figura. -
Q. pendulina Kit.; Q. intermedia Bonnigh!; Q. apennina Lamk ; Q. Robur II, sessiliflora Dc., op. cit. var. ambigua et var. Tenorei, - media fere inter sessilifloram et pedunculatam.
Attorno a queste due varietà della polimorfa Q. Robur W., si aggruppa un numero ingente di sottovarietà e di forme, molte delle quali crescono nella nostra zona botanica e vengono in questo luogo omesse per semplicità e brevità (ceterum conf. Borzì o. c.): la var. α isolata, o sporadica, o a gruppi, altre volte in boschi più o meno estesi, è volgatissima nel Veronese (Segu., Poll. ecc.); dal piano ove è meno comune, innalzandosi ad altitudini considerevoli tanto sul monte Baldo, quanto sui Lessini (1200-1400 m.) alle quali assume le dimensioni di arboscello o frutice e diventa anche cespuglioso; la β cresce assieme alla precedente ovunque (Segu.) nei boschi, nei cespugli e nelle siepi del piano e delle zone collina e montana, fra il Benaco ed il confine vicentino; e nel genere Quercus è forse quella che per frequenza, densità, distribuzione si dimostra preponderante nella nostra zona botanica: però amando di preferenza le stazioni più calde, in via generale non sembra toccare altitudini eguali a quelle raggiunte dalla α. La c) la quale si presta benanco a numerosissime variazioni di forma, si incontra qua e là ma non ovunque: la figura superiormente ricordata riproduce, in grandezza naturale un ramoscello staccato da una pianta maestosa, esistente presso Montorio Veronese, nella villa del D.re A. Zambelli, la quale fu già di Pietro di Dante Alighieri. - Fiorisce in aprile e maggio: le ghiande sono mature in ottobre.

Subspecies II, Pedunculata. Dc., o. c. - Q. pedunculata Ehrh., Poll. - Eschio, Farnia. - Rovero e Roero, Roero o Rovere osteso o ostese* - La Q. pedunculata è pure oltremodo polimorfa (Conf. Borzì o. c.) e molte delle sue forme vivono presso di noi assieme alla forma tipica (α vulgaris Dc.): in unione alla sottospecie precedente si incontra, frequentemente sporadica, non di rado a gruppi, al margine dei campi e lungo le strade ed i fossi nella, pianura, che sembra prediligere, nei boschi dei colli e dei monti nel quali sembra formarsi alla altitudine di 800-900 m.: e così a S. Pietro in Valle (Masè), Concamarise (E. Montanari !, Minerbe (A. Bellinato !), S. Pietro di Cerea (M. Brasioli !), Grezzano (O. di Canossa !), a Canton presso a Ronco all'Adige; nella morena veronese al colle di S. Giustina presso Guastalla; a Ponte Fiorio sotto al castello di Montorio; a Lavagno, (Grassi!); Cerro; nella valle d'Illasi a Centro, nel monte Barbara presso Tregnago, Badia Calavena, Cogolo ecc. (A. e C. Mass.!); nella Valpantena nelle vicinanze di Grezzana e nel monte Porcile; nella Valpolicella alle falde del Pastello presso Cavalo, Fumane ecc.; lungo l'Adige a S. Vito del Mantico e Bussolengo; Pastrengo e Piovezzano (G. B. Perez!); ad Albarè e Costermano; nella Valle di Caprino (Pollini) e specialmente allo Valdoneghe ed alla Groleta in società a Q. Cerris (e V. Pellegrini); nei colli di Rivole veronese; nelle vicinanze del lago di Garda a Pacengo ecc.! - Fiorisce in aprile e maggio: - le ghiande sono mature sin dalla fine di agosto e quindi un mese prima della maturazione per le forme di Q. sessiliflora. - Tanto la Quercia come la Farnia sono due essenze boschive utilissime per la moltiplicità degli usi ai quali si prestano: la scorza è adoperata per la concia delle pelli; le ghiande sono appetite dai maiali; il legno somministra un ottimo carbone, e per la sua durezza e per il peso specifico assai rilevante, per la sua resistenza all'azione dell'acqua, viene adoperato nella costruzione dei navigli e delle macchine da molino, dalle botti ecc.: nel lago di Garda i pali delle palafitte per la massima parte sono di legno di Q. sessiliflora. La Q. pedunculata però è dotata di qualità in tutto superiori a quelle della sessiliflora: riunendo, come osserva Adolfo B´renger, nel suo legno quasi tutti i requisiti richiesti per legname da lavorazione, ossia del legname sociale, è uno degli alberi più utili che allignano in Italia. La nautica, l'architettura, l'idraulica, la montanistica, le ferrovie non ne ponno fare a meno. Gli albericultori veronesi potrebbero vedere se non fosse il caso di estendere la coltivazione di questa essenza, che nella nostra Provincia fa ed alligna ottimamente.

Q. Cerris L.; Poll. - Q. Aegilops All. non L.; Egilope di Teofrasto Pona. - Cerro (l'albero), Cerre o ghiandone (i frutti). - Serro, Serron, Serre, Cerro, Cervo*, Cervi*, Roero nero*, Roero moro*, Roero ferro*. - Variat:
- α typica.
- β austriaca (W.) non Goir. in Erborizzazioni estive ed autnnali attraverso i monti Lessini quond plantam prope Cerro et Arzarè lectmn.
- γ Tournefortii (W.). -
- δ glande minore. - Aegiops minore glande Dod. pempt. 831.
- ε glande majore. - Q. haliphleos Lam.; Aegilops sive Cerris majore glande Dod.
Albero, arboscello, frutice: ora isolato o sporadico, altra volta in gruppi più o meno estesi con le varietà qui elencate, e con altre ancora che sono passate sotto silenzio, cresce copiosamente in tutta la Provincia dalla bassa pianura ad altitudini anche considerevoli!: eppure l'oculatissimo Segujer non vide il Cerro nel territorio Veronese e Pollini appena accenna alla presenza della sua varietà austriaca nei dintorni di Chiesanuova; Pona soltanto lo indica nella spatiosa campagna che sta fra la città di Verona e Bussolengo - ed infatti cresce copioso nel Bosco Mantico: ma guidati da falsi concetti, Segujer dapprima, e poscia Pollini e Bertoloni, riferirono la Egilope di Pona, che è la nostra pianta, alla Quercia comune. Nel Veronese invece, Quercus cerris è topograficamente distribuita nel modo seguente: S. Pietro in Valle (m. 15); Gazo; Guastalla veronese al bosco della Stanga nel colle S. Giustina; Grezzano; Piovezzano; Bosco Mantico; collina di Lavagno; altipiano e morene di Rivole veronese ovunque, ma specialmente a Montalto e nelle Val sorde ; val di Caprino alle Valdoneghe, Gazoi, Groleta, Vaj, Simi ecc.; Costermano; Albarè; nel Baldo nei monti Gazo e Belpo, ai Lumini, ai Cervi, Cà dei Lusani, Sèngio rosso, Braga, Masi; Fumane nella Valpolicella; nel Pastello; nella Valpantena e nella collina veronese; nei Lessini presso Chiesanuova (m. 1100), Roverè di Velo, Velo, ai Comerlati sopra Badia Calavena, nei boschi di Veralta presso S. Mauro di Saline; Giazza; nel monte Bolca ecc. (Pona, Poll., Ambrosi, De Bracht, C. Mass., V. Pellegrini, Goir.). - Fiorisce in aprile-maggio: le ghiande maturano in ottobre e novembre, ma stante il sapore amaro non tornano molto gradite ai maiali: il legno è poco stimato come materiale da costruzione, in quella vece serve a moltissimi lavori da tornio, per cerchi, doghe ecc.; come combustibile è preferito a quello della quercia comune.

Sect. 2. Folia perennantia. - Q. Ilex L.; Poll. - Leccio. - Elese (Segu.), Elice*, Leza,* Velzo. - Variat:
- α typica. - Q. Ilex var. α Poll.
- β integrifolia. - Q. Smilax Poll.
- γ agrifolia. Dc. - Ilex folio Agrifolii Seg., Poll.
Albero, arbusto, frutice eminentemente polimorfo; laonde alcuni fitografi (Ten., Duham., ecc.) distinsero un numero grandissimo di varietà. Ama i luoghi rupestri, caldi e soleggiati della collina, nella parte occidentale della Provincia. (Pona, Seg., Poll.) dalla quale si innalza penetrando nella zona montana: si incontra però sporadica in altri punti del Veronese, certamente introdottavi !: p. e. nella Valpantena a Grezzana, Novaglie, e presso Romagnano; nella collina veronese nel Maso (m. 460); a Colognola ai Colli (Cavalli-Peverelli !). Il Leccio è copiosissimo nella Val d'Adige; alla sinistra del fiume alla Chiusa (Mang., Berengér), Ceraino, Dolcè, ecc, alle falde dei monti Pastello e Pastelletto (Goir.), Ala. (Bielz), e sulla destra a Gaiun, nei monti Pipolo e Rocca, alle falde del monte Baldo (Clementi, Goir.) fra Incanale e Brentino innalzandosi dai Tessari sino sopra a Pozzagaleto (m. 650; alle sponde e nelle vicinanze del Benaco da Garda a Riva (Poll., Facch., Rigo, Porta, Font., Gelmi, Goir.) e così nel monte Brione e ad Arco: la var. β assieme alla forma tipica frequentemente: la γ piuttosto raramente alle rive del Garda alla Madonna di Navene, nel monte Baldo ai Tessari e Preaboco, nella Val d'Adige alla Chiusa (Poll, V. Pellegr., Goir.) - Fiorisce in maggio e giugno!, matura le ghiande in ottobre e novembre. Il Leccio è coltivato quale pianta ornamentale: il legno durissimo, è adoperato per lavori da tornio e dà un eccellentissimo carbone.

Q. Suber L.; Poll. fi. in add. gen. Quercus. - Q. Ilex β suberosa Vis. fl. dalm. - Sughero, Sughera. - Soero, Soaro. - Non entra nella flora Veronese: è possibile che negli scorsi secoli venisse coltivato nei parchi e nei giardini e mancasse poi, forse a cagione del freddo dell'anno 1709 nel quale perirono le Quercie-sughero nell'Italia settentrionale, nella Francia e nella Dalmazia. Si trova un ramoscello di Q. Suber nell' Erbario di A. Massalongo, ma sulla scheda si legge ex viridiario!: una pianta era pure coltivata nell'antico Orto Botanico. Oggidì si ha notizia di tre piante di Sovero nella Provincia di Verona: la prima nella Valpolicella a. S. Floriano nella Villa Lebrecht!; la seconda nella Valpantena nel parco dei Conti Cattarinetti (R.o D. Spagnolo); la terza nel parco della villa Boschetto di proprietà del signor Camillo Grassi a Lavagno!: quest'ultima può considerarsi pianta storica, essendo stata ivi piantata da Carlo Montanari - il martire glorioso di Belfiore - verso l'anno 1838.

Q. pseudosuber Santi. - Q. hispanica Lam.; Q. Aegilops Poll. fi. ver. excl. syn.! et ving.; Q. Exoniensis Bérenger!. - Cerro, Sughero. - Cervo*, Cervi*, Roero sempreverdo*. - Fu scoperto, circa l'anno 1816 da Ciro Pollini e Giulio Sandri!, nella valle di Caprino presso la località Cà vecchia del Becelli - oggidì o Caseggiato Menini ad onoranza del tenente colonnello David Menini caduto eroicamente ad Abba Garima - e a essi impropriamente riferito a Q. Aegilops L. Posteriormente fu ivi ritrovato da Franceseo Fontana, Bérenger!, Vittorio Pellegrini!, Goiran. Un secondo esemplare stupendo e gigantesco di questa bella specie cresce a Scaveaghe (m. 80) tra Garda e la punta di S. Vigilio alle sponde del Benaco nel parco dei marchesi Carlotti (Moretti, Fontana, Rigo, Goiran). Queste due stazioni erano le uniche riconosciute di Q. Pseudosuber nel Veronese: ma erborizzazioni recenti, molte delle quali fuori stagione, e precisamente dal dicembre 1898 all'agosto 1899, hanno constatato la sua presenza, anche sui Lessini in sei distinte località, e cioè: Arzarè tra Lughezzano e Cerro (m. 657), Due Cerri presso Cerro, Cerro, (m, 728), Ghirlandi presso Boscochiesanuova. (m. 1100), Turban pure presso Chiesanova, e da ultimo la Montarina (6 agosto 1899) nuovamente presso Cerro (Goiran). Risulta pertanto che nel Veronese Q. pseudosuber cresce sporadico ed isolato ad altitudini comprese fra metri 80 e m. 1100, dalla zona dell'ulivo innalzandosi oltre al limite superiore di quella del Castagno. - Variat:
- α typica,
- β Gussonei Dc. - Q. haliphleos Guss.
Alla var. β sarebbero singolarmente da riferirsi le piante che crescono sui Lessini nelle stazioni Ghirlandi e Turban! - Fiorisce in maggio, matura le ghiande da agosto a novembre, ma non fruttifica tutti gli anni: le foglie, di norma cadono in marzo ed aprile mantenendosi verdi sino a questa epoca. La scorza è sugherosa, e grossa da 1 a 2 centimetri: ma non si fa alcun uso del sughero poco buono e poco abbondante.




FAMILIA V.  -  URTICACEAE.


Tribus 1.  -  Urticeae.

Urtica L. - U. urens L., Poll.! - Ortiga. - Ortiga., Ortighe*. - Variat:
- α typica.
- β parvifolia Weddell in Dc. prodr.
- γ iners Weddell l. c.
- δ serotina.
- ε pinguis.
Lungo le vie, al piede dei muri, nelle macerie e nelle ortaglie: copiosissimo dalle stazioni basse e dalla pianura ad una certa altitudine sui monti: p. e. in monte Baldo, alle sue falde a Rivalta (m. 135) ed ai Crosati (m. 903): le var. β e γ crescono assieme alla specie: la δ alta 1-4 centimetri circa, si trova presso Verona, (S. Bernardino, la Gabbia ecc.), nell'alta pianura alla fine di ottobre ed in novembre; la γ in Verona nelle macerie. - È in fioritura durante quasi tutto l'anno; da febbraio infatti a dicembre! - È annua.

U. dioica L., Poll.! - Ortica comune. - Ortiga, Ortighe*, Ortiga garganela. - Variat:
- α vulgaris Weddell in Dc. prodr.; cui referendae subvarietates umbrosa, hispida, horrida, duplicato-serrata (U. glabrata Clementi), pubescens, angustifolia.
- β galeopsidifolia (Wierzb.).
- γ parietariaefolia.
- δ albicans. - "Panicula et fere tota planta albicante".
Sommamente polimorfa questa specie dal piano si innalza sino alle zone alpine (Segu., Poll. ecc.), nelle quali cresce gigantesca presso tutte le malghe e nelle macchie tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini!: la sottovar. glabrata a S. Anna d'Alfaedo sui Lessini!: la pubescens a Caprino veronese alla Cabianca!; la galeopsidifolia - forma serotina e ramosissima, quasi frutescente - in Campo Marzo di Verona, Romagnano di Grezzana ecc.!; la γ presso Verona in Valdonega!; la δ bellissima forma nelle siepi presso Caprino Veronese!. - È in fioritura dalla primavera ai primordi dell'inverno ed è perenne. Le foglie dell'Ortica trite e mescolate a farina di granoturco si danno in pasto ai gallinacei: i turioni giovani sono eduli al pari di quelli dell'Humulus; le fibre dei fusti sono tessili.

Parietaria L. - P. officinalis L. - Vetriola. - Veriuola (Segu.), Vetriuola, Vetriola, Vedriola, Vegriola, Veriola, Varignola* (Valpantena), Lavagoti* (Verona). - Variat:
- α erecta Mert. et Koch. - P. officinalis var. α Poll.
- β diffusa Mert. et Koch. - P. officinalis β judaica Poll.
- γ microphylla Weddell in Dc. prodr.
La α è comunissima lungo le strade ed i muri, nelle siepi, nei luoghi selvatici ombrosi dal piano sin quasi a toccare la zona subalpina: promiscuamente ad essa cresce la β ma di preferenza sui muri, nei rottami, sulle rupi; la γ preferisce i muri e rupi soleggiate ed è sparsa, qua e là, così p. e. alle sponde del Benaco fra Garda e la Madonna di Navene, nella Valpantena al vaio della Pernise ecc., alle falde del monte Baldo a Caprino, S. Martino, Piore, Gazo, Creta ecc. - Fiorisce durante quasi tutto l'anno nei luoghi riparati e bassi: da aprile sino al principio dell'inverno nei luoghi più elevati e maggiormente esposti: è perenne (Goir.). - La Vetriola è adoperata comunemente per ripulire i vetri delle stoviglie domestiche, quali bottiglie, bicchieri, ecc.



Tribus 2.  -  Cannabineae.

Cannabis L . - C. sativa L., Poll. - Canapa. - Canevo, Candevo, Candio: nel Colognese le piante maschili son dette Sumenzale, le femminili Sumenzai! - Di questa pianta originaria dell'Asia centrale ed Imalaia boreale ed introdotta da epoca assai remota, per ricavarne la fibra tessile, si coltiva la var. Pedemontana Dc. prodr., in vari luoghi della bassa pianura, segnatamente nel distretto di Cologna Veneta, ed in special modo a Pressana, ove in passato tale coltura aveva una grande estensione, assai diminuita ai giorni d'oggi: negli altri luoghi la Canapa si coltiva più per usi domestici, che come coltivazione, campestre ad usi commerciali: sporadica poi o subspontanea si incontra qua e là al margine dei campi e dei fossati, p. e. in Campo Marzo di Verona, Cerea, Legnago ecc., e specialmente in prossimità alle abitazioni: nel 1883 nelle sabbie depositate dall'Adige per la piena dell'anno antecedente, a S. Pancrazio segnatamente, se ne osservarono numerosi esemplari veramente giganteschi!.
- È annua e fiorisce da maggio a luglio. - Ai tempi della Repubblica di Venezia, ai bisogni della corderia di quell'Arsenale, l'Arzanà de' Viniziani celebrato da Dante Allighieri, era sopperito in gran parte dalla Canapa che raccoglievasi nel distretto di Cologna Veneta, ed anzi a tale fine tutta la produzione era annualmente accaparrata da quel governo, il quale, come risulta da antichi documenti, ne acquistava ogni anno non meno di libbre grosse 600000 corrispondenti all'incirca a 360000 chilogrammi. Ma caduta la gloriosa Repubblica e quindi venuto meno il lavoro in quell'arsenale, anche la coltura della canapa venne decrescendo a cagione del mancato consumo, facendo luogo ad altre coltivazioni. - Sin dai tempi di Ciro Pollini e successivamente sino ad Antonio Manganotti, si provò a coltivare la Boemeria nivea Hook, come tentativo per introdurla: ma il tutto si mantenne sempre nei limiti di semplice esperimento che nei risultati non corrispose alle nutrite speranze.

Humulus L. - Humulus Lupulus L., Poll. - Luppolo. - Lupolo, Vertigoli* e Ortigoli* alle falde del monte Baldo in val di Caprino, Bruscanzi: l'ultima denominazione è più specialmente dedicata alle giovani messe primaverili della pianta! - Variat:
- α typicus.
- β microphyllus.
Frequentissimo (Segu., Poll., Mang.! ecc.) nelle siepi, nei boschi, nei muri!, sopra gli arbusti, nei luoghi selvatici della intera Provincia dalla pianura ad altitudini anche considerevoli, p. e. nel monte Baldo superiormente alle Fraine di sopra (m. 905) presso la Ferrara!: La var. β pianta elegantissima, ridotta in tutte le sue parti, densamente cespugliosa, con foglie minute, cordate-ovate-acute, indivise, nei muri lungo l'Adige a S. Vito del Mantico, fuori porta S. Giorgio di Verona, nella Vadonega ecc.! - Fiorisce in giugno e luglio; gli strobili maturano d'autunno: da giugno ad ottobre. Perenne. Le giovani messe, Bruscanzi, sono portate di primavera sui mercati e si mangiano, variamente cucinati, come i turioni degli asparagi.



Tribus 3.  -  Ulmeae.

Umlus L. - Ulmus campestris L., Poll. - Olmo. - Olmo. - Variat:
- α nuda (Ehrh.i. - U. campestris var. α Poll.
- β suberosa (Ehrh.) - U. campestris var. β Poll.
L'Olmo è pianta variabilissima: albero talvolta altissimo, frutice, spontaneo o coltivato, dal piano ove è diffusissimo e si incontra nei campi e nelle siepi, sale per la collina sino alla regione montana, p. e. in monte Baldo al dissopra della Corona! (m. 800) e nella Selva di Avio (Poll.), ed anche nella subalpina con le forme frutescenti: alla var. α sono da riferirsi le sottovarietà o forme; U. corilifolia Host. (nella Valpantena a Lugo ed ai Bellori!) e U. campestris forma microphylla Goir.! (nei colli della Valpantena, nella collina di Montorio, nella Valpolicella, nella val di Caprino e nel monte Baldo, nei dintorni di Verona ecc. !), due forme estreme fra le quali vanno comprese: U. glabra Mill., U. campestris β latifolia Poll., U. tortuosa Host., U. major Bertol., le quali si incontrano qua e là dalla pianura alla zona montana: la var. β cresce nelle siepi e nei luoghi rupestri, nella pianura, nei colli e nei monti! - Fiorisce in febbraio e marzo: i frutti maturano in maggio e giugno. L'Olmo è adoperato a sostenere le viti, a vestire i margini delle strade e ad ornare i pubblici passeggi; il legno è adoperato a diversi lavori, ma vale poco come combustibile.

U. montana Sm. - L'U. montana in unione ad U. americana, serve ad ornare le passeggiate e le piazze pubbliche: l'una e l'altra pertanto si incontrano qualche volta subspontanee.



Tribus 4.  -  Celtideae.

Celtis Tournef. - Celtis australis L., Poll. - Arcidiavolo, Spaccasassi, Perlaro (l'albero); in Sicilia i frutti son chiamati Caccami. - Perlaro (Segu.), Romilie* (nella pianura veronese! e così nelle confinanti provincie di Brescia e di Mantova), Perlèra, Perlar, Pirler; Bagolar, Bagoler, Pianta da scuria (l'albero); Bagole, Perlare (i frutti) - Albero talvolta maestoso, p. e. la pianta del giardino Gazzola descritta e ricordata da Segujer, e quelle stupende a Quinto di Valpantena ed alla Pizzolana sui Lessini!, di spesso piccolo o di mezzana statura, frequentemente arboscello o frutice, coltivato o spontaneo dalla pianura sale alla zona montana e cresce nei campi, lungo le strade, nelle siepi, nei muri, nelle rupi (Pona, Segu., Poll., Font., Mang. ecc.) fra il Benaco ed il confine Vicentino: e così a Beccacivetta, Scuderlando, Vigasio ecc.; colli Benacesi; valle di Caprino sino ad una certa altitudine sul monte Baldo; val d'Adige; Valpolicella; Valpantena; vaio di Squaranto; valle d'Illasi ecc.; S. Vito del Mantico, Bussolengo, ecc.; Pestrino e S. Pancrazio; colli di S. Leonardo e S. Mattia, Valdonega ecc.; nella città stessa di Verona è comunissimo nei giardini e compare pure sulle rupi a S. Zeno in Monte, Giardino Giusti, sulle mura Scaligere e su quelle del Teatro Romano e dell'Arena, sui campanili ecc.!. - Fiorisce in aprile e maggio; i frutti, Bagole, maturano in agosto e settembre e formano la delizia dei ragazzi: è pregevole assai per il suo legno, del quale recentemente se ne faceva incetta per fabbricare affusti per cannoni; i rami sono adoperati per fabbricar fruste.

C. occidentalis L. - C. australis var. microphylla Goir.! - In Verona assieme al precedente nel R. Collegio degli Angeli: è pianta di origine americana. La sua vegetazione è oltremodo tardiva, le prime foglie spuntando nella seconda metà di aprile; le bacche, di un bel rosso granatino sono mature in ottobre-novembre.



Tribus 5.  -  Moreae.

Morus Tournef. - Morus alba L., Poll. - Gelso. - Moràr, Mòrer, Morari (l'albero); More (i frutti). - Verisimilmente il Gelso bianco venne introdotto nel Veronese sin dall'epoca Scaligera e sostituito al Gelso nero, le cui foglie servivano alla nutrizione del filugello: col tempo la sua coltivazione andò assumendo sempre maggiore importanza ed estensione, ed oramai può dirsi affatto naturalizzato presso di noi, innalzandosi dalla pianura ad altitudini superiori a 700 metri; e così p. e. nel monte Baldo cresce nella parte più meridionale, ai Lumini (m. 702) e sul versante occidentale nella valle di S. Zeno all'Eremo dei SS. Benigno e Caro (m, 834) in unione a Fagus sylvatica: e quivi abbandonato a sè e privo di qualsiasi coltura. si presenta coi rami quasi spinescenti, assumendo quella forma selvatica che dai coltivatori della collina si distingue col nome di Armela !. E quasi affatto selvatico osservasi nelle mura stesse della città di Verona, nelle siepi ed al margine dei campi in Val d'Adige alle falde orientali del monte Baldo fra Belluno Veronese e Brentino, nella Valpantena all'ingresso nel vaio dell'Anguilla, nella valle di Squaranto, nella collina veronese in: Valdonega, nel monte Larzano, nel colle delle Ungherine ecc.! - I gelsi sono tardissimi a schiudere le gemme: per tale ragione furono dagli antichi ritenuti i più saggi fra gli alberi e nella storia della meteorologia veronese è ricordato come anormale affatto l'anno 1787 nel quale invitati dalla placida temperie dell'aria avevano cominciato a rivestirsi di foglie sin dai primi giorni di aprile. La fioritura avviene in aprile-maggio: i frutti bianchi, giallognoli, rossi o rossastri (M. italica Poir.), neri, maturano in giugno e luglio; fermentati danno una buona aquavite: il legno è ritenuto ottimo combustibile e viene adoperato nella costruzione di recipienti vinari.

M. nigra L., Poll. - Gelso nero. - Morar o Morer negro. È ritenuto specie indigna italiana ed era coltivato nel Veronese in epoca remotissima per la foglia ed anche pei frutti usati in medicina ed anche come cibo (Biancolini): oggidì un qualche individuo è ancora coltivato qua e là, nei giardini: e così nella Valpantena a Novaglie, in Verona a S. Carlo, nella valle di Caprino a S. Martino ed al Platano! ecc. - Fiorisce in maggio: i frutti (More) dotate di un sapore acidulo graditissimo maturano in agosto.

Broussonetia Vent. - B. papyrifera - Morus papyrifera L., Poll. - Moro della China. - Papirifero, Moro papirifero, Moro della China, Morar della China*, Morar del Giapon*, Mori*, Catalpa salvega*. - Variat:
- β saxatilis.
Pianta ornamentale originaria del Giappone e delle Isole del Pacifico, introdotta nella nostra regione da epoca assai remota, oggi è fatta totalmente selvatica; ed albero o frutice, dall'Agro Veronese sin a toccare la zona montana, fra le rive del Benaco ed il confine Vicentino, si trova ovunque nelle siepi, nei muri, nelle rupi: p. e. nella città stessa di Verona!. È specie variabilissima e sommamente polimorfa; la var. β rappresenta una pianta interamente adagiata sul suolo, ovvero strettamente aderente ai muri ed alle rupi, col fusto brevissimo e foglie minutissime: cresce p. e. nel Bosco Mantico, presso Caprino a Gaiar ecc. alle falde di monte Baldo! ecc. - È coltivata come pianta ornamentale nei parchi, nelle piazze, lungo i viali ecc., ma comunemente è adoperata per far siepi: fiorisce d'aprile, accidentalmente (anno 1889) fu rinvenuta in fiore all'ingresso nella Valpantena dopo le prime pioggie di settembre: i frutti maturano in agosto e settembre.

Ficus Tournef. - F. Carica L. - Fico comune, Fico. - Figar, Figaro. - Variat:
- α sativa - F. Carica var. α Poll. - Fico domestico. - Figar, Figaro (l'albero); Figo (il frutto) ed i primaticci Fiori de Figo.
- β humilis Matthioli. - F. Carica var. γ Poll. - Fico nano. - Figar da vaso.
- γ Caprificus (Risso) - F. Carica var. β Poll.; Caprificus insectifera Gasp.; Caprificus Segu. - Caprifico, Fico selvatico. - Figar salvadego - ed il Pollini ne indica tre varietà aggiungendone così una terza alle due descritte da Pontedera e Segujer.
La varietà sativa cresce spontanea e vive allo stato selvatico - nel quale non deve confondersi colla var. γ che corrisponde al vero Fico selvatico - fra il Benaco ed il confine Vicentino, innalzandosi dall'Alto Agro alle zone già elevate nelle quali non solo non cresce l'Olivo ma è scomparso il Castagno, trovandosene una pianta sul monte Baldo in un muro, tra Spiazzi e la Ferrara, alle Fraine di sopra (m. 905)!: ed albero od alberello si incontra copioso e frequente in prossimità delle abitazioni campestri nelle siepi, nei luoghi boschivi, nelle rupi, sugli edifizi, sui muri ove diventa frutescente, e così nella città stessa di Verona a S. Giovanni in Valle, nel Giardino Giusti, all'Arena ed al Teatro Romano, sulle mura Scaligere, sui campanili ecc. Il Fico domestico è coltivato in molte varietà, alcune delle quali squisitissime e molto stimate sin dai tempi di Segujer, specialmente nella zona della collina, dalla quale si spinge sino alla montana, stante le propizie condizioni del clima nostro dolce e temperato: le varietà o razze più pregiate delle quali alcune sono di recente introduzione, rispondono alle denominazioni, qualche volta sinonime, di: Fichi neri, mori, rossi, aranzi, bianchi, verdi, verdoni, verdoni, zuccoi, segalini, del Paradiso, santi, da la resca, da la gossa, potolosi, S. Pieri, di Bardolin, di Maderno, Piemontesi, Genovesi ecc. - La var. β è una forma nana del Fico comune, nota benanco ai giardinieri sotto la denominazione di F. europaea, che si coltiva in vasi sulle finestre e sui balconi delle abitazioni cittadine: del resto esemplari non solo nani, ma alti appena pochi centimetri con le foglie minutissime, e per la forma corrispondenti alla varietà rupestris di Broussonetia papyrifera sopra elencata, sono stati raccolti a Grezzana sul campanile, a Verona su i muri di edifici cittadini! - Il Caprifico, da ultimo, qualche rara volta albero, ordinariamente frutice o alberello, con il tronco contorto, molto ramoso, frequentemente cespuglioso, ama le stazioni calde e soleggiate e quindi cresce nelle fessure delle rupi al lago di Garda, Nago (Ambrosi), Sirmione, S. Vigilio, Pai ecc.; sul monte Baldo lungo la ascesa alla Corona; nel Pastello e nella val d'Adige ecc.; sugli edifizi vetusti e così in Verona, a Soave nelle mura del castello ed in quelle di cinta, nella valle d'Illasi, in Valdonega, nella Valpantena ecc.! - Il Fico produce due sorta di anfanti: i primi, primaticci o fichi fiori (fiori de Figo) , dei quali molti cadono senza giungere a maturazione, sono maturi in luglio-agosto; i secondi, settembrini, dalla metà di agosto ad ottobre: da noi i fichi si mangiano, freschi, non essendovi nè tornaconto, nè possibilità per seccarli come si fa in paesi più meridionali dei nostri e più caldi: il succo latteo delle foglie e della corteccia è caustico e viene qualche volta adoperato per estirpare i calli: il legno somministra pessimo combustibile; le foglie raramente sono date come alimento agli animali, ordinariamente sono adoperate a fare loro il letto.




FAMILIA VI.  -  PLATANACEAE.


Platanus Tournef. - P. orientalis L., Poll. - Platano. - Platano de montagna, Platano. - Variat.:
- α cuneata (Ten.).
- β acerifolia (Ait., Ten.).
- γ foliis ultra medium fissis.
Originario dell'oriente, coltivato da epoca remotissima ed ora quasi fatto indigeno. È pianta arborea ornamentale, ma frequentemente si incontra allo stato di frutice: nell'Agro e nella pianura veronese è coltivato su vasta scala lungo i fossati e per far siepi; pertanto albero o frutice si incontra sporadico o subspontaneo, qualche volta facendo macchia o cespuglio: e così alle sponde del Benaco fra Torri e Castelletto; sotto Caprino e Pesina. lungo gli argini, nel letto del torrente Tasso e nei campi stati da questo innondati, nelle siepi presso Costermano ecc.; nella Valpantena a Borgo di Grezzana; a Verona nelle mura, in Campo Marzo nelle sabbie depositate dall'Adige, lungo il Canale industriale e quello dell'Alto Agro; S. Martino; Isola della Scala ed in mezzo nelle risaie alla Zambonina presso Vigasio ecc.! - Sono celebri le piante secolari di P. orientalis che nella valle di Caprino hanno dato il nome alla borgata chiamata per lo appunto "il Platano": la maggiore di esse trovasi addossata, al muro che serve di argine o riparo ad una delle tante diramazioni del torrente Tasso, ed alla altezza del muro stesso, misura 14 metri di periferia, e si narra che ai tempi dell'Austria una intera banda militare collocata e distribuita sui suoi rami, eseguisse un concerto musicale. - Le due forme α e β crescono promiscuamente: la γ, elegantissima, è prossima alla var. insularis Dc.; si può vedere in Borgo Trento all'ingresso dello stradone che da questo conduce al ponte Scaligero sull'Adige a Castel vecchio. Fiorisce in aprile-maggio; i frutti maturano in settembre-ottobre: il legno; osserva, Ambrosi, somiglia sotto molti rapporti a quello del Faggio, ma è più capace di questo di ricevere un bel polimento.

P. occidentalis L., Poll. - Platano, Platano d'America. - Platano, Platano american. - Originario dell'America boreale: coltivato e comunemente piantato lungo i viali, qualche volta si incontra qui sporadico o subspontaneo; p. e. nella valle di Caprino presso Costermano, nella pianura in vicinanza di Isola della Scala, nelle sabbie dell'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele. - Appartiene a questa famiglia il genere Liquidamber dell'America boreale: un esemplare magnifico di L. styraciflua L. si conserva maestosamente prosperoso in Verona nello Square dell'Indipendenza, già Orto Botanico - Seguirebbe per ordine la famiglia delle Balanophoraceae, rappresentata in Italia di Cynomorium coccineum L., o Fungo di Malta, parassita di varie piante marittime in Sardegna, Sicilia, Malta, Basilicata orientale.




FAMILIA VII.  -  EUPHORBIACEAE.


Tribus 1.  -  Euphorbieae.

Euphorbia. L., Boiss. in Dc. prodr. - A tutte le forme veronesi del genere Euphorbia vengono attribuite le denominazioni vernacole di Lataroli (Segujer), Lataroi, Latarini, Latisoi: qualche specie però è benanco indicata con denominazione speciale.
Sect. l. Anisophyllum Roep., Boiss. - Euphorbia Preslii Guss. - E. maculata Poll. - Erba francese. - "Stirps summopore polymorpha, sequentes exhibet formas vel potius variationes: a) foliis maculatis; b) foliis immaculatis concoloribus, vel discoloribus; c) procerior, ramosissima, latifolia; d) pumila, caule simplicissimo, folioso, folius approximatis invicem et imbricatim se tegentibus; e) foliis angustioribus f) foliis angustissimis" - Questa Euphorbia dell'America settentrionale, ignota al Segujer (a. 1745-1754), già copiosa, ai tempi di Pollini (a. 1816-1822) ed oramai naturalizzata, è sparsa sopra il territorio della, intera Provincia.! (Fontana., Rainer, Clementi, Barbieri, A. Mass. !, A. Mang.!, Precht), nella, quale i campi ne sono letteralmente infestati, e prosegue il suo viaggio di invasione, dalla pianura., p. e. Cerea (m. 15), ai monti, fra. le sponde del Benaco ed il confine Vicentino, internandosi in tutte le valli che sboccano nella pianura ed innalzandosi nelle zone collina e montana sino a toccare altitudini comprese fra 400-600 metri: e così alle pendici meridionali del monte Baldo al dissopra di Garda (Rigo!) e poco al dissotto dei Lumini nei monti Gazo, Belpo e Creta!, ed alle falde dei Lessini nella Valpantena a Pavarana ed Erbin! - Luglio-novembre: annua.

E. Chamaesyce L. - Variat:
- α glabrescens. - E. Chamaesice Poll.
- β maculata Parl.
- γ canescens (L.). - E. canescens Poll.
Le varietà α e γ crescono promiscuamente e copiosamente nella intera Provincia, dal piano e dall'Alto Agro alla collina ove scompaiono, la seconda però più frequente ed abbondante della prima; la β qua e là in unione ad esse: e così si incontrano al margine dei campi, nelle ortaglie; nelle vie e nelle piazze dei luoghi abitati, p. e. in Verona ove cresce benanco sui gradini dell'Arena; lungo i tracciati ferroviari fra le rotaie dei binari, p. e. a Sommacampagna, Villafranca (Mang.!) ecc.; nei campi ad Avesa (Mang. !, Rainer); nella Valpantena a Poiano ecc.; nella Valpolicella a Negrar, S. Pietro Incariano ecc.; nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!): nella val d'Adige alle falde di monte Baldo ad Avio (Venturi) ecc.; alle sponde del Benaco a Lazise, Castelletto di Brenzone ecc.!. Segujer, Pollini, Fontana non intravvidero se non la var. canescens. - Giugno-ottobre: annua.

E. Engelmanni Boisq. - E. Chamesyce var. canescens Goir. in exsicc. ! - Confusa sino a questi ultimi anni colla specie precedente e specialmente con la varietà β si trova di frequente nelle stesse stazioni, e così p. e. in Verona nelle strade e piazze della città e nei giardini lungo i sentieri, nelle aiuole, nei vasi a fiori ! (e A. Forti !), alle sponde del Garda a Castelletto ! ecc. - Fiorisce da giugno ad ottobre: annua.

E. prostrata Ait. - Qualche volta, e forse accidentalmente, qua e là lungo le vie e nei campi presso Verona! - Estate-autunno: annua.

E. humifusa W. - In unione ad E. chamesyce ed E. Engelmanni in Verona lungo le strade, nelle piazze, nei sentieri e nelle aiuole dei giardini! - Estate-autunno: annua.

E. thymifolia Burm. - Raccolta per la prima volta (ottobre 1899) in Verona presso la stazione di Porta Nuova lungo il binario; certamente crescerà altrove. - Annua.

Sect. 2. Tithymalus Boiss. - E. Lathyris L., Poll. - Catapuzia. - China.* in Valdonega di Verona, denominazione dovuta a pretese virtù medicinali. - Non ricordata pel Veronese nè da Segujer nè da Pollini, questa Euphorbia oggidì, sfuggita dagli orti, si incontra quasi inselvatichita nelle ortaglie, lungo le strade, nelle siepi, nei luoghi prossimi alle abitazioni, tanto nella pianura che nei monti: così a Villabella (m. 28); in Verona nel Giardino Giusti, in un cortile del Civico Ospitale ed appena oltrepassato il ponte Aleardi presso al camposanto; nella collina in Valdonega; nella val d'Adige copiosamente a Dolcè, la Perarola, Incanale, Rivalta, Brentino, Rivole; a Caprino presso al cimitero e a S. Martino sotto a Pazzon; a Costermano (Fontana); alle sponde del Garda tra Pai e Torri (Rigo!); tocca pure altitudini considerevoli trovandosi sui Lessini a Cerro (m. 728) e Ronconi (m. 900)!. - Da giugno a settembre: è bienne. Fu introdotta nelle ortaglie ritenendosi che la sua presenza fosse sufficiente per liberarle dalle talpe e da altri animali nocivi: quindi nel Bresciano porta la denominazione vernacola di Tend a l'ort nella lontana Basilicata Caccia-Talpe.

E. palustris L., Poll. - Tithymalus palustris fruticosus Segu. - È fra le nostre Euphorbiae quella che raggiunge la maggiore altezza, superando questa qualche volta metri 1,50. Cresce nei luoghi paludosi e nei fossi in tutta la pianura veronese e così pure nelle risaie (Poll.); presso la Bevilacqua (Segu.); nelle Valli grandi ove frequentemente è cespugliosa e suffruticosa alla base!; Arcole, Albaredo, Sambonifacio, Belfiore ecc.!; lungo il Mincio !; al lago di Garda a Riva (Gelmi), Lazise (Fontana), Peschiera, Lugana, Sirmione ecc.! Maggio-luglio: perenne.

E. verrucosa Lamk, Poll.! - Latarola * - Variat:
- β velutina Boiss.
- γ fiavicoma (Dc.).
Frequente in luoghi rupestri, pascolivi e selvatici della Provincia dall'Agro alla zona subalpina (Poll.!): a Verona in Campo Marzo (e Segu.); lungo l'Adige al Pestrino avanzandosi verso la pianura; S. Vito del Mantico, Bussolengo; Lazize (e Fontana); Rivole, e dalle valli di Caprino e del Tasso su per il monte Baldo sino a Pravazar, la Ferrara, Giare di Valbrutta, Campedello (m. 1074); collina veronese, p. e. nel colle delle Ungherine, vaio Borago ecc.; nei Lessini sul monte Tondo fra Valpolicella e Valpantena, Cerro, Corbiolo, S. Anna ecc.!: la β raramente assieme alla forma tipica; Verona in Campo Marzo; monte Baldo a Spiazzi! ecc.: e così la γ p. e. a S. Martino B. A., Rivole ecc.! - Fiorisce da maggio a luglio, qualche volta più tardi; i frutti sono maturi in agosto-settembre. È perenne; qualche volta suffrutescente alla base.

E. carniolica Jacq., Poll. fI. ver. excl. var. γ. - E. ambigua Poll. viag.; Titimulo di larga folia Pona. Latarola* (nel monte Baldo). - Variat:
- β longe-radiata Goir. Sp. morph. veg. p. 24.
Specie eminentemente polimorfa; predilige i luoghi selvatici fra 1000-1600 metri: nel monte Baldo in Valfredda (e Poll.), Lonza, Novezina, Noveza (e Poll.) nelle macchie di Cytisus alpinus, Acque negre, S. Giacomo (Heufler) ecc.; e nei Lessini, sui quali cresce copiosamente a Chiesanuova, Scandole, passo della Sega ecc. !: la var. β assieme alla specie nei dintorni di Chiesanuova!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

E. dulcis L., Poll. fi. ver. non viag. - Latarola* (Ferrara di monte Baldo). - Variat:
- β purpurata Thuill. Poll. fl. ver. - E. dulcis L. Poll. viag. non fl.
In luoghi selvatici e rupestri nelle zone collina e montana (Poll.): la var. β è la forma predominante!. - Al lago di Garda (Clementi); pendici del monte Baldo dalla valle di Caprino in su, lungo la salita da Brentino alla Corona, e da Rivalta (m. 135) al piano di Festa (m. 684) seguendo il sentiero, nei dintorni della Ferrara ecc.!; nella collina veronese, S. Leonardo, Valdonega, Avesa, Quinzano!; nella Valpantena presso Grezzana (e Segujer che la indica nella valle Lamason ove nel fatto è frequente!); nei Lessini nella valle di Squaranto a Mizzole, Pigozzo, Trezzolan, sul pian di Castagnè ecc., a Cerro Veronese ecc.!; nella valle d'Illasi! ecc. - Aprile-giugno: perenne.

E. platyphylla L., Poll. fi. excl. Byn. Ponae. - Variat:
- β lanuginos Thuill.
Frequentissima lungo i fossi, nelle siepi, al margine dei campi ed in luoghi selvatici umidi nella pianura e nell'Agro Veronese, internandosi in tutte le valli fra il lago di Garda ed il confine Vicentino e salendo su per la collina (Poll.): e così lungo il Mincio a Ponti (A. Mass.!) ed alle sponde del lago di Garda (Clementi, Gelmi); nella val d'Adige a Volargne!, Mori (Gelmi) ecc.; a Bussolengo e Pastrengo! ecc.; a Quinzano!; nella valle di Tramigna ecc. La var. β nei fossi a S. Michele, Caldiero! ecc. Il Thithimalo di larga foglia dal Pona, dubitativamente da Segujer e Pollini riferito ad E. platyphylla, spetta sicuramente ad altra specie, vista la stazione indicata da lui per la sua pianta, Artillon di monte Baldo; e secondo ogni probabilità ad E. carniolica. - Fiorisce da giugno ad ottobre: annua.

E. stricta L. - Non è pianta comune, però cresce copiosamente, al margine dei fossi e nelle siepi, alle falde di monte Baldo a Caprino, Boi, Pesina, Castion, S. Martino, Onè, Platano, nella Valsecca sotto a Pazzon ecc., e nella val d'Adige presso Incanale, Ceraino ecc.! - Luglio-ottobre: annua.

E. helioscopia L., Poll. - Thithimalo elioscopio Pona. -
Erba Calenzola. - Volgatissirna ovunque nei campi, nei muri, nelle macerie ecc., dal piano ad altitudini anche considerevoli, p. e. nel monte Baldo a Spiazzi, Crosati, Fraine di sopra! (820-905 m.), e forse maggiori se a questa specie è da riferirsi il Thithimalo elioscopio del Pona, da questi indicato nella valle dell'Artillon e quindi per lo meno a 1300 metri di altitudine. - È in vegetazione durante tutto l'anno: le piante tardi ve sono frequentemente sorprese dalle prime nevicate, ed allora svernano sotto alla neve, e non appena questa squagliatasi, riprendono e compiono il ciclo della loro vegetazione. - Annua o piuttosto bienne?

E. Peplus L., Poll. - Calenzola piccola. - Variat:
- β peploides (Gouan).
Comunissima nei campi, fra le messi, nelle ortaglie che letteralmente infesta, lungo le vie, nei muri, nelle macerie (Segu., Poll.!), dal piano alla zona montana, p. e. nel monte Baldo a Spiazzi e Fraine!: la var. β probabilmente, assieme alla forma tipica. - è in vegetazione quasi durante tutto l'anno: annua.

E. exigua L., Poll. - Esula minore del Trago Pona. - Variat: - β truncata et γ tricuspidata Koch.
Nei prati, campi, messi, pascoli ed anche nelle rupi, dalla pianura alla zona montana, però non comune: la forma tipica e le varietà crescono promiscuamente. Indicata da Pona presso Bussolengo, questa elegante piantina cresce in val d'Illasi presso: Tregnago; nella valle di Marcellise; nella bassura di S. Michele nei medicai e nei prati di Trifolium pratense; nella collina veronese; nella Valpantena a Spredino (m. 456): nei monti Lessini ai Zambei oltre Cerro Veronese (m. 728), nelle rupi a S. Anna d'Alfaedo e nei monti detti le Vezzadre e le Loffe (m. 966); nel monte Baldo fra Spiazzi e la Ferrara (m. 800), in Albarè (m. 1031) e nel Belpo sopra ai Lumini (m. 804)!. - Fiorisce da giugno a settembre: annua.

E. falcata L., Poll.!. - Variat:
- β minor Koch.
La forma tipica con la varietà è comunissima in tutta la Provincia nei luoghi coltivati, lungo le vie ecc. - Alle rive del Benaco (Clementi); nella valle di Caprino; a Valeggio, Villafranca ecc.; nei dintorni e nella collina di Verona; nella Valpantena a Grezzana, Romagnano ecc.; presso Mizzole, Montorio ecc.; a Tregnago ecc.: tocca anche stazioni elevate, p. e. nel monte. Baldo fra Spiazzi e la Ferrara!. - È in vegetazione da maggio ad ottobre: annua.

E. nicaeensis All., Poll.! fi. excl. non. syn.! - Tithymalus foliis brevibus aculeatis Segu. pl. ver. I, p. 154 cum ic. tab. III, fig. 2. - Variat:
- β decumbens.
- γ rupestris.
Pianta variabilissima per l'abito ed il portamento, che dall'alta pianura e dall'Agro veronese, fra le sponde del Benaco ed il confine vicentino si incontra ovunque (Calc., Pona, Segu., Poll., Font., A. Mass. !, Mang.! ecc.) al margine dei campi, lungo le vie, nei luoghi selvatici e sassosi!: tocca benanco altitudini assai elevate, p. e. cresce nel monte Baldo ai Lumini (m. 702) ed a Spiazzi (m. 820), sulla cima del Pastello (m. 1122) ecc !. Le var. i>β e γ si incontrano assieme alla forma tipica: la β ad esempio nella Valpantena sul monte Cucco ! la γ nel monte Baldo! - È in vegetazione da giugno ad ottobre: perenne.

E. Gerardiana Jacq., Poll.! - Tithymalus amygdaloides angustifolius Segu. - Luoghi ghiaiosi e sabbiosi: in tutta la val d'Adige ad Ala (Poll., Gelmi), Rivole (Poll.), Ceraino!, Pescantina!, Verona! (e Poll.) ecc.; presso Tregnago (A. Mass.!); lungo l'Alpone (Segu., Poll.); Lazise sul Garda (Fontana). - Giugno-agosto: perenne.

E. esula L. - Non comune: alle sponde del lago di Garda negli oliveti ove venne scoperta da Gregorio Rigo!; e così p. e. tra Cassone e Malcesine !; lungo l'Adige, nei dintorni di Legnago, nelle sabbie depositate dal fiume in seguito alla piena del 1882 (Bolzon). - Giugno-agosto: perenne.

E. Cyparissias L., Poll. - Erba cipressina. - Latacavre*. - Variat:
- β esuloides Parl.
- &bgamma; monstruosa Parl.
Comunissima nei campi, lungo le vie, nelle ortaglie, nei muri, nelle macerie dalla pianura alla zona montana (Calc., Pona, Segu., Pollo ecc.): la var. β raramente assieme alla forma tipica, p. e., lungo l'Adige presso Verona oltrepassato il Lazzaretto!; la &bgamma; in un querceto a S. Vito del Mantico; nel vaio Borago presso Avesa, sul ciglio di un muro a secco a Camposilvano sui Lessini (m. 1169), ecc.!. La pianta citata da Seguier Tithymalus Cyparissias foliis punctis croceis notatis, è la E. Cyparissias colle foglie infestate da una uredinea. - È in vegetazione dalla primavera all'autunno secondo la altitudine: perenne. - La E. Cyparissias è assai appetita dalle capre; di qui la denominazione vernacola.

E. pilosa L., Poll. - Tithymalus salicis folio tenuissime serrato et villoso Segu. - Rara: raccolta primieramente da Pontedera presso Lobia e comunicata a Seguier; presso Palù da Pollini, nonchè alle falde dei Lessini lungo la via che dal pian di Castagnè conduce a S. Rocco; nelle vicinanze di Tregnago (A. Mass.!); al lago di Garda (Facchini, Perini); cresce copiosissima alla contrada Antolini e sul monte Tondo o Nero (m. 703) a cavaliere di Valpantena e Valpolicella!. - Giugno-luglio: perenne.

E. amygdaloides L:, Poll. fl. ver. - E. sylvatica Poll. viag. - Latarola (Ferrara di monte Baldo). - Frequentissima nel Veronese fra il Garda ed il confine vicentino, di preferenza nei luoghi selvatici montani e subalpini tanto del monte Baldo quanto dei Lessini, dai quali, seguendo le valli, scende nelle colline avanzandosi verso la pianura! (Segu., Poll.), talchè si trova nella valle di Caprino!, in val d'Adige presso la Chiusa!, nella collina veronese appena al di là di Avesa nel vaio Borago!, nella Valpantena oltrepassati i Belori nel vaio del Falcone ed in quello dell'Anguilla!, nella valle di Squaranto presso la Rocchetta bassa! ecc. e quindi fra metri 1600 e metri 70 di altitudine. - Aprile-luglio: perenne.

Mercurialis L. - M. annua L., Poll. - Mercorella. - Mercorela (Segu.), Mucaiola (Segu.), Mocaiola, Mocarola, Muraiola, Cacarela·, Bocarole. - Variat:
- β angustifolia.
- γ ambigua. (L.).
Comunissima nei campi, nelle ortaglie, nelle macerie, nei muri, lungo le strade dal piano alla zona subalpina! (Segu., Poll. ecc.): la var. β cresce assieme alla forma tipica, p. e., presso a Verona nella Valdonega e nel monte Baldo ai Crosati (m. 903); la γ qua e là accidentalmente. - È, si può dire, in vegetazione durante tutto l'anno, e non di rado sverna sotto alla neve. - Annua e bienne!

M. perennis L., Poll. - Mercorella bastarda. - Variat:
- β ovata. (Sternb. et Hoppe).
Luoghi selvatici, sassosi e rupestri (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.), dall'Agro veronese e dai colli, p, e. Bosco Mantico!, Chievo !, monte Moscal !, colli Benacesi! ecc. alla zona alpina, tanto nel monte Baldo quanto nei Lessini!: la var. β cresce assieme alla specie nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, nel Gazo, fra le rupi in Valfredda! ecc. e nei Lessini in Malèra!, Corno d'Aquilio!, Corno Mozzo! ecc. - Marzo-agosto a seconda della altitudine: perenne.

Acalypha L. - A. virginica L. - Originaria dalla Virginia, dalla Carolina e da altre parti dell'America, questa Euforbiacea comparve per la prima volta nell'Orto Botanico di Verona nel 1842 o in quel torno (Manganotti!); oggidì abbonda nei giardini e nelle ortaglie di Verona !, in Campo Marzo!, Campagnola!; nella collina in Valdonega!, S. Leonardo!, S. Mattia!; al Tagliaferro presso Avesa !; a Parona d'Adige! ecc.: è pure comparsa in valle di Caprino alle Fornase di Boi ai piedi del monte Gazo, uno dei contrafforti più meridionali del monte Baldo! e ad Onè sotto Pazzon !. - Luglio-novembre: annua.

Ricinus L. - R. communis L., Poll. - Ricino. - Ricino*, Rizzin. - Il Ricino, oriundo probabilmente dalle Indie orientali, coltivato una volta estesamente nella parte bassa della Provincia veronese e nel Legnaghese segnatamente, oggidì in minori proporzioni per ragioni molteplici, si incontra sporadico qua e là: p. e. accidentalmente in valle di Montorio sopra Olivè nel luogo detto la Pezza (m. 243)!. Annuo, qualche volta bienne!



Tribus 2.  -  Buxeae.

Buxus - B. sempervirens L., Poll. - Bosso. - Verdo (Monti), Busso, Martel. - Frutice od arboscello, spontaneo o coltivato cresce colle sue varietà in tutta la Provincia dal piano alla zona montana elevata (Calc., Pona, Bauhin, Segu., Poll., Mang.!, ecc.). - Variat:
- α arborescens (Lam.) - È la forma più frequente: alle sponde del Garda a Lazise (Fontana), Riva (Heufler) presso Caprino!; a Verona in una siepe presso al forte Gazometro!; nell'Agro veronese a Bussolengo! ove una volta era copiosissimo; nella collina veronese!; nella Valpantena a Romagnano e più al basso nel vaio del Falcone: a Spionca e la Busa !,. nel vaio dell'Anguilla!; nel Pastello presso Monte!, nella valle d'Illasi presso Badia Calavena e Selva di Progno! ed altrove: e più in alto nei Lessini a Molina!, Camporiondo!, Erbezzo!, Vallene (m. 1070) sin quasi a toccare la zona del Mugo.
- β angustifolia Loud. - B. sempervirens var. α Poll. - In Verona nel Giardino Giusti!, ad Albaredo d'Adige! ecc.
- γ myrtifolia Loud. - B. sempervirens var. δ Poll. - Assieme alla var. α.
- δ suffruticosa Lam. - B. sempervirens var. γ Poll. - Volgarissima; adoperata a costrurre siepi.
- ε variegata Host. - B. sempervirens var. ε Poll.
Nella collina veronese alle Are ed altrove !: veramente non può dirsi varietà; a Boi, tra Caprino e Pesina, nel parco Cattarinetti, cresce una pianta biforcata sin quasi dal piede, con una delle diramazioni concolor e l'altra variegata. Nei giardini poi sono frequenti le variazioni - a) foliis argenteo-variegatis (sub-var. argentea Loud.); - b) foliis aureo-maculatis (sub-var. aurea Loud.); - c) foliis in acumen luteum abeuntibus (sub var. aurea-acuminata Baill.); - d) foliis aureo-punctulatis (sub-var. aureo-punctulata Baill.) - e) follis aureo-marginatis (sub-var. marginata Loud.). - Fiorisce da febbraio a maggio dipendentemente dalle condizioni meteoriche e dalla altitudine: il legno durissimo, si presta al tornio per molti ed elegantissimi lavori. Il Bosso, sembra fosse introdotto e coltivato nei giardini veronesi da epoca immemorabile, e Giovanni Bauhin (Hist. plant. I, p. 497) scrive di aver visto in Verona Buxi plantas artificiose animalia varia exprimentes; e Seguier (pl. ver. II, p. 239) soggiunge, "forte in horto comit. Iustorum ubi nunc extat antiquissimus Buxi tonsilis labyrinthus" ed il labirinto può osservarsi ancora oggidì. Forse a questa introduzione non furono estranee pratiche e costumanze di indole religiosa: presso di noi si intrecciano corone di Bosso che nelle campagne i contadini espongono lungo le vie campestri per esservi benedette durante le processioni che si fanno all'epoca delle rogazioni. Nei nostri monti presso le case si trovano frequentemente piante di Bosso, conservate e mantenute, perchè i rami sono adoperati per intrecciare ghirlande destinate ad adornare i cadaverini dei bambini rapiti da morte.

B. balearica L. - Frutice od arboscello elegantissimo quasi inselvatichito in Verona nel Giardino Giusti ed altrove !, nella Valpantena presso Marzana! - Fiorisce in marzo ed aprile.



Tribus 3.  -  Callitricheae.

Callitriche L. - C. stagnalis Scop. - O. aquatica α verna Poll.- Erba gamberina. - Pavarina* denominazione attribuita benanco alle altre specie di questo genere che seguono, nonchè a diverse al tre piante acquatiche. - Variat:
- β platycarpa (Kütz.).
La specie e la varietà crescono nei fossi e nelle acque di lento corso o stagnanti della Provincia! - È in vegetazione durante tutto l'anno. Perenne.

C. verna Kütz. - C. aquatica β intermedia Poll. - Variat:
- β alpina Parl.
- γ terrestris Hausmn.
Ove la specie precedente e nella stessa epoca, ma si incontra con maggiore frequenza: nei fossi dei dintorni di Verona, ed in generale nelle acque a mite temperatura, è in fioritura sin da febbraio: la var. β nelle pozze nelle quali si abbeverano le mandrie, sul monte Baldo in val Basiana (m. 1077) e nel monte Maléra (m. 1077) sui Lessini, da luglio a settembre. La var. γ forma coenicola presentata pure dalla specie precedente, si incontra nei luoghi paludosi e nei fossi che per siccità od altra causa sono rimasti all'asciutto o quasi. Perenne.

C. hamulata Kütz. - C. aquatica γ autumnalis Poll. -
Colla specie precedente durante quasi tutto l'anno. Della famiglia delle Euphorbiaceae non sono rappresentati nella Flora veronese i due generi Crozophora,(Crozophora (Croton L.) tinctoria Adr. de Iuss. Volg. Tornasole), e Andracne (Andracne telephioides L. Volg. Porcellana greca).




FAMILIA VIII.  -  CERATOPHYLLACEAE.


Ceratophyllum L. - C. demersum L., Poll. - Coda di volpe. - Grata, Erba grata. - Nelle acque lentamente scorrenti e nei fossi della pianura e dell'Agro veronese; p. e. a Bovolone (Segu.), a Villafranca (A. Mass.!): è copiosissimo al lago di Garda nel porto di Riva e fra Peschiera e Desenzano (Ambrosi), nei porti di Torri (Rigo!), Castelletto!, Assensa!, Malcesine ! - Giugno-settembre: perenne.

C. submersum L., Poll. - Raro negli stagni e nei fossi della Provincia veronese (Moreni, Poll.), nei quali a noi non fu dato raccoglierlo; nel lago di Garda è stato trovato a Riva (Gelmi).




FAMILIA IX.  -  POLYGONACEAE.


Polygonum L. - Sect. 1. Amblygonum L. - P. orientale L., Poll. - Corallino, Discipline. - Ingranate, Greste o Creste de dindio, Creste o Greste de gal, Baston di cardinale (al confine del Veronese col Trentino !). - Originario delle Indie Orientali, Australia, Africa meridionale, è coltivato nei giardini come pianta ornamentale e si incontra qua e là sporadico e quasi inselvatichito !: e così nella pianura lungo i fossi a Legnago, Cerea, Sanguinetto; nelle macerie in Verona; a Parona lungo l'Adige; nei luoghi coltivati a Ceredelo presso Caprino, Onè alle falde del monte Baldo ecc. Oltre la forma tipica a fiori rosso-porporini, cresce ma rara, altra a fiori bianchi: sono pure coltivate le due forme corrispondenti a P. altissimum Moench. e P. pilosum Roxb. - Luglio-novembre: annuo.

Sect. 2 Fagopyrum Gaertn. - P. Fagopyrum L., Poll. - Fagopyrum, vulgare erectum Segu. - Fraina, Grano saraceno. - Negro, Formenton negro, Formentone nero (Segu.), Polenta negra, Surasin. - Variat:
- α genuinum.
- β laxum. - "Caule elongato, subfrutescente, fere repente".
- γ pusillum. - "Forma pusilla coespitosa".
Originario dell'Asia centrale è generalmente coltivato dall'Agro veronese alla zona montana intera, ed ovunque si incontra sporadico e quasi inselvatichito !: la var. β nelle ghiaie e luoghi sassosi in mezzo ai frutici a S. Vito del Mantico!, la γ fra le rupi alle Vezzadre a S. Anna d'Alfaedo sui Lessini. - Estate-autunno: annuo.

P. tataricum L., Poll. - Grano saraceno di Tartaria - Formenton negro della China. - Originario della Siberia e della Tartaria era coltivato sui Lessini per i semi farinacei (Poll.).

Sect. 3- Tiniaria Meisn. - P. Convolvolus L., Poll. - Fagopyrum vulgare scandens. Segu. - Erba Leprina, Vilucchio. - Scoriola*, Fasolari o Fasoleti salveghi. - Variat:
- α genuinum.
- β Bertolonii (Goir. et Ton. !).
"Occurrunt quoque formae: a) caule ramosissimo longissime scandente; b) caule humili, suberecto; c) parvifolium. - Siepi, campi, macchie luoghi pietrosi dal piano alla zona supalpina in tutta la Provincia (Segu., Poll.): la var. β sui Lessini a Romagnano, Grezzana, vaio dell'Anguilla, ecc.; nella collina veronese in Valdonega; sul monte Baldo; nella val d'Adige presso Rivole ecc.!: la forma a) frequente nelle siepi e nelle macchie; la b) nel luoghi coltivati a Camparso sui Lessini ed altrove; la c) è una forma serotina, ramosissima. - Estate-autunno: annuo.

P. dumetorum L. - Questa elegantissima specie, non avvertita da Seguier, non da Pollini, cresce rigogliosa e frequentissima nelle siepi, nelle macchie, nei luoghi selvatici della intera Provincia, dall'Alto Agro veronese alla zona montana elevata, fra le sponde del lago di Garda ed il confine vicentino: e così a Tombetta, Tomba, S. Pancrazio, S. Vito del Mantico ecc. ; in Campomarzo di Verona e nella città stessa a Castel S. Pietro; nella Valpantena; in val d'Adige a destra e sinistra del fiume; in tutta In valle di Caprino sino ai piedi di monte Baldo ed in questo alla Corona ed a Campedello (m. 1074); a Torri (Rigo) ; alla madonna di Navene; nella valle d'Illasi a Tregnago, Cogolo, Badia Calavena, Selva di Progno (m. 569); nella valle dell'Alpo a Monteforte, S. Giovanni Ilarione; nel monte Bolca (m. 945) ecc.!. - Luglio-ottobre: annuo.

P. mixtum Goir. et Tonini!. - P. Convolvolus x dumetorum et P. dumetorum x convolvolus. - Rarissimo: nella città di Verona nello square dell'Indipendenza ove è stato primieramente scoperto!, in Campomarzo !, nella collina alle Are! ed in Valdonega! - Giugno-settembre.

Sect. 4 Bistorta L. - P. Bistorta. L. - Bistorta serpentina. - Bistorta. - "Dune occurrunt formae a) major, b) minor". - Prati e pascoli umidi e pingui nelle zone montana e subalpina sul monte Baldo e sui Lessini ! (e Calz., Pona., Segu., Poll., A. Mass. ! ecc.). - Da giugno a settembre: perenne. Il rizoma era una volta adoperato in medicina: oggidì ancora, in alcuni luoghi è masticato perchè creduto utile alla consolidazione dei denti vacillanti.

P. viviparum L. - Variat:
- α majus: caule usque 40 cm. alto.
- β pusillum: tota pianta 4, 5-5 cm. alta.
Luoghi selvatici nelle zone subalpina ed alpina (Pona, Segu., Poll.); la varo β nelle stazioni maggiormente elevate: nel monte Baldo in Ime !, Valfredda !, Val Losana!, Artillon!, val delle pietre!, alle busete ! ecc.; sui Lessini al Corno d'Aquilio !, Podesteria!, Maléra!, Revolto! ecc. - Da giugno ad ottobre: perenne.

Sect. 5 Persicaria. - P. amphibium L. - Potamogeton Salicis folio et Persicaria Salicis folio, Potamogeton angustifolium dictu Segu. - Lingua di vacca (Segu.). - Variat:
- α natans. - P. amphibium var. α Poll.
- β coenosum Koch.
- γ terrestre (Leers). - P. amphibium var. β Poll.
Vegeta nelle acque stagnanti o a lento corso (var. α), nelle risaie, nei fossi e luoghi innondati e paludosi ovvero rimasti all'asciutto (var. β et γ):, e così nel fiume Tartaro! (e Segu.), Aselogna!, S. Michele presso Verona!, Peschiera! ecc. - Giugno-ottobre: perenne.

P. lapathifolium L., Poll. p. parte. - Erba-maria, Sante-marie. - Variat:
- α typicum. - P. lapathifolium Ait.
- β incanum (Schm.).
- γ virescens Gren. et Godr.
- δ nodosum (Pers.).
La forma tipica e le varietà vegetano copiose nei campi arenosi, nei luoghi umidi ed incolti, lungo i fossi, i torrenti, i fiumi dal piano alla zona montana! (e Segu., Poll. ecc.). - Giugno-ottobre: annuo.

P. Persicaria L. - Variat:
- α genuinum.
- β elatum Gren. et Godr.
- γ incanum.
Campi paludosi, luoghi umidi, lungo i fossi, dal piano alla zona montana elevata: la. var. β sui Lessini a Romagnano!: la γ, rara, sul monte Baldo a Spiazzi! - Giugno-ottobre: annuo.

P. mite Schrank. - P. laxifiorum Whei; P. dubium Stein.; P. hybridum Chaub. - Lungo i fossati ecc. come il precedente e nella stessa epoca!.

P. axillare Rigo. - Sponde del Garda a Cisano (Rigo): probabilmente altrove. È ritenuto da taluni un ibrido, P. mite X Persicaria.

P. Hydropiper L., Poll. - Cuociculo, Erba pepe, Pepe d'acqua. - Erba-maria, Sante-made, Pever d'acqua, Erba che beca. - Vegeta nei fossati nei luoghi umidi ed in siti ombrosi e selvatici (Pona, Segu., Poll. ecc.): in vicinanza al lago di Garda (Ambrosi), Verona!, nella Val d'Adige a Ceraino, Rivole ecc.!, S. Michele! ecc. - Dalla pianura alla zona montana. - Giugno-ottobre: annuo.

P. minus Ruds. Poll. - Persicaria pusilla del Lobelio Pona. - Sante-marie - Variat:
- β alpestre.
Nei fossi e prati umidi dal piano alla zona subalpina, frequentemente in società col precedente: e così al lago di Garda (Clementi), Verona!, Vigasio!, alle falde del monte Baldo nella Valsecca presso Pazzon! ecc.: la var. β nel monte Baldo nelle pozze di Basiana ! (m. 1077) e sui Lessini in quelle di Maléra (m. 1700). - Giugno-ottobre: annuo?

P. minus X Persicaria. - Val d'Adige presso Ceraino, alle falde del monte Baldo presso Brentino! ecc. - Si nota che di questa sezione sarebbero da registrare non poche altre forme ibride!

Sect. 6 Avicularia. - P. Bellardi All. - P. aviculare var. δ Poll. - Campi e luoghi coltivati dalla bassa pianura (Pollini) alla collina, ma non frequentemente: Isola della Scala!, lungo il Tartaro!, nel letto dell'Adige presso, Verona !, Caldiero !, Guastalla veronese!. - Giugno-ottobre: annuo.

P. avicularo L., Poll. var. α , β, γ. - Centimorbia, Corregiola. - Porcarola, Porzelana salvadega, Porchina*, Erba porchina*. - "Stirps, mire polymorpha, innumeras exhibet varietates vel potius formas: insigniores enumerare liceat, nempe: a) monspeliense (Thieb.), b) erectum Ledeb. accedens ad P. Bellardi All., c) arenarium Gren. et Godr., d) neglectum Bess., e) depressum Meisn. accedens ad P. herniaroides Del., f) nanum (Boiss)". - Il P. aviculare, colle sue varietà, vegeta (Segu., Poll., Fontana, ecc.) nei campi e luoghi coltivati, nel letto dei torrenti, fra le macerie, per le vie e piazze dei luoghi abitati (e depressum), innalzandosi dalla pianura ad altitudini anche considerevoli, p. e. sul monte Baldo a Campedello (m. 1074)!, nel monte Bolca (m. 945) ! ecc.: la var. nanum sui Lessini nel monte Brancon (m. 1600)! - Giugno-novembre, dipendentemente dalla altitudine: annuo. - Da escludere dalla Flora veronese P. flagellare Bertol., erroneamente indicato nella valle di Caprino!.

Rumex L. - Sect. 1 Lapathum Adans. - R. alpinus L. Poll. - Rabarbaaro alpino. - Ama i pascoli e luoghi pingui nelle zone montana elevata e subalpina, e si incontra di frequente presso le case dei pastori (Segu., Poll.): così nel monte Baldo alla Ferrara e all'Ortigara (Poll.), in vicinanza della fontana di Naole! ecc. sui Lessini a Revolto!, in Podesteria! ecc. - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.

R. Hydrolapathum Huds. - R. acquaticus Poll. non L.; Lapathun acquaticum folio cubitali Segu. - Tabacco di palude. - Pancuco de' roschi *. - Comune lungo i fossi e corsi d'acqua, nelle risaie (Poll.), nei luoghi paludosi ecc. dell'alta e bassa pianura veronese: e così ad Isola della Scala lungo il Tartaro e nell'alveo di questo (Segu.), lungo la Molinella (Masè !), Vigasio!, Peschiera (Poll.), Lazise (Fontana), Villafranca (A. Mass. !), Verona in Campagnola ! ecc. - Maggio-novembre: perenne. Le giovani foglie cotte e condite sono mangiate dalla gente di campagna.

R. crispus L. Poll. - Lapathum folio acuto crispo Segu. - Bombice, Romice. -.- Lengua de bo*, Lengua de vacca (Segu.), Lapazio, Pancuco salvego, Pancuco de' roschi*: le quali denominazioni vernacole vengono pure attribuite alle specie che seguono di questa sezione. - Comunissimo nei campi, nei prati, lungo le strade, presso i fossi (Segu., Poll., Pont., A. Mass. ! ecc.) dalla pianura alla zona montana!. - Aprile-novembre: perenne. - Prossimo a questa specie è R. patientia L., una volta coltivato negli orti, e che, allo stato selvatico, potrà forse rinvenirsi in qualche punto del Veronese.

R. conglomeratus Murr. - R. acutus Bertol., Poll.; Lapathum folio acuto plano Segu.; Ossilapato Calc. - Comune al margine delle fosse, nei luoghi umidi ed innondati, lungo le vie, nei prati ecc. di preferenza al piano e nella collina; non manca però nella zona montana!. - Maggio-ottobre: perenne.

R. obtusifolius L., Poll. - R. Friesii Gren. et Godr.; Lapathum folio minus acuto Segu. - Vegeta nei prati, nei luoghi incolti, fra le macerie, negli stagni, lungo i fossi (Segu., Poll., Font. ecc.) ascendendo dalla pianura alla zona montana superiore: p. e. nel monte Baldo alla Ferrara!. - Maggio-ottobre: perenne.

R. pratensis Mertens et Koch. - È ritenuto un ibrido, R. crispus X obtusifolius, in mezzo ai quali, frequentemente cresce.

R. pulcher L., Poll. - Lapathum folius oblongis extremitate subrotundis in medio utrinque sinuosis. Segu. - Cavolaccio. - "Folia longis insident pediculis, oblonga et utrimque in medio falcata, ita ut instrumentum musicum Violino ab italis dictum superficie sua repraesentet, hinc vulgo apud nostrates Lapathum violon planta vocatur. (Segu. pl. ver. I, p. 85) ". - Comune sulle vie, al piede dei muri, lungo i fossi; presso gli abitati (Segu., Poll., ecc.) al piano ed alla collina nei luoghi dimessi e temperati. - Maggio-ottobre: perenne.

Sect. 2 Acetosa Mill. - R. tuberosus L., Poll. - Acetosa tuberosa radice Segu. Raro. Si trova nei prati, pascoli e luoghi erbosi: e così appena fuori Verona nei fossi di cinta nel tratto compreso fra porta S. Zeno e porta Palio (Segu., Poll.); nella Valpantena nei colli presso Grezzana (Segu.) ; nei prati nelle vicinanze di Valeggio (Rigo!); nei pascoli di Bosco Mantico ! (A Poll.) e nei rivoni verso l'Adige ! - Aprile-luglio: perenne. È pianta frequentemente gregaria.

R. Acetosa. L. - Variat:
- α typicus. - R. acetosa Poll. var. α, β, γ; R. Pseudo-Acetosa Bertol.; Acetosa pratensis Segu. - Acetosa, - Pancuco, Acetosa, Erba forte, Pan e vin*, Erba mandolina* (Grezzana).
- β hortensis (Vis.) - Erba-brusca.
La forma tipica con le numerose sue forme (conf. Segu. pl. ver. I, .p. 81-82; Koch. syn. fil germe et helv. p. 708 ed. 2) cresce copiosa nei prati e pascoli della intera Provincia: dal piano, dai dintorni e dalla città stessa di Verona (p. e. in Campo Marzo e nel Collegio agli Angeli !), dai colli (p. e. Monteforte dell'Alpo!) si spinge alla intera zona montana tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini, penetrando benanco nella subalpina! (e Segu., Poll. ecc.). - La var. β (Erba brusca degli Italiani, Oseille dei Francesi) è coltivata nelle ortaglie, ma raramente nella nostra regione, adoperandosi presso di noi, specialmente nelle campagne, le foglie della var. α variamente cucinate. - Aprile-luglio: perenne.

R. arifolius All., Poll. - R. montanus Desf. - Ritenuto una varietà della specie precedente, vegeta nei prati, nei pascoli e nei luoghi rupestri e ghiaiosi delle zone elevate dei monti, scendendo forse qualche volta a stazioni più basse: e così nel monte Baldo in Noveza!, ai Zocchi (Poll!.), valle degli ossi !, valli delle buse e delle pietre !. - Luglio-settembre: perenne.

R. Acetosella L. - Acetosa arvensis lanceolata Segu. - Variat:
- α vulgaris Koch. - R. Acetosella Poll.
- β angustifolius Koch.
- γ multifidus Koch. - R. multifidus Poll.
- δ alpester.
Vegeta nei prati, sui ciglioni dei campi, nei luoghi rupestri dal piano alla zona elevata dei monti (Segu., Poll. ecc.), singolarmente nei Lessini, e di preferenza in suolo di formazione basaltica!: la var. α nei dintorni di Verona!, al Maso ed a Montecchio!, sul monte Tondo !, presso Avesa nei due Vai Borago e Pissacavra!, a Grezzana (Segu.): la β sui Lessini a Corbiolo !; la γ nelle vie di Verona al Teson !, nel Bosco Mantico !, sul monte Tondo!; la δ sulle rupi nel monte Trapola (m. 1527) sui Lessini! - Giugno-settembre: perenne.

R. scutatus L., Poll. - Acetosa Romana. - Pan e vin, Erba beca, Erba forte*, Erba brusca*. - Variat:
- α typicus.
- β glaucus (Jacq.).
- γ parvifolius.
Vegeta nei luoghi rupestri e sassosi, fra le macerie, nelle ghiaie dei torrenti e dei fiumi, sui vecchi muri, dalla zona alpina alla montana che oltrepassa, seguendo i corsi d'acqua e spingendosi ana pianura: e così sul monte Baldo alle rupi di Valfredda (Pona), Valbrutta (Segu.), Giare di Valbrutta!, Campedello! (e Pona); alle sponde del lago di Garda fra le ghiaie alla foce del torrente prima di Cassone!; sui Lessini alle Fraselle (Segu.), Giazza!, Revolto ecc.; nel letto dell'Adige a Verona in Campo Marzo alla Rotta Fuini avvenuta per la piena del 1882!, sotto al muro lungo presso S. Michele!, in vicinanza al porto di S. Giovanni Lupatoto!: le due var. β e γ assieme alla forma tipica, ma di rado. - Giugno-ottobre: perenne. Dei generi italiani appartenenti a questa famiglia due mancano alla Flora veronese e cioè Emex Neck. (E. spinosa Campd.) e Oxyria Hill. (O. digyna Campd.).




FAMILIA X.  -  AMARANTACEAE.


Amarantus L. - Sect. 1 Euamrantus. - A. caudatus L. - Piogie (Monti), Coe, Coe rosse, Creste o Greste de gal. - Originario delle Indie, Nubia, Abissinia, è coltivato nei giardini quale pianta ornamentale: ma si incontra qua e là sporadico e subpontaneo: e così a Verona nelle macerie!, presso Caprino Veronese! ecc. - Estate ed autunno: annuo.

A. retroflexus L., Poll. - Bione {Segu.), Bioni, Beoni, Peoni*, Pioni*. - Variat:
- α typicus.
- β pumilus.
Originario dall'America boreale e tropicale, ma oramai naturalizzato: la forma tipica è comune (Segu., Pollini ecc.) nelle ortaglie, nei campi e luoghi coltivati, nei vigneti, lungo le vie, nelle macerie ecc. dalla pianura sino a toccare la zona montana, fra il lago di Garda ed il confine vicentino!: la var. β è pianta gregaria che si incontra assieme alla forma tipica nei vigneti e nei campi coltivati, p. e. a Romagnano !, della Valdonega! ecc. - Luglio-ottobre: annuo.

A. chlorostachys W., Poll. p. p. - "Occurrit a) tipicus, b) foliis, petiolis, rachide, fioribus rubentibus" - Assieme al precedente al piano ed in collina, salendo inoltre nella zona montana. p. e. sul monte Baldo alla Ferrara!: la forma b) a Verona in Valdonega e nella valle d'Illasi presso Selva di Progno!. - Luglio-novembre: annuo.

A. patulus Bertol. - A. chlorostachys Poll. p. p. - "Occurrit: a) arcaule crasso e basi ramoso, rubescente, ramis solo adpressis in orbem expansis, et b) caule erecto" - In unione ai due precedenti in piano e nella collina; più raramente nella zona montana. - Luglio-ottobre.

A. hypocondriacus L., Poll. - Code rosse, Amaranto da fascetti. - Originario dell'America tropicale, è coltivato unitamente ad altre specie congeneri nei giardini e si incontra frequentemente qua e là sporadico lungo le strade, fra le macerie, in vicinanza alle abitazioni!: Pollini lo indica lungo lo stradone da Verona per Trento presso la Mirandola e nelle vicinanze di Domeiara. - Estate-autunno: annuo.

A. paniculatus L. - Originario dell'America tropicale coltivasi colle sue varietà cruentus (L.) e purpureus (L.) nei giardini.

A. tricolor Lob., L., Poll. - Maraviglia. - Papagallo, Erba zizalpina. - Oriundo dalle Indie orientali, Cina e Giappone: è coltivato nei giardini.

A. sylvester Desf., Poll. - A. Blitum et viridis auct. plur. - Bioni ecc. - "Occurrit: a) caule simplici; b) caule a basi ramoso; c) pumilus". - Lungo le strade, nelle ortaglie, nei vigneti, nei campi e luoghi coltivati, nelle macerie dalla pianura alla zona. montana!. - Giugno-novembre: annuo.

A. albus L. - Rarissimo e forse accidentalmente: fra le macerie e nei luoghi nei quali sono depositati materiali fuori uso provenienti da cantiere ferroviario, oltre S. Michele presso alla Madonna di Campagna (Settembre 1883) ed in Verona presso la stazione di porta Vescovo, fra questa e Ponte-Campofiore (novembre 1898). - Annuo.

Sect. 2 Euxolus Raf. - Albersia Kth. - A. ascendens Lois. - A. Blitum auct. pl. (Poll. fi. ver. var. α et β). - Biedone. - Bioni ecc. - Vegeta nei luoghi incolti, nei vigneti, sulle vie, negli orti, presso gli abitati (Segu., Poll. ecc.) dalla pianura alla zona montana. - Giugno-novembre: annuo.

A. deflexus L. - A. prostratus Balb., Poll. - Viadoni* (Verona). - Variat:
- α typicus.
- β arenarioides. - "Planta pumila. Facies Arenariae serpyllifoliae !"
Originario dall'America boreale, non indicato nel Veronese dal Pollini nè nel Viaggio nè nella Flora, oggidì è comunissimo al piede dei muri e nelle vie urbane, lungo le strade e le siepi in gran parte della Provincia dal piano alla zona submontagnosa: la forma tipica in Verona e suoi dintorni, a Montorio, nella Valpantena a Grezzana ecc., nell'Alto Agro veronese, nella val d'Adige a Volargne ed alla Chiusa, nella valle di Caprino ecc., spingendosi a nord sin sotto a Pazzon e ad occidente a Costermano ove sembra cessare; la var. β in generale nei luoghi calpestati e di passaggio, e così a Bussolengo, Boi, Pesina ecc.! - Giugno-ottobre. Annuo.

Celosia. L. - C. cristata L. - Cresta di gallo. - Greste o Creste de gal, Pelle di gatto*. - Originaria delle Indie orientali, coltivasi in diverse varietà (castrensis (L.), comosa Retz., coccinea (L.), nei giardini ed incontrasi qua e là sporadica e subspontanea: e così in Verona fuori porta Nuova e porta Vittoria nelle macerie, nella collina in Valdonega lungo le strade vicinali, nella valle di Caprino ad Onè in vicinanza alle abitazioni! - Luglio-novembre: annua. Di questa famiglia manca nella Flora veronese il genere Achyranthes L. (A. argentea W.).




FAMILIA XI.  -  PHYTOLACCACEAE.


Phytolacca L. - Ph. decandra L., Poll. - Erba cremesina. - Ua da colorir, Amaranto, Maranto*, Naranto*. - Originaria dell'America meridionale è qualche volta coltivata nei giardini ma, ormai inselvatichita, cresce frequentissima nella pianura e nella collina lungo le vie, nei muri, in vicinanza alle abitazioni ecc.: e così, alle sponde del Garda (Poll.); Onè presso Caprino!; Pescantina!; Grezzana!; Verona in città al Collegio degli Angeli e fuori le porte fra le macerie!; nel Basso Acquar e presso il cimitero (Mang.!); in collina nel1a Valdonega! e lungo la strada alle Torri Massimiliane alle Are ove cresce copiosissima e gigantesca!; Avesa!; Parona ecc. ! - Luglio-dicembre: perenne.




FAMILIA XII.  -  CHENOPDIACEAE.




Tribus 1.  -  Atripliceae.

Spinacia. L. - S. oleracea L., Poll. - Spinacio. - Spinazza, Spinazze*. - Variat:
- α spinosa. (Moenk). - Forma typica.
- β inermis (Moenk). - S. glabra Mill.
Originaria del Caucaso, Persia, Afganistan essendo certamente derivata dalla spontanea S. tetrandra. Stev.: è coltivata ovunque nelle ortaglie, singolarmente la var. α la quale si incontra qua e là inselvatichita in vicinanza di queste, p. e., in Campagnola di Verona! - È in vegetazione, può dirsi, durante tutto l'anno: fiorisce da maggio a luglio. Annua e bienne.

Atriplex L. - A. hortense L., Poll. - Variat:
- α hortense album s. pallide virens C. B. pin. 119. - Bietolone bianco.
- β hortense rubrum C. B. l. c. - Bietolone rosso.
Originario della Siberia e della Tartaria: è coltivato nei giardini e nelle ortaglie, ma qualche volta si incontra inselvatichito: p. e. in Verona nelle macerie fuori Porta Nuova ! - Luglio-ottobre: annuo.

A. hastatum L. - A. latifolium Wahlnb; A. patulum Sm., Poll. viag. et fl. var. α et β; A. venetum Poll. hort. et prov. veron. pl. nov. vel min. cogn. p.27, non W.; A. triangulare All. - Atriplice comune. - Farinei*, Farinelo* (Bussolengo), Molinari* (Romagnano, Cerro), Bioni* (Valle del Tasso): denominazioni che forse convengono meglio alla specie che segue, come quella che è maggiormente diffusa e frequente. - Qua e là al margine dei fossi, lungo le vie ecc. specialmente in luoghi bassi o non molto elevati: e così presso Peschiera (Poll.), nelle Valli grandi veronesi alle sponde del Tartaro !, lungo i fossi a S. Bonifacio e Monteforte ! ecc. - Fiorisce da luglio a settembre: i frutti maturano in ottobre e novembre. È annuo.
L'A. venetum Poll. l. c. è una forma di A. hastatum.

A. patulum L. - A. angustifolium Sm., Poll.; A. angusto et oblongo folio Segu. - "Occurrit a) typicum, b) angustissimum Wal1r., c) macrodirum (Guss.), d) erectum (Huds.), e) oblongifolium W. et K.". - La forma tipica e le sue varietà o variazioni sono frequentissime nelle ortaglie, nei campi, lungo le vie e nelle siepi, nella vicinanza delle abitazioni dalla pianura alla zona montana: e così, ad esempio, alle sponde del Tartaro nelle Valli grandi veronesi !; nei Lessini sul monte Zovo, a Cerro ecc.!; sul monte Baldo a Spiazzi, la Ferrara ecc.! - Luglio-novembre. È annuo.



Tribus 2.  -  Chenopodieae..

Beta L. - B. Cicla L., Poll. - Bietola. Erbesine*, Erbe, Erbete, Erbe bone. - Variat:
- β crispa (Tratt.).
- γ caule foliisque rubro-sanguineis. - Erbesine rosse*.
È coltivata negli orti per uso di cucina, ma si incontra qua e là sporadica e quasi inselvatichita: e così a Castelletto di Brenzone alle sponde del lago di Garda negli oliveti!; presso Caprino ad Onè e negli argini del torrente Boi!; nel piccolo cimitero di Pazzon alle falde di monte Baldo!; nella Valpantena a Romagnano!. Si danno tre forme; a) B. hortensis Mill. (forma culta radice alba Poll.); è la forma più comune. - b) B. vulgaris β: flavescens Dec. (forma culta radice flavescente Poll.). - c) B. rubra Dod. (forma culta radice rubra. Poll.). - È in vegetazione quasi durante tutto l'anno: fiorisce in maggio e luglio; i frutti sono maturi in agosto e settembre. - Annua e bienne. Gli orticultori ne distinguono diverse varietà, alcune pregevolissime e ricercate dai buongustai.

B. Rapa Dumort. - Barbabietola. - Varint:
- α hortensis. - B. vulgaris Poll.: α radice rubra, β radice lutea, γ radice alba: - Erba rava, Bieda rava*.
- β campestris. - Barbabietole*.
La var. α è coltivata negli orti in molte varietà, venendo portata sulle mense come insalata (Betterave a salade dei giardinieri francesi), ovvero preparata sott'aceto. La β è oramai entrata nella grande coltivazione, quale pianta foraggiera adoperata nell'allevamento del bestiame, ed industriale per la estrazione dello zucchero detto di Barbabietola: i cataloghi rinomatissimi dei signori Haage e Schmidt di Erfurt ne annoverano 35 varietà. Da qualche tempo nella Provincia di Verona la coltivazione della Barbabietola ha assunto una importanza ed una estensione che di anno in anno vanno annientando, dovendo somministrare la materia prima alle zucchererie di Legnago, S. Martino, Sambonifacio.

Chenopodium L. - Sect. 1. Blitum L. - Ch. capitatum Asch. - Blitum capitatum L., Poll. - Fraghe d'Egitto o de montagna (Poll.). - Pollini lo indica subspontaneo nei giardini ove era coltivato. - Giugno-agosto. Annuo.

Sect. 2. Agathophytum (Moq.). - Ch. Bonus-Henricus L., Poll. - Bono-Enrico, Spinacio selvatico. - Crauti, Caltri. - Cresce copiosissimo nelle zone montane e subalpine (Pona, Segu., Poll. ecc.) del monte Baldo, dei Lessini e loro derivazioni, presso le case dei pastori, nei campi, sulle vie, fra le macerie ecc., di preferenza nei luoghi pingui: oritur locis nec excelsioribus, nec depressis, ha scritto Seguier; però Ch. Bonus-Henricus ossia il Crisolocano del Dodoneo di Pona, vegeta benanco nelle valli prettamente alpine delle pietre, degli ossi, di S. Zeno (2000-2200 m.), però stentatamente e ridotto a minime dimensioni!. - Giugno-settembre: perenne. Le giovani foglie di questa Chenopodiacea, sono cucinate e mangiate a guisa di quelle dello Spinacio.

Sect. 3 Chenopodiastrum Moq. - Ch. polyspermum L. Poll. - Ch. Betae folio Segu. - Variat:
- α spicatum (Moq.).
- β cymosum (Chev.).
Vegeta copiosamente nelle ortaglie e nei luoghi coltivati, nei campi, lungo le vie, su macerie nella intera Provincia dalla pianura alla zona montana: e così nelle valli del Tartaro! ed altrove al confine della Provincia veronese con la mantovana (Masè!): a Sambonifacio!, Arcole! ecc.; presso Cazzano! e nella valle dell'Alpone a S. Giovanni Ilarione!; nei dintorni di Verona in Campomarzo, Campagnola, Valdonega!; a Lazise alle sponde del lago di Garda. (Fontana); a Grezzana (Segu.), e più in alto sui Lessini a Cerro!; nella valle di Caprino (Poll.) e segnatamente presso Caprino, a S. Martino, Onè, Servole ecc.!: le due varietà crescono promiscuamente. Giugno-ottobre: annuo.

Ch. Vulvaria L., Poll. - Ch. olidum Cust.; Ch. foetidum Segu.; Tragio germanico Calc. - Brinaiola. - Vulvaria, Farinei*. Variat:
- α typicum. Forma latifolia. - β microphyllum. Vegeta nei luoghi incolti, lungo le strade, a piè dei muri, in vicinanza delle abitazioni, nelle macerie ecc. dal piano alla zona montana: e così in vicinanza ed alle sponde del lago di Garda ad Arco e Riva (Ambrosi), Castelletto di Brenzone! ecc.; Verona!; nella pianura a Vigasio!; Bussolengo nell'Alto Agro!; Spredino e Romagnano nella collina!; Quinto nella Valpantena (A. Mass.!); Tregnago nella valle d'Illasi !; Braga e Braghisola (m. 600) nel monte Baldo: la var. β si incontra qua e là in unione alla forma tipica. - Giugno-ottobre: annuo.

Ch. hybridum L. Poll. - Farinei*. - Variat:
- α genuinum. - β pumilum. - "Caule humili (10-20 cm alto) simplicissimo: panicula racemosa abbreviata". La forma tipica vegeta frequentemente nei luoghi incolti, al margine dei campi, lungo le vie e le siepi, fra le macerie, nelle ortaglie ecc., (Segu., Poll. ecc.) dal piano alla zona subalpina in tutta la Provincia: Sanguinetto!, Isola della Scala (Rigo !); S. Bonifacio!, Caldiero e la Strà !, Tregnago (A. Mass. !); nelle vie ed orti di Verona (Poll.), nel Giardino Giusti!, S. Pancrazio ! nei colli Benacesi (Rigo!) ed alle sponde del lago di Garda à S. Giovanni di Brenzone!; nella Valpantena alla Carrara, Grezzana, Rosaro !; sui Lessini a Torbe e Prun!; nella valle di Caprino! (e Rigo !), e su pel monte Baldo a Vezzane sopra Pazzon ed in Pravazar (m. 999)!: la var. β, bellissima ed elegante forma sui Lessini nei campi a Prè dell'Acqua ! - Giugno-settembre: annuo.

Ch. murale L. Poll. - Piede anserino Calc. - Bioni bastardi - Vegeta fra le macerie, lungo le strade ecc. in tutta la Provincia dal piano alla zona montana (Calc., Segu., Poll. ecc.). - Giugno-ottobre: annuo.

Ch. urbicum L., Poll. - Raro: alle sponde del lago di Garda a Riva (Ambrosi, Gelmi) ed a Peschiera (Poll.); nelle vie di Verona (A. Mass. !): nell'alta valle d'Illasi a Revolto presso alla osteria (settembre 1889!); nella Valpantena a Romagnano! - Giugno-ottobre: annuo. - La pianta raccolta a Revolto sembrerebbe doversi piuttosto riferire a Ch. infermedium.

Ch. rubrum L. - Presso al lago di Garda a Lazise (fide Fr. Fontana).

Ch. album L. - Atriplice selvatica Calc. - Farinello. - Farinaci (Segu.), Farinazzi, Farinei*, Molinari* (sui Lessini). - Variat:
- α commune Gren. et Godr. - Ch. album var. α Poll.
- β viride (L.). - Ch. album var. β Poll.
Le due varietà con le loro numerosissime forme vegetano frequentissime nei; campi e seminati, nelle siepi, lungo le strade dalla bassa pianura alla zona subalpina ! - Giugno-novembre: annuo.

Ch. ficifolium Sm.? - Si riferiscono (pro interim) a questa specie esemplari raccolti recentemente (settembre-ottobre 1899) presso Verona fuori porta S. Giorgio.

Ch. opulifolium Schrad., Poll. - Frequentissmo negli orti e luoghi coltivati, nelle siepi e lungo le vie, fra le macerie dal piano, alla zona montana! - Luglio-ottobre: annuo. I signori Adriano Fiori e Giulio Paoletti nella loro eccellente Flora analitica d'Italia hanno riferito ad uno stesso tipo specifico Ch. album, Ch. viride, Ch. ficifolium, Ch. opulifolium: noi dividiamo interamente questo modo di vedere degli egregi autori.

Sect. 4 Botryoides C. A. Mey. - Ch. Botrys L., Poll. - Botri Calc., Pona; Botrys ambrosioides vulgaris Segu. - Vegeta copiosamente nei campi e luoghi arenosi e nelle ghiaie dei torrenti e dei fiumi: e così in Verona in Campomarzo e nei luoghi innondati dall'Adige!, ed alle sponde di questo fiume a S. Vito del Mantico ed al Corno !; a Costermano lungo e vie!; a Garda e Torri alle sponde del Benaco ! (e Rigo!); nella Valpolicella nel progno di Negrar.! - Giugno-ottobre: annuo.

Ch. ambrosioides L., Poll. - Botrys ambrosioides mexicana Segu. - Tè, Tè de Germania. - Di questa Chenopodiacea, originaria dell'America boreale e tropicale, così scriveva Seguier: "Haec exotica planta soli Veronensis nunc indigena facta est, mihique occurit copiose prope Septimi pagum secus Athesim. Cum sit herbae Thè succedanea, et ex Germania, ubi illius usus primum invaluerat, in Italiam translata, Thè Germanica hic nuncupatur, ejusque decoctum iisdem quibus The sinensis pollere virtutibus vulgo creditum est": Ciro Pollini la raccolse in altri luoghi del Veronese, ma oggidì sembra scomparsa.

Cyclolòma Moq. - C. platyphyllum Moq. - Una sola volta, e secondo ogni probabilità accidentalmente, nelle sabbie d'Adige in Campomarzo di Verona!.



Tribus 2.  -  Camphorosmeae..

Kochia Roth. - K. Scoparia Schrad. - Chenopodium Scoparium L., Poll. - Belvedere, Granata. - Spazzadòre. - Originaria della Russia media e meridionale è comunemente coltivata per farne delle scope: si incontra però sporadica e quasi spontanea nei campi lungo le vie, sui muri, fra le macerie ecc. dal piano alla collina: e così a Verona in Campomarzo!, Campagnola!, Valdonega! ecc.; Tombetta!; in Valpantena ai Maroni !; a S. Vito del Mantico !; nella valle dell'Adige a Volargne!; nella val di Caprino ad Onè ecc.!: a Castelrotto nella Valpolicella, Torbe e S. Maria di Negrar. - Luglio-ottobre: annua.

Polycnemum L. - P. arvense L., Poll. - Chenopodium annuum humifusum folio breviori et capillaceo Segu. - Variat:
- α typicum.
- β majus. (Al. Br.).
Frequentissimo in luoghi aridi, lungo le strade, nei campi arenosi ed incolti ecc. dell'Alto Agro e della collina veronese; e così: a Verona e dintorni, nelle vie della città, presso il Camposanto, fuori porta nuova al Poligono, Tomba e Tombetta, lungo tutto il tracciato ferroviario da S. Massimo a Crocebianca, a S. Michele e S. Martino ecc.!; in val d'Adige a Domegliara e Rivole: nella Valpolicella a S. Maria in Progno, Castelrotto ecc.!; a S. Vito, Bosco Mantico, Bussolengo, Sona ecc. !; vicino al lago di Garda (Rigo!, Facchini, Gelmi); a Valeggio sul Mincio (Rigo!); nella val di Caprino a Marciaga (Rigo !) ed alle falde del monte Baldo fra Rubiana ed i Lumini (m. 702).!; sui Lessini inter petras (Segu.) e fra Valpantena e val di Squaranto nel monte Novesago (400 m.)!. La forma predominante è quella corrispondente a P. majus Al. Br. - Luglio-novembre: annuo.
Di questa famiglia mancano nella nostra Flora i generi Obione, Roubièva, Camphorosma, Corispermum, Salicornia, Arthrocnèmum, Halopeplis, Salsola, Suaeda, dei quali taluni hanno rappresentanti in altri punti del Veneto ovvero nel Mantovano. Dell'ultimo, Suaeda, ai tempi di Ciro Pollini coltivavasi negli orti di Verona la S. maritima Dum. = Schoberia maritima Mey. = Chenopodium maritimum L., Poll.; come quella che sotto le denominazioni vernacole di Rospani, Roscani, veniva preparata sott'aceto per i bisogni della cucina.




FAMILIA XIII.  -  DAPHNACEAE.


Thymelaea - Scop. - Th. arvensis Lam. - Stellera Passerina, L., Poll.; Passerina con foglia di Linaria Pona; Passerina Tragi Segu. - Variat:
- β spoliata Ces.
- γ pubescens Ces., Pass., Gib.
Cresce ovunque e copiosissima nei campi fra le stoppie, nei luoghi incolti, fra le messi nelle stazioni apriche, più raramente nei pascoli, dal piano sino alla zona subalpina: presso Sanguinetto!; nei dintorni e nella collina di Verona! (e Poll.); nei colli di Avesa !; S. Vito del Mantico!; Domegliara !; nell' altipiano di Rivole lungo la vecchia strada dalle Zuane a Caprino nei seminati!; a Boi !; alle sponde del lago di Garda a Pesehiera (Rigo !), Pacengo !, Colà (Segu.), Lazise (Font.), Castelletto!, Madonna di Navene; Riva al Brione (Facch.); nel monte Baldo fra Pazzon e Spiazzi!, Albarè lungo il sentiero dalla Ferrara alla Croseta !, ai Lumini e nei contrafforti Creta, Gazo, Belpo!, a Salzan e Pradonego!, nelle rupi di Valfredda (Pona) ecc.; da ultimo alle falde dei Lessini a Spredin e Viola, sul Zovo, a sud di Cerro Veronese sul monte Franzosan, a Corbiolo, alle Gozze!; nella valle d'Illasi presso Tregnago!; nel complesso pertanto fra altitudini comprese fra 19-1000 metri: la var. β tipica si incontra qua e là in unione alla forma tipica, p. e. a Tregnago e sul monte Baldo; la var. γ nei luoghi coltivati a piedi del monte Moscal. - Giugno-ottobre: annua.

Daphne L. - D. Mezereum L., Poll. - Camelea Calc.; Camelea germanica del Trago e del Dodoneo, Mezero dei Tedeschi Pona; Thymelea lauri folio deciduo, sive Laureola femina Seguo - Mezera, Camelea. - Mezereo, Camelea, Timelea, Zirese*, Zirezola, Pepe montano: 1'ultimo di questi nomi, attribuito a questa Daphne da Mattioli, si è conservato sino ad oggi nella nostra regione e nel confinante Trentino, probabilmente per opera degli Erbaioli. - "Variat floribus albis vel albicantibus, carneis, roseis, purpurascentibus, et
- β serotina. - "Floribus et foliis coetaneis".
Vegeta in tutta la Provincia nei luoghi piuttosto umidi, fra i cespugli, nelle boscaglie, nelle rupi (Calc., Pona, Seg., Pollo ecc.), dall'alta pianura alla zona alpina e subalpina: la var. β si incontra tardivamente nelle stazioni alpine maggiormente elevate e nelle quali più a lungo si mantiene la neve; e così sui Lessini nel monte Posta (2235 m.) e sul monte Baldo nei pascoli di Costabella e Coalsanto (2062-2074 m.) ! - Fiorisce in febbraio e marzo nelle stazioni basse, in maggio e giugno in quelle più elevate: la var. β da luglio a settembre !: i frutti sono maturi d'estate. È pianta perenne legnosa, acre in tutte le sue parti, nociva all'uomo ed agli animali, meno agli uccelli i quali ne mangiano impunemente le drupe, come scrive l'Ambrosi. I fiori sono odorosissimi.

D. Laureola L., Poll. - Timelea Calc.; Dafnoide e Laureola volgare Pona; Thymelaea Lauri folio sempervirens seu Laureola mas Seg. - Laureola, Erba laurina, Cavolo di lupo. - Laureola, Leandro salvadego (Poll.), Violoro salvego*. - Frutice che cresce nei luoghi selvatici e boschivi, collini e montani (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.); ma presso di noi non è pianta comune: in vicinanza al lago di Garda presso il Ponale a Riva. (Facch., Poll., Rigo!), nelle selve basse da Tremosine a Campione (Ambr., Poll.), alla Rocca di Garda !, alle falde occidentali del monte Baldo sopra la Madonna di Navene!; e nello stesso monte nella selva di Avio (Poll.) e presso la Ferrara sopra i Castelletti (V. Pellegrini!); nel monte Moscal! (e Rigo!): è più frequente sui Lessini e quindi si trova assai copiosa nei monti sopra Peri!, nell'alta Valpantena nel vaio dell'Anguilla e del Falcone! e più in alto a Lughezzano! (m. 320-670), nella valle di Squaranto dalla Rocchetta fin sotto alle Foldrone presso Cerro (180-600 m.), ed a maggiore altitudine ancora a Roverè di Velo (m. 800, A. Mass. !). - Fiorisce fin da marzo: matura i frutti d'estate. L'acqua stillata della Laureola, secondo Hilmy, ha l'azione di dilatare la pupilla al pari del Giusquiamo e della Belladonna.

D. alpina L., Poll. - Thymelaea alpina All. - Olivella. - Olivareleta. - Questa graziosissima piantina vive quasi esclusivamente nelle rupi: è d'ordinario un piccolo frutice di spesso sdraiato che cresce in luoghi collini e montani fra il Benaco ed il confine vicentino; e così fra Riva e Ponale (Facch.), in Campagnola di Malcesine fra le rupi della sponda scoperta in origine da Ciro Pollini e recentissimamente ritrovatavi da V. Pellegrini!; sul monte Baldo al Deorsil nel versante occidentale (Rigo!), più a sud al Gazo!, e nel versante orientale lungo il sentiero che dalle Giare di Valbrutta sotto a Campedello conduce al Bastion! (m, 1100) e sopra Mori e Brentonico scopertavi dalla Baronessa S, Salvotti!. Sui Lessini compare in Val d'Adige alla Chiusa (m. 98)!; a Ceraino (m. 105), all'entrata del paese venendo da Verona, tra il fiume e la strada postale ove le rupi ne sono gremite!, e più in alto in Valle Lagarina ai Lavini di Marco ecc. (Facc., Gelmi, Cobelli; nel monte Pastello (1122) nel quale forma graziosi cespugli che raggiungono talvolta l'altezza di un metro ed anche più, e nel Pastelletto (m. 1030); a Rocca Pia m. 1229), Corno d'Aquilio (m. 1547), lungo la valle della Liana e nel vallone di Fanta (m 1475), alla Sega (m. 1452)!; sul monte Malera (m. 1772) e più al basso sotto Revolto! e sopra alla Giazza (A. Mass.!) ad altitudini comprese fra 1340 e 758 m. - Fiorisce da aprile a giugno dipendentemente dalla altitudine.

D. Cneorum L., Poll. - Cneorum Calc.; Cneoro secondo di Teofrasto Pona; Thymelaea alpina linifolia humilior, flore purpureo odoratissimo Segu. - Neoro, Balsamo*. - Piccolo frutice, prostrato al suolo, che cresce copiosamente nelle rupi e nei pascoli elevati del monte Baldo dai Colonei e Naole all'Altissimo di Nago ed oltre!, e sui Lessini al Corno d'Aquilio, Podesteria, Castelberto, Tomba, Sparaver, Malera, Posta, Campobrun, Lora, Cima tre croci, Zeola ecc. ! - Fiorisce da maggio a settembre: i fiori, odorosissimi, sono rosei, rarissimamente bianchi.

D. striata Tratt. - Nelle stazioni stesse nelle quali cresce la precedente specie della quale può ritenersi come una varietà: e così sul monte Ba1do all'Altissimo di Nago (Ambr.), al Coalsanto; nei pascoli di Naole ecc. !, e sui Lessini nei monti Posta, Campobrun ecc.! Fiorisce nella epoca stessa della precedente. Si ritiene come probabile, non volendo dire assolutamente certo, che sul Monte Posta e sui monti circostanti, debba pure rinvenirsi D. rupestris Facch. = D. petraea Leyb.
Il Pona (Viag. al. M. B. p. 239) indica come vivente nella Valle dell'Artillon in monte Baldo, Una specie di Timelea del Micone, la quale si vuole corrisponda a Daphne Thymelaea L. = Thymelaea sanamunda All.: ma nessuno dei botanici, i quali hanno esplorato la nostra regione, ha mai raccolto questa pianta; che del resto è pure scomparsa dal Nizzardo ove era indicata dall'Allioni. Il Reichenbac (Ic. fl. germ. et helv. vol. XI, p. 13) dice di questa pianta: "Habitat in Gallia sed olim indicatur in Nicaeae vicinitate et in valle dell'Artillon ad Baldum a Pona ubi hodie vel non repertam vel extinctam censeremus": seppure il Pona non ha voluto indicare una qualche altra Dafnacea, cosa non improbabile, avendo noi in un erbario veronese trovato, accompagnato dalla scheda portante la scritta Daphne Thymelaea, un esemplare di Daphne alpina !.




FAMILIA XIV.  -  LAURACEAE.


Laurus L. - L. nobilis L., Poll. - Alloro, Lauro. - Aloro, Lauro, Violoro. - Variat: (Meisner in Dc. prodr. pars. XV, sect. prior p. 233).
- α latifolia. (Nees).
- β lanceolata.
- γ undulata.
- δ angustifolia (Nees).
L'Alloro introdotto certamente da epoca remotissima nella nostra Provincia, è in questa universalmente coltivato nei giardini, negli orti e nei parchi; e dall'Agro veronese (p. e. Bussolengo, m. 127) si innalza ad altitudini comprese fra 300 e 500 m., a Pazzon sul monte Baldo, ed alle falde dei Lessini a Romagnano, Pavarana ecc. !: e specialmente con le due forme α e δ si incontra qua e là, subspontaneo e fatto quasi selvatico, nelle rupi, nei muri nelle siepi, nei luoghi boschivi, in vicinanza alle abitazioni: e così nella città di Verona nel Giardino Giusti, e nella collina veronese a S. Leonardo, S. Mattia, Valdonega ecc.!; nel colle S. Dionigi ad oriente di Parona all'Adige!; nella valle di Squaranto a Fani sopra Pigozzo; nella valle di Caprino a Boi e Pesina !; sui colli e lungo le sponde del Garda - e quivi già indicato come spontaneo da Calzolari, Pona, Pollini, Zersi, Ambrosi - a Scavaghe, S. Vigilio, Torri, Pai, Castelletto di Brenzone, Marniga, Magugnano ecc. ed in tutti questi luoghi copiosissimo ! - Fiorisce da marzo (qualche volta da febbraio!) a maggio; le bacche maturano in ottobre e novembre. L'Alloro è pianta ornamentale per eccellenza, e sono degni di essere ricordati i due magnifici e giganteschi esemplari che vivono nella villa Cattarinetti a Boi fra Caprino e Pesina! Le foglie dell'Alloro sono adoperate per aromatizzare diverse vivande.




FAMILIA XV.  -  ELAEGNACEAE.


Elaeagnus L. - E. angustifolia L. - Eleagno, Olivagno. - Originario dell'Asia temperata: coltivato quale pianta ornamentale per la sua eleganza, dovuta alla tinta bianco-argentina delle sue foglie, specialmente nella pagina inferiore.

Hippophae L. - H. rhamnoides L. Poll. - Rhamnus spinis oblongis flore radicante et Rhamnoides fructifera foliis salicis, baccis leviter flasescentibus Segu. - Olivello spinoso. - Salgar*, Spin bianco*, Spin bianco dell'Adese* (Poll.), Ua spiniela (Poll.), Simbrizola*. - Arbusto od alberello ramosissimo ed elegante: cresce copioso nelle ghiaie, nelle sabbie ed alle sponde dell'Adige lungo tutto il corso del fiume ed anche a qualche distanza dallo stesso (Seg., Poll.): e così nella val d'Adige ad Ossenigo, Belluno, Peri nel letto del fiume, nelle siepi presso Dolcè, alla Perarola, a Ceraino, sotto Rivole al punto di confluenza con l'Adige del torrente delle Zuane ! (e Vittorio Pellegrini); a Verona fuori porta Nuova (A. Mass. !); in Campomarzo nei luoghi innondati dall'Adige!; al Pestrino!, Porto S. Pancrazio (Segu.), S. Michele!, S. Giovanni Lupatoto!, Zevio (Segu.) ecc. - Fiorisce in marzo, le piccole bacche sono mature in agosto e settembre. - È pianta che si propaga facilmente: è ottima per costrurre siepi e popolare i luoghi ghiaiosi e le sabbie dei fiumi e dei torrenti.




FAMILIA XVI.  -  LORANTHACEAE.


Viscum L. - V. laxum Boiss. et Reut - V. austriacum var. Pini Wiesb.; V. album var. β Gelmi; V. album De Cobelli!. - Nella val d'Adige al santuario di S. Valentino presso Ala! sul Pinus sylvestris, copiosissimo per modo da danneggiare la pineta ivi esistente. - Fiorisce di primavera: i frutti sono maturi in dicembre-gennaio!: piccolo frutice perenne.

V. album L., Poll. - Visco, Vischio. - Secondo Pollini cresce parassita sopra una infinità di piante (fl. ver. III, p. 176); però nella Provincia veronese la sua comparsa parte sia molto rara o se si vuole avvenga a lunghi intervalli: venne segnalata, or sono molti anni, nella Valpolicella sul Pero a Fumane dal signor V. Pellegrini, e da un uomo di campagna di professione potatore di alberi a Gamberone presso Caprino veronese.
Loranthus europaeus. - Nell'opera pubblicata dal Ministero di Agricoltura ecc. col titolo: Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, è assegnata a questa pianta la denominazione vernacola veronese di Visco quercino: ma questa specie non crescendo nel Veronese, tale denominazione deriva da ciò, che il Loranthus europaeus era per lo passato pianta officinale e col nome di Visco quercino era noto nelle farmacie.




FAMILIA XVII.  -  SANTALACEAE.


Thesium L. - Th. montanum Ebrh. - Th. linophyllum L., Poll. ecc. p. p. - Linophyllum alpinum latifolium majus Segu.; Anonimo descritto dal Clusio con foglia di lino Pona. - Nei luoghi selvatici e boschivi dall'alta pianura e dalla collina alla zona subalpina, ovunque ! - Giugno-settembre: perenne.

Th. intermedium Schrad. - Th. linophyllum var. β Poll. - Variat:
- β pumilum Guss.
Prati, pascoli, macchie, dalla collina alta alla zona, subalpina della intera regione!: la var. β sul monte Baldo ai Colonei di Pesina (m. 1268). - Fiorisce e fruttifica nella stessa epoca del precedente.

Th. divaricatum Ian. - Cresce copiosamente nei pascoli aridi della collina di Montorio !, alla Pezza sopra Olivè!, alla Mosella!, a Marcellise!; e nella valle d'Illasi a Tregnago fra le ghiaie del torrente, sul monte Barbara e sul Precastio! (e A. et C. Mass. !). - Luglio-novembre!: perenne.

Th. alpinum L., Poll. - Linophyllum collinum, lignosum, minus, flore albicante Segu.? - Pascoli e luoghi aspri e sassosi elevati in tutta. la regione: e così nel monte Baldo nelle valli fredda, Losana, brutta, degli ossi, delle pietre, delle buse, grande ecc. !, in Novezina e Noveza!, Artillon ed acque negre!, Altissimo di Nago !, Madonna della Neve ! (m: 1000-2000); sui Lessini nei pascoli al Corno d'Aquilio, Malera, Pertica, Trapola, Posta ecc.! - Luglio-settembre: perenne.

Th. pratense Ehrk. - Ove la specie precedente ma raramente: e così sul monte Baldo in val Losana ed in Noveza !; sui Lessini alla cima di Malera, lungo il sentiero che dalla bocca Malera scende a Revolto, nel monte Trapola!. - Luglio-settembre: perenne.
Osyris alba L., che Pona (Cassia poetica del Pena e del Lobelio M. B. p. 209) indica in val degli ossi in monte Baldo, certamente non cresce, nè cresceva in quella stazione: nullus dubito quin Pona allucinetur (Seg. pl. ver. II, p. 336), e Pollini (fl. III, p. 174) a sua volta scrive che certe allucinatus est: è una pianta la quale cresce nei luoghi aridi e sassosi del litorale veneto e friulano.




FAMILIA XVIII.  -  ARISTOLOCHIACEAE.


Asarum L. - A. europaeum L., Poll. - Asarum Calc.; Asaro Pona, Segu. - Renella, Baccaro. - Asaro, Asarino. - Vegeta in luoghi selvatici e sassosi delle zone colline e montana: e così nel monte Baldo alle sue falde occidentali in luoghi sassosi in vicinanza alle sponde del lago di Garda (Segu., Poll.) e nei dintorni della Ferrara (Calc.); presso Fumane e Cavalo alle falde del monte Pastello; nell'alta valle d'Illasi nel vaio del Gambero e in quello dei Rugoloti ! (e C. Mass.), lungo il sentiero che da Selva di Progno conduce ai Covoli di Velo ed alla contrada detta dei Torneri!: nel finitimo Vicentino cresce copiosamente a Recoaro!. - Fiorisce in aprile e maggio ed è perenne. Il rizoma contiene una sostanza cristallina, la Asarite, è aromatico, amaro nauseante e provoca il vomito: le foglie trite sono un forte sternutario e somministrano un violentissimo purgante.

Aristolochia L.: A. pallida W., Poll. fl. - A. rotunda Calc., Poll. viag. non fl. - Comunissima nelle rupi, siepi e pascoli delle zone: montana e subalpina nel monte Baldo (Calc., Poll., Vis. ecc.); e così a Campedello, Pravazar la Ferrara, Ime, Valfredda, Spiazzi, Coltri, la Ferrara ecc. !: rara nei Lessini a Velo (A. Mass.!), Selva di Progno! e probabilmente altrove - Fiorisce da maggio a luglio: i frutti sono maturi in agosto-settembre: perenne.

A. rotunda L., Poll. fl. non viag. - A. rotunda flore ex purpura nigro Segu - Rara nei prati ed al margine dei fossi, della zona collina e così in vicinanza alle rive del lago di Garda a Lazise (Fontana) ed a S. Antonio presso Torri (Rigo!); a Cà Malavicina presso Peschiera !; a Valeggio sul Mincio!; a Bussolengo indicata da Pona ma non rinvenutavi da Seguier: è più rara nelle zone elevate, nelle quali è indicata da Seguier, che la osservò presso Cerro veronese. - Fiorisce da maggio a luglio: perenne.

A. Clematitis L., Poll. - A. longa Calc.; A. Clematitis recta Segu. - Strallogi. - Zuccole, Strològia *, Strològa bislunga, Gelosia*, Molòni*, Molonzini*, Molonzini salvadeghi, denominazioni date a questa pianta ed alle due specie precedenti nei colli e nei monti veronesi: alla sponda del lago di Garda predominano le seguenti; Erba che spuza*, Erba del diavolo*, Zucàre salveghe*. - È volgatissima lungo i fossi, al margine dei campi e nei luoghi tanto incolti che coltivati in tutta la regione, dal piano e dalle stesse ortaglie della città, alla zona montana!. - Luglio-ottobre: perenne.

Alla famiglia delle Aristolochiaceae fa seguito quella delle Cytinaceae, la quale non ha rappresentanti nella Flora veronese: sui colli Euganei in quella vece, Cytinus hypocystis cresce splendido e rigoglioso sulle radici di Cystus salvifolias !
Il Pona però, M.B. 239, indica il Cytinus Hypocistis, il Cisto et l'Hippocistide, in monte Baldo nella valle dell'Artillon, nella quale stazione però non è stato visto da Seguier, nè osservato da alcun altro botanico, ed ove oggidì certamente non cresce !





--- Fine Libro I ---


































































GYMNOSPERMAE

Familia I - PINACEAE

Tribus 1. Pinaeae
  1. Pinus sylvestris
  2. Pinus nigricans
  3. Pinus Mugus
  4. Pinus Cembra
  5. Pinus Larix
  6. Pinus Picea
  7. Pinus Abies
Tribus 2. Cupressaceae
  1. Cupressus sempervirens
  2. Thuja occidentalis
  3. Iuniperus communis
  4. Iuniperus nana
  5. Iuniperus sabina
  6. Iuniperus excelsa
Tribus 3. Taxineae
  1. Taxus baccata

inizio


































































MONOCOTILEAE


inizio


































































Familia I - POACEAE


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Familia II - CYPERACEAE


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Familia III - THYPACEAE


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Familia IV - NAJADACEAE


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Familia VI - LEMNACEAE


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Familia VI - ARACEAE


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Familia VII - ALISMATACEAE


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Familia VIII - HYDROCHARIDACEAE


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Familia IX - JUNCACEAE


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Familia X - DIOSCOREACEAE


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Familia XI - ASPARAGACEAE


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Familia XII - LILIACEAE


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Familia XIII - COLCHICACEAE


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Familia XIV - AMARYLLIDACEAE


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Familia XV - IRIDACEAE


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Familia XVI - ORCHIDACEAE


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DICOTYLEAE
(Libro I)



Inizio


































































Familia I - IUGLANDACEAE


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Familia II - SALICACEAE


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Familia III - BETULACEAE


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Familia IV - QUERCACEAE


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Familia V - URTICACEAE


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Familia VI - PLATANACEAE


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Familia VII - EUPHORBIACEAE


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Familia VIII - CERATOPHYLLACEAE


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Familia IX - POLYGONACEAE


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Familia X - AMARANTACEAE


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Familia XI - PHYTOLACCACEAE


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Familia XII - CHENOPODIACEAE


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Familia XIII - DAPHNACEAE


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Familia XIV - LAURACEAE


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Familia XV - ELAEGNACEAE


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Familia XVI - LORANTHACEAE


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Familia XVII - SANTALACEAE


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Familia XVIII - ARISTOLOCHIACEAE


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inizio


BIOGRAFIA (cenni)

Nasce il 24 settembre 1835 a Nizza.
Ivi compie gli studi secondari.
Si laurea in scienze fisiche e naturali a Torino.

Inizio l'attività di docenza a Nizza nel 1859.

Diventa direttore del giornale Sanremo ed insegna in quella città fisica. M.C. Astraldi, suo studente, nelle Memorie Storiche 1848-1875, lo definisce "uomo di un bello ingegno, di cuore italiano, e che aveva disprezzato altamente quei suoi concittadini, che si erano venduti alla Francia, e che in seguito delusi nelle loro speranze, erano venuti a mendicare un impiego a piedi del governo d'Italia".

In seguito lo si trova docente a Lodi (1861), Sanremo, Casale Monferrato e altre località.

Nel 1869 arriva a Verona dove insegna al Regio Collegio femminile "Agli Angeli" e al Regio Liceo "Scipione Maffei".

Nel 1874 pubblica il primo contributo sull flora veronese "Plantae vasculare novae vel minus notae aut criticae in veronensi provincia lectae".

Diverse escursioni come, per citare solo alcuni esempi, in "Vajo di Quaranto" il 13 marzo 1881 e tra i presenti c'è Angelo Dall'Oca Bianca; 12 e 13 aprile sul Baldo senza raggiungere la vetta per l'eccessiva neve; il 10 maggio alle "Caverne ossifere" o Covoli di Velo; il 16 maggio alla cima Costabella sul Baldo; il 27 maggio sui Lessini partendo da Pavorana in Val Pantena, percorrendo il Vallone del Malera fino alla cime del monte; il 29 e 30 maggio verso la Cima Telegrafo o di Monte Maggiore, ma alla cima di Naole sono costretti al ritorno per l'imperversare di un "uragano" (sic) e si gettano le basi per l'installazione di una stazione meteorologica presso il Santuario della Corona; il 9 giugno salita al Telegrafo, ecc.

Nel 1874-86 pubblica "Prodromus Florae veronensis".

Nel 1875 diviene cofondatore del C.A.I. di Verona.

A partire dai primi anni '80 iniziano gli studi sulla sismologia e mette in funzione un osservatorio sismico al Regio Liceo S. Maffei. Solo dopo aver pubblicato le "Effemeridi sismiche" avvia un grande progetto di sistemare stazioni sismografiche in varie parti della provincia veronese, oltre a Verona (sismografo presso la sede dell'Accademia sul finire degli anni '70), a Magugnano e Colà di Lazise (prevede anche un punto di rilevamento a Malcesine che, però, gli viene negato dal Bertoncelli, l'allora meteorologo ufficiale).

Note di fitografia e di patologia vegetale: lette nella seduta accademica del 21 febbrajo 1878.
Nel 1885 osservazioni fitopatologiche su vite (oidio su cv. Negrara) e pubblica "Note di fitografia e di patologia vegetale", argomentando su Peronospora ed oidio della vite e altre patologie vegetali.

Tra il 1886 e il 1891 pubblica il catalogo dei terremoti veronesi, di grande interesse sismologico e storico.

Nel 1897 pubblica "Le piante fanerogame dell'agro veronese: censimento".

Interessante diatriba scherzosa sul significato della parola "Veja" dell'omonimo ponte naturale. Secondo Achille Forti "I l'à sempre guardà par maravéja: così i l'à nominà Ponte de Veja". Risponde Goiran che il nome deriva da "Ponte della Vecchia". La credenza popolare della presenza di streghe abbia dato origine a diversi motti, uno dei quali diceva "Dai Belòri al Ponte de Veja gh'è el sentier che fa le strie".

Nel 1897 (1904) pubblica la sua opera principale "Flora veronensis, Piante Fanerogame dell'Agro Veronese".

Nel 1900 abbandona l'insegnamento all'età di 65 anni.

Lascia Verona nel 1907 per tornare a Nizza dall'amata figlia e trascorrere lì gli ultimi anni della sua vita; anni non infruttuosi, continuando gli studi e le arborizzazioni nella regione nizzarda che gli diede i natali.

Il 29 ottobre 1909 muore nella sua città.

Nel 1910 Achille Forti acquista l'erbario (oltre 18.000 piante) e lo dona all'Accademia di Scienze e Lettere di Verona.


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BIBLIOGRAFIA

- F. PROSSER, A. BERTOLLI & F. FESTI, Flora illustrata del Monte Baldo - Rovereto, Ed. Osiride, 2009
- MASSALONGO C., Della vita e degli scritti del Prof. Cav. A. Goiran, in "Atti e Memorie dell'Accademia d'Agricoltura Scienze Lettere Arti e     Commercio di Verona", S.IV, Vol.XII, pp.51-84. Verona 1912
- ZAMBONI P., Parole dette dal Presidente Cav. Pietro Zamboni in commemorazione ... del socio onorario Prof. Cav. Agostino Goiran nella     seduta del 5 dicembre 1909, in "Atti e Memorie dell'Accademia d'Agricoltura Scienze Lettere Arti e Commercio di Verona", S.IV, Vol.X, pp.233-235. Verona 1910


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