FLORA   VERONENSIS

(Phanerogamae)



AUCTORE


A.   G O I R A N













VERONA
STABILIMENTO TIPO-LIT. G. FRANCHINI
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1897-1904


by
MAURIZIO TRENCHI
2018

LE PIANTE  FANEROGAME

DELL'AGRO VERONESE

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C E N S I M E N T O

DEL

DOTTOR   A.   G O I R A N













VERONA
STABILIMENTO TIPO-LIT. G. FRANCHINI
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1897


pag. 3 Vol. 1°
PREFAZIONE

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La flora fanerogamica veronese, per varietà e dovizia di forme, appena è inferiore, nella regione veneta, a quella ricchissima della provincia di Udine. Infatti l'ultimo censimento della vegetazione fanerogamica della zona botanica veneta (anno 1868), dato dal Catalogo delle piante vascolari del Veneto compilato dai professori De Visiani e Saccardo, assegna alla provincia di Verona 1849 specie, numero sicurissimamente inferiore al vero, e 2311 a quella di Udine. Tale ricchezza di vegetazione ed in modo singolare le rare e belle specie che si annidano nei monte Baldo, attirarono in ogni epoca, puossi dire dalla intera Europa, l'attenzione dei botanici e fioristi, che o raccoglitori esperti, diligenti o fitografi sagaci, contribuirono efficacemente alla illustrazione botanica di questa privilegiata provincia del regno della vaga dea dei fiori. Durante il periodo denominato prelinneano, anteriormente, cioè, al secolo XVI, non consta alcun autore abbia di proposito trattato di


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piante veronesi. Pietro Andrea Mattioli nei Commentari a Dioscorde (anno 1565) e Luigi Squalermo detto l'Anguillara nell'opera I semplici (anno 1561) inserirono la descrizione di non poche specie veronesi. Ma il primo fiorista che botanico consilio si propose di visitare i dintorni di Verona ed il monte Baldo fu Francesco Calceolari che nel Viaggio al monte Baldo (anno 1566) oltre a 300 piante annotò, alcune nuove e rarissime, altre però inverosimili o dubbie. Mezzo secolo dopo, il semplicista Giovanni Pona ricalcando, per così dire, le orme lasciate da Calceolari, erborizza ripetutamente nelle vicinanze di Verona e nel suo Monte Baldo descritto nomina circa 700 specie, alcune, per fermo, problematiche, ma non poche o nuovissime o rare ed anche assai bene effigiate. Matteo de l'Obel da Lilla (1538-1616), Gaspare Bàuhin da Basilea (1560-1624), Giacomo Zanoni (1615-1682) visitarono il monte Baldo, illustrando, i due primi specialmente, molte delle piante da essi rinvenute. Fra Fortunato da Rovigo (1639-1701), raccoglitore diligentissimo, impiegò la intera vita a preparare un erbario monumentale, il Theatrum plantarum, sventuratamente andato rovinato in occasione della piena d'Adige del 1882, ed in calce all'ultimo dei sette volumi che lo componevano, v'avea scritto un elenco delle piante osservate e raccolte nel monte Baldo. Valentino Passerini, da ultimo, botanico in verità assai dappoco, descrive, in versi, le piante baldensi figurandosi di vederle in sogno. Delle piante fanerogame veronesi, dopo il 1700, qual più


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qual meno, trattarono: Pier Antonio Micheli fiorentino (1679-1737), Giulio Pontedera nato a Lonigo (1688-1758), il chirurgo Bartolomeo Martini di Sambonifacio (1720), e Giovanni Spada arciprete di Grezzana; ma a tutti sorvola, come aquila, Giovanni Francesco Seguier, da Nimes (1703-1784), il quale chiude splendidamente, almeno per qui, l'era della botanica prelinneana. Il Seguier, negli anni durante i quali fu ospite di Scipione Maffei, percorse ripetutamente e minutamente l'intero agro veronese illustrandone magistralmente la flora nella classica opera Plantae veronenses con la scoperta e la descrizione di specie nuove che effigiò in tavole accuratissime. Al nome glorioso del botanico francese vanno associati quelli più modesti di Cesare Moreni e Gaspare Bordoni, compagni spesso a lui nelle escursioni e raccoglitori diligentissimi. Pietro Arduino da Caprino veronese, assai caro al grande botanico di Upsala e seco lui in corrispondenza continua, coi suoi Specimen compare primo nella serie dei botanici linneani, Zenone Bongiovanni e Matteo Barbieri (1795), Girolamo Orti Manara (1807), I. N. Laicharding (1790), Antonio Turra vicentino (1736-1796), Gaspare de Sternberg di Praga (1803-1804), Lorenzo Monti (1817) per tacere di altri non pochi, cooperarono in qualche modo per la flora fanerogamica veronese possono considerarsi come i precursori di Ciro Pollini (1782-1833) che, con fortunata audacia e raro ardimento, delineava magistralmente nella Flora veronensis non tanto la flora modesta di una


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regione relativamente piccola, quanto il Prodromus di quella della intera Italia settentrionale. Dopo la pubblicazione della Flora veronensis (1821), comincia, per la storia della botanica veronese, l'era che può dirsi moderna. Da Federico Mayer di Fünfkrircken (m. 1825), Alberto de Bracht di Praga (m. 1848), Carlo Kellner de Köllenstein (m. 1849), Maurizio Rainer di Gratz, Giuseppe Rocchetti di Legnago, Giuseppe Clementi, Francesco Fontana di Lazise, Carlo Tonini; Giorgio Bentham l'illustre monografo delle lamiaceae, Paolo Barbieri di Mantova, Francesco Facchini, Abramo Massalongo, Antonio Manganotti, ecc., ai tuttora viventi: Kerner, Huter, Porta, Rigo, Caro Massalongo, Agostino Goiran, Enrico Gelmi, ecc., un esercito di naturalisti con caldo amore si diede a perlustrare la classica stazione botanica rappresentata da questa Provincia, accrescendo considerevolmente in essa, o con l'analisi critica delle forme o con le ricerche pazienti ed erborizzazioni fatte razionalmente, il patrimonio e le ricchezze di Flora. Molti nomi di essi, sieno semplici collettori o fitografi, poco monta, perché sempre vanno collegati ad una qualche scoperta, vengono ora, per ragione di brevità, qua omessi, ma però trovansi ricordati nelle flore di Antonio Bertoloni, di Filippo Parlatore, di Francesco Ambrosi, del barone Francesco Haumann di Giovanni Arcangeli, nel Compendio della Flora Italiana dei Cesati, Passerini, Gibelli ed in altre opere floristiche tanto italiane quanto straniere, ed, a titolo di


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onoranza e per onestà doverosa e per essere ossequenti ai giusti diritti della priorità nelle scoperte, verranno ripetuti nel corso di questo Censimento delle piante fanerogame, contenente la enumerazione od elenco di tutte le forme - specie o varietà o variazioni - che, spontanee od inselvatichite o sporadiche crescono oggidì nell'agro veronese e vennero raccolte od osservate vive dall'estensore del catalogo, nelle stazioni che saranno indicate. Alle piante non raccolte personalmente dall'autore di questo censimento nelle località che saranno indicate, verrà aggiunto il segno di certezza ! per indicare che egli vide esemplari provenienti da quelle stazioni. Ogni indicazione di pianta o di località o altro riconosciuta erronea, sebbene data da altri, è ommessa, ovvero accompagnata dal segno ? nel caso di dubbio. Per comodo degli studiosi, nella compilazione di questo Catalogo si è seguito l'ordine tenuto dal professore Giovanni Arcangeli nella seconda edizione del suo Compendio della Flora Italiana. Al nome delle specie che sono indicate da Ciro Pollini come viventi nel Veronese, si è fatto seguire il sinonimo Polliniano o per lo meno la sigla Poll.: l'assenza dell'uno ovvero dell'altra, significa che si tratta di specie scoperta ovvero descritta posteriormente alla pubblicazione della Flora veronensis e ciò nell'intendimento di mettere in evidenza quale sia stato il lavoro dei botanici che studiarono le fanerogame abitanti nell'agro veronese. Le figure non saranno citate che in alcuni casi speciali, ma, in ogni caso gli studiosi


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o i dilettanti possono ricorrere alla Iconographia florae italicae d'Adriano Fiori e di Giulio Paoletti. Ai nomi tecnici delle piante, scritti in carattere grassetto, si fanno seguire i nomi volgari italiani in corsivo, in carattere tondo e, chiusi fra due lineette, quelli in vernacolo veronese, - i nomi cioè quali sono adoperati nel linguaggio parlato e che raccolti con diligenza ed avvedutezza costituiscono si può dire la sintesi della botanica del popolo. Non pochi di questi nomi si trovano notati nel Dizionario botanico veronese del Monti e nella opera pubblicata per cura del R. Ministero di Agricoltura col titolo Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, ovvero sparsi nelle opere di Seguier, di Pollini e d'altri scrittori veronesi: molti però furono direttamente raccolti, durante le escursioni botaniche attraverso alla Provincia, dal compilatore del presente censimento, e questi ultimi sono contrassegnati con asterisco. In fine di ogni specie sono indicate l'epoca della fioritura e della fruttificazione, la durata del periodo vegetativo e qualche volta benanco gli usi più comuni ed immediati.

 

Onè (Caprino Veronese), Agosto 1897.

 

A. Goiran




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Divisio I.  -  GYNOSPERMAE.

CLASSIS I  -  GYNOSPERMEAE.

FAMILIA I.  -  PINACEAE.

Tribus 1.  -  Pinaeae.

Pinus sylvestris Segu.; Poll. - Pino comune. - Pin, Pigno, Pignolar salvadego (Monti); Pin nero*; Mugo e Mughe*, in qualche punto della Valpantena e presso Breonio; Porche* sul monte Baldo ed attribuendo questa denominazione ai giovani rami anzichè alla pianta intera. Gli strobili sono chiamati pigne o pine e sui monti Lessini Cotai.
- β pendula.
Frequentissimo dalla regione collina a tutta la regione montana fra il confine vicentino ed il lago di Garda; penetra nella subalpina fra 1200 e 1300 metri di altitudine; si incontra più raramente nel piano; (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.). La var. β nel monte Baldo lungo la strada dai Masi a Spiazzi. -
Albero e qualche volta frutice. Fiorisce in aprile e maggio: ordinariamente gli strobili solo nella primavera del terzo anno dalla loro comparsa sono maturi per la disseminazione. Il legno è adoperato come materiale da costruzione, come combustibile ecc.: la pianta è coltivata nei parchi e nei giardini unitamente a P. halepensis Mill. e P. Picea L., quest'ultimo chiamato in dialetto Pignolar.


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P. nigricans(1) Host. - P. austriaca Höss. - Alla - Alla estrema punta meridionale del monte Baldo sopra Torri, S. Vigilio, Scaveaghe in Brè, la Cabianca ecc. (Rigo !, Goir.): introdotto ivi dal marchese Alessandro Carlotti, ora vi forma boschetti e pinete assai estese. In questi ultimi anni, con esito felicissimo ed a scopo di rimboschimento, è stato assai estesamente coltivato in valle di Caprino ed altrove. - Fiorisce in aprile e maggio.
[(1) = Pinus nigra J.F. Arnold - n.d.c.]

P. Mugus Scop.; Poll. - P. Pumilio Haenke. - Mugo - Pino salvadego*, Mugo, Mughi*, Mughe*, Muga*, Bugo*, Buga*, Bughe*. - Cresce abbondantemente nelle zone elevate (1200-2200 m.) nel monte Baldo, e nei monti Lessini, Posta, Campobrun, Zeola, Alba ecc. (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.): nel versante occidentale del monte Baldo scende al disotto dei 1000 metri avvicinandosi alla forma corrispondente a P. uncinata Ram. - Fiorisce da maggio a luglio secondo l'altitudine delle stazioni.

P. Cembra L.; Poll. - Per testimonianza del Micheli e del Laicharding sembrerebbe che questa conifera una volta crescesse sul monte Baldo; oggidì è certo che la stessa non si rinviene nè in questo monte, nè in alcun altro punto del territorio veronese, se pure non è coltivata in qualche parco: l'esemplare esistente nell'Erbario Polliniano proviene da Val di Fassa.

P. Larix(1) L.; Poll. - Larice. - Larese (Segu.), Larzo, Arese, Ares, Areso. - Dalla zona della vite alla regione subalpina: nel monte Baldo, ma poco frequente alla Ferrara, Artillon, ecc. (Goir.); più abbondante nel gruppo dei Lessini, fra l'Adige ed il confine vicentino, ora isolato e sporadico, altravolta aggruppato in boschetti come a S. Anna d'Alfaedo, Fosse, ecc. (Goir.). - La fioritura è in aprile e maggio.
[(1) = Larix decidua Mill. - n.d.c.]

P. Picea(1) Duroi. - P. Abies L.; Poll. - Pezzo, Abete rosso. - Pezzo, Pezzi, Abete o Abete rosso; - nel dialetto cimbro della Giazza porta il nome di Tanne al


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singolare e Tannan al plurale; in alcuni documenti antichi è pure chiamato Tande (fratelli Cipolla).
- α crassifolia.
- β tenuifolia. - P. baldensis Zuccagni.
- γ pendula.
Albero, raramente frutice: le varietà α e β, sporadiche nel piano e nei colli, Crescono in tutti i monti veronesi sino a raggiungere altitudini prossime a 1800 m.; la varietà β, al confine di monte Baldo col trentino e nei Lessini presso i Merli, le Scandole, Revolto (Goir.) - Fiorisce da marzo a giugno secondo la altitudine.
[(1) = Picea abies (L.) H. Karst. - n.d.c.]

P. Abies(1) Dur. - P. Picea L.; Poll. - Abete bianco. - Abete (Calc.), Abiete (Pona), Avezzo ed Avezzi (Poll.), Abete e Abeto bianco*, Daza e Daze (Segu.): - nei Lessini il nome di Daze! si da più propriamente anzichè alla intera pianta, ai rami distribuiti in giro da 3 a 5 attorno al tronco primario. - Albero o frutice abita nella zona montana e nella subalpina: raro nella parte più settentrionale del monte Baldo (Calc., Pona, Poll., Goir.), cresce abbondantemente nei Lessini (Goir.); e così lungo la salita dalla Valfredda alla Sega, fra, questo luogo ed il passo di Rocca Pia, alla Veceta, Revolto, Spiazzoi, presso le Scandole ed Erbezzo ecc. ecc. - Fiorisce da aprile a giugno. È anche coltivato nei parchi e nei giardini.
[(1) = Abies alba Mill. - n.d.c.]





Tribus 2. - Cupressaceae.

Cupressus sempervirens L.; Poll. var. α - Cipresso. - Pin, Pigno, Cipresso maschio, Zipresso, Arzipresso, Zipresso mascio .
- β horizontalis (Targ. Tozz.). - C. sempervirens var. β Poll. - Pigna, Pigno femina , Zipressa, Zipresso femina. -
La specie e la varietà sono coltivate come piante ornamentali dal piano al monte e fatte selvatiche si osservano in parecchi punti della collina veronese: un individuo nato evidente sponte sua si trova in un muro sopra Montorio veronese, ed un secondo nella collina di Sona (Goir.). - Fiorisce da gennaio a marzo.

Thuja occidentalis L.; Poll. - Zipressina del Brasil (Monti), Tuia, Tuglia e Tuglie*. - Pianta americana adoperata per far siepi; frequentemente s'incontra quasi selvatica nella collina


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veronese nei pressi delle uccellaie in unione a Iuniperus sabina, p. e. al Maso: una pianta a Romagnano nel luogo detto Vaso in una siepe di Buxus sempervirens (Goir.). - Fiorisce da febbraio a marzo.

Iuniperus communis L.; Poll. var. α - Ginepro. - Ginevro, Zinevro, Zineoro, Zinevro mascio e Zinevro femina*, Zinevrela e Zinevrele*, e nel dialetto cimbro kranabit
- α fruticosa.
- β arborea Rchb.
La var. α, rara nella pianura, è comunissima in tutti i colli e monti sino alla regione subalpina: la var. β è sparsa qua e là, nel monte Baldo sopra Pazzone, ai Masi ecc., nel monte Pastello, nel monte Bolca, in Val di Porro presso la contrada Capuzzo, nel vaio di monte Cucco verso la Valle di Squaranto, al Maso ecc. (Goir.). - Fiorisce da febbraio e marzo a maggio: le piccole bacche cominciano a maturare nell'estate o nell'autunno dell'anno seguente. Il Ginepro è appena adoperato come combustibile; si fa commercio delle bacche. Per antichissima costumanza nei giorni che precedono l'Epifania, i contadini e gli alpigiani scendono in città a smerciarvi fasci di Ginepro.

I. nana W.; I. communis var. nana Poll. - Zinevro e Zinevrele*.
- α alpina Clus.
- β montana Hsmn.
Fra 1200 e 2200 m. nel monte Baldo, nei Lessini, nei


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monti Posta, Campobrun, Zeola, Alba, ecc. (Goir.) tanto la var. α quanto la β, meno frequentemente la seconda: quest'ultima fu primieramente segnalata dal barone Heufler. - Fiorisce in maggio e giugno; matura le bacche nella stessa epoca del precedente.

I. sabina L.; Poll.: però l'esemplare esistente nell'Erbario proviene da Val Sugana!. - Sabina. - Sabina, Erba Sabina. - Nel monte Baldo in Tolghe (Francesco Fontana?): inselvatichito nel giardino Giusti in Verona, e nella collina al Tagliaferro presso Avesa, al Maso, a Romagnano (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio.

I. excelsa Bieb. - Un unico individuo alle estreme falde meridionali del monte Baldo in Brè (Rigo!) a testimonianza di piantagioni ivi fatte dal marchese Alessandro Carlotti. - Coltivasi estesamente nei parchi e nei giardini I. virginiana.




Tribus 3. - Taxineae.

Taxus baccata L.; Poll. - Tasso, Albero della morte. - Nasso, Nas, Tasso, Asso*, Mazzacaval*: - i due ultimi nomi nei Lessini. - Frutice, più raramente albero, si incontra sparso qua e là dalla collina, Avesa, monte Larzano, Maso, alla regione montana e subalpina nel monte Baldo, (Calz., Pona, Segu., Poll., Goir.), Val di Canton sopra Malcesine, Acque Negre, le Fassole, Pian della Cenere, Valnasse, Valle dei Molini sotto all'Eremo dei SS. Benigno e Caro; e più copiosamente nei Lessini nella Valle di Squaranto, a Squarantelo ove è gigantesco, Giazza, Revolto, Velo, fra la Sega ed il Passo di Rocca pia, Valle dei Ronchi, Vaio dell'Anguilla (Goir.). - Fiorisce in primavera e sin dall'inverno se questo è mite; i frutti sono maturi in settembre ed ottobre: è coltivato assieme ad altre specie esotiche nei parchi e nei giardini.

















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Divisio I.  -  ANGIOSPERMAE.

CLASSIS II  -  MONOCOTILEAE.

FAMILIA I.  -  POACEAE.

Tribus 1.  -  Orizeae
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Oryza sativa L.; Poll. - Riso - Riso.
- α mutica.
- β aristata concolor.
- γ aristata discolor.
Estesamente coltivato nella provincia veronese, il riso si incontra subspontaneo a breve distanza dalle risaie, e così a Centore, al Casino, Arcole, Belfiore, Isola della Scala ecc. (Goir.). - Si semina in aprile, fiorisce in giugno e luglio, giunge a maturità in settembre e ottobre. Sono coltivate nel veronese le varietà: nostrano, novarese od ostigliese, novarese spiga d'oro, bertone-chinese o mutico, colognese, giapponese barba bionda, giapponese barba nera, francone, puglione, gigante, corea. Il riso è frequentemente tormentato da una serie di malori che rispondono ai nomi di, ruggine, brucione, brusone, solone, selone, secchereccio, crollamento, crodatura, crollatura, costipazione, carbone, carbonchio, carolo, carolo bianco, carolo maggiore, carolo minore, biancone, bianchela, mal del gruppo, mal del nodo: tali malori derivano da una essenza fungosa, Pleospora oryzae. Il riso qualche volta è pure attaccato da un insetto del genere Trips, in modo da simulare tutte le apparenze del vero Carolo.

O. clandestina Al. Br. - Leersia oryzoides Poll. - Asperela (Segu.), Asparela, Erba segalina. - Luoghi umidi e fossi della pianura veronese; più parcamente nelle


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risaie (Goir.); al lago di Garda e Peschiera (Poll.), fra Riva e Torbole (Ambrosi). - Fiorisce da agosto ad ottobre: annua.
[(1) = Leersia oryzoides (L.) Sw. - n.d.c.]

Tribus 2.  -  Phalarideae.

Phalaris canariensis L. - Scagliola: sul mercato con questo nome sono indicati i semi che si danno in cibo agli uccelli. - Accidentalmente nelle vie di Verona e dopo la inondazione d'Adige nel 1882 lungo l'Adigetto presso i Capuccini vecchi (Goir.).

P. arundinacea L.; Poll. - Melina.
- α colorata - Baldingera colorata Wett.
- β virens.
- γ picta L. - Ph. arundinacea var. β Poll. - Erba cordela, Cordelina. - Le var. α e β abbondano lungo i corsi d'acqua, nelle risaie, nei fossi ecc. nella pianura e nell'Alto Agro Veronese, scompaiono nella collina: crescono copiosamente alle sponde del lago di Garda da Peschiera a Riva ed Arco (Fontana, Rigo, Ambrosi, Goiran). La γ è coltivata nei giardini; ma quasi inselvatichita si ritrova presso tutte le case rusticane in pianura e sui monti; e così sul monte Baldo al Santuario della Corona, alla Ferrara, Campedello e nei monti Lessini a Breonio, S. Anna d'Alfaedo, Monte nel Pastello, ecc. (Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

Hierochloa australis(1) R. et S. - Holcus odoratus Poll.; Holcus australis Poll. - Cortelina*: denominazione attribuita a non poche Poaceae. - Luoghi rupestri e selvatici dell'Alto Agro Veronese, della riviera benacense, dei colli e dei monti sino alla regione subalpina (Segu., Poll., Rigo, Goir.) al di là dei 1000 metri di altitudine. - Febbraio-aprile: perenne.
[(1) = Hierochloë australis (Schrad.) Roem. & Schult. - n.d.c.]

Anthoxanthum odoratum L.; Poll. - Paleino. - Panocela.


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- α pratense Hackel. Forma typica.
- β spica interrupta Rchb.
- γ spica lobata paniculata Rchb.
- δ villosum Rchb.
- ε longe aristatum Celakowski.
Le forme α, β, γ, δ crescono copiosamente nei prati e nei pascoli sì del piano che dei colli e dei monti, nei quali s'innalzano sino alla regione subalpina ed alpina: la var. ε cresce colla forma tipica, ma si incontra di preferenza nel monte Baldo nelle valli alpine delle busete, delle pietre ecc. (2000 m.) (Goir.). - Fiorisce da aprile e maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: la radice, le foglie, la spiga comunicano gratissimo odore al fieno. Perenne.

Crypsis schoenoides Lam.; Poll. ! - Rarissima nella bassa pianura veronese: una volta nei luoghi acquitrinosi presso Palù (Poll.), e nei fossi a Legnago (Tonini!), dove oggi molto probabilmente si cercherebbe invano. - Luglio-settembre: perenne.

Phleum alpinum L.; Poll. - Panocela.
- β commutatum (Gaud.). - Ph. alpinum var. β Poll. exclus. syn. Host. !
- γ pallens.
Frequente nei pascoli elevati di tutti i monti veronesi fra 800 e 1800 m.: la var. β nei prati di Bolca, Vestena; S. Bartolomeo (Poll., A. Mass., Da Campo!); la var. γ nei monti Lessini agli Spiazzoi (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Ph. subalpinum Hackel in lit. - Ove il precedente e nella stessa epoca.

Ph. pratense L.; Poll. var. α! - Codolina - Formentina, Formentin, Panocela, Tavani, Erba spigarola *.
- α majus. - Ph. Bertolonii Dec.
- β minus.
- γ nodosum L. - Ph. pratense var. β Poll.
- δ nodosum forma altissimum Bizzozero.


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- ε intermedium Bouv.
Comunissimo nei prati e nei pascoli di tutta la Provincia dal piano alla zona montana più elevata nella quale si fonde con le due sottospecie precedenti; α nei luoghi pingui, umidi, ed al margine dei boschi; β nei luoghi secchi e lungo le vie; γ nei terreni compatti e magri nei dintorni di Verona (Goir.), nel monte Baldo e nei Lessini (Segu., Poll., Goir.); δ nel monte Baldo presso la Ferrara e nei monti Lessini presso Camposilvano in luoghi umidi ed acquitrinosi (Goir.); ε al Basso Acquar fuori Verona. - Fiorisce in giugno e luglio nel piano e nei colli in agosto e settembre nei luoghi elevati: perenne.

Ph. asperum(1) Iacq.; Poll. - Frequente nei campi, sui muri, lungo le vie nella città e nei dintorni di Verona. (Goir.); alle sponde del lago di Garda a Lazise (Fontana), a Riva ed Arco (Clementi) nell'altipiano di Rivole agli Olivai (Goir.). - Giugno-luglio: annuo.
[(1) = Phleum paniculatum Huds. - n.d.c.]

Ph. Bohemeri(1) Wibel; Poll.
- β panicula elongata, ramosa Parl.
- γ panicula spiculis a. Tylencho Phalaridis deformata.
È frequentissimo nei luoghi sterili, nei campi e lungo le strade dell'Alto Agro Veronese, dal quale ascende a tutta la collina ed alla zona montana tanto nel monte Baldo quanto nei monti Lessini (Goir.); la var. β nel bosco Mantico e nella collina veronese unitamente alla forma tipica (Goir.); la var. γ è una forma mostruosa, illustrata da Caro Massalongo, che si incontra nei pascoli del monte Tondo e del monte Gain nella Valpantena, al Castello di Montorio e sopra Quinzano (Goir.). - Giugno-luglio: perenne.
[(1) = Phleum phleoides (L.) H. Karst. - n.d.c.]

Ph. Michelii(1) All.
- β ambiguum (Ten.).
Raro. Nel monte Baldo alle Murete, sengie di Valfredda, Altissimo di Nago (Goir.), e sopra S. Giacomo


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(Facchini): la var. β accidentalmente al margine del fossato e nelle macerie fuori porta Nuova di Verona (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.
[(1) (= Phleum hirsutum subsp. ambiguum (Ten.) Tzvelev n.d.c.]

Alopecurus pratensis L.; Poll. - Una volta nei prati dei colli benacensi presso Lazise (Pollini, Fontana) ove è scomparso.

A. agrestis(1) L.; Poll. - Erba topina. - Panocela, Spigarol* - nei monti Lessini.
- β gracilis.
- γ macrostachios.
- δ serotinus.
- ε panicula sanguinea.
- ζ palea mutica Bertol.
La forma tipica e la var. β e ε si incontrano copiosissime nei campi e fra le messi dalla pianura a tutta la zona montana: γ a Belfiore ed altri luoghi della pianura; δ è una forma autunnale che più specialmente cresce nella collina e nella zona montana; la var. ζ, rarissima, in Verona presso la Cavallerizza e tra le messi fuori porta Palio e porta Nuova (Goir.). - Da aprile a settembre secondo la altitudine: annua.
[(1) = Alopecurus myosuroides Huds. - n.d.c.]

A. geniculatus L.; Poll. - Strozza rane.
- β fulvus (Sm.).
La specie e la varietà crescono nei luoghi acquitrinosi, dalla pianura alla zona subalpina (Goir.); così a Legnago (Rocchetti), Caldiero e Caldierino, valle di Zerpa, Belfiore, Albaredo, S. Michele, Campo Marzo e luoghi inondati dall'Adige a Verona, nella val d'Adige fra Ceraino e Peri e nel monte Baldo nelle pozze di val Basiana. (1000 m.) (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

A. utriculatus(1) L.; Poll. - Borsette. - Borsete.*
- β elongatus.
- γ gracilis.
- δ ruderalis.


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La specie è piuttosto rara e si incontra sparsa qua e là assieme alla var. β presso Verona fuori porta Vescovo (Seg.) e porta Vittoria (Goir.); a Lazise alle sponde del Garda (Pollini, Fontana, Rigo!); a Legnago (Tonini!); la var. γ in luoghi erbosi nel collegio agli Angeli in Verona e la δ sporadicamente per le vie della città di Verona e nelle macerie (Goir.) - Maggio-giugno: annua.
[(1) = Alopecurus rendlei Eig - n.d.c.]

Coix Lacryma L. - Lagrime di Giobbe. - Lagrime di Giobe. - Originaria delle Indie Orientali, è coltivata nei giardini: qualche volta si incontra subspontanea, e così p. e. a Legnago (Rocchetti !), alle sponde del Garda (Rigo !), a Verona nelle macerie fuori Porta Nuova (Goir.). - Settembre-ottobre: perenne.

Zea Mais L.; Poll. - Granturco.
- α praecox. - Formenton, Polenta, Zaldo, Zalo: - Panoce le spighe femminili, Cartozi o Scartozi le spate che le avviluppano, Mugoloti o Mocoli i loro assi. Sono coltivate le razze Pignoleto, Gialoncino, Friulano.
- β bimestris - Quarantin, Strepolin, Zinquantin.
- γ hirta Gilet et Magne.
- δ criptosperma Gilet et Magne.
- ε rostrata Gilet et Magne.
- ζ polystachia Gilet et Magne.
- η rugosa Gilet et Magne.
- θ alba Gilet et Magne.
- ι rubra Gilet et Magne.
- χ varia Gilet et Magne.
- λ ramosa
- μ variegata
- ν nana Hackel in exsic. !
- ο monstrosa - Poll. var. β.
La var. α, coltivata su vastissima scala, si incontra qualche volta subspontanea: la coltivazione si estende in altitudine sino a 1000 m. ed anche più; la β d'ordinario tiene posto, come secondo raccolto, nei terreni


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già sfruttati a frumento o segala; frequentemente si semina fitta e viene adoperata come foraggio; le γ e χ si incontrano qualche volta assieme alla forma tipica; λ bellissima, presso Quinzano; μ è coltivata nei giardini; ν nei luoghi inondati e al margine dei campi in Campo Marzo di Verona (Goir.); ο è sparsa qua e là. Annua.



Tribus 3.  -  Seslerieae.

Sesleria coerulea(1) Ard.; Poll. var. α! - Erba cortelina*, Cortelina.*
- α coerulea. Forma typica.
- β albida. - S. sphaerocephala var. thyrso albido Rchb.
- γ clorocephala.
- δ gracilis.
- ε angustifolia.
- ζ alpina.
La specie cresce copiosa nei luoghi rupestri e selvatici dai rivoni d'Adige e dai colli alle zone più elevate dei monti: le var. β, ε, nel monte Baldo a Costabella; la δ alle falde di monte Baldo lungo il sentiero da Rivalta a Festa; la γ, rarissima, nel vaio di Squaranto; la ζ nelle cime più elevate del monte Baldo, del monte Posta, di Campobrun ecc. (Goir.). - Fiorisce da febbraio ad aprile nelle stazioni basse; da marzo a settembre, dipendentemente dalla altitudine, nelle elevate: perenne.
[(1) = Sesleria caerulea (L.) Ard. - n.d.c.]

S. sphaerocephala(1) Ard.
- α coerulescens Rchb.
- β leucocephala (Dec.).
- γ elata.
- δ pumila.
Rupi elevatissime nel monte Baldo e specialmente nelle valli alpine che ne solcano il versante occidentale (Manganotti!, Leybold, C. Mass., Goir.), e nei


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monti Posta, Campobrun, passo della Lora, Zeola, (C. Mass., Goir.), tanto la specie quanto le varietà. - Giugno-settembre: perenne.
[(1) = Sesleriella sphaerocephala (Ard.) Deyl - n.d.c.]

S. disticha(1) Pers. - Il Parlatore scrive di aver ricevuto questa specie dal Clementi che la avrebbe raccolta nella collina veronese: nel Catalogo Visiani e Saccardo è indicata "sulle rupi granitiche delle alpi veronesi ai confini del Tirolo:" ma S. disticha non è pianta da collina, e nel veronese rupi granitiche non esistono.
[(1) = Oreochloa disticha (Wulfen) Link - n.d.c.]



Tribus 4.  -  Paniceae.

Pennisetum longistylum(1) Hochst. - Originario dell'Abissinia, è coltivato da alcuni anni come pianta ornamentale; si incontra qualche volta in Verona sporadico nei giardini e nelle macerie (Goir.). Presso Garda (Rigo!).
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)

Setaria verticillata P. B. - Panicum verticillatum Poll. - Panicastrella. - Pabio, Pavio, Panizola, Panocela.*
- β ambigua (Guss.).
Comune nei prati, nei campi, lungo le vie, dal piano alla regione montana, p. e. Ferrara di monte Baldo: assai rara la var. β nella città, nei dintorni di Verona ed a Caprino (Goir.). - Estate-autunno: annua.

S. viridis P. B. - Panicum viride Poll. - Panicastrella. - Panizola, Panizela, Pabio, Pavio, Panocela.* -
- α humilis.
- β major - Panicum viride majus Gaud.
- γ ramosa. - S. viridis β nodiflora Sacc.?
- δ polystachia.
- ε vivipara Bertol.
Comunissima nei campi, ecc.: le var. α e β dal piano alla zona montana; γ in Verona nel giardino Giusti, al Chievo ecc.; δ rarissima, nei monti Lessini sull'altipiano di Lotrago, ed in Verona nel cortile del R. Liceo; e pure rara, presso Tregnago alle Saline,


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sull' altipiano di Lotrago, in Verona (Goir.). - Estate-autunno: annua.

S. glauca(1) P. B. - Panicum glaucum Poll. - Pabio, Panizola, Panozela, Panocela *. - β vivipara. Frequentissima nei campi e lungo le strade dal piano della zona montana: β rarissima; una sola volta in Verona. fuori porta Palio (Venanzi, Rodegher, Goir.). Estate-autunno: annua.
[(1) = Setaria pumila (Poir.) Roem. & Schult. - n.d.c.]

S. italica P. B. - Panicum italicum Poll. - Panico. - Panizo, Panocelon*.
- β germanica (P. B.).
Nativa delle Indie orientali e della Nuova Olanda, la specie è coltivata assai estesamente, e si incontra qua e là quasi inselvatichita nel piano, p. e. presso Verona, e nella zona collina e montana, in valle dei Fineti presso Tregnago, in Bolca, presso Roverè di Velo (Goir.). - La var. β, quasi selvatica in luoghi aridi presso Mozzecane (Goir.). - Da luglio a settembre ed anche ottobre: annua.

Panicum Crus-galli(1) L.; Poll. - Panicastrella. - Giavon, Meio palustre*, Panicastrel*.
- α muticum vel submuticum.
- β aristatum.
- γ pumilum.
In tutta la Provincia, nelle risaie, nei fossi, nei terreni umidi, nei luoghi inondati, crescono copiosissime tanto a che β dal piano alla zona montana, p. e. Arzarè, Corbiolo nei Lessini (Goir.); la γ in Verona nel Basso Acquar (Goir.). - Estate-autunno: annua.
[(1) = Echinochloa crus-galli (L.) P. Beauv. - n.d.c.]

P. capillare L. - Gli orti cultori e le fioraie veronesi lo chiamano - Agrosti*, Spricht*. - Oriundo dell'America boreale e da tempo inselvatichito in diversi luoghi d'Europa, si coltiva da alcuni anni nei giardini di Verona, e comincia sporadico a comparire qua e là; Verona, Pigozzo in val di Squaranto, S. Pietro in


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Cariano in Valpolicella, sotto le Are in Valpantena, al Corno nell'Agro Veronese, nel monte Moscal, ad Onè presso Caprino, ecc. (Goir.). - Autunno. Annua.

P. miliaceum L. - P. Milium Poll. - Miglio - Mejo, Megio. -
- β melanocarpum.
- γ violaceum Rchb.
Originario delle Indie orientali e coltivato nel veronese da epoca immemorabile, oramai è reso spontaneo, e copiosamente si incontra può dirsi ovunque nei campi, lungo le vie ecc. dal piano innalzandosi ai monti; e così nel monte Baldo alla Ferraro, nei monti Lessini al Cerro ecc.: la var. β qua e là e gregaria: la γ, rarissima, nel monte Serbaro verso la, valle di Squaranto (Goir.). - Da luglio a settembre ed anche ottobre: annua.

Oplismenus undulatifolius R. et S. - Non fu sino ad oggi rinvenuto nel veronese; però cresce nei colli benacensi, p. e. a Gargnano nel bresciano di fronte a Castelletto di Brenzone (Rigo !), come anche nel confinante territorio vicentino (C. Mass. !).

Digitaria sanguinalis Scop.; Poll. - Sanguinella. - Spergola, Erba da mazi, Rampeghina* o Erba rampeghina; - le quali denominazioni valgono benanco per le due specie seguenti.
- α genuina.
- β esculenta. - Panicum sanguinale β esculentum; Gaud.
- γ ciliaris (Balb. et Nocc., Dec.) non Koel. nec Retz. - D. sanguinalis var. β Bertol., Parl.
- δ forma pumila mono-oligostachya.
Comunissima ovunque, dal piano alla regione subalpina, nei campi, lungo le strade ecc.: la β di preferenza nei luoghi pingui; la γ rarissima nella Val d'Adige a Rivole e nei dintorni di Verona e la δ in luoghi inondati a Verona, Ceraino (Goir.). - Estate-autunno: annua.


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D. ciliaris Koel., non Nocc. et Balb. nec Dec. - Rarissima: luoghi erbosi in Campo Marzo di Verona (Goir.). - Estate-autunno: annua.

D. glabra(1) R. et S.
- α genuina.
- β polystachia.
- γ ambigua Ces.
Non comune: α e β nei campi e lungo le strade dal piano ai monti; S. Michele, Centore, Verona, Stalavena di Valpantena, Tregnago, Ferrara di monte Baldo; γ rara lungo l'Adige (Goir.). - Estate-autunno: annua.
[(1) = Digitaria ischaemum (Schreb.) Muhl. - n.d.c.]

Tragus racemosus Hall. - Lappago racemosa Poll.! Siti incolti e sterili, nei muri, lungo le vie in tutta la Provincia dal piano ai colli fra il Benaco ed il confine vicentino (Segu., Poll., Leybold, Rigo!, Goir.). - Luglio-ottobre: annua.



Tribus 5.  -  Chlorideae.

Cynodon dactylon Perso - Digitarla dactylon Poll. - Gramigna. - Gramegna. -
- α elegans.
- γ monstrosa.
Volgare nei campi, lungo le vie ecc. dal piano al monti: β in Campo Marzo di Verona (Goir.): la γ, abbraccia due forme, nelle quali ora le gemme ascellari delle foglie inserite presso la base del caule sono trasformate nel cecidio di Lonchea lasiophthalma Macq., ed altre volte l'estremità del culmo ovvero alcune gemme ascellari degenerano nel cecidio di una specie di Isososma (C. Mass.).; nella valle d'Illasi, Tregnago, Vico, Marcemigo, Legnago, Spredino, monte Gazo, le Are in Valpantena (C. Mass., Goir.). - Luglio novembre: perenne.

Eleusine indica Gartn.


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- β forma spicis 1-2.
Osservata la prima volta in Verona nelle macerie appena fuori Porta Vittoria nel 1879 (Goir.): fu rinvenuta più recentemente entro la città, alla Venturina presso le Ferrazze (Rodegher !), a Vigasio (Rigo), a Quinto di Valpantena. - Luglio-ottobre: annua.



Tribus 6.  -  Andropogoneae.

Andropogon Ischaemum(1) L. - A. angustifolium Poll. - Lopia, Lopie*, Lupia*. -
- β rubricinctum (Gandoger)!.
In tutta la Provincia dal piano sino alla zona montana nei pascoli secchi, lungo le vie ecc. - Estate-autunno: perenne.
[(1) = Bothriochloa ischaemum (L.) Keng - n.d.c.]

Heteropogon Allionii(1) R. et S. - Raro. Fra le rupi nei colli benacensi sopra Torri, scoperto da Gregorio Rigo !, ed a S. Vigilio (Goir.). Nel bacino del Benaco cresce inoltre al monte Brion presso Riva, a Gola, da Toscolano a Salò. - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Heteropogon contortus (L.) P. Beauv. - n.d.c.]

Chrysopogon Gryllus Trin. - Andropogon Gryllus Poll.
- Erba da spazzole. - In alcuni luoghi infatti, p. e. nel veneto a Treviso, si fa uso delle radici di questa pianta per fare spazzole; pare che la pianta veronese, per prova fatta, poco si presti a questo ufficio.
- α panicula purpurascente.
- β panicula flavescente.
La α, che è la più comune, cresce copiosamente nei luoghi erbosi, dall'Alto Agro Veronese e dalla collina, spingendosi alla zona montana: Verona a S. Giovanni in valle e S. Zeno in monte, Bosco Mantico, Guastalla, Villafranca, Valeggio, Mizzole, Pigozzo, Quinzano, colli Benacensi, Sirmione, Riva, falde del monte Baldo in valle di Caprino, ed a Brentino e Castello di Brentino (Segu., Poll. Fontana, Bracht, Ambr., Gelmi, Goir.): la β è più rara, e fu raccolta


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dal Tonini in monte Baldo! - Giugno-luglio: perenne.

Sorghum halepense Pers. - Andropogon halepensis Poll.
- Cannorecchia. - Smilaze dolze e Smilaze nostrana (Poll.), Nalgastro, Malgastro*, Melgastro, Gramegnon, Gramegna*, Canestrel*, Canestrei*, Semenestrei* e Sumenestrei* (Caprino). -
- α majus.
- β minus. - S. Schreberi Ten. ?
- γ foliis variegatis.
Luoghi coltivati, vigneti ecc. nella pianura, nei colli, nella regione montana ove cresce abbondantissimo; si incontra pure, ma più raro nella zona subalpina, p. e. in monte Baldo a Spiazzi nei campi seminati a marzuolo: la var. β qua e là assieme alle due precedenti (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

S. vulgare Pers.; Poll. - Saggina. - Melga, Melga da scooli. -
- β bicolor (W.); Poll.
- γ saccharatum (Pers., Poll.). - Saggina da granate. Melga, Melga da spazadore.
- δ cernuum (W., Poll.).
La specie e le varietà β e γ sono coltivate assai estesamente nella pianura, più raramente nella collina; la δ qualche volta per curiosità; ad essa è assai prossima la Durra dell'Abissinia che, con risultati negativi, si cercò di introdurre presso di noi. La specie si incontra quasi selvatica qua e là dal piano ai colli; Isola della Scala, S. Pancrazio, Quinzano, monte Gazo ecc. (Goir.). - Agosto-ottobre: annua.

Saccharum Ravennae(1) L.; Poll. - Cannella.- Canelon. -
- α spiculis niveis.
- β spiculis fuscescentibus.
Cresce qua e là lungo l'Adige da Verona a Legnago ed oltre, e nella intera pianura veronese, al margine dei fossati, negli argini ecc. (Segu. Poll. Goir.) e


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presso Peschiera (Poll.); la var. β assieme alla forma tipica (Manganotti !). - Agosto-ottobre: perenne.
[(1) = Tripidium ravennae (L.) H. Scholz - n.d.c.]



Tribus 7.  -  Arundineae.

Arundo Donax L.;. Poll. - Canna, Canna da rocche. - Cana*, Cana comune o domestica o montana. -
- β foliis variegatis.
Non è certamente pianta indigena nostra; ma evidentemente introdotta presso di noi, e da epoca immemorabile, si incontra quasi fatta selvatica nella pianura, nell'Alto Agro Veronese, nei colli; nei monti più bassi: Verona, Corno, Marcellise, Pesina., Caprino, in Val secca alta sopra Passone, Prun ecc. (Goir.); il Poll. la indica in rupibus palustribus presso il lago di Garda, e specialmente a l'Isola Lecchi, Gargnano, Salò; il Facchini sulle rupi del Ponale. La var. β è coltivata nei giardini (Menegazzoli). - Settembre-novembre: perenne.

Phragmites communis(1) Trin. - Arundo Phragmites Poll. - Canna da spazzole - Canel, Scoole, Canele*, Canelo*, Caneli*. -
- α flavescens Cust.
- γ splendens (Timb. Lag.).
- δ alpina.
- ε nana.
- ζ repens Zersi.
- η foliis variegatis Poll.
Luoghi palustri od inondati, fossi ecc. dal piano alla zona subalpina: β assieme alle specie; γ, piuttosto rara, in un fosso a Sandrà; δ ed ε in monte Baldo presso la Ferrara e le Moie; ζ nelle sabbie lungo l'Adige a Verona e Legnago (Goir.); la η, rarissima, presso Peschiera (Poll.), e lungo l'Adige sotto la Mambrota (Goir.). - Luglio-ottobre: perenne. Serve a parecchi usi, come a costrurre capanne, graticci ecc.
[(1) = Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steud. - n.d.c.]




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Tribus 8.  -  Agrostideae.

Calamagrostis Sect. 1. Epigejos Kock. - C. Epigejos Roth. - Arundo Epigejos Poll. - Luoghi umidi e selvatici al piano e nei monti: lungo l'Adige presso Verona, nel vaio di Squaranto, nel monte Baldo in Piore, Creta, Murete, Gazo ed ai Lumini (Goir.); il Pollini la indica presso al Santuario della Corona. - Giugno-settembre: perenne.

C. litorea(1) Dec. - Arundo Calamagrostis Poll.
- β major Parl. Copiosissima a Verona, Ceraino, ecc. nelle sabbie lungo l'Adige, tanto la specie che la varietà. - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Calamagrostis pseudophragmites (Haller f.) Koeler - n.d.c.]

C. lanceolata(1) Roth. - Rara: rive dell'Adige oltre a Tombetta: ove fu scoperta dal chiarissimo A. Manganotti!
- Estate: perenne.
[(1) = Calamagrostis arundinacea (L.) Roth - n.d.c.]

C. Halleriana(1) Dec. - Rara: luoghi selvatici della regione alpina in monte Baldo p. e. valle delle pietre, coste dell'Artillon, val dritta ecc. (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.
[(1) = Calamagrostis villosa (Chaix) J.F. Gmel. - n.d.c.]

C. tenella(1) Host β alpina (Host.). - Rara: nei luoghi selvatici rupestri e fra i frutici nella regione alpina in monte Baldo: p. e. coste dell'Artillon, val Vacara, val delle buse, val delle pietre ecc. (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.
[(1) = Agrostis schraderiana Bech. - n.d.c.]

Sect. 2. Deyeuxia P. B. - C. varia Schrad (sub Arundine). - Arundo sylvatica Poll. pro parte?; Deyeuxia varia Kunth.
- α typica.
- β montana (Host.).
- γ intermedia.
- δ spiculis variegatis.
- ε spiculis pallide virescentibus.
Frequentissima nei luoghi rupestri e selvatici di tutti


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i monti veronesi dalla zona montana alla alpina (Seg., Mang., Ambr., C. Mass., (Goir.); raramente nella collina, p. e. ai Molini sotto Spredino (Goir.); scende qualche volta anche nei luoghi bassi seguendo i corsi d'acqua, p. e. lungo l'Adige presso Verona. Le forme α - δ crescono promiscuamente: ε, rarissima, nel monte Baldo presso la Corona (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

C. sylvatica Dec. - Rara: il Facchini la raccolse nella valle d'Avio in monte Baldo, nel quale il barone Hausmann la indica pure rinvenuta dal Leybold. - Luglio-settembre: perenne.

Agrostis Sect. 1. Euagrostis Gren. et Godr. - A. alba L.(1)
- A. vulgaris Poll. var. γ, δ. - Pinel*, nel monte Baldo; Carolo*, Caroli*, nei colli di Valpantena; Gramegna*, Agrosti*: - la ultima denominazione è stata recentemente introdotta nel vernacolo veronese dai giardinieri e dalle fioraie, e va attribuita non solo a diverse forme di questo genere, ma benanco a non poche specie dell'ordine delle poacee, adoperate per la confezione di corone e mazzi di fiori secchi.-
In tutto il territorio veronese, estollendosi dal piano alle zone elevate di tutti i monti, lungo le vie, alle sponde dei fossi e lungo i corsi di acqua, nel letto disseccato dei torrenti, al margine dei campi, nei vigneti ecc. cresce questa specie così polimorfa: assieme alla forma tipica si incontrano, non di rado promiscue, le var. pallens, flavescens, colorata, laxiflora, spiculis nonnulis aristatis, gigantea, prorepens, angustata, patula (Goir.), inoltre:
- β vivipara. - A. vulgaris var. ε Poll.
- γ pumila Kunth non L.
La β, rarissima, fu raccolta nel monte Baldo alla Ferrara ed alle sponde del lago di Garda a Magugnano (Goir.): la γ fu rinvenuta una sol volta alla Ferrara (Goir.); in essa si sviluppa negli ovari una


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Ustilaginea, forse la stessa Tilletia decipiens (Pers.) Körn. che deturpa gli ovari della specie seguente. - Estate-autunno: perenne.
[(1) (= Agrostis stolonifera L. n.d.c.]

A. vulgaris(1) Wither. - A. vulgaris Poll. var. α, β - Pinel*, Carolo*, Caroli*, Gramigna*.
- α vulgaris genuina Rchb.
- β pumila L. - A. vulgaris Poll. var. γ.
Cresce ove la specie precedente e nella stessa epoca: la β con gli ovari deformati dalla Tilletia decipiens (Pers.) Korn., si rinviene nei pascoli elevati dei monte Baldo e così: Tredespin, coste dell'Artillon, Acque negre, Valfredda, Ortigara, fra Cambrigar e la Ferrara ecc. (Goir., C. Mass.). - Perenne.
[(1) = Agrostis capillaris L. - n.d.c.]

Sect. 2. Tricodium Mich. - A. canina L.; Poll.
- α genuina.
- β pallida, spicularum colore stramineo Rchb.
- γ mutica Gaud.
Meno frequente delle due specie precedenti, cresce di preferenza nei boschi, nei pascoli e luoghi selvatici delle zane montana e subalpina, nel monte Baldo, nei Lessini ecc.: però non manca nel piano, p. e. Campo Marzo di Verona, Bosco Mantico: le var. α e β si incontrano qualche volta in società: γ nel monte Baldo in Ime (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

A. rupestris All. - A. alpina Poll.!
- α procerior.
- β panicula elongata coarctata Rchb.
- γ panicula aurata subpatente Rchb.
Rupi e pascoli elevatissimi nel monte Baldo: Altissimo di Nago (Poll., Hfl. Goir.), colma e Prà di Malcesine, colma e costo dell' Artillon, cima di val dritta, Sassetto, Mon Maor, Costabella, busete, Valgrande, valle delli ossi ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Sect. 3. Apera P. B. - A. spica venti L. Poll. - Pennacchini.


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- Non comune: fra le messi in Campo Marzo di Verona ed altrove nella Provincia (Segu., Poll. Goir.). - Maggio-luglio: annua.

A. interrupta(1) L. Poll. - Luoghi arenosi e secchi: Verona in Campo Marzo, nelle sabbie lungo l'Adige (Segu., Goir.), fuori Porta nuova lungo le strade ed al margine dei campi (Goir.), nella Val d'Adige alla Chiusa (Poll.) e sotto Rivole (Goir.), a Salionze lungo le strade (Rigo!), a Lazise (Fontana!) - Maggio-luglio: annua.
[(1) (= Apera interrupta (L.) P. Beauv. n.d.c.]

Lagurus ovatus L. - Sporadico nei giardini, ove è coltivato per ornamento, e nelle macerie (Goir.). - Giugno-agosto: annuo.


Tribus 9.  -  Stipeae.

Stipa Calamagrostis Whlnb. - Arundo speciosa Poll.! - Stuzzichella. - Spighete* (nei Lessini), Sta 'n pè* (sulla riviera benacense). -
- β spiculis purpurascentibus.
Luoghi selvatici e rupestri fra altitudini di 100-1975 m. Rara al Varone presso Riva di Trento (Goir.); non comune nel monte Baldo, nella selva d'Avio (Poll.), lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll. Goir.), sul monte S. Marco, ai Tessari, ad Incanale (Goir.); copiosa e frequentissima nel gruppo dei Lessini, dalla cima Galbana, Trapola, Pertica, Campostrin, Tambro, Zeola scendendo a Revolto, Giazza ecc., in s. Anna d'Alfaedo, monte Pastello, Cerro, monte Tregnago presso a Grezzana e così in vicinanza di Romagnano, al covalo di Pompeo: Spredino, nel vaio Sperzani, nella valle di Squaranto (Goir.), e da ultimo nella val d'Adige alla Chiusa, Ceraino, ecc. (Mang., Goir.), ed ai Lavini di Marco presso Rovereto (Leyb., Cobelli). La var. β alla Giazza e Revolto (Goir.). - Luglio-novembre: perenne.

S. pennata L.; Poll.! - Lino delle fate. - Scoli* o Stipa* la pianta, Piume o Penaci* la pannocchia. - Nelle


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fessure delle rupi e nei pascoli aridi e secchi specialmente della collina: rivoni d'Adige sotto Bosco Mantico ed oltre (Segu.), Garda (Poll.), S . Vigilio (Goir.) ecc., e così pure in tutti i colli veronesi, nella Valpantena ecc. (Poll., Mang., C. Mass., Goir.).
- Maggio-luglio: perenne. Le pannocchie sono portate sul mercato per la confezione di mazzi, ecc.

Milium effusum L.; Poll. - Raro. Luoghi selvatici e boschivi della zona montana e subalpina; nel monte Baldo in val Borno (Rigo), Ortigara e selva d'Avio (Poll.), Ime e Noveza (Goir.), e nei Lessini, vaio dell'Anguilla. (Goir.), Chiesanuova e Scandole (Poll., Goir.). - Maggio-agosto: perenne.

M. paradoxum L.; Poll.?? - Indicato, certamente per equivoco, da Ciro Pollini all'Ortigara di monte Baldo.

M. (Piptatherum P. B.) multiflorum Cav.; Poll. - Raro.
Luoghi selvatici e rupestri, siepi, muri: nella val d'Adige alla Chiusa (Poll. Goir.); nel bacino del Garda a Sirmione, Scaveaghe e S. Vigilio (Goir.); al Varone (Goir.); al Ponale ed al monte Brione presso Riva. (Facch.). - Estate-autunno: perenne.



Tribus 10.  -  Aveneae.

Corynephorus (Aira L.) canescens P. B. Carlo Tonini nel Tentamen Mantissae ad floram, veronensem scrive che questa poacea si offrì a lui in denso cespuglio in un campo sterile del Chievo; ove però, almeno sino ad oggi, non fu più ritrovata.

Aira caryophyllea L.
- α anceps Ces.
Questa poacea in unione alle due specie seguenti, colle quali frequentemente vive in società, sembra prediligere i depositi ed i terrazzamenti morenici: nell'Alto Agro Veronese al margine di una piccola palude


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nel luogo detto la Finella presso Guastalla, al Bovo ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. capillaris(1) Host. - A. caryophyllea Poll.! - Nebbia
- β ambigua auct. non D. Nrs.
È più frequente della precedente: nella valle di Caprino alle falde di monte Baldo (Poll.), e al dissopra di Gamberone ai piedi dei monti Cordaspina e S. Marco (Goir.), Bosco Mantico (Mang.!, Goir.), colline di Sommacampagna (Rigo!) ecc. - Maggio-giugno: annua.
[(1) = Aira elegantissima Schur - n.d.c.]

A. ambigua D. Nrs. - Ove le precedenti, specialmente alla Finella ed a Bosco Mantico, e nella stessa epoca (Goir.).

Deschampsia P. B. Sect. 1. Eudeschampsia Gren. et Godr. - D. (Aira L.) caespitosa P. B. - Aira caespitosa Poll.!
- α typica.
- β pallida Koch
- γ filavescens.
- δ alpina Gaud.
La forma tipica con le sue numerose variazioni e forme è sparsa sul suolo della intera Provincia veronese, dalla pianura alla zona alpina, nei luoghi umidi e sabbiosi, nei prati, nei pascoli, nelle paludi, lungo i ruscelli ecc. (Segu., Poll., Mang.!, Goir.): la var. β si incontra non di rado tanto nel piano come nei monti; p. e. in Verona lungo l'Adige e nel monte Baldo a Brentino, Ferrara, Noveza ecc. (Goir.): la γ in Valnasse nello stesso monte (Vittorio Pellegrini!): la var. δ cresce nelle zone più elevate del monte Baldo e dei Lessini (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.

Sect. 2. Avenella Bluff. et Fing. - D. (Avenella Parl.) flexuosa Trin. - Aira flexuosa Poll. !
- β panicula contracta: spiculis intense violaceis. - Aira montana All. non L.
La specie e la varietà crescono copiosamente nei


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pascoli e fra i frutici nelle zone più elevate del monte Baldo: Ortigara, Altissimo di Nago, valle delle pietre, Valgrande ecc. (Poll., Goir.): dei Lessini; Sparaver, Galbana, Malera, Trapola ecc. (Goir.), e così pure in Campobrun, Posta ecc. (Poll., Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Danthonia provincialis(1) Dec.
- β spiculis minoribus.
Non comune. Presso il lago di Garda (Precht); nell'Alto Agro Veronese, in depositi morenici al bosco della stanga presso S. Lucia del Tione in quel di Guastalla veronese e nei pascoli di Bosco Mantico (Goir.); nel monte Baldo nei pascoli di Pravazar ed alle Moie della Ferrara (Goir.). La var. assieme alla forma tipica nelle stazioni di monte Baldo. - Maggio-settembre a seconda della altitudine: perenne.
[(1) (= Danthonia alpina Vest n.d.c.]

D. (Trodia P. B.) decumbens Dec. - Poa decumbens Poll. !
- α breviglumis Hackel.
- β longiglumis Hackel.
- γ oligostachya: spiculis 1-3.
Dall'Alto Agro Veronese alla zona subalpina ed alpina: la var. α, che è rara, al bosco della stanga presso S. Lucia del Tione (Goir.) e nel monte Trezzolan (Tonini!): la var. β copiosissima nei pascoli e fra i frutici in monte Baldo (Goir.), Basiana, Valfredda, Novezina, Noveza (e Poll. !), Lonza, Campedello, Ime, Prada ecc.; nei Lessini a S. Anna, Corno Mozzo, Malera, Campegno ecc. (Goir.); da ultimo in Campobruno, Posta ecc. (Goir.). La var. γ, frequentemente con la β e negli stessi luoghi. - Maggio-settembre: perenne.

Ventenata avenacea(1) Koel. - Avena tenuis Poll. - Non comune in luoghi sterili ed aprici: a Roncà (Tonini!, Montini), e nel monte Calvarine (Poll.) al confine quasi con la Provincia di Vicenza; nel monte
[(1) = Ventenata dubia (Leers) Coss. - n.d.c.]


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Tondo o Nero a cavaliere della Valpantena con la Va1policella (Goir.); accidentalmente a Spiazzi in monte Baldo (Goir.). - Giugno-luglio: annua.

Avena Parl. Sect. 1. Avenastrum Koch - A. Parlatorei(1) Woods. tour. fl. - A. sempervirens Auct. non Vill.
- Luoghi rupestri e selvatici del monte Baldo ove fu primieramente scoperta, dai prof. Clementi e Manganotti: Coal Santo, Mon Maor, valle delle pietre, colma di Noveza, Noveza, val Losana, Prazagano, Cerbiol, Lavacci, la Ferrara (Goir.), fra 900-2000 m. di altitudine. - Giugno-settembre: perenne.
[(1) = Helictotrichon parlatorei (J. Woods) Pilg. - n.d.c.]

A. pubescens(1) L. - A. fallax Poll.!, excl. omnib. syn.!
- β lucida (Bertol).
La forma tipica vegeta in tutti i prati e pascoli della zona montana e subalpina tanto nel monte Baldo, p. e. Valfredda, Pravazar, Naole, la Ferrara ecc. (Goir.): quanto nei Lessini a Selva di Progno, vaio del Falcone, Cerbiol, Carcereri ecc. (Goir.): la var. β scoperta per la prima volta da Roberto de Visiani presso la Ferrara di monte Baldo cresce promiscuamente alla specie. - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Avenula pubescens Dumort. subsp. pubescens - n.d.c.]

A. amethystina(1) Clar. - Rara: rupi e pascoli della zona alpina e subalpina; nel monte Baldo a S. Giacomo, ove fu primieramente raccolta dal Facchini che la comunicò al Koch, Valfredda. e Naole (Goir.); nei Lessini alla Sega ed al Corno d'Aquilio (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Avenula pubescens (Huds.) Dumort. - n.d.c.]

A. praeusta(1) Rchb. - Rupi e pascoli elevati nel monte Baldo: Valfredda, Naole, Costabella, Mon Maor ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Helictochloa praeusta (Rchb.) Romero Zarco - n.d.c.]

A. pratensis L.; (Poll.). - Nel monte Baldo, ove la specie precedente; nei monti Lessini al Corno d'Aquilio (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Helictochloa pratensis (L.) Romero Zarco - n.d.c.]



Sect. 2. Avenae genuiuae Koch - A. sterilis L. - Frequente sui muri, nelle rupi e nei seminati nell'Alto Agro, nella collina veronese, alle sponde del lago di Garda, Verona, Peschiera, Quinzano, Stelle, Vendri, Pigozzo, monte Tondo (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. Ludoviciana Durieu. - Rarissima: muri e rupi, a


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Verona, Pigozzo, Rivole, monte Ferzi sopra Onè presso Caprino e probabilmente altrove (Goir.). - Maggio-giugno: annua.

A. fatua L.; Poll. - Avena, Vena selvatica. - Venon, Avena o Vena salvega*; - nome attribuito benanco alle due specie precedenti nonchè alla seguente.
- β hybrida Koch.
Vegeta nei campi coltivati, fra le biade, nei vigneti in tutto il territorio della Provincia veronese, dal piano alla zona montana, nella quale diventa rara (Goir.): la β in monte Baldo, in mezzo al marzuolo, alle Fraine ed alla Ferrara (Goir.). - Da maggio a settembre secondo la altitudine: annua.

A. barbata Brot. - A. hirsuta Roth. - Frequentissima nei seminati, nei campi, sui muri e sui tetti, nelle rupi della intera Provincia dal piano sino a toccare la zona montana (Goir.). - Aprile-agosto: annua.

A. sativa L.; Poll. - Vena - Vena, Biava, Avena*. -
- β mutica.
Coltivata dal piano a tutta la zona montana, e qua e là inselvatichita: colla specie, nei seminati, si incontrano frequentemente tanto la var. β, p. e. a Verona lungo l'Adige, e nel monte Baldo alla Ferrara, quanto altre forme o varietà o variazioni che dire si vogliano (Goir.). - Maggio-settembre: annua.

A. orientalis L.; Poll. - Avena d'Ungheria*. - Coltivata qualche volta, e quasi selvatica fra le messi: a Legnago, nei dintorni di Verona ecc. (Goir.). - Annua.

Arrhanatharum elatius Mert. et Koch - Holcus avenaceus Poll. - Vena maggiore, Vena altissima, Altissimo*
- α vulgare Koch.
- β bulbosum Gaud.


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- γ utriusque flosculi arista articulata. Bert.
La forma tipica, colle sue numerose variazioni, cresce dai dintorni di Verona fuori Porta Nuova, in luoghi selvatici, fra i frutici ecc., insino alla zona montana e subalpina: nel monte Baldo alla Ferrara, Cambrigar, Pravazar, Madonna della Neve ecc. (Poll., Facch., Goir.), alle falde del monte Pastello a Fumane (Goir.), nella valle d'Illasi a Tregnago (Caro Mass.) ed altrove; nei Lessini a Corbiol, nel vajo di Squaranto, Velo (Goir.): la var. β, citata pure da Seguier, alla Ferrara, Spiazzi, Pravazar, Naole in monte Baldo (Goir.): la γ a Spiazzi in monte Baldo (Goir.) e presso Tregnago (C. Mass.!). - Estate-autunno: perenne. È coltivalo come foraggio.

Trisetum (Arundo; Spr., Poll.) pygmaeum. - Arundo pigmaea Spr., Poll.: Avena pygmaea Rchb. quoad pl. Spr., Poll. - Scoperto dal Gebhardt nel monte Baldo, ove invano sino ad oggi fu ricercato, è stato descritto dallo Sprengel e dal Pollini che ne diede benanco una figura nella sua flora (vol. I, tab. I, fig. 1): nella pianta del Pollini alcuni botanici hanno voluto vedere il T. subspicatum P. B., altri il T. Cavanillesii Trin. ossia Avena Loefingiana Cav. Siccome queste due specie non crescono sicuramente nel monte Baldo, e d'altronde la Arundo pygmaea manca nell'Erbario Polliniano, così la pianta di Ciro Pollini viene riferita al genere Trisetum al quale sicuramente appartiene (Parl.), conservando alla stessa la denominazione specifica data dal creatore della specie.

T. flavescens(1) P. B. - Avena flavescens Poll.!
- α genuinum Rchb.
- β lutescens Rchb.
- γ variegatum Rchb.
- δ alpinum Parl. - Avena alpestris (Dee.).
- ε splendens (Presl.). - Varietas avenae flavescentis Poll. mss. in herb.!


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- ζ spiculis maioribus.
- η pauciflorum Sacc.
Nel prati e nei luoghi erbosi della intera Provincia, dal piano alla zona montana e subalpina, crescono frequentissime tanto la forma tipica, come le var. β, γ, ε: sono rare la var. δ, nel monte Baldo alle Giare di Valbrutta (Goir.) e la var. ζ dei monti Lessini al Vallone (Goir.); la η fu scoperta dal Pollini (a. 1811) in monte Baldo nei prati presso i Coltri, e gli esemplari veronesi esistenti nell'Erbario!, concordano esattamente coi siciliani avuti da Lojacono. - Maggio-settembre: perenne.
[(1) = Trisetaria flavescens (L.) Baumg. - n.d.c.]

T. argenteum(1) R. et S. - Avena distichophylla Poll.!
- β parviflorum Parl. - Avena Rotae De Not.
Rupi e pascoli elevatissimi delle alpi veronesi e fra le ghiaie di tutti i torrenti alpini. Nel monte Baldo lungo l'intera catena dall'Altissimo di Nago ai Colonei di Pesina (2200-1368 m.), scendendo nei due versanti a stazioni livellate a circa 900 m. p. e. alle Giare di Valbrutta presso Ferrara di monte Baldo ove cresce in unione alla specie precedente (Goir.): nei monti Lessini in Malera, Trapola, Campobrun, Revolto ecc. (Goir.), S. Anna d'Alfaedo (936 m., Tonini !) eccezionalmente, dopo la piena d'Adige del 1882, comparve, appena fuori Verona, nelle sabbie depositate dal fiume alla rotta Fuini (Goir.). La var. β, rarissima, nel monte Baldo al Coal Santo (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.
[(1) = Trisetaria argentea (Willd.) Banfi & Soldano - n.d.c.]

Holcus lanatus L.; Poll. - Bambagiona. - Ventolana Semenestrei * a Caprino veronese. -
- α genuinus.
- β panicula colorata.
- γ intermedius: arista hamata, glumas excedente. - Comune nei prati, pascoli, siepi, al margine dei fossati, fra i virgulti ecc. in tutta la regione dalla pianura alla zona subalpina (Segu., Poll.!,


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Goir. ecc.): la var. γ è sparsa qua e là, ma di preferenza nelle stazioni colline e montane (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.

H. mollis L.; Poll.? - Indicato da Pollini nel monte Baldo lungo la strada dei Lumini; ma sino ad oggi non fu rinvenuto nè in questo!, nè in alcun altro luogo della Provincia: del resto nell'Erbario Polliniano la scheda H. mollis è corretta in H. lanatus, e l'esemplare raccolto nella stazione ora citata spetta alla var. γ della specie precedente.

Melica Magnolii(1) Gren. et Godr. - M. ciliata Poll. et auct. non L.
- β panicula ramoso-lobata Parl.
Comune in tutta la regione nei luoghi aridi, nelle ghiaie, sui muri, nelle fenditure delle rupi, lungo le strade, nelle siepi dalla pianura alla zona montana. (Segu., Poll.!, Ambr., Goir. ecc.).; la var. β qua e là assieme alla forma tipica. - Maggio-luglio: perenne.
[(1) (= Melica ciliata subsp. magnolii (Gren. & Godr.) Husn. n.d.c.]

M. nebrodensis(1) Parl. - Scoperta in una siepe a Vendri in Valpantena (Goir.), probabilmente crescerà anche in altri punti. - Giugno: perenne.
[(1) (= Melica ciliata L. n.d.c.]

M. uniflora Retz.; Poll. - Nei luoghi selvatici e rupestri delle zone collina e montana, più raramente in quelle più elevate: presso Arco (Perini); nel monte Baldo alla Corona (Poll.), sopra Avio (Gelmi), ai Dossioi (Facch.) ; ad Albizzano nei colli benacensi; Alcenago nella Valpantena; nella valle di Squaranto sopra la Rocchetta bassa (Goir.); nel monte Trezzolan (Tonini!). - Giugno-luglio: perenne.

M. nutans L.; Poll. - Luoghi boschivi, selvatici ed anche rupestri, ma piuttosto umidi, dall' Alto Agro Veronese alla zona alpina; però non può dirsi pianta volgare (Segu., Poll., Ambrosi, Hausmn., Goir.): così, p . e., nell'Alto Agro Veronese a Bosco Mantico (m. 82, Goir.), nel monte Baldo in Noveza (m. 1450, Goir.). -


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Dalla seconda metà di marzo ad agosto secondo la altitudine: perenne.



Tribus 11.  -  Festuceae.

Catabrosa aquatica P. B. - Il sig. Perini scrive che questa poacea, assai rara nell'Italia settentrionale, è stata trovata da lui nelle paludi circonvicine a Torbole, e presso le sponde settentrionali del Garda.

Glyceria acquatica(1) Wahlb. - Poa acquatica Poll.! - Melina.
- β floribus viviparis Poll.! Fossi, paludi, corsi d'acqua ecc.: in tutta la pianura e nell'Agro Veronese (Segu., Poll., Goir.); alle sponde del lago di Garda, a Peschiera, Lazise ecc., Torbole (Goir., Font., Per.): la β, rarissima, fu raccolta da Pollini al Palù ed alla Bevilacqua. - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Glyceria maxima (Hartm.) Holmb. - n.d.c.]

G. plicata(1) Fries. - Poa fluitans Poll. pro parte.
- β microstachya.
Fossi e luoghi paludosi della pianura e dall'Alto Agro Veronese alla regione montana e subalpina: e così, nel monte Baldo alla Ferrara, Pavazar, Basiana, Lonza ecc., nei Lessini a Roverè di Velo ecc. (Goir., C. Mass.!): la var. β in monte Baldo ai Lumini ed in Valsecca (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.
[(1) = Glyceria notata Chevall. - n.d.c.]

G. fluitans R. Br. - Rara, in unione colla precedente: nelle basse di S. Michele (Goir.), e probabilmente altrove.

G. loliacea Godr. - Rara: luoghi erbosi nei dintorni di Verona (Goir.). - Estate: perenne? È ritenuta una forma ibrida; Festuca elatior x Lolium perenne.

Sclerochloa dura P. B. - Rara: in Verona a Pradavalle e nello stradone S. Antonio, fuori porta Vescovo, a destra uscendo di città


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lungo la strada di circonvallazione, fuori porta Palio al margine di un fosso lungo l'antica strada per Croce Bianca (Goir.). Aprile-giugno: annua.

S. rigida(1) Panz. - Poa rigida Poll.! - Erba montagnola*.
- β muralis Todaro in exsic!
Luoghi sterili ed incolti, muri, rupi ecc. - Comunissima nella provincia, dal piano, dalla collina e dalle sponde del Garda, salendo alla zona montana (Segu., Poll., Font., Facch., Leyb., Goir.); il Pollini la indica nel monte Baldo presso Brentonico e la Corona. - La var. β nei muri e nelle rupi a Quinzano, nel colle delle Ungherine; Lubiura, Gamberone, Passone alle falde di monte Baldo (Goir.). - Estate: annua.
[(1) = Catapodium rigidum (L.) C.E. Hubb. - n.d.c.]

Poa annua L.; Poll. var. α - Erba per i gati *.
- β biennis.
- γ flavescens Hsmn.
- δ vivipara.
Comunissima lungo le vie, nelle ortaglie ecc. dalla pianura alla zona subalpina, p. e. Ime in monte Baldo: la var. β al principio della primavera: la γ una volta sola nelle sabbie dell'Adige al Lazzaretto: la δ, rarissima, in luoghi inondati in Campomarzo di Verona (Goir.). - Gennaio-dicembre: annua e bienne!

P. supina Schrad. - P. annua var. β Poll. - Luoghi erbosi ed anche rupestri delle zone alpina e subalpina: nel monte Baldo in Cerbiol, Prazagano, Basiana, Ime, Valgrande; nei monti Lessini ai Trachi, Podesteria; in Campobrun ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: perenne!

P. alpina L.; Poll. Poniol*, Paniol*, Corteline*, Trussoli.
- β vivipara L.; Poll.
- γ badensis (Haenk.).
- δ minor Koch var. γ - P. laxa Goir.!
Nelle rupi e nei pascoli elevati del monte Baldo, dei


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Lessini, dei monti Posta, Campobrun, Zeola ecc. (Seg., Poll.!, Ton.!, Mang.!, C. Mass.!, Goir. ecc.) si incontrano frequentissime tanto la forma tipica con le sue numerose variazioni, quanto la β: la var. γ qualche volta scende verso stazioni più basse seguendo il corso dei fiumi e dei torrenti, talchè fu raccolta nelle sabbie dell'Adige a Verona (Goir.): la var. δ non è infrequente e qualche volta cresce in prossimità della vera P. minor Gaud., e presenta una forma vivipara ed una seconda flavescens; nel monte Baldo al Sassetto, cima di val dritta, Artillon, Ime, ecc. e così pure al monte Posta (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.

P. caesia(1) Sm. (an potius P. alpina γ intermedia Ambr., P. sclerocalamos Facch.?) - Rara in monte Baldo in luoghi sassosi nelle valli alpine delle pietre e delle buse nonchè in Mon-maor (Goir., C. Mass.). - Agosto-ottobre: perenne.
[(1) = Poa glauca Vahl - n.d.c.]

P. bulbosa L.; Poll. var. α! - Poniol*, Paniol*, Corteline*, Trussoli*.
- β vivipara Koch; Poll.
- γ elata.
La forma tipica e la forma vivipara, questa seconda più frequente della prima!, crescono copiosamente nei pascoli, prati, lungo le vie ecc. per tutta la Provincia dalla pianura alla zona montana e subalpina del monte Baldo, dei Lessini ecc.: la β elegantissima, ma rara, fuori porta S. Giorgio di Verona (Goir.). - Aprile-agosto dipendentemente dalla altitudine: perenne.

P. laxa Haenke?? - I sig. De Visiani e Saccardo, nel loro Catalogo, probabilmente sulla fede di autori che scrissero di piante venete, indicano questa specie vivente sulle cime elevate del monte Baldo: ma difficilmente potrà quivi rinvenirsi, essendo questa poacea ritenuta propria, esclusivamente, alle formazioni granitiche, delle quali nelle nostre prealpi non si ha


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traccia: anche noi ne abbiamo fatto ricerca sin dal 1870 dopo che consultammo il catalogo ora ricordato; e tanto sul monte Baldo, quanto sui monti Posta e Campobrun, raccogliemmo forme che riferimmo allora a P. laxa Haenke, ma che studi posteriori dimostrarono appartenere o alla P. alpina var. minor Koch, ovvero alla vera P. minor Gaud., come sentenziò l'illustre prof. A. Hackel al quale comunicammo i nostri esemplari.

P. minor Gaud. - Non rara nei pascoli e nelle rupi elevatissime di monte Baldo, colma di Valbrutta, al Telegrafo, cima di val dritta, Sassetto, Altissimo di Nago ecc. ed in tutte le valli alpine che ne solcano il fianco occidentale, e così pure nei monti Campobrun, Posta ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

P. pumila Host. ? - Si riferisce a questa specie una Poa rinvenuta in monte Baldo nella valle alpina delle pietre (settembre 1873) dietro la descrizione che dà della stessa il Koch: ad ogni modo dubitativamente non avendo avuto modo di esaminare esemplari autotipi della pianta dello Host. (Goir.).

P. violacea(1) Bell. - Festuca pilosa Hall., Poll.; F. poaeformis Host., Poll. herb.!
- α violacea Typica.
- β variegata - Festuca pilosa α genuina Gren. et Godr.
- γ flavescens Festuca pilosa β flavescens Gren. et Godr.
Elegante poacea che cresce abbondantemente nei pascoli elevati dei monti veronesi: a nel monte Alba (Goir.); β nei monti Lessini presso Chiesanuova ecc. (Goir.) e nel monte Baldo nei prati ai Coltri e Pravazar (Poll. !), nei pascoli di Naole, Valfredda, Colonei ecc. (Goir.); la γ in quest'ultimo monte fra le rupi in Valfredda ed ai Colonei (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Bellardiochloa variegata (Lam.) Kerguélen subsp. variegata - n.d.c.]


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P. compressa L.; Poll.!
- β Langeana Rchb.
- γ panicula spadicea.
- δ spiculis aliquantulis viviparis.
Nei luoghi aridi ed asciutti nelle sabbie e ghiaie, lungo le vie, nei muri, sulle rupi ecc., la forma tipica assieme alle sue variazioni cresce copiosamente sul suolo della intera Provincia (Segu., Poll., Fontana, ecc.); e dalla bassa pianura e dall'Alto Agro Veronese sale ai colli ed ai monti tutti, nei quali ultimi raggiunge la zona subalpina (Goir.). La var. β, rarissima, presso Verona lungo l'Adige: la γ in monte Baldo nella valle Basiana: la δ in luoghi innondati lungo l'Adige presso Verona. - Maggio-ottobre: perenne.

P. nemoralis L.; Poll.! - Rara in Campo marzo di Verona nelle sabbie depositate dall'Adige nel 1882 (Goir.); è più abbondante nella collina e cresce copiosissima in tutti i monti nei quali sale sino alla zona alpina nel monte Baldo, nei Lessini ecc. (Segu., Poll., Ton. !, Mang.!, C. Mass.!, Goir. ecc.). Nei luoghi selvatici boschivi e rupestri, nelle siepi, nei pascoli, sui muri, nelle ghiaie ecc. si incontrano le forme o varietà: vulgaris, tenella, firmula, rigidula, coarctata, glauca, variegata, flavescens, violacea, subuniflora, montana, oligostachya, ed inoltre:
- β spiculis 7-9 fioris.
- γ nodis culmeis spongioso-cirrhosis Gaud.
La β fu raccolta, ma rarissima, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta. (Goir.): nella γ il culmo al dissopra dei nodi presenta delle galle dovute alla Homomyia Poae (Bosc.) Bergenst; Noveza di monte Baldo (Goir.), Campofontana; (C. Mass.). - Estate-autunno: perenne.

P. pratensis L.; Poll.! - Fienarola. - Spighete*, Cortelina, Trussoli.
- α typica.


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- β latifolia Rchb.
- γ angustifolia (L.).
- δ strigosa Rchb.
- ε erytrostachya.
- ζ pallens.
La forma tipica cresce copiosamente nei prati, pascoli, vie ecc. della intera Provincia dalla pianura alla zona subalpina (Segu., Poll. ecc.): la β lungo l'Adige: la γ, presso di noi rarissima, nella valle di Caprino (Poll.) , nonchè alle falde orientali del monte Baldo al castello di Brentino (Goir.): δ e ζ in luoghi aridi presso Verona: ε fra le rupi nel colle delle Ungherine (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.

P. trivialis L.; Poll. !
- β vulgaris Rchb.
- γ colorata.
- δ multiflora Rchb.
La forma tipica e la var. β crescono copiosissime nei prati e pascoli specialmente umidi, nei luoghi boschivi e selvatici della intera Provincia (Segu., Poll. ecc.), e dalla bassa pianura si spingono alle stazioni più elevate del monte Baldo, dei Lessini ecc.: la γ qua e là colla specie (Goir.): la è δ rara, fu raccolta nel monte Baldo alla punta del Telegrafo e nella valle delle buse fra 2200 2000 m. di altitudine. (Goir.) - Aprile settembre: perenne.

Eragrostis pilosa P. B. - Poa pilosa Poll.! - Panizela*. - Specie eminentemente polimorfa: la forma tipica, con le innumerevoli variazioni o varietà, cresce nei campi coltivati, nelle aiuole dei giardini, al margine dei fossi, lungo le vie e le strade, tanto nei luoghi abitati come al di fuori ecc. (Segu., Poll., Font., Goir.); e si incontra dal piano alla collina e non manca nella zona montana, p. e. nel monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll.) e da Caprino a Spiazzi (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.


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E. poaeoides(1) P. B. - Poa ertagrostis Poll.! - Panizela*.
- β congesta.
- γ pumila.
- δ intermedia.
Nei campi coltivati, nei muri, lungo le vie, fra le macerie ecc. - La forma tipica segnalata primieramente a Pescantina. (Poll.) e nei colli benacesi (Rigo !), è sparga per tutta la Provincia dal piano alla zona montana; e così cresce a Villabella, Caldiero, Tregnago, Montorio, nella città di Verona e nei colli alle Are, a Rivole, Passone, Valsecca ecc. (Goir.): le var. β e γ presso Montorio, e la δ che costituisce una forma intermediaria fra questa e la seguente, nelle piazze e vie di Verona. - Luglio-ottobre: annua.
[(1) = Eragrostis minor Host - n.d.c.]

E. major(1) Host. - Poa megastachya Poll. - Gramignone. - Panizela*. -
- β gigantea.
Ove le due specie precedenti (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.) e frequentemente in società con esse, dando probabilmente origine a delle forme ibride: la β in unione alla forma comune a Verona, Caldiero ecc. (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.
[(1) = Eragrostis cilianensis (All.) Vignolo ex Janch. - n.d.c.]

Briza minor L.; Poll.? - Gramen phalaroides minus locustis parvis, paniculis non expansis Segu.? - Il Seguier scrive che questa poacea cresce nei pascoli della Valpantena presso Grezzana; ma la stessa non vive nè in questo, nè in qualunque altro punto del Veronese!, e secondo ogni probabilità, come opina anche il Pollini, la pianta del Seguier indica una delle forme della specie che segue.

B. media L.; Poll.! - Tamburini. - Paiola *, - nel monte Baldo.
- α spiculis magnitudine media.
- β spiculis maioribus albicantibus vel variegatis.
- γ spiculis minoribus


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- δ spiculis ovalibus.
- ε panicula prolifera val dimorpha.
La specie cresce copiosamente nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici della intera Provincia dal piano alla zona alpina (Segu., Poll., Font., Ambr., Goir. ecc.): la β più rara, assieme alla precedente, alla Ferrara, alla Lonza, in Novezina, Valfredda, Basiana in monte Baldo; presso Monteforte dell'Alpone, nella collina veronese presso Grezzana ecc.: la γ, non molto comune, qua e là in unione alle due precedenti, e ad essa è da assegnarsi la pianta di Seguier più sopra citata; ed in vero presso le Stelle e Vendri in Valpantena furono raccolti esemplari che concordano benissimo colla frase superiormente ricordata: la var. δ, bellissima, nel vaio del Falcone nei Lessini: la ε è una forma mostruosa raccolta a Montecchio maggiore (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

B. maxima L.; Poll. - Sonaglini. - Tremolina, Erba tremolina. - È coltivata nei giardini come pianta ornamentale, e quindi qualche volta si incontra sporadica negli orti e nelle macerie: ad ogni modo Seguier la indica in Valpantena presso Grezzana, ove però oggidì certamente non cresce!

Dactylis glomerata L.; Poll.! Mazzolina. - Mazadego, Mazego*, Vergheta*, Spigheta*.
- α typica.
- β nutans Hackel in exsic.!
- γ sepincola Paolucci in exsic.!
- δ abbreviata (Bernh.).
- ε pratensis Paolucci in exsic.!
- ζ hirsutissima.
- η amethystina.
- ϑ vivipara Parl.
La forma tipica è volgarissima nei prati nei pascoli, nelle siepi ecc. della intera Provincia dal piano alla zona subalpina (Segu., Poll., Font., Rocchetti! ecc.):


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le β e γ crescono assieme alla forma tipica nel monte Baldo alla Corona, alla Ferrara, in Noveza, ai Lumini, Valsecca, S. Marco ecc.: la δ nei prati e pascoli qua e là, p. e. a Verona lungo l'Adige, nel monte Baldo alle sue falde presso Brentino, alla Ferrara, in Noveza ecc.: ε presso Verona al Pestrino: rarissima, nelle rupi sopra Quinzano: η lungo l'Adige in Verona: ϑ, rarissima, in monte Baldo presso le Fraine di sopra (Goir.). - Aprile-Settembre: perenne.

Cynosurus cristatus L.; Poll. ! - Nei prati della intera Provincia, dalla pianura e dai colli alla zona alpina di tutti i monti (Segu., Poll., Font., Masè!, Mang. !, Facch., Rigo! ecc.). - Maggio-settembre: perenne.

C. echinatus L.; Poll. - Covetta, Ventolana. - Al margine dei campi, nei seminati, nei luoghi sterili, lungo le vie ecc. ma certamente meno frequente di quello che fosse ai tempi di Seguier: nella pianura veronese presso il Vallone (Poll.) e Roverchiara (Poll., Tonini !); nella collina alla Mosella (Goir.); in Verona a piedi del palazzo Barbieri (Goir.); alle rive del Garda presso Castelletto di Brenzone (Rigo!) ed a Gola. (Facch.). - Aprile-luglio: annua.

Koeleria Pers. Sect. 1. Airocloa Link. - K. cristata Pers.
- β eriocaulis Hackel in exsicc.!
Rupi e pascoli in tutti i monti veronesi, scendendo dalle maggiori altitudini sin quasi a toccare la pianura (C. Mass., Goir.): la var. β è rara nei pascoli elevati dei monti Lessini in unione alla var. β Parl. (Ambr., Goir. - Giugno-settembre: perenne. - In questo luogo sarebbe forse da collocare K. brevifolia Reuter, alla quale sembrerebbe appartenere una forma che cresce nel monte Baldo nei pascoli di Novezina.

K. eriostachya Pančic (a. 1855). - K. carniolica Kemer (a. 1867); K. cristata β cinerea Goir.! - Nelle rupi e nei pascoli elevati dei monti, ma piuttosto rara: nel monte Lobia al confine del Veronese col


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Vicentino (Goir.); nei Lessini veronesi in Malera (C. Mass. !); nel monte Baldo al Coal santo (Huter), Valbrutta, cima di Valdritta, Sassetto ecc. (Goir.). - Il Rev. Huter segnalò per il primo questa bella specie nella regione veneto-trentina ed è detto (Oestereichische Botanische Zeitschrift ecc.) al Col santo in monte Baldo: ma invece di Col santo si deve leggere Coal santo (Coal corruzione di Covolo o riparo sotto rupe): sta però il fatto che molte carte per la stolta mania di mutare o italianizzare i nomi locali portano scritto invece di Coal santo, Col santo, monte, come è noto, situato nel distretto di Roveredo a sinistra dell'Adige. - Luglio-settembre: perenne.

K. gracilis(1) Pers. - K. cristata auct. non Pers. - Festuca cristata Poll. fl. non herb. ! pro parte?
- β intermedia: forma accedens ad K. cristatam.
Nei pascoli aridi e secchi, nei vecchi muri, nelle rupi ecc. dalla bassa pianura alla zona subalpina, copiosissima: Valli grandi veronesi (Masè!), Bosco Mantico, dintorni di Verona e nella città stessa nei muri dell'Arena, in tutti i colli veronesi, nel monte Pastello, nei Lessini, nel monte Baldo nei pascoli ed in tutte le valli ecc. (Goir.): la β, copiosa nella collina ed in tutti i monti, è una forma intermediaria tra la specie di cui è parola e la vera K. cristata. Pochi esemplari di K. gracilis si trovano nell' erbario Polliniano ma mescolati ad altri di Melica Magnolii ! - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Koeleria cristata (L.) Roem. & Schult. - n.d.c.]

K. splendens Presl.? - Si riferisce, dubitativamente però, a questa specie, che è la K. grandiflora Bertol., una forma raccolta alle falde dei Lessini, ad autunno innoltrato, nel luogo detto Montesel nel monte Zovo (Goir.).

Sect. 2 Lophochloa Rchb. - K. phleoides(1) Pers. Festuca cristata Poll. ex herbario ejus!; fl. ver. exclus nonn. syn. et icon. an pro parte?


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- α minor: typica.
- β major: panicula lobata.
- γ pusilla.
Frequente nei prati, nei pascoli, nei muri, lungo le strade ecc. della pianura e dell'Agro Veronese; più rara ed a salti nella collina; rarissima nelle zone più elevate. La var. α è la più diffusa e cresce benanco nelle vie, nelle piazze, nelle mura di Verona e nel suo massimo anfiteatro; nella collina p. e. a Quinzano, Pigozzo ecc.; nel monte Pastello; nel monte Baldo in Noveza, stazione straordinariamente elevata per questa specie; il dottor Facchini la raccolse al nord di Limone nelle vicinanze del lago di Garda; la β assieme alla forma tipica, ma più rara, e così presso Tombetta, Castel d'Azzano e nella stazione ora ricordata del monte Baldo: la γ è una forma nana, frequentemente gregaria, propria dei luoghi secchi, ad esempio fuori Porta Nuova di Verona al poligono ecc. (Goir.). La K. phleoides venne primieramente indicata nel monte Baldo dal Fleischer (Flora 1826 p. 83): posteriormente il Barone Hausmann esternò un qualche dubbio sulla presenza di questa poacea su quel monte (Fl. von Tir. 1852 p. 979); le ricerche odierne pertanto escludono tale dubbio in via assoluta e confermano la scoperta del Fleischer. Siccome K. phleoides non alligna nel Trentino (Ambr., Gelmi) così le stazioni a nord di Limone, nel Baldo, nel Pastello, danno in questa regione, le coordinate per tre punti della linea che ne segna a nord il limite di vegetazione. - Giugno-settembre: annua.
[(1) = Rostraria cristata (L.) Tzvelev - n.d.c.]

Molinia coerulea(1) Munch. (Moench - n.d.c.) - Melica coerulea Poll. ! - Lupia*, Lopia*.
- α minor Schrank. - Melica coerulea α minor Poll.!
- β arundinacea Schrank. - Melica coerulea β major Poll. !


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- γ arundinacea panicula flavescente.
Crescono abbondantemente sul suolo della intera Provincia, dalla bassa pianura alla zona subalpina, tanto la var. α quanto la β (Segu., Moreni, Poll., Goir. ecc.). nei luoghi umidi e torbosi, al margine dei fossati, lungo i torrenti; nei luoghi selvatici e boschivi: in modo speciale la var. β a Peschiera (Poll.), Colà (Segu.), Caldiero, nei boschetti lungo l'Adige al Casino ove assume proporzioni gigantesche, a Spredino nel vaio Sperzani, nei boschi e colline presso Avesa, alle falde del monte Baldo presso Brentino, Rivole, le Zuane ecc. (Goir.): la γ a Vacaldo presso Vigasio. - Luglio-ottobre: perenne. Le radici della var. arundinacea più particolarmente, come aveva notato lo Host, sono lungamente repenti: fra gli anni 1870 e 1876 speculatori francesi ne facevano larga incetta e dopo averle fatte seccare, le mettevano in commercio sotto il nome di chiendent, sebbene questa denominazione presso i francesi indichi specie affatto diverse dalla M. coerulea e cioè: Phalaris arundinacea, Cynodon dactylon, Agropyrum repens.
[(1) = Molinia caerulea (L.) Moench - n.d.c.]

M. (Diplachne P. B.) serotina(1). M. et K. - Festuca serotina Poll.; Gramen loliaceum serotinum panicula expansa Segu. pl. Ver. III, cum. ic. t. 3. f. 2.
- β monstrosa.
Comune nei luoghi aridi e secchi, lungo le vie, muri, nelle rupi ecc. della intera Provincia, dal piano alla zona montana, e cosi fra i ciottoli a Tombetta, Tomba, S. Lucia, in Verona alla Fontana del ferro (Segu.) e, fuori porta. S. Giorgio, nei fossi e nelle rupi; a Grezzana, Romagnano, monte Porcile, ecc.; nella vane d'Adige alla Chiusa, Ceraino, Rivole; a Castelletto di Brenzone, Marniga ecc. presso il Garda (Goir.); nel monte Baldo in Piore e presso la pozza Ferrera sopra Brentonico (Poll., Goir.): e la γ, forma, colle estremità del culmo deturpate dal cecidio gemmiforme di una


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specie di Isosoma (C. Mass.), a Vico presso Tregnago (C. Mass.), a Castelletto di Brenzone, a Piore di monte Baldo e presso Grezzana (Goir.). - Settembre-ottobre: perenne.
[(1) = Cleistogenes serotina (L.) Keng - n.d.c.]

Festuca L. excl. sp.; E. Hackel Monographia Festucarum Europaearum. - Nella compilazione dell'elenco delle forme veronesi appartenenti al genere Festuca, si sono seguiti l'ordine ed il modo di distribuzione addottati dal signor E. Hackel nella classica sua monografia, conservandone la numerazione ed i segni: sono ricordate esclusivamente le forme per le quali non si ha dubbio alcuno di determinazione, e che per la maggior parte sono state rivedute ed annotate da l'illustre Prof. di St. Poelten.

Sect. I Ovinae Fr. - Spec. 1. - F. ovina L. senso ampliss.
Subsp. 1. eu-ovina.
Var. (1) capillata. - F. Capillata Lam.; F. ovina β spiculis muticis Poll. viag. - Pascoli, luoghi selvatici e rupestri dei monti e anche della collina: nel monte Baldo; alla Corona (Poll.) Pozza Galletto, Cordaspina, S. Marco ecc.; nei monti Lessini presso ai Trachi ecc. (Goir.); nei dintorni di Verona (Poll. herb. ! Non comune.
Var. (4) duriuscula.
Subvar. α gracilior - F. duriuscula var. β Poll. excl. syn. Pascoli aridi e rupi dal piano e dalla collina alla zona subalpina (Goir.).
Subvar. β genuina. - F. duriuscula Godr.; F. duriuscula α, β, ζ Poll. ex part. excl. syn. - Comunissima nei prati, nei pascoli ecc. dalla pianura alla zona alpina, con le forme F. longearistata Hack., F. curvula (Gaud)., F. longifolia (Thuill.) (Goir.).
Subvar. γ villosa - F. ovina β villosa Schrad; F. duriuscula var. ε Poll. ex parte? - Assieme alla precedente: Verona lungo l'Adige, sul monte Baldo nei pascoli di Pravazar ecc.
Subvar. δ trachyphylla. - Rarissima: presso al lago di Garda


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a Riva (ex Hackel), nel monte Baldo e nei Lessini (Goir.).
Subvar. η crassifolia. - In unione alle sotto varietà α e β, ma meno frequente.
Var. (6) glauca.
Subvar. γ pallens - F. pallens Host.; F. duriuscula var. γ Poll. ex parte et excl. nonn. syn.? - Pascoli secchi nei dintorni di Verona, come al Bosco Mantico ecc.; e nel monte Baldo alla Corona ecc., e nei Lessini a s. Anna d'Alfaedo, Cona, ecc. (Goir.).
(Var.) vivipara. - Trovata una sola volta (giugno 1876) in un muro alle falde del monte Baldo sopra Pazzone (Goir.).
Subsp. IV. sulcata.
Var. 1. (9) valesiaca Koch. - F. valesiaca Schleich; F. duriuscula var. γ Poll. ex parte et excl. nonn. syn. ?
- Comunissima dal piano ai monti, nei pascoli e nelle rupi: Bosco Mantico, Avesa, Quinzano, colle delle Ungherine, Maso, nei Lessini, nel monte Pastello, nel monte Baldo, nella val d'Adige (sino a Botzen, Hackel) ecc. (Goir.).
Var. 5. (13) genuina.
Subvar. α typica. - F. duriuscula Host; F. duriuscula, α, β, ζ Poll. ex parte? - Rupi e pascoli in tutti i monti veronesi e nei confinanti trentini e vicentini: dalle zone elevate scende alla collina e tocca la pianura, p. e. nei dintorni di Verona (Goir.).
Subvar. β barbulata. - F. rupicola Heuff. - In monte Baldo nei pascoli di Pravazar (Goir.).
Subvar. γ hirsuta. - F. hirsuta Host.;. F. duriuscula e Poll. ex parte. - Rupi e pascoli. nel monte Baldo a Coranspina, Valfredda ecc. (Goir.).
Subvar. δ hispida. - Assieme alla α (Goir.).
Subvar. ε glaucantha. - Assieme alla α (Goir.).
Subvar. ζ saxatilis. - Assieme alla α (Goir.).
A queste sono da aggiungersi altre forme, le quali


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corrispondono a campioni baldensi che io ho comunicati al signor Hackel e da questi determinati nel modo che segue:
(a) F. sulcata Hack. var. tenuifolia. - Monte Baldo: rupi e muri ngli Spiazzi (Goir.).
(b) F. sulcata Hack. var. longearistata. - Monte Baldo: pascoli di Pravazar (Goir.)
(c) F. sulcata Hnck. subvar. laevifolia. - Monte Baldo: pascoli e rupi all'Artillon. (Goir.). - Le specie, varietà, forme ecc. qui elencate sono perenni e ricevono la denominazione collettiva di Erbe: a seconda dell'andamento delle stagioni e della altitudine delle corrispondenti stazioni sono in vegetazione da aprile ad ottobre.
Subsp. VIII. alpina. - F. alpina Suter; F. Halleri Poll. quoad plantam veronensem! Vis. et Sacc. cat. -
Pascoli e rupi elevatissime nel monte Baldo dall'Altissimo di Nago a Costabella scendendo qualche volta a stazioni più basse tanto sul versante occidentale quanto sull'orientale; nei monti Lessini, Posta, Campobrun, Zeola, Alba (Poll. !, Goir.): alcuni esemplari raccolti in monte Baldo alla cima di Valdritta, Sassetto ecc. (forma pollicaris) sono assai prossimi a F. Halleri la quale sin ora non fu l'accolta. nelle alpi veronesi. - Luglio-settembre: perenne.
Spec. 10. F. rubra L. senso ampliss.
Subsp. I. heterophylla. - F. heterophylla Lam.
Subvar. α typica. - Nei boschi, nei pascoli ecc., dall'alta pianura veronese alla zona alpina: bosco Mantico; nei fossi della città fuori Porta Vescovo; nei boschetti sopra Avesa e presso Montecchio; nel monte Baldo alla Corona, Prazagano. Ortigara, Val Vaccara, Val delle Buse, ecc.; nei Lessini nei vai di Squaranto e dell'Anguilla, presso Chiesanuova ecc.
Subvar. β lejophylla. - Luoghi erbosi nelle basse di S. Michele presso Verona.


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Subvar. γ vulpioides. - Pascoli di monte Tondo ed altrove assieme alla var. α.
Subvar. δ puberula Parl. - Pascoli del bosco Mantico. Giugno-settembre: perenne (Goir.)
Subsp. II. violacea.
Var. 1. genuina.
Subvar. α typica. - F. violacea. Schleich ap. Gaud. ; F. ovina Poll. ex herb. ejus!; F. duriuscula - Poll. ex parte?
- Nei pascoli elevati delle Alpi Veronesi: nel monte Baldo a Costabella, Valfredda, colma di Valbrutta, del Bastion, di Noveza ecc. (Poll.!, Rigo!, Goir.); nei monti Posta e Campobrun ecc. (Goir.). Non comune: giugno-luglio: perenne.
Var. 3. nigricans. - F. nigrescens Gaud. - Nel monte Baldo, pascoli dell'Altissimo di Nago ed altrove, Subsp. IV. eu-rubra.
Subvar. α vulgaris. - F. rubra L. - Sparsa per tutto il territorio dai dintorni di Verona alla zona alpina nei luoghi sabbiosi, sassosi e selvatici: Verona, nelle sabbie lungo l'Adige e fuori Porta Nuova nei pascoli secchi e magri; colle delle Ungherine; nelle colline di Quinzano ed al Maso; Valfredda in monte Baldo; Chiesanuova, Erbezzo ecc. nei Lessini. Insieme alla tipica crescono benanco le forme pascua e nemoralis Anders al colle delle Ungherine; vivipara nei luoghi inondati dall'Adige alla Rotta Fuini (giugno 1883); macra-paucispiculata nelle sabbie dell'Adige (Goir.).
Subvar. β grandiflora - F. rubra diversifolia β Gaud. - Non comune: fra i frutici e nelle rupi a Quinzano e al Maso. La forma alpina (F. rubra c. alpina Parl.) nei monti Lessini presso Chiesanova (Goir.).
Subvar. ε barbata. - F. barbata Schrank - Insieme alla α nei boschetti presso Chiesanova (Goir.).
Var. 4 (9) Fallax. - F. Fallax Thuill. - Luoghi selvatici nel monte Baldo alla Corona, Valfredda, Ortigara, Val


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Vaccara ecc. ecc. in unione ad una sotto varietà - subvar. longearistata Hack. in lit., - ed alla forma alpestris (F. nigrescens Lam.). - Ciro Pollini ha considerato come varietà o forme della sua F. duriuscula, F. heterophylla, F. rubra, F. fallax: esemplari raccolti nel monte Baldo che si conservano nel suo Erbario col nome di Festuca glauca, non lasciano dubbio alcuno a tale riguardo!

Sect. II. Bovinae Fr. - Spec. 12. - F. elatior L. senso ampl.
Subsp. I. pratensis.
Var. 1. genuina.
Subvar. α typica. - F. elatior L.; F. pratensis Huds.; Poll. - Paleo.- Erba lunga*. - Prati e pascoli dal piano alla zona subalpina, p. e. nel monte Baldo in Ime, alla Ferrara, ecc: alcune forme sembrano avvicinarsi alla var. intermedia Hack. (Goir.). - Aprile-settembre: perenne.
Subvar. β pseudololiacea. - F. pluudololiacea Fr. - Ove la precedente (Goir.).
Subsp. II. arundinacea.
Var. 1. (4) genuina.
Subvar. α vulgaris. - F. arundinaeea Schreb.; Poll. - Al margine dei fossi e delle risaie, lungo i corsi di acqua, nei luoghi umidi, dalla pianura alla zona montana e subalpina, p. e. nel monte Baldo alla Ferrara; nella valle d'Illasi a Badia Calavena: nella bassa pianura si incontra una forma aristata! (Goir.) - Maggio-ottobre: perenne.
Subvar. ε subalpina. - Nel monte Baldo ai Colonei, alla Ferrara nel letto del Pissol, nel letto del torrente presso Revolto nei Lessini ecc. (Goir.).
Var. 3. (6) Fenas.
Subvar. α typica. - F. Fenas Lag. - Nel monte Baldo alla Ferrara nel letto del Pissol, ed alle falde dei Lessini nel vaio di Squaranto (Goir.).


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Subvar. δ spuria. - Vaio di Squaranto. - Alla sotto var. antecedente è probabilmente da ascriversi F. oryzetorum Poll. fl. ver. I, tab. 1, f. 2.: l'unico e malandato esemplare che si conserva nel suo erbario non permette un giudizio assoluto.!
Spec. 13. F. gigantea Vill. - Bromus giganteus L. -
Rara; nei luoghi montani boschivi e selvatici, umidi ed ombrosi, al margine dei ruscelli, ecc.: nella valle dei Finetti presso Tregnago (C. Mass. et. Goir.), Centro (C. Mass.!), nella val Tanara (C. Mass.); nel vaio di Squaranto (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Sect. III. Subbulbosae Nym. - Spec. 15. - F. spadicea. L. senso ampl.
Var. 1. genuina.
Subvar. α aurea. - F. aurea Lam.; F. spadicea var. α Poll.! Nei luoghi aspri e sassosi e nei pascoli dei monti Lessini e del monte Baldo (Segu., Poll. ecc.): nel monte Baldo in Pravazar, Valfredda, valle del Bastion, Colonei, Val delle pietre ecc. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. IV. Variae. - Spec. 17. - F. varia Haenke sens. ampl.
Subspec. II. alpestris. - F. alpestris R. et S.; F. alpina Host. non Sut.; F. varia var. β e γ Kock excl. syn.; F. tenuifolia Poll. viag. ex herb. ejus!; F. duriuscula var. η Poll. excl. syn. - Strassacavei*, Erba da beco*, Suli*. - cresce copiosissima nelle rupi e nei pascoli di tutti i monti fra il Benaco, il Vicentino ed il Trentino: dalle zone elevatissime scende alla montana, insinuandosi nelle valli e propagandosi alla collina, talchè si trova p. e. (forma subcolorata) nella Valpantena presso Stalavena, la Carrara ecc. Frequentemente si incontra una forma monstrosa colle spighette deformate dall'azione di un insetto (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.


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Subsp. IV. pumila.
Var. 1. genuina. - F. pumila Vill. - Rarissima: monte Baldo pei pascoli all'Altissimo di Nago (Goir.).
Var. 2. rigidior Mut. - F. pumila β Negri Goir.! - Rarissima nel monte Baldo nelle rupi di Valgrande (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.
Spec. 22. F. spectabilis Ian. emend.
Subspec. I. eu-spectabilis.
Var. 1. genuina.
Subvar. α typica. - F. spectabilis Ian.; F. spadicea β nemoralis Poll.! - Quadroto*, Erba cortelina*. -
Pascoli, luoghi sassosi, rupi, dalla zona inferiore della regione alpina alla montana ed in qualche luogo alla collina: nel Monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona, da Avio al pian della Cenere, presso Brentonico (Poll., Facch., Goir.); nelle giare di Valbrutta presso la Ferrara, in Val fredda. lungo le creste da Naole ai Colonei ed ai Zocchi, all'Altissimo di Nago, in Cerbiol, ai Lavacci (Goir.): cresce pure nel Monte Pastello e nella val d'Adige alla Chiusa (Mang.!, Goir,); nei Lessini a Rocca. Pia, Corno d'Aquilio ecc. (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

Vulpia ligustica Lnk. - Rarissima. Nella val d'Adige a sud della Chiusa: nel binario ferroviario fra le rotaie, forse accidentalmente, nel maggio dell'anno 1884 (Goir.). - Annua.

V. pseudomyuros(1) Soy-Willm. - Festuca myuros Poll.
- β pseudonardurus.
È comune nei luoghi sterili, sui muri, lungo le vie ecc. dal piano alla collina (Segu., Poll., Goir. ecc.): e così nei dintorni di Verona, e nella città stessa al piede dei muri e nell'Arena, a Quinzano, Montorio, ecc. (Goir.); nella valle di Caprino (Poll.); a Torri presso al lago di Garda, ove è rara, (Rigo !): la β, assai somigliante alla var. aristatus di Nardurus tenellus, in luoghi aridi e sassosi al Bosco Mantico,


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presso Quinzano ed al fortilizio di Montorio, ecc. (Goir.). - Maggio-luglio: annua.
[(1) = Vulpia myuros (L.) C.C. Gmel. - n.d.c.]

V. myuros(1) Rchb fl. exc. non Gml. - V. ciliata auct. plur.; Festuca ciliata Poll.!
- β panicula spiciformi contracta.
- γ pumila.
Come la specie precedente colla quale frequentemente si trova in società e nella stessa epoca: in Verona e dintorni, colle delle Ungherine ecc. (Goir.); valle di Caprino, Garda (Poll.); Torri (Rigo !); Riva (Facch.) ; alle falde del monte Baldo a mezzogiorno di Avio (Facch.): le var. β e γ assieme alla forma tipica in luoghi sterili. - Annua.
[(1) = Syn. specie precedente - n.d.c.]

Bromus Parl. - Sect. l. Eu-bromus. - B. sterilis(1) L., Poll. - Forasacco. - Spighete*. -
Comunissimo nei campi, nei vigneti nelle siepi, lungo le vie ecc. dalla pianura a tutta la zona montana; e quindi p. e. in monte Baldo alla Ferrara (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). - Aprile-agosto: annuo.
[(1) = Anisantha sterilis (L.) Nevski - n.d.c.]

B. maximus(1) Desf. - Squala. - Cresce copiosamente in tutta la Provincia dalla pianura alla collina, sui muri, sui tetti, lungo le vie, sulle rupi, nei seminati: così p. e. nell'Arena di Verona, nei fossi che circondano la città ecc.; al castello di Valeggio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Anisantha rigida (Roth) Hyl. - n.d.c.]

B. Gussonei(1) Parl. - B. maximus Desf. var. Gussonei Parl.
- Meno frequente del precedente: cresce nella città stessa di Verona sopra molti edifizi, nei fossi fuori Porta Vittoria, nella val d'Adige presso Domegliara, nella collina di Montorio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Anisantha diandra (Roth) Tzvelev - n.d.c.]

B. rigidus(1) Rth. - Non comune: cresce promiscuamente a B. maximus in Verona, segnatamente fuori Porta Vittoria. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Anisantha rigida (Roth) Hyl. - n.d.c.]

B. tectorum(1) L. - Raro: luoghi arenosi e sterili. Nei fossi della città di Verona fuori Porta Palio, nei


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seminati in Campomarzo, nelle ghiaie e sabbie dell'Adige, tra i ciottoli presso Tombetta (Goir.). Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Anisantha tectorum (L.) Nevski - n.d.c.]

B. matritensis(1) L. - Forasacco.
- β major.
- γ spiculis pubescentibus.
- δ mono-oligostachyos.
Sui muri, lungo le vie, nei campi, nelle rupi ecc. del piano e della collina: comune. - In Verona nella Arena e sui muri, a s. Zeno in monte, s. Giovanni in Valle ecc.; nelle colline di Quinzano, Montorio ecc.; nella valle di Pigozzo ecc. (Goir.); Garda (Rigo!); fra Castelletto e Malcesine (Leybold) ; Riva sotto il monte Brion, presso Mori (Facch.); alle falde del monte Baldo a Caprino, Onè, Valsecca (Goir.): la var. β nel colle delle Ungherine (Goir.): le γ e δ assieme alla forma tipica. - Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Anisantha madritensis (L.) Nevski subsp. madritensis - n.d.c.]

Sect. 2. Festucaria Gren. et Godr. - B. asper(1) L. ; Poll. -
Luoghi selvatici ombrosi, collini e montani; perì non è specie comune: in Valpolicella presso s. Ambrogio (Poll.); in monte Baldo nella valle Aviano. (Facch.), alla Corona (Poll, Goir.), ai Lumini (Goir.); vaio di Pissacrava presso Avesa, Montecchio, Casale di sopra in quel di Grezzana, le Foldrone nelle vicinanze di Cerro (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Bromopsis benekenii (Lange) Holub - n.d.c.]

B. erectus(1) Huds. - Ventoline*, Lupia *.
- α lasianthos.
- β leianthos.
Nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici e rupestri della intera Provincia dalla bassa ed alta pianura alla zona subalpina, crescono copiosamente tanto α che β (Segu., Poll., Ambr., Goir.). - Maggio-settembre: perenne.
[(1) = Bromopsis erecta (Huds.) Fourr. - n.d.c.]

B. condensatus Hackel! - Ventoline*, Lupia*.
- β panicula flavescente.
- γ alpestris.


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- δ monstrosus.
Luoghi rupestri e selvatici dalla collina alla zona subalpina: la forma tipica cresce alle falde dei Lessini nella valle di Squaranto, alla Chiusa nella val d'Adige, presso Rivalta alle falde del Monte Baldo ed in questo monte alla Corona, presso la Ferrara ecc. presentando, come la specie precedente, le due var. lesianthos e leianthos: la var. β nel colle delle Ungherine; la γ nel monte Baldo fra le rupi ai Colonei: la δ presenta le spighette deturpate per l'azione di un insetto; la stessa forma viziata si osserva pure nel B. erectus (Goir).

Serrafalcus (Parl.) secalinus(1) Bab. - Bromus secalinus L.; Poll. - Ventolana. -. Ventolana*, Biava o Vena salvega*.
- β velutiuus (Schrad.).
- γ elongatus (Gaud.).
- δ submuticus.
La specie cresce nei seminati, fra il Marzuolo, la Segala e l'Avena, in monte Baldo a Spiazzi, Fraine, Ferrara, Campedello, Saugolo (Goir.), Brentonico (Poll.); le var. β e δ nei cantieri della ferrovia fuori Porta Vescovo in Verona; la γ, in monte Baldo presso la Ferrara, notando che nell'esemplare ivi raccolto alcune spighette sono vivipare! - Giugno-settembre: annuo.
[(1) = Bromus secalinus L. - n.d.c.]

S. (Bromus Schrad.) commutatus(1) Bab.
- β gracilis panicula paucispiculata.
Confuso, probabilmente, dal Pollini con la specie precedente, cresce copiosamente nei pascoli e prati della Provincia, al piano e nei monti: nei dintorni di Verona; al confine del veronese col mantovano (Masè!) ; a Soave, s. Martino, Vago; nella valle d'Illasi a Badia Calavena; alle falde dei Lessini sul monte Zovo, ed a quelle del monte Baldo a Lubiara, ai Lumini ecc.: la var. β nel monte Bolca nei seminati di Vestena nuova. - Maggio-luglio: annuo.
[(1) = Bromus commutatus Schrad. - n.d.c.]


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S. (Bromus L.) racemosus(1) Parl.
- β depauperatus F. Gerard!
Raro: nei campi seminati a Marzuolo alla Ferrara di monte Baldo; nelle rupi in val d'Adige alla Chiusa: la var. β alle falde del monte Pastello in luoghi erbosi. - Aprile-giugno: annuo.
[(1) = Bromus racemosus L. - n.d.c.]

S. mollis Parl. - Bromus mollis(1) L.; Poll. - Spigolina - Vena salvega *
- α genuinus.
- β glabratus Doell. - Bromus mollis β lejostachys auct.
- γ nutans Caldesi.
- δ panicula lobata, lobis distantibus, divaricatis.
- ε nanus (Weig.). - S. mollis β monostachyos Goir.
Prati e pascoli dalla pianura alla zona subalpina: la maggiormente diffusa è la var. α (Seg., Poll., Font. ecc.), colla quale cresce promiscuamente la γ; la var. β, piuttosto rara, si incontra qua e là, e così a Verona in Campo Marzo, Domegliara, la Chiusa, nella collina di Montorio, a Corbiolo sui Lessini: rarissima la δ nei dintorni di Verona: la ε nella Arena di Verona ove cresce gregaria. - Aprile-settembre secondo la altitudine: annua.
[(1) = Bromus hordeaceus L. - n.d.c.]

S. arvensis(1) Parl. - B. arvensis L.; Poll. - Ventolana. - Ventolana, Ventoline*.
- β humilis, mono-oligostachyos.
Comune nei luoghi sterili e nei seminati della pianura e della collina in tutta la Provincia; la var. β cresce gregaria nei luoghi umidi presso Verona (Segu., Poll., Font., Mang., Goir. ecc.). - Maggio-luglio: annua.
[(1) = Bromus arvensis L. - n.d.c.]

S. (Bromus L.) patulus(1) Parl. - Non comune, nei campi, lungo le vie e nei luoghi rupestri: alle falde del monte Baldo a Lubiara, ai Lumini ecc.; presso Verona a s. Martino e Vago; ad Olivè nella collina di Montorio; alle falde dei Lessini a Romagnano, nel


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monte Zovo, e nella valle d'Illasi a Badia Calavena (Goir.). - Giugno-settembre: annua.
[(1) = Bromus japonicus Thunb. - n.d.c.]

S. squarrosus Bab. - Bromus squarrosus L.; Poll.
- β villosus Gml. - Bromus squarrosus β Poll.
Nei campi aridi e secchi, nei muri, nelle macerie, lungo le vie della pianura e della collina: sponde del Garda a Sirmione, Lazise ecc., falde meridionali del monte Baldo, Isola della Scala, Villafranca, Valeggio, Grezzana, colle delle Ungherine, Avesa, Quinzano, intorno a Verona nelle macerie e nella città stessa a s. Zeno in Monte nei cantieri della ferrovia (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.): la var. β fuori Porta Nuova di Verona (Goir.). - Maggio-giugno: annua.



Tribus 12.  -  Triticeae.

Lolium. - Sect. 1. Eulolium Gren. et Godr. - L. perenne L. - Loglierella. - Loiarol*, Erba formentina*, Loio pereno*, Largheta, Loiessa.
- α genuinum Godr. - L. perenne var. a Poll.!
- β spica laxa: spiculis imis remotis.
- γ tenue (Schrad.) - L. perenne var. β Poll.!: ma gli esemplari esistenti nell'Erbario sono dei colli Euganei colla scheda del Mayer!.
- δ cristatum (Pers.).
- ε ramosum Sm.
- η corymbosum.
- ζ furcatum Billot.
Le var. α e γ sono comuni ovunque dal piano a tutta la regione montana, ed essendo un'erba da pascolo eccellentissima, vengono qualche volta benanco coltivate: la β assieme alla forma tipica, ma raramente, in monte Baldo alla Ferrara: la δ, rara, in Campomarzo di Verona, nelle sabbie lungo l'Adige, nei luoghi innondati per la piena di questo fiume nel 1882, sopra Malcesine alle falde occidentali del monte Baldo


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ai Piombi, presso s. Anna d'Alfaedo: la ε, qua e là in luoghi erbosi; in Verona e suoi dintorni, nel Collegio Angeli, Campomarzo, Tombetta, Tomba; al confine del Veronese col mantovano (Masè!); nei Lessini presso Grezzana ed a Giazza: a Spiazzi nel monte Baldo: η rarissima a Giazza: ζ una sola volta a Spredino sopra Grezzana (Goir.).- Aprile-ottobre: perenne.

L. italicum(1) Al. Br. - L. perenne var. γ Poll.!; L. Boucheanum Tonin. in exsic.!
- β muticum.
- γ microstachium Hackel in lit.
- δ ramosum.
- ε cristatum.
Luoghi erbosi del territorio, dal piano alla zona montana. in unione al precedente del quale però è meno comune: la var. β, piuttosto rara; nei fossi della città di Verona e presso Domegliara in Val d'Adige: la γ, che si incontra mutica ed aristata, a S. Michele, Centore, Montorio, Monteforte dell'Alpone, le Moje della Ferrara in monte Baldo: le δ ed ε in Campomarzo di Verona (Goir.): la forma tipica è stata pure raccolta alle sponde del Benaco fra Riva e Torbole (Facch., Porta nell'erb. cent. di Firenze !). - Maggio settembre: perenne. È coltivato come foraggio solto il nome di Ray-grass.
[(1) = Lolium multiflorum Lam. subsp. multiflorum - n.d.c.]

L. multifiorum(1) Lam. - L. perenne var. δ Poll.!
- β muticum Parl.
- γ ramosum Guss.
Nella collina di Verona sopra Quinto, Poiano ecc. si incontrano tanto la forma tipica quanto la var. β, piuttosto scarsamente: la γ una sola volta fra le messi al dissopra di Quinto (Giugno 1876) (Goir.). - Aprile-giugno: annuo.
[(1) = Syn. specie precedente - n.d.c.]

L. rigidum Gaud. - L. strictum Presl.
- β aristatum.
La specie e la varietà crescono nei luoghi erbosi, nei


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prati, fra le messi, qualche volta in unione alla specie precedente, nella Valpantena, Montecchio, Maso, Monteforte (Goir.). - Aprile-giugno: annua.

Sect. 2. Craepalia Schrank. - L. temulentum L. - L. temulentum var. mutica et aristata Poll. herb. ! - Loglio, Zizzania. - Loio, Sizania*: notando che qui sul mercato dei grani si dà il nome di Sizania, Zizania ai semi di tutte le piante che si trovano mischiate al frumento che è posto in commercio.
- α macrochaeton Al. Br. - L. temulentum Poll.
- β gracile Dumort.!
- γ leptochaeton Al. Br. - L. arvense Poll. - (a) speciosum Bieb.; - (b) robustum Rchb.
- δ oliganthum Gren. et Godr.
Nei prati e seminati della intera Provincia dalla pianura al limite della coltivazione dei cereali tanto α quanto γ: la var. β in riva all'Adige a Verona, Vigasio, Tregnago: la δ nella collina veronese a Quinzano, nel monte Baldo a Campedello (Goir.). - Maggio- settembre: annuo. I semi servono per ingrassare il pollame.

Nardurus unilateralis(1) Boiss.
- β aristatus Parl.
Rarissimo e scoperto per la prima volta nei colli di Avesa presso Verona dal Clementi (erb. centro di Firenze!): si trova pure nei seminati della alta collina veronese fra il Maso e Montecchio; in luoghi aridi e secchi nella valle di Squaranto sotto Casale e le Foldrone; presso Quinzano; al castello di Montorio; al Bosco Mantico; fuori Porta Nuova di Verona: la var. β è più frequente della forma tipica (Goir.) - Maggio-giugno: annuo.
[(1) (= Vulpia unilateralis (L.) Stace n.d.c.]

Gaudinia fragilis(1) P. B.
Caprino veronese nelle macerie; accidentalmente! - Luglio-agosto (a. 1898): annua.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)

Brachypodium pinnatum P. B. - Festuca pinnata Poll. - Cortelina*.
- β coespitosum Rchb.
- γ rupestre Rchb.


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Comunissimo nei luoghi soleggiati, nelle rupi, nei boschetti, nei cespugli dalla pianura alla zona montana (Segu., Poll., Font. ecc.) : la var. β, rara, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta; e la var. γ al Bosco Mantico, colle delle Ungherine, Quinzano, Cerro veronese, la Ferrara di monte Baldo (forma foliis angustioribus) ecc. (Goir.) - Maggio-agosto: perenne.

B. sylvaticum R. et S. - Festuca gracilis L., Poll. - Cortelina*.
- α spiculis glabris.
- β spiculis pubescentibus, villosis, hirsutis.
Siepi e luoghi selvatici della Provincia dalla pianura alla zona montana a subalpina: la var. α a Trezzolan (Tonin.!); Tregnago (C. Mass.!); Campo Marzo di Verona, monte Lavel nei Lessini (Goir.); la β a S. Zeno in monte in Verona; Montorio, le Are nella collina veronese; Monteforte; la Chiusa; monte Baldo alla Ferrara, ai Masi, ai Lumini ecc. (Goir.) - Estate-autunno: perenne.

B. distachyon(1) R. et S. - Festuca distachya Poll. - Il Pollini scrive di avere incontrato una sola volta questa specie nella collina di Soave veronese: incontro probabilmente accidentale; oggidì certamente la stessa non si rinviene in quella stazione!.
[(1) = Trachynia distachya (L.) Link - n.d.c.]

Agropyrum caninum(1) R. et S. - Triticum caninurn Poll. excl. primo ex duobus syn. Segu.
- α genuinum.
- β subtriflorum Parl.
- γ majus Parl.
- δ forma robustior.
Luoghi selvatici e boschivi di tutti i monti veronesi dalla zona subalpina elevata alla collina: la var. α nei monti Lessini, frequentissima (Segu., Goir.), a Scandole, Chiesanova, vaio dell'Anguilla ecc., e nel monte Baldo fra Brentonico e la Pozza ferrera, ai Lavacci, Pian della cenere, Colma di Navene, la Corona
[(1) = Elymus caninus (L.) L. - n.d.c.]


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(Poll., Goir.), Boschi di Ime (forma nemorosum): la var. β in monte Baldo nella val Vaccara, al Mandrian Coste dell'Artillon, via dei Boai (forma rupestre), la Corona con una forma spica gracili subulata: la var. γ, rara, in monte Baldo alla Ferrara ed alla Corona e nei Lessini a Salaorno presso Velo: la δ rarissima, in monte Baldo alle Giare di Valbrutta (Goir.). - Luglio-settembre: perenne.

A. (Triticum L.) repens(1) P. B. - Triticum repens var. α Poll. Caprinella, Gramigna. - Gramegna, Erba cortelina*. -
Comunissimo nelle siepi, negli argini, nei campi, nei pascoli sotto le forme muticum, mucronatum, aristatum, virens, glaucum: le varietà riscontrate nel veronese sono le seguenti (Goir.):
- β microstachion. - Sabbie lungo l'Adige; Caprino veronese ecc.
- γ majus Parl. - Verona, lungo l'Adige: rarissimo.
- δ secalinum. - Nelle siepi a Tregnago.
- ε dumetorum Rchb. - Nel monte Baldo alla Ferrara fra i frutici.
- ζ arvense Rchb. - Siepi nei dintorni di Verona.
- η pubescens. - Presso Verona (forma glauca) e fra i basalti a Monteforte d'Alpone (forma virens).
- ϑ Vaillantianum Rchb. - Verona.
- ι Leersianum Rchb. - Verona.
- λ subulatum. Rcbb. - Collina di Verona (forma virens et forma glauca).
- μ litorale Rchb. - Siepi nella Valpantena.
- ν aristis longissimis. - Siepi presso Montorio, Stelle, Vendri ecc.
- ο alpinum. - Monte Baldo alla Salveregina sopra Ime.
- π monstrosum. - Verona, Grezzana, Spredino ecc., nella valle di Caprino e nel monte Baldo a Spiazzi, Peretti, Fintanorbole ecc. Forma colla sommità di uno o più culmi terminati dalla galla di


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Isosoma graminicola Gir. (C. Mass.). - Giugno-settembre: perenne.
[(1) = Elytrigia repens (L.) Nevski - n.d.c.]

A. (Triticum Desf.) glaucum(1) R. et S. - Triticum intermedium var. α Poll. et excl. syn. Nocc. et Balb.! -
Piuttosto raro: Verona in una ortaglia a s. Nazaro (Poll.!); collina veronese (Clementi, Bracht); siepi nella Valpantena ed al Chievo; campi coltivati nell'anfiteatro morenico di Rivole (Goir.).- Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Elytrigia intermedia (Host) Nevski - n.d.c.]

A. Goiranicum(1) Vis.!; Goir. spec. ecc. t. 1. fig.
- Scoperto primieramente nell' estate dell'anno 1873 in monte Baldo al margine dei campi coltivati fra i Coltri e gli Spiazzi ove cresce abbondantemente: si trova pure a Verona lungo l'Adige in Campomarzo; a Giarone, Casino ecc.; nelle siepi alla Biondella e lungo la strada da Barana a Montorio. - Agosto-settembre: perenne. (Goir.).
[(1) (= Elytrigia intermedia (Host) Nevski, Elymus hispidus (Opiz) Melderis s.l. n.d.c.]

Secale cereale L.; Poll. - Segala. - Segàla.
- α hybernum, majus Poll.
- β vernum, minus Poll.
- γ culmo humiliori, spica abbreviata, depauperata.
La Segala è coltivata assai estesamente dalla pianura ai monti: nasce però spontanea in mezzo al frumento e si incontra pure qua e là, fatta selvatica lungo le vie e nei campi: la forma γ stata raccolta presso Verona in luoghi aridi e sassosi fuori Porta Nuova nel Basso Acquar, a Tombetta ecc. e fra le ghiaie dell'Adige ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: annua e bienne. Questo cereale sicuramente è stato introdotto in Provincia da epoca remotissima come è chiaramente dimostrato da semi che sono stati raccolti nelle palafitte di Peschiera. Sono noti gli usi molteplici di questa pianta ed i vantaggi che possono ricavarsi tanto dai semi quanto dalla paglia: in Verona è stimatissimo il pan di Segàla.


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Triticum villosum(1) P. B. - Secale villosum L.; Poll.! È stato raccolto dal botanico francese Lorej e da Ciro Pollini in aridis locis statim ab urbe Verona meridiem versus (maggio 1810, Poll. herb.!): ma oggidì questa poacea è scomparsa dal Veronese!.
[(1) = Dasypyrum villosum (L.) P. Candargy, non Borbás - n.d.c.]

T. vulgare Vill. Poll.
- α aestivum (L.) - Grano grosso, Civitella, Frumento marzuolo o trimestre. - Marzol.
- α α aestivum sylvestre (Bertol.).
- β hybernum L. - Calbigia, Grano gentile, Frumento. - Formento.
Sono coltivate estesamente tanto la varietà α quanto la β; la prima dal piano al monte e si semina di primavera; la seconda nel piano e nel colle e si semina in autunno: fioriscono d'ordinario in maggio, più tardi nelle stazioni elevate; la α α identica alle piante di Sicilia dello Ian ed a quelle di Sardegna del Moris!, e l'accolta presso Verona nel letto dell'Adige dopo l'innondazione dell'anno 1882, alle Stelle e nel monte Tondo in Valpantena, in monte Baldo nella Valbrutta, si riduce ad una semplice forma del T. aestivum comparsa sporadicamente in un luogo magro, selvatico e più o meno elevato, per opera. di uccelli che i vi deposero i semi, ovvero per un altra causa qualunque (Guir.). - Il Frumento fu introdotto nella provincia di Verona dalla remota antichità: la sua presenza nelle capanne di monte Loffa a s. Anna d'Alfaedo non lascia dubbio. Nella provincia di Verona sono coltivate le seguenti qualità o razze. - I. Frumenti annuali o d'autunno: nostrano a grana lunga detto anche Fiorentino e va meritamente celebrato quello proveniente dal territorio di Cologna Veneta e conosciuto sotto il nome di Frumento colognese; Rieti, a grana più corta del nostrano; Piave a grana tonda; Noè, a grana tonda e più grossa, ma in piccola. quantità; Ravagnan; toso o toseto o toselo, varietà


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senza resta; campagnolo. - II. Frumenti primaverili: frumento toscano; marzuolo nostrano; berdianska.
Oltre al T. vulgare sono pure coltivati qualche volta: T. turgidum L., T. durum Desf., T. compositum, T. polonicum, T. spelta (Spelta), T. monococcum, T. dicoccum.
Da ultimo sono da elencare due forme ibride, da noi rarissime, e cioè:
- γ T. vulgare x Aegilops ovata. - T. vulgari-ovatum Godr. et Gren.; T. Requienii Ces.; Aegilops triticoides Req. - Fuori      Verona, in luoghi aridi e secchi verso il basso Acquar ove oggi sorge il cotonificio Crespi (Goir.). - Giugno.
- δ T. vulgare x Aegilops triaristata. - T. vulgari-triaristatum Godr. et Gren. - In unione al precedente nella stessa       località ed epoca.

Aegilops ovata(1) L.; Poll. ex herb. ejus! - Cerere, Grano delle formiche. - Luoghi aridi e secchi, lungo le vie, nei seminati (Calc., Pona, Seg., Poll., Font., Mang.! ecc.): comunissimo nei dintorni di Verona ed in tutto l'Alto Agro Veronese, non manca nella bassa pianura; nella Valle di Caprino (Poll.); colle delle Ungherine, Parona, Vendri, Novaglie ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: annuo.
[(1) = Triticum ovatum (L.) Raspail - n.d.c.]

Ae. triaristata(1) W. - Quasi sempre in unione al precedente negli stessi luoghi e nella stessa. epoca.
[(1) = Triticum neglectum (Req. ex Bertol.) Greuter - n.d.c.]



Tribus 13.  -  Hordeae.

Hordeum vulgare L.; Poll. - Orzo.
- β celeste, seminibus nudis Poll. - Orzo mondo. - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. hexastichon L.; Poll. - Orzo maschio. - Orzo. - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. distichon L.; Poll. - Orzola, Scandella, Orzo di Galazia. - Scandela, Scanderla.


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- β nudum (Ard.). - Orzo nudo, Orzo mondo, Orzo di Siberia - Maggio-giugno: annuo. Coltivato.

H. murinum L.; Poll. - Erba codola. - Orzi mati*.
- β leporinum (Lk.).
- γ virens
- δ pumilum.
Comunissime, nei prati, lungo le strade, nelle siepi, sui muri, tanto la forma tipica quanto la var. β, dal piano a tutta la zona montana: la γ di preferenza nelle stazioni montane elevate p. e. alla Ferrara di monte Baldo, ai Lumini ecc.; la δ nelle rupi e nei muri a Montorio, Quinzano ecc. (Goir.). - Aprile-settembre: annuo e qualche volta bienne!



Tribus 14.  -  Rottoboelieae.

Psilurus nardoides(1) Trin. - Rottboellia monandra Poll. ! - Erba setolina.
- β erythrostachyos.
Comunissimo in luoghi aridi e sterili dal piano alla collina: Verona in città e nei fossi che la circondano (Seg., Poll.); fuori Porta Nuova ove cresce una forma gigantea, Tombetta, Tomba ecc., colle delle Ungherine, Villafranca, Valeggio ecc. (Goir.); Lazise (Font.); Torri (Rigo!) ecc.: la var. β nelle sabbie lungo l'Adige presso a S. Pancrazio ed al Lazzaretto. - Maggio-luglio: annuo.
[(1) = Psilurus incurvus (Gouan) Schinz & Thell. - n.d.c.]

Nardus stricta L.; Poll.! - Cervino - Sermion*, Sirmion*.
- α humilis.
- β elatior.
Nel monte Baldo in tutti i pascoli più elevati dal Lastè e dall'Altissimo di Nago a quelli di Costabella e Naole (2200-1600 m.), dai quali scende verso Val Vacara, Ortigara ecc. sul versante occidentale e sino in Valfredda, Ime ecc. (1500-1000 m.) sull'orientale;


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e così pure si trova in Cerbiol, Gambon ecc. Cresce forse più copiosamente nei monti Lessini (Segu.): e lungo tutta la catena dai pascoli di Malera, Gaibana, Tomba, Sparaver, Gasperine, Podesteria, Castel Gomberto, Sega si propaga a quei più bassi di Spiazzoi, Velo, Trachi, Chiesonuova ecc. Si trova pure nei pascoli dei monti Posta, Campobrun ecc. La var. β in Cerbiol (Goir.), - Maggio-agosto: perenne.




FAMILIA II.  -  CYPERACEAE.

Tribus 1.  -  Cypereae.

Cyperus L. - Sect. 1. Pycreus P. B., - C. Monti(1) L. fil.; Poll. - Mazza cavallo, Triangoli*.
- β abbreviatus.
Vegeta nelle risaie, nonchè nei luoghi paludosi e lungo i corsi d'acqua: s'incontra in vicinanza delle sponde trentine del lago di Garda (Gelmi) e presso le veronesi alla Pergolana di Lazise, Saline, Peschiera (Poll., Font., Rigo!); a Salionze lungo il Mincio (Rigo!) ; in tutta la parte bassa della Provincia dai piedi della collina in poi, e così in Campomarzo di Verona, s. Michele, Caldiero e Caldierino, S. Bonifacio, Arcole, Albaredo, Zevio, Sanguinetto, Vigasio, Isola della Scala, Cerea, Legnago ecc. (Segu., A. Mass.!, Mang., Goir.); nella val d'Adige presso Ceraino (Goir.): la var. β nei prati umidi presso Verona a porta Vescovo - Luglio-ottobre: perenne.
[(1) = Cyperus serotinus Rottb.- n.d.c.]

C. flavescens L. ; Poll. - Bottoncino.
- β monostachius Sacc. - C. flavescens forma pygmaea. Goir. sp. morph. veg. cum. ic. t. II, f. 2.
Nasce abbondantemente nelle risaie, nei luoghi umidi e paludosi, lungo i fossi, alle sponde dei fiumi e dei torrenti in tutta la provincia dalla bassa pianura alla collina (Segu. Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir. ecc.):


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è rara nella zona montana, p. e. alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno, Castion e Brentonico (Poll., Ambr.): il Pollini scrive (Viag.) di averlo osservato in questo monte alle Acque Negre e Campion, ma la stazione sembra troppo elevata, La var. β cresce gregaria sul finire dell'estate nei luoghi i quali durante parte dell'anno sono rimasti coperti dalle acque: in val d'Adige presso Ceraino, al di là del porto volante di s. Pancrazio a Verona, presso Torri alle sponde del Garda (Goir.). - Giugno-ottobre: annuo e bienne.

Sect. 2. Eu-cyperus - C. fuscus. L.; Poll.
- β virescens (Hoffm.).
- γ elatior Sacc.
- δ pusillus.
Comunemente nei luoghi umidi e paludosi, lungo i fossi e le sponde dei corsi d'acqua: nella intera pianura (Segu., Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir.): alle sponde del Garda (Poll., Font., Rigo): nelle zone collina e montana; nel monte Baldo alle falde settentrionali verso Tierno, Castione, Brentonico (Poll.) e verso le meridionali in Braga (Goir.), presso Caprino veronese, in tutta la val d'Adige, in Valpantena al vaio del Paradiso e sopra Costoli, in valle d'Illasi sopra Cogolo, Badia Calavena ecc. (Goir.) La var. β assieme alla forma tipica ma meno comune; a Rivole veronese ed altrove nella val d'Adige, nei dintorni di Verona (Goir.); a Lazise, Bardolino ecc. (Rigo); a Vigasio, Tarmassia, Bovolone ecc. ed in generale in tutte le risaie (Rigo, Goir.): la γ assieme alla forma tipica nei luoghi pingui: la δ nelle stazioni rimaste per qualche tempo ricoperte dalle acque. - Giugno-ottobre: annuo e qualche volta bienne.

C. glaber L.; Poll. - Giunco veronese Bertol. - Mosca*, Lancia*, Rampin*, denominazioni proprie ai risaioli in qualche punto della bassa pianura.


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- α elatior. Forma typica.
- β pygmaeus.
Luoghi umidi ed innondati, fossi rimasti quasi asciutti, risaie. Seguier e Moreni raccolsero per i primi questa bella specie presso Roncà nella Valle del Molino ed il primo ne diede una buona figura (Pl. ver. III, t. 2. f. 1); vi fu rinvenuto posteriormente da Pollini, A. Massalongo, Tonini!, Manganotti!: oggidì vive ancora nella vecchia e classica stazione, ed inoltre cresce nel letto dell'Alpone sotto a Monteforte, presso s. Bonifacio, Soave (A. Mass.!) Arcole, Bovolone. Mazzagatta, Randon, Isola della Scala, Vigasio, lungo il Mincio presso Valeggio, Lazise, Cisano, Bardolino (Rigo!, Goir.). Nel settembre 1883, dopo la piena dell'anno antecedente, comparve copiosissimo assieme a C. Monti in riva all'Adige alla Rotta Fuini, ma scomparve dopo qualche anno. La var. β cresce frequentemente in unione alla forma tipica; preferibilmente nei luoghi acquitrinosi rimasti all'asciutto (Goir.). - Agosto-ottobre: annuo.

C. difformis L.; Poll. - Spade*, Spadoni*, così da un risaiolo a Vigasio! - Raro: nelle risaie; Palù (Poll.) ; Legnago (A. Mass.!); Arcole, Belfiore, Campalto, Isola della Scala, alla Zambonina e Brigafatta presso Vigasio (Mang.!, Rigo, Goir.), Casteldario Mantovano (Masè!): eccezionalmente alla destra d'Adige presso al passo volante di s. Giovanni Lupatoto in un luogo innondato nel settembre 1882 (Goir.). - Luglio-ottobre: annuo. Introdotto probabilmente dalle Indie orientali per causa della coltivazione del riso (Poll., Parl.).

C. esculentus L.; Poll. - Trasi Matth.; Trasi o Cipero dolce Pona. - Babbagiggi, Dolcichini - Dolzolini, Ziperi, Mandole de tera. -
Fu ritenuto indigeno del veronese da Mattioli e da Pona, il secondo asserendo che crescesse copioso a mezzodì di Verona e quasi mai portando culmo e fiori: ma ivi non fu rinvenuto


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nè da Seguier, nè da Pollini, nè da altri. Sino a pochi anni addietro veniva coltivato nei giardini per i tuberi: la signora Antonietta dal Covolo Mestre lo introdusse a Costoli di Valpantena ove è scomparso.

C. glomeratus L.; Poll.
- β parvus (Micheli).
- γ pallescens.
Frequentissimo nei luoghi paludosi o umidi e nelle risaie: rive del Garda a Lazise, Peschiera (Poll., Font.) ; in tutta la pianura veronese (Segu. pl. ver. III, t. 2, f. 27, A. Mass.!, Mang., Goir.); Verona in Campo Marzo e alle sponde dell'Adige; nella valle dell'Alpone presso Monteforte e Montecchia; nella val d'Adige lungo la strada da Rovereto a Verona (Facch.) e presso Dolcè e Ceraino (Goir.): il Pollini inoltre lo indicò alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno, Castione, Brentonico. La β vive ordinariamente gregaria in luoghi ritornati asciutti dopo essere stati più o meno lungamente sott'acqua. - Luglio-ottobre: annuo.

C. longus L.; Poll. - Cipero odorato, Quadrelli. - Cavallina, Mazzacavallo, Quadroto*.
- β umbella pauciradiata, abbreviata, contracta.
- γ pallescens.
Comunissimo lungo i fossi, i corsi d'acqua ecc. Fra Riva e Torbole e lungo il Garda (Ambr.!, Leyb., Gundlach, Gelmi); Bardolino e Lazise (Poll., Font., Rigo); presso Verona ed in tutta la pianura veronese (Segu. A. Mass.!, Goir.): le var. β e γ assieme alla forma tipica.
- Giugno-settembre: perenne.
In Verona si coltiva qualche volta nei giardini (G. Menegazzoli!) o in piccoli acquari nelle sale il C. Papyrus. L.

Schoenus ferrugineus L. - Nei luoghi palustri delle alpi veronesi (Vis. e Sac. cat.)?

S. nigricans L.; Poll. - Luoghi umidi e paludosi della


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Provincia: alle sponde del Garda a Malcesine, Torri, Garda, Lazise, Peschiera (Poll., Font., Rigo, Porta!); rive del Mincio al Borghetto di Valeggio (Poll., A Mass.!); prati umidi presso Isola della Scala (Poll.); in luoghi torbosi a Vacaldo presso Vigasio (forma humilis: Goir.); alle falde orientali di monte Baldo lungo la strada tra Rivalta e Brentino (forma luxurians: Goir.): il Pollini lo indica pure in monte Baldo a Campion ed alle Acque negre (m. 1300-500).
- Maggio-agosto: perenne. Dopo la piena del settembre dell'anno 1882 comparve presso Verona nei luoghi stati innondati dal fiume: ma oggidì più non vi si rinviene (Goir.).



Tribus 2.  -  Rhyncosporeae.

Cladium Mariscus H. Br. - Schoenus Moriscus Poll. - Scarzone. - Fossi e paludi nella Provincia; però non può dirsi specie volgare: lago di Garda, presso Torbole (Leybold, Gelmi), presso Lazise alla Mora, alla Donzella ecc. (Font., Rigo); nella bassa pianura nelle Valli di Macacari (A. Mass!), Isola della Scala (Poll., A. Mass.!, Goir.) ecc. - giugno-agosto: perenne.



Tribus 3.  -  Scirpeae.

Blismus compressus Panz. - Scirpus caricinus et S. caricis Poll.
- β depauperatus.
Luoghi paludosi ed umidi, ma non è pianta comune: nella regione alpina e subalpina del monte Baldo: Campione e Acque negre (Poll., A. Mass.!, Rigo, Goir.); Salveregina sopra Ime, Lonza, Novezina, Noveza, (Goir.): qualche volta discende lungo il corso dei torrenti e dei fiumi, e quindi si trova in stazioni assai


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basse; a Peschiera e Lugana alle rive del Benaco ed al Pestrino presso Verona (Poll. viag. et. fl.); in riva all'Adige presso la Chiusa, Ceraino, Dolcè e nelle sabbie umide del fiume fra s. Michele e Giarone (Mang.! Goir.): la var. β in riva all'Adige presso l'antico porto di s. Pancrazio (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

Eleocharis palustris R. Br. - Scirpus palustris var. α Poll.! - Cavolaia. - Zuncoli*, Lancia*.
- β minor Parl. - S. palustris β minor Poll. ex parte? La forma tipica è comunissima nei paduli e nelle acque stagnanti, nelle risaie, nei fossi, lungo i corsi di acqua, nei luoghi arenosi umidi, dalla bassa pianura veronese alla zona subalpina, in tutti i monti fra il Benaco e il confine Vicentino (Moren., Poll., Font., Rigo, Goir. ecc.). La var. β assieme alla specie ma meno frequente; nella pianura a Caldierino, Belfiore ecc.; in valle di Tramigna; nelle sabbie umide lungo l'Adige presso Verona; nel monte Baldo nelle pozze in Pravazar, Basiana ecc.; nei Lessini presso s. Anna ecc. (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne. Si rinverrà probabilmente E. ovata R. Br.

E. uniglumis Link. - Luoghi paludosi ed umidi dal piano alla zona subalpina, ma non comune: nelle ghiaie e sabbie umide dell'Adige al Pestrino (Poll. ex herb. ejus ubi confusa cum specie antecedenti !)! sotto s. Michele veronese, nelle vicinanze di Peschiera (Goir.); paludi e risaie presso Vigasio (Rigo, Goir.); prati paludosi sopra Torri del Benaco (Rigo!); in monte Baldo nelle pozze di Basiana (Goir.); nel monte Bolca alla selva dei Cracchi (A. Mass. sub Scirpo palustri !). - Giugno-agosto: perenne.

E. atropurpurea β minor Kunth. - Scirpus Lereschi Thom. - Rara presso Verona: scoperta primieramente nell'estate dell'anno 1873 in un acquitrino detto le Buse in Campomarzo a monte dell'argine sul quale passa la ferrovia: nelle sabbie umide


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depositate dall'Adige, a destra del fiume, presso il passo volante di s. Pancrazio, e nel letto stesso del fiume presso a s. Michele (Goir.). - Agosto-settembre: annua.

E. acicularis(1) R. Br. - "Cum typica saepe occurrit forma fluitans Murr.!". Scirpus acicularis Poll. !. - Capitelli. - Nei luoghi paludosi od innondati, nelle risaie, nelle acque stagnanti ecc. dalla pianura alla zona subalpina: presso Vigasio (Goir.), Lazise e Cisano (Font. !), Peschiera (Poll., Rigo); nel monte Baldo nelle pozze di Basiana, Ime, Valfredda (Poll!., Goir.); nel monte Bolca nella selva dei Cracchi (A. Mass.!) : assieme alla forma tipica si incontra qualche volta la varietà filiformis Saut. - Giugno-settembre: annua?.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)

Fimbristylis annua R. et S. - Scirpus annnuus Poll. ex parte ex cl. plerisque syn!
- β oligostachya.
Nei luoghi umidi e paludosi. Fu primieramente scoperta da Gregorio Rigo nel 1872 nei colli fra Peschiera e Salionze!: si incontra pure (forma elatior), presso s. Michele, Vigasio (gregaria e in unione alla var. β! - Aselogna: ecc. ad ogni modo non è pianta volgare (Goir.). - Luglio-ottobre: annua.

F. dichotoma Vahl. - Scirpus annuus Poll. ex parte excl. plerisque syn! - Luoghi paludosi, umidi, innondati ecc. Nella intera pianura e nell'Alto Agro Veronese: nelle vicinanze di Verona a Montorio alle sponde del Fibio e del Fiumicello (Poll., A. Mass., Goir.); s. Michele, Centore, Giaron ecc.; lungo la sponda destra dell'Adige al Pestrino e al passo volante di s. Pancrazio ecc.; alle rive del Bussè; presso Isola della Scala, Bovolone, Legnago, Aselogna (forma luxurians!) ecc.; a Vigasio, in società con la specie precedente (forma umbella depauperata!) (Goir.); a Valeggio (Rigo); nella Val d'Adige alle falde del monte Pastello presso Ceraino (Rigo, Goir.). - Agosto-ottobre: annua.


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Scirpus coespitosus(1)L. ? - Carlo Tonini, (Tent. mant. ecc.), scrive di aver ricevuto questa pianta da un erbaiolo, probabilmente il Pelizzoni, il quale la avrebbe raccolta in monte Baldo fra le erbe di Valfredda non lunge dalla fossa ave si abbeverano gli armenti.
[(1) = Trichophorum cespitosum (L.) Hartm. - n.d.c.]

S. setaceus(1) L.? - Raccolto da Carlo Tonini (conf. Tent. mant. ecc.) in un rigagnolo vicino a Grezzana. - Nè di questa nè della precedente specie fu possibile trovare traccia nelle località indicate dal chiarissimo botanico veronese. S. supinus L. - Nei luoghi paludosi od umidi o rimasti per qualche tempo ricoperti dalle acque; però non è pianta comune: nelle risaie a Settimo di Buttapietra (Mang.), Vigasio (Clementi, Mang,!), Isola della Scala e Bovolone (Rigo) ; nel prato della Valle presso Torri del Benaco, dopo le straordinarie piene del lago negli anni 1872 e 1876 (Rigo!); nella Val d'Adige al disopra di Ceraino alle falde del monte Pastello (ottobre 1873) in un luogo rimasto per qualche tempo ricoperto dalle acque (Goir.); da ultimo (ottobre 1883) in Campo Marzo di Verona, in un sito che, per la piena d'Adige dell'anno antecedente, era stato innondato. - Luglio-ottobre: annuo.
[(1) = Isolepis setacea (L.) R. Br. - n.d.c.]

S. supinus(1) L. - Nei luoghi paludosi od umidi o rimasti per qualche tempo ricoperti dalle acque; però non è pianta comune: nelle risaie a Settimo di Buttapietra (Mang.), Vigasio (Clementi, Mang,!), Isola della Scala e Boyolone (Rigo); nel prato della Valle presso Torri del Benaco, dopo le straordinarie piene del lago negli anni 1872 e 1876 (Rigo!); nella Val d'Adige al dissopra di Ceraino alle falde del monte Pastello (ottobre 1873) in un luogo rimasto per qualche tempo ricoperto dalle acque (Goir.); da ultimo (ottobre 1883) in Campo Marzo di Verona, in un sito che, per la piena d'Adige dell'anno antecedente, era stato innondato. - Luglio-ottobre: annuo.
[(1) = Schoenoplectus supinus (L.) Palla - n.d.c.]

S. mucronatus(1) L.; Poll. - Giunco. - Pori, Paera, Lancia*.
- β gracilis paucispiculatus.
Ama i luoghi paludosi, ma più specialmente le risaie: comunissimo dalla. bassa pianura al piede della collina, lungo le sponde del Benaco, nella val d'Adige presso Ceraino (Segu., Poll., Font., A. Mass., Rigo, Goir. ecc.); la var. β nei dintorni di Verona in riva all'Adige. - Luglio-ottobre: annuo.
[(1) = Schoenoplectus mucronatus (L.) Palla - n.d.c.]

S. lacustris(1) L.; Poll. - Nocco, Giunco da stoie. - Zuncolo.
- β scirpus palustris humilior Segu.
Comunissimo nei luoghi paludosi, nei fossi ecc. dalla bassa pianura al piede dei colli, alle sponde del Garda, nella val d'Adige ecc. (Segu., Poll., ecc.): la var. β


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qua e là colla specie. - Maggio-giugno-ottobre. Adoperasi a fabbricare stuoie.
[(1) = Schoenoplectus lacustris (L.) Palla - n.d.c.]

S. Tabernaemontani(1) Gml. - Raro: nella val d'Adige presso Ceraino e nella valle dell'Alpone presso Monteforte (Goir.); lago di Toblino (Leyb.). - Settembre-ottobre: perenne.
[(1) = Schoenoplectus tabernaemontani (C.C. Gmel.) Palla - n.d.c.]

S. Pollichii(1) Gren. et Godr. - S. triqueter Poll. et auct. mult. non L. - Pori, Paera. - Frequente, con le sue numerose varietà, nei luoghi paludosi e nelle risaie dell'alta e bassa pianura veronese; presso Verona lungo l'Adige e nei fossi fuori Porta Vescovo; al lago di Garda a Peschiera. e Lazise (Poll., Rigo, Goir.). - Fine di estate ed autunno: perenne.
[(1) = Schoenoplectus triqueter (L.) Palla - n.d.c.]

S. Holoschoenus(1) L.: Poll. var. α. Giunco. - Zuncolo*.
- β australis Koch.
- γ prolifer.
La forma tipica abbonda nei luoghi umidi e paludosi, nei fossi ecc. dalla pianura alla zona montana: la β si incontra qua e là assieme alla precedente: la γ lungo l'Adige in vicinanza al Lazzaretto (una sola volta): del resto non sono infrequenti forme le quali potrebbero assegnarsi senza scrupolo a S. globiferus e S. romanus (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.
[(1) = Scirpoides holoschoenus (L.) Soják - n.d.c.]

S. maritimus(1) L. - Erba nocca. - Pori, Paera, Mosca, Sparaela, Triangoli*, e sul monte Baldo Careza*.
- α cymosus (forma vulgaris) Rchb. - S. maritimus var. β Poll.
- β compositus Rchb. - S. maritimus var. α Poll.
- γ macrostachys (W.).
- δ monostachys.
Nei luoghi paludosi ed umidi della pianura, nelle risaie, nei fossi ecc., nascono frequentissime e gregarie tanto la forma tipica quanto le var. β e δ e così pure alle rive del Benaco da Peschiera a Sirmione e Torbole; nella valle d'Adige a Ceraino, Dolcè ecc.; nella Valpantena presso Marzana; nelle


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valli d'Illasi, di Cazzano, dell'Alpone (Segu., Poll., Font., Mang., A. Mass., Ambr., Gelm., Goir.). Le stesse forme si incontrano pure sul monte Baldo, essendo state recentemente (26 agosto 1897) raccolte in una pozza presso Salzan (600-700 m.). La var. γ è più rara e fu rinvenuta nella val d'Adige in un boschetto presso Ceraino, in Campo Marzo di Verona, presso Sirmione (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.
[(1) = Bolboschoenus maritimus (L.) Palla - n.d.c.]

S. sylvaticus L.; Poll. - Nei prati e luoghi umidi e paludosi: Verona in Campo Marzo in riva all'Adige, Pestrino, presso S. Pancrazio, s. Michele, ecc. (Segu., Poll., Mang., Rigo, Goir.); a Peschiera; nella val d'Adige. - Maggio-giugno: perenne. (Secondo ogni probabilità lungo il Mincio potrà rinvenirsi S. Michelianus L.).

S. radicans Schk. - Rarissimo: rinvenuto da Francesco Fontana in luoghi umidi presso Lazise alle sponde del lago di Garda (sub Scirpo annuo !!).

Eriophorum alpinum(1) L. - Luoghi paludosi alpini del veronese (Vis. et. Sacc. cat.)??
[(1) = Trichophorum alpinum (L.) Pers. - n.d.c.]

E. vaginatum L. - Nei campi umidi presso Isola della Scala: così il Tonini (op. c.). Accidentalmente?

E. latifolium Hoppe. - E. polystachium Poll. - Zeolin. - Nei prati e luoghi umidi o paludosi dal piano alla zona alpina: presso l'Adige a Giarone, Centore ecc. (Goir.); sponde del Benaco presso Garda (Goir.) e nei prati di Pezoi a Torri ecc. (Rigo); nel monte Baldo alla Lonza, Novezina, Noveza, Acque Negre, Campion, Artillon (Poll., Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

E. angustifolium Roth.; Poll. - Raramente nella zona subalpina del monte Baldo (Poll.).



Tribus 4.  -  Cariceae.

Elyna spicata(1) Schrad. - Nel monte Baldo (Vis. et Sacc. Cat.) ?
[(1) = Kobresia myosuroides (Vill.) Fiori - n.d.c.]


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Hobresia caricina W. - Dietro una annotazione del Facchini, scrive l'Ambrosi, sembra che cresca sul monte Baldo.

Carex L. Sect. 1. Monostachyeae. - C. Davalliana L.; Poll. fl. - C. dioica Poll. viag. - Nei prati e luoghi umidi o paludosi: presso S. Michele e S. Martino (Segu., Poll., Goir.); lungo il Mincio presso Valeggio (Poll., A. Mass. !); presso le rive del Benaco, alle Volpare sopra s. Vigilio (Goir.), Torri (Rigo !), Malcesine (Poll.); nel monte Baldo in Pravazar di sotto (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. rupestris Bell. in All. - Nei pascoli rupestri alpini e subalpini del monte Baldo (Gelmi).

Sect. 2. Homostachyeae. - C. baldensis L. Poll. - Erba inverniza, Trepo zentil. - Bellissima Carice trovata la prima volta da J. Bauhin. sul monte Baldo (Gramen junceum e monte Baldo, hist. 2, p. 509): predilige gli ericeti ed i luoghi erbosi, aridi ed aspri delle zone alpina e subalpina dalle quali scende sino alla collina: e così in Pravazar, Valfreda, Bastion, Valbruta, Lonza, Noveza, Acque negre, Artilon ecc., Coal santo, Cima di valdrita, Sasseto, Val delle pietre ecc. (J. Bauhin., Segu., Moren.!, Poll.!, Ton.!, A. Mass.!, Mang.!, Goir. ecc.) e nelle colline intorno al lago di Garda, Campion (Kaeres), presso Limone (Poll.), sopra Riva (Facch.), Torri (Rigo!): sui Lessini nei monti sopra Peri ecc. (Goir.). - Maggio-agosto: perenne.

C. vulpina L.; Poll. - Trepo*, Careza*.
- α nemorosa (W).
Nei fossi e luoghi paludosi della bassa ed alta pianura veronese, al lago di Garda, nella valle di Caprino ecc., sono frequentissime, tanto la forma tipica quanto la varietà (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). Maggio-agosto: perenne.

C. muricata L.; Poll. - Erba lucciola - Trepo*, Erba inverniza*.


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- β virens (Lam.).
È comune nei luoghi boschivi ed umidi, nelle siepi, nei margini dei campi e dei fossi della intera Provincia dal piano alla collina; diventa più rara nelle zone elevate: la var. β cresce specialmente nei luoghi boschivi. - Giugno-settembre, a seconda della altitudine: perenne.

C. Leersii(1) Fr. - Cresce qua e là in luoghi erbosi con le specie vicine.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)

C. divulsa Good.; Poll. - Trepo*, Erba inverniza*. - Come la precedente.

C. paniculata L.; Poll. - Al margine dei fossi specialmente nella alta pianura veronese, però non è pianta comune: nelle vicinanze di Vigasio, presso S. Michele, Centore, Giaron, S. Nazaro, S. Martino, Caldiero ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.

C. teretiuscula(1) Good. - Rara: il dott. Facchini la raccolse in una palude dei pascoli piani sopra S. Giacomo di monte Baldo. - Perenne.
[(1) = Carex diandra Schrank - n.d.c.]

C. praecox Schreb. - C. Schreberi Schranck; Poll.
- β gigantea.
Pianta gregaria la quale cresce nei luoghi erbosi ed arenosi, pascoli, margine dei campi, lungo le vie ecc.: è frequente nella bassa ed alta pianura, nella collina, nelle vicinanze e nella città di Verona (Goir.); nelle valli Pantena (Ton. !), d'Illasi (A. Mass.!); lungo la riviera del Garda, nella valle di Caprino ed alle falde meridionali del monte Baldo (Poll.); verso Mori ed alla Chizzola alle falde settentrionali dello stesso monte (Facch.): la var. β fra i sassi a Tomba. - Aprile-giugno: perenne.

C. leporina L. - C. ovalis Good.; Poll. - Luoghi umidi o paludosi dal piano alla zona alpina: nella bassa pianura lungo il Menago (Poll.); presso Verona e nella val d'Adige nelle arene umide lungo il fiume (Goir); nel monte Baldo qua e là dall'Ortigara salendo a Costabella e proseguendo da questa vetta sin oltre la cima di, val Finestra (Seg. Poll.), in Basiana,


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Noveza, Acque Negre, Tredespin: colma di Malcesine ecc. (C. Mass., Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass,!); nei Lessini in Maléra, Spiazzoi ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

C. echinata Murr. - C. stellulata Good. - Luoghi selvatici umidi, ma non comune: nel monte Baldo presso il Santuario della Corona e lungo la via di Avio (Poll.); nei monti, Lessini agli Spiazzoi in unione alla var. grypos (Schk.) (Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

C. elongata L.; Poll. - Luoghi palustri della pianura lungo l'Adige, il Fibio, il Menago, la Molinella, il Tartaro ecc.; ma non comune (Poll., Masè!, Goir.) - Aprile-giugno: perenne.

C. remota L.; Poll. - Luoghi ombrosi ed umidi nella pianura veronese, nei dintorni di Verona in Campagnola, Basso Acquar, lungo l'Adige in Campo Marzo, S. Michele, Pestrino ecc. (Goir.): s'inoltra pure nelle vallate, p. e. nei prati di Vico presso Tregnago (A. Mass. !). - Maggio-luglio: perenne.

Sect. 3. - Heterostachyeae. - C. nigra Bell. in All. - Rara: Luoghi pascolivi e ghiaiosi elevatissimi nel monte Baldo (Ian sec. Bertol.), nelle valli degli ossi, grande, drita (Goir.): nei Lessini nei monti Posta e Campobrun (Goir.). - Agosto-settembre: perenne.

C. atrata L.; Poll. var. α - In società colla precedente nel monte Baldo (Moren.!, Hsmn., Goir.), nei Lessini (Goir.), e nella stessa epoca.

C. aterrima(1) Hoppe - Ove le due precedenti specie.
[(1) = Carex atrata subsp. aterrima (Hoppe) Hartm. - n.d.c.]

C. tomentosa L.; Poll.
- β Grossmanniana Asch.
Vegeta nei prati, pascoli, luoghi umidi dal piano alla zona subalpina: alle sponde del Garda a Peschiera, e nei pascoli e nelle selve ombrose dei colli presso Lazise ecc. (Poll., Font., Precht., Goir.); in Campo Marzo di Verona, s. Michele ecc.; nei colli Veronesi alle Are ecc. (Goir.); nel monte Baldo in


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Pravazar (Poll., Goir.); ed alle sue falde presso Brentino (Goir.); nel monte Bolca a Vestena (A. Mass.!): la var. β in Campo Marzo ed altrove. - Maggio-luglio: perenne.

C. montana L. - C. collina Poll.
- β procerior Gaud.; Poll. - C. conglobata All.
- γ spiculis foemmeis distantibus et multilloris.
- δ forma spiculis foemineis omnino destituta.
Questa bella Carice cresce copiosissima in quasi tutti i colli ombrosi, specialmente nei boschetti di castagno, e sale sino alla zona alpina: e così p. e. nella valle d'Illasi a Gazà presso Tregnago (A. Mass.!); nella collina di Montorio; vaio di Squaranto; Valpantena; colli di Avesa, alle case vecie, alle Volpare, Maso ecc. (Goir.); nel monte Baldo ai Masi, in Pravazar, Noveza ecc. (Segu., Poll., Goir.): le var. β e γ nei colli e monti che separano Valpantena da Valpolicella; la δ ovunque colla forma tipica. - Aprile-giugno: perenne.

C. ericetorum Pollich. - Rara: nel monte Baldo nei luoghi erbosi secchi a piedi dell'Altissimo di Nago (Facch.): probabilmente anche in altri luoghi - Aprile-maggio: perenne.

C. verna(1) Vill. - C. praecox Jacq.; Poll. var. α.
- β umbrosa (Host.).
- γ elata F. Ger.!
La forma tipica è comunissima, nei luoghi erbosi di tutta la Provincia dal piano alle vette elevate dei monti: le varietà si trovano frequentemente nei boschi dei colli veronesi e nei prati piuttosto pingui ove crescono promiscuamente alla forma normale. - Primavera-estate secondo la altitudine: perenne. Si osserva non di rado una forma mostruosa corrispondente a C. sicyocarpa Lebel., ed altra da riferirsi a C. reflexa Hoppe.
[(1) = Carex caryophyllea Latourr. - n.d.c.]

C. longifolia(1) Host. - C. polyrrhiza Wallr. - Non comune. Sul margine dei prati presso s. Michele,


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s. Martino, fuori Porta s. Giorgio a breve distanza dall'Adige ecc. (Goir.). - Aprile: perenne.
[(1) = Carex umbrosa Host - n.d.c.]

C. Halleriana Asso. - C. alpestris All.; Poll - Erba inverniza*. - Cresce copiosamente nei luoghi erbosi di tutti i colli della Provincia innalzandosi nei monti sino a toccare la zona subalpina e scendendo qualche volta verso la pianura: così p. e. nel monte Baldo in Basiano (Poll.), ai Masi (Goir.) ecc.; nei monti Lessini sotto ai covoli di Velo (Goir.), nella valle di Illasi a Gazà presso Tregnago (A. Mass.!); nell'alta pianura sui rivoni d'Adige presso al Bosco Mantico (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. humilis Leys. - C. clandestina Good.; Poll.* - Cresce abbondantemente nei pascoli secchi di tutti i colli veronesi (Poll., Goir.), presso al lago di Garda a Riva, Malcesine ecc. (Poll., Ambr., Rigo!): il Pollini (viag.) la indica nel monte Baldo in Ime, Basiana e lungo la strada dalla Corona a Brentino (Goir.): Abramo Massalongo la raccolse nei Lessini presso Roverè di Velo. - Marzo-maggio: perenne.

C. digitata L.; Poll. var. β - Cresce copiosissima nella Provincia veronese ascendendo dai luoghi umidi ed ombrosi qei colli tra il Benaco ed il confine vicentino, insino alla zona alpina del monte Baldo e dei Lessini (Segu., Moren., Poll., Font., A. Mass.!, Goir. ecc.): fu pure rinvenuto nei luoghi innondati dall'Adige in Campo Marzo di Verona (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. ornithopoda W.; Poll. var. α - C. pedata Poll. viag. - Compare nel monte Baldo e nei Lessini, nei pascoli della regione montana; p. e. nel primo presso al Santuario della Madonna della Corona e diventa abbondante nella regione alpina e subalpina: eccezionalmente fu l'accolto nella pianura veronese, in un luogo erboso presso il Casino a non molta distanza dalle rive dell'Adige (Goir.). - Aprile-luglio: perenne.


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C. pallescens L.; Poll. - Vegeta nei luoghi umidi ed ombrosi dalla pianura alle zone elevate dei monti: presso Verona lungo l'Adige ed al Bosco Mantico; nel monte Pastello; nel monte Baldo; presso S. Anna d'Alfaedo, Chiesanuova ecc. nei Lessini (Goir.); nella valle d'Illasi a Vico presso Tregnago (A. Mass. !); in valle Tramigna presso Cazzano (Goir.) ecc. - Maggio-agosto: perenne.

C. striata Good. - Luoghi paludosi ed umidi presso Verona lungo l'Adige ed in tutta la pianura Veronese nei fossati ed alle sponde dei corsi d'acqua.Maggio- luglio: perenne.

C. vulgaris(1) Fries. - C. coespitosa Good. - Careza.* - β alpina Gaud.
Verona lungo l'Adige tanto la forma tipica, come la var. β quest'ultima forse trasportata dal fiume in occasione di piene (giugno 1874, Goir). - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Carex nigra (L.) Reichard - n.d.c.]

C. acuta L.; Poll. - Careza*, Paja. - Nei luoghi paludosi, lungo il margine dei fossi e dei corsi d'acqua: in tutta la pianura veronese, nei dintorni di Verona; lago di Garda, val d'Adige, Brentonico ecc. (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). - Aprile-giugno: perenne.

C. alba Scop.; Poll. - Bellissima carice che vegeta nei luoghi umidi e selvatici dall'alta pianura alla zona subalpina, dal Garda al confine vicentino: p. e. Bosco Mantico, Malcesine, Zocchi, Tredespin, Brentonico, la Corona, Peri, Fosse, monte Pastello, vaio della Pernise in Valpantena, ai Comerlati presso Velo ecc. (Segu., Poll., Mang., Rigo, A. Mass.!, Goir.). - Aprile-maggio: perenne.

C. panicea L.; Poll. - Prati umidi e luoghi paludosi di tutta la pianura veronese: presso Peschiera e lungo il Mincio; nella val d'Adige; alle falde del monte Baldo presso Brentino ecc. (Goir.) - Aprile-giugno: perenne.


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C. nitida(1) Host.; Poll. fl. - C. verna Poll. viag. - Trepo.*
- β rhizogyna.
Frequente nei luoghi aridi e soleggiati dell'alta pianura veronese, dei colli più bassi, intorno a Verona, delle rive dell'Adige (Goir.) e dei colli Benacesi (Poll.); la var. presso a Porto s. Pancrazio sotto al muro lungo nelle sabbie d'Adige: non sono rare forme mostruose, con sole spighette maschili, ed altre con sole spighette femminili (Goir.). - Aprile-maggio: perenne.
[(1) = Carex liparocarpos Gaudin - n.d.c.]

C. capillaris L.; Poll. - Sulle rupi e nei pascoli elevatissimi del monte Baldo e dei Lessini ecc.: valle delle pietre, delle buse, vacara, grande, degli ossi, Losana; Coal santo; Costabella; cima di Valdritta; Altissimo di Nago ecc.: Malera; monte Posta, Campobrun; passo della Lora; Zeola ecc. (Segu., Poll., Clementi, Heufier, C. Mass., Goir. ecc.) - Luglio-settembre: perenne.

C. glauca(1) Scop.; Poll.
- β erythrostachys (Hoppe).
- γ clavaeformis (Hoppe).
- δ spicis foemineis compositis Parl.
La forma tipica e le varietà sono frequenti tanto in luoghi umidi e paludosi, quanto nei secchi ed aridi, nei boschetti, nei cespugli, nelle macchie; al piano, nei colli, nei monti (Goir.). - Aprile-luglio: perenne.
[(1) = Carex flacca Schreb. - n.d.c.]

C. pendula Ruds.; Poll. - Sala. - Careza.* - Nei fossi e nei luoghi paludosi, ma non comune: raccolta presso al lago di Garda dal Precht, (Hsmn. senza indicazione di luogo), fu pure trovata a Lazise (Font.), Peschiera (Poll., Goir.); e nella pianura veronese a Vigasio, Belfiore, Legnago ecc. (Goir.). - Aprile-giugno: perenne.

C. mucronata All.; Poll. - Cresce copiosamente nei pascoli sassosi elevatissimi e nelle fessure delle rupi in tutti i monti dal lago di Garda al confine vicentino


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(Goir.), scendendo dalle zone alpina e subalpina alla montana e venendo quasi a contatto colla collina; talchè si trova in vicinanza di Riva presso Castello (Facch.); in monte Baldo prpsso la Ferrara (800 m.) e a metà circa della strada da Brentino alla Corona (474 m.); nei Lessini a Chiesanova (1104 m.), Giazza (756 m.), presso s. Bartolomeo Tedesco (918 m.) in Valle Orcana ecc. (Goir., Segu., A. Mass. !). - Maggio-settembre: perenne.

C. ferruginea Scop. - C. brachystachys Poll. non L. et excl. syn. - Vegeta nei luoghi rupestri umidi e dalla zona montana ascende alla subalpina ed alla alpina nel monte Baldo, nei Lessini e nei monti che ne dipendono (Poll., Mang., Facch., Goir. ecc.). - Giugno-agosto: perenne.

C. firma Host. - Pascoli elevatissimi del monte Baldo nelle valli degli ossi, larga ecc., alla cima di Valdrita ecc.; cima di Malera nei Lessini; monte Posta e Campobrun, passo della Lora (Goir.); monte Zeola, Gramolon, Alba (Poll., A. Mass. !). - Luglio-settembre: perenne.

C. sempervirens Vill. ; Poll. - C. ferruginea Poll. viag. - Erba inverniza. - Comune in tutti i monti nei pascoli secchi delle zone alpina e subalpina. - Luglio-settembre: perenne.

C. flava L.; Poll. - Nei luoghi paludosi, nei prati irrigui, nelle risaie: in tutta la bassa pianura veronese, luoghi innondati dall'Adige presso Verona tanto a destra che a sinistra del fiume, nella val d'Adige presso Ceraino e Rivole ecc. (Goir.); Villafranca Veronese (A. Mass. !) ; Riva al monte Brion (Facch.) ecc . - Maggio-ottobre: perenne.

C. lepidocarpa Tausch. - Luoghi acquitrinosi in Campomarzo di Verona (Goir.). - Estate-autunno: perenne.

C. Oederi(1) Ehrh. - Luoghi paludosi ed acquitrinosi: dintorni di Verona al di là del passo volante di


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s. Pancrazio ecc., nella val d'Adige presso Ceraino (Goir.), a Peschiera e Sirmione (Facch.). - Estate-autunno: perenne.
[(1) = Carex viridula Michx. - n.d.c.]

C. Michelii Host.; Poll. - Frequente sulle colline, in luoghi selvatici boschivi o erbosi, nei pascoli sassosi: Bosco Mantico; colli veronesi sopra Poiano, Quinto ecc., Montorio ecc.; nei Lessini, Saline nei pascoli di s. Moro; nei colli Benacesi ; nella valle di Caprino ecc. (Poll., A. Mass., Mang.!, Precht, Goir.). Maggio-giugno: perenne.

C. distans L.; Poll. - Careza. - Comune nei prati e pascoli umidi, luoghi acquitrinosi ecc. nel piano e sui monti: nella bassa ed alta pianura veronese e nei dintorni di Verona lungo l'Adige ecc. (Goir.), al lago di Garda da Peschiera a Torbole (Font., Precht., Goir. ecc.), lungo il Mincio da Peschiera al Borghetto di Valeggio (Goir.), alle falde orientali del monte Baldo presso Brentino e più in alto alla Ferrara (Poll., Goir.), a Piore (Goir.), nella val d'Adige e nella Valpantena, presso Montorio (Goir.), nella val d'Illasi a Cogolo e più in alto sui monti (A. Mass.!) ecc. - Maggio-Luglio: perenne.

C. Hornschuchiana(1) Hoppe. - Luoghi acquitrinosi nelle colline moreniche lungo il Mincio specialmente al Paradiso presso Peschiera ccc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.
[(1) = Carex hostiana DC. - n.d.c.]

C. fulva(1) Good. (flava X Hornschuchiana). - Colla precedente.
[(1) = Syn. specie precedente - n.d.c.]

C. tenuis(1) Host. - C. brachystachys Schlanck. - Rarissima: nei monti sopra Giazza e nel monte Baldo in valle degli ossi (Goir.).
[(1) = Carex brachystachys Schrank - n.d.c.]

C. sylvatica Huds. - G. Drymeya Poll. - Luoghi selvatici e boschivi dalla collina alla zona montana e subalpina; ma non è pianta comune: al piede della collina veronese presso Avesa nelle due vallette Borago e Pissacavra; nelle valli di Squaranto, Falcone,


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Anguilla ecc.; nel monte Baldo presso la Corona e secondo Pollini lungo il sentiero di Ventrar (1700 metri) ecc.; nei Lessini a Velo ecc.; presso Riva ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Facch., Precht, Goir. ecc.). - Maggio-luglio: perenne.

C. Pseudo-Cyperus L.; Poll. - In luoghi paludosi, rara se non rarissima!: presso al lago di Garda (Precht); a Vacaldo presso Vigasio (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.

C. ampullacea(1) Good.; Poll. - Il Pollini scrive di aver trovato questa Carice in vicinanza del passo volante di s. Pancrazio in riva all'Adige presso Verona: ivi, certissimamente, oggidì non cresce e secondo ogni probabilità si tratta di piante avventizie trasportate in quella stazione dalle acque del fiume.
[(1) = Carex rostrata Stokes - n.d.c.]

C. vesicaria L.; Poll. - Fossi, stagni e paludi; frequentissima nella bassa ed alta pianura veronese, nelle vicinanze di Verona, presso al lago di Garda ecc. (Segu., Poll., Goir. ecc.).

C. paludosa(1) Good.; Poll.
- β Kochiana Dc.
Comunissima presso tutti i corsi d'acqua e nei luoghi paludosi dal piano alla zona montana: la var. β cresce assieme alla forma tipica, ma di questa più rara (Goir.). - Marzo! - settembre: perenne.
[(1) = Carex acutiformis Ehrh. - n.d.c.]

C. riparia Curt.; Poll. - Caretto, Sala. - Careza, Paja. - Fossi, stagni, paludi, margine dei corsi d'acqua ecc.; sponde del lago di Garda; fossi nella val d'Adige e nell'alta e bassa pianura veronese. - Maggio-luglio: perenne. Insieme a diverse altre carici è adoperata a fare le impagliate per le sedie.

C. nutans(1) Host. - Scoperta dal Clementi nel monte Baldo (Parl.), ma da quell'epoca non più rinvenuta da altri.
[(1) = Carex melanostachya Willd. - n.d.c.]

C. hirta L.; Poll. - β hirtaeformis Pers.


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Nei luoghi umidi ed acquitrinosi, al margine dei fossi ecc. si incontrano frequentissime tanto la forma tipica, come la var. β, dal piano alla regione subalpina nel monte Baldo e nei Lessini (Goir.). - Estate-autunno.




FAMILIA III.  -  TYPHACEAE.


Typha latifolia L.; Poll. - Sala, Mazzasorda, Biodo. Melina, Paieroni, Carezoni e, nel monte Baldo, Careze*; le spighe femminili poi secondo i luoghi prendono le denominazioni di, Mortadele, Saladini, Salado*, Salam* - Copiosissima in tutta la Provincia nei luoghi palustri od acquitrinosi, nei fossi, lungo i corsi di acqua, dal confine vicentino alle sponde del Garda, salendo dal piano alle zone subalpina ed alpina; e così si trova in monte Baldo in luoghi umidi ai Lumini e nelle pozze di Salzan, Basiana, Valfredda (Poll. Goir.); nei Lessini sopra Cerbiol, presso s. Anna d'Alfaedo alle Barosse, nel monte Bolca nel laghetto dei Cracchi (Goir.). - Giugno-luglio al piano; agosto-settembre nelle stazioni elevate: perenne. È adoperata, specialmente nella pianura, in unione a Phragmites communis, a costrurre capanne; serve anche di combustibile, per letto al bestiame ecc.: le foglie frequentemente sono impiegate a fabbricare le stoie ed a fare le impagliate delle sedie.

T. angustifolia L. excl. var. β; Poll. viag. - T. media Poll. fl. excl. syn. Dec., Smith., Balb. et Nocc. - Stiancia. - In vernacolo gli stessi nomi della specie precedente.
- β ramosa. Forma monstrosa.
Nei luoghi paludosi, lungo i corsi d'acqua, nei fossi, di spesso in unione colla precedente, della quale però


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è meno frequente e meno sparsa: presso Verona fuori porta Pellegrina in una piccola palude detta le Buse (Goir.); alle sponde del Benaco da Peschiera a Sirmione (Poll., Facch., Goir.); al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova presso Casteldario (Barbieri, Masè!, Goir.) ove è copiosissima; in tutte le Valli grandi sì veronesi che ostigliesi, a Legnago ecc. (Goir.) ; non manca in stazioni più elevate, indicandola il Pollini nelle pozze di Ime e Basiana nelle quali oggidì sembra scomparsa, mentre recentemente fu osservata a Salzan nello stesso monte (700 m., Goir.). - Giugno-luglio: perenne.

T. Laxmanni Lepech. - T. minima Funch.; Poll. viag. et fl. ver. III, p. 101 cum. ic. t. I, f. 1.; C. nana. Avè-Lallem. - Saladini*, Mortadele*. - Pianta ordinariamente gregaria: cresce copiosissima, fertile o sterile, nei luoghi palustri, innondati e sabbiosi della pianura veronese, dalle sponde del lago di Garda presso Peschiera, Lazise ecc., dei dintorni di Verona, delle rive e della valle d'Adige (Poll., Font., Ambr., Goir. ecc.). - Maggio-Luglio: perenne.

Sparganium ramosum(1) Huds.; Poll. - Biodo, Coltellaccio. - Melina, Paèra, Carezoni*, Cortelassi*. - Nei luoghi paludosi, nei fossi, nelle risaie: è abbondantissimo nella intera Provincia, nella quale dalla pianura sale alla zona subalpina crescendo in monte Baldo nelle pozze di Basiano. (Poll., Goir.). - Maggio-settembre: perenne.
[(1) = Sparganium erectum L. - n.d.c.]

S. simplex(1) Huds. excl. var. β; Poll.!. - Rarissimo: nelle risaie Camuzzoni a Villabella presso Sambonifacio (Poll. herb. !), ed in quelle Jacur a Macacari (Masè et Goir.). - Giugno-agosto : perenne.
[(1) = Sparganium emersum Rehmann - n.d.c.]

S. minimum(1) Fries. - S. natans auct. non L. - Lago di Garda a Riva nel fosso presso al forte (Facch.). - Luglio-agosto: perenne.
[(1) = Sparganium natans L. - n.d.c.]





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FAMILIA IV.  -  NAJADACEAE.


Tribus 1.  -  Potameae.

Potamogeton L. Sect. 1. Heterophylli. - P. natans L. - Lingua d'acqua. - Lengue*, Lengue de vaca*, Gresse*, Cresse*, Leto dei roschi*, sono le denominazioni che nell'Agro veronese ricevono le specie o forme appartenenti al genere Potamogeton: le stesse, variabili d'altronde da luogo a luogo, vengono date benanco a molte altre piante si acquatiche che terrestri. - Specie variabilissima.
- α vulgaris Koch. - P. natans Poll. var. α. - Forma typica.
- β fluitans (Roth.). - P. natans Poll. var. γ.
- γ prolixus Koch.
- δ petiolaris (Presl.).
- ε Pollinii. - P. natans Poll. var. β.
La forma tipica vive nelle risaie, nei fossati e nelle paludi di tutta la pianura, nel lago di Garda, alle terme di Caldiero (Poll., Segu., Font., A. Mass.!, Goir. ecc.), ed ascende insino alla zona subalpina (Poll.); e così nel monte Baldo nelle pozze di Valdabin, Piore, Prà Bestemià, Prada, Basiana, Ime, Valfredda, Saugulo (Goir.); a Corbiolo nei Lessini e nel laghetto dei Crachi in monte Bolca (Goir.) ecc.: la β non è frequente nelle acque lentamente scorrenti della bassa pianura; la γ nei fossi presso Villafranca (A. Mass.!): la δ nei fossi e nelle risaie unitamente alla forma tipica: la ε unitamente alla α nelle stazioni superiormente indicate del monte Baldo. - Giugno-settembre: perenne.

Sect. 2. Homophylli. - P. lucens L.; Poll. var. α. - Brasca.
- β angustifolius. - P. lucens Poll. var. β.
Paludi, fossi ecc.: al lago di Garda, al Mincio, nelle acque


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di Montorio, nel Tartaro ecc. (Goir.), nell'Alpone (A. Mass.!): la var. in unione alla forma tipica. - Giugno-settembre: perenne.

P. perfoliatus Segu.; Poll. - Abbondantissimo nel lago di Garda, nel Mincio, a Montorio ecc. (Segu., Poll., Font., A. Mass., Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

P. crispus L.; Poll. - Erba-gala, Manichetti.
- α genuinus Rchb. tab. XXIX f. 50.
- β serrulatus Rchb. tab. XXX f. 52.
Nel lago di Garda, nei fossi, nelle acque correnti di tutta la pianura veronese (Segu., Poll., Font., Goir.), nel laghetto dei Crachi in monte Bolca (A. Mass.!), e nel monte Baldo in Basiano. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. 3. Chloephylli. - P. acutifolius Lk. - P. compressus Poll. - Questa bellissima specie cresce copiosissima nel Lago di Garda (Poll., Font.) e nel Mincio (Goir.); nelle acque correnti al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova (Masè!), nei fossi presso Sambonifacio, Arcole, Albaredo ecc. (Goir.). - Giugno-agosto: perenne.

P. pusillus L.; Poll. - Erba grata*, Grata*, denominazione data dai risaioli anche ad altre piante palusti.
- α vulgaris Rchb.
- β tenuissimus Rchb. - P. pusillum Thuill.
- γ major Koch.
Questa variabilissima specie cresce copiosissima nelle risaie, e nei fossi e luoghi paludosi della intera Provincia, ascendendo colle var. α e β dalla pianura a stazioni assai elevate nei monti, talchè si trova presso alla cima del monte Pastello (m. 1122), presso s. Anna d'Alfaedo alle Barosse (m. 1000 circa.) e nel monte Malera (m. 1772): la var. major cresce nei fossi presso s. Michele, a Nogara, ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.


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P. trichoides Cham. et Schlecht. - Fossi e risaie al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova (Masè!). - Estate: perenne.

Sect. 4. Coleophylli. - P. pectinatus L.; Poll. - P. marinus Poll.; Font.
- β scoparius Wallr.
Nel lago di Garda, nel Mincio, nel Fibio, nella Molinela ecc. (Segu., Poll., Font., Facch., Goir. ecc.): la var. β presso Villafranca (A. Mass.!). - Giugno-agosto: perenne.

Sect. 5. Enantiophylli. - P. densus(1) L.; Poll. - Nelle risaie, e nei fossi tanto della pianura come della collina e non di rado della zona montana vegetano lussureggianti la forma genuina di P. densus L. nonchè quella corrispondente a P. settatus L.: quest'ultima in modo specialissimo nelle acque di Montorio allo Squarà presso la Chiesa parrocchiale (A. Mass.!, Goir.) ed al lago di Garda (Font.). - Maggio-agosto: perenne.
[(1) = Groenlandia densa (L.) Fourr. - n.d.c.]

Tribus 2.  -  Najadeae.

Zannichellia palustris L.; Poll. - Frequentissima nelle risaie, nei fossi e nei corsi d'acqua in tutta la pianura veronese, nel Mincio ecc. (Goir.). - Maggio-ottobre : perenne.

Najas minor Alt; Poll. fl. - Caulinia fragilis Poll. viag.
- I risaioli indicano questa e la seguente specie con la denominazione di Erba grata.
- β intermedia Balb. et Nocca. - N. alagnensis Masè in exsiccatis non Poll.!.
La specie si incontra in tutta la pianura veronese nei fossi, nello risaie ecc. (Goir.); nel Tartaro e negli altri corsi d'acqua (Segu., Rodegher!); nel lago di Garda (Poll., Goir., Font., Clementi); nel Mincio


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(Rigo !): la varietà β nelle risaie in unione alla forma tipica (Masè!, Goir.). - Giugno-agosto: annua.

N. gramninea Delile. - Najas et Caulinia alagnensis Poll. excl. syn. Balb. et Nocc. - Nelle risaie a Vigasio (Goir.), presso Villafranca (A. Mass.!). - Giugno settembre: annua.

N. major(1) All.; Poll. - Copiosissima nel lago di Garda (Poll., Precht.), Peschiera (Goir.), Lazise (Font.), nei porti di Torri (Rigo!), Malcesine ecc. (Goir.); nel Mincio, nel Tartaro, nella Molinella, nel Fibio e nel fiumicello di Montorio ecc. (Poll., Goir.). - Giugno-settembre: annua.
[(1) = Najas marina L. - n.d.c.]




FAMILIA V.  -  LEMNACEAE.


Lemma minor L.; Poll.! - Lente palustre. - Pavarina, Pioci d'acqua. - Comunissima nelle risaie, e negli stagni e fossi di tutta la bassa ed alta pianura. veronese; sponde del lago di Garda.; pressi di Verona in Campomarzo, s. Michele ecc.; al piede dei colli al Vago, s. Martino, Sambonifacio ecc.; nella valle dell'Alpone dove si trova copiosissima in tutti i fossi presso Monteforte ecc. (Goir.): sale nella zona montana e quindi si trova nel monte Bolca al laghetto dei Crachi (A. Mass.!); nei Lessini al piede del monte s. Viola presso Casale di sotto (Goir.). - Dalla primavera a tardo autunno: perenne. Serve di nutrimento assai gradito ai gallinacei ed alle anitre.

L. trisulca L.; Poll. - Pavarina, Erba ranina.* - Nei fossi, negli stagni, nelle risaie ecc.; è più rara e meno sparsa della specie precedente: presso al lago di Garda, a Riva, Torbole, Pacengo, Peschiera (Ambr., Gelm., Poll., Goir.); nei dintorni di Verona in Campomarzo, s. Michele, Centore (Goir.); Caldiero,


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Sambonifacio, Arcole, Monteforte, Legnago, Aselogna ecc. (Goir.); presso Villafranca (A. Mass. !). - Aprile-settembre: perenne.

Telmatophace gibba(1) Schleiden. - Lemna Gibba L.; Poll. - Rara: cresce, promiscuamente a Lemna minor ed alla specie seguente, talchè riesce anche assai difficile il rinvenirla: nei fossi al Vago ed alle terme di Caldiero (Goir.). - Perenne.
[(1) = Lemna gibba L. - n.d.c.]

Spirodela polyrrhiza Schleiden. - Lemna polyrhiza L.; Poll. - Pavarina, Pioci d'acqua. - Cresce negli stessi luoghi di Lemna minor e non di rado in unione ad essa; è però meno frequente ed abbondante: presso al lago di Garda in diversi luoghi (Poll., Font., Boni, Goir.) ; nei dintorni di Verona, nei fossi a Guastalla, alle terme di Caldiero, nella bassa pianura veronese ecc. (Goir.). - Primavera-autunno: perenne.




FAMILIA VI.  -  ARACEAE.


Tribus 1.  -  Dracunculineae.

Arum italicum Mill.; Poll. - Arum majus Veronense et Arisarum Veronensium Lobel - Gichero. - Aro, Lengua de bò, Rogna.* - Cresce lungo le vie, nelle siepi, al margine dei campi e dei fossati, ma può dirsi quasi confinato nella parte della zona pedemontana che, dalla Valpantena si protende alle sponde del lago di Garda a Torri, S. Vigilio, Scaveaghe, Garda, Lazise, Peschiera (Poll., Font., Rigo!, Goir.); nella valle di Caprino (Poll.); nella città di Verona nei giardini in Pradavalle e presso Porta Palio, e nelle sue vicinanze alla Prognela fra il colle S. Dionigi e monte Capro, a S. Rocco e S. Rocchetto, Quinzano, Villa, S. Giuliano, Bossi, Chiesol, Valdonega,


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Bacola (Segu., Goir.); compare da ultimo qua e là nella Valpantena dalla quale si innalza sino all'altezza di Romagnano (360 m.) alle falde dei Lessini. - Le giovani foglie spuntano coi primi tepori primaverili, qualche volta d'inverno se questa stagione è mite; fiorisce da aprile a giugno; le bacche sono mature in luglio ed agosto: perenne.

A. maculatum L.; Poll. - Aro, Lengua de bò, Lengua de vaca*.
- α maculatum. - A. maculatum, maculis nigris Segu., Poll. (var. β).
- β immaculatum. - A. maculatum var. α Poll.
È pianta frequentemente gregaria la quale cresce piuttosto copiosamente nei luoghi rupestri, nei boschi, nelle macchie della zona montana e subalpina in tutti i monti veronesi: nel monte Baldo presso la Corona, le Fraine, la Ferrara, Saugolo, Basiana, Ime ecc., Prazagano, Gambon, Cerbiol, Artillon, Pialletti, Brentonico ecc. (Calc., Poll., Goir. ecc.); nei Lessini presso Cerro, Chiesanuova ecc.; nella valle d'Illasi presso Giazza. (Goir.), nella valle dei Rugoloti (Bordoni); nella valle Oreana (Segu., Bordoni): le due var. crescono promiscuamente. - Fiorisce in maggio-giugno; le bacche maturano in luglio: perenne.

Dracunculus vulgaris Schott. - Serpentaria - Dragontèa, Serpentaria (Monti). - Negli oliveti presso Torri alle sponde del Benaco (Rigo!) ed in un vigneto presso Villafranca (Mendini!): ma probabilmente si tratta di piante sfuggite alla coltivazione e fatte quasi selvatiche, come si osserva pure in qualche giardino nella stessa città di Verona (Menegazzoli!). - Maggio-giugno: perenne. Come pianta ornamentale per lo addietro era coltivata nei giardini Colocasia antiquorum Schott.

Arum Colocasia L. - (Aro d'Egitto, Colocasia, Figo d'Adamo Monti diz. bot. ver.).




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Tribus 2.  -  Acoroideae.

Acorus Calamus L.; Poll. fl. et herb.! - Calamo aromatico. - Carezoni, Calamo aromatico.
- β spadice composito, duplici, inaequali, spathis duabus praedito, altera minori. Forma monstrosa.
Il Calamo aromatico è pianta spontanea delle Indie trasportata in Europa nel secolo XV: coltivato probabilmente da principio come pianta industriale e medicinale,si è nel seguito inselvatichito; e nel Veronese il Seguier (a. 1745) lo indicava come tale non lungi da Grezzana prope hortum Castellorum, ove oggidì certamente! non si rinviene; ai tempi del Pollini cresceva copiosamente lungo le sponde del Mincio!, e quivi venne pure raccolto ai giorni nostri (Rigo!, Goir.); si incontra in tutte le Valli grandi Veronesi ed Ostigliesi (Goir.), ma stante i lavori di prosciugamento, non copioso come una volta; è abbondantissimo nei fossati e negli orizeti di Casteldario al confine delle Provincie di Mantova e di Verona (Masè!). La var. β è una forma mostruosa raccolta in una risaia a Casteldario (Masè!). - È in fiore da maggio a luglio: perenne.
Adoperato nella veterinaria, ritenuto come febbrifugo, usato nella preparazione degli elettuari e dei vini medicati, Vermouth specialmente, il Calamo aromatico negli anni passati fu per il basso Veronese oggetto di considerevolissima esportazione, alla quale però faceva forte concorrenza la Ungheria somministrandone forti partite. La massima parte veniva consumata nella Carinzia, nella Boemia ed in genere nella Germania, e veniva adoperato come droga o condimento nella cucina, e si vendeva tagliato a


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dischetti sottili e canditi. I rizomi si spedivano decorticati ed essiccati come quelli dell'Ireos (Iris germanica L.); una sola casa in un anno ne spedì cinquanta botti rappresentanti ventimila chilogrammi.
Oggidì, stante il prosciugamento delle Valli, la produzione è ridotta a termini minimi: quindi limitatissima la esportazione. Alla famiglia delle Araceae dovrebbe far seguito quella delle Palmaceae; di questa si coltivano in vasi diverse specie o varietà appartenenti ai generi Chamaerops, Phoenix, Latania ecc. (Menegazzoli): la Chamacrops excelsior, come maggiormente resistente, vive all'aperto in piena terra; fiorisce e fruttifica p. e. in Verona, alla Musella nella villa Trezza, ad Affi nel parco dei signori Poggi ecc.: nell'inverno però viene riparata con una piccola tettoia. Il Generale Giuseppe Garibaldi nell'otto marzo 1867 pernottava presso Avesa nella villa che oggi si chiama Caprera; nel giorno appresso metteva in piena terra una giovanissima pianta di Phoenix dactylifera: la quale crebbe prospera e si mantenne vigorosa sino al 1879, soccombendo poscia al freddo rigorosissimo che segnalò l'inverno 1879-80.




FAMILIA VII.  -  ALISMACEAE.


Tribus 1.  -  Alismeae.

Alisma Plantago(1) L.; Poll. - Mestola, Mestolaccia. - Piantazeno d'acqua.
- α latifolium Gren, et Godr. - Forma typica.
- β lanceolatum Koch. - A. Plantago var. β Poll.; A. acquatica angustifolia Segu.
- γ pusillum.


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- δ graminifolium (Ehrh.).
La forma tipica cresce copiosamente (Calc., Pona, Segu., Poll., Font. ecc.) nelle risaie, e nei luoghi umidi, nei fossi, nelle paludi della intera Provincia, fra il lago di Garda ed il confine vicentino, dalla bassa pianura alla zona subalpina in tutti i monti veronesi (Goir.): la β assieme alla: specie e negli stessi luoghi (Segu, Poll., Goir.): la γ cresce gregaria in luoghi acquitrinosi e di recente rimasti all'asciutto; nella val d'Adige presso Ceraino alle falde di monte Pastello e nel monte Baldo a Salzan ed a Cà dei Lusani sotto a Sengio rosso: la δ, rarissima, presso Vigasio sul fondo di uno dei fossi che servono alla introduzione e distribuzione delle acque nelle risaie (Goir.). - È in vegetazione da aprile o maggio a tardo autunno: perenne.
[(1) = Alisma plantago-aquatica L. - n.d.c.]

A. (Caldesia Parl.) parnassifolium(1) L. - Rarissima.; luoghi palndosi presso Vigasio (Masè! - Giugno-luglio: perenne.
[(1) = Caldesia parnassifolia (Bassi ex L.) Parl. - n.d.c.]

Sagittaria sagittaefolia(1) L.; Poll. - Erba saetta, Occhio d'asino. - Saete*, Site*, Cuciari*.
- β heterophylla (Schreb.).
- γ valisneriifolia Cosso et Germ.
Cresce copiosamente al piano in prossimità alle risaie, nei fossi, nelle acque tranquille o lentamente scorrenti: al lago di Garda presso Peschiera. (Poll.); nell'alto Agro Veronese nelle vicinanze di Villafranca (A. Mass,!); nei dintorni di Verona in riva all'Adige sotto a S. Michele al Casino, a Centore e Giarone ecc.; a Caldierino, Caldiero, ecc.; nella valle dell'Alpone presso a Monteforte; in tutta la bassa pianura veronese: la var. β cresce in unione alla forma tipica: la γ si incontra, ma rarissimamente, nelle acque correnti della bassa pianura p. e. nelle valli del Tartaro (Goir.). - Estate-autunno: perenne.
[(1) = Sagittaria sagittifolia L. - n.d.c.]


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Tribus 2.  -  Iuncagineae.

Triglochin palustre(1) L.; Poll. - Giuncastrello. Cresce, per lo più gregario, nei luoghi acquitrinosi e nei prati umidi, tanto al piano quanto nei monti; però presso di noi non può dirsi specie volgare: presso a Bovolone, Isola della Scala, Vigasio ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Ton.!, Goir.); in monte Baldo alle sue falde più settentrionali, al castello di Brentonico (Poll.). - Estate-autunno: perenne.
[(1) = Triglochin palustris L. - n.d.c.]


Tribus 3.  -  Butomeae.

Butumus umbellatus(1) L.; Poll. - Biodo, Giunco fiorito. - Castagnola, Falso poro.* - Risaie, fossi e luoghi acquosi nell'alta e bassa pianura veronese (Segu., Poll., Goir.): compare pure alle sponde del lago di Garda, p. e. a Lazise (Font). - Aprile-luglio: perenne.
[(1) = Butomus umbellatus L. - n.d.c.]




FAMILIA VIII.  -  HYDROCHARIDACEAE.


Vallisneria spiralis L. Poll. - Vallisneria. - Alega, Erba cortelina.
- β pusilla (Barb.).
La forma tipica abbonda nel Lago di Garda al Ponale, Riva, Torbole, Malcesine, Cassone, Castelletto di Brenzone, Torri, Lazise, Peschiera ecc.; nei fossi profondi, in vicinanza alle risaie ed in tutti i corsi di acqua della bassa pianura, Tartaro, Molinella, Menago ecc. (Seg., Poll., Font., Clementi, Facch., Goir. ecc.): la var. β nelle acque poco profonde in vicinanza al lago di Garda (Rigo!) e nella pianura (Goir.). - Giugno-ottobre: perenne.


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Stratiotes aloides L. - Scargia, Stiletti. - Era stazione notissima di questa bella Hydrocharidacaea il lago superiore di Mantova, nel quale però cresce la sola pianta a fiori pistilleferi: l'Abate Francesco Masè perlustrando le valli e le paludi del Tartaro vi ha scoperto la pianta a fiori staminiferi ed in grande abbondanza, la quale può dirsi costituisca il precipuo ornamento e la specie più importante della sua flora palustre. - Fiorisce in luglio: perenne.

Hydrocharis Morsus-ranae L.; Poll. - Morso di rana. - Capelazi, Capelazi picoli, Capelazeti.*
- β vivipara Ces.
Fossi, paludi, risaie: lago di Garda presso Peschiera (Poll.) ed in tutta la bassa ed alta pianura veronese ecc. (Goir.): la var. β nei fossi poco profondi delle basse di s. Michele e d'autunno. - Maggio-ottobre.

Elodea canadensis Michaux. - Comparve verso il 1873 in un fosso nelle vicinanze di s. Michele sotto al muro lungo: il prof. Bolzon la segnala presso Cerea e Minerbe ed a Legnago: si incontra pure presso Vigasio e Villabella (Goir.).




FAMILIA IX.  -  JUNCACEAE.

(Juncaceae Goir. Prod. fl. ver. in N. G. D. XVIII, p. 160).


Luzula Hostii(1) Desv. - Juncus flavescens Host. - Rara. Vive in gruppi nelle boscaglie e specialmente in mezzo alle vecchie ceppaie di faggio fra 1200-1400 metri di altitudine: nel monte Baldo alle Fassole, Lavaci, pian della Cenere (Goir.), Valfredda (A. Mass.!). - Giugno-luglio: perenne.
[(1) = Luzula luzulina (Vill.) Dalla Torre & Sarnth. - n.d.c.]

L. vernalis(1)(2) Dc. - L. pilosa W. - "Variat:
- α anthela multiflora corymboso-umbellata, semplici;
- β anthela composita;
- γ latifolia;
- δ angustifolia: occurrunt praetera forma hybridae.
Non comune. Nei luoghi boschivi e selvatici delle zone subalpina, montana e collina e di preferenza nei castagneti;
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)
[(2) = Luzula pilosa (L.) Willd. - n.d.c.]

L. vernalis X L. Forsteri" (1). - Conf. Goir. o. et l. c. p. 178; A. Beguinot Studi e ricerche sulla Flora dei Colli Euganei in B. S. B. I., a. 1900, p. 62.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 672" (n.d.c.)


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raramente nella pianura: rara nel monte Baldo presso i Lavaci e il pian della Cenere (Goir.) e nelle colline benacesi (Mang.!); frequente nel gruppo dei Lessini, e così nella Valpantena sopra Quinto e Grezzana, monte Tondo, vaio della Pernise, Rosaro, Cerro, s. Anna d'Alfaedo, Roverè di Velo, vaio di Squaranto (Goir.); monte Beloca in valle d'Illasi (A. Mass. !). - Aprile-giugno: perenne.

L. Forsteri Dec.; Poll. - L. pilosa Poll. herb.! - Erba lucciola - Spezie d'erba cortelina*.
- β pallida Rota.
Assai frequente nei luoghi boschivi selvatici e pietrosi dell'alta pianura veronese e dei colli, più rara nella zona montana: nell'alto Agro Veronese a Valeggio (Rigo !), Bosco Mantico (Mang., Goir.); Ospedaletto nella Valpolicella (Poll. herb.!); Costermano, Caprino, Brojeschi e Papalino alle falde orientali e meridionali di monte Baldo (Goir.); presso allago di Garda nei colli benacesi a Lazise, Torri, Albizzano (Font., Rigo!, Goir.); colline e valloni presso Avesa, Maso, Montecchio, monte Tondo (Goir.); nella Valpantena a Quinto, Grezzana, Alcenago (Ton.!, Goir.); nei Lessini a Cerro, Lughezzano, vaio di Squaranto ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi a Colognola, Tregnago ecc. (A. Mass. !, Goir.) : la varietà raramente colla forma tipica. - Aprile-giugno: perenne.

L. spadicea(1) Dec. ? - Indicata nel monte Baldo dal Prof. Moretti; ma verosimilmente per equivoco, sebbene nell'Erbario dell'Autore della Flora Italica si trovi un esemplare di L. spadicea raccolto da questo botanico ed accompagnato da una scheda del tenore seguente: - Luzula spadicea, M. Limone, Baldo ecc.
[(1) = Luzula alpinopilosa (Chaix) Breistr. - n.d.c.]

L. maxima(1) Dec.; Poll. - Juncus maximus Poll. herb.! - Erba lucciolona. - Quadroto cortelino*.- Variat.:
- α sylvatica (Gaud.)
- β Sieberi (Tausch.).


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- γ glabrescens.
- δ sicula (Par!.).
- ε congloblata. - L. sylvatica var. congesta Bouvier fl. des alpes de la Suisse et de la Savoye ?
Le var. α e β crescono nei luoghi rupestri e selvatici, nelle boscaglie e in mezzo ai frutici, nei pascoli dalla zona montana superiore alla alpina (Segu., Poll., Clementi, Leybold, Goir.) in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale, nei Lessini, nella val dei Ronchi al confine del Veronese col Trentino, nei monti che separano il Veronese dal Vicentino: la var. γ nel monte Baldo sotto ai Palloni di Noveza e nei Lessini ai Trachi, la δ rarissima, nei monti Lessini sulle cime Malera e Galbana; la ε sul monte Baldo ai Lavaci (Goir.). Giugno-settembre, dipendentemente dalla altitudine: perenne.
[(1) = Luzula sylvatica (Huds.) Gaudin subsp. sylvatica - n.d.c.]

L. albida(1) L. - Juncoides quod gramen hirsutum, angustifolium majus Segu.
- α typica. - L. albida Reichb. exc. var. α
- β rubella. (Hoppe).
Poco frequente nei pascoli, negli ericeti, in mezzo ai frutici, nel monte Baldo fra 1400-2000 metri di altitudine, ove si incontra di preferenza la var. rubella: nelle sengie di Valfredda (Segu., Goir.); alle Pozzete (Leyb.); Sascaga (Mang.!); Coal santo, val Losana, Sasseto, Artilon ecc. (Goir.). - Luglio-agosto: perenne.
[(1) = Luzula luzuloides (Lam.) Dandy & Wilmott - n.d.c.]

L. nivea Dec.; Poll. - Iuncus niveus L.; Poll. herb.!;
Lucciola Calz. - Trepo zentil, nome dato benanco nel monte Baldo a Carex baldensis.
- α anthela in capitulum fere conglobata et contracta.
- γ Toniniana. (Goir. loc. C. p. 181).
- δ nivea-albida.
Abbondantissima in tutti i monti veronesi nei pascoli, nei boschi, nelle rupi, dalle stazioni alpine ai colli


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ed alle valli (Calc., Pona, Segu., Poll.!, Masè!, Ton.!, Mang. ! , Leyb.; , Rigo !, , Goir.): la var. δ rarissima in monte Baldo nella val brutta e sotto al Coal santo; la γ sul monte Tondo al dissopra della Bocca d'Alcenago; la δ in monte Baldo al Sasseto, le Pozzete, Artilon. - Giugno-settembre: perenne.

L. spicata L.; Poll.! - Iuncus spicatus L.
- α typica.
- β vaginata Rchb.
- γ conglomerata (Mielichofer).
Cresce, gregaria od isolata nei pascoli e fra i crepacci delle rupi nelle regioni alpina e subalpina, dalle quali scende qualche volta nella montana: la var. α è la forma maggiormente diffusa e si incontra copiosissima nel monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale (Segu., Poll., Sternberg, Heuffler, Goir. ecc.) scendendo dalle cime e dai pascoli più elevati a stazioni situate a circa 800 metri (Poll.); nei Lessini e nei monti Posta, Campobrun, Lora, Zeola ecc. (Goir.): alcune forme corrispondono assai bene agli esemplari di L. italica Parl. esistenti nell'Erbario Centrale. La var. β in monte Baldo nei pascoli di Noveza, e val Vacara, e la γ alla cima di Valdrita e al Sasseto. - Maggio-agosto: perenne.

L. campestris Dec. - Iuncus campestris L. - Fragolina*, Trepo*.
- α typica. - L. campestris Poll. var. α ex part.
- β multifiora (Lejeun.). - L. campestris Poll. var. α ex part.
- γ pallida Parl.
- ε congesta. (Lejeun.).
- δ sudetica (Dec.). - L. campestris var. alpina Poll. (ex parte ?).
- ζ alpina (Hoppe).
La var. α, gregaria o isolata, cresce ovunque nei pascoli e nei prati, negli ericeti, nei luoghi boschivi,


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negli argini, al margine dei campi dalla bassa, pianura. per esempio s. Pietro in Valle, alle zone elevate di tutti i monti nei quali è sostituita dalle var. ε e ζ: le var. β e δ sono più rare e crescono sul monte Pastello, al Bosco Mantico ed altrove nell'alto Agro Veronese; la γ, rarissima, qualche volta si incontra assieme alla forma tipica (Goir.). Marzo-agosto: dipendentemente dalla forma e dalla altitudine: perenne.

Iuncus Iacquini L. - Carlo Tonini (Tent. Mant. ecc.) scrive di aver raccolto nell'anno 1822 alcuni esemplari di questa specie in monte Baldo non lungi dalla Valfredda. Nessun altro, botanico, nè prima, nè dopo il Tonini accennò alla presenza di I. Iacquinii nella nostra zona botanica.

I. triglumis L. - In Val dei Ronchi tra i monti Lessini ed il monte Posta al confine della Provincia veronese (Leyb.) - Luglio-agosto: perenne.

I. trifidus L. α vaginatus Neilr.
- β foliosus Neilr. - I. Hostii Tausch.; I. trifidus Poll. ex. herb.!; I. montanthos Iacq.; I. alpinus μονανϑης et πονοσπερπος (= monantes e monospermos - n.d.c.) Seg. - Careze*, Carezi. - Nei pascoli e nelle fessure delle rupi dalla regione alpina alla subalpina: copiosisimo nel monte Baldo nel quale cresce nelle vette più elevate e nei dirupi e nelle valli scoscendenti che ne solcano e frastagliano i due fianchi (1600-2218 m. Segu., Poll., Leyb., Goir. ecc.); nei Lessini dai pascoli di Podesteria al Malera ed oltre; nel monte Posta, Campobrun, alla Lora, Zeola ecc. (Goir.): le forme veronesi di I. trifidus da noi sino ad oggi raccolte spettano tutte alla var. foliosus ! - Fiorisce in luglio ed agosto; le cassule sono mature in settembre e si mantengono sino al principio dell'inverno: perenne.

I. communis(1) E. Meyer. - Giunco. - Grulo, Zoncolo.
- α effusus (L.). - I. communis E. Meyer var. β.


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- β conglomeratus (L.). - I. conglomeratus Poll.!; I. communis E. Meyer var. α.
Nei luoghi umidi e paludosi e nei fossi dalla bassa ed alta pianura veronese alla regione subalpina: la var. α in tutte le valli veronesi (Goir., Masè !) ; Albaredo (Segu.); Lazise (Mont.); Peschiera; presso Verona nelle basse di S. Michele; nel monte Baldo in Basiana ecc. (Goir.): la β nelle stazioni stesse della precedente, ma specialmente in val Basiana ove è copiosissima: a s. Giovanni Illarione al confine della Provincia di Verona con quella di Vicenza (C. Mass.!) ecc. - Giugno-agosto: perenne.
[(1) = Juncus effusus L. - n.d.c.]

I. glaucus(1) Ehrh. - I. inflexus Poll. - Grulo, Zuncolo, Trepo.* - Cresce nei luoghi acquitrinosi, nelle siepi e nei luoghi boschivi umidi: è abbondantissimo nella Provincia trovandosi sparso ovunque nella bassa pianura e nell'alto Agro Veronese, in tutti i colli e monti sino alla zona subalpina ed alpina; p. e. nel monte Baldo alla Lonza, Novezina, Noveza, Campion, Acque negre ecc. (Goir.). - Maggio-settembre: perenne.
I fusti di questa e della specie precedente sono adoperati dalla gente di campagna per annodare diversi oggetti.
[(1) = Juncus inflexus L. - n.d.c.]

I. diffusus Hoppe. - I. glaucus x communis ? - Assieme ai due precedenti, ma più raro: nella Valpantena a Marzana, nei Lessini lungo la via del Rosaro, nel monte Baldo nei luoghi acquitrinosi alla Lonza, Novezina ecc. (Goir.). - Giugno-settembre: perenne.

I. compressus Jacq. - I. bulbosus L.; Poll. - Nei luoghi umidi e palustri, nelle risaie, nei siti innondati, nei prati e nei pascoli, al margine dei fossi, lungo le vie: cresce copiosamente sul suolo della Provincia dall'alta e bassa pianura e dalle sponde del Garda e dalle rive del Mincio (Segu., Poll., Ton., Rocchetti !, Masè!, Rodegher!, Goir. ecc.) alla zona subalpina ed alpina nel monte Baldo, p. e. la Ferrara, Campedello,


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Acque negre; nei Lessini ecc. (Goir.)., - Giugno-settembre: perenne.

I. obtusiflorus(1) Ehrh.; Poll. fl. ver. (excl. nonn. syn.?) et herb.! - Nei luoghi umidi e paludosi, nei fossi, alle sponde dei corsi di acqua dalla pianura alle zone collina e montana; però non è pianta comune: al confine della Provincia di Verona con quella di Mantova, nelle Valli Ostigliesi ed in quelle Veronesi presso Macacari ecc. (Masè!); alle sponde del lago di Garda a Peschiera (Poll.!, Clementi, Goir.), fra Riva e Torbole (Leyb., Ambr.); nell'alto Agro Veronese a Custoza (Mang.!); nei dintorni di Verona in Campomarzo, nelle basse di S. Michele, nella val d'Adige sotto a Rivole e nel monte Pastello al dissopra di Monte ecc. (Goir.). - Maggio-luglio: perenne.
[(1) = Juncus subnodulosus Schrank - n.d.c.]

I. sylvaticus(1) Reichard. - I. acutiflorus Poll. ex parte. - Raro: alle sponde del lago di Garda (Clementi), nell'alta pianura veronese presso Belfiore di Porcile, nelle valli di Zerpa ecc. (Goir.) - Giugno-luglio: perenne.
[(1) = Juncus subnodulosus Schrank - n.d.c.]

I. atratus Kroch.
- β abnormitate prolifer Mang. in scheda (herb. centr. !).
Raro: il prof. Antonio Manganotti ha scoperto questa specie rara nel mese di ottobre dell'anno 1846 nelle risaie del Vò presso Vigasio. - Perenne.

I. alpinus(1) Vill. - I. ustulatus Hoppe.
- β caulibus elongatis, panicula ampliori.
Raro: stazioni umide e paludose per lo più nelle zone alpina e subalpina: in monte Baldo nei luoghi acquitrinosi di Noveza, Campion, Acque negre ecc.; nei Lessini a Giazza e Revolto; nei monti confinanti col vicentino al Tambuzzo, Campostrin ecc.; nella val d'Adige nelle sabbie umide al passo della Perarola sulla destra del fiume e sulla sinistra in una piccola palude sotto al monte Pastello presso Ceraino;


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presso Verona in Campomarzo, dopo la piena dell'anno 1882, nell'agosto dell'anno seguente: la var. γ nei prati torbosi di Vacaldo e Villabroja (36-40 m.) presso Vigasio. (Goir.). - Luglio-agosto: perenne.
[(1) = Juncus alpinoarticulatus Chaix - n.d.c.]

I. lamprocarpus(1) Ehrh. - I. articulatus L. var. α; I. acutiflorus Poll. ex. parte. - Erba rossa, Rosseta.
- β virens.
- γ oligocephalus.
- δ alpicola.
- ε repens Parl.
- ζ prolifer Parl. - I. acutiflorus Poll. var. β.
Luoghi umidi paludosi ed innondati: dalla pianura si spinge alla zona alpina, nella quale è sostituita da I. alpinus e si fonde per così dire con esso. La forma tipica cresce sul suolo della intera Provincia fra il confine vicentino e le sponde del Benaco, dalla estrema pianura alle stazioni elevate del monte Baldo e dei Lessini e dei monti confinanti col Vicentino e col Trentino (Segu., Poll.!, Font., Rocchetti!, Masè!, Rodegher!, Goir.): le var. β e γ si incontrano qua e là con la α; la δ nelle stazioni acquitrinose elevate del monte Baldo, dei Lessini, nell'alta valle d'Illasi a Giazza e Revolto, nei monti Tambuzzo, Campostrin, Zeola ecc.; la ε si incontra frequentissima tanto al piano come nei monti e così presso Caldiero, Arcole, Legnago ecc., Ceraino, Peri, Brentino, la Ferrara; la ζ infine è una forma mostruosa determinata da un insetto (Livia juncorum F. Low.), e si incontra sparsa ovunque dal piano al monte (Goir.).
[(1) = Juncus articulatus L. - n.d.c.]

I. bufonius L.; Poll.! - I. ranarius Song. et Pers. - Formae insigniores:
- α typica Tausch. in exsicc.!
- β subcongesta.
- γ exaltata Tausch. in exsicc.!
- δ alpina.
- ε prolifera.


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Cresce, gregario o isolato, nei luoghi umidi ed innondati, lungo i fossi, le strade, i corsi d'acqua, al margine delle risaie: la forma tipica è comunissima nella intera Provincia; dalla bassa pianura, p. e. S. Pietro in Valle (m. 15), attraverso ai colli ed ai monti sin quasi alla zona alpina p. e. in monte Baldo fra Campedello e la Lonza (1200 m.): la β nei, luoghi pingui, nella pianura specialmente, p. e. Casaleone ecc.: la δ in monte Baldo, nei pascoli di Pravazar: la ε, rarissima, presso Verona lungo l'Adige presso S. Pancrazio ed al Lazzaretto, ed alle falde settentrionali del Monte Baldo nella valle delle Sorne sopra Brentonico (Goir.). - Giugno-ottobre: annuo.
Del genere Iuncus con molta probabilità, potranno ancora rinvenirsi presso di noi I. paniculatus Hoppe, I. depauperatus Ten., I. supinus Moench., I. Tenageja Ehrh., e forsanco qualche altra specie propria delle alpi.




FAMILIA X.  -  DIOSCOREACEAE.


Tamus communis(1) L.; Poll,! - Vitenera, Cerasiola, Tamaro. - Ligabosco*, Vitenera, Tamaro. "Stirpe variabilis forma et magnitudine foliorum: formae insigniores; - a) communis; - b) asarifolia; - c) hastifolia; - d) cretica (L.) - Conf. Goir. B.S.B. I. a. 1901, p. 270.
- β eretica (L.).
La forma tipica è comunissima nelle siepi, nelle macchie, nei boschi ecc. della intera regione dalla pianura ai luoghi subalpini (Segu., Moren., Poll., Font., A. Mass., Ton., Rigo, Goir.): la, var. β nel Bosco Mantico nel rivone verso l'Adige, nella collina di Montorio nel vaio delle Fontanelle alla Pezza sopra Olivè (Goir.). - È in fiore da aprile a luglio secondo la altitudine; le bacche mature si mantengono sulla pianta anche durante l'inverno: perenne. I contadini si servono dei tuberi triturati, nel caso di ferite e contusioni, applicandoli alle parti offese.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)





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FAMILIA XI.  -  ASPARAGACEAE.


Tribus 1.  -  Asparageae.

Asparagus tenuifolius Lamk.; Poll. - A. officinalis var. tenuifolius Poll. herb.! - Sparasina. -
Questa elegantissima specie cresce, frequentemente gregaria, nei luoghi pietrosi, al margine dei fossati, nelle siepi nelle stazioni boschive della bassa ed alta pianura, dei colli e qualche volta alle falde dei monti maggiori: Sanguinetto, Albaro ecc. (Segu., Poll., Goir.) nella pianura; Lazise alle sponde del Benaco (Font.); Valeggio (Poll.); Cadidavid, Bovo, Buttapietra nell'Alto Agro; alle falde dei Lessini nel vaio di Squaranto sopra Pigozzo e presso Casale; nella val d'Adige alle falde del monte Pastello sotto al fortilizio di Ceraino; nelle vicinanze di Costermano ed alla Rocca di Garda; alle falde del monte Baldo sotto al Castello presso Brentino (Goir.) - Fiorisce da aprile a giugno: le bacche sono mature in luglio: perenne.

A. officinalis L.; Poll. viag. - A. officinalis β altilis Poll. fl. - Sparagio - Sparaso, Sparasi, Spareso, Sparesi. - Si incontra qua e là, per lo più isolato o in piccoli gruppi nei luoghi sabbiosi e boschivi, negli argini, nei campi coltivati, lungo le sponde dei corsi d'acqua della bassa ed alta pianura veronese, meno frequentemente nella collina (Goir.): presso Verona in Campo Marzo ed al Pestrino; lungo l'intero corso dell'Adige; Arcole, Sambonifacio, Caldiero, Legnago, Cerea, Sanguinetto, Erbè, Tarmassia (Rigo!), Vigasio, Villafranca., Valeggio; lungo le sponde del Benaco; nella valle di Caprino (e Pollini); nella valle d'Adige presso Rivole ed Incanale; nelle valli Pantena


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e Valpolicella; nella collina veronese alle Are ecc. - Fiorisce in maggio e giugno, le bacche maturano nella estate e nell'autunno; qualche volta si trova in fioritura in settembre ed ottobre dopo le pioggie: perenne.
È coltivato nel veronese sino da epoca immemorabile; oggidì nelle nostre ortaglie ne sono state introdotte molte varietà. I giovani getti si smerciano in mazzi sopra i nostri mercati sotto il nome di Sparasi: ai tempi di Seguier vendevansi a vilissimo prezzo, in oggi mantengonsi a prezzo assai elevato, e per i coltivatori sono una sorgente di guadagni non lievi.

A. acutifolius L.; Poll. viag., fl. ver. ubi excl. loc. agri Tridentini. - Corruda (Pona), Palazzo di Capre. - Spareseli*, Sparasele, Sparesar salvadego, Sparasine*, Sparasina*. - Variat.:
- α genuinus. - A. acutifulius auct.
- β commutatus Ten.).
- γ ambiguus (D. Nrs.).
Copioso nelle stazioni apriche, nei luoghi rupestri e sassosi, nelle siepi, nei boschetti dell'alta pianura e dell'Alto Agro Veronese e dei colli; scompare nella regione montana o tutto al più la tocca (Pona, Segu., Poll., Font., Mang.!, Rainer, Rigo ecc.): in Verona nel Giardino Giusti e nei fossi della città; S. Pancrazio, Tombetta ecc., Chievo, S. Massimo, Bosco Mantico, ecc., colli veronesi; la Chiusa in val d'Adige; Rivole; val di Caprino estollendosi sino alle estreme pendici di monte Baldo; Lazise, Bardolino, Garda alle sponde del Benaco; vaio di Squaranto nel quale compare non appena oltrepassata la Rocchetta; Novesago, le Porsile, monte Cucco ecc.; nel colle S. Briccio di Lavagno specialmente verso la valle di Mezzane; molini di s. Michele ecc. : le due forme α e β crescono promiscuamente; la γ in Verona nel Giardino Giusti e nei colli di S. Leonardo e S. Mattia (Goir.). - Agosto-settembre: perenne. Viene adoperato per


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infrascare i bachi da seta; i giovani getti sono di primavera venduti sui nostri mercati assieme a quelli di Humulus Lupulus sotto la denominazione di Sparasini, Sparesina, Sparesi selvadeghi. L'A. acutifolius rappresenta nella Flora veronese la specie più meridionale della famiglia delle Asparagacee, e l'Alto Agro e la collina veronese danno le coordinate di uno dei punti della linea che segna il limite superiore al quale si ferma la vegetazione di questa pianta.



Tribus 2.  -  Rusceae.

Ruscus aculeatus L.; Poll.! - Pungitopo. Brusco, Brusasorzi, Bruschiamari, Ponzicul, Spinarati, Bruscanzi, Candalinare, Spin da rati. - Variat.:
- α genuinus.
- β stenoclados.
- γ loricatus.
- δ microclados.
- ε macroclados.
- ζ minutissimus.
- η Barrelieri. - Bruscus seu Ruscus rotundifolius vel Myrtacantha latifolia Barrel ic. 517.
Frequentissimo nelle siepi, lungo gli argini; nei luoghi sassosi, nei boschetti della intera Provincia dal piano a tutta la regione collina fra il Benaco ed il confine vicentino; in qualche luogo, più favorevolmente esposto, accenna benanco a penetrare nella zona montana: le var. α, β, δ sono le più comuni e si incontrano ovunque; la var. γ, rara, e la ε rarissima, nella collina veronese verso la Valpantena; la ζ nel Bosco Mantico e nel vaio di Quinzano ecc.; la η, rarissima, nel Bosco Mantico e nel vaio di Squaranto presso Pigozzo (Goir.). - Fiorisce d'ordinario da gennaio a maggio; qualche volta però si incontra in fiore durante tutto


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l'anno: le bacche sono mature nell'autunno e si mantengono sino alla primavera dell'anno seguente!: perenne.
Di questo frutice si mangiano nella primavera i turioni giovani. Lo stesso vale ottimamente a rafforzare le siepi, serve per bordura nei giardini ed a fabbricare granate grossolane per spazzare le vie e le stalle; infine è pure adoperato come combustibile.

R. Hippoglossum L.; Poll. fl. ver. var. α et herb.! - Linguette, Bislingua. - Rusco*.
- α microglossus (Bertol.).
Questa Asparagacea è segnalata dagli antichi botanici veronesi Pona, Seguier, Moreni, Pollini!, nel monte Baldo fra i sassi della Valfredda, ove oggidì certamente non cresce!: è coltivata nei giardini ed oggidì, assieme alla var. β, vive affatto inselvatichita in Verona nel Giardino Giusti. - Fiorisce da febbraio ad aprile ed anche da dicembre a gennaio se l'inverno è mite.



Tribus 3.  -  Convallarieae.

Convallaria majalis L.; Poll.! - Mughetto. - Mugheto, Lili, Liri, Livi, Campanele, Campaneline.
- β stenophylla.
- γ flore pleno Monti diz. bot. - C. majalis β flore pleno intus roseo Poll. - Lili dopi, Livi dopi.
È pianta: gregaria la quale ama i luoghi selvatici e rupestri dei monti specialmente della regione montana elevata; da questa scende talvolta nelle zone inferiori mentre penetra non di rado nella subalpina: nel monte Baldo sul versante occidentale nella valle degli Ossi (Pona, Segu.) e nelle adiacenze di questa, (Rigo!), ed alle falde a breve distanza dalle sponde del Benaco a meno di 100 metri di altitudine nel


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luogo detto il Salto fra Pai e Castelletto (Rigo!, Goir.); e sul fianco orientale nella valle dell'Artillon (Poll.), nonchè lungo la salita da Brentino a Spiazzi (Goir.): nei Lessini e monti dipendenti, Pastello (Poll. f), Pastelletto, sopra Dolcè e Peri, presso Fosse, Roccapia, Corno d'Aquilio, lungo la salita dal Vò al passo della Sega ecc. (Goir.): la var. β nel monte Pastello; la γ è coltivata nei giardini. - Fiorisce in maggio e giugno, però non tutti gli anni!: perenne.
È coltivato in tutti i giardini: gli erbaiuoli di montagna da qualche anno raccolgono in gran quantità il Mughetto per ismerciarlo ai farmacisti ovvero ai negozianti di medicinali. È noto infatti che questa Asparagacea contiene diversi principi assai attivi quali la Maialina, l'Acido Majalico ecc.

Polygonatum officinale All. - Convallaria Polygonatum L.; Poll. fl. ver. excl. nonn. syn. et herb.! - Sigillo di Salomone. - Segilo de Salomon.
- β fiore pleno Poll.
Frequentissimo nel veronese fra il Benaco ed il confine vicentino, dall'alta pianura, e dai dintorni di Verona alla regione subalpina: forma dei piccoli gruppi, più raramente si trova isolato: oltrepassata la pianura si incontra qualche volta in società con la specie seguente. Ama i luoghi sabbiosi nelle stazioni della pianura; i luoghi selvatici, boschivi e rupestri, in quelle più elevate (Poll., Monti, Font., Mang., A. Mass. !, Rigo, Goir. ecc.). - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.
Nei giardini è qualche volta coltivata la var. a fiore doppio.

P. multiflorum All. - Convallaria multiflora L.; Monti diz.; Poll.! - Sigillo di Salomone. - Segilo de salomon*. - Variat. :
- β bracteatum Parl. - γ pedunculis omnibus bifloris. - Occurrunt quoque:
1. forma foliis parvis, viridibus, eximie ovatis


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2. forma foliis falcatis; 3. forma foliis lanceolatis, sub-acuminatis, glaucis, supremis petiolatis.
Meno frequente della specie precedente, colla quale non di rado cresce di conserva: abita, isolata ovvero in piccoli gruppi, i luoghi boschivi, selvatici e rupestri della regione subalpina e montana, raramente scende nei colli (Calc., Pona, Segu., i quali secondo ogni probabilità hanno insieme confuso questa e la specie precedente; Poll.! ecc.): nei colli veronesi presso al Maso (461 m.) nel bosco del Romitorio; nel monte Tondo (640 m.); nel monte Baldo alla Corona, Pravazar, Ime, Valfredda, la Ferrara, Noveza, Artillon, Cerbiol, Gambon ecc.; nei Lessini presso Chiesanuova, Velo (e A. Mass.! ecc.); nei monti Zeola (A. Mass.!), Campobrun ecc. (Goir.); le varietà β e γ nel bosco del Romitorio, le forme 1, 2, 3 si incontrano qua e là assieme alla tipica nel monte Baldo e nei Lessini. - Fiorisce da maggio a luglio dipendentemente dalla altitudine: le bacche turchine ovvero quasi bianchiccie per una sostanza cerea che le ricopre, non rosse come afferma il Pollini, maturano da luglio a settembre: perenne.

P. verticillatum All. - Convallaria verticillata L.; Poll.!
- Cresce copiosamente qua e là nei luoghi selvatici, rupestri e boschivi della regione montana e subalpina (Calc., Pona, Segu., Pontedera, Martini; Poll.! ecc.): nel monte Baldo in Ortigara, Valvacara , bocca di Navene, la Corona, Pravazar, Ime, Valfredda, Noveza, Acque negre, Lavaci, Artillon ecc., e nei Lessini presso Chiesanuova, Trachi, Velo (e A. Mass. !), Roverè di Velo ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Majanthemum bifolium Desf. - Convallaria bifolia L.; Poll.! - Ornio, Orno. - Pianta gregaria che abita nei luoghi umidi, rupestri ed ombrosi nella regione montana elevata e nella subalpina, specialmente nei boschi


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di faggio (Calc., Pona, Segu., Mart., Poll. ecc.): nel monte Baldo, in Ortigara, Valvacara, bocca. di Navene, Ime , Valfredda, Valbrutta, Lonza, Noveza, Gambon, Cerbiol, Lavaci, pian della cenere, Madonna della neve, Artillon Tredespin, Zocchi ecc. (Rigo!, Goir.); nei Lessini presso Fosse, la Sega, Trachi, Revolto, (Goir. ecc.); nel monte Zeola (Goir.); nel monte Bolca (A. Mass.) ecc. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
Questa elegante piantina fu coltivata, durante alcuni anni e con ottima riuscita in Verona (Menegazzoli!).

Streptopus amplexifolius Dec. - Uvularia amplexifolia L.; Poll. ! - Abita i luoghi rupestri e boschivi della zona montana elevata e della subalpina: rara. Nel monte Baldo in Noveza sotto alla Coroneta fra le radici di Cytisus alpinus ed i virgulti che sorgono dalle vecchie ceppaie di Faggio !, ai Lavaci e nei dintorni del pian della cenere, Tredespin (Poll.!, Rigo!, Goir.); nell'alta valle d'Illasi presso Selva di Progno e nel monte Zeola. (A. Mass.!, Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno; le bacche sono mature alla fine di luglio e sono mangiate dagli uccelli: perenne.



Tribus 4.  -  Parideae.

Paris quadrifolia L.; Poll.! - Erba Paride. - Erba Paris. -
Abita, isolata ovvero in piccoli gruppi, i pascoli ed i luoghi boschivi e ombrosi della regione montana e subalpina, penetra pure nella zona alpina, e qualche volta scende nelle valli; oltre alla forma tipica a quattro foglie, si incontrano pure, ma assai di rado, quello a cinque o sei: nel monte Baldo in val di Borno, Valvacara, Naole, Valfredda, Ime, Pravazar, la Ferrara, Lonza, Novezina, Noveza, Albarè, Gambon,


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Cerbiol, le Fassole, Artillon, la Prà ecc. (Calc., Pona., Mart., Segu., Poll., Rigo, Goir. ecc.); in tutta la catena dei Lessini, alla Sega, Podesteria, Trachi, Chiesanuova, Revolto ecc. e nei monti confinanti col vicentino, Zeola, Campostrin, Alba ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi presso Calavena (A. Mass. !). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.



Tribus 5.  -  Smilaceae.

Smilax aspera L.; Monti diz.; Poll.? - Smilace. - Smilaze, Smilazze. - Indicata da Pollini nelle siepi presso Grezzana di Valpantena, ove oggidì certamente non si trova, deve essere radiata dalla Flora Veronese: e non è improbabile che la pianta vista dal Pollini provenisse da un qualche orto, tanto più che la stessa era adoperata nella farmacia quale succedaneo alla Salsapariglia. - Nello Square dell'Indipendenza che occupa oggidì l'area dell'antico Orto Botanico vive un bellissimo esemplare di S. aspera var. mauritanica (Desf.), che da epoca assai remota era coltivata nell'Orto ora ricordato. Di questa tribù, quale pianta ornamentale, è su vasta scala coltivata in vasi Aspidistra elatior Blum.; A. variegata Hort.




FAMILIA XII.  -  LILIACEAE.

(Liliaceae Goir. Nuovo Giorn. Bot. vol. XVI, p. 118).


Tribus 1.  -  Erythronieae.

Erythronium Dens-canis L.; Poll.! - Dente di cane. - Dente de can (Monti diz.), Biceri*. - Variat.
- α genuinum.


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- β longifolium Sweet.
Copiosissimo ma non ovunque, nei boschi di castagno e di quercia, nei pascoli ecc. fra circa 100 metri e 1800 metri di altitudine: in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante orientale come sull'occidentale (Calc., Pon., Segu., Poll.!, Rigo!, Goir. ecc.); nei colli Benacesi (Pietro Fontana!, Rigo!): nel monte Pastello (e Poll.!): Chiesanuova, Trachi, Roverè di Velo, Velo, Cerro (e Segu.), scendendo al disotto di Romagnano e Casale sin quasi a toccare la Valpantena ed il vaio di Squaranto (Goir.); nei monti che separano il vaio di Squaranto e quello di Mezzane dalla valle d'Illasi (Goir.); in quest'ultima a Gazà, Vico presso Tregnago ecc. (A. Mass.!); nei monti confinanti col vicentino (Goir.). - Le due var. α e β crescono promiscuamente: si incontra. ma di rado, una forma a fiore candido. - Fiorisce in marzo ed aprile, anche in maggio nelle stazioni elevate: perenne. Per la vaghezza del perianzio è qualche volta coltivato nei giardini.



Tribus 2.  -  Tulipeae.

Tulipa praecox(1) Ten. et T. Clusiana Dc. - Borgo Trento, Valdonega, sotto Castel S. Felice, verso Valpantena - Tulipano. - Tulipan, Persianin, Persianini, Tulipan di Persia - Monti diz. bot. ? -
È coltivato generalmente, ma inselvatichito o quasi, cresce nel Giardino Giusti e nel Collegio agli Angeli in Verona; in collina a S. Leonardo ecc. (Goir.). - Fiorisce in aprile: perenne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)

T. Clusiana Dec. - Lancette. - Tulipan. - È coltivato, però inselvatichito si trova nel Giardino Giusti e a S. Giovanni in Valle in Verona (Goir.); in vicinanza al lago di Garda a Bardolino ed in più località in quel di Torri (Rigo). - Fiorisce in aprile: perenne.


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T. Gesneriana(1) Hortul. et auct. mult. non L. - Tulipa purpuea di fior grande Pona. - Tulipano. - Tulipan. - Variat:
- β flore pleno Monti diz. - Tulipan dopio. -
- γ fiore maximo monstruoso, petalis fimbriatis, luteis, viridi-phoeniceo flammeatis: Monti diz. - Duracheto. -
Questa specie è conosciuta dagli orticultori veronesi da epoca remotissima, come indica il sinonimo di Pona che la annovera fra le piante osservate da lui nei classici giardini dei conti Nichesola presso Pontone: essa è tuttora coltivata colle sue numerose varietà; si trova però qualche volta qua e là sfuggita da un qualche giardino; così p. e., fu raccolta in un campo di frumento nella collina di Marcellise (Goir.). - Fiorisce in aprile: perenne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)

Lilium L. Sect. 1. Martagon. - L. Martagon L.; Poll.! Martagone o Lilio montano Pona. - Martagon, Martago, Gilio, Lilio. - Variat:
- β albiflorum. - L. Martagon γ flore candido Poll.
Cresce copioso in tutti i monti veronesi nei luoghi selvatici e boschivi della regione montana., nonchè nei pascoli e fra i frutici della subalpina, sollevandosi sin oltre ai 1600 metri e scendendo verso le valli al disotto dei 700 metri; si incontra qualche volta sporadico nei colli (Calc.:, Pon., Segu., Poll.!, A. Mass.!, Rigo. Goir. ecc.): la var. β è indicata da Pollini nei monti Lessini presso le Scandole. Fiorisce in giugno nelle stazioni basse; in luglio ed agosto nelle elevate: perenne. - Si coltiva qualche volta nei giardini.

L. carniolicum Bernh. - L. chalcedonicum Poll. - Hemerocale di Calcedonia o vero riccio di dama Pona. È annoverato dal Pona fra le piante che venivano coltivate nei giardini Nichesola a Ponton ed anche in oggi fa parte delle nostre piante ornamentali: il


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botanico svedese O. Schlyters nell'anno 1881 lo ha raccolto in monte Baldo fra le rupi di Valfredda!.

Sect. 2. Eulirion. - L. candidum L.; Poll. - Giglio. - Gilio de S. Antonio, Liri, Gili. - È coltivato nei giardini quale pianta di ornamento, specialmente presso le abitazioni rusticane, e quivi può dirsi quasi inselvatichito. - Fiorisce dalla metà di giugno a luglio: perenne. - La gente di campagna prepara coi bulbi dei cataplasmi ammollienti e coi tepali macerati nell'olio d'oliva prepara l'Olio di giglio per medicare le bruciature ed altre ferite di minor conto.

L. bulbiferum L.; Poll. - Giglio rosso. - Gilio, Gilio zalo, Gilio de S. Antonio.* - Variat:
- β non bulbiferum. - L. Croceum Chaix.
Dai colli alla regione alpina, raramente nella pianura, ora solitario, altre volte gregario specialmente nei prati montani: e così in tutta la catena del monte Baldo nei due versanti, dalle falde alle creste, nei prati, nei boschetti ed anche nelle rupi (Pona, Segu., Poll., Rigo, Goir.); nella val d'Adige, nel monte Pastello, nella Valpolicella, in tutti i colli Veronesi, nella Valpantena, nei Lessini, nella valle d'Illasi ecc. (Ton.!, A. Mass.!, Goir.); si avanza pure verso la pianura e quindi si incontra qua e là nell'Agro Veronese, copioso nelle vicinanze di Verona al Bosco Mantico, sporadico nella bassa pianura in luoghi sabbiosi lungo l'Adige (Goir.). La forma tipica e la var. β crescono promiscuamente; altre varietà elegantissime sono coltivate nei giardini. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Lloydia serotina(1) Reichb. - Rarissima. Scoperta nel monte Baldo (anno 1876) in luoghi erbosi e rupestri presso la colma della valle delle pietre ad oltre 2000 metri di altitudine (Goir.). - Fiorisce in luglio: perenne.
[(1) = Gagea serotina (L.) Ker Gawl. - n.d.c.]


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Gagea lutea Roem. et Schult. - Ornhithogalum luteum L. Poll. viag.: O. sylvaticum Poll. fl. ver. et herb.! ex parte - Pasqualine* - nei monti Lessini. - Variat :
- α major.
- β minor.
- γ pubescens.
- δ bifida.
- ε prolifera.
- ζ bulbifera.
- η monantha.
Questa specie, eminentemente polimorfa, si incontra copiosissima in tutti i monti veronesi e nei confinanti vicentini e trentini, dalla regione alpina scendendo nella zona superiore della montana, fra 800 e 2000 e più metri di altitudine: cresce frequentemente gregaria, nei prati, nei pascoli nei boschetti e nei luoghi selvatici, nelle ortaglie prossime ai baiti ed alle case (Segu., Moren., Poll.!, Rigo, Goir. ecc). - Fiorisce da, aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

G. Liottardi Roem. et Schult. - Ornithogalum sylvaticum Poll. ex parte. - Pasqualine* - nei monti Lessini. - Variat: - α typica. - β prolifera. - γ bulbifera. - δ anomala. La Gagea Liottardi, confusa probabilmente dal Segujer e dal Pollini con la specie precedente, cresce copiosa nei pascoli dei monti Lessini fra 1300-1800 metri di altitudine, ai Trachi, Bocca di Selva, Podesteria, Valon, Castel Malera, Malera ecc. e così pure nei monti Posta e Campobrun (Goir., Rigo, C. Mass.). Il Facchini la segnala benanco nel monte Baldo, ma senza indicazione di stazione: ad ogni modo nell'Erbario Polliniano assieme agli esemplari di Gagea lutea ! se ne trova uno portante la scheda


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Ornithogalum luteum, raccolto sul Cerbiol ed appartenente sicuramente a G. Liottardi - Fiorisce non appena scomparsa la neve dal fine di aprile alla metà di giugno secondo la altitudine: perenne.

G. arvensis(1) Roem. et Schult. - Ornithogalum minimum Poll.! - Ajo de bisso,* Ajo de bissi, * - denominazioni comuni ad un gran numero di Gigliacee. - Variat:
- β bulbifera.
Volgatissima in tutta la Provincia, nei campi, nei pascoli, nei prati, nei seminati, negli argini, lungo le vie, nelle siepi, nei vecchi muri, p. e. nelle mura stesse della città di Verona e nell'Arena (Rigo, Goir.); dalla pianura e dai colli si innalza alla zona montana in cui diventa più rara, (Goir.) p. e. a S. Viola, (m. 832) e Roverè di Velo (m. 862). - Fiorisce da marzo a maggio ed anche in giugno nelle stazioni elevate: nella collina veronese è in fiore anche in febbraio quando la stagione sia mite e la stazione convenientemente esposta.
[(1) = Gagea villosa (M. Bieb.) Sweet - n.d.c.]



Tribus 3.  -  Ornithogaleae.

Ornithogalum L. - Sect. 1. Flores corymbosi. - O. umbellatum L.; Poll. herb.!, viag. et fl. ex parte? -
Ajo de bisso, Ajo de bissi. - Volgatissimo in tutta la Provincia veronese nei prati, nei campi, nei pascoli, nei seminati, lungo le vie e di fossi, negli argini tanto in pianura che nei colli: ascende pure nelle zone montane ma vi diventa meno copioso man mano cresce la altitudine, scompare quasi affatto nella subalpina, sostituitovi da taluna delle specie che seguono: - Fiorisce in aprile e maggio: anche in giugno nelle stazioni maggiormente elevate.

O. divergens(1) Bor. - Ajo de bisso, - "Occurrit forma insignis, foliis latiusculis longissimis, flaccidis, prostratis, fere in orbem sparsis: scapo abbreviato. - Luoghi sassosi al Fenilon di S. Lucia presso Verona ! - Aprile 1901.
È vicinissimo al precedente e cresce negli stessi luoghi di esso: e così nei


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fossi della città di Verona, in Campo Marzo; al Pestrino, S. Martino, Caldiero ecc. (Goir.); presso Parona nei prati dietro l'Adige (Rigo). - Fiorisce in aprile e maggio; sembra però che in una stessa stazione la sua fioritura sia posteriore di alcuni giorni a quella di O. umbellatum: perenne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)

O. decipiens Goir. - Abita i prati montani dei monti Lessini, nei quali fu raccolto per la prima volta (Goir. a. 1874) presso Bosco di Chiesanuova. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

O. Kochii Parl. - Rinvenuto primieramente nel mese di aprile 1871 (Goir.) nei pascoli del Bosco Mantico, l'O. Kochii è pianta assai diffusa nel Veronese, estollendosi dalla pianura, a tutta la zona montana e penetrando benanco nella subalpina: e così nei dintorni di Verona; in tutto l'Agro Veronese; nella val d'Adige a Ceraino ai piedi del Pastello; nel monte Baldo alle sue falde a Rivole, Brentino, S. Marco, e più in alto nei prati e pascoli di Spiazzi e Pravazar (900-1000 m.), ed infine ai Colonei (1600 m.); fra l'Adige ed il Benaco ad Affi, Pastrengo, Albisano, Torri ecc. (Rigo, Goir.); nei monti Lessini presso Romagnano, Cerro, Corbiolo, Chiesanuova ecc. (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio nella pianura., nei colli e nei monti minori; in maggio e giugno nelle stazioni elevate: perenne.

O. tenuifolium(1) Guss. - Luoghi erbosi e pascoli della pianura, dei colli e dei monti sino alla zona subalpina, frequentemente in società col precedente: e così nei dintorni di Verona presso S. Massimo, Chievo ecc.; nel Bosco Mantico ecc.; nella val d'Adige presso Rivole ecc.; nel monte Baldo presso Brentino, nel colle S. Marco, a Spiazzi, Pravazar; nella Valpantena; nei monti Lessini presso Cerro ecc. - Fiorisce in aprile e maggio nelle stazioni basse, in giugno nelle elevate: perenne.
[(1) = Ornithogalum gussonei Ten. - n.d.c.]


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O. pseudo-tenuifolium Goir. - Cresce nei luoghi erbosi e nei pascoli della pianura e dei monti, in società, frequentemente, con le specie precedenti: fu raccolto per la prima volta presso Romagnano di Valpantena alle falde meridionali dei monti Lessini, e nelle vicinanze di Verona tra S. Michele e S. Martino. - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

Sect. 2. Flores racemosi. - O. pyrenaicum L., Poll.! - O. sulphureum et pyrenaicum Koch. - Ajo mato. * -
Copioso nei pascoli, nei prati e nei boschetti delle zone montana e subalpina tra 800-1500 metri di altitudine; nel monte Baldo in Ortigara, Ime, Valfredda, Pravazar, la Ferrara, le Fassole al piede del monte Cerbiol, Prà di Malcesine ecc. (Pona, Segu., Poll.!, Rigo, Goir. ecc.); nel monte Pastello (Poll.!); nei Lessini, p. e. a Velo ecc. (A. Mass.!, Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. L'O. pyrenaicum L. e l'O. sulphureum Roem. et Schult. sono due forme che appena ponno distinguersi l'una dall'altra: la pianta veronese per lo più è da riferirsi alla seconda.

O. narbonense(1) L., Poll.! -. Ajo mato. - Nei prati, nei campi, nei pascoli, nei seminati, nelle siepi ecc. della regione collina dalla quale scende verso la pianura, di preferenza nella parte orientale della Provincia: e così a Verona tra porta Vittoria e porta Vescovo; a S. Michele (Segu., Poll., A. Mass.!; nelle colline e nei prati di Montorio ed alla Mosella (Rigo, Goir.); S. Martino, Caldiero (Poll., Goir.); presso Monteforte, Montecchia, Roncà ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
[(1) = Loncomelos narbonense (L.) Raf. - n.d.c.]

Nectaro-scilla hyacinthoides(1) Parlat. = Scilla hyacinthoides L. - Nella Valdonega e sotto Castel S. Felice verso Valpantena ! - L'illustre Botanico Rev. Pietro Porta, ha scoperto questa bella Gigliacea sulla Riviera bresciana del lago di Garda: in Verona, verso il 1870, cresceva oramai naturalizzata, sul ciglio del muro che chiudeva l'antico orto
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)


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botanico, ed in un'ortaglia del compianto Annibale Bertoni, che molto dilettavasi di cose floristiche, a S. Zeno (Goir.).

Scilla autumnalis L.: Poll. - Ajo de bisso*. - Copiosa nei luoghi aridi, secchi, scoperti dell'Agro e dell'alta pianura veronese, e specialmente, nelle collinette e nei depositi morenici: presso Verona in Campo marzo lungo l'Adige; Tomba, Tombetta, presso il fortilizio s. Caterina, S. Pancrazio, Cà dei Macici, Trinità, S. Fermo, Bovo, S. Massimo, Bosco Mantico, Valeggio, Sommacampagna, Villafranca, Monzambano, collina di Rivole ecc. (Martini, Segu., Poll., Rainer, Tonini !, Mang., Rigo !, Caruel !, Goir.). - Fiorisce in agosto e settembre: perenne.

S. bifolia L.; Poll. - Giazinto silvestre. - Variat fioribus coeruleis vel pallide coerulescentibus et
- β flore albo. - S. bifolia var. β Poll. fl.
- γ flore pleno. - Hiacintho stellato di fior pieno Pona.
Nei luoghi boschivi e nei pascoli della zona montana. superiore, della subalpina ed anche della alpina; più raramente nelle stazioni basse dei monti o della collina: cresce copiosamente nel monte Baldo in Pravazar, Basiana, Valvacara, Novezina e Noveza, Artillon ecc. (Pona, Poll. Rigo, Facch., Goir. ecc.); nei monti Lessini presso la Sega, la Pietà, Corno d'Aquilio, ecc., Podesteria, Bocca di Selva, Trachi, Tinazzi, Maléra, Velo, Roveré di Velo ecc. (Goir.): nel monte Pastello (Goir.) ecc. - La var. β nei monti Lessini ai Tinazzi (Segu.), in monte Baldo nei boschetti di Ime (Goir.); la var. γ rarissima in monte Baldo in Ime e nei Lessini presso i Trachi (Goir.). Fiorisce dalla metà di marzo a metà di giugno secondo l'altitudine e l'andamento delia stagione. Qualche volta viene anche coltivata nei giardini. Perenne.

S. amoena(1) L., Poll. fl. et herb.! - Nell' Erbario Polliniano, che si conserva nel museo della Accademia


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di Agricoltura di Verona, si trova un esemplare di S. amoena raccolto nella collina di Avesa!: l'autore della Flora veronensis scrive benanco che questa Gigliacea nasce nei colli di Fumane in Valpolicella. Ma dalle stazioni indicate dal Pollini S. amoena è oggidì scomparsa!: secondo ogni probabilità si tratta di piante inselvatichite o per lo meno emigrate da un qualche giardino. Anche il signor Gregorio Rigo ebbe due esemplari di S. amoena da Francesco Fontana, il quale sembra la avesse raccolta, spontanea ? o inselvatichita ?, sulla Rocca di Garda. Tutto sommato è specie da radiarsi dalla Flora veronese (Goir.).
[(1) = Othocallis amoena (L.) Speta - n.d.c.]

Endymion campanulatum(1) Parlat. - Rarissimo. Fu rinvenuto nell'aprile del 1873 dal farmacista Giuseppe Fontana! nei pressi di Verona fuori porta Vittoria: una volta cresceva sul ciglio del muro che circondava l'antico orto botanico.
[(1) = Hyacinthoides hispanica (Mill.) Rothm. - n.d.c.]



Tribus 4.  -  Hyaciutheae.

Hyacinthus orientalis L.; Poll. - Giacinto. - Giazinto. - Variat:
- α fiore coeruleo Monti diz. bot. veron. p. 122. - Giazinto turchino. -
- β fiore albo Monti. - Hiacintho tutto candido Pona, - Giazinto bianco. -
- γ flore pleno coeruleo Monti. - Pulcra, Pulcra turchina.
- δ flore pleno albo Monti. - Pulcra bianca.
- ε fiore pleno carneo Monti. - Hiacintho carneo Pona. - Pulcra coralina.
- ζ fiore pleno majori, carneo-albido Monti, Gran Bretagna.
- η fiore pleno hialino Monti. - Pulcra latesina.
Tanto la specie come le varietà e variazioni sono coltivate nei giardini: la forma tipica però si trova


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qua e là inselvatichita nei luoghi erbosi, specialmente della collina: in: Verona a Nazareth, S. Zeno in Monte, S. Giovanni in Valle, Fontana del Ferro, Giardino Giusti ecc.; nei colli di S. Leonardo, S. Mattia. ecc.; nella Valpantena sopra Quinto e Poiano ecc.; nella collina di Montorio ecc. (Goir.); alle sponde del Benaco presso Torri ecc. (Rigo). Più raramente si incontra la varietà a fiori bianchi. - Fiorisce in marzo ed aprile ed anche in maggio se la stagione è tardiva: perenne.

Bellevalia romana Reichb. - Rarissima. In Verona nei giardini del R. Collegio agli Angeli: fu rinvenuta dalla baronessa Sidonia Salvotti allieva in quell'educandato! - Fiorisce in aprile: perenne.

Leopoldia comosa(1) Parlat. - Muscari comosum Poll.! - Aio de bisso.* - Frequentissima in tutta la Provincia nei seminati, nei prati magri, nei pascoli, nei luoghi sassosi ed aprici, nelle siepi, lungo le vie, negli argini ecc., fra le sponde del Benaco ed il Vicentino, dalla pianura a quasi tutta la zona montana, trovandosi nel monte Baldo a Pozzagaleto (505 m.) e presso al Santuario della Corona (776 m.), e nei Lessini lungo la salita dal alla Sega a circa 1000 metri (Goir,). - Fiorisce da aprile a giugno.
[(1) = Muscari comosum (L.) Mill. - n.d.c.]

Botryanthus vulgaris(1) Kunth. - Muscari botryoides Poll.! - Pentolini, Muschini. - Ajeto.* - Variat:
- β flore albo - Muscari flore albo Segu.
Non molto diffuso nella Provincia: abita, di preferenza la zona di essa che è situata sulla destra dell'Adige, nella quale cresce qua e là nei pascoli e luoghi boschivi e rupestri, dal piano alla regione subalpina fra 90 e 1800 metri di altitudine. E così nel Bosco Mantico, alle sponde del Benaco nelle rupi fra Pai e Torri; nei pascoli del monte Baldo nella valle di S. Zeno, in Orti gara, Naole, Pravazar, Ime, Val fredda, la Ferrara, Lonza, Novezina, Noveza,


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Artilon, ecc. (Segu., Poll.!, A. Mass. ! Mang.!, Rigo !, Goir.). - La var. β è ricordata dal Clusio al quale sarebbe stata comunicata da alcuni botanici che la avevano raccolta sul monte Baldo. - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.
[(1) = Muscari botryoides (L.) Mill. - n.d.c.]

B. Kerneri(1) Marchesetti! - Il Sig. Marchesetti ha scoperto questa specie nei dintorni di Trieste: il prof. Kerner, al quale è stata intitolata dallo scopritore, scrisse in proposito a questi di avere ricevuto la identica pianta da Torri del Benaco, probabilmente comunicata da G. Rigo.
[(1) = Muscari kerneri (Marches.) Soldano - n.d.c.]

B. odorus Kunth Muscari racemosum Poll.! - Ajo de bissi,*Ajo de bisso.* - Comunissimo sul suolo della intera provincia dalla pianura alla zona montana nella quale diventa più raro (Goir.). - Fiorisce da marzo a maggio, ed anche in febbraio nelle stazioni più soleggiate ed apriche; in giugno nelle più elevate: perenne.

B. neglectus Kunth. - Nelle stesse stazioni del precedente ma più raro (Goir.). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

Muschari moschatum(1) W., Poll. - Muscari de' Turchi chiamato dagli Italiani Moscho Greco Pona. - Da epoca remotissima coltivato nei giardini veronesi, come è dimostrato dal sinonimo di Pona, il quale lo segnala nel famoso giardino dei conti Nichesola presso Pontone. Oggidì questa gigliacea non figura più fra le nostre piante ornamentali: anni sono, quasi inselvatichita, cresceva a S. Zeno nell'ortaglia del sig. Annibale Bertoni!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
[(1) = Muscari neglectum Guss. ex Ten. - n.d.c.]



Tribus 5.  -  Asphodeleae.

Allium L. - Sect. 1. Molium. - A. ursinum L.; Poll.
- Nei luoghi selvatici ombrosi ed umidi della zona


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montana e subalpina, parallelamente nella pianura: è pianta gregaria. Nel monte Baldo alla Bocca di Navene (Pona); nei luoghi boschivi della regione montana occidentale (Rigo); al monte delle Erbe e Cerbiol nei boschi di faggio, e lungo il torrente Aviana seguendo la strada che dal Pian della cenere conduce ad Avio ecc. (Goir.): nei monti Lessini cresce copioso presso Velo, Roverè ecc.; e nell'alta valle, d'Illasi e nei monti che separano il Veronese dal Vicentino presso Giazza, SeIva di Progno, valle dei Rugoloti, S. Bartolomeo Tedesco ecc. (Pona, Segu., Poll., A. Mass.!, Goir.): Francesco Fontana scrive che cresceva presso Lazise alle sponde del lago di Garda, ma quivi non è stato più rinvenuto! - Fiorisce secondo la altitudine da maggio a luglio: perenne.

A. neapolitanum(1) Cyr. (conf. Goir. o. et. l. c. pg. 147-148). - Copiosissimo e gregario nei giardini, negli orti, nelle siepi ed anche nei luoghi rupestri e sassosi in Verona e in tutte le collinette comprese entro alla cinta della città ! e Segu., Poll., Mang.!); per la collina veronese nella Valdonega, S. Leonardo, S. Mattia, ecc. - Fiorisce da marzo a maggio; nel Collegio agli Angeli in Verona, eccezionalmente, è stato raccolto in fiore in dicembre !: perenne. - È specie orientale, indotta nel Veronese da epoca remotissima, ed ormai naturalizzata: nel vernacolo veronese porta il nome di Ajeto!
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 673" (n.d.c.)

A. Moly L.; Poll. - È specie della Spagna, la quale secondo Linneo venne trovata nel monte Baldo: evidentemente si tratta di un equivoco; a meno che Linneo, come è probabile, non abbia ricevuto, forse da Pietro Arduino da Caprino, esemplari di questa pianta raccolta alle falde del monte Baldo, ma sicuramente coltivata in giardini.

Sect. 2. Rhiziridium. - A. fallax(1) Don. - A. angulosum Poll. viag.; A. angulosum var. β Poll. fl. excl. syn. - Àjo. - Variat:
- β pumilum.
- γ flore albo.
Cresce nelle rupi, nei luoghi ghiaiosi, nei muri, al margine dei campi e nei pascoli della regione collina e montana: scende pure nelle valli e si incontra talvolta sporadico nel piano. È copiosissimo alle falde occidentali del monte Baldo e lungo la costiera del Benaco da Garda sino alla Madonna di Navene ed oltre (Rigo, Goir.), e nella parte più meridionale dalla valle di Caprino sino ai Masi e al Prà Bestemià (Poll., Goir.); nella val d'Adige nelle ghiaie


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e nel letto del fiume, nella collina di Rivole, alle falde del monte Pastello presso la Chiusa e Ceraino (Goir.) : nei monti e nei colli intorno a Verona, al Maso e nella Valpantena a Cologne, Orè, sengie di Falasco, la Carrara ecc. (Segu., Ton.!, Goir.); appena fuori la città di Verona in Campo Marzo lungo le sponde dell'Adige (Goir.): la var. β fra le rupi nel monte Novesago fra Valpantena ed il vaio di Squaranto alle falde dei Lessini, e più in alto alle Vezadre e nel monte S. Giovanni presso S. Anna d'Alfaedo; la var. γ, rara, lungo le sponde del Garda fra Cassone e la Madonna di Navene al margine dei campi e fra le rupi: sarebbero inoltre da aggiungersi le due forme corrispondenti a A. scenescens Schmidt non L., e A. montanum Schmidt (Goir.), - Fiorisce da agosto ad ottobre: perenne.
[(1) = Allium lusitanicum Lam. - n.d.c.]

A. acutangulum(1) Schrad. - A. angulosum Poll. var. α excl. syn. Seguieri. - Ajo, - Variat:
- β flore albo - A. angulosum Poll. var. β!
Copiosamente nei prati e nei pascoli umidi e torbosi della intera pianura veronese e lungo le sponde del Benaco da Peschiera a Lazise: Caldiero, Belfiore di Porcile, S. Bonifacio, Arcole, Legnago, valli di Zerpa, valli del Tartaro, Vigasio, Zevio ecc., Peschiera, Lugana, Pacengo, Lazise (Rigo, Goir.). La var. β cresce negli stessi luoghi promiscuamente alla forma tipica: l'esemplare che si conserva nell'Erbario Polliniano fu raccolto da Lorej !. - Fiorisce da giugno a settembre: perenne.
[(1) = Allium angulosum L. - n.d.c.]

Sect. 3. Macrosphata. - A. ochroleucum Waldst. et Kit.; Poll.! - Luoghi rupestri, ericeti e pascoli specialmente nei monti della parte occidentale della Provincia nella zona subalpina e montana, dalle quali scende sino a toccare la regione collina, penetrando qualche volta nelle valli: pianta per lo più gregaria più raramente isolata. - Nel monte Baldo (Segu.,


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Poll.!, Rainer; Ton. !, Mang.!, Rigo! ecc.): e così lungo la salita da Brentino alla Corona, punta di S. Antonio a Spiazzi, Valbrutta, valle del Bastion, val Losana, Noveza ecc. (600-1800 m. Goir.): nel monte Pastello scendendo sino in val d'Adige presso la Chiusa, e Ceraino (100-1122 m. Goir.): più raramente nei Lessini, nel monte Malera, Pertica ecc. (Goir.). - Fiorisce dalla fine di agosto ad ottobre: perenne.

A. pallens L. - Non comune: nella città di Verona sul parapetto del ponte della Pietra (Goir.); negli oliveti presso Garda (Rigo). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

A. paniculatum L.; Poll. fl. ex parte. - Non comune: assieme al precedente del quale, da alcuni botanici è considerato quale semplice varietà: nel Bosco Mantico, nei colli veronesi, nei giardini e nelle ortaglie della città di Verona (Goir.). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

A. pulchellum(1) Don. - A. paniculatum Poll. viag. ex parte; fl. ver. var. α ex parte. - Ajo. - Variat:
- α genuinum.
- β comosum.
- γ effusum.
- δ paucifiorum.
- ε pallescens. - A. Valdensium Boiss. et Reut.!
Le numerose varietà o forme di A. pulchellum, ad eccezione di ε, si incontrano frequentissime e copiose e promiscue nella Provincia veronese, dalla bassa pianura e dall'Agro a quasi tutta la regione subalpina (32-1600 m.), fra i le sponde del Benaco ed il confine vicentino; vivono negli argini, nelle siepi, nei boschi, nei pascoli, fra le rupi: la var. ε, sino ad oggi almeno, unicamente in monte Baldo nei pascoli di Novezina e Noveza (Goir:). - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.
[(1) = Allium cirrhosum Vand. - n.d.c.]


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A. violaceum(1) Willd. A. paniculatum var. β Poll.! - Variat:
- β umbella omnino bulbifera.
Cresce assieme al precedente del quale è considerato come una varietà: però si incontra più raramente. - Presso Verona lungo l'Adige, nel Bosco Mantico, nei colli di Avesa, nei monti Lessini presso ai Trachi (Goir.): nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, a Castelletto sopra la Ferrara (Goir.), nella Valfreda (Poll., Goir.), ai Zochi (Rigo) ecc. La var. β è rarissima; una volta sola nel monte Baldo (Goir.). - Fiorisce in luglio ed agosto: la sua fioritura però sembra di alcuni giorni anteriore a quella di A. pulchellum!: perenne.
[(1) = Allium carinatum L. - n.d.c.]

A. oleraceum L. - A. carinalum Poll.! - Àjo*. - Variat. umbella multiflora vel pauciflora bulbillisque plus minusve numerosis et
- β complanatum (Bor.).
Cresce copiosamente nelle regioni collina, e montana della intera Provincia dalle quali si avanza verso la pianura; qualche volta si incontra nella zona subalpina. Vive nelle siepi, nei luoghi boschivi fra i frutici, al margine dei campi e delle vie, nei luoghi coltivati fra le messi montane specialmente, nei pascoli. Nella Valpantena e Valpolicella. (Poll.); nei Lessini a Val di Porro (Segu.), lungo la via di ascesa da Bellori a Chiesanuova ecc., nel monte Tondo (Goir.); negli oliveti della collina Benacese fra Torri e Garda (Rigo), nella valle di Caprino, e nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, presso le Fraine, la Ferrara, Sommavilla, Peagne, Saugolo, Basiana, Ime ecc. (Goir.): la var. γ è rarissima e fu raccolta sotto S. Michele nei boschi del Casino lungo l'Adige (Goir.). - Fiorisce nei mesi di luglio ed agosto, anche in settembre nelle stazioni maggiormente elevate: perenne.


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Sect. 4. Schoenoprasum. - A. Schoenoprasum L. - Coltivato negli orti, è conosciuto sotto la denominazione di Ajo ungarese: gli ortolani e le erbivendole lo indicano benanco col nome di Snichlau, nome introdotto dalle cuoche tedesche. Lo Sternberg avrebbe raccolto A. Schoenoprasum nella penisola di Sirmione nel Benaco: ma si tratta della vera specie Linneana sfuggita forse alla coltivazione? ovvero della forma corrispondente ad A. Schoenoprasum var. alpinum Dec. ?

A. ascalonicum L.; Poll.- Scalogno. - Scalogna, Scalogne.- Una volta era coltivato ovunque negli orti della Provincia veronese, ma oggidì la coltivazione ne è abbandonata: però si trova ancora in alcuni orti rusticani a Cavalo nel monte Pastello (Goir.).

A. Cepa L.; Poll. - Cipolla. - Zeola: le piantine giovani Zeoline, Zeolini. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. Sono coltivate negli orti diverse forme o varietà: le piantine giovani ed i bulbi sono portati su tutti i nostri mercati.

Sect. 5. Porrum. - A. sphaerocephalon L.: Poll.! - A. rotundum. Poll. viag. ex herbario ejus quoad specim. lecta in m. Baldo secus viam alla Corona, non L.!: - Ajo. - Variat:
- α typicum (A. densiflorum D. Ntrs.).
- β Deseglisei (Bor.).
- γ approximatum (Gren. et Godr.).
- δ descendens (auct. mult. non L.).
- ε fiore albo Fr. Fontana. - A. arvense. (Guss.).
Frequentissimo nell'alta pianura e nell'Agro Veronese, nei colli e nella zona montana fra il Benaco ed il confine vicentino: diventa più raro nella zona subalpina. Vive nei campi, nei pascoli, negli argini, nelle siepi, nelle rupi solitario o, più frequentemente gregario (Segu., Poll., A. Mass.!, Ton.!, Font., Rigo, Goir.). La var. β a fiori bianchi è rarissima: Francesco Fontana la raccolse presso Lazise: l'A. veronense Poll., Spreng.


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è appena una variazione di lievissimo momento, la quale sembra corrispondere ad una forma magra di A. sphaerocephalon che si incontra frequentissima nei luoghi secchi e sterili! - Fiorisce dipendentemente dalla altitudine dalla seconda metà di giugno alla prima metà di settembre: perenne.

A. vineale L.; Poll. - Ajo. - Variat:
- α genuinum. - A. vineale auct.
- β capsuliferum. - A. vineale β capsuliferum Koch.
- γ compactum (Thuill.). - A. vineale var. β Poll.
Comunissimo fra il confine vicentino e le sponde del Benaco, dal piano e dalla collina alla regione montana elevata nella quale diventa più raro; cresce nei campi, nei prati, negli oliveti, nei seminati, nei pascoli, nelle siepi, lungo le vie ecc. (Segu., Poll., A. Mass.!, Font., Rigo, Goir.). La forma che presso di noi si incontra più frequentemente è la var. γ la quale fu raccolta nella città stessa di Verona all'Ala della Arena (Goir.); meno frequente è la var. α; più rara ancora è la var. β rinvenuta soltanto fuori Verona presso Tomba (Goir.). - È in fiore da giugno ad agosto; anche in settembre nelle stazioni montane più elevate del Baldo e dei Lessini: però non fiorisce tutti gli anni! Perenne.

A. Porrum L.; Poll. - Porro. - Poro, Zeola de Cioza - Coltivato: lo Sternberg avrebbe raccolto A. Porrum alle sponde del Benaco nei pascoli di S. Vigilio; ma si tratta evidentemente di pianta sfuggita alla coltivazione. Prossimo ad A. Porrum è A. Ampeloprasum L., che cresceva una volta sui muri dell'antico Orto Botanico (Goir.).

A. Ampeloprasum(1) L. - Cresce nella Valdonega, confinato al piede di una siepe, formando quivi una tribù costituita da un numero assai considerevole di individui, che, probabilmente, sono da ritenersi come gli ultimi discendenti di una stirpe introdotta anticamente per usi domestrici ! - Marzo-giugno 1901.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.)

A. sativum L. - Aglio. - Ajo: prendono poi i nomi di Cao d'Ajo, Spigo d'Ajo, Bigoli o Tani rispettivamente il bulbo indiviso della pianta, una divisione di questo, lo scapo non giunto a maturità. - Coltivato: raramente giunge alla fioritura.


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A. Scorodoprasum L., Poll. - Coltivato in qualche orto come il precedente. - Seguirebbe il genere Aspltodeline: ed il Pona lasciò scritto di aver trovato l'Asphodello giallo et II di Plinio (Asphodeline lutea Reichb.) nel monte Baldo in Noveza: ma evidentemente si tratta di un equivoco e questa specie va radiata dalla Flora Veronese.

Asphodelus fistulosus L.; Poll. - Asphodelus foliis fistulosis Segu. - Rarissimo: nelle mura e nelle fosse della città di Verona nel tratto che dal ponte militare il quale mette in Campofiore si estende sin presso Porta Vescovo; è la stazione classica nella quale nella seconda metà dello scorso secolo Francesco Seguier scopriva questa Gigliacea, la quale posteriormente, ma dopo ripetute scomparse, fu ivi ritrovata da Tonini!, De Bracht, Rainer, Manganotti!, Goiran: Abramo Massalongo raccolse A. fistolosus in Valpantena alle grote di Falasco! presso Cologne sopra Stalavena ove oggidì è scomparso. È in fiore da marzo a maggio e giugno! secondo il corso delle stagioni.
- β serotinus. - Questa forma fu rinvenuta nel mese di ottobre 1873 dal farmacista Giuseppe Fontana nel monte Moscal alla Fracastoro presso Incafi!

A. albus Mill.; Poll.! - Variat!
- β neglectus Roem. et Schult.
Cresce copiosamente nei pascoli e nei prati della zona montana e subalpina. Nei monti Lessini presso Chiesanuova ed altrove (Segu.): nel monte Baldo ai Coltri, Pravazar, Saugolo, la Ferrara, Valfredda, Prada, Montesel, la Prà di Malcesine, ed in altri punti tanto nel fianco orientale che sul versante occidentale (Pona, Poll.!; Rigo, Goir. ecc.). La var. cresce promiscuamente alla forma tipica! - Fiorisce in giugno e luglio ma non tutti gli anni: perenne.



Tribus 6.  -  Anthericeae.

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Phalangium (Anthericum L.) ramosum Lamk. - Antericum ramosum L.; Poll.!
- β humile.
Copiosissimo fra il Benaco ed il confine vicentino, dalla regione subalpina all'Agro Veronese ed alla pianura nella quale diventa man mano più raro sino a scomparire. È certamente una delle Gigliacee che si incontrano più di frequente nella Provincia veronese; vive nei pascoli aridi e secchi, negli argini, nei luoghi rupestri o ghiaiosi, nei depositi morenici pei quali dimostra speciale predilezione!. Nel monte Baldo è comunissimo nei due versanti dalle falde della catena innalzandosi a tutta la regione montana e penetrando avanti nella subalpina!: (Calc., Pona, Segu., Poll.!, Font., A. Mass.!, Ton.!, Bertoni!, Rigo, Goir. ecc.). La var. β in monte Baldo al dissopra di Campedello (1200-1400 m. Goir.). - È in fiore da giugno a settembre ed anche ottobre!: perenne.

Ph. Liliago Schreb. - Anthericum Liliago L.; Poll.! Non comune: nei pascoli secchi, ovvero nei luoghi boschivi, rupestri e sassosi dell'Agro veronese, della regione collina e montana. - Nella Valpantena presso Cologne (Segu., A. Mass. !), nel Bosco Mantico (Goir.), nella valle dell'Adige alla Chiusa (Poll.!, Goir.), nel monte Pastello fra Ceraino e Monte (Goir.), alle falde orientali del monte Baldo ad Incanale, Brentino ecc. (Rigo, Goir.) e più in alto sopra Passone, a Braghizola, Braga ecc. (Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Paradisia (Mazzuc.) Liliastrum Bertol. excl. syn. Calc. - Hemerocallis Liliastrum L.; Poll. excl. syn. Calc.!; Anthericum Liliastrum L.; Liliastrum album Link. - Nei prati e nei pascoli elevati della regione montana elevata e della subalpina. Questa bella Gigliacea


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cresce assai copiosa nel monte Baldo in Pravazar Basiana, Valfredda, la Ferrara, la Prà di Malcesine ecc.,: (Pona, Segu., Poll. !, A. Mass. !, Rigo, Goir. ecc.). Fiorisce in giugno e luglio: perenne.



Tribus 7.  -  Hemerocallideae.

Hemerocallis fulva L.; Poll. var. α ! - Giglio dorato. Fiori di S. Antonio, Gilio. - Coltivata, si incontra qua e là inselvatichita tanto nel piano quanto nei colli; presso l'Albaro (Poll. !), nei colli veronesi, nella Valpantena ecc. (A. Mass. !, Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

H. flava L. - H. fulva var. β Poll. - Nei luoghi umidi e paludosi, non comune. Presso Isola della Scala (Segu.), Montorio (Poll.), Peschiera (Goir.): certamente inselvatichita. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.
Della famiglia delle Gigliacee nelle serre e nelle sale è coltivata Aloe vulgaris. - Lam.




FAMILIA XIII.  -  COLCHICACEAE.

(Melanthiaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVII, p. 19).


Tribus 1.  -  Colchiceae.

Colchicum autumnale L.; Poll. var. α - Colchico, Zafferano bastardo. - Strangola preti*, Castagnole, Famegi, Scartozi, Grole, Fior per i pioci. - Variat:
- β longifiorum.
- γ fiore albo Fr. Font.
- δ vernale (Hoffrn.). - C. autumnale vernale Parlat.
- ε tenuifolinm.


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- ζ Forma anomala, monstrosa.
Pianta frequentemente gregaria, raramente isolata, è comunissima nei prati, pascoli, luoghi boschivi della intera Provincia dalla pianura alla zona subalpina, fra il Benaco ed il corso del Mincio ed il confine vicentino: (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.): la var. β fuori Porta. Nuova di Verona nel Basso Acquar nei prati; la var. γ alle sponde del Garda presso Lazise (Font.), nella collina e nei dintorni di Verona. (Goir.); la δ compare in primavera nelle stazioni state innondate nell'autunno antecedente (Goir.); la ε, con foglie strettamente lineari, nella collina veronese al Maso e Montecchio, Roverè di Velo, nel monte Pastello sopra Fumane, nel colle S. Dionigi sopra Parona all'Adige. Ai tempi di Pollini coltivavasi nei giardini una forma a fior pieno. - Fiorisce dalla fine di luglio ad ottobre: le foglie spuntano nell'anno seguente in marzo nella pianura, non appena scomparsa la neve nelle stazioni elevate: le cassule maturano da aprile a giugno, ed anche in luglio !, secondo la altitudine: perenne.

C. alpinum Dec. - C. autumnale var. β Poll. excl. syn.
- Raro: però cresce copiosamente e gregario lungo il Mincio presso Monzambano e Valeggio (Poll. fl.); al Bosco Mantico, nell'Agro Veronese, ed al Bovo, a poca distanza da Cà di David (43-90 m.) frammezzo ai ciottoli ivi abbandonati dalle alluvioni postglaciali (Goir.). - Fiorisce in agosto e settembre: perenne.



Tribus 2.  -  Tofieldieae.

Tofieldia calyculata Wahlenb. - Anthericum calyculatum L. ex parte; Tofieldia palustris Poll. nonn. excl. syn. - Tajeta, Tajola. - Variat:
- α spicaeformis Arombros. - Phalangium alpinum


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palustre Iridis foglio Segu, pI. ver. II, cum ic. tab. XIV.
- β pygmaea Ambros. - T. glacialis Gaud.
- γ ramosa Thom. - T. glacialis β ramosa Guud.
Cresce nei luoghi umidi, nei pascoli, nelle boscaglie, nei siti pietrosi: abita principalmente le stazioni comprese nella zona montana superiore, nella subalpina e nella alpina, ma qualche volta scende anche in stazioni più basse, p. e. nella val d'Adige al di sotto di Rivole a meno di 190 metri (Goir.): nel monte Baldo su tutte le creste più elevate da Costabella all'Altissimo di Nago, nelle giare di Valbruta sopra la Ferrara, allo Struzhenall, Basiana, Valfreda, Noveza, Artilon ecc. ed in tutte le valli che solcano tanto il versante orientale che l'occidentale della catena (Pona, Segu., Moreni, Poll., Barbieri, Mang., A. Mass. !, Goir. ecc.): cresce pure nei monti Lessini; e così al Corno d'Aquilio, Corno Mozzo, ecc., Revolto e nei monti Posta e Campobrun ecc. (Goir.). Le due forme α e β crescono promiscuamente, ma la β ama di preferenza le stazioni più elevate ed alpestri: la var. γ, rara, nella valle delle pietre in monte Baldo - (Goir.). - Fiorisce dal fine di giugno a ottobre dipendentemente dalla altitudine.



Tribus 3.  -  Veratreae.

Veratrum album L. - Veratro od Elabro bianco. - Falagro, Giavardo, Sabadilia nostrana, Sabadilion. - Variat:
- α typicum. - V. album Poll. var. α.
- β lobelianum (Bernh.). - V. album Poll. var. β.
La forma tipica è rarissima nella nostra zona botanica in monte Baldo nella Valfreda e nei Lessini ai Trachi (Goir.): la var. β in quella vece è volgatissima in tutta la zona montana e subalpina dei


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nostri monti, nei pascoli, nelle boscaglie ed anche nei luoghi rupestri; scende qualche volta a stazioni più basse nelle vallate, ma non di rado si spinge alla zona alpina, 2000 metri nel monte Baldo!: si incontra raramente isolata, per lo più cresce gregaria (Calc., Pona, Segu., Poll., Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio: perenne. I montanari scavano il rizoma del Veratro e, mondatolo, lo lasciano tagliato a pezzi, seccare al sole: così preparato lo smerciano ai negozianti di medicinali e di piante industriali.

V. nigrum L.; Poll. - Veratro od Elabro nero. - Falagro.
Raro: nel monte Baldo è indicato da Pona, Martini, Pollini in Valfreda, Valvacara, Val delle pietre, Artilon, Tredespin, Zochi: si trova sicuramente nella Valfreda, stazione indicata da Pona, (De Bracht, Mang., Goir.) ed in Noveza sotto alla Coroneta (Goir.).
Il Seguier lo indica nei pascoli dei monti Lessini: cresce alle falde di questi monti presso Lugo, Bellori, nonchè sul monte Tondo (Goir.). - Fiorisce in giugno e luglio ma non tutti gli anni!: perenne.




FAMILIA XIV.  -  AMARYLLIDACEAE.

(Amaryllidaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVI, p. 106).


Tribus 1.  -  Galantheae.

Galanthus nivalis L.: Poll. - Fora-neve. - Moli, Campanele*, Campaneline*, Narzisi*, Buca-neve*. - Variat.:
- α Linnaei.
- β Imperati (Bertol.).
- γ minor.
Il G. vernalis è specie molto diffusa e frequente nella Provincia veronese: ama i luoghi boschivi, i pascoli,


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i prati, ed anche i luoghi rupestri. In tutta la catena del monte Baldo dalle cime alle falde tanto orientali che occidentali (2200-128 m.); nei Lessini e nei monti dipendenti (1748-149 m.); dei monti confinanti col vicentino; nel monte Pastello dalla vetta alla falda più meridionale presso Domegliara (1122-118 nel monte Comun (739 m.); in tutta la valle dell'Adige; nella Valpantena; Vajo del Paradiso, del Falcone, dell'Anguila; valle di Squaranto fin presso Mizzole e Pigozzo: valle d'Illasi ecc.; nei pressi di Verona lungo le coste di S. Massimo nell'Agro veronese, nel Bosco Mantico, presso Valeggio ecc. La var. β assieme alla forma tipica nei luoghi più caldi e soleggiati: la γ nei luoghi aridi e secchi (Goir.). - Fiorisce, dipendentemente dalla altitudine e dall'andamento della stagione, da gennaio a giugno!: perenne.
Viene pure frequentemente coltivato nei giardini.

Leucojum aestivum L.; Poll.! - Campanelle, Cipolline. - Narciso silvestre (Monti), Campaneline,* Campanele,* Cipoline - Variat:
- β uniflorum.
Nei prati, nei pascoli umidi e nei luoghi palustri della pianura veronese: a Belfiore di Porcile (Goir.); Valli del Tartaro a S. Pietro in Valle, Nogara ecc. (Poll. !, Masè !, Rodegher !, Goir.); Legnago (Rocchetti!, Goir.): è più raro nell'Agro veronese; si trova presso il Borgheto di Valeggio (Rigo !, Goir.). La var. β cresce assieme alla forma tipica. - È in fiore da aprile a giugno: perenne.

Erinosma vernum(1) Herb.: Leucojum vernum L.; Poll. - Campanelline. - Campenele*, Campaneline*, Narziai*, Arzisi*. -
- β dianthum.
Non è specie comune, però si incontra qua e là, ordinariamente gregaria e sufficientemente copiosa, tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini fra 174 e


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1660 metri di altitudine. - Nel monte Baldo in val di Borno (Rigo!) sul versante occidentale e molto probabilmente anche in altre stazioni; è più copiosa sul versante orientale, e così alle falde della catena presso Brentino, e più in alto in Ime, Valfreda, alle Fasole, pian della cenere framezzo ai faggi (Goir.): nei Lessini lungo la salita dal in val d'Adige al passo della Sega, alla estremità più settentrionale del vajo dell'Anguila, Podesteria, Tinasso (Seguier), Camporotondo, le Scandole ecc.; verso l'alta valle d'Illasi presso Selva di Progno ecc. (Goir.): la var. β cresce, promiscuamente alla forma tipica. - Fiorisce da febbraio a maggio! dipendentemente dalla altitudine, dalla esposizione, dall'andamento della stagione: perenne.
[(1) = Leucojum vernum L. - n.d.c.]



Tribus 2.  -  Amaryllidieae.

Sternbergia (Amaryllys L.) lutea(1) Ker. Gawl. - È specie certamente importata ed in oggi qua e là ridotta quasi allo stato selvatico: in Verona sotto il castello S. Felice (Mang.), è fra le rupi nel giardino Giusti (Mang., Goir.), nella Valdonega !: rara; nella Valpantena alla Carrara (Ton.!, Goir.); nella val d'Adige a Rivole (Gaetano Pellegrini !); nelle siepi del territorio di Valeggio, fra Costermano e Garda, nei colli Benacesi presso Albisano (Rigo!); alle sponde del Benaco a Marniga nel fondo Reele (Goir.). - Fiorisce in settembre ed ottobre: perenne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.)



Tribus 3.  -  Narcisseae.

Ajax Pseudo-narcissus(1) Haw. - Narcissus pseudo-narcissus L.; Poll. var. α. - Tromboni. - Narziso, Narziso sempio, Trombone. -


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- β flore pleno Parl. - Narcissus pseudo-narcissus var. γ Poll. - Narziso dopio. - La specie e la varietà sono coltivate da epoca remotissima nei giardini veronesi (Pona): le stesse si incontrano quasi inselvatichite presso alle case coloniche, tanto al piano che nei colli ed anche nei monti più bassi: e così in Verona a S. Giovanni in Valle e nel giardino Giusti e nella collina veronese al dissopra di Quinto, Poiano ecc. (Goir.); in vicinanza alle sponde del Benaco presso Bardolino e sopra Torri (Rigo!). - Fiorisce da febbraio ad aprile ed anche prima dipendentemente dalle condizioni locali e della stagione: perenne.
[(1) = Narcissus pseudonarcissus L. - n.d.c.]

Queltia incomparabilis(1) Haw. - Narcissus pseudo-narcissus x poeticus Bout. et Bernh.; N. pseudo-narcissus var. β Poll. - Ocialoni, Polentoni. - Variat:
- β flore pleno Parl. - Narcissus pseudo-narcissus var. δ Poll. - Ocialoni dopi, polentoni dopi.
La specie e la varietà sono coltivate nei giardini veronesi da epoca remotissima (Pona, Monti): si incontrano inselvatichite o quasi in Verona nel giardino Giusti (Goir.); alle rive del Benaco nei prati fra Pacengo e Lazise e sopra Torri (Rigo !). - Fiorisce in marzo ed aprile.
Nei giardini veronesi si coltiva pure Queltia odora Herb., Narcissus odorus L., N. pseudo-Narcissus x Ionquilla Herb. et Trev.); alla quale forse è da riferirsi il Narcisso giallo con calice grande, et pieno, detto volgarmente Gionchiglia di gran calice del Pona (M. B. p. 59).
[(1) = Narcissus x incomparabilis Mill. - n.d.c.]

Narcissus L. Sect. 1. Poetici. - N. poeticus L.; Poll.! - Narciso, Gira-capo. - Narziso, Narzisi, Tazete, Tazete dorade. - Variat:
- α typicus.
- β radiiflorus (Sa1isb.).
- γ flore multiplici Poll.


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Il Narcisso dei poeti si incontra frequentissimo in tutti i monti veronesi dalla zona superiore della regione montana sin quasi alle creste più elevate nei pascoli, nei prati, fra le rupi, nei boschi ecc.: e così in tutta la catena del monte Baldo tanto nel versante occidentale che sull'orientale; nei Lessini presso Chiesanuova, Roverè di Velo, Velo, Spiazoi, Trachi, Malera, Podesteria ecc.; nei monti che separano il veronese dal vicentino ecc.: la var. β cresce, ma raramente, in unione alla forma tipica (Goir.). - È in fiore da aprile a giugno: perenne. La varietà a fiori doppi è coltivata nei giardini assieme alla forma tipica.

N. biflorus(1) Curt. - N. poeticus x Tazzetta Henon. - Rarissimo: scoperto dal Sig. Gregorio Rigo nei prati presso Torri del Benaco! - Fiorisce in aprile: perenne. È coltivato nei giardini.
[(1) = Narcissus x medioluteus Mill. - n.d.c.]

Sect. 2. Ionquillae. - N. Ionquilla L.; Poll. - Giunchiglia. - Gionchilia, Narziso*. - Variat:
- α typicus.
- β flore pleno Monti. - N. Ionquilla var. β Poll. - Gionchilia dopia -
- γ flore majori pallidiori: Monti. - Gionchilion.
Sono coltivate tanto la forma tipica quanto le varietà: la prima si incontra sporadica nei colli veronesi presso le case coloniche ed in Verona a S. Giovanni in Valle e nel giardino Giusti. - È in fiore da febbraio a marzo: perenne.

Sect. 3. Tazzettae. - N. papyraceus Ker. Gawl. -
N. niveus Lois. - Nei colli veronesi sfuggito alla coltivazione (Goir.). - Fiorisce in marzo ed aprile: perenne. Il Rev. Porta lo ha raccolto presso la riviera bresciana del Benaco.

N. dubius Gouan. - Pisote, Tazete (Monti). - Coltivato una volta nei giardini. - Fiorisce in marzo: perenne.


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N. polyanthos Lois. - È coltivato nei giardini e si incontra qualche volta sporadico nei colli, e sfuggito manifestamente alla coltivazione (Goir.). Il Rev. Porta lo ha raccolto presso le sponde bresciane del lago di Garda. - Fiorisce in marzo, aprile: perenne.

N. Bertolonii(1) Parl. - Narzizi. - Nei prati circa Torri del Benaco (Rigo), rarissimo e quasi accidentale, certamente emigrato dai giardini. - Fiorisce in marzo, ma nei luoghi e nelle serre anche nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio: perenne.
[(1) = Narcissus tazetta subsp. aureus (Loisel.) Baker - n.d.c.]

N. Tazzetta (L. ex parte) Lois.; Poll. ex parte. - Narciso, Tazzetta. - Tazeta, Tazeta semplice, Narzisi. - È coltivato in tutti i giardini colle sue numerose forme o varietà, e si incontra, sporadico, nei colli quasi inselvatichito (Goir.). - Fiorisce dipendentemente dalle condizioni locali da dicembre ad aprile: perenne.

Agave americana(1) L.; Poll. - Agave, Pitta. - Agave, Aloè. - Variat:
- α typica.
- β foliis flavo-marginatis Reichb. - A. americana var. β Poll.
- γ variegata Monti. - Aloè variegata. -
Originaria dell'America centrale. La forma tipica nella riviera bresciana del Benaco invade le colline aride sopra il lago da Salò e Toscolano fin nei pressi di Gargnano; sulla sponda veronese in vece sembra confinata al piccolo promontorio di S. Vigilio (Rigo, Goir.): cresce benanco all'Isola Lecchi ed a Limone. La var. β cresce a S. Vigilio ed è coltivata nei giardini oppure in vasi al pari della var. γ. -
Fiorisce raramente: perenne. Secondo ogni probabilità venne introdotta nel veronese sin dal secolo XVI, e certamente al principio del secolo XVIII, e forse anche prima la stessa viveva inselvatichita nella riviera veronese del Garda (Goir.). Un caso di fioritura di questa Amarillidacea si è verificato durante i mesi di agosto-settembre (a. 1900) alla Caseta di Montorio (m. 200-250) nella villa di conte Giuseppe Rizzardi (conf. Goir. B. S. B. I. a. 1901, p. 271).
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.)





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FAMILIA XV.  -  IRIDACEAE.

(Iridaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XV, p. 57).


Tribus 1.  -  Croceae.

Crocus biflorus Mill. - C. vernus Poll. ex parte ! - Castagnole*, Castagnola, Magnugole, Patròni (Monti), Safrani*. - Variat:
- α typicus.
- β lineatus (Ian.).
- γ pusillus (Ten.).
Comunissimo nei prati e nei pascoli dal piano ai colli non molto elevati, ed allo sbocco delle valli: manca nella regione montana propriamente detta. -
In tutta la pianura e nell'Agro Veronese; nei dintorni e nelle vicinanze di Verona, anzi nella cerchia stessa della città nel giardino del Collegio degli Angeli; colline di Sommacampagna, Guastalla, Custoza, Valeggio; colli Benacesi presso Lazise, Torri, Costermano, Pastrengo; Valle di Caprino; Valpolicella; Valpantena; vajo di Squaranto presso Pigozzo ecc. (Calceolari, Poll., Fr. e G. Font., B. Pellegrini !, Rigo!, Ton.!, Goir.). È pianta straordinariamente polimorfa: la var. β è la più frequente; la var. γ si trova nei luoghi più magri e secchi: si incontrano numerosissime le forme teratologiche!. - Fiorisce dalla metà di gennaio alla fine di marzo, e nelle stagioni invernali molto miti sin dalla fine di dicembre. È pianta per lo più gregaria; raramente cresce isolata o solitaria; nel veronese poi è comunissima la forma ad un fiore solo: perenne.

C. vernus All.(1) - C. vernus vernus et C. vernus bulbo fibrilloso Poll. - Zafferano selvatico. - Nel vernacolo veronese


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ha i nomi stessi della specie precedente e nei Lessini inoltre quello di Semenarole*. - Variat:
- α typicus.
- β albifiorus (Kit.).
- γ dianthus.
- δ prolifer.
- ε controversus.
Frequentissimo fra il confine vicentino ed il versante occidentale del monte Baldo, nei boschi della intera zona alpina o subalpina ed in quasi tutta la regione montana. - In tutto il monte Baldo, dalle cime più elevate, Costabella, cima di Valfinestra e di val dritta, Sassetto ecc. scendendo ai prati della Ferrara e Fraine (815-875 m.), ed avanzandosi verso sud sin quasi a toccare la regione collina alla Papalina e presso Brojeschi (568 m.) ove cresce copiosissimo sotto ai castagni; nei monti Lessini lungo tutta la catena, della Sega (1490 m.) e dal Corno d'Aquilio (1543 m.) alla valle d'Illasi nei monti sovraincombenti a Selva di Progno, e nei pascoli più elevati di Podesteria (1660 m.), Castelberto (1765 m.), Sparaver (1784 m.) ecc. sin presso al Cerro (729 m.) ed a meno di 200 metri presso Bocca di vento e le Pisarote a pochi chilometri di distanza dal punto che nella vane di Squaranto rappresenta la stazione più settentrionale di C. biflorus. Si trova pure abbondantissimo nei monti Posta e Campobrun, al passo della Lora, Zeola, Alba ecc. (Calc., Pona, Segu., Goir. ecc.). La var. β cresce promiscuamente alla forma tipica e così la var. γ a due fiori: la δ nei Lessini presso i Trachi, la ε, con gli stami lunghi quanto le divisioni del perianzio, nelle cime più elevate del monte Baldo. - È in fiore da marzo a luglio, qualche volta anche in agosto, dipendentemente dalla altitudine, dalla abbondanza della neve caduta, dall'andamento della stagione: perenne. - Del genere Crocus si coltivano nei giardini C. sativus e diverse specie esotiche. (1)(L.) Hill




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Tribus 2.  -  Gladioleae.

Gladiolus palustris Gaud. - Raro: nella bassa pianura veronese presso Nogara (Rodegher!). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

G. italicus Lobel. - G. communis All., Poll. excl. syn. Pon.; G. segetum Ker. Gawl. - Panacciuola, Fil di spada. - Spade (Monti), Castagnoa salvadega, Cortelasso*. - Comunissimo nei seminati, nei campi, nei luoghi erbosi, negli argini ecc. di tutta la Provincia dalla pianura, S. Martino, S. Bonifacio, Legnago, Nogara, Sanguinetto, Vigasio; dall'Alto Agro veronese; dalle rive del Benaco, Peschiera, Pacengo, Lazise, Fradèr presso Torri del Benaco; dai dintorni di Verona; dalla Valpantena; dalla Valpolicella ecc. ascende a tutta la zona della collina, e diventando man mano meno frequente penetra nella zona montana p. e. Vestena e Bolca, e compare, ma raro, nel monte Baldo e nei Lessini fra il Marzuolo (Segu., Poll., Font., Rigo., Goir. ecc.): Facchini lo indica al confine del veronese col trentino al per Borghetto - È in fiore da aprile a luglio: perenne.
Si coltiva nei giardini il Gladiolus communis L.: a questo sarebbero da riferirsi il Gladiolo! Gladiolo di fior rosso, Gladiolo di fior molto grande e tutto candido del Pona.



Tribus 3.  -  Xiphieae.

Iris florentina(1) L. - Iris germanica flore albo Monti - Giaggiòlo. - Gazoi bianchi (Monti). Rarissima: in un muro a secco presso Marcellise (Goir. maggio 1870). - Fiorisce in maggio e giugno: coltivasi nei giardini.
[(1) = cfr. Iris germanica L. - n.d.c.]


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I. germanica L.; Poll. - Giaggiòlo. - Iris, Irèos, Iride, Riose, Riosi, Gazòi: le tre ultime denominazioni sono più specialmente destinate ad indicare i rizomi mondati e disseccati che corrono in commercio sotto la denominazione di Radice d'Ireos. - Variat:
- α typica.
- β Cengialti.
- γ humilis.
- δ foliis variegatis.
Volgatissima, spontanea o coltivata, nella pianura e nei colli, presso le case coloniche, nei pascoli, al margine dei campi, sui vecchi muri, nelle rupi, nelle siepi. La var. α alla quale i Sigg. Fiori e Paoletti (Flora analitica d'Italia, I, p. 224) riferiscono benanco I. benacensis e I. Kochii Kerner, dal piano si estolle al limite superiore della zona montana (900- 1100 m,), p. e. nel monte Baldo presso Campedello, Meneghei, Ardiforte, ed alle Valene sui Lessini (Goir.) : la var. β cresce in val d'Adige al Cengialto presso Roveredo (Ambr., Cobelli) e ad Arco presso Riva (Richter): la γ (identica forse alla δ?) nei luoghi soleggiati ed aridi, p. e. sul colle delle Ungherine ed alle falde del monte Baldo nel colle S. Marco (Goir.): la δ è coltivata nei giardini. - Aprile-giugno: perenne.

I. pallida Lamk. - I. sambucina Poll. viag.? non fl. !- In vernacolo porta gli stessi nomi della precedente colla quale probabilmente è: stata confusa per il passato. - Variat:
- α typica.
- β fioribus laevissime coerulescentibus Rigo in lit.
- γ anomala. - "Acaulis, unifiora, pedunculo brevi ebracteato inter foiia ensiformia repente. Flos intense coeruleus".       Rigo in lit.
- δ foliis variegatis.
Questa bella specie, frequentemente coltivata per


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l'odore gratissimo che specialmente nelle piante da orto acquistano i fiori, cresce spontanea nelle stesse stazioni della precedente sebbene di essa più rara; si trova di preferenza nella parte occidentale della Provincia fra la val d'Adige e le sponde del Benaco (Rigo, Goir.): e così a Verona - nella Valdonega(1), Soave, Illasi, Parona, Pescantina, al forte di Rivole, Incanale, Affi, Cavajon, Torri del Benaco ecc.: la var. β fra Lazise e la Bagata lungo la spiaggia del Garda (Rigo): la γ in luoghi pietrosi nella collina di Torri (Rigo): la δ è coltivata in vasi. - Aprile-giugno: perenne. I rizomi della I. pallida corrono in commercio mescolati a quelli della specie precedente.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.)

I. squalens L. - I. sambucina Poll. fl., e loco non ex descriptione et herb.! - I nomi vernacoli come le due precedenti. - Cresce copiosa nella parte orientale della Provincia veronese, dal limite superiore della pianura alla regione montana, (m. Bolca 827 m.), sola ovvero mescolata alla I. germanica, colla quale viene promiscuamente coltivata: Soave, Illasi, Tregnago: Monteforte, Costalunga. Brognoligo, Roncà, Bolca (Goir.): le due ultime stazioni sono quelle indicate da Pollini per la sua I. sambucina. - Maggio-giugno: perenne. Anche i rizomi di questa specie corrono in commercio sotto il nome di Radice d'Ireos.

Xiphion Parl. Sect. 1. Pseudoxiphion. - X. Pseudo-Acorus Parl. - Iris Pseudo-Acorus L.; Poll. - Giglio giallo, Coltellacci. - Irio zalo, Carezoni. - Variat:
- α typicum.
- β humile.
Frequentissimo in tutti i fossati ed anche in luoghi palustri, dalla intera pianura sino alla regione collina (Segu., Font., Poll., Rigo, Goir. ecc.): la var. β nelle sabbie d'Adige presso al Lazareto (Goir.). - È in fiore da aprile a luglio: perenne.

X. foetidissimum(1) Parl. xx.- I. foetidissima L.; Poll.-


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Giglio dei monti. - Coral, Corai: tali denominazioni però più propriamente, anzichè alla intera pianta, spettano alle cassule mature, le quali aprendosi mettono in mostra i semi di un bel rosso scarlatto. -
Coltivasi da epoca remotissima, ma ridotto allo stato quasi selvatico compare qua e là nelle siepi e nei luoghi boschivi dei colli: al Castel s. Felice in Verona (Poll.) ed appena: fuori città in Valdonega e lungo la via che da porta s. Giorgio conduce alle Torri (Goir.); nella Valpantena presso le Stelle (Segu., Poll.) ed a Poiano (Goir.); presso Mizzole e Pigozzo e da ultimo o al castello di Soave (Goir.). - Dalla fine di maggio, a luglio: perenne. Siccome le cassule tuttochè maturissime ed aperte, conservano lungamente i semi, così sono adoperate nell'inverno dalle fioraie per far mazzettini.
[(1) = Iris foetidissima L. - n.d.c.]

X. sibiricum(1) Parlat. - Raro: nei prati umidi presso Nogara nella pianura veronese (Rodegher). - Maggio e giugno: perenne.
[(1) = Iris sibirica L. - n.d.c.]

X. gramineum(1) Parlat. - Iris graminea L.; Poll.! - Armelin, Iride*. - Variat:
- α typicum.
- β sylvaticum Ces. - Iris sylvatica Balb.
Nei colli e nei monti, fra il Benaco ed il confine vicentino, dal limite superiore della pianura alla zona alpina;. frequentemente gregario: colli veronesi, s. Matia, s. Leonardo, Avesa, Novaglie, Montorio, le Ferazze, la Mosela, Vico presso, Tregnago (Segu., Poll.! A. Mass.!, Goir.): nei luoghi graminosi delle colline sopra Torri del Benaco (Rigo) ed in riva quasi al lago presso s. Vigilio, (75 m. Goir.): nel monte Baldo in Noveza (Segu., Poll.); in Basiana, presso Ime, e nelle rupi di Valfredda (Goir.); nel complesso adunque fra 75 e 1500-1600 metri di altitudine. La β cresce promiscuamente alla forma tipica ma è piuttosto rara; colle delle Ungherine e di


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s. Leonardo (Goir.), alle Ferazze (Poll.!), presso Tregnago (A. Mass.!). - Maggio-giugno: perenne. Tanto la forma tipica come la varietà sono coltivate nei giardini.
[(1) = Iris graminea L. - n.d.c.]

Sect. 2. Euxiphion. - X. vulgare(1) Parlat. - Iris variabilis Jacq.; Iride bulbosa di vari colori, o et di foglia angusta di Carlo Clusio Pona. - Come si vede dal sinonimo del Pona, questa bellissima Iridacea da epoca remotissima era coltivata nei giardini veronesi: il Sig. Gregorio Rigo la ha raccolta più volte, quasi inselvatichita negli orti di Costermano al principio di giugno.
Anche di questo genere non poche specie, varietà, o forme sono coltivate nei giardini veronesi.
[(1) = Iris xiphium L. - n.d.c.]

Hermodactylus tuberosus(1) Salisb. - Bellavedova, Bocca di lupo - Inselvatichito nella città di Verona nel giardino Giusti, e nello stradone s. Antonio nell'antico giardino della contessa Faella e nella Valdonega !(1). - Febbraio-aprile: perenne.
Seguirebbero le due famiglie delle Musaceae e delle Cannaceae: della prima viene specialmente coltivata, colle sue numerose varietà, Musa paradisiaca L. (Banano, Fico d'Adamo), Musa Ensete I., Musa rosacea Jacq.: della seconda Canna indica L. (Cannacoro).
[(1) = Iris tuberosa L. - n.d.c.]
(2): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.)




FAMILIA XVI.  -  ORCHIDACEAE.

(Orchidaceae Goir. in N. G. Bot. vol. XVI, p. 5).


Tribus 1.  -  Atethuseae.

Limodorum abortivum Swartz; Poll.! excl. syn. Calc.? - Fior di legna. - Variat:
- α typicum.
- β sphaerolabium (Viv.).


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Raro nella pianura; da questa sale a tutta la regione collina e penetra benanco nella zona montana nella quale si eleva qualche volta oltre i 1200 metri di altitudine. Si incontra qua e là ora isolato, altra, volta in gruppi più o meno numerosi; però non si può dire specie comune: vive parassita sulla radice di diverse piante specialmente nei boschi di querce, meno in quelli di castagno: però, è per lo meno dubbio il suo parassitismo, da taluno asserito, sulle radici delle diverse piante frammezzo alle quali si trova. - Presso le rive e nei colli Benacesi a Lazise, Rocca di Garda, Scaveaghe, Brè, Torri (Font., Rigo, Goir.): nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, e da Avio al pian della cenere, Tierno, Castione, Brentonico, Basiana, Ime, Lonza (Poll., Goir.); nella val d'Adige presso Rivole e lungo la salita da Peri alle Fosse (Goir.); nel monte Pastello (Goir.); nell'Agro veronese presso Guastalla (Poll., Goir.); al Bosco Mantico (Goir.) ecc.: nella Valpolicella ad Ospedaletto (Poll.!); sopra il Maso nel Rocolo e nella Valpantena a Quinto, Poiano, Grezzana. (Ton. !, Goir.); nei colli di Montorio, a Marcellise, alla Mosela (Segu., Poll.); nel monte Trezzolan e nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass. !, Da Campo !, Goir.): la var. β, rara, sul Pastello. - Aprile-luglio: perenne.

Cephalanthera ensifolia(1) C. L. Rich. - Epipactis ensifolia Poll.! - Variat:
- α brevifolia. - Forma typica.
- β longifolia.
Solitaria ovvere in gruppi, di preferenza nei boschi di querce della regione collina: più raramente nella pianura: S. Pietro in Valle (15 m., Masè !); al Maso; alla Mosela, presso Montorio e Marcellise; nel monte Trezzolan; nel monte Pastello sopra Cavalo e Monte; Costermano; alle rive del Benaco a Scaveaghe e


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S. Vigilio e più in alto in Brè (Goir.); sopra Torri e la Rocca di Garda (Rigo); nella valle d'Illasi nel monte Barbara (A. Mass. !). - Fiorisce dalla fine di aprile a giugno: le due forme α e β si incontrano per lo più assieme: perenne.
[(1) = Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch - n.d.c.]

C. pallens C. L. Rich. - Epipactis pallens Poll. - Variat:
- β uniflora.
Non comune nei luoghi selvatici e boschivi della regione collina e montana; più raramente nella pianura e nella zona subalpina: nella Riviera e nei colli Benacesi presso Lazise, Rocca di Garda, S. Vigilio, in Brè. Costermano, Ospedaletto, Guastalla, alle Are nella collina veronese, presso Grezzana, nel monte Pastello; nei Lessini presso Corbiolo e Chiesanuova; nella valle d'Illasi presso Tregnago; nel monte Baldo ai Brojeschi, alla Papalina, alla Lonza: (Segu., Poll., A. Mass.!, Font., Rigo, A. Forti!, Goir.). La. var. β nel monte Baldo alla Lonza unitamente alla forma tipica. - Fiorisce nella stessa epoca della precedente colla quale frequentemente cresce in società: perenne.
[(1) = Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce - n.d.c.]

C. rubra C. L. Rich - Epipactis rubra Poll. - Ajo de bisso*. - Sui monti Lessini. - Variat:
- β oligantha.
Nei luoghi boschivi e selvatici delle regioni collina e montana, dalle quali accenna ad avvicinarsi alla subalpina: nella regione del Benaco presso Lazise (Font.) e nei boschetti della Rocca di Garda (Rigo); nel monte Baldo in Basiana ed Ime (Poll.), nella Valle dell'acqua (Goir.), nel pian della cenere (Rigo); presso Novare in Valpolicella (Poll.); nei Lessini presso S. Anna d'Alfaedo e Corrubio, nel vajo del Falcone ed in quello dell'Anguilla, presso Lughezzano e Chiesanuova (Goir.); nella Valpantena presso Grezzana (Segu.); nel bosco del Romitorio presso il Maso (Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!,


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Goir.); a Castelvero e Vestena (A. Mass. !). La var. β in monte Baldo nella Valle dell'acqua assieme alla forma tipica. - È in fioritura dalla fine di maggio al termine di luglio dipendentemente dalla altitudine e dall'andamento della stagione: perenne. Pianta frequentemente gregaria.

add. cfr. "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 674" (n.d.c.): Queste tre eleganti specie (C. ensifolia, C. pallens, C. rubra - n.d.c.) crescono promiscue nella collina veronese alle Are in un boschetto di querce nella villa del Dr. A. Forti.



Tribus 1.  -  Neottieae.

Sub-tribus 1. - Listereae.

Epipactis Sectio 1. Arthrochitium Irmisch, Reichb. fil. -
E. palustris Crantz, Poll. - Variat:
- β humilis.
Cresce in piccoli gruppi nei luoghi paludosi o umidi e sabbiosi, dalla pianura ai monti; però non è pianta comune: presso Legnago (Poll., Goir.); nelle vicinanze di Verona, nei boschi lungo l'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele, al Casino, Giarone, Mambrota (Goir.); fra Garda e Costermano (Rigo); nella valle dell'Adige presso Rivole ed Incanale (Goir.): la var. β assieme alla forma tipica. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Sectio 2. Euepipactis(1) Irmisch, Reichb. fil. - E. latifolia All.; Poll. viag. et fl. pro parte (et excl. nonn. syn.). - Variat:
- β viridiflora Reichb.
È pianta gregaria, che vive in piccole famiglie, dimostrando una tal quale predilezione pei luoghi sassosi; si trova però anche isolata, ma più di rado: dalla regione alpina ai colli internandosi benanco nelle valli ed avvicinandosi alla pianura nella quale compare qua e là sporadicamente, p. e. a S. Pietro in Valle (Masè); cresce fra le boscaglie ed i cespugli, i tanto nei luoghi umidi ed ombrosi quanto nelle stazioni


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maggiormente apriche e soleggiate. In tutta la catena del monte Baldo (De Bracht, Rigo, Goir.); alla Rocca di Garda e presso Lazise (Rigo); a Guastalla veronese (Goir.); nella Valpolicella a S. Ambrogio, Ospedaletto ecc. (Goir.); nei Lessini e monti e valli dipendenti e così in quelli confinanti col Vicentino (Goir.): la var. β, rara, nella Valpantena presso Costoli (Goir.), - Fiorisce da maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: perenne.
[(1) = Epipactis helleborine (L.) Crantz - n.d.c.]

E. atrorubens Schult. - E. latifolia Poll. pro parte. -
Nelle selve e nei boschi montani della Provincia, dai quali scende nei colli e nelle valli procedendo verso la pianura: frequentissimamente nelle stazioni e nei luoghi della precedente ed in società con essa. Nel monte Baldo copiosissima tanto sul versante orientale quanto sull'occidentale (Goir.); alle sponde del Benaco presso Malcesine (Goir.); alla Rocca di Garda (Rigo); nei Lessini presso Lughezzano, Cerro, Chiesanuova, e così pure alle Vezzadre presso S. Anna d'Alfaedo ecc. (Goir.): - È in fioritura nella stessa epoca della precedente: perenne.

E. microphylla Swartz. - Rarissima: una sola volta nel monte Pastello, sopra Cavalo, in un boschetto di querce. - Fiorisce in giugno e luglio: perenne.

Neottia Nidus-avis C. L. Rich. - Epipactis Nidus-avis Poll.; Satirio abortivo del Lobelio Pona. -
Questa bellissima Orchidacea vive nel terriccio dei luoghi boschivi e selvatici delle zone subalpina e montana della Provincia, fra il versante occidentale del monte Baldo ed il confine vicentino; raramente si incontra nella collina: e così nel monte Baldo, all'Artillon, pian della Cenere, Lavaci, Novezina, Noveza, Lonza, Valfredda ecc. (Pona, Poll., Goir.); nei Lessini presso Chiesanuova e le Scandole, ai Trachi, ai Tinazzi, al passo della Sega (Poll., Goir.); nell'alta valle d'Illasi a Revolto, Selva di Progno, S. Andrea (C. Mass., Goir.);


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nel monte Bolca (Goir.): Gregorio: Rigo il 6 maggio 1873 ne ha raccolto tre esemplari nei colli Benacesi sopra Torri presso il luogo chiamato Brè, in un bosco di querce a meno di 300 metri di altitudine. - Fiorisce da maggio a luglio secondo i luoghi: perenne.

Listera ovata R. Brown. - Epipactis ovata Poll.; Ophris bifolia Segu., Poll. herb.! - Dalle zone elevate dei monti, nelle quali cresce copiosissima, scende nei colli, si interna nelle valli e si avanza nella pianura: vive nei prati, nei pascoli e nei luoghi boschivi ombrosi. E così, in tutta la catena del monte Baldo (Calceolari, Pona,. Poll., Goir.); alle sponde del Benaco presso Torri (Rigo) e Lazise (Font.); nella val d'Adige (Ambr., Goir.); nei Lessini, dai pascoli elevati scendendo in tutte le valli dipendenti (Segu., Ton., A. Mass. !, Goir.); nel monte Bolca (Goir.); nei dintorni di Verona lungo l'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele (Goir.) e nell'isolotto detto il Pestrino (Poll., Goir.); nei prati di Vigasio (Goir.) e di S. Pietro in Valle (Poll.!). - È in fiore dalla fine di aprile a giugno: perenne.

L. cordata R. Brown. - Rarissima: fu scoperta in monte Baldo nel luogo detto le Busete (2000 m.) dal celebre erbaiuolo Pelizzoni che la comunicò a Fr. Fontana, C. Tonini ed A. Manganotti !: Abramo Massalongo la trovò nel 1849 nei luoghi erbosi e rupestri del monte Maléra sui Lessini! - Fiorisce da giugno a luglio: perenne.



Sub-tribus 2. - Spirantheae.

Spiranthes aestivalis G. L. Hich. - Non comune nei luoghi umidi ed acquitrinosi della Provincia; di preferenza nella pianura; e così presso Legnago


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(Rocchetti!, Goir.), Bovolone (Poll.), Nogara (Masè!, Rodegher !); alle sponde del Benaco cresce tra Riva e Torbole (Ambr.). - Fiorisce in luglio ed agosto: perenne.

S. autumnalis(1) C. L. Rich. - Neottia spiralis Poll. - Castagnole. - Cresce, frequentemente gregaria, nei luoghi erbosi, tanto umidi che secchi, dalla regione collina alla pianura: e così nei colli Benacesi (Segu.), a Lazise (Font.), nei dintorni di Torri (Rigo), nella val Sorda sotto al monte Moscal verso Bardolino (Ravignani); presso Rivole e nella valle di Caprino alle Valdoneghe nei boschi di querce (Goir.); nelle vicinanze di Bussolengo (A. Mass.!); nei colli di Sommacampagna ed in Campo marzo di Verona (Lorej, Poll.); nei pascoli del Bosco Mantico (Mang.), ed al Bovo e quivi in società con Colchicum alpinum (Goir.); presso Nogara nella bassa pianura (Rodegher). - Fiorisce in settembre ed ottobre.
[(1) = Spiranthes spiralis (L.) Chevall. - n.d.c.]

Goodyera repens R. Brown. - Poll. fl. et herb.! - Non è specie comune nel Veronese, e compare qua e là, frequentemente gregaria, negli ericeti e nei luoghi selvatici della zona montana superiore e della subalpina: e così in monte Baldo nella valle di S. Zeno (Mang.); nel vallone di Fanta sui Lessini a nord del Corno d'Aquilio (Goir,); sui Lessini presso Erbezzo (G. Rigo!)(1); nel monte Bolca (Segu., C. Mass. !). - È in fiore da luglio a settembre: perenne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.)



Sub-tribus 3. - Malaxideae.

Corallorhiza innata(1) R. Brown. - Cymbidium Corallorhizon Swartz, Poll.! - Rara! vive specialmente nei boschi di faggi e di mughi. Nel monte Baldo in Noveza ed ai Lavaci (Goir.); nei Lessini nel Bosco grande presso Chiesanuova, ai Trachi, a Bocca di


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Selva (Goir.), presso le Scandole (Poll., Goir.), a Revolto (C. Mass., Goir.). - Fiorisce da giugno a luglio: perenne.
[(1) = Corallorhiza trifida Châtel. - n.d.c.]



Tribus 4.  -  Ophrydeae.

Sub-tribus 1. - Gymnadenieae.

Herminium clandestinum(1) Gren. et Godr. - Ophrys monorchis L., Poll.!; Orchis trifolia, floribus spicatis herbaceis et Monorchis montana, minima, flore obsoleto, vix conspicuo Segu. pl. veron. cum. ic. II, tab. XVI et III tab. VIII, fig. 8. - Nei pascoli e luoghi boschivi dalla regione montana alla alpina; ora isolato, più frequentemente gregario: in monte Baldo, nella Valfredda, nella valle del Bastion, (Goir.), nella Valbrutta (Poll., Goir.) in Campedello, alla Lonza, ai Lavaci, pian della cenere (Poll,); nei Lessini ai Merli, Spiazzoi, val di Squaranto (Goir.); nel monte Zeola (A. Mass. !) ecc. - È in fioritura da giugno ad agosto: perenne. Il Seguier scrive di aver raccolto questa pianta presso Verona nelle sabbie dell'Adige in vicinanza del Porto di s. Pancrazio: si tratta evidentemente di un qualche individuo quivi trascinato ed abbandonato dalla corrente forse in seguito a qualche piena del fiume.
[(1) = Herminium monorchis (L.) R. Br. - n.d.c.]

Bicchia albida(1) Parl. - Orchis albida Scop., .Poll. ! ; Pseudorchis alpina flore herbaceo Segu. pl. veron. III, cum. ic. tab. VIII, fig. 11. - Nei prati e pascoli della zona alpina e subalpina dai confini del veronese col vicentino, al versante occidentale del monte Baldo; scende qualche volta nella zona montana al disotto di 1000 metri!: però non può dirsi specie comune. Qua e là in tutta la catena del monte Baldo (Segu., Poll., Mang., Kellner, Goir.); e così ai Colonei, Montesel, Valfredda,


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Cerbiol, Lavaci, pian della cenere; nei Lessini in Podesteria, Maléra, Spiazzoi ecc. (Poll.!, Goir.); nel monte Campobrun (Poll. !, Goir.); nel monte Alba (Bordoni, Poll.); nell'alta valle d'Illasi presso la Giazza (A. Mass. !). - È in fioritura in giugno e luglio: perenne.
[(1) = Pseudorchis albida (L.) Á. & D. Löve - n.d.c.]

Gymnadenia conopea(1) R. Brovn. - G. inodora Fries (forma floribus inodoris); Orchis conopsea L., Poll. fl., excl. syn. Segu. O. montana purpurea odorata, et herb. !; O. palmata minor, calcaribus oblongis Segu. pl. veron. III cum. ic. tab. VIII, fig. 7. - Erba dela man, Manine, Zatele, Zatine*, - Variat:
- β albifiora.
Volgatissima nei luoghi erbosi e freschi della intera Provincia: dalla zona montana e subalpina sale alla alpina, scende nelle valli e si spinge a tutta la pianura. (Segu., Poll., Font., Goir. ecc.). La var. α fiori bianchi si incontra, però meno frequentemente, assieme alla forma tipica. - È in fiore da maggio ad agosto secondo la altitudine della stazione, la quale oscilla fra meno di 10 metri e circa 2000 metri sul livello del mare: perenne.
[(1) = Gymnadenia conopsea (L.) R. Br. - n.d.c.]

G. odoratissima G. L. Rich. - Orchis odoratissima L., Poll.!; O. palmata angustifolia, minor, odoratissima Segu. pl. veron. III cum. ic. tab. VIII, fig. 6. - In vernacolo porta gli stessi nomi della specie precedente. - Variat:
- β floribus roseis Parl.
- γ floribus albis Parl.
- δ Idae. - "Forma pumila: spica laxa, pauciflora, abbreviata".
Cresce abbondantissima, fra il Benaco ed il confine vicentino, in tutti i monti, nei luoghi rupestri e selvatici, nei pascoli, nei prati, fra i frutici delle zone alpina, subalpina e montana, dalle quali scende nei colli e si spande per la intera pianura: vive in


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società con la specie precedente, però nelle stazioni molto elevate la sua fioritura è posteriore di un qualche giorno a quella di G. conopea (Segu., Poll., Font., A. Mass.!, Rigo, Goir.). Le var. β e γ crescono promiscuamente alla forma tipica; la seconda però si incontra assai raramente: la δ in riva all'Adige al piede delle ultime pendici del monte Baldo. - Fiorisce da maggio a settembre dipendentemente dalla altitudine: perenne.

G. conopea X odoratissima. - Non di rado G. conopea e G. odoratissima vivendo in società non è improbabile dieno origine a delle forme ibride: e forse ad una di queste potrebbe riferirsi la pianta descritta da Seguier (pl. veron. III, p. 251) e raccolta da Bordoni sul monte Alba.

Coeloglossum viride Hartm. - Orchis viridis Crantz, Poll. !; O. palmata, odore gravi, ligula bifariam divisa, flore viridi Segu. pl. ver. II cum ic. tab. XV. n. XVIII et tab. XVI, fig. 18. - Manine*, Zatine*. - Nei luoghi erbosi della regione alpina e subalpina scendendo dalle creste più elevate dei monti al disotto dei 1200 metri!: lungo la intera catena del monte Baldo (Poll.!, Tonini !, Rigo, Goir.); nei Lessini alla Sega, Podesteria, Sparaver, Malera, Spiazzoi, Revolto ecc. (Goir.); nei monti Posta, Campobrun, Passo della Lora (Goir.); nei monti Zeola e Alba (Poll., Goir.). - È in fioritura dalla metà di aprile! ad agosto e settembre secondo la altitudine e le condizioni locali: perenne.

Platanthera bifolia G. L. Rich.; Poll. viag. et fl. (ex parte?) et herb.! - Orchis alba, bifolia, minor, calcari oblongo Segu. pl. ver. Il cum ic. tab. XV, n. X. - Castagnole - Variat:
- β laxiflora Reichb.
Frequentissima nei pascoli e nei boschi della regione subalpina e montana, meno frequente nella zona


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alpina; scende benanco nei colli e nelle valli e si spinge nella pianura: e così in tutti i pascoli e prati del monte Baldo (Poll., Goir.), dei Lessini e dei monti finitimi a questi o da essi dipendenti (Goir.); nella valle d'Illasi presso Tregnago e Centro (A. Mass.!); presso Lazise alle sponde del Benaco e nell'Agro Veronese a Guastalla (Poll.); nella bassa pianura a S. Pietro in Valle (Poll. !, Masè). La var. β cresce promiscuamente alla specie nei pascoli e nei prati del monte Baldo e dei Lessini. È in fioritura da maggio a luglio: perenne.

P. chlorantha Custor. - Meno frequente della specie precedente con la quale per lo più cresce in società : p. e. nel monte Baldo ai Cervi, fra Borno e la Prà (Rigo), in Pravazar (Goir.); nei Lessini presso Chiesanuova ecc. (Goir.). - Fiorisce nella stessa epoca della precedente: perenne.

P. Carducciana(1) Goir. N. g. bot. Vol. XV, pag. 332. - Nei Lessini lungo la salita dalla val d'Adige alla Sega. - Giugno.
[(1) = var. della Platanthera bifolia - n.d.c.]

Traunsteinera globosa Reichb. - Orchis globosa L., Poll.! - Castagnole. - Variat:
- β humilis. - Forma pusilla.
Frequente nei pascoli e prati dei monti veronesi nei quali si innalza al dissopra dei 2000 metri: scende pure nella regione dei colli; più raramente si incontra nella pianura. Nel monte Baldo cresce lungo la intera catena fra l'Adige ed il Benaco, spingendosi a nord fino all'Altissimo di Nago e monte Lastè (1000-2100 m.), (Segu., Poll., Ambrosi, Rigo, Goir.); nei Lessini al Corno d'Aquilio, Podesteria, Maléra, ai Parpari, Chiesanuova ecc. (Goir.); nella valle d'Illasi nel monte Barbara e presso Badia Calavena (A. Mass. !); a S. Bartolomeo Tedesco e nei monti Alba e Lobbia (Goir.); presso Lazise alle sponde del Benaco (Font.); nell'Agro Veronese al Bosco Mantico (Poll. ?); presso


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Verona in riva all'Adige al Pestrino (Poll. !), e in questa stazione per fermo accidentalmente: la varietà β è una pianta elegantissima, raccolta nei Lessini sul Maléra (Goir.). - È in fiore da maggio ad agosto: perenne.



Sub-tribus 2. - Angiadenieae.

Sect. 1. Monadenieae. - Serapias Lingua L. ex parte - Rarissima: nella valle d'Illasi presso Centro (A. Mass.!); nel monte Baldo (A. Mass. nell'Erbario centrale a Firenze, senza indicazione di luogo!).

S. longipetala(1) Poll. - S. Lingua L. ex parte; Poll. herb.! - Variat:
- β albiflora - S. Lingua flore albo Font.
Copiosa nei luoghi umidi od acquitrinosi della Provincia, tanto nel piano come nei colli; più raramente nei monti (Segu., Poll.!, Font., A. Mass.!. Mang.!, De Bracht, Rigo, Goir.): A. Massalongo, come risulta dagli esemplari che si conservano presso l'Erbario del museo botanico di Padova, la raccolse sul monte Baldo, cresce benanco nella valle d'Illasi, nei monti sopra Cogolo (Bordoni in Segu.) e presso s. Mauro (Goir.). La var. β, che forse corrisponde alla var. pallidiflora del Todaro, fu rinvenuta da Francesco Fontana presso Lazise sul Benaco. È rimarchevole che nella Provincia veronese questa bellissima specie si trova specialmente distribuita, fra oltre i 200 metri e meno 30 metri di altitudine, alla sua parte occidentale, sopra di una zona che dai piedi degli ultimi contrafforti del monte Baldo, si distende approssimativamente da nord a sud, allargandosi nell'Agro e nella pianura: è pure degno di nota che presso di noi la stessa sembra dimostrare una speciale predilezione


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per i terreni e le formazioni moreniche. - È in fioritura da aprile a giugno: perenne.
[(1) = Serapias vomeracea (Burm. f.) Briq. - n.d.c.]

S. longipetala X Orchis Morio Rigo et Goir. - S. Fontanae Rigo et Goir. - Questa forma ibrida venne scoperta da Francesco Fontana nei prati della Bottona presso Lazise alle sponde del Benaco! - Fu raccolta in maggio.

S. longipetala X Orchis fragrans S. Tommasinii A. Kern.; S. Roselliniana Goir. - Rarissima. Rinvenuta il 17 maggio 1882 nei prati presso Vigasio: in questi, S. longipetala vive in società con buon numero di altre Orchidacee (Goir.).

Chamaeorchis alpina C. L. Rich. - Rarissima: in monte Baldo nei luoghi erbosi e fra i crepacci delle rupi nella valle delle pietre, sul versante occidentale del monte a circa 2100 metri di altitudine (Goir. et C. Mass., Agosto 1874). - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.

Aceras antropophora R. Brow. - Questa specie indicata da Seguier nella collina veronese, sembra oggi scomparsa.

Himantoglossum hircinum - Orchis hircina Scop., Poll. !; Orchis barbata, odore hirci, breviore latioreque folio Segu. p1. ver., II, cum ic. tab. XV, n. 1. - Cresce frequente e copiosamente fra il Benaco ed il confine vicentino, nei boschetti e nei pascoli di tutta la regione collina; è più rara nella montana (Segu., Poll., Font., A. Mass. !, Ton.!, A. Mang.!, Rigo, Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
[(1) = Himantoglossum adriaticum H. Baumann - n.d.c.]

Anacamptis pyramidalis C. L. Rich. - Orchis pyramidalis L., Poll.! - Castagnola, Guardaprà, Supa, Aio de can*. - Variat longitudine calcaris ovarium subaequantis vel superantis, et
- β floribus laete roseis. - Orchis purpurea spica congesta flore roseo Segu.
- γ floribus albis Parl.


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Frequentissima dalla pianura alla regione montana nella intera Provincia, innalzandosi sin quasi a raggiungere altitudini comprese fra 1200-1300 metri: ama i prati, i pascoli, i luoghi erbosi e soleggiati (Segu., Poll., A. Mass.!, Rigo, Goir.): la var. γ rarissima fu raccolta da Rigo nei colli sopra Torri del Benaco. - Fiorisce dalla metà di aprile a tutto giugno secondo l'altitudine delle varie stazioni: perenne.

Sect. 2. Diadenieae. - Nigritella angustifolia(1) C. L. Rich. - Orchis nigra Poll.!; O. palmata angustifolia, alpina, nigro flore Segu. pl. vero II, cum ic. tab. XV, n. XVII. - Zatine*, Manine*, Vaniglia*. - Variat:
- β rosea Vis. et Sacc. - Orchis nigra var. β Poll. fl. ver.
Dal confine della Provincia veronese col vicentino al fianco occidentale del monte Baldo, frequentissima nei pascoli della regione alpina e subalpina, più rara nella montana: e così nel monte Baldo ai Colonei, Naole, Costabella, Ime, Valfredda, Val brutta, Campedelo, val Losana, Noveza, Cerbiol, Dossioi, Zocchi, Altissimo di Nago ecc. fra 1180 metri e 2196 metri (Segu., Poll.!, Rigo, Goir.); nei monti Lessini al Corno d'Aquilio, Corno mozzo, Podesteria, Maléra, Passo della Pertica, Spiazzoi ecc. fra 1376 metri e 1873 metri (Goir.); nel monte Posta, Campobrun ecc. (Goir.); nel monte Zeola (A. Mass. !, Goir.) ; nel monte Alba (Poll. !. Goir.) ecc. La var. α fiori rosei e porporascenti è più rara, essa si trova qua e là assieme alla forma tipica; p. e. nel monte Baldo in Cerbiol, nei monti Lessini agli Spiazzoi, nel monte Alba (Goir.). - Fiorisce da giugno a luglio; nelle stazioni elevatissime anche in agosto e settembre: perenne.
[(1) = Gymnadenia rhellicani (Teppner & E. Klein) Teppner & E. Klein - n.d.c.]

N. angustifolia X Gymnadenia odoratissima. - N. Heufleri Ker. - Rarissima: raccolta una sola volta in due soli esemplari in monte Baldo, in luoghi erbosi sotto alle Sengie di Valfredda (luglio 1883 Goir.).


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Orchis L. - Sub-genus 1. Herorchis Reichb. fil. - Sect. 1. Papilionaceae. - O. rubra(1) Jacq.; Poll. herb! - O. papilionacea Poll. fl. excl. nonn. syn. - Cipressini - Rara: nei luoghi erbosi secchi e nei pascoli sterili dell'Agro Veronese; eccezionalmente nella bassa pianura. - E così nel Bosco Mantico (Poll. !), presso Valeggio (Poll.), nei pascoli di Prebian presso Villafranca (A. Mass. !), nei prati al Bovo presso Cadidavid (A. Mang.!, Goir.), nei prati sotto Custoza (Rigo !), presso Nogara nella bassa pianura veronese (Navi !). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.
Queste ultime tre eleganti specie crescono promiscue nella collina veronese alle Are in un boschetto di querce nella villa del Dr. A. Forti !.
[(1) = Anacamptis papilionacea (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase - n.d.c.]

Sect. 2. Moriones. - O. Morio L.; Poll. fl. excl. var. β, herb.! - O. Morio foemina Segu. cum ic. pl. ver. II, tab. XV, n. VII. - Testicolo di cane, Gigli caprini. - Salep, Castagnole: il primo di questi nomi è dato più particolarmente dagli erbaiuoli agli ingrossamenti tuberiformi delle radici. - Variat:
- β picta Lois.
- γ rosea. - O. Morio foemina, flore roseo Segu.
- δ alba. - O. Morio var. flore albo Font.; O. Morio foemina fiore albo Segu.
- ε foliis maculatis Parl.
La forma tipica è frequentissima nei pascoli, nei prati aridi e secchi, nel margine dei campi, negli argini, nei dumeti ecc. della intera Provincia, ascendendo dalla pianura sin quasi alla zona subalpina del monte Baldo, dei Lessini e dei monti da questi dipendenti (Segu., Poll., ecc.). La var. β si incontra raramente qua e là in unione alla specie; p. e. presso Giare alle falde del monte Tesoro nei Lessini (Goir.): le var. γ e δ sono piuttosto frequenti; e così presso Verona (Segu.); nel Bosco Mantico, nel colle delle Ungherine ecc. (Goir.); a Lazise (Font., var. δ); nei pascoli dei colli Benacesi (Rigo, var. δ); la ε è stata raccolta da Abramo Massalongo nel monte Barbara


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presso Tregnago nel luogo chiamato Gazà.! - Fiorisce da marzo a giugno secondo la altitudine: perenne.
- Gli erbaiuoli raccolgono gli ingrossamenti tuberiformi delle fibre radicali per smerciarli ai farmacisti e ai droghieri.

Sect. 3. Coriophorae. - O. coriophora L.; Poll. fl. var. α et berb.! - Cimicciatola. - "Variat colore florum fuligineo vel purpureo". Non è pianta comune: si incontra qua e là, qualche volta in società con la specie seguente, nei prati e nei pascoli umidicci od acquitrinosi, ed anche secchi, della pianura e dei colli; è meno frequente nei monti. E così nel monte Baldo orientem versus (Segu.), al Pestrino in riva all'Adige (Poll., !), nei fossi di Verona presso porta S. Zeno (Segu.), presso Lazise (Poll., Font.), nei prati umidi sopra Torri del Benaco (Rigo), nel Bosco Mantico nell'Alto Agro Veronese, presso Incanale in val d'Adige e sulla destra del fiume, nelle vicinanze di Vigasio (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno perenne. Spica teterrime foetet (Segu.).

O. fragrans(1) Poll. herb. cum. ic. in elem. bot. II, tab. ultima fig. 2. - O. coriophora Poll. fI. var. β; O. Polliniana Spreng. - Castagnole. - Variat:
- α fragrans (Poll.). "Flores odorem florum Mespili monogynae et M. Oxyacanthae fortiter olentes" (Poll.).
- β cassidea M. B.
- γ grandiflora Reichb.
- δ albiflora. "Spica laxiuscula floribus omnino albis".
- ε cornuta Rigo in lit.!
La var. α è copiosissima nei luoghi erbosi e scoperti, nei pascoli e nei prati, tanto umidi quanto secchi, nella parte occidentale della Provincia specialmente, gregaria frequentemente, altre volte isolata (Poll., A. Mang., Font. Rigo, Goir. ecc.); e si trova approssimativamente distribuita sopra quella stessa zona
[(1) = Anacamptis coriophora (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase - n.d.c.]


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che segna l'area di vegetazione per Serapias longipetala colla quale in molte stazioni cresce promiscuamente!. Le var. β, γ, sono rare e vennero raccolte, ma in pochi esemplari, in luoghi erbosi lungo l'Adige al piede dei monti S. Marco e Cordaspina: la ε per fermo è una forma anomala singolarissima scoperta da Gregorio Rigo che ne raccolse pochi esemplari nei colli Benacesi sopra Torri!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

Sect. 4. Militares. - O. ustulata L.; Poll.! - O. militaris pratensis Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV, n. IV. - Castagnole. - Variat:
- β pauciflora. "Spica depauperata".
Comunissima in tutta la Provincia, nei luoghi pietrosi, nei pascoli, negli argini ed anche nei luoghi erbosi: nella pianura bassa ed alta; nell'Alto Agro; in tutti i colli; nella cerchia stessa della città di Verona p. e. nel giardino del Collegio Angeli; in tutte le valli; alle sponde del Garda; nel monte Pastello, nel monte Baldo; nei monti Lessini, ascendendo dalle falde a tutta la zona montana e penetrando benanco nella subalpina! (Segu., Poll., A. Mang., A. Mass., Rigo, Goir. ecc.); La var. β nel monte Trezzolan. - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.

O. tridentata Scop. - O. militaris pratensis, elatior, floribus variegatis Segu. cum. ic. pl. ver. II. tab, XV, n. III.- Castagnole. - Variat:
- β sulcata. "Calcare sulco laevissimo percurso".
- γ candidissima.
Comunissima nei pascoli, nei prati, nei margini dei campi, negli argini, più raramente nei luoghi boschivi: dalla pianura e dai colli alla regione: subalpina si incontra, può dirsi, in tutte quelle stazioni nelle quali cresce la specie precedente; della quale però dimostra maggiore attitudine per elevarsi in


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altitudine. La var. β cresce nei pascoli del monte Baldo; la γ, rarissima, tra Villafranca e Valeggio nei pascoli di Prebian (Goir.). - È in fiore dalla fine di marzo a tutto maggio; in giugno nelle stazioni elevate: perenne. - Forse presso di noi potrà rinvenirsi la forma corrispondente alla var. commutata Todaro.

O. ustulata X tridentata. - Nei pascoli di Prebian superiormente citati, nonchè al margine di un prato nel quale crescevano in società le due specie presso Castel d'Azan (Goir.).

O. tephrosanthos(1) Vill.: Poll. fl. excl. syn. Segu. et herb. ! - O. simia Lam. - Castagnole, Castagnola. - Variat:
- β nivea. - O. tephrosanthos var. β, Poll. !
Comunissima nei prati, nei pascoli; nei boschetti della intera Provincia, dalla bassa ed alta pianura, dall'Alto Agro Veronese e dai colli alla zona montana nella quale diventa più rara (Poll., Masè, A. Mang.!, De Bracht, Tonini!, A. et C. Mass.!, B. Pellegrini, Clementi, Rigo, Goir.). La var. β è rarissima: è stata raccolta presso Valeggio (Poll. herb,!) e nel monte Trezzolan (Goir.). - Fiorisce in aprile e maggio; anche in giugno nelle stazioni elevate: perenne.
[(1) = Orchis simia Lam. - n.d.c.]

O. militaris L.; Poll. excl. syn. Segu. et herb.! - Castagnole. - Comunissima dalla bassa pianura a tutta la regione montana, penetrando benanco nella regione subalpina: cresce nei prati, nei pascoli, nei boschetti di querce, castagni ecc. (Segu.,. Poll., A. Mass., Ton., A. Mang.!, B. Pellegrini, Rigo, Goir. ecc.). - Fiorisce nei mesi di aprile e maggio nelle stazioni basse; in giugno nei luoghi elevati: perenne.

O. tridentata X militaris. - Qua e là nelle stazioni nelle quali le due specie crescono promiscuamente.

O. purpurea Ruds. - O. fusca Iacq.: Poll. fl. ver. et herb. !;. O. militaris major Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV, n. II. - Castagnole. Variat:


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- β alba. - O. fusca flore albo Fr. Font.
Nei luoghi boschivi, nei cespugli e nei pascoli specialmente della zona collina e montana copiosamente: meno frequente si incontra nella pianura. E così alle falde settentrionali del monte Baldo verso Tierno e Castion (300-500 metri Poll.) ed a quelle meridionali a Pazzone (30 metri Rigo); Lazise sul Benaco (Poll., Font.); Rocca di Garda (Rigo); Ospedaletto, S. Ambrogio, Grezzana (Segu., Poll.); presso Tregnago nel Bosco di Ferrari (A. Mass.!, Da Campo !), e nel monte Precastio (Goir.); nei boschi lungo l'Adige; presso Guastalla veronese; sui due versanti del monte Baldo alle falde del monte stesso; nel monte Pastello sopra Cavalo e Fumane; nel monte Tondo (m. 640) ed altrove nei Lessini; nel colle delle Ungherine ed in tutti gli altri colli prossimi a Verona; nel monte Trezzolan; presso Montorio, Marcellise, la Mosela (m. 92); nel vaio di Squaranto; a Castagnè; presso Monteforte, Costalunga, Roncà, Soave; nel monte Bolca ecc. La var. β è rarissima: fu scoperta da Francesco Fontana presso Lasize sul Benaco. - Fiorisce da aprile a maggio ed anche in giugno: perenne.

Sub genus 2. Androrchis Reichb. fil. - Sect. 1. Provinciales.
- O. provincialis Balb. - Rarissima: scoperta primieramente da A. Massalongo nel monte Baldo, come risulta dall'esemplare che si conserva nell'Erbario centrale di Firenze, ma senza indicazione di luogo!: nei colli di Valpantena sopra le Stelle (Goir.); nei Lessini sotto a Cerro Veronese (800-600 m.) verso il vaio di Squaranto (9 maggio 1890, Goir). - È in fiore in maggio: perenne.

O. laxiflora Lam.; Poll. fl. et herb.! - Castagnole. - Variat:
- β bifida.
- γ brevifolia Tin. ?
Luoghi acquitrinosi della pianura: più raramente nei colli. Presso Legnago, Nogara, Vigasio ecc.


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(Poll., Rocchetti, Masè, (Goir.); nei prati lungo le rive del Mincio a Valeggio (Poll.), Monzambano e Salionze (Rigo); Peschiera (Goir.); nei colli Benacesi e in vicinanza delle rive del lago, presso Garda (Rigo), nella val Volpara (Rigo, Goir.), sopra Torri (Rigo), a Riva (Fleischer, Gelmi, Porta); nella val d'Adige sotto Rivole, e lungo il corso del fiume presso Incanale, la Caseta ecc. (Goir.). La var. β cresce assieme alla forma tipica; la var. γ, riferita dubitativamente alla var. brevifolia di Tineo, presso Peschiera (Goir.). - È in fiore dalla fine di aprile a tutto giugno: perenne.

Sect. 2. Masculae. - O. pallens L.; Poll. fl. et herb.! -
O. bulbosa, floribus favescentibus Segu. cum. ic. pl. ver. III, tab. VIII, n. III. - Fra il confine della Provincia veronese colla vicentina ed il lago di Garda, si incontra qua e là, per lo più gregaria, nei boschi ed anche nei pascoli della zona montana; qualche volta scende nella collina: però non è molto comune. Alle falde occidentali di monte Baldo nei boschetti sopra Torri del Benaco nel luogo detto le Sorti e nella val Volpara (150-200 m.) Rigo); nel monte Pastello (Mang., Goir.); nei Lessini presso Velo (1292 m.), Roverè di Velo (842 m.), presso Bosco Chiesanuova (900-1000 m., Goir.); nella valle Orcana presso S. Bartolomeo Tedesco (Segu.). - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

O. speciosa(1) Host. - O. mascula Poll. fl. et herb.! - Castagnole, Salep. - Stirps polymorpha variat:
- α genuina.
- β acutiflora Koch.
- γ macrostachya.
- δ brachystachya.
- ε maculata - O. Morio mas, foliis maculatis, Segu.
- ζ immaculata.
- η rosea. - O. Morio mas, foliis non maculatis flore roseo Segu.


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- φ alba. - O. morio mas, foliis non maculatis flore candido Moren. herb.
Comunissima: dai pascoli elevatissimi del monte Baldo, dei Lessini e dei monti confinanti o dipendenti da essi scende ai monti minori ed ai colli, ed internandosi nelle valli si avanza nella pianura veronese, nella quale però si incontra assai raramente (2000-15 m.): e così in tutta la catena del monte Baldo tanto sul versante occidentale che sull'orientale (Goir.) ; nel monte Pastello (Mang., Rigo, Goir.): in tutta la catena dei Lessini (Goir.); nel monte Bolca ed in tutti i monti che separano il Veronese dal Vicentino (Goir.); nelle valli d'Illasi, di Squaranto, del Falcone ecc. (Goir.); nella Valpantena sin presso Grezzana (Segu., Ton., Goir.); e nella bassa pianura presso Nogara (Rodegher) e Isola della Scala (Goir.). Tutte le forme o varietà sopra citate crescono promiscuamente! - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne.
[(1) = Orchis mascula (L.) L. subsp. mascula - n.d.c.]

O. Spitzelii Saut. - Rarissima: nel monte Baldo sotto la Colma di Malcesine (Leybold), ed inoltre nei boschi di faggio al Trét de Spin ed ai Zocchi (Porta). - Fiorisce in giugno e luglio.

Sect. 3. Sambucinae. - O. sambucina L.; Poll. var. α - O. palmata pratensis latifolia, longis calcaribus, flore albo, et O. palmata, lutea, floris labio maculato Segu. cum. ic. pl. ver. III, tab. VIII, fig. 5. - Variat:
- β purpurea Koch. - O. sambucina Poll. var. β excl. syn. L.
Si incontra copiosamente nei prati e nei pascoli dalla regione montana alla subalpina; frequentemente nei luoghi scoperti dei boschi di faggio. E così nel monte Baldo è segnalata da tutti i botanici che hanno perlustrato il Veronese (Segu., Poll.. Vis., Ton.!, Mang., Ambr., Rigo, Goir. ecc.), a Campedello, Valfredda; Naole, Ime, Lonza, Noveza, Novezina, Cerbiol : cresce


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pure in tutta la catena dei Lessini; p. e. Bosco di Chiesanuova, Roverè di Velo, Velo, Trachi, Bocca di Selva, Maléra ecc. (Goir.); nei monti che separano il Veronese dal Vicentino, p. e. nel monte Lobia (Segu., Goir.). Le due varietà crescono promiscuamente. - Fiorisce da aprile a giugno: perenne.

Sect. 4. Maculatae. - O. maculata L.; Poll.! - O. palmata montana maculata Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV. n. XVI. - Erba dela man, Zatele, Manine, Zatine, Scarpete dela Madona*. - Frequentissima: dalla zona alpina e subalpina scende nella montano, e benanco nella collina, internandosi nelle valli ed avvicinandosi alla pianura: ama i prati, i pascoli, i luoghi boschivi. - Nel monte Baldo in tutta la catena: lungo la salita da Brentino al Santuario della Corona (Poll., Goir.); presso lo, Ferrara, in Ime ecc. (Goir.); val di Borno (Rigo); la Lonza, Novezina, Noveza, Artillon ecc. (Goir.); nel monte Pastello (Poll., Goir.); nei Lessini presso S. Anna, Molina, Erbezzo, Chiesanuova ecc. (Goir.); nel vaio del Falcone, dell' Anguilla ecc. (Goir.); presso la Giazza, Tregnago (A. Mass.!, Goir.); nel monte Lobia (Goir.) ecc. - Fiorisce da maggio a luglio: perenne.

O. incarnata - O. latifolia Poll. herb.! et fl. ver. an ex parte? - Nei luoghi palustri e nei prati umidi della, pianura e dell'Alto Agro Veronese: in generale però non molto comune. - Lungo l'Adige; nei dintorni di Verona al Pestrino (Poll.), S. Pancrazio, Lazzaretto, Campomarzo sotto al muro lungo, presso S. Michele, Campalto, Giarone, S. Giovanni Lupatoto, Belfiore di Porcile ecc. (Goir.); Legnago, Villa Bartolomea ecc. (Goir.). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

O. Traunsteineri Saut. - In unione alla precedente presso Legnago?


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Ophrys L. Sect. 1. Araniferae. - O. Aranifera(1) Huds. Poll. herb.! et fl. ex parte. - O. fucum referens flore subvirente et O. fucum referens major, foliolis superioribus candidis et purpurascentibus Segu. cum. ic. pl. ver. II, tab. XV, n. XIII et tab. XV, n. XIV (mala.). - Colombine. - È la specie più frequente del genere e forse della famiglia: essa si incontra in tutta la Provincia, per lo più gregaria, nei prati, nei pascoli, nei luoghi erbosi ed anche nei boschetti, specialmente di querce, tanto nella pianura e nell'Agro Veronese, come nei colli ed anche nella regione montana spingendosi fino a circa 900 metri di altitudine: p. e. monte Beloca (830 metri A. Mass.!) e presso Chiesanuova (Goir.). - Fiorisce prima fra tutte le Orchidacee veronesi, ed a seconda della altitudine da marzo a maggio: perenne.
[(1) = Ophrys sphegodes Mill. - n.d.c.]

Sect. 2. Apiferae. - O. apifera Huds.; Poll. fl. et herb.! - O. araneam referens rostro recurvo Segu. curno ic. pl. ver. III, tab. VIII, fig. 2. - Vesparia. - Colombine. -
Poco frequente; si incontra qua e là nei luoghi erbosi dei colli e dei monti minori, ed anche, ma più raramente, nella pianura. - Nella collina veronese fra Poiano e Valdonega (Segu.); presso Grezzana (De Bracht, Ton.!); Avesa (Poll.); colline di Montorio (Poll., Goir.); fra la Valpantena ed il vaio di Squaranto nel monte S. Fenzo (Goir.); nel monte Viacara presso Tregnago (A. Mass. !); nella val d'Adige sotto al monte S. Marco presso la Caseta e sotto Rivole (Goir.); nella val di Caprino (Goir.); Bulle rive del Benaco a Lazise (Poll.!, Font.), Scaveaghe (Goir.); Rocca di Garda e Costermano (Rigo!); nei fossi della città di Verona (Pollini) e presso l'Adige al Pestrino (De Bracht); nello. bassa pianura a S. Pietro in Valle (Masè). Tutte le stazioni indicate in questo luogo sono comprese fra 15 a 591 metri di


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altitudine - Fiorisce dalla fine di aprile a giugno: perenne.

Sect. 3. Speculiferae. - O. Bertolonii Moret. - O. aranifera Poll. fl. ex. parte. - Colombine. - Questa bellissima specie cresce copiosissima nei prati e nei pascoli della intera regione collina e della montana inferiore: si incontra pure nell'alta pianura veronese. - E così a S. Pancrazio e S. Massimo presso Verona; in tutti i colli prossimi alla città; in tutte le collinette moreniche della campagna veronese; nella Valpantena e nei monti circostanti, Romagnano, Zago ecc.; nei colli di Montorio; nel monte Trezzolan; nella valle d'Illasi ecc; nel monte Pastello presso il fortilizio di Ceraino ecc.; nell'anfiteatro morenico di Rivole; alle falde del monte S. Marco e nei luoghi erbosi lungo l'Adige (Goir.); nei colli Benacesi sopra Marciaga, Albisano, Torri ecc. (Goir.): tutte le stazioni enumerate oscillano fra 85 a 620 metri di altitudine. - È in fiore dalla seconda metà di aprile a giugno: perenne.

add. cfr.: "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.):
- O. pseudo-Bertolonii Murr.! - Pascoli e luoghi erbosi nella Nago sul monte Baldo (Murr), e sulla collina veronese! - Giugno.
- O. Arachnites X O. Bertolonii. - Pascoli e luoghi erbosi nella Valdonega e presso le Torri Massimiliane !. - Giugno.
- O. aranifera X O. Bertolonii Barla et Sarato. (Barla iconogg. des Orchidées ecc. tab. 58, fig. 16-18) - Negli stessi lupoghi della precedente e nella stessa epoca!.

Sect. 4. Tenthrediniferae. - O. Arachnites(1) Host.; Poll. viag. fl. et herb.! - O. araneam referens Segu. cum. ic, pl. ver. III, tab. VIII, fig. 1. - Fior-mosca, Formicone. - Colombine. - Prati e pascoli della pianura e dei colli: penetra anche nella regione montana. - E così nella valle d'Illasi presso Giazza (Goir.), Cogolo (Bordoni ex Segu., Goir.); in Valdonega presso Verona; a Guastalla, Ospedaletto (Poll. herb. !), Novare (Poll.); nei colli veronesi (De Bracht, Goir.),. a Fradér presso Torri, Marciaga!, Costermano, Salionze (Rigo); alle sponde del Benaco a Scaveaghe (Goir.), Cisano (Rigo), Lazise (Font., Rigo); nella valle dell'Adige alle falde del monte Pastello presso Ceraino; fra Villafranca e Valeggio; nei prati di Prebian; alle falde dei Lessini presso Lughezzano e più in alto lungo la strada che


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conduce a Chiesanuova (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.
[(1) = Ophrys apifera Huds. - n.d.c.]

Sect. 5. Musciferae. - O. muscifera(1) Huds. - O. myodes Iacq.; Poll. fl; et herb. ! - Pecchie. - Non comune: si incontra qua e là isolata tutto al più in gruppi di pochi individui, nei luoghi erbosi e boschivi della zona collina e montana dalle sponde del Benaco al confine orientale della Provincia. - E così a Campitelo, le Sorti ecc. sopra Torri del Benaco (Rigo), ed ancora nei colli Benacesi sopra Albisano (Goir.); alle falde del monte Baldo presso Brentino (Mang.!); presso Tregnago (A. Mass.!); nei pascoli presso S. Anna d'Alfaedo (939 ,m.); nella Valpantena; lungo la strada che conduce da Avesa al Maso presso Calserega, Maseto, bosco del Romitorio ecc. (Goir.). - Maggio-giugno: perenne.
[(1) = Ophrys insectifera L. - n.d.c.]



Tribus 3.  -  Cypripedieae.

Cypripedium Calceolus L.; Poll. viag. fl. et herb.! - Farfallone. - Rarissimo in luoghi erti, scoscesi selvatici: nel monte Baldo sul versante orientale nella valle d'Artillon (Pona), e sull'occidentale verso Malcesine (Pona, Segu.) e specialmente lungo lo scosceso sentiero di Ventrar (Poll.!, esemplare raccolto nel 1811) ed inoltre nel luogo chiamato l'Ortal del Deorsil (1400-1500 m., Rigo 20 giugno 1882!): nei Lessini presso Roverè di Velo (A. Mass.!). - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
Sino a tempi a noi vicinissimi coltivavasi nelle Serre la Vanilla, e non infrequentemente la fruttificazione raggiungeva il suo completo sviluppo. - Oggidì negli appartamenti e nelle serre vengono, a scopo di ornamento, coltivate non poche specie esotiche della famiglia delle Orchidacee.


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CLASSIS III  -  DICOTYLEAE.

FAMILIA I.  -  IUGLANDACEAE.

Iuglans L. - Iuglans regia L. Poll. - Il noce la pianta, La noce il frutto. - Nogara (la pianta), Nose il frutto. - Variat:
- α praecox. - I. regia var. tenera Loud, - Nose lugliana*.
- β serotina. - I. regia var. sclerocarpa Spad.- Nose tardiva *.
- γ maxima Hort.
Albero oriundo di Persia, introdotto nel Veronese da epoca remotissima, essendosi rinvenuti frammenti dei gusci delle noci nello strato archeologico fra le palafitte del Garda a Peschiera ed al Bor presso Pacengo! - Una volta serviva nel Veronese da tutore alle viti: abbandonata, e molto saviamente, questa usanza, oggidì il noce è quasi totalmente scomparso dalla pianura e cacciato in bando nei monti nei quali, naturalizzato o quasi, vive prosperoso fra il Benaco ed il confine vicentino fino a toccare altitudini prossime a 1000 metri; per esempio nei Lessini a S. Anna d'Alfaedo, Fosse ecc., e nel monte Baldo a Spiazzi, Campedello ecc. (Goir.): a Verona in Campomarzo: presso Caprino in luoghi innondati dal torrente Tasso e rimasti incolti si trova allo stato di cespuglio. I campagnoli e coltivatori veronesi distinguono la var. α a guscio tenero e fragilissimo (Noyer Mésange dei frutti cultori francesi) e la var. β a guscio duro, consistente, bitorzoluto. - Fiorisce in aprile e maggio: le noci sono mature, nella var. α sin dal fine di luglio ed in agosto; nella var. β in settembre ed ottobre:


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il proverbio veronese dice che da Santa Maria Madalena (22 luglio) la nose l'è piena. - La var. γ è coltivata nei giardini.
Il legno del Noce è adoperato per le masserizie di casa ed altri usi: la scorza delle radici e dei rami, nonchè il mallo, serve a tingere di scuro. Le noci danno un olio eccellentissimo per condimento, per ardere e per uso della pittura.

Iuglans nigra(1) L. - Noce d'America* - Oriunda dell'America del Nord, è coltivata quale pianta ornamentale: ma qualche volta si incontra sporadica! - Somministra ottimo legname.
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.)



FAMILIA II.  -  SALICACEAE.


Salix L. - Salix babylonica L. Poll. - Salcio piangente. - Salice piangente*, Salgar d'America (Poll.). -
È coltivata soltanto la pianta femmina; questa quasi naturalizzata si trova in val di Mezzane (Goir.), e tale la segnala pure a Rovereto lungo l'Adige il signor De Cobelli. Aprile-maggio: albero venuto dal Levante.

S. alba L., Poll. - Salcio. - Salgar - Variat:
- α typica.
- β vitellina (L., Poll.) - Salcio da legare. - Stropar, Stropari, Stropar zalo: Strope si chiamano i rami flessibili, di un anno, adoperati come legaccio.
- γ coerulea (Sm.).
- δ splendens (Bray).
Ovunque spontaneo o coltivato, dal piano ad altitudini anche elevate, al margine dei campi, lungo i fossi ed i corsi d'acqua, nelle sabbie e nelle ghiaie dei fiumi e dei torrenti: albero, qualche volta frutice. La var. α cresce ovunque: la var. β è per lo più coltivata; si incontra però qua e là, inselvatichita, a Verona lungo l'Adige, nella Valpolicella, nella Valpantena. ecc.: la γ assieme alla forma tipica della quale è una leggera variazione: la δ lungo l'Adige in un bosco sotto al muro lungo. - Marzo-aprile.


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Sono notissimi gli usi svariatissimi del Salcio comune: solo si ricorda che da pochi anni a Villabartolomea, lo stesso alimenta, e con ottimi risultati, una nuova industria, quella della preparazione del trucciolo. La corteccia del Salcio comune ha un sapore amaro ed astringente e gode di proprietà mediche speciali, dovute alla Salicina scoperta nel 1825 da Francesco Fontana farmacista a Lazise sul Garda.

S. fragilis L. - Raro, e forse accidentalmente (Marzo 1871), in Campomarzo di Verona, nei luoghi inondati da l'Adige in occasione di piene (Goir.). - Marzo-aprile.
Nell'opera edita a cura del Ministero di Agricoltura (anno 1873) col titolo Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, si assegna al Salcio fragile il nome veronese di Salgar gentile: tale denominazione non può essere accettata, trattandosi di pianta punto nota; d'altronde la stessa è la pura traduzione vernacola di Salcio gentile, altro nome italiano di S. fragilis.

S. amygdalina(1) L. - Salcio o vetrice da far ceste, - Stropar, Salgal'*. - Variat:
- α discolor Koch. - S. amygdalina Poll., il quale però non lo indica nel veronese.
- β concolor Koch. - S. triandra Poll.
- γ alopecuroides Tausch, (Rchb. ic. fl. germ. et helv.).
- δ ligustrina Host., (Rchb. l. c.).
- ε tenuijulis . Anders. in Dc.
- ζ crassijulis Anders. l. c.
Queste sei varietà, la α con le sottovarietà latifolia, angustifolia, microphylla e la β con le sotto variet%agrave; latifolia e angustifolia, crescono presso Verona lungo il corso dell'Adige specialmente nelle sabbie depositate dal fiume. La var. β, che è la più frequente, si incontra copiosamente lungo il Mincio, il Tartaro, ecc.; nei prati torbosi della pianura, nei luoghi paludosi, e persino nelle risaie; alle sponde del Garda;
[(1) = Salix triandra L. - n.d.c.]


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nella val d'Adige; nel monte Baldo a Salzan, Basiana, la Ferrara ecc. (Goir.) : il Pollini la segna pure a Brentonico. - Fiorisce in aprile e maggio; qualche volta in marzo. - È adoperato per far ceste ed altri lavori ed anche come riparo ai fiumi.

S. incana Schrnk. - S. riparia W., Poll. - Vetrice bianca. - Borghignon * nelle vicinanze di Verona; Ginesca* nella Valpantena; Baize* nell'alta valle d'Illasi; Marin* nel monte Baldo. - Frutice od albero, cresce nelle siepi, nelle ghiaie dei torrenti ecc. dal piano ad altitudini prossime a 1300-1500 metri; qualche volta nelle paludi od al margine delle risaie. - Presso Verona nelle sabbie d'Adige e lungo tutta la valle percorsa dal fiume; nella Valsorda sotto Affi ed il monte Moscal (Goir.): alle sponde del Garda a Lazise ed altrove (Poll., De-Bracht(1), Goir.); nel monte Baldo presso Gamberone, S. Marco, pian della cenere (Goir.) ; Tolghe, Canalete, valle Aviana, Campione, Acque negre (Poll.); val delle Sorne (Heufler): è meno frequente nella Valpolicella, abbondantissimo invece in tutta la Valpantena da Grezzana procedendo a nord verso Lugo ecc. e nel tempo stesso ad oriente alle Giare, Costoli, Lotrago, monte Zovo ecc.; nella valle di Squaranto, nella valle d'Illasi ecc. (Goir.) - Marzo-aprile.
Serve egregiamente a difesa dei torrenti, ed è pure adoperato a far vinchi da paniere, vestir fiaschi, far culle da bambini; stante la loro fragilità i rami non possono servire come legacci, quindi i campagnuoli della collina praticano di frequente su S. incana innesti di S. vitellina e S. amygdalina.

S. incana x - Presso Verona nelle sabbie d'Adige e nella Valsorda.

S. viminalis L., Poll. - Vimine. - Stropar, Agorino*, e nel monte Baldo Salice Borgogna*. - Originario dell'Europa centrale, ed Asia boreale, centrale ed occidentale media, è coltivato in quasi tutta la pianura


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al margine dei fossi e dei campi; ma quasi selvatico si trova lungo tutto il corso dell'Adige presso Parona, a Settimo veronese, Pescantina ecc.; nella Valpantena sull'altipiano di Lotrago ivi certamente introdotto da molto tempo; alle Valdoneghe in val di Caprino, nel paese istesso nonchè fuori di questo alla Campagna; a Castione veronese alle falde del monte Baldo e, più in alto, presso Braghizola in una fossa e sotto Vezzane presso al torrente (Goiran). - Marzo-aprile.
Le gorre o vermene del Vimine servono a far cestelle, panieri, corbe, gabbie: la pianta è adoperata quale porta innesto di S. Vitellina !.

S. cinerea L. - S. ambigua et S. acuminata Poll. - Salgar salvadego* nei dintorni di Verona, e Salgarela* sul monte Baldo; ove in generale si dà questa denomizione alle specie ed alle forme nane del genere Salix !. - Variat:
- β acquatica Sm.
Frutice od alberetto che dalla pianura e dalle Valli grandi veronesi !, sale alla regione subalpina in tutti i nostri monti: presso Verona lungo il corso dell'Adige, nella collina veronese ad Avesa, nella Valpolicella a Negrar ecc., nella Valpantena presso Grezzana, nella valle d'Illasi, nel monte Bolca, nei Lessini, nel Pastello (Goir.); nel monte Baldo alla Lonza, a Campedello, Val brutta, Valfredda (Poll.); alle sponde del lago di Garda (Poll.) - La var. β colla specie qua e là. - Fiorisce da marzo a maggio secondo la altitudine.

S. Caprea L., Poll. excl. var. β. - Salice, Salicone. - Salgar*, Salgar bastardo*, Salgarela* e Salgarele* (le piante nane), Gatolar, Gatoli, Subiolar; Monini*: questa ultima denominazione nella valle dell'Adige, alle falde del monte Baldo a Brentino, Rivalta, Belluno ecc. e dei monti Lessini a Dolcè, Peri, Ossenigo, ecc. ! - Variat:
- β parvifolia Rchb. icon. ecc.


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Frutice e frequentemente albero, vegeta nei luoghi ombrosi e lungo i torrenti, in tutti i collie monti e nelle loro convalli ed anche nel piano; per esempio lungo l'Adige presso Verona (Goir.,) alle sponde del Garda presso Lazise (Fontana): ad ogni modo preferisce i luoghi montani e subalpini (Pona, Segu., Poll. ecc.), La. var. β lungo l'Adige nelle sabbie e presso la Ferrara in monte Baldo (Goir.). - Fioritura: Marzo-aprile nelle stazioni basse: Aprile-maggio nelle più elevate.

S. grandifolia(1) Sev. - S. aurita et S. polymorpha Poll. - Salciaccio. - Monini* e probabilmente gli altri nomi propri alla specie precedente: nell'opera Nomi volgari ecc. superiormente citata Salgar de palude (?). - Frutice od arboscello: nei luoghi boschivi e lungo il corso dei torrenti delle zone montana e subalpina. E così nel monte Baldo presso la Ferrara (Goir,), alle Acque negre e Campion (Poll., Goir.), val delle Sorne (Heufler); nei Lessini lungo la Liana, alla Sega: ecc., nei dintorni di Revolto, nella valle di Illasi ecc. (Goir.). - Aprile-maggio.
[(1) = Salix appendiculata Vill. - n.d.c.]

S. hastata L., Poll. - S. Pontederana Poll. viag. - Salgarela. - Piccolo frutice, però non comune, dei luoghi selvatici elevati. Nel monte Baldo alle Acque negre (Poll., Goir.), all'Altissimo di Nago (Heufler): nei monti Lessini, cime del Pastello: alta Valpantena nel vaio dell'Anguilla sotto alla Podesteria, cima: Malera, Revolto; nel monte Zeola ecc. (Goir.) - Giugno-luglio: specie prossima alla seguente colla quale alcune forme si possono facilmente confondere!

S. nigricans Sm. - S. phylicifolia L.; S. vulfeniana Poll. - Salgar, Salgarela, Salgar salvadego - Specie eminentemente poliforma (conf. Anders. in Dc. prodr. pars. XVI, sect. posterior p. 241). - Frutice o alberetto da 1 a 7 metri, cresce copiosissimo e frequentemente gregario in tutti i monti veronesi fra il Garda


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ed il confine vicentino, di preferenza nello zone elevate. Nel monte Baldo (Poll., Ian., De Bracht), in tutte le valli che solcano i due versanti, Naole, Valfredda, Acque negre, pian della cenere, la Ferrara, la Corona ecc. fra 800-2000 metri (Goir.); nei Lessini alle cime del Pastello, Corno d'Aquilio, Corno mozzo, Podesteria, Revolto ecc. (Goir.) ; nel monte Zeola (Goir.) ecc. Si incontra pure qualche volta al confine della zona collina, per esempio nei Lessini lungo la via del Rosaro presso Cerro!. - Aprile-luglio, secondo la altitudine.

S. repens L., Poll. - Variat:
- β fusca Sm.
Piccolo frutice in parte sdraiato sul suolo. La specie e la varietà crescono, ma rare assai, in monte Baldo nei pascoli di val Losana e di Noveza (Goir.). - Maggio-giugno. - Non si crede inserire in questo luogo S. ambigua Ehrh, ritenuto dagli autori come un ibrido tra S. repens e S. aurita (che non cresce nella nostra. zona botanica) ovvero S. cinerea, sebbene sia da alcuni scrittori indicato nel Veronese, probabilmente perchè il Pollini lo enumera, Fl. ver. III, p. 162, fra i salici veronesi. Ma il Pollini è nel dubbio, come è dimostrato dal segno? che fa seguire al nome della pianta (S. ambigua Ehrh. ?), e dal sospetto possa trattarsi di S. cinerea: alla determinazione della pianta veronese in S. ambigua il Pollini sarebbe stato indotto dallo Sprengel: da ultimo la distribuzione indicata di questo salcio nel Veronese, esclude in via assoluta. possa trattarsi della pianta in quistione.

S. angustifolia(1) Wulf. - Piccolo frutice, considerato come una varietà del precedente, raccolto dall'Heufler nel monte Baldo sopra Brentonico verso l'Altissimo (über Brentonico gegen den Altissimo Hsmn. Fl. von tir. p. 794).
[(1) = Salix eleagnos subsp. angustifolia (Cariot & St.-Lag.) Rech. f. - n.d.c.]


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S. Myrsintes(1) L., Poll. - Variat:
- α genuina Rchb . - β arbutifolia W. - γ lejocarpa Rchb. La forma genuina e le var. β e γ di questo piccolo frutice crescono nelle zone elevate delle alpi veronesi!: nel monte Baldo al Coal santo ed in val Losana (Goir.), alla Lonza ed in Noveza (Segu.), nelle valli alpine prospicienti il Benaco (Poll., Goir.); nel monte Posta ed alla cima di Zeola (Goir.). - Giugno-agosto.
[(1) = Salix breviserrata Flod. - n.d.c.]

S. purpurea L. - S. monandra Poll. - Vimini (Bertol.) Senocela* presso Verona: nell'opera Nomi Volgari ecc. Stropar rosso, Salgar porporo, denominazioni che sono la pura traduzione vernacola del nome tecnico. Variat:
- β Helix (L.).
- γ Lambertiana (Sm.).
- δ angustissima.
Frutice, qualche volta alberetto! glaberrimo, per lo più cespuglioso, sommamente polimorfo: abbonda lungo l'Adige ed i torrenti in tutta la Provincia dalla pianura alla zona montana. E così a Legnago, Albaredo, S. Giovanni Lupatoto, Verona ecc.; nella val d'Adige alle falde del Pastello fra Ceraino e Dolcè ecc.; fra Costermano e Garda nella valle dei Molini; nel monte Baldo alle sue falde in Valticina presso Castione veronese, a Brentino, Rivalta, Belluno ecc., e più in alto nel colle S. Marco, nella valle del Pissol, nel letto ed alle sponde del torrente Tasso e dei suoi affluenti, lungo la via ai Lumini ecc. (Goir.); valle delle Sorne (Heufler.). La var. β nelle sabbie lungo l'Adige e qualche volta coltivata; la γ e la δ qua e là colla pecie (Goir.). Non sarà difficile rinvenire le forme rispondenti a S. carniolica e S. mirabilis. - Fiorisce da febbraio a maggio secondo l'altitudine delle stazioni. Serve comunemente per far panieri, ceste ecc.


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S. purpureo x cinerea Wimm. - S. Pontederana Schl. - È indicato nel monte Baldo da Ball.

S. purpureo x viminalis Wimm.? - Forse nella Valticina presso a Castione veronese ed in vicinanza a Boi alle Fornase (Goir.).

S. glabra Scop. - S. coruscans Poll. - Piccolo frutice che non di rado cresce in società con S. nigricans, per esempio in monte Baldo alle Acque negre (Poll., Heufler.). - Giugno-luglio.

S. Arbuscula L., Poll. - Salgarela - Piccolo frutice; dalla zona montana elevata alla subalpina ed alla alpina: nel monte Baldo sopra Malcesine (Ambrosi), in Monmaor (Heufler), Valfredda, Valvaccara ecc. (Goir.); al Corno mozzo nei Lessini e nel monte Zeola ecc. (Goir.). - Maggio-giugno.

S. reticulata L., Poll. - Piccolo ed, elegante suffrutice proprio dei pascoli sassosi e rupestri fra 1700-2200 metri: nel monte Baldo lungo le creste da Costabella sin oltre l'Altissimo di Nago e nelle sottostanti vallate, specialmente nel versante occidentale; nei Lessini a Velo, cima di Maléra ecc.; nei monti Posta e Campobrun (Goir.). - Luglio-settembre.

S. herbacea L., Poll. - Piccolo e raro suffrutice fra le fessure delle rupi elevatissime: nel monte Baldo nelle valli delle pietre, degli ossi, dritta ecc. ed all'Altissimo di Nago (Poll., Goiran); il prof. A. Manganotti lo raccolse sui Lessini. - Luglio-settembre.

S. retusa L., Poll. - Piccolo e grazioso suffrutice che cresce copiosamente in tutte quelle stazioni nelle quali vive S. reticulata, tanto sul monte Baldo quanto sui monti Lessini ecc., e fiorisce e fruttifica nella stessa epoca di esso (Segu., Poll., Goir. ecc.). - Variat:
- β Kitaibeliana (W.). Forma major. - S. retusa var. β Poll. - Qua e là colla specie.
- γ angustifolia Ces. in lit. - Ove la varietà precedente.


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- δ serpillifolia (Scop.). - Piuttosto rara: nel monte Baldo in Costabella (Goir.) val degli ossi (De Bracht, Goir.) ecc.; nei monti Lessini alle Gozze (Goir.).

Populus Tournef. - P. alba L., Poll. - Gattice. - Albara bianca, Albara mata., Albara argentina *. - Variat:
- α arborea.
- β arbuscula.
Albero (var. α) alto sino a 10-20 metri, o frutice (var. β) basso e più o meno cespuglioso, cresce in tutta la Provincia, frequentemente isolato, od in piccoli gruppi (var. β): dalla pianura e dall'Alto Agro Veronese, per esempio presso Verona lungo l'Adige, Sandrà ecc. risalendo le valli che frastagliano la parte montuosa s'innalza sui colli e sui monti nella. Valsorda, a Rivole veronese, Caprino, Pesina ecc., Ceraino alle falde del Pastello, Saline nella valle d'Illasi, monte Tondo nella Valpantena ecc. sino a toccare altitudini prossime a 1000 metri nel monte Baldo sotto ai Crosati, a Pràbestemià, ai Cervi (Goir.). Tanto la varietà α quanto la β si incontrano sotto le due forme argentea e grisea (A. Wesmael in Dc. prodr); si incontra pure frequentemente una forma microphylla. - Marzo-aprile.

P. canescens Smith. - P. hybrida (M, B.; P. alba X tremula Wimm. - Raro: luoghi sabbiosi a Rivole veronese, alla Colombarola presso a Costermano, (Goir.), ed al margine di un fossato al confine della Provincia veronese con la mantovana (Masè !), nella val d'Adige presso il forte di Incanale!, ed in riva al fiume alla Perarola !(1)
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.)

P. tremula L., Poll. - Tremolo - Piopa, Piope, Albara bastarda, Albara salvadega, Albere, Alberele mate, Alberele salvadeghe o salveghe. - Variat:
- α typica.
- β villosa Lang.
- γ parvifolia. "Frutex humilis; foliis triplo vel duplo minoribus quam in forma typica."
Solitario ovvero in società, albero, arbusto, frutice,


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si incontra in tutti i colli e monti e nelle loro convalli, innalzandosi sino alla zona subalpina: raramente si incontra nella pianura!. La var. β nelle convalli della zona veronese, per esempio sopra Avesa, nel monte Baldo al Gazo ed ai Lumini (forma macrophylla), tra la Salveregina ed Ime ecc.; la γ in monte Baldo presso l'Altissimo di Nago (Goir.). - Marzo-aprile.

P. nigra L., Poll. - Pioppo. - Albera (Segu.), Albara, Piopa. - Variat:
- α typica.
- β italica Dur. - P. pyramidalis Salisb., P. fastigiata Poll. - Pioppo cipressino. - Albera pino (Segu.), Piopa pigna.
La forma tipica cresce ovunque dal piano alla zona subalpina, spontanea o coltivata, specialmente lungo l'alveo dei fiumi e dei torrenti ed al margine dei fossati. Albero, qualche volta frutice: un esemplare veramente gigantesco si osserva sul monte Baldo in Piore alla estremità meridionale della catena, a circa 1000 metri di altitudine, e quasi per contrasto, ne fu raccolto uno alto appena pochi centimetri sopra uno dei gradini dell'Arena in Verona; la var. β, ritenuta originaria dell'Oriente e frequentemente coltivata, vive assieme alla α; per esempio nell'alta Valpantena oltrepassati i Belori, da Dorighi e Spionca sin sotto al ponte di Veja (Goir.). - Marzo-aprile.
Il legno dei pioppi serve a diversi usi: non resistendo all'umido è principalmente adoperato per lavori al coperto o per masserizie che devono essere impiallacciate o tinte, o per lavori d'intaglio grossolano, come zoccoli, tavole, assi sottili per casse d'imballaggio ecc.; coi rami si fanno pali e forche; le foglie si danno da mangiare agli animali. Il Pioppo cipressino si pianta nei viali delle ville e lungo i passeggi pubblici.


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P. angulata Ait. - Di questa bella specie, originaria dell'America settentrionale, cresce un esemplare isolato al margine di un campo presso Parona all'Adige, al principio della stradella che sale a S. Cristina !.





FAMILIA III.  -  BETULACEAE.


Alnus Gaertn. - A. glutinosa Gaertn. - Betula alnus Poll.! excl. var. γ - Ontano. - Oniza, Onizo, Ono*, Oni, Ontano*, Onaro*. Le denominazioni vernacole di questa pianta variano da luogo a luogo; alcune poi indicano, per così dire, la loro importazione dalle provincie vicine: e così ad esempio i nomi Ontano ed Onaro sono sicuramente importati dal Vicentino. Erroneamente l'Abate Tomaselli attribuisce ad A. glutinosa il nome vernacolo di Antana, il quale spetta a Viburnum Lantana L.! - Variat:
- α vulgaris Regel in Dc., Prodr., pars XVI, sectio posterior p. 187.
- β denticulata Regel l. c.
- γ barbata C. A. Mey. - "Forma venis pubescentibus".
- δ oblongata Mill. "Forma foliis ellipticis".
Albero, qualche volta frutice: spontaneo e qualche volta coltivato cresce in tutta la Provincia (Calc., Segu., Poll. !), salendo dalla pianura e dalle sponde del Garda ad altitudini prossime a 1000 metri, per esempio nei Lessini a S. Anna d'Alfaedo; nel monte Bolca; nel monte Baldo sin sopra la Ferrara: le var. β e γ lungo l'Adige a S. Vito del Mantico e presso S. Michele di Verona sotto al muro lungo. Come è noto, A. glutinosa è specie variabilissima, e nel Veronese non mancano forme che potrebbero riferirsi ad A. elliptica Req. (promiscuamente alla forma tipica) e ad A. glutinosa macrocarpa Req. (sabbie


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dell'Adige, S. Vito del Mantico, lago di Garda presso Malcesine); e da ultimo a Guastalla Veronese una forma che appare quasi intermediaria fra la var. α vulgaris Reg. ed A. elliptica Req.: coltivato ed educato convenientemente diventa gigantesco assumendo il portamento caratteristico di Populus fastigiata, per esempio nella pianura e nell'Alto Agro Veronese, presso Caprino ecc. (Goir.). - Fiorisce in febbraio e marzo, non di rado sin dall'autunno dell'anno antecedente: i frutti maturano in settembre ed ottobre.
L'Ontano può essere adoperato per vari usi, specialmente nei lavori sott'acqua dove resiste al pari delle quercie: è pianta molto idonea per rivestire le sponde dei fiumi e dei torrenti e per rassodare il terreno lungo gli stessi.

A. incana W. - Betula incana Poll.! - Oniza, Onizo, Ono, Ono de montagna*, Ono bastardo*. - Variat:
- α vulgaris Regel l. c.
- β glauca Regel l. c.
Albero, alberetto o frutice, questa Betulacea, meno comune di A. glutinosa, ama i luoghi umidi e freschi lungo i fiumi, i rivi, i fossi e nelle convalli montane, subalpine ed alpine (Seguier, Pollini!). E così dalla pianura, p. e. Villabella, e dalle sponde dell'Adige in Campo Marzo di Verona, S. Michele, S. Pancrazio, Pestrino, S. Vito del Mantico, Parona Settimo ecc., e dai Fineti presso Tregnago si innalza alle regioni elevate nelle quali è copiosissima nel monte Bolca (m. 945) e nel monte Zeola (m. 1836 Poll.!): è più rara nel monte Baldo ove cresce alle sue falde orientali lungo l'Adige presso i Tessari, Preaboco, Rivalta (Goir.), mentre è indicata nell'antica selva di Malcesine e presso Brentonico (Poll.) fra 300 e 1300 metri, e nella valle Noveza (Vittorio Pellegrini!). - Fioritura e fruttificazione come per la specie precedente.
Il signor Gelmi segnala presso Trento una forma a


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foglie suborbicolari e pubescenti che sospetta possa essere A. glutinosa X incana, (A. pubescens Tausch.): questa forma si incontra pure lungo l'Adige presso Verona (Goir.).

A. viridis Dc. - B. ovata Poll.! - Ono de montagna (nell'op. c. Nomi volgari ecc.), Ono bastardo*; e nell'alto Baldo, al confine del Veronese col Trentino, Onaro bastardo* e Ontano verde*. - Variat:
- α typica.
- β intermedia.
- γ brembana (Rota)! - A. viridis var. microphylla Ces. !; A. viridis var. parvifolia Sauter; A. alpina minor Segu.
Frutice od alberello ramosissimo questa Betulacea compare nella regione montana nella quale frequentemente si trova colle due specie precedenti, p. e. nel monte Bolca; abbonda nella subalpina; è copiosa nella alpina (Segu., Poll.!); qualche rara volta arriva alla pianura, p. e. al Pestrino in riva all'Adige presso Verona (Goir.), seguendo il corso dei torrenti e dei fiumi. Nel monte Baldo nella selva di Malcesine (Poll. herb. !), in tutte le valli alpine che ne solcano il versante occidentale, all'Artillon, in Noveza verso Campion e le Fassole, nella valle Basiana ecc. (Goir.) fra 1000-2200 metri di altitudine ecc.: nei Lessini alla cima Maléra (Goir. ), a S. Vitale presso Velo Veronese (Poll. herb.!) ecc.; nei monti Zeola, Alba, Gramulon ecc., e nel monte Bolca nel quale diventa aborescente (Goir.): la var. γ sul monte Baldo nelle valli delle pietre e degli ossi ecc. (Goir.) e nel monte Zeola (Segu.): la var. β è bellissima forma che cresce sulle vette più elevate dei Lessini è può ritenersi intermedia fra la forma tipica e la var. γ. - Fiorisce da aprile e maggio a luglio secondo l'altitudine della stazione: le piccole pigne sono mature in settembre-ottobre.


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Betula Tournef. - B. alba L: Poll.! - Betula, Betulla, Bidollo.- Spazzadora* (sui Lessini), Spazzadora. salvadega, Bogol, Bogolo*, Begolo (la Ferrara). - Albero o alberello, raramente arbusto o frutice, dalle regioni subalpina e montana del monte Baldo e dei Lessini, fra 700-1200 metri, nelle quali si incontra assai frequentemente, ora in gruppi più o meno estesi ed altra volta isolato, scende nella collina, internandosi nelle valli per accostarsi alla pianura; nella quale però si incontra qualche rara volta, sporadico e frutescente, lungo l'Adige in seguito a qualche piena del fiume!: molte volte si trova in società con Populus tremula (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc:). - È stirpe polimorfa: le piante veronesi sono tutte da riferirsi alla sottospecie verrucosa α vulgaris Regel in. Dc. prodr., e sulla scorta del chiarissimo autore si elencano le forme seguenti (Goir.):
a expansa Regel. - È la forma più comune e si incontra nella parte più alta, della zona montana e nella subalpina in tutti i nostri monti: e così nel monte Baldo presso la Ferrara, ai Lavacci e nel pian della cenere, ecc.; nei Lessini al Corno Mozzo (m. 1536) e al Corno d'Aquilio nel vallone di Fanta (m. 1400): nella zona della collina e nella montana inferiore si incontra più raramente, e per lo più in individui isolati, p. e. nel monte Baldo lungo l'ascesa ai Lumini; in val d'Adige a Rivole (m. 102); a cavaliere della Valpantena e Valpolicella alla bocca d'Alcenago (m. 600); nella valle di Squaranto prima di arrivare alla Rocchetta bassa (200 m. circa) e nella Valpantena nel vajo della Pernise quasi alla stessa altitudine.
b pendula Regel. - Rara: forma elegantissima congiunta alla precedente da forme intermediarie: nel Baldo al monte Belpo sopra i Lumini e presso la Ferrara nel bosco Bordina (800-850 m.), e nei Lessini presso Cerro


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(720 m.), Corbiolo (850 m.) ed alle Pozze presso S. Anna d'Alfaedo.
c microphylla Regel. - Rara: nella Valpantena al monte Lubego (m. 400) verso la valle di Squaranto, al Ponte di Veja alle Pozze presso S. Anna d'Alfaedo.
d lobulata Regel. - Rara: nel monte Gazo (m. 450), sopra Grezzana. Fiorisce in aprile e maggio: i frutti sono maturi in agosto e settembre.




FAMILIA IV.  -  QUERCACEAE.


Tribus 1.  -  Corileae.

Carpinus Tournef. - C. Betulus L.; Poll. - Carpino, Carpino bianco. - Carpano, Carpano bianco*, Fo - Carpano, Carpen. - Le forme nane tanto di questa specie come di Ostrya carpinifolia, in diversi punti dell'Alto Agro e della collina veronese, ricevono il nome di Carpanele ! - Albero, più raramente frutice. Come osservava Seguier, è nel Veronese pianta non comune, e si incontra qua e là nell'alta pianura e nelle regioni collina e montana: e così in Verona nel Giardino Giusti; presso S. Michele lungo l'Adige; al lago di Garda nelle vicinanze di Lazise (Font.); a Fadèr presso Torri (e Rigo!); alla Rocca di Garda; nel monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona (Poll.), presso la Ferrara (V. Pellegrini), sopra la Cà dei Lusani sotto al Sengio rosso, ai Lumini ove cresce gigantesco; nella valle di Caprino frutescente nelle siepi; nella Valticina presso Castione Veronese; nella collina veronese; nella Valpantena a Spredino verso il vaio di Squaranto; nei Lessini nell'alta valle d'Illasi al Paradiso presso Giazza.


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(V. Pell.); nel monte Tesoro ed a Vagimal presso a S. Anna d'Alfaedo; ai Tinassi, ma umile e nano, come scriveva Seguier (Goir.). - Il legno fortissimo e tenace rende il Carpino bianco atto a moltissimi lavori, e somministra un ottimo carbone: i rami giovani sono flessibili e tortili e quindi, come quelli dei Salici, sono adoperati a fare legami. È coltivato assieme al Carpino nero per fare siepi e viene adoperato nelle uccellande (Rocoli; Tende): prende molte forme col cesoiarlo. - Fiorisce in aprile e maggio, i frutti sono maturi in agosto e settembre: ma non fruttifica tutti gli anni!.

Ostrya Mich. - O. carpinifolia Scop. - Carpinus Ostrya L.; Poll. - Carpinella. - Carpano, Carpano nero, Carpanele. - Albero, alberello, frutice: spontaneo o coltivato cresce copiosissimo in tutta la Provincia, nei boschi, nelle siepi, sui muri, sulle rupi, dal piamo alla zona subalpina: e così in Verona nel Giardino Giusti, nell'Arena, nel Teatro Romano e su tutte le mura, a S. Giovanni in Valle ecc.; nella val d'Adige e nel monte Pastello; nel monte Baldo lungo la via da Brentino alla Corona, alla Ferrara ecc.; nella Valpolicella, nella Valpantena, nel vaio di Squaranto ecc.; nei Lessini presso S. Anna d'Alfaedo (m. 936), nella valle della Liana (m. 1000-1200), al Corno d'Aquilio nel vallone di Fanta (m. 1475). - Fiorisce in aprile-maggio: gli strobili maturano da agosto ad ottobre. - Il legno è adoperato dai carrai; serve pure a fabbricare carrucole, ruote da molini, ecc.

Corylus Tournef. - C. Avellana L.; Poll. - Avellano, Nocciolo. - Ninzolar, Ninzzolar, Nenzolar, Avelan, Olanar (l'albero); Gatolaro; Paparele (gli amenti): Nosele, Nozele, Nisole, Nizzole, Olane (i frutti). - Ciro Pollini (fl. ver. III, p. 130) distingue tre varietà principali:


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- α sylvestris. - Nosele. - È la forma predominante, alla quale, come sotto varietà, sarebbe da riferirsi C. Avellana ζ crispa A. Dc.
- β ovata. - Olane.
- γ maxima. - C. Avellana θ grandis Dc. - Olane, Olane grosse, Olane tonde.
A queste varietà si possono aggiungere le forme (a) glomerata Dochmakl, (b) aestivalis Doch., (c) latifolia Dc., (d) microcarpa.
L'Avellano (α sylvestris) frutice, alberetto, albero è comunissimo nel Veronese e dalla pianura si innalza a tutta la zona montana, nella quale forma dei cedui estesissimi, e si spinge nella subalpina toccando altitudini prossime a 1300-1400 metri! La sottovarietà crispa di α sylvestris nonchè le varietà e forme β, γ (b) sono frequentemente coltivate negli orti o nelle vicinanze delle case rusticane; la (a) si incontra assieme alla α; la (c) è per lo più coltivata, ma fu pure osservata lungo la salita dal , in valle dell'Adige, alla Sega nei Lessini, nella valle di Caprino, nelle siepi lungo la strada da Caprino a Pazzon, presso Verona nel vaio Borago ai piedi del colle delle Ungherine ecc.!; la (d) sul Gazo nel monte Baldo: nei giardini sono pure qualche volta coltivate le varietà urticifolia e variegata dei frutticultori (Goir.) - Fiorisce in febbraio e marzo, nel piano e nei colli, in aprile e maggio sui monti; qualche volta gli amenti compaiono sin dall'autunno dell'anno antecedente. Le Nocciole a seconda delle varietà della specie o della altitudine sono mature da luglio a settembre.
Add:"Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.):
(planta culta, assumono frequentemente la forma pendulam quale si nota in Betula alba e Fagus sylvatica.

C. Colurna L. - Oriundo di levante ed introdotto nel Veronese da epoca remotissima, essendo stati rinvenuti frammenti di pericarpo fra le palafitte del lago di Garda a Peschiera nel banco archeologico; si trova quasi naturalizzato in alcuni giardini di Verona, p. e. a porta catena presso S. Zeno (G. Menegazzoli !). -


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Fiorisce in marzo ed aprile i matura i frutti in luglio ed agosto.

C. tubulosa W. - Rarissima nel monte Baldo nelle siepi lungo la strada che dalla Ferrara conduce a Mezzavilla e Cambrigar, nonchè nei boschetti di valle Basiana e valle Andrine; ma in pochi esemplari e quasi sempre in mezzo ad altre essenze frutescenti: è difficile a ritrovarsi, e raramente fruttifica (Goir.).



Tribus 2.  -  Quercineae.

Fagus Tournef. - F. Sylvatica. L.; Poll. - Faggio. - Fagio*, Fò, Faza, Fazar. - Variat:
- α typica. - F. sylvatica Poll. var. α.
- β sanguinea Rchb. - F. sylvatica Poll. var. β.
- γ parvifolia.
- δ pendula Loud.
Il Faggio vive fra il lago di Garda ed il confine vicentino (Pona, Segu., Poll. ecc.), ed a seconda delle condizioni dei luoghi si presenta albero dalla chioma maestosa, - p. e. l'individuo stupendo a S. Francesco sui Lessini, - ovvero frutice; altra volta allo stato di cespuglio: e da altitudini comprese fra 1400- 1800 metri, p. e. Ortigara, Artilonzin ecc., nel monte Baldo; Bocca di Selva nei Lessini; scende ad altre minori, p. e. nel primo nelle stazioni di Lonza, Novezina, Ime, la Ferrara, eremo dei SS. Benigno e Caro; e nei secondi in quelle di Bosco Chiesanuova, S. Anna d'Alfaedo, Campostrin, Pastelletto ecc. e quindi fra altitudini comprese fra 1255-1817 metri: nei Lessini tocca la minima altitudine presso Casale di Valpantena nel monte Lavel (633-670 ID.): si incontra anche coltivato nella pianura p. e. in Verona, presso s. Michele ed altrove. La var. β è per lo più coltivata nei giardini e d'ordinario si mantiene


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frutescente; spontanea però fu rinvenuta sui Lessini nella stazione ora ricordata di monte Lavel: la γ si incontra qua e là frammista alla forma tipica; e così nel monte Baldo presso la Ferrara ed altrove, e nei Lessini al Campostrin: la var. δ è coltivata nei giardini ma compare sparsa qua e là tanto sul monte Baldo, quanto sui Lessini.
Il Faggio nel Veronese forma ancora attualmente delle faggiaie assai estese, ed in alcuni punti, Ime, Lonza, Novezina sul monte Baldo; Bocca di Selva sui Lessini; piante secolari presentano volte e tetti di verzura (riserve) che offrono ai mandriani ed alle mandrie ombre fresche e carissime. - Fiorisce in maggio: le faggine sono mature in ottobre. Il legno del Faggio è buono come combustibile, e viene pure adoperato a fabbricare cerchi per tini, remi, manichi di vanga ecc. Recentemente, quali piante ornamentali, sono state introdotte forme elegantissime a foglie variegate e screziate.

Castanea Tournef. - C. vulgaris Lam. - Fagus Castanea L., Poll. - Castagno. - Castagnar, Castagner, Castagn (l'albero); Castagna (il frutto). - Variat:
- α sylvestris.
- β sativa Lam. - Marone. - Castagnar e Maronar* (l'albero), Maroni (i frutti).
Qualche rara volta il Castagno si trova isolato o sporadico; quasi sempre cresce in boschi più o meno estesi (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.) e dai dintorni di Verona presso Quinzano, Avesa, Poiano, Quinto ecc. sale alla zona montana, livellandosi ad altitudini comprese fra 830-850 metri: nè manca affatto nell'Agro Veronese, trovandosene alcune piante al Corno tra Bosco Mantico e S. Vito. Nel monte Baldo, compare in riva al Garda presso a Malcesine, ove cresce in società col Fico, col Gelso, colla Vite, coll'Olivo e con esemplari arborei e veramente giganteschi di


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Pistacia Terebinthus, ascende nel monte, seguendo però una linea ondulatissima ed oltremodo irregolare, per l'aggiungere dopo molte soluzioni di continuità la massima altitudine a Prà Bestemià (m. 833): sul versante orientale sale ad una altitudine alquanto maggiore crescendo fra gli Spiazzi ed i Coltri!. -
Fiorisce in maggio e giugno: matura i frutti verso la fine di settembre ed il principio di ottobre. - Il Castagno è creduto originario dell'Asia minore: nel veronese fu certamente introdotto da tempo remotissimo: essendo stati rinvenuti frammenti di gusci di castagna a Peschiera ed al Bor, presso Pacengo, tra le palafitte. Il legno è forte, resiste all'acqua ed è adoperato per molti usi, come doghe, tini, ecc.; i rami danno ottimi pali di sostegno per le viti: se ne fabbrica carbone, ma di qualità scadente.

Quercus L. Sect. 1. Folia decidua.- Q. Robur L. Subspecies I Sessiliflora Dc. prodr. - Q. Robur W. non L. - Eschilio, Rovere, Quercia. - Rovere (Segu.); Rovero; Roero; Roero zentil* (monte Baldo); Roero bianco*, Roero zaldo*, Roero rizzo* (Valpantena e monti Lessini: denominazioni vernacole corrispondenti a forme e varietà diverse di Quercia). - Variat:
- α communis Dc., o. c. - Q. sessiliflora; Sm. et auct., Q. Esculus excl. syn. Ponae! et Seguieri, et Q. Robur Poll. -
- β lanuginosa Lamk. - Q. pubescens W. non L., Poll. -
Ad var. β referenda videtur subvar. c) peduncularis Borzi fl. forest. ital.; Goir., di una var. di Quercia nuova per la Fl. Veron. in Mem. Acc. Ver., LXXIII, fasc; II, pag. 77 con figura. - Di questa sottospecie della Q.robur L. oltre la sottovarietà c) peduncularis Borzì, già ricordata, si aggiungono le seguenti d) amplifolia Guss.; - e) pennatifida Gml; - f) canascens Borzì; - g) congesta Presl.; - h) macrolepis Borzì: le quali tutte crescono promiscue nei boschi cedui!(1). Q. pendulina Kit.; Q. intermedia Bonnigh!; Q. apennina Lamk ; Q. Robur II, sessiliflora Dc., op. cit. var. ambigua et var. Tenorei, - media fere inter sessilifloram et pedunculatam. Attorno a queste due varietà della polimorfa Q. Robur W.,
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675" (n.d.c.)


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si aggruppa un numero ingente di sottovarietà e di forme, molte delle quali crescono nella nostra zona botanica e vengono in questo luogo omesse per semplicità e brevità (ceterum conf. Borzì o. c.): la var. α isolata, o sporadica, o a gruppi, altre volte in boschi più o meno estesi, è volgatissima nel Veronese (Segu., Poll. ecc.); dal piano ove è meno comune, innalzandosi ad altitudini considerevoli tanto sul monte Baldo, quanto sui Lessini (1200-1400 m.) alle quali assume le dimensioni di arboscello o frutice e diventa anche cespuglioso; la β cresce assieme alla precedente ovunque (Segu.) nei boschi, nei cespugli e nelle siepi del piano e delle zone collina e montana, fra il Benaco ed il confine vicentino; e nel genere Quercus è forse quella che per frequenza, densità, distribuzione si dimostra preponderante nella nostra zona botanica: però amando di preferenza le stazioni più calde, in via generale non sembra toccare altitudini eguali a quelle raggiunte dalla α. La c) la quale si presta benanco a numerosissime variazioni di forma, si incontra qua e là ma non ovunque: la figura superiormente ricordata riproduce, in grandezza naturale un ramoscello staccato da una pianta maestosa, esistente presso Montorio Veronese, nella villa del D.re A. Zambelli , la quale fu già di Pietro di Dante Alighieri. - Fiorisce in aprile e maggio: le ghiande sono mature in ottobre.

Subspecies II, Pedunculata. Dc., o. c. - Q. pedunculata Ehrh., Poll. - Eschio, Farnia. - Rovero e Roero, Roero o Rovere osteso o ostese*. - Di questa sottospecie sono state raccoltre nel Veronese le forme malacophylla, microbalana, macrobalana Schur.!(1). La Q. pedunculata è pure oltremodo polimorfa (Conf. Borzì o. c.) e molte delle sue forme vivono presso di noi assieme alla forma tipica (α vulgaris Dc.): in unione alla sottospecie precedente si incontra, frequentemente sporadica, non di rado a gruppi, al margine dei campi e lungo le strade ed i fossi nella, pianura, che sembra
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 675-676" (n.d.c.)


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prediligere, nei boschi dei colli e dei monti nel quali sembra formarsi alla altitudine di 800-900 m.: e così a S. Pietro in Valle (Masè), Concamarise (E. Montanari !, Minerbe (A. Bellinato !), S. Pietro di Cerea (M. Brasioli !), Grezzano (O. di Canossa !), a Canton presso a Ronco all'Adige; nella morena veronese al colle di S. Giustina presso Guastalla; a Ponte Fiorio sotto al castello di Montorio; a Lavagno, (Grassi!); Cerro; nella valle d'Illasi a Centro, nel monte Barbara presso Tregnago, Badia Calavena, Cogolo ecc. (A. e C. Mass.!); nella Valpantena nelle vicinanze di Grezzana e nel monte Porcile; nella Valpolicella alle falde del Pastello presso Cavalo, Fumane ecc.; lungo l'Adige a S. Vito del Mantico e Bussolengo; Pastrengo e Piovezzano (G. B. Perez!); ad Albarè e Costermano; nella Valle di Caprino (Pollini) e specialmente allo Valdoneghe ed alla Groleta in società a Q. Cerris (e V. Pellegrini); nei colli di Rivole veronese; nelle vicinanze del lago di Garda a Pacengo ecc.! - Fiorisce in aprile e maggio: - le ghiande sono mature sin dalla fine di agosto e quindi un mese prima della maturazione per le forme di Q. sessiliflora. - Tanto la Quercia come la Farnia sono due essenze boschive utilissime per la moltiplicità degli usi ai quali si prestano: la scorza è adoperata per la concia delle pelli; le ghiande sono appetite dai maiali; il legno somministra un ottimo carbone, e per la sua durezza e per il peso specifico assai rilevante, per la sua resistenza all'azione dell'acqua, viene adoperato nella costruzione dei navigli e delle macchine da molino, dalle botti ecc.: nel lago di Garda i pali delle palafitte per la massima parte sono di legno di Q. sessiliflora. La Q. pedunculata però è dotata di qualità in tutto superiori a quelle della sessiliflora: riunendo, come osserva Adolfo B´renger, nel suo legno quasi tutti i requisiti richiesti


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per legname da lavorazione, ossia del legname sociale, è uno degli alberi più utili che allignano in Italia. La nautica, l'architettura, l'idraulica, la montanistica, le ferrovie non ne ponno fare a meno. Gli albericultori veronesi potrebbero vedere se non fosse il caso di estendere la coltivazione di questa essenza, che nella nostra Provincia fa ed alligna ottimamente.

Q. Cerris L.; Poll. - Q. Aegilops All. non L.; Egilope di Teofrasto Pona. - Cerro (l'albero), Cerre o ghiandone (i frutti). - Serro, Serron, Serre, Cerro, Cervo*, Cervi*, Roero nero*, Roero moro*, Roero ferro*. - Variat:
- α typica.
- β austriaca (W.) non Goir. in Erborizzazioni estive ed autnnali attraverso i monti Lessini quond plantam prope Cerro et Arzarè lectmn.
- γ Tournefortii (W.).
- γγ glauca - "Eadem ac var. Tournefortii sed ramis et foliis canescentibus, stipolisque longissimis plerumque petiolum superantibus (Q. crinita Lamk.?). - Nel monte Baldo alla Caseta sopra Pazzon, alle Valsorde di Rivoli, alle Valdoneghe di Caprino !.(1) -
- δ glande minore. - Aegiops minore glande Dod. pempt. 831.
- ε glande majore. - Q. haliphleos Lam.; Aegilops sive Cerris majore glande Dod.
Albero, arboscello, frutice: ora isolato o sporadico, altra volta in gruppi più o meno estesi con le varietà qui elencate, e con altre ancora che sono passate sotto silenzio, cresce copiosamente in tutta la Provincia dalla bassa pianura ad altitudini anche considerevoli!: eppure l'oculatissimo Seguier non vide il Cerro nel territorio Veronese e Pollini appena accenna alla presenza della sua varietà austriaca nei dintorni di Chiesanuova; Pona soltanto lo indica nella spatiosa campagna che sta fra la città di Verona e Bussolengo - ed infatti cresce copioso nel Bosco Mantico: ma guidati da falsi concetti, Seguier dapprima, e poscia Pollini e Bertoloni, riferirono la Egilope di Pona, che è la nostra pianta, alla Quercia comune. Nel Veronese invece, Quercus cerris è topograficamente distribuita nel modo seguente: S. Pietro in Valle (m. 15);
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)


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Gazo; Guastalla veronese al bosco della Stanga nel colle S. Giustina; Grezzano; Piovezzano; Bosco Mantico; collina di Lavagno; altipiano e morene di Rivole veronese ovunque, ma specialmente a Montalto e nelle Val sorde ; val di Caprino alle Valdoneghe, Gazoi, Groleta, Vaj, Simi ecc.; Costermano; Albarè; nel Baldo nei monti Gazo e Belpo, ai Lumini, ai Cervi, Cà dei Lusani, Sèngio rosso, Braga, Masi; Fumane nella Valpolicella; nel Pastello; nella Valpantena e nella collina veronese; nei Lessini presso Chiesanuova (m. 1100), Roverè di Velo, Velo, ai Comerlati sopra Badia Calavena, nei boschi di Veralta presso S. Mauro di Saline; Giazza; nel monte Bolca ecc. (Pona, Poll., Ambrosi, De Bracht, C. Mass., V. Pellegrini, Goir.). - Fiorisce in aprile-maggio: le ghiande maturano in ottobre e novembre, ma stante il sapore amaro non tornano molto gradite ai maiali: il legno è poco stimato come materiale da costruzione, in quella vece serve a moltissimi lavori da tornio, per cerchi, doghe ecc.; come combustibile è preferito a quello della quercia comune.

Sect. 2. Folia perennantia. - Q. Ilex L.; Poll. - Leccio. - Elese (Segu.), Elice*, Leza,* Velzo. - Variat:
- α typica. - Q. Ilex var. α Poll.
- β integrifolia. - Q. Smilax Poll.
- γ agrifolia. Dc. - Ilex folio Agrifolii Seg., Poll.
- δ latifolia Lodd. In val d'Adige alle falde dimonte Baldo a Preaboco !(1).
Albero, arbusto, frutice eminentemente polimorfo; laonde alcuni fitografi (Ten., Duham., ecc.) distinsero un numero grandissimo di varietà. Ama i luoghi rupestri, caldi e soleggiati della collina, nella parte occidentale della Provincia. (Pona, Seg., Poll.) dalla quale si innalza penetrando nella zona montana: si incontra però sporadica in altri punti del Veronese, certamente introdottavi !: p. e. nella Valpantena a Grezzana, Novaglie, e presso Romagnano; nella collina veronese nel Maso (m. 460); a Colognola ai Colli (Cavalli-
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)


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Peverelli !). Il Leccio è copiosissimo nella Val d'Adige; alla sinistra del fiume alla Chiusa (Mang., Berengér), Ceraino, Dolcè, ecc. alle falde dei monti Pastello e Pastelletto (Goir.), Ala. (Bielz), e sulla destra a Gaiun, nei monti Pipolo e Rocca, alle falde del monte Baldo (Clementi, Goir.) fra Incanale e Brentino innalzandosi dai Tessari sino sopra a Pozzagaleto (m. 650; alle sponde e nelle vicinanze del Benaco da Garda a Riva (Poll., Facch., Rigo, Porta, Font., Gelmi, Goir.) e così nel monte Brione e ad Arco: la var. β assieme alla forma tipica frequentemente: la γ piuttosto raramente alle rive del Garda alla Madonna di Navene, nel monte Baldo ai Tessari e Preaboco, nella Val d'Adige alla Chiusa (Poll, V. Pellegr., Goir.) - Fiorisce in maggio e giugno!, matura le ghiande in ottobre e novembre. Il Leccio è coltivato quale pianta ornamentale: il legno durissimo, è adoperato per lavori da tornio e dà un eccellentissimo carbone.

Q. Suber L.; Poll. fl. in add. gen. Quercus. - Q. Ilex β suberosa Vis. fl. dalm. - Sughero, Sughera. - Soero, Soaro. - Non entra nella flora Veronese: è possibile che negli scorsi secoli venisse coltivato nei parchi e nei giardini e mancasse poi, forse a cagione del freddo dell'anno 1709 nel quale perirono le Quercie-sughero nell'Italia settentrionale, nella Francia e nella Dalmazia. Si trova un ramoscello di Q. Suber nell' Erbario di A. Massalongo, ma sulla scheda si legge ex viridiario!: una pianta era pure coltivata nell'antico Orto Botanico. Oggidì si ha notizia di tre piante di Sovero nella Provincia di Verona: la prima nella Valpolicella a. S. Floriano nella Villa Lebrecht!; la seconda nella Valpantena nel parco dei Conti Cattarinetti (R.o D. Spagnolo); la terza nel parco della villa Boschetto di proprietà del signor Camillo Grassi a Lavagno!: quest'ultima può considerarsi pianta storica, essendo stata ivi piantata da Carlo Montanari


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- il martire glorioso di Belfiore - verso l'anno 1838.

Q. pseudosuber(1) Santi. - Q. hispanica Lam.; Q. Aegilops Poll. fl. ver. excl. syn.! et ving.; Q. Exoniensis Bérenger!. - Cerro, Sughero. - Cervo*, Cervi*, Roero sempreverdo*. - Fu scoperto, circa l'anno 1816 da Ciro Pollini e Giulio Sandri!, nella valle di Caprino presso la località Cà vecchia del Becelli - oggidì o Caseggiato Menini ad onoranza del tenente colonnello David Menini caduto eroicamente ad Abba Garima - e a essi impropriamente riferito a Q. Aegilops L. Posteriormente fu ivi ritrovato da Franceseo Fontana, Bérenger!, Vittorio Pellegrini!, Goiran. Un secondo esemplare stupendo e gigantesco di questa bella specie cresce a Scaveaghe (m. 80) tra Garda e la punta di S. Vigilio alle sponde del Benaco nel parco dei marchesi Carlotti (Moretti, Fontana, Rigo, Goiran). Queste due stazioni erano le uniche riconosciute di Q. Pseudosuber nel Veronese: ma erborizzazioni recenti, molte delle quali fuori stagione, e precisamente dal dicembre 1898 all'agosto 1899, hanno constatato la sua presenza, anche sui Lessini in sei distinte località, e cioè: Arzarè tra Lughezzano e Cerro (m. 657), Due Cerri presso Cerro, Cerro, (m, 728), Ghirlandi presso Boscochiesanuova. (m. 1100), Turban pure presso Chiesanova, e da ultimo la Montarina (6 agosto 1899) nuovamente presso Cerro (Goiran). Risulta pertanto che nel Veronese Q. pseudosuber cresce sporadico ed isolato ad altitudini comprese fra metri 80 e m. 1100, dalla zona dell'ulivo innalzandosi oltre al limite superiore di quella del Castagno. - Variat:
- α typica,
- β Gussonei Dc. - Q. haliphleos Guss.
Alla var. β sarebbero singolarmente da riferirsi le piante che crescono sui Lessini nelle stazioni


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Ghirlandi e Turban! - Fiorisce in maggio, matura le ghiande da agosto a novembre, ma non fruttifica tutti gli anni: le foglie, di norma cadono in marzo ed aprile mantenendosi verdi sino a questa epoca. La scorza è sugherosa, e grossa da 1 a 2 centimetri: ma non si fa alcun uso del sughero poco buono e poco abbondante.
[(1) = Quercus crenata Lam. - n.d.c.]




FAMILIA V.  -  URTICACEAE.


Tribus 1.  -  Urticeae.

Urtica L. - U. urens L., Poll.! - Ortiga. - Ortiga., Ortighe*. - Variat:
- α typica.
- β parvifolia Weddell in Dc. prodr.
- γ iners Weddell l. c.
- δ serotina.
- ε pinguis.
Lungo le vie, al piede dei muri, nelle macerie e nelle ortaglie: copiosissimo dalle stazioni basse e dalla pianura ad una certa altitudine sui monti: p. e. in monte Baldo, alle sue falde a Rivalta (m. 135) ed ai Crosati (m. 903): le var. β e γ crescono assieme alla specie: la δ alta 1-4 centimetri circa, si trova presso Verona, (S. Bernardino, la Gabbia ecc.), nell'alta pianura alla fine di ottobre ed in novembre; la γ in Verona nelle macerie. - È in fioritura durante quasi tutto l'anno; da febbraio infatti a dicembre! - È annua.

U. dioica L., Poll.! - Ortica comune. - Ortiga, Ortighe*, Ortiga garganela. - Variat:


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- α vulgaris Weddell in Dc. prodr.; cui referendae subvarietates umbrosa, hispida, horrida, duplicato-serrata (U.       glabrata Clementi), pubescens, angustifolia.
- β galeopsidifolia (Wierzb.).
- γ parietariaefolia.
- δ albicans. - "Panicula et fere tota planta albicante".
Sommamente polimorfa questa specie dal piano si innalza sino alle zone alpine (Segu., Poll. ecc.), nelle quali cresce gigantesca presso tutte le malghe e nelle macchie tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini!: la sottovar. glabrata a S. Anna d'Alfaedo sui Lessini!: la pubescens a Caprino veronese alla Cabianca!; la galeopsidifolia - forma serotina e ramosissima, quasi frutescente - in Campo Marzo di Verona, Romagnano di Grezzana ecc.!; la γ presso Verona in Valdonega!; la δ bellissima forma nelle siepi presso Caprino Veronese!. - È in fioritura dalla primavera ai primordi dell'inverno ed è perenne. Le foglie dell'Ortica trite e mescolate a farina di granoturco si danno in pasto ai gallinacei: i turioni giovani sono eduli al pari di quelli dell'Humulus; le fibre dei fusti sono tessili.

Parietaria L. - P. officinalis L. - Vetriola. - Veriuola (Segu.), Vetriuola, Vetriola, Vedriola, Vegriola, Veriola, Varignola* (Valpantena), Lavagoti* (Verona). - Variat:
- α erecta Mert. et Koch. - P. officinalis var. α Poll.
- β diffusa Mert. et Koch. - P. officinalis β judaica Poll.
- γ microphylla Weddell in Dc. prodr.
La α è comunissima lungo le strade ed i muri, nelle siepi, nei luoghi selvatici ombrosi dal piano sin quasi a toccare la zona subalpina: promiscuamente ad essa cresce la β ma di preferenza sui muri, nei rottami, sulle rupi; la γ preferisce i muri e rupi soleggiate ed è sparsa, qua e là, così p. e. alle sponde del


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Benaco fra Garda e la Madonna di Navene, nella Valpantena al vaio della Pernise ecc., alle falde del monte Baldo a Caprino, S. Martino, Piore, Gazo, Creta ecc. - Fiorisce durante quasi tutto l'anno nei luoghi riparati e bassi: da aprile sino al principio dell'inverno nei luoghi più elevati e maggiormente esposti: è perenne (Goir.). - La Vetriola è adoperata comunemente per ripulire i vetri delle stoviglie domestiche, quali bottiglie, bicchieri, ecc.



Tribus 2.  -  Cannabineae.

Cannabis L . - C. sativa L., Poll. - Canapa. - Canevo, Candevo, Candio: nel Colognese le piante maschili son dette Sumenzale, le femminili Sumenzai! - Di questa pianta originaria dell'Asia centrale ed Imalaia boreale ed introdotta da epoca assai remota, per ricavarne la fibra tessile, si coltiva la var. Pedemontana Dc. prodr., in vari luoghi della bassa pianura, segnatamente nel distretto di Cologna Veneta, ed in special modo a Pressana, ove in passato tale coltura aveva una grande estensione, assai diminuita ai giorni d'oggi: negli altri luoghi la Canapa si coltiva più per usi domestici, che come coltivazione, campestre ad usi commerciali: sporadica poi o subspontanea si incontra qua e là al margine dei campi e dei fossati, p. e. in Campo Marzo di Verona, Cerea, Legnago ecc., e specialmente in prossimità alle abitazioni: nel 1883 nelle sabbie depositate dall'Adige per la piena dell'anno antecedente, a S. Pancrazio segnatamente, se ne osservarono numerosi esemplari veramente giganteschi!.
- È annua e fiorisce da maggio a luglio. - Ai tempi della Repubblica di Venezia, ai bisogni della corderia di quell'Arsenale, l'Arzanà de' Viniziani


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celebrato da Dante Allighieri, era sopperito in gran parte dalla Canapa che raccoglievasi nel distretto di Cologna Veneta, ed anzi a tale fine tutta la produzione era annualmente accaparrata da quel governo, il quale, come risulta da antichi documenti, ne acquistava ogni anno non meno di libbre grosse 600000 corrispondenti all'incirca a 360000 chilogrammi. Ma caduta la gloriosa Repubblica e quindi venuto meno il lavoro in quell'arsenale, anche la coltura della canapa venne decrescendo a cagione del mancato consumo, facendo luogo ad altre coltivazioni. - Sin dai tempi di Ciro Pollini e successivamente sino ad Antonio Manganotti, si provò a coltivare la Boemeria nivea Hook, come tentativo per introdurla: ma il tutto si mantenne sempre nei limiti di semplice esperimento che nei risultati non corrispose alle nutrite speranze.

Humulus L. - Humulus Lupulus L., Poll. - Luppolo. - Lupolo, Vertigoli* e Ortigoli* alle falde del monte Baldo in val di Caprino, Bruscanzi: l'ultima denominazione è più specialmente dedicata alle giovani messe primaverili della pianta! - Variat:
- α typicus.
- β microphyllus.
Frequentissimo (Segu., Poll., Mang.! ecc.) nelle siepi, nei boschi, nei muri!, sopra gli arbusti, nei luoghi selvatici della intera Provincia dalla pianura ad altitudini anche considerevoli, p. e. nel monte Baldo superiormente alle Fraine di sopra (m. 905) presso la Ferrara!: La var. β pianta elegantissima, ridotta in tutte le sue parti, densamente cespugliosa, con foglie minute, cordate-ovate-acute, indivise, nei muri lungo l'Adige a S. Vito del Mantico, fuori porta S. Giorgio di Verona, nella Vadonega ecc.! - Fiorisce in giugno e luglio; gli strobili maturano d'autunno: da giugno ad ottobre. Perenne. Le giovani messe, Bruscanzi,


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sono portate di primavera sui mercati e si mangiano, variamente cucinati, come i turioni degli asparagi.



Tribus 3.  -  Ulmeae.

Umlus L. - Ulmus campestris L., Poll. - Olmo. - Olmo. - Variat:
- α nuda (Ehrh.i. - U. campestris var. α Poll.
- β suberosa (Ehrh.) - U. campestris var. β Poll.
L'Olmo è pianta variabilissima: albero talvolta altissimo, frutice, spontaneo o coltivato, dal piano ove è diffusissimo e si incontra nei campi e nelle siepi, sale per la collina sino alla regione montana, p. e. in monte Baldo al dissopra della Corona! (m. 800) e nella Selva di Avio (Poll.), ed anche nella subalpina con le forme frutescenti: alla var. α sono da riferirsi le sottovarietà o forme; U. corilifolia Host. (nella Valpantena a Lugo ed ai Bellori!) e U. campestris forma microphylla Goir.! (nei colli della Valpantena, nella collina di Montorio, nella Valpolicella, nella val di Caprino e nel monte Baldo, nei dintorni di Verona ecc. !), due forme estreme fra le quali vanno comprese: U. glabra Mill., U. campestris β latifolia Poll., U. tortuosa Host., U. major Bertol., le quali si incontrano qua e là dalla pianura alla zona montana: la var. β cresce nelle siepi e nei luoghi rupestri, nella pianura, nei colli e nei monti! Una forma nana, (fere herbacea, dense cespitosa) cresce gragaria nei campi aridi e secchi al Bosco Mantico ! e nelle vicinanze al Pestrino !.(1) - Fiorisce in febbraio e marzo: i frutti maturano in maggio e giugno. L'Olmo è adoperato a sostenere le viti, a vestire i margini delle strade e ad ornare i pubblici passeggi; il legno è adoperato a diversi lavori, ma vale poco come combustibile.
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)

U. montana Sm. - L'U. montana in unione ad U. americana, serve ad ornare le passeggiate e le piazze pubbliche: l'una e l'altra pertanto si incontrano qualche volta subspontanee.


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Tribus 4.  -  Celtideae.

Celtis Tournef. - Celtis australis L., Poll. - Arcidiavolo, Spaccasassi, Perlaro (l'albero); in Sicilia i frutti son chiamati Caccami. - Perlaro (Segu.), Romilie* (nella pianura veronese! e così nelle confinanti provincie di Brescia e di Mantova), Perlèra, Perlar, Pirler; Bagolar, Bagoler, Pianta da scuria (l'albero); Bagole, Perlare (i frutti) - Albero talvolta maestoso, p. e. la pianta del giardino Gazzola descritta e ricordata da Seguier, e quelle stupende a Quinto di Valpantena ed alla Pizzolana sui Lessini!, di spesso piccolo o di mezzana statura, frequentemente arboscello o frutice, coltivato o spontaneo dalla pianura sale alla zona montana e cresce nei campi, lungo le strade, nelle siepi, nei muri, nelle rupi (Pona, Segu., Poll., Font., Mang. ecc.) fra il Benaco ed il confine Vicentino: e così a Beccacivetta, Scuderlando, Vigasio ecc.; colli Benacesi; valle di Caprino sino ad una certa altitudine sul monte Baldo; val d'Adige; Valpolicella; Valpantena; vaio di Squaranto; valle d'Illasi ecc.; S. Vito del Mantico, Bussolengo, ecc.; Pestrino e S. Pancrazio; colli di S. Leonardo e S. Mattia, Valdonega ecc.; nella città stessa di Verona è comunissimo nei giardini e compare pure sulle rupi a S. Zeno in Monte, Giardino Giusti, sulle mura Scaligere e su quelle del Teatro Romano e dell'Arena, sui campanili ecc.!. - Fiorisce in aprile e maggio; i frutti, Bagole, maturano in agosto e settembre e formano la delizia dei ragazzi: è pregevole assai per il suo legno, del quale recentemente se ne faceva incetta per fabbricare affusti per cannoni; i rami sono adoperati per fabbricar fruste.

C. occidentalis L. - C. australis var. microphylla Goir.! - In Verona assieme al precedente nel R. Collegio


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degli Angeli: è pianta di origine americana. In borgo Trento ai piedi del colle S. Leonardo sooto al forte S. Sofia !(1). La sua vegetazione è oltremodo tardiva, le prime foglie spuntando nella seconda metà di aprile; le bacche, di un bel rosso granatino sono mature in ottobre-novembre.
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)



Tribus 5.  -  Moreae.

Morus Tournef. - Morus alba L., Poll. - Gelso. - Moràr, Mòrer, Morari (l'albero); More (i frutti). - Morus alba L. var. sylvestris - "Floris plerumque 3-5 lobatis, rarius indivisi, scabris; ramis pungentibus, saepe spinescentibus. Planta sua sponte, a seminibus enata: rustici veronenses eam Armela, Piperloto, Piperloti vocant"(1). Verisimilmente il Gelso bianco venne introdotto nel Veronese sin dall'epoca Scaligera e sostituito al Gelso nero, le cui foglie servivano alla nutrizione del filugello: col tempo la sua coltivazione andò assumendo sempre maggiore importanza ed estensione, ed oramai può dirsi affatto naturalizzato presso di noi, innalzandosi dalla pianura ad altitudini superiori a 700 metri; e così p. e. nel monte Baldo cresce nella parte più meridionale, ai Lumini (m. 702) e sul versante occidentale nella valle di S. Zeno all'Eremo dei SS. Benigno e Caro (m, 834) in unione a Fagus sylvatica: e quivi abbandonato a sè e privo di qualsiasi coltura. si presenta coi rami quasi spinescenti, assumendo quella forma selvatica che dai coltivatori della collina si distingue col nome di Armela !. E quasi affatto selvatico osservasi nelle mura stesse della città di Verona, nelle siepi ed al margine dei campi in Val d'Adige alle falde orientali del monte Baldo fra Belluno Veronese e Brentino, nella Valpantena all'ingresso nel vaio dell'Anguilla, nella valle di Squaranto, nella collina veronese in: Valdonega, nel monte Larzano, nel colle delle Ungherine ecc.! - I gelsi sono tardissimi a schiudere le gemme: per tale ragione furono dagli antichi ritenuti i più saggi fra gli alberi e nella storia della meteorologia veronese è ricordato come anormale affatto l'anno 1787 nel quale invitati
(1) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)


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dalla placida temperie dell'aria avevano cominciato a rivestirsi di foglie sin dai primi giorni di aprile. La fioritura avviene in aprile-maggio: i frutti bianchi, giallognoli, rossi o rossastri (M. italica Poir.), neri, maturano in giugno e luglio; fermentati danno una buona aquavite: il legno è ritenuto ottimo combustibile e viene adoperato nella costruzione di recipienti vinari.

M. nigra L., Poll. - Gelso nero. - Morar o Morer negro. È ritenuto specie indigna italiana ed era coltivato nel Veronese in epoca remotissima per la foglia ed anche pei frutti usati in medicina ed anche come cibo (Biancolini): oggidì un qualche individuo è ancora coltivato qua e là, nei giardini: e così nella Valpantena a Novaglie, in Verona a S. Carlo, nella valle di Caprino a S. Martino ed al Platano! ecc. - Fiorisce in maggio: i frutti (More) dotate di un sapore acidulo graditissimo maturano in agosto.

Broussonetia Vent. - B. papyrifera - Morus papyrifera L., Poll. - Moro della China. - Papirifero, Moro papirifero, Moro della China, Morar della China*, Morar del Giapon*, Mori*, Catalpa salvega*. - Variat:
- β saxatilis.
Pianta ornamentale originaria del Giappone e delle Isole del Pacifico, introdotta nella nostra regione da epoca assai remota, oggi è fatta totalmente selvatica; ed albero o frutice, dall'Agro Veronese sin a toccare la zona montana, fra le rive del Benaco ed il confine Vicentino, si trova ovunque nelle siepi, nei muri, nelle rupi: p. e. nella città stessa di Verona!. È specie variabilissima e sommamente polimorfa; la var. β rappresenta una pianta interamente adagiata sul suolo, ovvero strettamente aderente ai muri ed alle rupi, col fusto brevissimo e foglie minutissime: cresce p. e. nel Bosco Mantico, presso


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Caprino a Gaiar ecc. alle falde di monte Baldo! ecc. - È coltivata come pianta ornamentale nei parchi, nelle piazze, lungo i viali ecc., ma comunemente è adoperata per far siepi: fiorisce d'aprile, accidentalmente (anno 1889) fu rinvenuta in fiore all'ingresso nella Valpantena dopo le prime pioggie di settembre: i frutti maturano in agosto e settembre.

Ficus Tournef. - F. Carica L. - Fico comune, Fico. - Figar, Figaro. - Variat:
- α sativa - F. Carica var. α Poll. - Fico domestico. - Figar, Figaro (l'albero); Figo (il frutto) ed i primaticci Fiori de Figo.
- β humilis Matthioli. - F. Carica var. γ Poll. - Fico nano. - Figar da vaso.
- γ Caprificus (Risso) - F. Carica var. β Poll.; Caprificus insectifera Gasp.; Caprificus Segu. - Caprifico, Fico selvatico.     - Figar salvadego - ed il Pollini ne indica tre varietà aggiungendone così una terza alle due descritte da Pontedera e      Seguier.
La varietà sativa cresce spontanea e vive allo stato selvatico - nel quale non deve confondersi colla var. γ che corrisponde al vero Fico selvatico - fra il Benaco ed il confine Vicentino, innalzandosi dall'Alto Agro alle zone già elevate nelle quali non solo non cresce l'Olivo ma è scomparso il Castagno, trovandosene una pianta sul monte Baldo in un muro, tra Spiazzi e la Ferrara, alle Fraine di sopra (m. 905)!: ed albero od alberello si incontra copioso e frequente in prossimità delle abitazioni campestri nelle siepi, nei luoghi boschivi, nelle rupi, sugli edifizi, sui muri ove diventa frutescente, e così nella città stessa di Verona a S. Giovanni in Valle, nel Giardino Giusti, all'Arena ed al Teatro Romano, sulle mura Scaligere, sui campanili ecc. Il Fico domestico è coltivato in molte varietà, alcune delle quali squisitissime e molto stimate


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sin dai tempi di Seguier, specialmente nella zona della collina, dalla quale si spinge sino alla montana, stante le propizie condizioni del clima nostro dolce e temperato: le varietà o razze più pregiate delle quali alcune sono di recente introduzione, rispondono alle denominazioni, qualche volta sinonime, di: Fichi neri, mori, rossi, aranzi, bianchi, verdi, verdoni, verdoni, zuccoi, segalini, del Paradiso, santi, da la resca, da la gossa, potolosi, S. Pieri, di Bardolin, di Maderno, Piemontesi, Genovesi ecc. - La var. β è una forma nana del Fico comune, nota benanco ai giardinieri sotto la denominazione di F. europaea, che si coltiva in vasi sulle finestre e sui balconi delle abitazioni cittadine: del resto esemplari non solo nani, ma alti appena pochi centimetri con le foglie minutissime, e per la forma corrispondenti alla varietà rupestris di Broussonetia papyrifera sopra elencata, sono stati raccolti a Grezzana sul campanile, a Verona su i muri di edifici cittadini! - Il Caprifico, da ultimo, qualche rara volta albero, ordinariamente frutice o alberello, con il tronco contorto, molto ramoso, frequentemente cespuglioso, ama le stazioni calde e soleggiate e quindi cresce nelle fessure delle rupi al lago di Garda, Nago (Ambrosi), Sirmione, S. Vigilio, Pai ecc.; sul monte Baldo lungo la ascesa alla Corona; nel Pastello e nella val d'Adige ecc.; sugli edifizi vetusti e così in Verona, a Soave nelle mura del castello ed in quelle di cinta, nella valle d'Illasi, in Valdonega, nella Valpantena ecc.! - Il Fico produce due sorta di anfanti: i primi, primaticci o fichi fiori (fiori de Figo) , dei quali molti cadono senza giungere a maturazione, sono maturi in luglio-agosto; i secondi, settembrini, dalla metà di agosto ad ottobre: da noi i fichi si mangiano, freschi, non essendovi nè tornaconto, nè possibilità per seccarli come si fa in paesi più meridionali dei nostri e più caldi: il succo


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latteo delle foglie e della corteccia è caustico e viene qualche volta adoperato per estirpare i calli: il legno somministra pessimo combustibile; le foglie raramente sono date come alimento agli animali, ordinariamente sono adoperate a fare loro il letto.




FAMILIA VI.  -  PLATANACEAE.


Platanus Tournef. - P. orientalis L., Poll. - Platano. - Platano de montagna, Platano. - Variat.:
- α cuneata (Ten.).
- β acerifolia (Ait., Ten.).
- γ foliis ultra medium fissis.
Originario dell'oriente, coltivato da epoca remotissima ed ora quasi fatto indigeno. È pianta arborea ornamentale, ma frequentemente si incontra allo stato di frutice: nell'Agro e nella pianura veronese è coltivato su vasta scala lungo i fossati e per far siepi; pertanto albero o frutice si incontra sporadico o subspontaneo, qualche volta facendo macchia o cespuglio: e così alle sponde del Benaco fra Torri e Castelletto; sotto Caprino e Pesina. lungo gli argini, nel letto del torrente Tasso e nei campi stati da questo innondati, nelle siepi presso Costermano ecc.; nella Valpantena a Borgo di Grezzana; a Verona nelle mura, in Campo Marzo nelle sabbie depositate dall'Adige, lungo il Canale industriale e quello dell'Alto Agro; S. Martino; Isola della Scala ed in mezzo nelle risaie alla Zambonina presso Vigasio ecc.! - Sono celebri le piante secolari di P. orientalis che nella valle di Caprino hanno dato il nome alla borgata chiamata per lo appunto "il Platano": la maggiore di esse trovasi addossata, al muro che serve di argine o riparo ad una delle tante diramazioni del torrente Tasso, ed alla altezza del muro stesso, misura 14 metri


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di periferia, e si narra che ai tempi dell'Austria una intera banda militare collocata e distribuita sui suoi rami, eseguisse un concerto musicale. - Le due forme α e β crescono promiscuamente: la γ, elegantissima, è prossima alla var. insularis Dc.; si può vedere in Borgo Trento all'ingresso dello stradone che da questo conduce al ponte Scaligero sull'Adige a Castel vecchio. Fiorisce in aprile-maggio; i frutti maturano in settembre-ottobre: il legno; osserva, Ambrosi, somiglia sotto molti rapporti a quello del Faggio, ma è più capace di questo di ricevere un bel polimento.

P. occidentalis L., Poll. - Platano, Platano d'America. - Platano, Platano american. - Originario dell'America boreale: coltivato e comunemente piantato lungo i viali, qualche volta si incontra qui sporadico o subspontaneo; p. e. nella valle di Caprino presso Costermano, nella pianura in vicinanza di Isola della Scala, nelle sabbie dell'Adige sotto al muro lungo presso S. Michele. - Appartiene a questa famiglia il genere Liquidamber dell'America boreale: un esemplare magnifico di L. styraciflua L. si conserva maestosamente prosperoso in Verona nello Square dell'Indipendenza, già Orto Botanico - Seguirebbe per ordine la famiglia delle Balanophoraceae, rappresentata in Italia di Cynomorium coccineum L., o Fungo di Malta, parassita di varie piante marittime in Sardegna, Sicilia, Malta, Basilicata orientale.




FAMILIA VII.  -  EUPHORBIACEAE.


Tribus 1.  -  Euphorbieae.

Euphorbia. L., Boiss. in Dc. prodr. - A tutte le forme veronesi del genere Euphorbia vengono attribuite le denominazioni vernacole di Lataroli (Seguier), Lataroi,


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Latarini, Latisoi: qualche specie però è benanco indicata con denominazione speciale.
Sect. l. Anisophyllum Roep., Boiss. - Euphorbia Preslii(1) Guss. sic emend. - Euphorbia nutans(2) Lag. - E. maculata L. mant. non L. sp., Poll.; E. Preslii Guss.; E. trinervis Bertol.(2) - Erba francese. - "Stirps summopore polymorpha, sequentes exhibet formas vel potius variationes: a) foliis maculatis; b) foliis immaculatis concoloribus, vel discoloribus; c) procerior, ramosissima, latifolia; d) pumila, caule simplicissimo, folioso, folius approximatis invicem et imbricatim se tegentibus; e) foliis angustioribus f) foliis angustissimis" - Questa Euphorbia dell'America settentrionale, ignota al Seguier (a. 1745-1754), già copiosa, ai tempi di Pollini (a. 1816-1822) ed oramai naturalizzata, è sparsa sopra il territorio della, intera Provincia.! (Fontana., Rainer, Clementi, Barbieri, A. Mass. !, A. Mang.!, Precht), nella, quale i campi ne sono letteralmente infestati, e prosegue il suo viaggio di invasione, dalla pianura., p. e. Cerea (m. 15), ai monti, fra. le sponde del Benaco ed il confine Vicentino, internandosi in tutte le valli che sboccano nella pianura ed innalzandosi nelle zone collina e montana sino a toccare altitudini comprese fra 400-600 metri: e così alle pendici meridionali del monte Baldo al dissopra di Garda (Rigo!) e poco al dissotto dei Lumini nei monti Gazo, Belpo e Creta!, ed alle falde dei Lessini nella Valpantena a Pavarana ed Erbin! - Luglio-novembre: annua.
[(1) = Chamaesyce nutans (Lag.) Small - n.d.c.]
(2) - "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 676" (n.d.c.)

E. Chamaesyce L. - Variat:
- α glabrescens. - E. Chamaesice Poll.
- β maculata Parl.
- γ canescens (L.). - E. canescens Poll.
Le varietà α e γ crescono promiscuamente e copiosamente nella intera Provincia, dal piano e dall'Alto Agro alla collina ove scompaiono, la seconda però più frequente ed abbondante della prima; la β qua e là in unione ad esse: e così si incontrano al


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margine dei campi, nelle ortaglie; nelle vie e nelle piazze dei luoghi abitati, p. e. in Verona ove cresce benanco sui gradini dell'Arena; lungo i tracciati ferroviari fra le rotaie dei binari, p. e. a Sommacampagna, Villafranca (Mang.!) ecc.; nei campi ad Avesa (Mang. !, Rainer); nella Valpantena a Poiano ecc.; nella Valpolicella a Negrar, S. Pietro Incariano ecc.; nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!): nella val d'Adige alle falde di monte Baldo ad Avio (Venturi) ecc.; alle sponde del Benaco a Lazise, Castelletto di Brenzone ecc.!. Seguier, Pollini, Fontana non intravvidero se non la var. canescens. - Giugno-ottobre: annua.

E. Engelmanni Boisq. - E. Chamesyce var. canescens Goir. in exsicc. ! - Confusa sino a questi ultimi anni colla specie precedente e specialmente con la varietà β si trova di frequente nelle stesse stazioni, e così p. e. in Verona nelle strade e piazze della città e nei giardini lungo i sentieri, nelle aiuole, nei vasi a fiori ! (e A. Forti !), alle sponde del Garda a Castelletto ! ecc. - Fiorisce da giugno ad ottobre: annua.

E. prostrata(1) Ait. - Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell'America, dell'Africa occidentale, ecc. naturalizzata nei dintorni di Verona specialmente tra i binari lungo le linee ferroviarie. Qualche volta, e forse accidentalmente, qua e là lungo le vie e nei campi presso Verona! - Estate-autunno: annua.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)

E. humifusa(1) W. - Oriunda dell'Asia temperata orientale e Siberia; cresce copiosamente in unione alla specie che segue. In unione ad E. chamesyce ed E. Engelmanni in Verona lungo le strade, nelle piazze, nei sentieri e nelle aiuole dei giardini! - Estate-autunno: annua.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)

E. thymifolia(1) Burm. sic emend. - E. maculata L. sp. - E. supina Raf.; E. thymifolia auct. ital. non Burm. - Originaria dell'America boreale; ormai naturalizzata, cresce copiosa e gregaria, con esemplari lussureggianti e per lo più in società con le specie precedenti, lungo la ferrovia a porta Nuova e specialmente nelle vicinanze della stazione!, lungo le linee Verona-Milano e Verona-Trento (settembre 1900) !. presso Domegliara (settembre 1902) !, ecc. - Raccolta per la prima volta (ottobre 1899) in Verona presso la stazione di Porta Nuova lungo il binario; certamente crescerà altrove. - Annua.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)

Sect. 2. Tithymalus Boiss. - E. Lathyris L., Poll. - Catapuzia. - China.* in Valdonega di Verona, denominazione dovuta a pretese virtù medicinali. - Non ricordata pel Veronese nè da Seguier nè da Pollini,


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questa Euphorbia oggidì, sfuggita dagli orti, si incontra quasi inselvatichita nelle ortaglie, lungo le strade, nelle siepi, nei luoghi prossimi alle abitazioni, tanto nella pianura che nei monti: così a Villabella (m. 28); in Verona nel Giardino Giusti, in un cortile del Civico Ospitale ed appena oltrepassato il ponte Aleardi presso al camposanto; nella collina in Valdonega; nella val d'Adige copiosamente a Dolcè, la Perarola, Incanale, Rivalta, Brentino, Rivole; a Caprino presso al cimitero e a S. Martino sotto a Pazzon; a Costermano (Fontana); alle sponde del Garda tra Pai e Torri (Rigo!); tocca pure altitudini considerevoli trovandosi sui Lessini a Cerro (m. 728) e Ronconi (m. 900)!. - Da giugno a settembre: è bienne. Fu introdotta nelle ortaglie ritenendosi che la sua presenza fosse sufficiente per liberarle dalle talpe e da altri animali nocivi: quindi nel Bresciano porta la denominazione vernacola di Tend a l'ort nella lontana Basilicata Caccia-Talpe.

E. palustris L., Poll. - Tithymalus palustris fruticosus Segu. - È fra le nostre Euphorbiae quella che raggiunge la maggiore altezza, superando questa qualche volta metri 1,50. Cresce nei luoghi paludosi e nei fossi in tutta la pianura veronese e così pure nelle risaie (Poll.); presso la Bevilacqua (Segu.); nelle Valli grandi ove frequentemente è cespugliosa e suffruticosa alla base!; Arcole, Albaredo, Sambonifacio, Belfiore ecc.!; lungo il Mincio !; al lago di Garda a Riva (Gelmi), Lazise (Fontana), Peschiera, Lugana, Sirmione ecc.! Maggio-luglio: perenne.

E. verrucosa(1) Lamk. γ flavicoma (Dc.), add. cum subvar. villosa A. Fiori, Poll.! - Latarola * - Variat:
- β velutina Boiss.
- γ fiavicoma (Dc.).
Frequente in luoghi rupestri, pascolivi e selvatici della Provincia dall'Agro alla zona subalpina (Poll.!): a Verona in Campo Marzo (e Segu.); lungo l'Adige
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)


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al Pestrino avanzandosi verso la pianura; S. Vito del Mantico, Bussolengo; Lazize (e Fontana); Rivole, e dalle valli di Caprino e del Tasso su per il monte Baldo sino a Pravazar, la Ferrara, Giare di Valbrutta, Campedello (m. 1074); collina veronese, p. e. nel colle delle Ungherine, vaio Borago ecc.; nei Lessini sul monte Tondo fra Valpolicella e Valpantena, Cerro, Corbiolo, S. Anna ecc.!: la β raramente assieme alla forma tipica; Verona in Campo Marzo; monte Baldo a Spiazzi! ecc.: e così la γ p. e. a S. Martino B. A., Rivole ecc.! - Fiorisce da maggio a luglio, qualche volta più tardi; i frutti sono maturi in agosto-settembre. È perenne; qualche volta suffrutescente alla base.

E. carniolica Jacq., Poll. fl. ver. excl. var. γ. - E. ambigua Poll. viag.; Titimulo di larga folia Pona. Latarola* (nel monte Baldo). - Variat:
- β longe-radiata Goir. Sp. morph. veg. p. 24.
Specie eminentemente polimorfa; predilige i luoghi selvatici fra 1000-1600 metri: nel monte Baldo in Valfredda (e Poll.), Lonza, Novezina, Noveza (e Poll.) nelle macchie di Cytisus alpinus, Acque negre, S. Giacomo (Heufler) ecc.; e nei Lessini, sui quali cresce copiosamente a Chiesanuova, Scandole, passo della Sega ecc. !: la var. β assieme alla specie nei dintorni di Chiesanuova!. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.

E. dulcis L., Poll. fl. ver. non viag. - Latarola* (Ferrara di monte Baldo). - Variat:
- β purpurata Thuill. Poll. fl. ver. - E. dulcis L. Poll. viag. non fl.
In luoghi selvatici e rupestri nelle zone collina e montana (Poll.): la var. β è la forma predominante!. - Al lago di Garda (Clementi); pendici del monte Baldo dalla valle di Caprino in su, lungo la salita da Brentino alla Corona, e da Rivalta (m. 135) al


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piano di Festa (m. 684) seguendo il sentiero, nei dintorni della Ferrara ecc.!; nella collina veronese, S. Leonardo, Valdonega, Avesa, Quinzano!; nella Valpantena presso Grezzana (e Seguier che la indica nella valle Lamason ove nel fatto è frequente!); nei Lessini nella valle di Squaranto a Mizzole, Pigozzo, Trezzolan, sul pian di Castagnè ecc., a Cerro Veronese ecc.!; nella valle d'Illasi! ecc. - Aprile-giugno: perenne.

E. platyphylla L., Poll. fl. excl. Byn. Ponae. - Variat:
- β lanuginos Thuill.
Frequentissima lungo i fossi, nelle siepi, al margine dei campi ed in luoghi selvatici umidi nella pianura e nell'Agro Veronese, internandosi in tutte le valli fra il lago di Garda ed il confine Vicentino e salendo su per la collina (Poll.): e così lungo il Mincio a Ponti (A. Mass.!) ed alle sponde del lago di Garda (Clementi, Gelmi); nella val d'Adige a Volargne!, Mori (Gelmi) ecc.; a Bussolengo e Pastrengo! ecc.; a Quinzano!; nella valle di Tramigna ecc. La var. β nei fossi a S. Michele, Caldiero! ecc. Il Thithimalo di larga foglia dal Pona, dubitativamente da Seguier e Pollini riferito ad E. platyphylla, spetta sicuramente ad altra specie, vista la stazione indicata da lui per la sua pianta, Artillon di monte Baldo; e secondo ogni probabilità ad E. carniolica. - Fiorisce da giugno ad ottobre: annua.

E. stricta L. - Non è pianta comune, però cresce copiosamente, al margine dei fossi e nelle siepi, alle falde di monte Baldo a Caprino, Boi, Pesina, Castion, S. Martino, Onè, Platano, nella Valsecca sotto a Pazzon ecc., e nella val d'Adige presso Incanale, Ceraino ecc.! - Luglio-ottobre: annua.

E. helioscopia L., Poll. - Thithimalo elioscopio Pona. -
Erba Calenzola. - Volgatissirna ovunque nei campi, nei muri, nelle macerie ecc., dal piano ad altitudini


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anche considerevoli, p. e. nel monte Baldo a Spiazzi, Crosati, Fraine di sopra! (820-905 m.), e forse maggiori se a questa specie è da riferirsi il Thithimalo elioscopio del Pona, da questi indicato nella valle dell'Artillon e quindi per lo meno a 1300 metri di altitudine. - È in vegetazione durante tutto l'anno: le piante tardi ve sono frequentemente sorprese dalle prime nevicate, ed allora svernano sotto alla neve, e non appena questa squagliatasi, riprendono e compiono il ciclo della loro vegetazione. - Annua o piuttosto bienne?

E. perramosa(1)-(2) Borbas. - Comune nei campi, lungo le vie ecc.! - Primavera: annua (e bienne).
[(1) (= Euphorbia helioscopia L. vat. perramosa Waisb.) n.d.c.]
(2): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 677" (n.d.c.)

E. Peplus L., Poll. - Calenzola piccola. - Variat:
- β peploides (Gouan).
Comunissima nei campi, fra le messi, nelle ortaglie che letteralmente infesta, lungo le vie, nei muri, nelle macerie (Segu., Poll.!), dal piano alla zona montana, p. e. nel monte Baldo a Spiazzi e Fraine!: la var. β probabilmente, assieme alla forma tipica. - è in vegetazione quasi durante tutto l'anno: annua.

E. exigua L., Poll. - Esula minore del Trago Pona. - Variat: - β truncata et γ tricuspidata Koch.
Nei prati, campi, messi, pascoli ed anche nelle rupi, dalla pianura alla zona montana, però non comune: la forma tipica e le varietà crescono promiscuamente. Indicata da Pona presso Bussolengo, questa elegante piantina cresce in val d'Illasi presso: Tregnago; nella valle di Marcellise; nella bassura di S. Michele nei medicai e nei prati di Trifolium pratense; nella collina veronese; nella Valpantena a Spredino (m. 456): nei monti Lessini ai Zambei oltre Cerro Veronese (m. 728), nelle rupi a S. Anna d'Alfaedo e nei monti detti le Vezzadre e le Loffe (m. 966); nel monte Baldo fra Spiazzi e la Ferrara (m. 800), in Albarè (m. 1031) e nel Belpo sopra ai Lumini (m. 804)!. - Fiorisce da giugno a settembre: annua.


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E. falcata L., Poll.!. - Variat:
- β minor Koch.
La forma tipica con la varietà è comunissima in tutta la Provincia nei luoghi coltivati, lungo le vie ecc. - Alle rive del Benaco (Clementi); nella valle di Caprino; a Valeggio, Villafranca ecc.; nei dintorni e nella collina di Verona; nella Valpantena a Grezzana, Romagnano ecc.; presso Mizzole, Montorio ecc.; a Tregnago ecc.: tocca anche stazioni elevate, p. e. nel monte. Baldo fra Spiazzi e la Ferrara!. - È in vegetazione da maggio ad ottobre: annua.

E. nicaeensis All., Poll.! fl. excl. non. syn.! - Tithymalus foliis brevibus aculeatis Segu. pl. ver. I, p. 154 cum ic. tab. III, fig. 2. - Variat:
- β decumbens.
- γ rupestris.
Pianta variabilissima per l'abito ed il portamento, che dall'alta pianura e dall'Agro veronese, fra le sponde del Benaco ed il confine vicentino si incontra ovunque (Calc., Pona, Segu., Poll., Font., A. Mass. !, Mang.! ecc.) al margine dei campi, lungo le vie, nei luoghi selvatici e sassosi!: tocca benanco altitudini assai elevate, p. e. cresce nel monte Baldo ai Lumini (m. 702) ed a Spiazzi (m. 820), sulla cima del Pastello (m. 1122) ecc !. Le var. β e γ si incontrano assieme alla forma tipica: la β ad esempio nella Valpantena sul monte Cucco ! la γ nel monte Baldo! - È in vegetazione da giugno ad ottobre: perenne.

E. Gerardiana(1) Jacq., Poll.! - Tithymalus amygdaloides angustifolius Segu. - Luoghi ghiaiosi e sabbiosi: in tutta la val d'Adige ad Ala (Poll., Gelmi), Rivole (Poll.), Ceraino!, Pescantina!, Verona! (e Poll.) ecc.; presso Tregnago (A. Mass.!); lungo l'Alpone (Segu., Poll.); Lazise sul Garda (Fontana). - Giugno-agosto: perenne.
[(1) (= Euphorbia seguieriana Neck. n.d.c.]

E. esula L. - Non comune: alle sponde del lago di Garda


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negli oliveti ove venne scoperta da Gregorio Rigo!; e così p. e. tra Cassone e Malcesine !; lungo l'Adige, nei dintorni di Legnago, nelle sabbie depositate dal fiume in seguito alla piena del 1882 (Bolzon). - Giugno-agosto: perenne.

E. Cyparissias L., Poll. - Erba cipressina. - Latacavre*. - Variat:
- β esuloides Parl.
- γ monstruosa Parl.
Comunissima nei campi, lungo le vie, nelle ortaglie, nei muri, nelle macerie dalla pianura alla zona montana (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.): la var. β raramente assieme alla forma tipica, p. e., lungo l'Adige presso Verona oltrepassato il Lazzaretto!; la γ in un querceto a S. Vito del Mantico; nel vaio Borago presso Avesa, sul ciglio di un muro a secco a Camposilvano sui Lessini (m. 1169), ecc.!. La pianta citata da Seguier Tithymalus Cyparissias foliis punctis croceis notatis, è la E. Cyparissias colle foglie infestate da una uredinea. - È in vegetazione dalla primavera all'autunno secondo la altitudine: perenne. - La E. Cyparissias è assai appetita dalle capre; di qui la denominazione vernacola.

E. pilosa L., Poll. - Tithymalus salicis folio tenuissime serrato et villoso Segu. - Rara: raccolta primieramente da Pontedera presso Lobia e comunicata a Seguier; presso Palù da Pollini, nonchè alle falde dei Lessini lungo la via che dal pian di Castagnè conduce a S. Rocco; nelle vicinanze di Tregnago (A. Mass.!); al lago di Garda (Facchini, Perini); cresce copiosissima alla contrada Antolini e sul monte Tondo o Nero (m. 703) a cavaliere di Valpantena e Valpolicella!. - Giugno-luglio: perenne.

E. amygdaloides L:, Poll. fl. ver. - E. sylvatica Poll. viag. - Latarola (Ferrara di monte Baldo). - Frequentissima nel Veronese fra il Garda ed il confine


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vicentino, di preferenza nei luoghi selvatici montani e subalpini tanto del monte Baldo quanto dei Lessini, dai quali, seguendo le valli, scende nelle colline avanzandosi verso la pianura! (Segu., Poll.), talchè si trova nella valle di Caprino!, in val d'Adige presso la Chiusa!, nella collina veronese appena al di là di Avesa nel vaio Borago!, nella Valpantena oltrepassati i Belori nel vaio del Falcone ed in quello dell'Anguilla!, nella valle di Squaranto presso la Rocchetta bassa! ecc. e quindi fra metri 1600 e metri 70 di altitudine. - Aprile-luglio: perenne.

Mercurialis L. - M. annua L., Poll. - Mercorella. - Mercorela (Segu.), Mucaiola (Segu.), Mocaiola, Mocarola, Muraiola, Cacarela, Bocarole. - Variat:
- β angustifolia.
- γ ambigua. (L.).
Comunissima nei campi, nelle ortaglie, nelle macerie, nei muri, lungo le strade dal piano alla zona subalpina! (Segu., Poll. ecc.): la var. β cresce assieme alla forma tipica, p. e., presso a Verona nella Valdonega e nel monte Baldo ai Crosati (m. 903); la γ qua e là accidentalmente. - È, si può dire, in vegetazione durante tutto l'anno, e non di rado sverna sotto alla neve. - Annua e bienne!

M. perennis L., Poll. - Mercorella bastarda. - Variat:
- β ovata. (Sternb. et Hoppe).
Luoghi selvatici, sassosi e rupestri (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.), dall'Agro veronese e dai colli, p, e. Bosco Mantico!, Chievo !, monte Moscal !, colli Benacesi! ecc. alla zona alpina, tanto nel monte Baldo quanto nei Lessini!: la var. β cresce assieme alla specie nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona, nel Gazo, fra le rupi in Valfredda! ecc. e nei Lessini in Malera!, Corno d'Aquilio!, Corno Mozzo! ecc. - Marzo-agosto a seconda della altitudine: perenne.

Acalypha L. - A. virginica L. - Originaria dalla


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Virginia, dalla Carolina e da altre parti dell'America, questa Euforbiacea comparve per la prima volta nell'Orto Botanico di Verona nel 1842 o in quel torno (Manganotti!); oggidì abbonda nei giardini e nelle ortaglie di Verona !, in Campo Marzo!, Campagnola!; nella collina in Valdonega!, S. Leonardo!, S. Mattia!; al Tagliaferro presso Avesa !; a Parona d'Adige! ecc.: è pure comparsa in valle di Caprino alle Fornase di Boi ai piedi del monte Gazo, uno dei contrafforti più meridionali del monte Baldo! e ad Onè sotto Pazzon !. - Luglio-novembre: annua.

Ricinus L. - R. communis L., Poll. - Ricino. - Ricino*, Rizzin. - Il Ricino, oriundo probabilmente dalle Indie orientali, coltivato una volta estesamente nella parte bassa della Provincia veronese e nel Legnaghese segnatamente, oggidì in minori proporzioni per ragioni molteplici, si incontra sporadico qua e là: p. e. accidentalmente in valle di Montorio sopra Olivè nel luogo detto la Pezza (m. 243)!. Annuo, qualche volta bienne!



Tribus 2.  -  Buxeae.

Buxus - B. sempervirens L., Poll. - Bosso. - Verdo (Monti), Busso, Martel. - Frutice od arboscello, spontaneo o coltivato cresce colle sue varietà in tutta la Provincia dal piano alla zona montana elevata (Calc., Pona, Bauhin, Segu., Poll., Mang.!, ecc.). - Variat:
- α arborescens (Lam.) - È la forma più frequente: alle sponde del Garda a Lazise (Fontana), Riva (Heufler) presso Caprino!; a Verona in una siepe presso al forte Gazometro!; nell'Agro veronese a Bussolengo! ove una volta era copiosissimo; nella collina veronese!; nella Valpantena a Romagnano e più al basso nel vaio del Falcone: a Spionca e


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Busa !,. nel vaio dell'Anguilla!; nel Pastello presso Monte!, nella valle d'Illasi presso Badia Calavena e Selva di Progno! ed altrove: e più in alto nei Lessini a Molina!, Camporiondo!, Erbezzo!, Vallene (m. 1070) sin quasi a toccare la zona del Mugo.
- β angustifolia Loud. - B. sempervirens var. α Poll. - In Verona nel Giardino Giusti!, ad Albaredo d'Adige! ecc.
- γ myrtifolia Loud. - B. sempervirens var. δ Poll. - Assieme alla var. α.
- δ suffruticosa Lam. - B. sempervirens var. γ Poll. - Volgarissima; adoperata a costrurre siepi.
- ε variegata Host. - B. sempervirens var. ε Poll.
Nella collina veronese alle Are ed altrove !: veramente non può dirsi varietà; a Boi, tra Caprino e Pesina, nel parco Cattarinetti, cresce una pianta biforcata sin quasi dal piede, con una delle diramazioni concolor e l'altra variegata. Nei giardini poi sono frequenti le variazioni - a) foliis argenteo-variegatis (sub-var. argentea Loud.); - b) foliis aureo-maculatis (sub-var. aurea Loud.); - c) foliis in acumen luteum abeuntibus (sub var. aurea-acuminata Baill.); - d) foliis aureo-punctulatis (sub-var. aureo-punctulata Baill.) - e) follis aureo-marginatis (sub-var. marginata Loud.). - Fiorisce da febbraio a maggio dipendentemente dalle condizioni meteoriche e dalla altitudine: il legno durissimo, si presta al tornio per molti ed elegantissimi lavori. Il Bosso, sembra fosse introdotto e coltivato nei giardini veronesi da epoca immemorabile, e Giovanni Bauhin (Hist. plant. I, p. 497) scrive di aver visto in Verona Buxi plantas artificiose animalia varia exprimentes; e Seguier (pl. ver. II, p. 239) soggiunge, "forte in horto comit. Iustorum ubi nunc extat antiquissimus Buxi tonsilis labyrinthus" ed il labirinto può osservarsi ancora


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oggidì. Forse a questa introduzione non furono estranee pratiche e costumanze di indole religiosa: presso di noi si intrecciano corone di Bosso che nelle campagne i contadini espongono lungo le vie campestri per esservi benedette durante le processioni che si fanno all'epoca delle rogazioni. Nei nostri monti presso le case si trovano frequentemente piante di Bosso, conservate e mantenute, perchè i rami sono adoperati per intrecciare ghirlande destinate ad adornare i cadaverini dei bambini rapiti da morte.

B. balearica L. - Frutice od arboscello elegantissimo quasi inselvatichito in Verona nel Giardino Giusti ed altrove !, nella Valpantena presso Marzana! - Fiorisce in marzo ed aprile.



Tribus 3.  -  Callitricheae.

Callitriche L. - C. stagnalis Scop. - O. aquatica α verna Poll.- Erba gamberina. - Pavarina* denominazione attribuita benanco alle altre specie di questo genere che seguono, nonchè a diverse al tre piante acquatiche. - Variat:
- β platycarpa (Kütz.).
La specie e la varietà crescono nei fossi e nelle acque di lento corso o stagnanti della Provincia! - È in vegetazione durante tutto l'anno. Perenne.

C. verna(1) Kütz. - C. aquatica β intermedia Poll. - Variat:
- β alpina Parl.
- γ terrestris Hausmn.
Ove la specie precedente e nella stessa epoca, ma si incontra con maggiore frequenza: nei fossi dei dintorni di Verona, ed in generale nelle acque a mite temperatura, è in fioritura sin da febbraio: la var. β nelle pozze nelle quali si abbeverano le mandrie, sul monte Baldo in val Basiana (m. 1077) e nel monte


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Maléra (m. 1077) sui Lessini, da luglio a settembre. La var. γ forma coenicola presentata pure dalla specie precedente, si incontra nei luoghi paludosi e nei fossi che per siccità od altra causa sono rimasti all'asciutto o quasi. Perenne.
[(1) = Callitriche palustris L. - n.d.c.]

C. hamulata Kütz. - C. aquatica γ autumnalis Poll. -
Colla specie precedente durante quasi tutto l'anno.
Della famiglia delle Euphorbiaceae non sono rappresentati nella Flora veronese i due generi Crozophora, (Crozophora (Croton L.) tinctoria Adr. de Iuss. Volg. Tornasole), e Andracne (Andracne telephioides L. Volg. Porcellana greca).




FAMILIA VIII.  -  CERATOPHYLLACEAE.


Ceratophyllum L. - C. demersum L., Poll. - Coda di volpe. - Grata, Erba grata. - Nelle acque lentamente scorrenti e nei fossi della pianura e dell'Agro veronese; p. e. a Bovolone (Segu.), a Villafranca (A. Mass.!): è copiosissimo al lago di Garda nel porto di Riva e fra Peschiera e Desenzano (Ambrosi), nei porti di Torri (Rigo!), Castelletto!, Assensa!, Malcesine ! - Giugno-settembre: perenne.

C. submersum L., Poll. - Raro negli stagni e nei fossi della Provincia veronese (Moreni, Poll.), nei quali a noi non fu dato raccoglierlo; nel lago di Garda è stato trovato a Riva (Gelmi).




FAMILIA IX.  -  POLYGONACEAE.


Polygonum L. - Sect. 1. Amblygonum L. - P. orientale(1) L., Poll. - Corallino, Discipline. - Ingranate, Greste o Creste de dindio, Creste o Greste de gal, Baston di cardinale (al confine del Veronese col


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Trentino !). - Originario delle Indie Orientali, Australia, Africa meridionale, è coltivato nei giardini come pianta ornamentale e si incontra qua e là sporadico e quasi inselvatichito !: e così nella pianura lungo i fossi a Legnago, Cerea, Sanguinetto; nelle macerie in Verona; a Parona lungo l'Adige; nei luoghi coltivati a Ceredelo presso Caprino, Onè alle falde del monte Baldo ecc. Oltre la forma tipica a fiori rosso-porporini, cresce ma rara, altra a fiori bianchi: sono pure coltivate le due forme corrispondenti a P. altissimum Moench. e P. pilosum Roxb. - Luglio-novembre: annuo.
[(1) = Persicaria orientalis (L.) Spach - n.d.c.]

Sect. 2 Fagopyrum Gaertn. - P. Fagopyrum L., Poll. - Fagopyrum, vulgare erectum Segu. - Fraina, Grano saraceno. - Negro, Formenton negro, Formentone nero (Segu.), Polenta negra, Surasin. - Variat:
- α genuinum.
- β laxum. - "Caule elongato, subfrutescente, fere repente".
- γ pusillum. - "Forma pusilla coespitosa".
Originario dell'Asia centrale è generalmente coltivato dall'Agro veronese alla zona montana intera, ed ovunque si incontra sporadico e quasi inselvatichito !: la var. β nelle ghiaie e luoghi sassosi in mezzo ai frutici a S. Vito del Mantico!, la γ fra le rupi alle Vezzadre a S. Anna d'Alfaedo sui Lessini. - Estate-autunno: annuo.

P. tataricum L., Poll. - Grano saraceno di Tartaria - Formenton negro della China. - Originario della Siberia e della Tartaria era coltivato sui Lessini per i semi farinacei (Poll.).

Sect. 3- Tiniaria Meisn. - P. Convolvolus(1) L., Poll. - Fagopyrum vulgare scandens. Segu. - Erba Leprina, Vilucchio. - Scoriola*, Fasolari o Fasoleti salveghi. - Variat:
- α genuinum.


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- β Bertolonii (Goir. et Ton. !).
"Occurrunt quoque formae: a) caule ramosissimo longissime scandente; b) caule humili, suberecto; c) parvifolium. - Siepi, campi, macchie luoghi pietrosi dal piano alla zona supalpina in tutta la Provincia (Segu., Poll.): la var. β sui Lessini a Romagnano, Grezzana, vaio dell'Anguilla, ecc.; nella collina veronese in Valdonega; sul monte Baldo; nella val d'Adige presso Rivole ecc.!: la forma a) frequente nelle siepi e nelle macchie; la b) nel luoghi coltivati a Camparso sui Lessini ed altrove; la c) è una forma serotina, ramosissima. - Estate-autunno: annuo.
[(1) = Fallopia convolvulus (L.) Á. Löve - n.d.c.]

P. dumetorum(1) L. - Questa elegantissima specie, non avvertita da Seguier, non da Pollini, cresce rigogliosa e frequentissima nelle siepi, nelle macchie, nei luoghi selvatici della intera Provincia, dall'Alto Agro veronese alla zona montana elevata, fra le sponde del lago di Garda ed il confine vicentino: e così a Tombetta, Tomba, S. Pancrazio, S. Vito del Mantico ecc. ; in Campomarzo di Verona e nella città stessa a Castel S. Pietro; nella Valpantena; in val d'Adige a destra e sinistra del fiume; in tutta In valle di Caprino sino ai piedi di monte Baldo ed in questo alla Corona ed a Campedello (m. 1074); a Torri (Rigo) ; alla madonna di Navene; nella valle d'Illasi a Tregnago, Cogolo, Badia Calavena, Selva di Progno (m. 569); nella valle dell'Alpo a Monteforte, S. Giovanni Ilarione; nel monte Bolca (m. 945) ecc.!. - Luglio-ottobre: annuo.
[(1) = Fallopia dumetorum (L.) Holub - n.d.c.]

P. mixtum Goir. et Tonini!. - P. Convolvolus x dumetorum et P. dumetorum x convolvolus. - Rarissimo: nella città di Verona nello square dell'Indipendenza ove è stato primieramente scoperto!, in Campomarzo !, nella collina alle Are! ed in Valdonega! - Giugno-settembre.


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Sect. 4 Bistorta L. - P. Bistorta. L. - Bistorta serpentina. - Bistorta. - "Dune occurrunt formae a) major, b) minor". - Prati e pascoli umidi e pingui nelle zone montana e subalpina sul monte Baldo e sui Lessini ! (e Calz., Pona., Segu., Poll., A. Mass. ! ecc.). - Da giugno a settembre: perenne. Il rizoma era una volta adoperato in medicina: oggidì ancora, in alcuni luoghi è masticato perchè creduto utile alla consolidazione dei denti vacillanti.

P. viviparum L. - Variat:
- α majus: caule usque 40 cm. alto.
- β pusillum: tota pianta 4,5-5 cm. alta.
Luoghi selvatici nelle zone subalpina ed alpina (Pona, Segu., Poll.); la var. β nelle stazioni maggiormente elevate: nel monte Baldo in Ime !, Valfredda !, Val Losana!, Artillon!, val delle pietre!, alle busete ! ecc.; sui Lessini al Corno d'Aquilio !, Podesteria!, Maléra!, Revolto! ecc. - Da giugno ad ottobre: perenne.

Sect. 5 Persicaria. - P. amphibium L. - Potamogeton Salicis folio et Persicaria Salicis folio, Potamogeton angustifolium dictu Segu. - Lingua di vacca (Segu.). - Variat:
- α natans. - P. amphibium var. α Poll.
- β coenosum Koch.
- γ terrestre (Leers). - P. amphibium var. β Poll.
Vegeta nelle acque stagnanti o a lento corso (var. α), nelle risaie, nei fossi e luoghi innondati e paludosi ovvero rimasti all'asciutto (var. β et γ):, e così nel fiume Tartaro! (e Segu.), Aselogna!, S. Michele presso Verona!, Peschiera! ecc. - Giugno-ottobre: perenne.

P. lapathifolium L., Poll. p. parte. - Erba-maria, Sante-marie. - Variat:
- α typicum. - P. lapathifolium Ait.
- β incanum (Schm.).
- γ virescens Gren. et Godr.
- δ nodosum (Pers.).


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La forma tipica e le varietà vegetano copiose nei campi arenosi, nei luoghi umidi ed incolti, lungo i fossi, i torrenti, i fiumi dal piano alla zona montana! (e Segu., Poll. ecc.). - Giugno-ottobre: annuo.

P. Persicaria L. - Variat:
- α genuinum.
- β elatum Gren. et Godr.
- γ incanum.
Campi paludosi, luoghi umidi, lungo i fossi, dal piano alla zona montana elevata: la. var. β sui Lessini a Romagnano!: la γ, rara, sul monte Baldo a Spiazzi! - Giugno-ottobre: annuo.

P. mite Schrank. - P. laxifiorum Whei; P. dubium Stein.; P. hybridum Chaub. - Lungo i fossati ecc. come il precedente e nella stessa epoca!.

P. axillare(1) Rigo. - Presso Caprino veronese; sponde del Garda a Cisano (Rigo): probabilmente altrove. È ritenuto da taluni un ibrido, P. mite X Persicaria.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)

P. Hydropiper L., Poll. - Cuociculo, Erba pepe, Pepe d'acqua. - Erba-maria, Sante-made, Pever d'acqua, Erba che beca. - Vegeta nei fossati nei luoghi umidi ed in siti ombrosi e selvatici (Pona, Segu., Poll. ecc.): in vicinanza al lago di Garda (Ambrosi), Verona!, nella Val d'Adige a Ceraino, Rivole ecc.!, S. Michele! ecc. - Dalla pianura alla zona montana. - Giugno-ottobre: annuo.

P. minus Ruds. Poll. - Persicaria pusilla del Lobelio Pona. - Sante-marie - Variat:
- β alpestre.
Nei fossi e prati umidi dal piano alla zona subalpina, frequentemente in società col precedente: e così al lago di Garda (Clementi), Verona!, Vigasio!, alle falde del monte Baldo nella Valsecca presso Pazzon! ecc.: la var. β nel monte Baldo nelle pozze di Basiana ! (m. 1077) e sui Lessini in quelle di Maléra (m. 1700). - Giugno-ottobre: annuo?


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P. minus X Persicaria. - Val d'Adige presso Ceraino, alle falde del monte Baldo presso Brentino! ecc. - Si nota che di questa sezione sarebbero da registrare non poche altre forme ibride!

Sect. 6 Avicularia. - P. Bellardi All. - P. aviculare var. δ Poll. - Campi e luoghi coltivati dalla bassa pianura (Pollini) alla collina, ma non frequentemente: Isola della Scala!, lungo il Tartaro!, nel letto dell'Adige presso, Verona !, Caldiero !, Guastalla veronese!. - Giugno-ottobre: annuo.

P. avicularo(1) L., Poll. var. α , β, γ. - Centimorbia, Corregiola. - Porcarola, Porzelana salvadega, Porchina*, Erba porchina*. - "Stirps, mire polymorpha, innumeras exhibet varietates vel potius formas: insigniores enumerare liceat, nempe: a) monspeliense (Thieb.), b) erectum Ledeb. accedens ad P. Bellardi All., c) arenarium Gren. et Godr., d) neglectum Bess., e) depressum Meisn. accedens ad P. herniaroides Del., f) nanum (Boiss)". - Il P. aviculare, colle sue varietà, vegeta (Segu., Poll., Fontana, ecc.) nei campi e luoghi coltivati, nel letto dei torrenti, fra le macerie, per le vie e piazze dei luoghi abitati (e depressum), innalzandosi dalla pianura ad altitudini anche considerevoli, p. e. sul monte Baldo a Campedello (m. 1074)!, nel monte Bolca (m. 945) ! ecc.: la var. nanum sui Lessini nel monte Brancon (m. 1600)! - Giugno-novembre, dipendentemente dalla altitudine: annuo. - Da escludere dalla Flora veronese P. flagellare Bertol., erroneamente indicato nella valle di Caprino!.
[(1) = Polygonum aviculare L. - n.d.c.]

Rumex L. - Sect. 1 Lapathum Adans. - R. alpinus L. Poll. - Rabarbaaro alpino. - Ama i pascoli e luoghi pingui nelle zone montana elevata e subalpina, e si incontra di frequente presso le case dei pastori (Segu., Poll.): così nel monte Baldo alla Ferrara e all'Ortigara (Poll.), in vicinanza della fontana di Naole! ecc.


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sui Lessini a Revolto!, in Podesteria! ecc. - Fiorisce da luglio a settembre: perenne.

R. Hydrolapathum Huds. - R. acquaticus Poll. non L.; Lapathun acquaticum folio cubitali Segu. - Tabacco di palude. - Pancuco de' roschi *. - Comune lungo i fossi e corsi d'acqua, nelle risaie (Poll.), nei luoghi paludosi ecc. dell'alta e bassa pianura veronese: e così ad Isola della Scala lungo il Tartaro e nell'alveo di questo (Segu.), lungo la Molinella (Masè !), Vigasio!, Peschiera (Poll.), Lazise (Fontana), Villafranca (A. Mass. !), Verona in Campagnola ! ecc. - Maggio-novembre: perenne. Le giovani foglie cotte e condite sono mangiate dalla gente di campagna.

R. crispus L. Poll. - Lapathum folio acuto crispo Segu. - Bombice, Romice. - Lengua de bo*, Lengua de vacca (Segu.), Lapazio, Pancuco salvego, Pancuco de' roschi*: le quali denominazioni vernacole vengono pure attribuite alle specie che seguono di questa sezione. - Comunissimo nei campi, nei prati, lungo le strade, presso i fossi (Segu., Poll., Pont., A. Mass. ! ecc.) dalla pianura alla zona montana!. - Aprile-novembre: perenne. - Prossimo a questa specie è R. patientia L., una volta coltivato negli orti, e che, allo stato selvatico, potrà forse rinvenirsi in qualche punto del Veronese.

R. conglomeratus Murr. - R. acutus Bertol., Poll.; Lapathum folio acuto plano Segu.; Ossilapato Calc. - Comune al margine delle fosse, nei luoghi umidi ed innondati, lungo le vie, nei prati ecc. di preferenza al piano e nella collina; non manca però nella zona montana!. - Maggio-ottobre: perenne.

R. obtusifolius L., Poll. - R. Friesii Gren. et Godr.; Lapathum folio minus acuto Segu. - Vegeta nei prati, nei luoghi incolti, fra le macerie, negli stagni, lungo i fossi (Segu., Poll., Font. ecc.) ascendendo dalla pianura alla zona montana superiore: p. e. nel monte Baldo alla Ferrara!. - Maggio-ottobre: perenne.


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R. pratensis(1) Mertens et Koch. - È ritenuto un ibrido, R. crispus X obtusifolius, in mezzo ai quali, frequentemente cresce.
[(1) = Rumex x pratensis Mert. et W.D.J. Koch - n.d.c.]

R. pulcher L., Poll. - Lapathum folius oblongis extremitate subrotundis in medio utrinque sinuosis. Segu. - Cavolaccio. - "Folia longis insident pediculis, oblonga et utrimque in medio falcata, ita ut instrumentum musicum Violino ab italis dictum superficie sua repraesentet, hinc vulgo apud nostrates Lapathum violon planta vocatur. (Segu. pl. ver. I, p. 85) ". - Comune sulle vie, al piede dei muri, lungo i fossi; presso gli abitati (Segu., Poll., ecc.) al piano ed alla collina nei luoghi dimessi e temperati. - Maggio-ottobre: perenne.

Sect. 2 Acetosa Mill. - R. tuberosus L., Poll. - Acetosa tuberosa radice Segu. Raro. Si trova nei prati, pascoli e luoghi erbosi: e così appena fuori Verona nei fossi di cinta nel tratto compreso fra porta S. Zeno e porta Palio (Segu., Poll.); nella Valpantena nei colli presso Grezzana (Segu.) ; nei prati nelle vicinanze di Valeggio (Rigo!); nei pascoli di Bosco Mantico ! (A Poll.) e nei rivoni verso l'Adige ! - Aprile-luglio: perenne. È pianta frequentemente gregaria.

R. Acetosa. L. - Variat:
- α typicus. - R. acetosa Poll. var. α, β, γ; R. Pseudo-Acetosa Bertol.; Acetosa pratensis Segu. - Acetosa, - Pancuco,       Acetosa, Erba forte, Pan e vin*, Erba mandolina* (Grezzana).
- β hortensis (Vis.) - Erba-brusca.
La forma tipica con le numerose sue forme (conf. Segu. pl. ver. I, p. 81-82; Koch. syn. fil germe et helv. p. 708 ed. 2) cresce copiosa nei prati e pascoli della intera Provincia: dal piano, dai dintorni e dalla città stessa di Verona (p. e. in Campo Marzo e nel Collegio agli Angeli !), dai colli (p. e. Monteforte dell'Alpo!) si spinge alla intera zona montana tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini, penetrando benanco nella


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subalpina! (e Segu., Poll. ecc.). - La var. β (Erba brusca degli Italiani, Oseille dei Francesi) è coltivata nelle ortaglie, ma raramente nella nostra regione, adoperandosi presso di noi, specialmente nelle campagne, le foglie della var. α variamente cucinate. - Aprile-luglio: perenne.

R. arifolius All., Poll. - R. montanus Desf. - Ritenuto una varietà della specie precedente, vegeta nei prati, nei pascoli e nei luoghi rupestri e ghiaiosi delle zone elevate dei monti, scendendo forse qualche volta a stazioni più basse: e così nel monte Baldo in Noveza!, ai Zocchi (Poll!.), valle degli ossi !, valli delle buse e delle pietre !. - Luglio-settembre: perenne.

R. Acetosella L. - Acetosa arvensis lanceolata Segu. - Variat:
- α vulgaris Koch. - R. Acetosella Poll.
- β angustifolius Koch.
- γ multifidus Koch. - R. multifidus Poll.
- δ alpester.
Vegeta nei prati, sui ciglioni dei campi, nei luoghi rupestri dal piano alla zona elevata dei monti (Segu., Poll. ecc.), singolarmente nei Lessini, e di preferenza in suolo di formazione basaltica!: la var. α nei dintorni di Verona!, al Maso ed a Montecchio!, sul monte Tondo !, presso Avesa nei due Vai Borago e Pissacavra!, a Grezzana (Segu.): la β sui Lessini a Corbiolo !; la γ nelle vie di Verona al Teson !, nel Bosco Mantico !, sul monte Tondo!; la δ sulle rupi nel monte Trapola (m. 1527) sui Lessini! - Giugno-settembre: perenne.

R. scutatus L., Poll. - Acetosa Romana. - Pan e vin, Erba beca, Erba forte,* Erba brusca.* - Variat:
- α typicus.
- β glaucus (Jacq.).
- γ parvifolius.
Vegeta nei luoghi rupestri e sassosi, fra le macerie,


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nelle ghiaie dei torrenti e dei fiumi, sui vecchi muri, dalla zona alpina alla montana che oltrepassa, seguendo i corsi d'acqua e spingendosi ana pianura: e così sul monte Baldo alle rupi di Valfredda (Pona), Valbrutta (Segu.), Giare di Valbrutta!, Campedello! (e Pona); alle sponde del lago di Garda fra le ghiaie alla foce del torrente prima di Cassone!; sui Lessini alle Fraselle (Segu.), Giazza!, Revolto ecc.; nel letto dell'Adige a Verona in Campo Marzo alla Rotta Fuini avvenuta per la piena del 1882!, sotto al muro lungo presso S. Michele!, in vicinanza al porto di S. Giovanni Lupatoto!: le due var. β e γ assieme alla forma tipica, ma di rado. - Giugno-ottobre: perenne. Dei generi italiani appartenenti a questa famiglia due mancano alla Flora veronese e cioè Emex Neck. (E. spinosa Campd.) e Oxyria Hill. (O. digyna Campd.).




FAMILIA X.  -  AMARANTACEAE.


Amarantus L. - Sect. 1 Euamrantus. - A. caudatus L. - Piogie (Monti), Coe, Coe rosse, Creste o Greste de gal. - Originario delle Indie, Nubia, Abissinia, è coltivato nei giardini quale pianta ornamentale: ma si incontra qua e là sporadico e subpontaneo: e così a Verona nelle macerie!, presso Caprino Veronese! ecc. - Estate ed autunno: annuo.

A. retroflexus L., Poll. - Bione {Segu.), Bioni, Beoni, Peoni,* Pioni.* - Variat:
- α typicus.
- β pumilus.
Originario dall'America boreale e tropicale, ma oramai naturalizzato: la forma tipica è comune (Segu., Pollini ecc.) nelle ortaglie, nei campi e luoghi coltivati, nei vigneti, lungo le vie, nelle macerie ecc. dalla pianura


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sino a toccare la zona montana, fra il lago di Garda ed il confine vicentino!: la var. β è pianta gregaria che si incontra assieme alla forma tipica nei vigneti e nei campi coltivati, p. e. a Romagnano !, della Valdonega! ecc. - Luglio-ottobre: annuo.

A. chlorostachys(1) W., Poll. p. p. - "Occurrit a) tipicus, b) foliis, petiolis, rachide, fioribus rubentibus" - Assieme al precedente al piano ed in collina, salendo inoltre nella zona montana. p. e. sul monte Baldo alla Ferrara!: la forma b) a Verona in Valdonega e nella valle d'Illasi presso Selva di Progno!. - Luglio-novembre: annuo.
[(1) = Amaranthus cruentus L. - n.d.c.]

A. patulus(1) Bertol. - A. chlorostachys Poll. p. p. - "Occurrit: a) arcaule crasso e basi ramoso, rubescente, ramis solo adpressis in orbem expansis, et b) caule erecto" - In unione ai due precedenti in piano e nella collina; più raramente nella zona montana. - Luglio-ottobre.
[(1) = vedi specie precedente - n.d.c.]

A. hypocondriacus L., Poll. - Code rosse, Amaranto da fascetti. - Originario dell'America tropicale, è coltivato unitamente ad altre specie congeneri nei giardini e si incontra frequentemente qua e là sporadico lungo le strade, fra le macerie, in vicinanza alle abitazioni!: Pollini lo indica lungo lo stradone da Verona per Trento presso la Mirandola e nelle vicinanze di Domeiara. - Estate-autunno: annuo.

A. paniculatus(1) L. - Originario dell'America tropicale coltivasi colle sue varietà cruentus (L.) e purpureus (L.) nei giardini.
[(1) = vedi Amarantus chlorostachys - n.d.c.]

A. tricolor Lob., L., Poll. - Maraviglia. - Papagallo, Erba zizalpina. - Oriundo dalle Indie orientali, Cina e Giappone: è coltivato nei giardini.

A. sylvester(1) Desf., Poll. - A. Blitum et viridis auct. plur. - Bioni ecc. - "Occurrit: a) caule simplici; b) caule a basi ramoso; c) pumilus". - Lungo le strade, nelle ortaglie, nei vigneti, nei campi e


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luoghi coltivati, nelle macerie dalla pianura alla zona. montana!. - Giugno-novembre: annuo.
[(1) = Amaranthus graecizans L. - n.d.c.]

A. albus(1) L. - Rarissimo e forse accidentalmente: fra le macerie e nei luoghi nei quali sono depositati materiali fuori uso provenienti da cantiere ferroviario, oltre S. Michele presso alla Madonna di Campagna (Settembre 1883) ed in Verona presso la stazione di porta Vescovo, fra questa e Ponte-Campofiore (novembre 1898). Sotto a S. Michele presso Verona!, ed appena fuori la città di Verona in prossimità alla stazione di porta Nuova (ottobre 1892)! - Annuo.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)

Sect. 2 Euxolus Raf. - Albersia Kth. - A. ascendens(1) Lois. - A. Blitum auct. pl. (Poll. fl. ver. var. α et β). - Biedone. - Bioni ecc. - Vegeta nei luoghi incolti, nei vigneti, sulle vie, negli orti, presso gli abitati (Segu., Poll. ecc.) dalla pianura alla zona montana. - Giugno-novembre: annuo.
[(1) = Amaranthus blitum L. subsp. blitum - n.d.c.]

A. deflexus L. - A. prostratus Balb., Poll. - Viadoni* (Verona). - Variat:
- α typicus.
- β arenarioides. - "Planta pumila. Facies Arenariae serpyllifoliae !"
Originario dall'America boreale, non indicato nel Veronese dal Pollini nè nel Viaggio nè nella Flora, oggidì è comunissimo al piede dei muri e nelle vie urbane, lungo le strade e le siepi in gran parte della Provincia dal piano alla zona submontagnosa: la forma tipica in Verona e suoi dintorni, a Montorio, nella Valpantena a Grezzana ecc., nell'Alto Agro veronese, nella val d'Adige a Volargne ed alla Chiusa, nella valle di Caprino ecc., spingendosi a nord sin sotto a Pazzon e ad occidente a Costermano ove sembra cessare; la var. β in generale nei luoghi calpestati e di passaggio, e così a Bussolengo, Boi, Pesina ecc.! - Giugno-ottobre. Annuo.

Celosia. L. - C. cristata L. - Cresta di gallo. - Greste o Creste de gal, Pelle di gatto*. - Originaria delle Indie orientali, coltivasi in diverse varietà (castrensis


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(L.), comosa Retz., coccinea (L.), nei giardini ed incontrasi qua e là sporadica e subspontanea: e così in Verona fuori porta Nuova e porta Vittoria nelle macerie, nella collina in Valdonega lungo le strade vicinali, nella valle di Caprino ad Onè in vicinanza alle abitazioni! - Luglio-novembre: annua. Di questa famiglia manca nella Flora veronese il genere Achyranthes L. (A. argentea W.).




FAMILIA XI.  -  PHYTOLACCACEAE.


Phytolacca L. - Ph. decandra(1) L., Poll. - Erba cremesina. - Ua da colorir, Amaranto, Maranto*, Naranto*. - Originaria dell'America meridionale è qualche volta coltivata nei giardini ma, ormai inselvatichita, cresce frequentissima nella pianura e nella collina lungo le vie, nei muri, in vicinanza alle abitazioni ecc.: e così, alle sponde del Garda (Poll.); Onè presso Caprino!; Pescantina!; Grezzana!; Verona in città al Collegio degli Angeli e fuori le porte fra le macerie!; nel Basso Acquar e presso il cimitero (Mang.!); in collina nella Valdonega! e lungo la strada alle Torri Massimiliane alle Are ove cresce copiosissima e gigantesca!; Avesa!; Parona ecc. ! - Luglio-dicembre: perenne.
[(1) = Phytolacca americana L. - n.d.c.]




FAMILIA XII.  -  CHENOPDIACEAE.




Tribus 1.  -  Atripliceae.

Spinacia. L. - S. oleracea L., Poll. - Spinacio. - Spinazza, Spinazze*. - Variat:
- α spinosa. (Moenk). - Forma typica.
- β inermis (Moenk). - S. glabra Mill.


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Originaria del Caucaso, Persia, Afganistan essendo certamente derivata dalla spontanea S. tetrandra. Stev.: è coltivata ovunque nelle ortaglie, singolarmente la var. α la quale si incontra qua e là inselvatichita in vicinanza di queste, p. e., in Campagnola di Verona! - È in vegetazione, può dirsi, durante tutto l'anno: fiorisce da maggio a luglio. Annua e bienne.

Atriplex L. - A. hortense(1) L., Poll. - Variat:
- α hortense album s. pallide virens C. B. pin. 119. - Bietolone bianco.
- β hortense rubrum C. B. l. c. - Bietolone rosso.
Originario della Siberia e della Tartaria: è coltivato nei giardini e nelle ortaglie, ma qualche volta si incontra inselvatichito: p. e. in Verona nelle macerie fuori Porta Nuova ! - Luglio-ottobre: annuo.
[(1) = Atriplex hortensis L. - n.d.c.]

A. hastatum(1) L. - A. latifolium Wahlnb; A. patulum Sm., Poll. viag. et fl. var. α et β; A. venetum Poll. hort. et prov. veron. pl. nov. vel min. cogn. p.27, non W.; A. triangulare All. - Atriplice comune. - Farinei*, Farinelo* (Bussolengo), Molinari* (Romagnano, Cerro), Bioni* (Valle del Tasso): denominazioni che forse convengono meglio alla specie che segue, come quella che è maggiormente diffusa e frequente. - Qua e là al margine dei fossi, lungo le vie ecc. specialmente in luoghi bassi o non molto elevati: e così presso Peschiera (Poll.), nelle Valli grandi veronesi alle sponde del Tartaro !, lungo i fossi a S. Bonifacio e Monteforte ! ecc. - Fiorisce da luglio a settembre: i frutti maturano in ottobre e novembre. È annuo.
L'A. venetum Poll. l. c. è una forma di A. hastatum.
[(1) = Atriplex patula L. - n.d.c.]

A. patulum(1) L. - A. angustifolium Sm., Poll.; A. angusto et oblongo folio Segu. - "Occurrit a) typicum, b) angustissimum Wallr., c) macrodirum (Guss.), d) erectum (Huds.), e) oblongifolium W. et K.". - La forma tipica e le sue varietà o variazioni sono frequentissime nelle ortaglie, nei campi, lungo le


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vie e nelle siepi, nella vicinanza delle abitazioni dalla pianura alla zona montana: e così, ad esempio, alle sponde del Tartaro nelle Valli grandi veronesi !; nei Lessini sul monte Zovo, a Cerro ecc.!; sul monte Baldo a Spiazzi, la Ferrara ecc.! - Luglio-novembre. È annuo.
[(1) = vedi specie precedente - n.d.c.]



Tribus 2.  -  Chenopodieae..

Beta L. - B. Cicla(1) L., Poll. - Bietola. Erbesine*, Erbe, Erbete, Erbe bone. - Variat:
- β crispa (Tratt.).
- γ caule foliisque rubro-sanguineis. - Erbesine rosse*.
È coltivata negli orti per uso di cucina, ma si incontra qua e là sporadica e quasi inselvatichita: e così a Castelletto di Brenzone alle sponde del lago di Garda negli oliveti!; presso Caprino ad Onè e negli argini del torrente Boi!; nel piccolo cimitero di Pazzon alle falde di monte Baldo!; nella Valpantena a Romagnano!. Si danno tre forme; a) B. hortensis Mill. (forma culta radice alba Poll.); è la forma più comune. - b) B. vulgaris β: flavescens Dec. (forma culta radice flavescente Poll.). - c) B. rubra Dod. (forma culta radice rubra. Poll.). - È in vegetazione quasi durante tutto l'anno: fiorisce in maggio e luglio; i frutti sono maturi in agosto e settembre. - Annua e bienne. Gli orticultori ne distinguono diverse varietà, alcune pregevolissime e ricercate dai buongustai.
[(1) = Beta vulgaris L. subsp. vulgaris - n.d.c.]

B. Rapa(1) Dumort. - Barbabietola. - Variat:
- α hortensis. - B. vulgaris Poll.: α radice rubra, β radice lutea, γ radice alba: - Erba rava, Bieda rava*.
- β campestris. - Barbabietole*.
La var. α è coltivata negli orti in molte varietà, venendo portata sulle mense come insalata (Betterave a


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salade dei giardinieri francesi), ovvero preparata sott'aceto. La β è oramai entrata nella grande coltivazione, quale pianta foraggiera adoperata nell'allevamento del bestiame, ed industriale per la estrazione dello zucchero detto di Barbabietola: i cataloghi rinomatissimi dei signori Haage e Schmidt di Erfurt ne annoverano 35 varietà. Da qualche tempo nella Provincia di Verona la coltivazione della Barbabietola ha assunto una importanza ed una estensione che di anno in anno vanno annientando, dovendo somministrare la materia prima alle zucchererie di Legnago, S. Martino, Sambonifacio.
[(1) = Beta vulgaris L. - n.d.c.]

Chenopodium L. - Sect. 1. Blitum L. - Ch. capitatum(1) Asch. - Blitum capitatum L., Poll. - Fraghe d'Egitto o de montagna (Poll.). - Pollini lo indica subspontaneo nei giardini ove era coltivato. - Giugno-agosto. Annuo.
[(1) = Blitum capitatum L. - n.d.c.]

Sect. 2. Agathophytum (Moq.). - Ch. Bonus-Henricus L., Poll. - Bono-Enrico, Spinacio selvatico. - Crauti, Caltri. - Cresce copiosissimo nelle zone montane e subalpine (Pona, Segu., Poll. ecc.) del monte Baldo, dei Lessini e loro derivazioni, presso le case dei pastori, nei campi, sulle vie, fra le macerie ecc., di preferenza nei luoghi pingui: oritur locis nec excelsioribus, nec depressis, ha scritto Seguier; però Ch. Bonus-Henricus ossia il Crisolocano del Dodoneo di Pona, vegeta benanco nelle valli prettamente alpine delle pietre, degli ossi, di S. Zeno (2000-2200 m.), però stentatamente e ridotto a minime dimensioni!. - Giugno-settembre: perenne. Le giovani foglie di questa Chenopodiacea, sono cucinate e mangiate a guisa di quelle dello Spinacio.

Sect. 3 Chenopodiastrum Moq. - Ch. polyspermum(1) L. Poll. - Ch. Betae folio Segu. - Variat:
- α spicatum (Moq.).
- β cymosum (Chev.).


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Vegeta copiosamente nelle ortaglie e nei luoghi coltivati, nei campi, lungo le vie, su macerie nella intera Provincia dalla pianura alla zona montana: e così nelle valli del Tartaro! ed altrove al confine della Provincia veronese con la mantovana (Masè!): a Sambonifacio!, Arcole! ecc.; presso Cazzano! e nella valle dell'Alpone a S. Giovanni Ilarione!; nei dintorni di Verona in Campomarzo, Campagnola, Valdonega!; a Lazise alle sponde del lago di Garda. (Fontana); a Grezzana (Segu.), e più in alto sui Lessini a Cerro!; nella valle di Caprino (Poll.) e segnatamente presso Caprino, a S. Martino, Onè, Servole ecc.!: le due varietà crescono promiscuamente. Giugno-ottobre: annuo.
[(1) = Lipandra polysperma (L.) S. Fuentes, Uotila & Borsch - n.d.c.]

Ch. Vulvaria L., Poll. - Ch. olidum Cust.; Ch. foetidum Segu.; Tragio germanico Calc. - Brinaiola. - Vulvaria, Farinei*. Variat:
- α typicum. Forma latifolia.
- β microphyllum.
Vegeta nei luoghi incolti, lungo le strade, a piè dei muri, in vicinanza delle abitazioni, nelle macerie ecc. dal piano alla zona montana: e così in vicinanza ed alle sponde del lago di Garda ad Arco e Riva (Ambrosi), Castelletto di Brenzone! ecc.; Verona!; nella pianura a Vigasio!; Bussolengo nell'Alto Agro!; Spredino e Romagnano nella collina!; Quinto nella Valpantena (A. Mass.!); Tregnago nella valle d'Illasi !; Braga e Braghisola (m. 600) nel monte Baldo: la var. β si incontra qua e là in unione alla forma tipica. - Giugno-ottobre: annuo.

Ch. hybridum L. Poll. - Farinei*. - Variat:
- α genuinum.
- β pumilum. - "Caule humili (10-20 cm alto) simplicissimo: panicula racemosa abbreviata".
La forma tipica vegeta frequentemente nei luoghi incolti, al margine dei campi, lungo le vie e le siepi,


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fra le macerie, nelle ortaglie ecc., (Segu., Poll. ecc.) dal piano alla zona subalpina in tutta la Provincia: Sanguinetto!, Isola della Scala (Rigo !); S. Bonifacio!, Caldiero e la Strà !, Tregnago (A. Mass. !); nelle vie ed orti di Verona (Poll.), nel Giardino Giusti!, S. Pancrazio ! nei colli Benacesi (Rigo!) ed alle sponde del lago di Garda à S. Giovanni di Brenzone!; nella Valpantena alla Carrara, Grezzana, Rosaro !; sui Lessini a Torbe e Prun!; nella valle di Caprino! (e Rigo !), e su pel monte Baldo a Vezzane sopra Pazzon ed in Pravazar (m. 999)!: la var. β, bellissima ed elegante forma sui Lessini nei campi a Prè dell'Acqua ! - Giugno-settembre: annuo.

Ch. murale(1) L. Poll. - Piede anserino Calc. - Bioni bastardi - Vegeta fra le macerie, lungo le strade ecc. in tutta la Provincia dal piano alla zona montana (Calc., Segu., Poll. ecc.). - Giugno-ottobre: annuo.
[(1) = Chenopodiastrum murale (L.) S. Fuentes, Uotila & Borsch - n.d.c.]

Ch. urbicum(1) L., Poll. - Raro: alle sponde del lago di Garda a Riva (Ambrosi, Gelmi) ed a Peschiera (Poll.); nelle vie di Verona (A. Mass. !): nell'alta valle d'Illasi a Revolto presso alla osteria (settembre 1889!); nella Valpantena a Romagnano! - Giugno-ottobre: annuo. - La pianta raccolta a Revolto sembrerebbe doversi piuttosto riferire a Ch. infermedium.
[(1) = Oxybasis urbica (L.) S. Fuentes, Uotila & Borsch - n.d.c.]

Ch. rubrum(1) L. - Presso al lago di Garda a Lazise (fide Fr. Fontana).
[(1) = Oxybasis rubra (L.) S. Fuentes, Uotila & Borsch - n.d.c.]

Ch. album L. - Atriplice selvatica Calc. - Farinello. - Farinaci (Segu.), Farinazzi, Farinei*, Molinari* (sui Lessini). - Variat:
- α commune Gren. et Godr. - Ch. album var. α Poll.
- β viride (L.). - Ch. album var. β Poll.
Le due varietà con le loro numerosissime forme vegetano frequentissime nei; campi e seminati, nelle siepi, lungo le strade dalla bassa pianura alla zona subalpina ! - Giugno-novembre: annuo.

Ch. ficifolium Sm.? - Si riferiscono (pro interim) a questa


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specie esemplari raccolti recentemente (settembre-ottobre 1899) presso Verona fuori porta S. Giorgio.

Ch. opulifolium Schrad., Poll. - Frequentissmo negli orti e luoghi coltivati, nelle siepi e lungo le vie, fra le macerie dal piano, alla zona montana! - Luglio-ottobre: annuo. I signori Adriano Fiori e Giulio Paoletti nella loro eccellente Flora analitica d'Italia hanno riferito ad uno stesso tipo specifico Ch. album, Ch. viride, Ch. ficifolium, Ch. opulifolium: noi dividiamo interamente questo modo di vedere degli egregi autori.

Sect. 4 Botryoides C. A. Mey. - Ch. Botrys L., Poll. - Botri Calc., Pona; Botrys ambrosioides vulgaris Segu. - Vegeta copiosamente nei campi e luoghi arenosi e nelle ghiaie dei torrenti e dei fiumi: e così in Verona in Campomarzo e nei luoghi innondati dall'Adige!, ed alle sponde di questo fiume a S. Vito del Mantico ed al Corno !; a Costermano lungo e vie!; a Garda e Torri alle sponde del Benaco ! (e Rigo!); nella Valpolicella nel progno di Negrar.! - Giugno-ottobre: annuo.

Ch. ambrosioides L., Poll. - Botrys ambrosioides mexicana Segu. - Tè, Tè de Germania. - Di questa Chenopodiacea, originaria dell'America boreale e tropicale, così scriveva Seguier: "Haec exotica planta soli Veronensis nunc indigena facta est, mihique occurit copiose prope Septimi pagum secus Athesim. Cum sit herbae Thè succedanea, et ex Germania, ubi illius usus primum invaluerat, in Italiam translata, Thè Germanica hic nuncupatur, ejusque decoctum iisdem quibus The sinensis pollere virtutibus vulgo creditum est": Ciro Pollini la raccolse in altri luoghi del Veronese, ma oggidì sembra scomparsa.

Cyclolòma Moq. - C. platyphyllum Moq. - Una sola volta, e secondo ogni probabilità accidentalmente, nelle sabbie d'Adige in Campomarzo di Verona!.




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Tribus 2.  -  Camphorosmeae..

Kochia Roth. - K. Scoparia(1) Schrad. - Chenopodium Scoparium L., Poll. - Belvedere, Granata. - Spazzadòre. - Originaria della Russia media e meridionale è comunemente coltivata per farne delle scope: si incontra però sporadica e quasi spontanea nei campi lungo le vie, sui muri, fra le macerie ecc. dal piano alla collina: e così a Verona in Campomarzo!, Campagnola!, Valdonega! ecc.; Tombetta!; in Valpantena ai Maroni !; a S. Vito del Mantico !; nella valle dell'Adige a Volargne!; nella val di Caprino ad Onè ecc.!: a Castelrotto nella Valpolicella, Torbe e S. Maria di Negrar. - Luglio-ottobre: annua.
[(1) (= Bassia scoparia (L.) Voss n.d.c.]

Polycnemum L. - P. arvense L. β majus (Al. Br.) - Verona in Borgo Trento, lungo la linea ferroviaria Verona-Caprino, fra i binari. (Settembre 1900)!, Poll. - Chenopodium annuum humifusum folio breviori et capillaceo Segu. - Variat:
- α typicum.
- β majus. (Al. Br.).
Frequentissimo in luoghi aridi, lungo le strade, nei campi arenosi ed incolti ecc. dell'Alto Agro e della collina veronese; e così: a Verona e dintorni, nelle vie della città, presso il Camposanto, fuori porta nuova al Poligono, Tomba e Tombetta, lungo tutto il tracciato ferroviario da S. Massimo a Crocebianca, a S. Michele e S. Martino ecc.!; in val d'Adige a Domegliara e Rivole: nella Valpolicella a S. Maria in Progno, Castelrotto ecc.!; a S. Vito, Bosco Mantico, Bussolengo, Sona ecc. !; vicino al lago di Garda (Rigo!, Facchini, Gelmi); a Valeggio sul Mincio (Rigo!); nella val di Caprino a Marciaga (Rigo !) ed alle falde del monte Baldo fra Rubiana ed i Lumini (m. 702).!; sui Lessini inter petras (Segu.) e fra Valpantena e val di Squaranto nel monte Novesago (400 m.)!.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. I, p. 677" (n.d.c.)


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La forma predominante è quella corrispondente a P. majus Al. Br. - Luglio-novembre: annuo.
Di questa famiglia mancano nella nostra Flora i generi Obione, Roubièva, Camphorosma, Corispermum, Salicornia, Arthrocnèmum, Halopeplis, Salsola, Suaeda, dei quali taluni hanno rappresentanti in altri punti del Veneto ovvero nel Mantovano. Dell'ultimo, Suaeda, ai tempi di Ciro Pollini coltivavasi negli orti di Verona la S. maritima Dum. = Schoberia maritima Mey. = Chenopodium maritimum L., Poll.; come quella che sotto le denominazioni vernacole di Rospani, Roscani, veniva preparata sott'aceto per i bisogni della cucina.




FAMILIA XIII.  -  DAPHNACEAE.


Thymelaea - Scop. - Th. arvensis(1) Lam. - Stellera Passerina, L., Poll.; Passerina con foglia di Linaria Pona; Passerina Tragi Segu. - Variat:
- β spoliata Ces.
- γ pubescens Ces., Pass., Gib.
Cresce ovunque e copiosissima nei campi fra le stoppie, nei luoghi incolti, fra le messi nelle stazioni apriche, più raramente nei pascoli, dal piano sino alla zona subalpina: presso Sanguinetto!; nei dintorni e nella collina di Verona! (e Poll.); nei colli di Avesa !; S. Vito del Mantico!; Domegliara !; nell' altipiano di Rivole lungo la vecchia strada dalle Zuane a Caprino nei seminati!; a Boi !; alle sponde del lago di Garda a Pesehiera (Rigo !), Pacengo !, Colà (Segu.), Lazise (Font.), Castelletto!, Madonna di Navene; Riva al Brione (Facch.); nel monte Baldo fra Pazzon e Spiazzi!, Albarè lungo il sentiero dalla Ferrara alla Croseta !, ai Lumini e nei contrafforti Creta, Gazo,


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Belpo!, a Salzan e Pradonego!, nelle rupi di Valfredda (Pona) ecc.; da ultimo alle falde dei Lessini a Spredin e Viola, sul Zovo, a sud di Cerro Veronese sul monte Franzosan, a Corbiolo, alle Gozze!; nella valle d'Illasi presso Tregnago!; nel complesso pertanto fra altitudini comprese fra 19-1000 metri: la var. β tipica si incontra qua e là in unione alla forma tipica, p. e. a Tregnago e sul monte Baldo; la var. γ nei luoghi coltivati a piedi del monte Moscal. - Giugno-ottobre: annua.
[(1) = Thymelaea passerina (L.) Coss. & Germ. - n.d.c.]

Daphne L. - D. Mezereum L., Poll. - Camelea Calc.; Camelea germanica del Trago e del Dodoneo, Mezero dei Tedeschi Pona; Thymelea lauri folio deciduo, sive Laureola femina Seguo - Mezera, Camelea. - Mezereo, Camelea, Timelea, Zirese*, Zirezola, Pepe montano: 1'ultimo di questi nomi, attribuito a questa Daphne da Mattioli, si è conservato sino ad oggi nella nostra regione e nel confinante Trentino, probabilmente per opera degli Erbaioli. - "Variat floribus albis vel albicantibus, carneis, roseis, purpurascentibus, et
- β serotina. - "Floribus et foliis coetaneis".
Vegeta in tutta la Provincia nei luoghi piuttosto umidi, fra i cespugli, nelle boscaglie, nelle rupi (Calc., Pona, Seg., Poll. ecc.), dall'alta pianura alla zona alpina e subalpina: la var. β si incontra tardivamente nelle stazioni alpine maggiormente elevate e nelle quali più a lungo si mantiene la neve; e così sui Lessini nel monte Posta (2235 m.) e sul monte Baldo nei pascoli di Costabella e Coalsanto (2062-2074 m.) ! - Fiorisce in febbraio e marzo nelle stazioni basse, in maggio e giugno in quelle più elevate: la var. β da luglio a settembre !: i frutti sono maturi d'estate. È pianta perenne legnosa, acre in tutte le sue parti, nociva all'uomo ed agli animali, meno agli uccelli i quali ne mangiano impunemente le drupe, come scrive l'Ambrosi. I fiori sono odorosissimi.


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D. Laureola L., Poll. - Timelea Calc.; Dafnoide e Laureola volgare Pona; Thymelaea Lauri folio sempervirens seu Laureola mas Seg. - Laureola, Erba laurina, Cavolo di lupo. - Laureola, Leandro salvadego (Poll.), Violoro salvego*. - Frutice che cresce nei luoghi selvatici e boschivi, collini e montani (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.); ma presso di noi non è pianta comune: in vicinanza al lago di Garda presso il Ponale a Riva. (Facch., Poll., Rigo!), nelle selve basse da Tremosine a Campione (Ambr., Poll.), alla Rocca di Garda !, alle falde occidentali del monte Baldo sopra la Madonna di Navene!; e nello stesso monte nella selva di Avio (Poll.) e presso la Ferrara sopra i Castelletti (V. Pellegrini!); nel monte Moscal! (e Rigo!): è più frequente sui Lessini e quindi si trova assai copiosa nei monti sopra Peri!, nell'alta Valpantena nel vaio dell'Anguilla e del Falcone! e più in alto a Lughezzano! (m. 320-670), nella valle di Squaranto dalla Rocchetta fin sotto alle Foldrone presso Cerro (180-600 m.), ed a maggiore altitudine ancora a Roverè di Velo (m. 800, A. Mass. !). - Fiorisce fin da marzo: matura i frutti d'estate. L'acqua stillata della Laureola, secondo Hilmy, ha l'azione di dilatare la pupilla al pari del Giusquiamo e della Belladonna.

D. alpina L., Poll. - Thymelaea alpina All. - Olivella. - Olivareleta. - Questa graziosissima piantina vive quasi esclusivamente nelle rupi: è d'ordinario un piccolo frutice di spesso sdraiato che cresce in luoghi collini e montani fra il Benaco ed il confine vicentino; e così fra Riva e Ponale (Facch.), in Campagnola di Malcesine fra le rupi della sponda scoperta in origine da Ciro Pollini e recentissimamente ritrovatavi da V. Pellegrini!; sul monte Baldo al Deorsil nel versante occidentale (Rigo!), più a sud al Gazo!, e nel versante orientale lungo il sentiero che dalle Giare


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di Valbrutta sotto a Campedello conduce al Bastion! (m, 1100) e sopra Mori e Brentonico scopertavi dalla Baronessa S, Salvotti!. Sui Lessini compare in Val d'Adige alla Chiusa (m. 98)!; a Ceraino (m. 105), all'entrata del paese venendo da Verona, tra il fiume e la strada postale ove le rupi ne sono gremite!, e più in alto in Valle Lagarina ai Lavini di Marco ecc. (Facc., Gelmi, Cobelli; nel monte Pastello (1122) nel quale forma graziosi cespugli che raggiungono talvolta l'altezza di un metro ed anche più, e nel Pastelletto (m. 1030); a Rocca Pia m. 1229), Corno d'Aquilio (m. 1547), lungo la valle della Liana e nel vallone di Fanta (m 1475), alla Sega (m. 1452)!; sul monte Malera (m. 1772) e più al basso sotto Revolto! e sopra alla Giazza (A. Mass.!) ad altitudini comprese fra 1340 e 758 m. - Fiorisce da aprile a giugno dipendentemente dalla altitudine.

D. Cneorum L., Poll. - Cneorum Calc.; Cneoro secondo di Teofrasto Pona; Thymelaea alpina linifolia humilior, flore purpureo odoratissimo Segu. - Neoro, Balsamo*. - Piccolo frutice, prostrato al suolo, che cresce copiosamente nelle rupi e nei pascoli elevati del monte Baldo dai Colonei e Naole all'Altissimo di Nago ed oltre!, e sui Lessini al Corno d'Aquilio, Podesteria, Castelberto, Tomba, Sparaver, Malera, Posta, Campobrun, Lora, Cima tre croci, Zeola ecc. ! - Fiorisce da maggio a settembre: i fiori, odorosissimi, sono rosei, rarissimamente bianchi.

D. striata Tratt. - Nelle stazioni stesse nelle quali cresce la precedente specie della quale può ritenersi come una varietà: e così sul monte Ba1do all'Altissimo di Nago (Ambr.), al Coalsanto; nei pascoli di Naole ecc. !, e sui Lessini nei monti Posta, Campobrun ecc.! Fiorisce nella epoca stessa della precedente. Si ritiene come probabile, non volendo dire assolutamente certo, che sul Monte Posta e sui monti circostanti,


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debba pure rinvenirsi D. rupestris Facch. = D. petraea Leyb.
Il Pona (Viag. al. M. B. p. 239) indica come vivente nella Valle dell'Artillon in monte Baldo, Una specie di Timelea del Micone, la quale si vuole corrisponda a Daphne Thymelaea L. = Thymelaea sanamunda All.: ma nessuno dei botanici, i quali hanno esplorato la nostra regione, ha mai raccolto questa pianta; che del resto è pure scomparsa dal Nizzardo ove era indicata dall'Allioni. Il Reichenbac (Ic. fl. germ. et helv. vol. XI, p. 13) dice di questa pianta: "Habitat in Gallia sed olim indicatur in Nicaeae vicinitate et in valle dell'Artillon ad Baldum a Pona ubi hodie vel non repertam vel extinctam censeremus": seppure il Pona non ha voluto indicare una qualche altra Dafnacea, cosa non improbabile, avendo noi in un erbario veronese trovato, accompagnato dalla scheda portante la scritta Daphne Thymelaea, un esemplare di Daphne alpina !.




FAMILIA XIV.  -  LAURACEAE.


Laurus L. - L. nobilis L., Poll. - Alloro, Lauro. - Aloro, Lauro, Violoro. - Variat: (Meisner in Dc. prodr. pars. XV, sect. prior p. 233).
- α latifolia. (Nees).
- β lanceolata.
- γ undulata.
- δ angustifolia (Nees).
L'Alloro introdotto certamente da epoca remotissima nella nostra Provincia, è in questa universalmente coltivato nei giardini, negli orti e nei parchi; e dall'Agro veronese (p. e. Bussolengo, m. 127) si innalza ad altitudini comprese fra 300 e 500 m., a Pazzon sul monte Baldo, ed alle falde dei Lessini a


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Romagnano, Pavarana ecc. !: e specialmente con le due forme α e δ si incontra qua e là, subspontaneo e fatto quasi selvatico, nelle rupi, nei muri nelle siepi, nei luoghi boschivi, in vicinanza alle abitazioni: e così nella città di Verona nel Giardino Giusti, e nella collina veronese a S. Leonardo, S. Mattia, Valdonega ecc.!; nel colle S. Dionigi ad oriente di Parona all'Adige!; nella valle di Squaranto a Fani sopra Pigozzo; nella valle di Caprino a Boi e Pesina !; sui colli e lungo le sponde del Garda - e quivi già indicato come spontaneo da Calzolari, Pona, Pollini, Zersi, Ambrosi - a Scavaghe, S. Vigilio, Torri, Pai, Castelletto di Brenzone, Marniga, Magugnano ecc. ed in tutti questi luoghi copiosissimo ! - Fiorisce da marzo (qualche volta da febbraio!) a maggio; le bacche maturano in ottobre e novembre. L'Alloro è pianta ornamentale per eccellenza, e sono degni di essere ricordati i due magnifici e giganteschi esemplari che vivono nella villa Cattarinetti a Boi fra Caprino e Pesina! Le foglie dell'Alloro sono adoperate per aromatizzare diverse vivande.




FAMILIA XV.  -  ELAEGNACEAE.


Elaeagnus L. - E. angustifolia L. - Eleagno, Olivagno. - Originario dell'Asia temperata: coltivato quale pianta ornamentale per la sua eleganza, dovuta alla tinta bianco-argentina delle sue foglie, specialmente nella pagina inferiore.

Hippophae L. - H. rhamnoides(1) L. Poll. - Rhamnus spinis oblongis flore radicante et Rhamnoides fructifera foliis salicis, baccis leviter flasescentibus Segu. - Olivello spinoso. - Salgar*, Spin bianco*, Spin bianco dell'Adese* (Poll.), Ua spiniela (Poll.), Simbrizola*. - Arbusto od alberello ramosissimo ed elegante: cresce


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copioso nelle ghiaie, nelle sabbie ed alle sponde dell'Adige lungo tutto il corso del fiume ed anche a qualche distanza dallo stesso (Seg., Poll.): e così nella val d'Adige ad Ossenigo, Belluno, Peri nel letto del fiume, nelle siepi presso Dolcè, alla Perarola, a Ceraino, sotto Rivole al punto di confluenza con l'Adige del torrente delle Zuane ! (e Vittorio Pellegrini); a Verona fuori porta Nuova (A. Mass. !); in Campomarzo nei luoghi innondati dall'Adige!; al Pestrino!, Porto S. Pancrazio (Segu.), S. Michele!, S. Giovanni Lupatoto!, Zevio (Segu.) ecc. - Fiorisce in marzo, le piccole bacche sono mature in agosto e settembre. - È pianta che si propaga facilmente: è ottima per costrurre siepi e popolare i luoghi ghiaiosi e le sabbie dei fiumi e dei torrenti.
[(1) = Hippophaë fluviatilis (Soest) Rivas Mart. - n.d.c.]




FAMILIA XVI.  -  LORANTHACEAE.


Viscum L. - V. laxum(1) Boiss. et Reut - V. austriacum var. Pini Wiesb.; V. album var. β Gelmi; V. album De Cobelli!. - Nella val d'Adige al santuario di S. Valentino presso Ala! sul Pinus sylvestris, copiosissimo per modo da danneggiare la pineta ivi esistente. - Fiorisce di primavera: i frutti sono maturi in dicembre-gennaio!: piccolo frutice perenne.
[(1) = Viscum album subsp. austriacum (Wiesb.) Vollm. - n.d.c.]

V. album L., Poll. - Visco, Vischio. - Secondo Pollini cresce parassita sopra una infinità di piante (fl. ver. III, p. 176); però nella Provincia veronese la sua comparsa parte sia molto rara o se si vuole avvenga a lunghi intervalli: venne segnalata, or sono molti anni, nella Valpolicella sul Pero a Fumane dal signor V. Pellegrini, e da un uomo di campagna di professione potatore di alberi a Gamberone presso Caprino veronese.
Loranthus europaeus. - Nell'opera pubblicata dal


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Ministero di Agricoltura ecc. col titolo: Nomi volgari adoperati in Italia a designare le principali piante di bosco, è assegnata a questa pianta la denominazione vernacola veronese di Visco quercino: ma questa specie non crescendo nel Veronese, tale denominazione deriva da ciò, che il Loranthus europaeus era per lo passato pianta officinale e col nome di Visco quercino era noto nelle farmacie.




FAMILIA XVII.  -  SANTALACEAE.


Thesium L. - Th. montanum Ebrh. - Th. linophyllum L., Poll. ecc. p. p. - Linophyllum alpinum latifolium majus Segu.; Anonimo descritto dal Clusio con foglia di lino Pona. - Nei luoghi selvatici e boschivi dall'alta pianura e dalla collina alla zona subalpina, ovunque ! - Giugno-settembre: perenne.

Th. intermedium(1) Schrad. - Th. linophyllum var. β Poll. - Variat:
- β pumilum Guss.
Prati, pascoli, macchie, dalla collina alta alla zona, subalpina della intera regione!: la var. β sul monte Baldo ai Colonei di Pesina (m. 1268). - Fiorisce e fruttifica nella stessa epoca del precedente.
[(1) = Thesium linophyllon L. - n.d.c.]

Th. divaricatum Ian. - Cresce copiosamente nei pascoli aridi della collina di Montorio !, alla Pezza sopra Olivè!, alla Mosella!, a Marcellise!; e nella valle d'Illasi a Tregnago fra le ghiaie del torrente, sul monte Barbara e sul Precastio! (e A. et C. Mass. !). - Luglio-novembre!: perenne.

Th. alpinum L., Poll. - Linophyllum collinum, lignosum, minus, flore albicante Segu.? - Pascoli e luoghi aspri e sassosi elevati in tutta. la regione: e così nel monte Baldo nelle valli fredda, Losana, brutta, degli ossi, delle pietre, delle buse, grande ecc. !, in Novezina e


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Noveza!, Artillon ed acque negre!, Altissimo di Nago !, Madonna della Neve ! (m. 1000-2000); sui Lessini nei pascoli al Corno d'Aquilio, Malera, Pertica, Trapola, Posta ecc.! - Luglio-settembre: perenne.

Th. pratense(1) Ehrk. - Ove la specie precedente ma raramente: e così sul monte Baldo in val Losana ed in Noveza !; sui Lessini alla cima di Malera, lungo il sentiero che dalla bocca Malera scende a Revolto, nel monte Trapola!. - Luglio-settembre: perenne.
Osyris alba L., che Pona (Cassia poetica del Pena e del Lobelio M. B. p. 209) indica in val degli ossi in monte Baldo, certamente non cresce, nè cresceva in quella stazione: nullus dubito quin Pona allucinetur (Seg. pl. ver. II, p. 336), e Pollini (fl. III, p. 174) a sua volta scrive che certe allucinatus est: è una pianta la quale cresce nei luoghi aridi e sassosi del litorale veneto e friulano.
[(1) = Thesium pyrenaicum Pourr. - n.d.c.]




FAMILIA XVIII.  -  ARISTOLOCHIACEAE.


Asarum L. - A. europaeum L., Poll. - Asarum Calc.; Asaro Pona, Segu. - Renella, Baccaro. - Asaro, Asarino. - Vegeta in luoghi selvatici e sassosi delle zone colline e montana: e così nel monte Baldo alle sue falde occidentali in luoghi sassosi in vicinanza alle sponde del lago di Garda (Segu., Poll.) e nei dintorni della Ferrara (Calc.); presso Fumane e Cavalo alle falde del monte Pastello; nell'alta valle d'Illasi nel vaio del Gambero e in quello dei Rugoloti ! (e C. Mass.), lungo il sentiero che da Selva di Progno conduce ai Covoli di Velo ed alla contrada detta dei Torneri!: nel finitimo Vicentino cresce copiosamente a Recoaro!. - Fiorisce in aprile e maggio ed è perenne. Il rizoma contiene una sostanza cristallina, la Asarite, è aromatico, amaro


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nauseante e provoca il vomito: le foglie trite sono un forte sternutario e somministrano un violentissimo purgante.

Aristolochia L.: A. pallida W., Poll. fl. - A. rotunda Calc., Poll. viag. non fl. - Comunissima nelle rupi, siepi e pascoli delle zone: montana e subalpina nel monte Baldo (Calc., Poll., Vis. ecc.); e così a Campedello, Pravazar la Ferrara, Ime, Valfredda, Spiazzi, Coltri, la Ferrara ecc. !: rara nei Lessini a Velo (A. Mass.!), Selva di Progno! e probabilmente altrove - Fiorisce da maggio a luglio: i frutti sono maturi in agosto-settembre: perenne.

A. rotunda L., Poll. fl. non viag. - A. rotunda flore ex purpura nigro Segu - Rara nei prati ed al margine dei fossi, della zona collina e così in vicinanza alle rive del lago di Garda a Lazise (Fontana) ed a S. Antonio presso Torri (Rigo!); a Cà Malavicina presso Peschiera !; a Valeggio sul Mincio!; a Bussolengo indicata da Pona ma non rinvenutavi da Seguier: è più rara nelle zone elevate, nelle quali è indicata da Seguier, che la osservò presso Cerro veronese. - Fiorisce da maggio a luglio: perenne.

A. Clematitis L., Poll. - A. longa Calc.; A. Clematitis recta Segu. - Strallogi. - Zuccole, Strològia *, Strològa bislunga, Gelosia*, Molòni*, Molonzini*, Molonzini salvadeghi, denominazioni date a questa pianta ed alle due specie precedenti nei colli e nei monti veronesi: alla sponda del lago di Garda predominano le seguenti; Erba che spuza*, Erba del diavolo*, Zucàre salveghe*. - È volgatissima lungo i fossi, al margine dei campi e nei luoghi tanto incolti che coltivati in tutta la regione, dal piano e dalle stesse ortaglie della città, alla zona montana!. - Luglio-ottobre: perenne.

Alla famiglia delle Aristolochiaceae fa seguito quella delle Cytinaceae, la quale non ha rappresentanti nella


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Flora veronese: sui colli Euganei in quella vece, Cytinus hypocystis cresce splendido e rigoglioso sulle radici di Cystus salvifolias !
Il Pona però, M.B. 239, indica il Cytinus Hypocistis, il Cisto et l'Hippocistide, in monte Baldo nella valle dell'Artillon, nella quale stazione però non è stato visto da Seguier, nè osservato da alcun altro botanico, ed ove oggidì certamente non cresce !



FINE vol. I

FLORA   VERONENSIS

(Phanerogamae)



AUCTORE


A.   G O I R A N




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PARS  SECUNDA
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VERONA
STABILIMENTO TIPO-LIT. G. FRANCHINI
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1897-1904











LE PIANTE  FANEROGAME


DELL'AGRO VERONESE


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C E N S I M E N T O

DEL   D.r  A.   G O I R A N







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PARTE SECONDA
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VERONA
STABILIMENTO TIPO-LIT. G. FRANCHINI
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1900

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FAMILIA XIX.  -  RANUNCULACEAE.




Tribus 1.  -  Clematideae.

Clematis L. - C. recta L. C. erecta L., Poll.; Flammula Iovis Calc.; F. seconda del Dodoneo Pona; Clematis sive Flammula surrecta alba Segu. - Vitalbino. - Flammula Iovis (Monti): denominazione conservata a questa pianta, sin dai tempi da noi non molto remoti, dagli erbaioli i quali la smerciavano ai farmacisti, potendo le foglie ed i fiori di essa per le loro proprietà caustiche ed acri fare le veci dei vescicanti. - "Variat caulibus contortis, basi prostratis, breviter scandentibus et
- β cordifolia D. Nrs.
La forma tipica vegeta nelle macchie ed in luoghi selvatici e boschivi dall'alta pianura ad una certa altitudine nei monti; però non può dirsi pianta volgare (Calc., Pona, Segu., Poll. ecc.): e così alle sponde dell'Adige al Pestrino di Verona ! e nei rivoni del fiume sotto al Chievo, Bosco Mantico, S. Vito, Bussolengo ! ecc. nella val d'Adige sulla sinistra del fium presso Ceraino ed in diversi altri punti alle falde del Pastello ed in questo presso Monte (Mang.!), e sulla destra alle falde orientali di monte Baldo da


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Incanale a Belluno veronese! e più in alto presso la Ferrara.! (e Poll.) e fra la Valfredda (Segu.); nella valle di Caprino (Poll.); alle sponde del lago di Garda a Lazise (Fontana), Castelletto di Brenzone ecc.!; nella valle d'Illasi presso Badia Calavena (A. Mass.!); nella Valpantena al margine dei campi presso Spredino ecc.!: la var. β è piuttosto rara, e si incontra qua e là in unione alla specie. - Fiorisce da maggio ad agosto e settembre; alle sponde del lago di Garda fu raccolta in fiore anche in novembre a Castelletto di Brenzone! Perenne.

C. Viticella L. Poll. - Viticella, vitalba paonazza. - Il Calzolari indica questa bella specie nel monte Baldo in valle dell'Artillon (Clematis altera Calc. viag., p.11): ma in verità il luogo, stante la sua altitudine, è poco adatto ad una pianta che sembra prediligere luoghi campestri di stazioni più basse: è probabile che il Calzolari nella sua Clemntis altera, abbia piuttosto inteso significare Atragene alpina da lui non annoverata fra le piante del monte Baldo, e nondimeno frequentissima in questo, e nel luogo benanco in cui segnala la pianta in questione: Giovanni Pona la vide in val d'Adige (Clematite II del Matthioli Pona, M. B., p. 138): il Barone Hausmann (Fl. Von Tirol. p. 2) la dice sporadica nei dintorni di Verona: il prof. Clementi la raccolse alle sponde veronesi del lago di Garda (Hausmn. l. c): il Catalogo (p. 187) dei signori Visiani e Saccardo la dice crescere nelle siepi e nei cespugli del Veronese: da ultimo la Societè helvetique pour l'echange des plantes l'ha distribuita ai soci come raccolta dal signor Du Moulin nel monte Baldo. Sta il fatto che nel Veronese la Viticella è coltivata nei giardini per la eleganza del portamento e la venustà dei fiori. Ed è da ritenersi che le indicazioni del Pona, dell'Hausmann, del Clementi ecc., anzichè a piante indigene nostre debbansi


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riferire, come del resto risulterebbe dalle parole del Barone Hausmann - dann einzeln an der Landerstrasse gegen Verona (Hausmn. l. c.) - a piante avventizie che sporadicamente si incontrano qua e là.

C. Vitalba L., Poll. - Clematide III del Mattioli, overo Vite silvestre del Dalecampio Pona; C. sylvestris latifolia Segu. - Erba del minuè, Clematitide. - Bialba, Dialba, Rialba, Vialba. - "Stirps satis polymorpha: occurrit enim - a) integrata (Dc.) - b) crenata (Lord) - (c) taurica (Bess.) - (d) macrophylla - e) microphylla - f) petiolis foliorum plus minusve divisis et contortis cirrhosis - g) paniculis axillaribus folio brevioribus, densissimis, umbellato-corymbosis" - Tutte queste forme crescono promiscuamente fra le siepi, nei luoghi boschivi e selvatici, nelle rupi in tutta la Provincia, dal piano alla zona subalpina: sembra piuttosto rara, o meno comune, la forma g) raccolta alle falde più meridionali di monte Baldo, nel monte Creta alle Murete, ed ai Lumini!. - Fiorisce da giugno a settembre dipendentemente dalla altitudine e dall'andamento della stagione. Frutice sarmentoso, scandente. I giovani turioni di questa ranunculacea come scrive Bertoloni sono eduli: herbae turiones edules (fl. it. V, p. 475).

Atragene L. - A. alpina(1). L., Poll. - Clematis alpina Mill.; Clematide cruciata alpina Pona M. B., p. 175 cum ic. (mala); Clematis alpina geraniifolia Segu. - Vitalbina dei sassi - Dindarele*, Dialba*. - Questa elegantissima pianta si incontra frequentemente nelle macchie e nei luoghi selvatici e rupestri della zona alpina inferiore, della subalpina e della montana sul monte Baldo e nei Lessini: e così sul primo in tutte le valli che ne solcano tanto il versante orientale che l'occidentale! (e Pona, Segu., Poll., A. Mass.!, Mang.! ecc.), e nei secondi alla Sega, Corno d'Aquilio, Vallene, Chiesanuova, Malera ecc. scendendo a meno di


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700 metri di altitudine nelle vallette dell'Anguilla, del Falcone, Marchiora ecc.! - Fiorisce in giugno e luglio. Frutice sarmentoso.
[(1) = Clematis alpina (L.) Mill. - n.d.c.]



Tribus 2.  -  Anemoneae.

Thalictrum L. - Th. aquilegifolium L., Poll. - "Stirps valde polymorpha: formae insigniores;
- β atropurpureum Iacq.
- γ umbelliforme Costa.
- δ macrophyllum - "Foliolis grandibus, 48 mm. longis, 60 mm. latis, profundo et anguste incisis, vel vix crenatia, quandoque integerrimis".
Questa bella Ranunculacaea cresce in tutta la Provincia, fra il Benaco ed il confine vicentino: dai luoghi boschivi e selvatici della zona subalpina si avanza sino alla collina, scendendo benanco, sebbene assai di rado, nelle valli che sboccano nella pianura: le sue forme o varietà crescono promiscuamente. E così in monte Baldo in Valfredda (Segu.), Ortigara (Poll.), la Ferrara (Poll.), Ime!, Basiana! ecc.; nel monte Pastello, sulla cima! (e Mang. !); sui Lessini al passo del Corrubio, S. Anna d'Alfaedo, valle della Liana, vaio dell'Anguilla, Trachi ! presso Tregnago (A. Mass.!); nella collina sopra Avesa nel bosco del Romitorio presso al Maso !. - Fiorisce da maggio a luglio dipendentemente dalla altitudine; i frutti sono maturi in agosto. Perenne.

Th. minus L., Poll. - Th. minus et Th. alpinum minus saxatile, Rutae folio, staminibus luteis Segu. I, p. 476 cum ic. tab. XI, et III, p. 307. - Variat:
- α minus (L.).
- β elatum (Iacq., Poll.).
Vegetano tanto α quanto β, copiosamente nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici, dalla alta pianura alla zona alpina nella intera Provincia, assumendo


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svariatissime forme: e così nella città stessa di Verona nel boschetto del Regio Collegio degli Angeli !, e nelle vicinanze di essa in Campomarzo e nell'isolotto del Pestrino! (e Poll.); nella Valpantena ad Alcenago (Segu.), alle Cà vecie ! ecc.; nel monte Pastello !; in tutti i prati dei Lessini (Segu.) e nelle macchie ai Zambei presso Cerro !, alle Fosse presso S. Anna d'Alfaedo ! ecc.; nel monte Baldo in Valfredda, Pravazar, la Ferrara, valle degli ossi, Altissimo di Nago ecc.! (e Poll., A. Mass.!); nella valle d'Illasi lungo il torrente presso Tregnago (A. Mass. !). A queste due varietà principali sono da riferirsi innumerevoli forme, quali: Th. majus (Jacq.), Th. sylvaticum Koch., Th. Laggeri Iord. che compaiono qua e là con la forma tipica; Th. pubescens Schleich, in monte Baldo nella valle degli ossi ! . Th. Jacquinianum Koch., in Campomarzo di Verona, nel monte Baldo in Pravazar, nella valle d'Illasi a Cogolo!; Th. flexuosum Rchb. al piano della Cenere in monte Baldo! ecc. - Fiorisce da maggio ad agosto, ed anche in settembre dipendentemente dalla altitudine! Perenne.

Th. flavum L., . Poll. fl. var. α - Th. majus siliqua angulosa et striata Segu. - Pigamo, Ruta selvatica. - Rua de prati, in luoghi umidi, nelle siepi, nei prati, lungo i corsi d'acqua nella pianura e nei monti. E così alle sponde del Fibio e del fiumicello di Montorio ecc. (Segu., A. Mass.!), presso Peschiera (Poll.), nella collina veronese (Poll.), nella valle di Caprino e nel monte Baldo (Poll.), nel monte Bolca (Poll.). - Giugno-luglio: perenne. - Il rizoma e la radice somministrano un bel color giallo.

Th. exaltatum Gaud. - Th. angustifolium Poll.; Th. pratense angustissimo folio Segu. p. p. - Erba cipressina. - Variat:
- β mediterraneum (Iord.). - Th. angustifolium Iacq.


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La specie vive nei prati, nei pascoli, nei luoghi selvatici umidi, nelle risaie, alle sponde dei ruscelli ecc.: e così a Colà (Segu.); Lazise (Font.); Peschiera!; nella valle di Caprino (Poll.); lungo l'Adige! (ed A. Mass.!); al Pestrino di Verona; presso Isola della Scala e Legnago (Poll.); nelle risaie di Vigasio (A. Mang. !): la var. nei boschi del Casino lungo l'Adige!. - Giugno-agosto: perenne.

Th. Bauhini(1) Crantz. - Th. pratense angustissimo folio Segu. - p. p. Raro: nei pascoli, nelle siepi, nei luoghi coltivati della zona montana e subalpina: e così nel monte Baldo lungo il sentiero che da Caprino conduce all'Ortigara (Segu.), e presso la Ferrara al Saugolo nei campi seminati a Marzuolo! - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Thalictrum simplex L. - n.d.c.]

Th. galioides(1) Nestl. - Raro: nel monte Baldo al Saugolo in società col precedente del quale da taluni è considerato come semplice forma o varietà, in Pravazar nelle siepi (Cesati !), e gregario sopra la Ferrara presso Cambrigar in luoghi pietrosi al margine dei campi! - Agosto-settembre: perenne.
[(1) = Thalictrum simplex subsp. galioides (DC.) Korsh. - n.d.c.]

Anemone L. - Sect. 1. Pulsatilla. - A. vernalis(1) L. - Nel Catalogo dei signori Visiani e Saccardo è indicata nelle alpi veronesi nelle quali, però, sino ad oggi non ci fu dato di incontrarla.
[(1) = Pulsatilla vernalis (L.) Mill. - n.d.c.]

A. montana(1) Hoppe.- A. pratensis Poll.!; A. Pulstilla Bertol. quoad pl. in sylva Mantica prov. ver. lectam; Pulsatille Calc.; Pulsatilla volgare o Anemone selvatico del Fucsio Pona; Pulsatilla folio crassiore et majori flore Segu. - Pulsatilla. - Castracani, Gattinai, Pissacan, Pulsatilla*, Frati*, Campane*, Campanei*, Fioroni - Variat:
- α typica.
- β pumila: "partibus omnibus diminuta".
- γ villosissima: "tepalis dorso et apice villosissimis".


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- δ flore rubro. Pulsatilla purpurea flore dilutiore Segu.
    "Occurrit quoque, rarissima tamen, forma laciniis involucri late connatis".
Comunissima nei pascoli e luoghi aridi della, intera Provincia (Calc., Pona, Poll., A. Mass.!, Mang. ecc.) dalla pianura e dai fossi stessi che attorniano la città di Verona alle zone elevate del monte Baldo e dei Lessini ove è sostituita da A. alpina L.: la β al dissopra di Grezzana alle Cà vecie !; la γ alle falde occidentali di monte Baldo sopra Castelletto di Brenzone a meno di 100 metri sul mare!; la δ nella collina sopra Poiano (Segu.) ed Avesa ma rarissima!: non si esclude che possano rinvenirsi A. Pulsatilla L., A. pratensis L., A. patens L. ecc.; nei pascoli molto elevati poi si riscontra una forma che si avvicina singolarmente ad A. Halleri All. - È pianta primaverile; anzi negli anni a mite temperatura, capita di raccoglierla in fiore, sui colli soleggiati di Verona, sin dal febbraio: sui monti fiorisce in maggio e giugno; eccezionalmente sul monte Baldo è stata raccolta fiorita in agosto (a. 1895) !. - Perenne.
[(1) = Pulsatilla montana (Hoppe) Rchb.- n.d.c.]

A. alpina(1) L. Poll. Pulsatilla di fior bianco del Lobelio ecc. Pona; Pulsatilla flore albo Segu. - Anemolo. - Variat:
- α major Dc. syst. nat., Poll. - A. burserseriana Scop.; A. myrrhidifolia var. α Vill.
- β minor Dc. l, Poll. - A. baldensis Lam. non L.; A. alpicola (pro subspecie) var. α Rouy et Foucaud.
Pascoli elevati nel monte Baldo (Pona, Segu., Poll., Mang. ecc.) in Valfredda !, Bocca di Naole!, Valbrutta !, Costabella !, cima di Valfinestra !, Valgrande !, cima di Valdritta!, colma di Malcesine! ecc. (1800-2200 e più metri); nei Lessini al Corno d'Aquilio!, Podesteria!, Ronchi (Seguier), cima di Malera ! ecc. - Nella Valfredda in monte Baldo ed al Corno d'Aquilio sui Lessini cresce una forma bellissima della var. α


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singolarmente prossima alla A. millefoliata Bertol. - Fiorisce nei mesi di giugno e luglio, i frutti sono maturi in agosto: perenne.
[(1) = Pulsatilla alpina (L.) Delarbre - n.d.c.]

Sect. 2. Euanemone. - A. coronaria L., Poll. - Anemolo. - Anemone*, Argemolo, Argemolo sempio, Argemolo dopio o dal fioco. - Specie polimorfa e coltivata nei giardini in moltissime varietà, tanto a fior semplice come a fior doppio. Il farmacista Francesco Fontana la ha raccolta nei seminati a Lazise alle sponde del lago di Garda (Bertol. fl. it. V, p. 633) ove non è più stata ritrovata.

A. hortensis L. - Var. α stellata. Lam., A. hortensis Poll. - Fiore stella. - Anemone*.
- β pavonina (Lam., Poll.). - Occhio di pavone. - Anemone*.
Tanto la α come la β, con le loro numerose sottovarietà e forme sono coltivate: la prima qualche volta si incontra sporadica nei giardini ! - Aprile-giugno: perenne.

A. nemorosa L., Poll. - Anemonoides flore majore Segu. - Anemolo bianco - Variat:
- β grandifiora Rouy et Fouc.
"Occurrit quoque:, a) floribus albis, in forma typica; b) rarius roseis (A. nemorosa β rubicunda Vis. et Sacc.): c) quandoque purpurascentibus, vel coerulescentibus, vel azureis".
Cresce per lo più gregaria, nei prati, nei pascoli, nelle siepi, e luoghi, selvatici della Provincia, dalla bassa pianura e dall'Alto Agro veronese alla zona alpina: e così al confine della Provincia di Verona. con quella di Mantova (Masè!); in Campalto fra S. Michele e S. Martino!; fra Villafranca e Valeggio in Prabian! e Valdesca (Rigo!); nel monte Baldo all'Artillon (Poll.) ed altrove !; sui Lessini a Roverè di Velo !; nella valle d'Illasi ai Rugototi (Bordoni ex Segu.), ai Finetti, presso Tregnago (A. Mass. !); sul


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monte Beloca ove è copiosissima (A. Mass.!): la var. β presso Roverè di Velo ed a Salaorno sotto Velo!; le forme a), b), c) crescono promiscuamente. - Maggio-giugno: perenne.

A. apennina L. - Il Pona (M. B., p. 208) indica questa pianta nella valle degli ossi in monte Baldo (Anemone con radice tuberosa del Lobelio, o III del Dodoneo, o II del Clusio). Sospettiamo che la pianta del Pona sia, anzichè ad A. apennina, da riferirsi ad una qualche forma di A. nemorosa (formae b et c): tanto più che, se di norma nella prima il rizoma è tuberoso, corto, carnoso, irregolare, tortuoso, qualche volta invece si presenta cilindraceo come in A. nemorosa.

A. trifolia L., Poll. - Anemone trifolia del Dodoneo Pona; Ranunculus nemorosus Segu., - "Variat: foliis synanthiis et foliis hysteranthiis". - Dalla alta pianura, dalle vallette e dai boschetti della collina ascende alle zone montana ed alpina: ama i luoghi selvatici ombrosi e freschi (Pona, Segu., Poll., Mang. !, A. Mass. !, ecc.). E così nel Bosco Mantico; nella collina di Avesa e nelle sue convalli; nel bosco del Romitorio al Maso; nel monte Baldo in Ime; Lonza, Noveza, Artillon ecc.; nella valle d'Illasi ai Rugoloti (Bordoni ex Segu.) ecc.! - Fiorisce da aprile a giugno secondo la altitudine: perenne. Una bella varietà a fiori, doppi e coltivata nei giardini.

A. ranunculoides L., Poll. - Ranuncolo quarto di fior giallo Pona; Anemone, ranunculus flore luteo Segu. Anemolo de' Boschi. - Cresce copiosamente nei luoghi selvatici in tutta la regione e dalle zone, più, elevate tanto a destra quanto a sinistra d'Adige scende nella montana, penetra nella collina e si insinua nelle valli che sboccano nella pianura: e così nel monte Baldo alla Bocca di Naole, in Noveza e nella valle dell'Artillon (Pona, Poll., Mang.! ecc.), in Pravazar!, alti


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piano di Festa !, passo della Crocetta!, monte Cornè! ecc.; nei Lessini al Tinasso (Segu.), Roverè di Velo (A. Mang.!) ecc., e nella zona della collina al Maso! (m. 460) e nel vaio di Squaranto alla Rocchetta bassa! (m. 180). - Fiorisce da aprile a luglio: perenne.

Anemone baldensis(1) L., Poll. (non Lam.) exl. var. β. - Vive, frequentemente gregaria, nei pascoli e nei luoghi sassosi sul monte Baldo (Poll., Sternberg, Rigo !, ecc.): e così nella Valfredda ! (1327 m.), Sascaga !, (m. 2136), Altissimo di Nago ! (e Perini), e per le valli che solcano tanto il fianco orientale che l'occidentale della catena! - Luglio-settembre: perenne.
(1): Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678 - (n.d.c.)

Sect. 3. Hepatica. - A. Hepatica(1) L., Poll. - Hepatica triloba W.; Erba trinità Calc.; Epatica nobile del Dodoneo Pona; Hepatica trifolia coeruleo flore Segu. - Fegatella, Erba Trinità. - Trinitas*, l'antica denominazione data alla pianta da Mattioli e conservatasi presso di noi per opera degli erbaioli.
"Stirps polymorpha. Duae distinguendae sunt varietates. insignores":
- α macrantha. - "Tepalis grandiusculis 5-8 mm longis".
- β micrantha. - "Tepalis exiguis, quandoque exiguissimis" - A. Hepatica β minor Rouy et Fouc. Occurrunt quoque formae flore pleno, foribus intense vel pallide coeruleis, albis (Hepatica tritolia flore simplici albo Segu.), rubis purpurascentibus, incarnatis (Trifolio aureo del Dodoneo con fior purpureo Pona; Hepatica trifolia, rubro flore Segu.); nec desunt formae involucris 5 - partitis, et involucri foliolis saepe inaequalibus ".
Vive in tutta la Provincia in luoghi selvatici e boschivi nelle siepi, nelle rupi dall'Alto Agro veronese alle zone elevate di tutti i monti! (e Calc., Pona, Segu., Poll., A. Mass. !, Mang. ecc.). - Fiorisce da febbraio a giugno secondo la altitudine ed il corso delle stagioni: perenne. Negli anni scorsi la Fegatella ha formato oggetto di un industria e di un commercio assai lucroso. I montanari raccoglievano la pianta intera, e seccatala, la consegnavano in grosse partite a degli incettatori, che dicevano di spedirla in America. E ci fu dato di constatare, sul monte Baldo, due casi di avvelenamento; il primo in uno di questi


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raccoglitori che si era addormentato in una stanza nella quale aveva adunato sotto al letto una certa quantità di Fegatella (Fraine presso la Ferrara), il secondo in un muratore che erasi fatto guanciale di un sacco ripieno della stessa pianta appena raccolta (Spiazzi). È coltivata nei giardini la varietà a fiori doppi.
[(1) = Hepatica nobilis Schreb. - n.d.c.]

Adonis L. - A. aestivalis L. - A. annua Poll. var. β Anemone di sottil foglia di Valerio Cordo Pona; Adonis silvestris flore phoeniceo ejusque foliis longioribus Segu. - Fior d'Adone, Piantamalanni. - Gozze, Gozze de sangue, denominazioni attribuite pure alla specie che segue - "Occurrit: a) miniatus (Iacq.); b) citrinus (Hoffmn) sed raro".
Vive nei seminati in mezzo al frumento, nei medicai, nei prati di trifoglio ecc. della pianura e della collina, più raramente compare nella zona montana: e così nelle vicinanze di Verona in Campomarzo, S. Pancrazio ecc.!; presso S. Martino! (e Rigo!); nelle colline di Montorio, della Pezza sopra Olivè, ecc.!; nel monte Trezzolan!; nella valle dell'Alpone a Montecchia!; nella Valpantena a Spredino sopra Romagnano!; nella valle di Caprino (Pona, Poll.). - Giugno-settembre, Annua.

A. flammeus Iacq. - A. annua Poll. var. α excl. syn. L.; Adonide rossa Calc.; Adonis hortensis, flore minore atro-rubente Segu. - "Forma b) pallidus G. et G. - A. citrina Dc.; - rarissime occurrit in ditione nostra".
Cresce e fiorisce unitamente e promiscuamente alla precedente della quale però sembra meno frequente.



Tribus 3.  -  Ranunculeae.

Ranunculus L. - Sect. 1. Batrachium Dc. - R. diversifolius Gilib. - "Occurrit: a) triphyllus (Wallr.).


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- R. aquatilis α heterophyllus Poll. - b) peltatus (Schrank). - R. aquatilis β peltatus Poll.
Si incontra, ma piuttosto scarsamente nei fossati e nelle acque stagnanti o lentamente scorrenti della bassa pianura (Poll., Masè). - Aprile-settembre: perenne.

R. tricophyllus Chaix. - Variat:
- β paucistamineus Tausch.
- γ terrestris Gren. et Godr.
La forma tipica con la var. β è comunissima nei fossati di tutta la Provincia, nei corsi d'acqua, nel lago di Garda, nelle risaie ecc. salendo qualche volta nella collina: la var. γ compare nei luoghi innondati o ricoperti dalle acque e rimasti all'asciutto: e così a Verona in Campomarzo e lungo l'Adige!; alle sponde del lago di Garda a Peschiera, Castelletto, Assenza! ecc. - Maggio-settembre: perenne. - Secondo ogni probabilità, a questa e alle due specie che seguono, sono da riferirsi R. fluviatilis Poll. e R. acquaticus, capillaceus Segu., e l'istessa cosa deve pure intendersi di R. aquatilis di Francesco Fontana.

R. foeniculaceus(1) Gilib. - R. divaricatus Schrank R. circinnatus Sibth. - Cresce ove le due specie precedenti, ma non è molto comune: al lago di Garda a Riva (Gelmi), nella bassa pianura veronese (Masè) ecc. - Maggio-agosto: perenne. Anche questa specie offre la forma terrestre.
[(1) = Ranunculus circinatus Sibth. - n.d.c.]

R. fluitans Lamk. - Nei fossi profondi, nei fiumi, nei ruscelli a corso rapido ecc.: in tutta la bassa pianura veronese nel Tartaro, nel Menago ecc.!; a Vigasio!; nel Fibio e nel Fiumicello di Montorio!; lungo il Mincio!; presso Riva ed Arco (Gelmi) ecc. - Maggio-settembre: perenne. Nei fossi rimasti all'asciutto ed alle sponde degli stagni o dei ruscelli si osserva come nelle precedenti la forma terrestris.

Sect. 2. Leucoranunculus Boiss. - R. alpester(1) L.,: Poll. - Ranuncoli montani i primi della prima e seconda specie


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di Carlo Clusio Pona.; Ranunculus alpinus humilis albus folio subrotundo Segu. pl. ver. I, p. 489, tab. XII fig. 1. - Variat:
- α typicus.
- β ambiguus Brügg. in Rouy et Foucaud.
"Occurrit floribus albis et dilute incarnatis; praeterea frequentissimae occurrunt formae flore pleno vel semipleno". (Conf. Segu. l. c.).
Cresce copiosissimo nei pascoli, nelle rupi, fra le ghiaie nelle zone elevatissime delle alpi veronesi fra 1700 e 2200 metri di altitudine (Pona, Segu., Poll., Barbieri, Heufler, A. Mass.!, Mang.! ecc.): e così nel monte Baldo a Costabella, Coal santo, Monmaor, Altissimo di Nago, e nelle valli di S. Zeno, degli ossi, delle pietre, dritta ecc.: e sui Lessini nei monti Posta, Campobrun, Passo della Lora, Zeola ecc.!: la var. β si incontra frammista alla forma tipica. - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Ranunculus alpestris L. - n.d.c.]

R. anemonoides Zahlbr. var. baldensis Rigo !. - R. rutaefolius Poll.; Calianthemum Kernerianum Freyn. in Kerner Schedae ad Floram exsicc. Austr.-Hung.; Ranuncolo alpino con foglia di Coriandro Pona M. B. p. 107 con fig.; R. rutaceo folio, flore suaverubente Segu. - Questa elegantissima specie della quale Seguier scriveva che gratum Botanicorum oculis praebet spectaculum (pl. ver. I, p. 486) cresce copiosissimo nel monte Baldo sulle rupi elevate e nei pascoli della zona subalpina ed alpina, ma con maggior frequenza sul versante occidentale (Pona, Segu., Poll. !, Mang.!, Rainer, Rigo!, Burnat, Leresche ecc.); e così nella valle del Bastion (Poll.), Ortigara, Costabella, Val vaccara, Coal santo, val delle pietre - ecc., colma di Noveza !; Artillon (Leyb.) - Fiorisce da maggio a luglio; i frutti sono maturi in luglio ed agosto !: perenne.

R. Seguieri Vill., Poll. - R. Columnae All.; R. alpinus


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Apii folio flore albo magno Pont. Comp. p. 117; Segu. pl. ver. I, p. 490, tab. XII., fig, 2, 3 sed folia tantum. - Rinvenuto sul monte Baldo da Giulio Pontedera nelle valli del Bastion e degli ossi. Il Seguier che l. c. figura due foglie di questa pianta avute dallo stesso Pontedera, ed il Pollini che scrive di averlo raccolto od osservato nelle valli degli ossi e di S. Zeno, lo dicono repertu difficillimus.

R. aconitifolius L., Poll. - Ranunculo con fior bianco Calc.; R. IV di Dioscoride e R. montano bianco del Dodoneo Pona; R. montanus, Aconiti folio albo, flore minore Segu. - "Stirps polymorpha: formae vel varietates frequentiores":
- α humilis Dc.
- β platanifolius (L.). - R. aconitifolius var. β; Poll. "In hortis varietates flore pleno coluntur".
Cresce nei fuoghi selvatici e rupestri e nei pascoli elevati del monte Baldo e dei Lessini (Calc., Pona, Segu. Poll., A. Mass. !, Mang. ! ecc.): e così sul primo in Prà di Malcesine; nella valle dell'Artillon!, in Noveza ai Lavacci!, in Gambon e Cerbiol ! ecc. e nei secondi ai Trachi!, Podesteria !, Roverè di Velo (A. Mass.!) ecc. - Giugno-agosto: perenne.

Sect. 3. Xanthoranunculus. - § 1. Integrifolii. - (A) Caulescentes. R. Flammula. L., Poll. - Variat:
- α typicus.
- β angustifolius Wallr.
- γ reptans (L.).
Rarissimo in luoghi acquitrinosi nella bassa pianura veronese presso Vigasio !, Villimpenta (Poll.), ed alle falde settentrionali di monte Baldo presso Brentonico (Gelmi): β e γ in unione alla forma tipica. - Estate ed autunno: perenne.

R. Lingua L., Poll. - Fossi e luoghi acquitrinosi del piano e del monte, ma presso di noi non è specie volgare: nella bassa pianura nelle valli del Tartaro!,


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nei fossi a Macacari (Masè !), presso Villimpenta (Poll.), e sui Lessini veronesi al margine di un piccolo stagno a Salaorno fra Roverè di Velo e Velo (m. 900) - Estate-autunno: perenne.

(B) Scaposi. - R. Ficaria L., Poll. - Ficaria verna Huds. - Chelidonium minus Calc.; Ranunculus rotundifolius minor Segu. - Favagello. - Pamporzini o pomporzini salveghi*, - "Stirps polymorpha: in ditione nostra, duae praecipue occurrunt formae".
- α minor. - R. parviflorus Lamotte; Ficaria ranunculoides Roth. - "Forma typica".
- β major. - R. ficariaeformis F. Schultz; R. calthaefolius Iord.; Ficaria grandiflora Rob. !
La forma tipica cresce copiosamente in tutta la Provincia nei prati, nelle siepi, nei campi dalla pianura alla zona montana; p. e. in Campomarzo di Verona !, nella val d'Adige a Mori alle falde di monte Baldo (Gelmi, baronessa S. Salvotti!) a metri 200, sui Lessini a Salaorno fra Roverè di Velo e Velo (m. 900): la β si incontra di preferenza nelle ortaglie, ed in generale nei luoghi pingui; tanto al piano che sui colli!. - Febbraio-maggio: perenne. - Di questa Ranunculacaea scrive il Bertoloni (fl. it., V, p. 510) che è remedium antiscorbuticum non spernendum.

(C) Scutati. - R. Thora. L., Poll. var. α et β . - R. scutatus W. et K.; Aconito Pardalianche et Tora Calc.; Tora de' Valdesi et Tora di due specie Pona; R. cyclaminis folio, Asphodeli radice, major et R. cyclaminis folio, Asphodeli radice minor Segu.; Phtora Valdensium, montis Baldi Clus.; Thora montis Baldi Tabernaem. - Pascoli e luoghi rupestri e sassosi elevati del monte Baldo (Calc., Pona, Segu., Poll., Moretti, Heufler, A. Mass.! ecc. e dei Lessini: nel primo, nelle valli delle pietre, degli ossi ecc., in Novezina e Noveza ecc.!; e sui secondi in Campobrun, Posta ecc.! - Giugno-agosto: perenne.


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R. hybridus Biria. - R. Pthoa Crantz; R. Thora var. γ Poll.; R. brevifolius Ten. var. β Bertol. - Nei luoghi stessi nei quali cresce la specie precedente, tanto nel monte Baldo! (e Tan.) quanto sui Lessini!, ed alla stessa epoca: però è specie assai rara.

§§ 2. Palmatifolii. - (D) Perennes-Napulosi. - R. asiaticus L., Poll. - Ranunculo. - Naruncolo. - Variat:
- α typicus.
- β sanguineus Dc., Poll.
La forma tipica e la varietà sono, per ornamento coltivate nei giardini: nella a i fiori d'ordinario semplici, frequentemente doppi o stradoppi sono bianchi, gialli, rossi, porporini, o variegati: nella β generalmente pieni, porporini, gialli ranciati, variegati di questi colori, giammai bianchi. - La specie, di origine orientale, è coltivata nei nostri giardini: però sporadicamente e quasi fatta selvatica si incontra in diversi punti della penisola italiana. - Perenne.

(E) Perennes-Fibrosi. - R. auricomus L.; Poll. viag. p. 100, 105; Bertol. fl. it. V, p. 535; Hausmn. fl. von Tir. p. 20; Gelmi prosp. ecc. p. 7. - R. cassubicus Poll. (non L.) fl. II, p. 230 var. α , β , γ ; Vis. et Sacc. cat. p. 191, Arcang. comp. p. 236 quoad. pl. ver.- Variat:
- β unifiorus.
Vive sul monte Baldo e compare qua e là, dalla zona montana alla alpina; rarissimamente, presso di noi, si incontra nella pianura: e così sul primo ai Coltri, (metri 800), (Rainer, Visiani in Bertol. l. c.); Ime ! (1200 m.); Lavacci! (1400 m.);, Artillon, val Losana, valli delle pietre e degli ossi, fra 1500-2000 metri, (Poll., A. Mass. sub. R. Cassubicus!, Rigo!, Gelmi ecc.: nella pianura fu scoperto in un piccolo boschetto presso S. Pietro in Valle (m. 15) dall'abate Francesco Masè!: la var. β in Ime!' Presso di noi non può sicuramente dirsi specie comune.


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Maggio-agosto: perenne. Il R. Cassubicus della Flora veronensis è sicuramente il R. auricomus L.: il vero R. Cassubicus L., secondo il Sig. Pons, non cresce in Italia, o per lo meno sino ad oggi non vi è stato raccolto (Cont. G. Pons, Excludenda e flora italica, in Bullettino della S. B. I., a. 1899, p. 185).

R. montanus W., Poll. var. β - R. saxatilis magno flore Segu. - Pascoli e prati elevati in tutti i monti veronesi: nel monte Baldo nei pascoli di Pravazar, Ime !, Noveza! (e Poll.), Altissimo di Nago (Heufler), valli delle pietre (Poll.) e delle buse !, monti sopra Mori e Brentonico (Sig. S. Salvotti!) ecc.; nel monte Pastello (Mang. !); sui Lessini in Campobrun (Rodegher!) ecc. - Maggio-agosto: perenne.

R. Villarsii Dc. - R. montanus var. β Poll.; R. tenuifolius montanus luteus Segu. - Ove la specie precedente (Segu., Poll., Gelmi), e forse più frequente; e così nel monte Baldo in Ime, Campedello, valle degli ossi ! ecc., e sui Lessini ai Trachi!, nel monte Alba (Segu.) ecc.: è specie assai polimorfa alla quale è da riferirsi la forma da noi presa per R. Gouani: Conf. Goir. Appunti botanici p. 87, et Addenda et emendanda in flora veronensi in Bull. soc. bot. ital. a. 1896 p. 248 - Maggio-agosto: perenne.

R. gracilis Schl. - Pascoli e prati nel monte Baldo in Ime, Pravazar!, e probabilmente altrove: però non è specie comune. - Maggio-: perenne.

R. acer L., Poll. - Crisantemo di Damocrite presso il Fucsio Pona. - Piè corvino. - Erba tossegosa*, Pè d'oco*. -
Comunissimo nei prati della intera Provincia dal piano alla zona subalpina colle forme o varietà: a) napellifolius (Crantz) ; b) Boraeanus (Iord.) - R. acer var. multifidus Dc. - forma primaverile; c) serotinus W. et Gr. - forma propria delle piante che rifioriscono dopo la prima falciatura; d) flore pleno - R. acer var. β Poll. - Spilli d'oro.


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Boton d'oro. - Coltivata nei giardini, si incontra pure qua e là spontanea nelle praterie. - Il diligentissimo Seguier (pl. ver. I, p, 487 et. III, p, 213), distingue tre varietà di questa specie e cioè: R. pratensis erectus acris, R. pratensis erectus dulcis, R. pratensis erectus aris et maculatus: e scrive delle due prime che differunt majori vel minori acrimonia; e della seconda che, - Folia praesertim inferiora nigris maculis adversa parte adeo inficiuntur, ut nigra potius quam viridia appareant. - Maggio-novembre: perenne.

R. lanuginosus L. Poll. p. p.? - R. montanus lanuginosus, folio ranunculi pratensis repentis Segu. - Variat:
- β umbrosus (Ten, et Guss.).
- γ geraniifolius (Dc.).
Cresce frequente nei luoghi boschivi e selvatici delle zone montana e subalpina! e (Segu., Poll., Mang., Gelmi ecc.): e così nel monte Baldo presso la Ferrara, in Cerbiol e Gambon, dalla valle di Caprino ai Masi e Prà Bestemià ecc.: e nei Lessini a Centro, Saline, S. Bartolomeo (A. Mass.!) ecc.: la var. β in monte Baldo in Ime!, la var. γ sui Lessini al ponte di Veja !. Il Bertoloni, fl. it. V, p. 547) sospettava che il R. lanuginosus della Flora Polliniana abbracciasse e il vero R. lanuginosus L. e il R. velutinus Ten. - Aprile-luglio: perenne.

R. velutinus Ten. - Raro: in luoghi ombrosi nei dintorni di Peschiera!: il Sig. Elia Zersi nel suo Prospetto delle piante vascolari e comunemente coltivate nella Provincia di Brescia lo indica vicino a Castellara presso Sirmione. - Aprile-giugno: perenne.

R. bulbosus L. Poll. - Bulboso ranuncolo del Lobelio et Ranunculo quinto del Mattioli Pona; R. pratensis radice verticilli modo rotunda, major et minor Segu. - Ranuncolo selvatico. - Piè d'oca (Poll.), Pè d'oco*,


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Anzolini* (nella valle di Mezzane ! Erba tossegosa*, Pè de gal*. - Variat:
- β flore pleno Poll. - Spilli d'oro. - Boton d'oro* -
Comunissimo nei prati, nei pascoli; nei campi, lungo le strade, nelle siepi in tutta la Provincia, dal piano alla zona subalpina: la var. β è coltivata nei giardini; fu però rinvenuta spontanea nella Valpantena presso Costoli ! - Aprile-settembre: perenne.

R. Aleae(1) Willk. - R. Cengialti Kerner. - Raro cresce qui e là in unione alla specie precedente della quale da alcuni Fitografi è ritenuto una varietà: e così presso Peschiera!, a Verona in Campomarzo!, a Caldierino! e probabilmente altrove. - Giugno-luglio: perenne.
[(1) = Ranunculus neapolitanus Ten. - n.d.c.]

R. nemorosus Dc., Poll. fI. ver. II, p. 236 cum ic. tab. III, fig. 3. - Pè d'oco*, Anzolini. - Variat:
- β pauciflorus Dc.
Luoghi ombrosi e selvatici della Provincia dal piano alla zona subalpina.!: e così presso Verona al Pestrino, S. Michele, Bosco Mantico; alle sponde del Mincio a Ponti (A. Mass. e Da Campo!); nel monte Baldo alla Corona ecc.; in tutta la Valpantena ove è copiosissimo (e Mang. !); sui Lessini a Cerro veronese !, a Velo (A. Mass.!) ecc.: la var. β qua e là in unione alla forma tipica. Nella valle d'Illasi in un prato a Cogolo presso Tregnago è stata raccolta una forma fiore semipleno. - È in fiore da maggio ad autunno avanzato. Perenne.

R. repens L., Poll. - R. pratensis repens hirsutus Segu. - Stellettine d'oro scempie - Piè d'oco. - "Stirps polymorpha Cum tipica, passim sequentes occurrunt formae: a.) erectus Dc.; b) glabratus Dc.; c) villosus Lamotte; d) prostratus Gaud. - R. reptabundus (Iord.); e) pleniflorus R. repens var. β flore pleno Poll. - Spilli e stelle d'oro. - Pedocchi, Tremolini, Momolini, Supette". - È specie


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comunissima nei margini dei fossati e delle risaie, nei campi e luoghi umidi ecc. dalla bassa pianura alla zona montana: è frequentemente gregaria. Le forme a), b) in unione alla tipica sono le maggiormente diffuse; la c) nelle sabbie umide dell'Adige; la d) presso Chiesanuova ed al Ponte di Veja; la e) è coltivata nei giardini ed è stata raccolta nella Valpantena a Costoli e sul monte Baldo in una siepe presso la Papalina e Pozza galletto !. - È in vegetazione dalla primavera ad autunno avanzato!: perenne.

(F) Monocarpici-Tuberculati vel Echinati. - R. Sardous Crantz. - R. Philonotis Retz., Poll. excl syn. Bell. (et Pona ?). - Variat:
- α genuinus Rouy et Fouc. - R. Sardous var. tuberculatus Cělak.
- β inermis Babey. - R. Sardous var. laevis Cělak.
Raro: nella città di Verona in una prateria nel Collegio degli Angeli ed appena fuori città in luoghi coltivati oltrepassata Porta Nuova.!; in luoghi umidi in Campomarzo! (var. β ): alcune forme raccolte in queste due località potrebbero forse essere riferite alle var. hirsutus Curt., parvulus (L.), intermedius Poir. - Aprile-giugno: annuo. Non ci sembra, anche per ragione di altitudine, che a questa specie possa essere riferito il R. secundus che il Pona indica in monte Baldo nella valle dell'Artillon, ed il Pollini ritiene sinonimo di R. Philonotis.

R. parviflorus. L., Poll.- R. Schraderianus Vis. et Sacc. cat. p. 192; R. hirsutus annus flore minimo Segu. - Variat:
- β subapetalus Gren.
- γ pusillus.
Campi, luoghi, erbosi ecc.; non è pianta comune: il Seguier, e dopo di lui il Pollini, lo indicano nella Valpantena in agris requietis circa Getianam: cresce


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copiosamente, nei campi, alle sponde del Benaco presso Torri !, ove fu scoperto da Gregio Rigo (forma typica !); e nella città di Verona (var. β et γ ), rarissimo, e forse accidentalmente, nel R. Collegio degli Angeli, gregario nel Giardino Giusti!. - Aprile-maggio: annuo.

R. arvensis L., Poll. - R. arvensis echinatus Segu. - Ranuncolo dei campi. - Presora. - "Variat, in ditione nostra:
- α carpellis spinosis. - Forma typica.
- β intermedius. - "Forma intermedia intra typicam et var. tuberculatam: etenim carpellis, margine spinosis, latere utroque tuberculis obtusis prominulis et tuberculis spinoris obsitis".
La forma tipica cresce copiosissima e quasi gregaria nei seminati; nei prati ecc. della intera Provincia, dal piano alla zona montana anche elevata, tanto nel monte Baldo, quanto sui Lessini!: la var. β è stata raccolta a S. Martino della Battaglia, Sirmione, la Ferrara di monte Baldo, Badia Calavena!. - Maggio-settembre: annuo e bienne. La var. β è sempre bienne L.

(G) Monocarpici- Rugulosi. - R. sceleratus L., Poll. - Ranuncolo primo del Mattioli Pona; R. palustris apii folio levis Segu. - Variat:
- β pusillus. - "Planta pumila partibus omnibus diminuta, 10 cm. alta, puberula, dense coespitosa".
Vive nei campi umidi, presso gli stagni ed i rivoli e nei fossi rimasti di recente all'asciutto, dal piano dalla regione alpina, se a questa specie è da riferirsi il Ranuncolo primo del Mattioli indicato da Pona in valle dell'Artillon in monte, Baldo: e così presso Isola della Scala (Segu.), Legnago!, presso Verona a S. Massimo (Mang.!) Campomarzo e Pestrino !, Peschiera (Poll.), Lazise, (Font.), Vigasio! ecc.: la var. β nelle sabbie umide dell'Adige in Campomarzo!


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- Maggio-settembre: annuo. Pianta acre e velenosissima. Appartengono a questa tribù i due generi Myosurus (M. minimus L.) e Ceratocephalus (C. calcatus Pers.), i quali sino ad oggi non sono stati rinvenuti nella nostra zona botanica.



Tribus 3.  -  Helleboreae.

Caltha L. - C. palustris L. Poll. - Populago flore majore Segu. - Farferugine, Farfaruzio. - Narunculo d'acqua (Poll.). - Variat:
- β minor Dc.
- γ fiore pleno. - C. palustis var. β Poll.
Nei prati torbosi e luoghi paludosi, al margine dei fossati, lungo i corsi di acqua, dalla pianura alla zona montana, ma non ovunque: e così al piano lungo i fiumi Adige, Mincio, Tartaro, Molinella! (e Poll., A. Mass.,!) nelle bassure di S. Michele!, a Campalto !, Aselogna; e nei Lessini ad ovest di Selva di Progno nel vajo dei Molini sotto ai covoli dell'Orso presso i Torneri! (m. 878), Velo! (m. 1087) ecc.: la var. β in una palude sotto alla purga di Velo: la γ è indicata da Pollini come coltivata.

Trollius L. - T. europaeus L., Poll. - Ranunculo glomeroso et Glomeroso alpino del Lobelio Pona; Trollius Segu. - Paparia. - Raruncolo de montagna. -
È comunissimo nei prati e pascoli elevati, dalla alta zona montana alla alpina tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini (Pona, Segu., Poll., Barbieri, A. Mass,!, Mang,! ecc.): e così sul primo alla Ferrara, Pravazar, Naole, Ortigara, Noveza, Artillon ecc.!; e sui secondi a Giazza, Velo, Chiesanuova, Podesteria ecc.! crescon promiscuamente le forme o varietà


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napellifolius (Roep.), altissimus (Crantz.), medius (Wend.), humilis (Crantz.). - Maggio-luglio: perenne.

Eranthis Salisb. - E. hyemalis Salisb. - Helleborus hyemalis L., Poll.; Aconito secondo del Dalecampio Pona; Helleborus niger tuberosus, ranunculi folio, fiore luteo Segu. - Piè di gallo. - Elleborina (Poll.). - È pianta nota anticamente in Verona, probabilmente perchè coltivata nei giardini; secondo Pona cresceva in monte Baldo nella val Losana, se il suo Aconito secondo di Delacampio è da riferirsi alla stessa: Seguier la indica come ritrovata dal Bordoni in vallis Orcanae sylvulis, cioè presso S. Bartolomeo Tedesco nella parte più orientale della Provincia veronese. L'unica stazione oggidì nota nella nostra zona botanica di E. hyemalis è situata nella città stessa di Verona nella Valverde!, lungo lo stradone S. Antonio in un piccolo orto proprietà in origine di una contessa Faella (Poll., A. Massalongo!, Tonini, A. Mang.!): quivi si può raccogliere fiorito in febbraio ed anche in gennaio ! - Perenne.

Helleborus L.; - H. viridis L., Poll. - H. niger vulgaris, flore viridi vel herbaceo, radice diuturna - Elleboro, Elabro, Erba Nocca, Reja*, Erba reja*, Ombrelle*, Pissacan*, Castracan*, Spuzzateste*. - Frequentissimo: abita i luoghi selvatici e boschivi nella intera Provincia, dalla alta pianura, e dalla collina innalzandosi alla zona subalpina! (e Segu., Poll., A. Mass,!, Barbieri, Mang. ! ecc.). - È grandemente polimorfo: però le forme veronesi di questa specie linneana presso di noi così diffusa, sembra sieno tutte da riferirsi ad H. odorus Kit. ed il popolo delle campagne le raccoglie sotto il nome caratteristico di Spuzzateste !: qua e là un qualche esemplare potrà forse ritenersi tanto per H. viridis typicus, quanto per H. dumetorum Kit. - È in fioritura,


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dipendentemente dalla altitudine, dalla fine di febbraio a giugno. Perenne.

H. niger L., Poll. excl. syn. Calc. - H. niger angustioribus foliis. - Elleboro nero. - Elleboro negro, Rosa di Natale*. - Secondo il dottor Schiftner il ver. H. niger L. non vive in Italia, ma nelle Alpi e nell'Appennino cresce una pianta da epoca immemorabile riferita a questa specie linneana. Il Seguier pl. ver. I, p. 480 lo indica in confinibus montis Baldi, septentriones versus, ma senza indicazione di località; e così pure Pollini fl. ver. II, p. 224 copiando il primo; e nell'Erbario di A. Manganotti si trova colla scheda portante la scritta in locis umbrosis montium veronensium !: nel fatto cresce copiosissimo fra Costermano e Garda, nel luogo detto le Colombarole ! (e Pietro Fontana !; presso alle sponde del Benaco nelle vicinanze di Torri!, ove, venne scoperto da G. Rigo; in luoghi boschivi e selvatici tra i monti Pastello e Pastelletto, e così pure nella alta Valpantena al dissopra dei Bellori, ma pare che in queste due stazioni sia stato distrutto dagli erbaioli. Questa Ranunculacea cresce abbondantemente sulla riviera bresciana del Lago di Garda a Salò,! Gargnano !, Tignale! ecc., nei monti sopra Riva, di Trento!, e nel Vicentino a Schio! ecc.: ad ogni modo però la pianta che cresce nel Veronese e nelle altre stazioni ora indicate sarebbe sempre da riferirsi alla forma H. altifolius Hayne. - Per la precocità dei fiori e per la loro eleganza è coltivato nei giardini sotto il nome poetico di Rosa di Natale, e non a torto perchè, ogni anno invariabilmente, i fiori si schiudono nella terza decade di dicembre. Perenne.

H. foetidus L., Poll. - Elleboro nero Calc.; H. niger foetidus Segu. - Cavolo del lupo. - Spuzzateste (Poll.), Reion* (sul monte Baldo al Gazo !), Spuzzaroi*. - Cresce copiosamente nelle siepi, lungo le vie, nei


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torrenti, negli argini e nei luoghi pietrosi e selvatici alle radici dei colli e dei monti nei quali si innalza sino ad una certa altezza (Calc., Segu., Poll., A. Mass.!, Mang.! ecc.): e così alle sponde del lago di Garda a S. Vigilio!, Torri! (e Rigo !), ecc., in tutta la valle di Caprino!, nella valle del Tasso!, nel torrente Boi !, ai piedi dei monti Gazo e Creta ove diventa meno frequente!, alle Fornase e alle Piosse!, Rubiana! ecc., presso Domegliara e nella val d'Adige!, nel Pastello ove è copiosissimo specialmente presso S. Giorgio Ingannapoltron e Cavalo (m. 599), a Cerro veronese! (m. 728) rarissimo, in val di Mezzane nel letto del torrente!; nella valle di Illasi in diversi punti! ecc. - Febbraio ed anche gennaio-maggio. Perenne.

Isopyrum L. - I. thalictroides L. - È indicato nel catalogo dei signori Visiani e Saccardo nei luoghi ombrosi collini del veronese ove certamente non cresce. Nell'Erbario classico di Antonio Bertoloni si trova un esemplare di questa pianta con la scheda di Barbieri portante la scritta: Monte Baldo anno 1833; vanamente nel monte Baldo abbiamo fatto ricerca di questa Ranunculacea, che dal diligentissimo Gelmi non è segnalata neanco nel finitimo Trentino.

Nigella L. - N. arvensis L.; Poll. - Rara: fra le messi nella bassa pianura, a Roverchiara (Poll., A. Mass!, Mang. !) - Maggio-settembre: annua.

N. sativa L., Poll. - Nigella, Cominella. - Era una volta coltivata per i semi oleosi (A. Mass. herb.!).

N. damascena L., Poll.; Nigella coerulea Segu. - Scapigliate, Damigella. - Oci de pavon, Sol*, Garofoli*. - Variat:
- β fiore pleno Poll.
La forma tipica e la varietà sono coltivate nei giardini, però trovansi qua e là sporadiche o inselvatichite; e così nella collina veronese sin dai tempi di


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Seguier: si incontra pure in monte Baldo alla Corona !, nella valle di Caprino ad Onè !, a Porcino sopra l'architrave di un portone!, in Verona nel Giardino Giusti !, presso Montorio!, nel vaio di Squaranto a Pigozzo! ecc.; nella penisola di Sirmione (nel lago di Garda) cresce copiosissima negli oliveti!. - Giugno-settembre: annua.



Tribus 4.  -  Aquilegieae.

Aquilegia L. - A. vulgaris L., Poll. - Aquilegia, Aquilina, Amor nascosto. - Aquilegia, Scarpette. - Variat:
- α typica - A. vulgars Poll. p. p.
- β atroviolacea (Avè-Lall.). - A. atrata Koch;
Aquilegia di fior fosco Calc., Pona; A. sylvestris Segu. La var. α è coltivata nei giardini ed offre moltissime varietà e variazioni, fra le quali il Pollini nomina: A. vulgaris, corniculata, A. vulgaris, inversa; A. vulgaris, stellata, A. vulgaris, degener: anche la tinta dei fiori è, nella pianta coltivata, variabilissima, potendo gli stessi essere azzurri, bianchi, rosei, porporascenti, variegati. La var. β a fiori violaceo-scuri cresce copiosamente in tutti i monti veronesi nei prati e nei boschetti delle zone montana e supalpina: e così sul monte Baldo in Pravazar, Basiana,Valfredda, la Ferrara, Ime, Lavacci ! (e Pona, Segu.); sulla cima di monte Pastello! (e Mang,!); e sui Lessini a Selva di Progno !, cima Malera (A. Mass. !) ecc.: eccezionalmente è stata raccolta nel letto dell'Adige, fra i ciottoli, sotto al muro lungo certamente trasportata dalle acque dopo una qualche piena del fiume! - Maggio-luglio: perenne.

A. pyrenaica(1) Koch. non Dc. - A. Bauhini Schott.; A. Einseleana F. Schultz; A. thalictrifolia Schott. -


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Pianta sommamente polimorfa: è difficile trovare due esemplari che perfettamente si rassomiglino! Vive nelle rupi elevatissime del monte Baldo (Ian., Gelmi) e dei Lessini, più frequente però sui secondi che non sul primo; in questo, in valle degli ossi !, val dritta ! ecc. e sugli altri fra il Corno d'Aquilio ed il passo della Sega!, nella cima Malera e nei monti Pertica, Trapola, Posta, Campobrun (e Gelmi), al passo della Lora, nel monte Tre croci ed in Zeola!. - Nell'Erbario di Antonio Manganotti si trova un esemplare di A. pyrenaica sotto la scheda A. platysepala !, raccolto nel monte Baldo dal Pellizzoni, noto erbaiolo che ebbe il suo quarto d'ora di celebrità e servì di guida a tutti i botanici i quali tra il 1815 ed il 1850 esplorarono questa classica stazione, della quale arricchì la Flora con la scoperta di specie rare ed interessantissime. - Luglio-settembre: perenne.
[(1) = Aquilegia bertolonii Schott - n.d.c.]

Delphinium L. - D. Consolida L., Poll. - Delfinio e Consolida regale Calc.; Calcitrapo di fior azzurro del Cordo Pona; Delphinium segetum flore coeruleo Segu. - Fior-cappuccio, Erba cornetta. - Speronella, Speronelle salvadeghe, Cantagalletti, Speron da cavaliere*, "Occurit, sed raro, a) floribus albis, b) floribus roseis".
Comunissimo, nimis frequens dice Seguier, fra le messi, nei luoghi coltivati, nelle macerie ecc. dalla pianura alla zona montana!. - Rarissime le forme a) e b): la prima nei dintorni di Verona!; la seconda nella collina di Montorio sopra Olivè alla Pezza! - Estate-autunno: annua.

D. Ajacis L., Poll. - Fior-cappuccio, Speronelle. - "Variat floribus coeruleis, variegatis, incarnatis, rarissime albis et"
- β fiore pleno Poll.
È coltivato nei giardini, qualche volta si incontra, sfuggito dagli stessi, fra le macerie: p. e. in Verona


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fuori porta Nuova e fra porta Pellegrina e porta del Vescovo. - Estate: annuo.
Il Pona M. B. p. 236, fra le piante che crescono all'Artillon sul monta Baldo, annovera il Quarto Aconito del Mattioli, che il Pollini fl. ver. II, p. 19l5, dubitativamente però, riferisce a Delphinum montanum Dc., nella quale pianta identifica pure Aconitum licoctonum folio dissecto, flore coeruleo cucullato, calcari donato del Martini (iter in B. M.). Il Barone Hausmann fl. von Tir. vede nella pianta del Pona il D. elatum L., però l'illustre autore identifica questo con D. montanum Dc. In quanto alla pianta del Martini, vista la figura, che 1'autore stesso ne dà nella opera inedita Mons Baldus naturaliter figuratus, (tomus secundus fig. 1, p. 3) la quale è conservata nella biblioteca dell'Orto Botanico di Padova e che il Pollini non conobbe, siamo in grado di affermare che la stessa altro non sia se non Aconitum panicillatum ! A noi, che replicatamente abbiamo perlustrato e continuiamo ancora a visitare ogni anno il monte Baldo, non fu mai dato di imbatterci o nel D. montanum o nel D. elatum: ignoriamo se altri, sia stato più fortunato, e temiamo che, oggidì almeno, nè l'uno nè l'altro, entrino nel dominio della Flora Veronese.

Aconitum L. - A. Anthora L., Poll. - Anthora Calc., Pona; Aconitum salutiferum sive Anthora Segu. - Antora, Antitora - Antora, Antola. - Questa bella specie cresce nei pascoli e luoghi rupestri della zona montana e subalpina, dei monti veronesi ma meno copiosamente di una volta: nel monte Baldo nella Valfredda! (e Pona, Martini o. c. tomo II, p. 5, fig. 3, Poll., A. Mass. !, Mang. !); nella valle dell'Artillon (Calc.); alla Colma di Malcesine! (e Rigo !); presso l'Eremo dei SS. Benigno e Caro! (e C. Mass.!); è scomparsa dalle vicinanze del Santuario della Corona


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ove la abbiamo raccolta nell'agosto del 1870: cresce copiosamente sul monte Pastello! (o Poll.): è rarissima sui Lessini ove la abbiamo scoperta alla Croce di Malera ! (m. 1693). - Agosto-settembre: (tra le due Madonne (15 agosto, 8 settembre) dice un proverbio popolare: perenne. - Questa Ranunculacea ogni anno diventa sempre più rara ed è fatalmente condannata a scomparire; perchè i mandriani e gli erbaioli distruggono una grande quantità di piante per cavarne i tuberi radicali i quali vengono adoperati per curare molte malattie del bestiame.

A. Lycoctonum L. Poll. var. α e β - Luparia Calc.; Aconito secondo del Mattioli Pona; A. lycoctonum luteum Segu. Erba della volpe, Luparia - Piè de lovo. - Cresce copiosamente nei pascoli e luoghi selvatici delle zone montana e subalpina in tutti i monti veronesi (Calc., Pona, Segu., Poll., Mass.!, Mang.! ecc.), e così nel monte Baldo in Valfredda !, Naole !, Artillon! ecc.; sul Pastello!; sui Lessini al Corno d'Aquilio !, Velo veronese !, Giazza!, ai Trachi! ecc. - Luglio-settembre: perenne.

A. variegatum L., Poll. - A. Lycoctonum fiore coeruleo, galea elatiori, radice bulbosa Segu. - Luoghi selvatici e sassosi nel monte Baldo in Noveza ed ai Palloni di Noveza!, e forse sui Lessini al Corno d'Aquilio: non è pianta comune. - Giugno-agosto: perenne.

A. paniculatum Lam., Poll. var. α - A. coma inflexa floribus rarioribus et oliis eleganter dissectis Segu. A. cammarum All., Goir. erboriz. est. ed autunn ecc. non L. - Mapel, Napel. - Variat:
- α cernuum (Wulf.). - A. paniculatum γ A. cernuum Poll.; A. inftexa coma maximum Segu.
- γ foribus albo-coeruleo variegatis Poll.
La specie e le varietà vivono promiscuamente nelle macchie e nei luoghi sassosi del monte Baldo e dei Lessini: sul primo al prato di Brentonico (Poll.),


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Artillon!, Noveza e Palloni di Noveza!, Valfredda !, Naole! ecc.; e sui secondi al Corno d'Aquilio!, nel vallone di Fanta!, al Corno Mozzo!, sul Malera ! presso Velo veronese! ecc. - Giugno-settembre: perenne.

A. Napellus L., Poll. - Napello retiforme Calc.; Vero Napello azzurro del Lobelio Pona; Aconitum coeruleum seu Napellus primus Segu. - Aconito, Napello. - Napel, Mapel, Aconito*. - Variat:
- β tauricum (Wulf.). - Aconito quarto del Clusio Pona; A. tauricum Poll.
- γ fiore incarnato Poll.
Cresce copiosamente nei i luoghi sassosi e selvatici tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini nelle stesse stazioni nelle quali abita la specie precedente colla quale di frequente trovasi in società: così p. e. sul primo è quasi gregaria in val Losana, e sui secondi presso Velo nel luogo detto le Gozze ! (e A. Mass. !): la var. β indicata da Pona nella valle dell'Artillon: trovasi pure in val Losana!, e certamente altrove: la γ qua e là promiscuamente alla forma a fiori violacei. - Giugno-settembre: perenne. - Questa Ranunculacea, notissima per le sue proprietà venefiche e le qualità mediche, oggidì non cresce più con la frequenza e la abbondanza di una volta: annualmente gli erbaioli ne distruggono un numero ingente, per avere le radici tuberiformi che smerciano ai farmacisti ed ai negozianti di medicinali.



Tribus 6.  -  Paeonieae.

Actaea L. - A. spicata L. - Napello racemoso del Dodoneo Pona; Cristophoriana vulgaris racemosa et ramosa Segu. - Barba di capra (Targ, Tozz.), - Macchie e boschi


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dalla zona montana alla alpina (Pona, Segu., Poll., Jan., Barbieri, A. Mass:!, Clementi, Mang.! ecc.): e così sul monte Baldo presso la Ferrara !, in Naole!, Artillon ! ecc.: e sui Lessini presso Velo!, a S. Anna d'Alfaedo !, Corno d'Aquilio!, Chiesanuova!, Trachi! ecc. - Maggio-agosto: perenne. Presso di noi, come in tutta Italia e nella Francia non cresce se non la forma a frutti neri, corrispondente alla var. melacarpa Ledeb.

Paeonia L. - P. peregrina(1) Mill. - P. officinalis Poll.; P. femina Calc.; Pona; P. communis vel femina Segu. Peonia - Amponia, Folagne, Peonia, Rose mate*. - Variat:
- β corallina (Retz). - P. corallina Poll.; P. folio nigricante splendido quae mas Segu.
Comune nei cedui, nelle macchie, fra le rupi della intera Provincia (Calc., Pona, Segu., Poll., Rainer, Barbieri, A. Mass.!, Mang.! ecc.) dall'Alto Agro! e dalla collina!, alla zona subalpina: p. e. nel monte Baldo alle falde meridionali dell'Altissimo di Nago (Heufler), ed in Noveza (m. 1500)! - La var. β è indicata da Seguier nei colli fra Verona e Grezzana. - Aprile-giugno: perenne. La vera P. officinalis L., tanto a fior scempio come a fior doppio è coltivata nei giardini.
[(1) = Paeonia officinalis L. - n.d.c.]






FAMILIA XX.  -  BERBERIDACEAE.


Epimedium L. - E. alpinum L. Poll. - Epimedium Calc., Segu. - Cresce copiosamente e per lo più gregario nei cedui e nei luoghi ombrosi selvatici dell'alta pianura, della collina e in parte della zona montana; manca nella subalpina e nella alpina !: e così nell'Alto Agro veronese nel Bosco Mantico!


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(e Mang.!); nella valle di Caprino sopra Gamberone e Lubiara ai piedi del colle S. Marco !; alle falde orientali del monte Baldo ai molini di Pachera presso Brentino!, e più in alto nelle vicinanze della Corona (Calc,); nella val d'Adige ai piedi di monte Pastello a Ceraino, Dolcè ecc.!; nella Valpantena nelle colline di Grezzana. (Segu.), nel vaio della Pernise !, presso Lugo e Bellori ecc.!; nel vaio di Squaranto presso Casale!, Cancello! ecc.; in generale in tutte le valli della zona compresa fra l'Adige ed il confine vicentino, penetrando appena nella zona montana. - Aprile-Maggio: perenne.

Berberis L. - B. vulgaris L., Poll. - Berberi Calc.; Ossiacanta del Clusio Pona.; Berberis dumetorum Segu. - Crespino. - Berberi (Segu.), Crespin, Spina retica*, Spini*, Ua spiniela*, Palmadona* (nella val d'Adige !). Variat: cortice in ramis cinereo vel purpurascente, et
- β rupestris. "Planta pumila: caule humili, depresso, ramosissimo".(1)
Cresce copiosamente nei luoghi selvatici, ghiaiosi, rupestri, nelle siepi, nelle boscaglie, nel letto dei torrenti, dalla pianura ad altitudini anche elevate: e così nella bassa pianura veronese presso Legnago e Villabartolomea !; nelle vicinanze di Verona sotto a Tombetta, al Pestrino ! ecc. alle rive dell'Adige; nella valle di Caprino copiosissima nelle siepi a Boi, Pesina, Costermano!. ecc.; nel monte Baldo dalle falde, tanto sul versante occidentale quanto sull'orientale, sino alla altitudine di 1000 e più metri!; nella val d'Adige alla sinistra del fiume alla Chiusa, Ceraino, Dolcè, Borghetto, nel Pastello ecc. ed alla destra da Incanale e dal passo della Perarola a Preaboco, Brentino, Rivalta, Belluno!; in tutti i monti Lessini nei quali dalle valli che sboccano nella pianura, vaio del Falcone, dell'Anguilla, Squaranto ecc. sale, comparendo qua e là, sino a toccare la altitudine


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di metri 1700 nel monte Malera!. - La var. rupestris nella val d'Adige al piede del colle S. Marco in vicinanza al fortilizio di Incanale !. - Fiorisce in aprile-luglio secondo la altitudine: i frutti, dotati di un grato sapore acidulo maturano in agosto e settembre. - Il Berberi è un frutice elegantissimo, e come tale è anche coltivato nei giardini: la corteccia, di norma, presenta nei rami una tinta cinerea, ma frequentemente assume un bel color porpora o carnicino !.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678" (n.d.c.)




FAMILIA XXI.  -  NYMPHEACEAE.


Nymphaea L. - N. alba L., Poll.! - N. alba major Segu. - Carfano, Papeo. - Capellaci (Segu.), Capellazzi, Capellazzi bianchi, Ninfea. - Variat:
- β monstrosa. - "In oryzetis feracioribus circa Bodolonium pagum collegi specimina monstruosa, idest cum petalis exterioribus viridibus foliaceis, et ataminibus pistillisque in folia itidem conversis. Poll., fl. ver., II p. 191".
Abita i fossi, i luoghi paludosi, le risaie: è frequentissima in tutta la bassa pianura e nell'Alto Agro veronese!; cresce pure nelle vicinanze di Verona!, presso Monteforte dell'Alpo!, al lago di Garda a Sirmione!, Peschiera !, Lazise (Fontana) ecc.). - È in fiore da maggio a settembre: perenne.

Nuphar Smith. - N. luteum Sm. - Nymphaea lutea L., Poll. !; N. luetea major Segu. - Nannufero. - Capellazzi zali, oltre ai nomi vernacoli spettanti alla specie precedente. - Si trova copiosissima nelle stesse stazioni nelle quali cresce la specie precedente, frequentemente in società con essa: fiorisce e fruttifica. nella stessa epoca. - Perenne.







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FAMILIA XXII.  -  PAPAVERACEAE.


Tribus 1.  -  Papavereae.

Papaver. L. - Sect. 1. Capsulis setosis. - P. pyrenaicum Dec. - P. alpinum L. β flaviflorum Arcang.; P. aurantiacum Lois., Poll.; Argemone giallo Pona, cum. ic.; Papaver alpinum saxatile, Coriandri folio Segu. pl. ver. I, p. 416 cum. ie. tab. IV f. 4. - Raro in luoghi pietrosi elevatissimi nel monte Baldo (Segu., Sternberg, Pollini): e così nelle valli alpine delle pietre, degli ossi, larga, Orzera, alla cima di val dritta al Sassetto !. - Luglio-settembre: perenne. - La pianta figurata da Pona, M. B. p. 100, rappresenta un esemplare non proveniente dal monte Baldo, ma bensì nato nei giardini nobilissimi del signor Contarini.

P. Argemone L., Poll. - Variat: a) caule ramosissimo, b) caule simplicissimo unifloro, c) pumilum, d) glabratum Rouy et Foucaud, e) glabrum Koch.
Tutte queste forme di P. Argemone crescono nei campi, fra le messi, sui muri, nelle macerie, nei luoghi pietrosi della pianura e della collina: e così nei fossi della città di Verona (Poll.) ed appena fuori di questa in Campomarzo (Mang. !), presso Tombetta. e nel Basso Acquar, al Pestrino!, tra Chievo e Bosco Mantico al margine del canale industriale!, Cadidavid!, nella Valpantena fra le messi !, a Torri sul Benaco negli oliveti (Rigo!), nella collina di Montorio! ecc. - Aprile-settembre: annuo.

P. hybridum L. - Variat:
- α typicum. - P. hispidum Lam.
- β apulum Ten. - P. Argemonoides Ces. !.
Rarissimo fra le messi nella collina veronese e fuori Porta Catena !. - Estate: annuo.


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Sect. 2. Capsulis glabris. - P. Rhoeas L. - P. erraticum majus, ροιας Dioscoridis, Theophrasti et Plinii Segu. - Rosolaccio. - Papavero, Poaveri*, Sercione (Segu.), Sercian, Sercioni, Cerchioni* - "Stirps prolymorpha.
Variat: a) typicum; b) strigosum Boenningh; c) Roubiaei (Vig.); d) pallidum G. et G.; e) caudatifolium (Timb.); f) intermedium (Beck.), Papaver erraticum majus, floribus minoribus absque maculis Segu.; g) parviflorum; h) fioribus roseis; i) albiflorum; et certe aliae addendae erint formae vel varietates". Questa specie vive abbondantissima sul suolo della intera Provincia nei seminati, nei campi, sui muri, fra le macerie, lungo le vie ecc. dalla pianura alla zona montana che non di rado oltrepassa; la forma tipica e le sue varietà crescono promiscuamente!: la b), piuttosto rara, nelle messi al Chievo ed a Centore presso S. Michele!; la c) nei campi alle sponde del lago di Garda presso Magugnano e Porto Brenzone!; la g) in Valdonega nelle siepi!; la i) rarissima, in Verona nel giardino del Collegio Angeli. - Aprile-settembre: annuo.
b) laciniatum(1). - R. Rhoeas X ? - "Flore duplici; petalis laciniatis. Forma pulcherrima". - Nella Valdonega
(1)Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678" - n.d.c.

P. dubium L., Poll. - P. erraticum, captulo longissimo glabro Segu. - Non comune, nei seminati, lungo le vie nelle macerie (Segu., Moreni) dal piano alla zona montana: e così in Verona fuori Porta Vittoria! e nella sua collina in Valdonega!: nei colli di Quinzano!; nella Valpantena alle Giare di Grezzana!, e su pei Lessini a Boscochiesanova! (m. 1104). Alcune forme da noi raccolte potrebbero, senza scrupolo alcuno, essere riferite a P. Lamottei Bor. e P. Lecoqii Lamotte. - Aprile-agosto: annuo.

P. hortense(1) Hussen. - P. somniferum Poll. - Papavero, Papavero domestico semplice o doppio; Papavero bianco. - Variat:
- β petalis laciniatis.


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- γ flore pleno.
- δ album (Mill.).

È coltivato nei giardini, ma frequentemente, subspontaneo o sporadico, si incontra nelle macerie e presso le abitazioni, anche ad altitudini considerevoli, p. e. sui Lessini a S. Anna d'Alfaedo (m. 936)!: la var. β in Valdonega sulla collina veronese!, la var. δ al Chievo! - Estate: è pianta annua.
[(1) = Papaver somniferum L. - n.d.c.]

Glaticium Scop. - G. flavum Crantz. - Chelidonium Glaucium L., Poll. - Papavero cornuto. - Vive presso alle rive arenose del mare: ma, evidentemente importato, si incontra sporadico nei dintorni di Verona, e così nelle macerie fra Porta Vescovo e Porta Nuova!: nell'anno l818 Carlo Tonini lo raccolse in quantità fuori Porta S. Zeno, e qui vi pure lo rinvenne A. Manganotti! - Estate: bienne. - È qualche volta coltivato nei giardini, la qual cosa vale forse a spiegare come questa Papaveracea si incontri non di rado in luoghi discosti dalle rive del mare, però sempre in vicinanza all'abitato.

Chelidonium L., - C. majus L., Poll. - C. majus vulgare Segu. - Celidonia; Erba da porri. - Cirigogna (Segu.), Zeligogna, Zerogna. - Variat:
- β laciniatum. (Dc.).
Comunissimo lungo le strade, nei muri, nei rottami, nelle siepi, nei luoghi selvatici, dal piano alla zona subalpina: la var. β qua e là insieme alla forma tipica. Aprile-novembre: perenne.



Tribus 2.  -  Fumarieae.

Corydalis Dc. - Sect. 1. Bulbocapnos. - C. cava Schwgg; et Koert. - C. tuberosa Dc.; Fumaria bulbosa α cava L.; F. bulbosa Poll.; Radice cara degli erbari Pona; Fumaria bulbosa, radice cava, major, flore rubro dilutiore


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et F. bulbosa, radice cava, major, flore albo Segu. - "Variat, corolla purpurea, rosea, ex albo rosea et tota alba (C. albiflora Kit.)". -
Cresce copiosamente nelle ortaglie, nei cespugli, nelle macchie della intera Provincia, da Verona alla zona subalpina (Pona, Calc., Segu., Poll.): e così in Verona nell'antico orto Gazzola al Campone ! (e Segu., Poll., Mang.) e nel Giardino Giusti!; nel monte Baldo in Noveza!, Artillon!, Ortigara! ecc., a Nago (Rigo!) ecc.; nei Lessini nel vaio dell'Anguilla!, al ponte di Veja (O. Mang. !), Selva di Progno!, Velo (A. Mass. !), Roverè di Velo !, ai Trachi ove è abbondantissima (Segu.) e quasi gregaria nella piccola ortaglia che è prossima all'osteria! ecc.: la var. albiflora, specialmente in Verona, nelle località or ora nominate!. Febbraio-marzo nella città di Verona: aprile-giugno nelle stazioni più elevate. Perenne.

C. solida Sm. - Fumaria solida, Poll.; F. bulbosa, radice non cava, major (Segu. pl. ver. II, p. 112): secondo Seguier si trova in unione alla specie precedente e nelle stesse località.

Sect. 2. Capnoides. - C. lutea. Dec. - Fumaria lutea Poll. var. α; F. lutea Segu.; Corydalis, Split Calc.; Coridale di Galeno presso l'Anguillara Pona. -
Comune sui muri, rocce e nei luoghi sassosi dalla collina alla zona alpina (Calc., Pona, Segu., Poll., Mang. !, Clementi, Rainer, Barbieri, A. Mass.!, ecc.) e così alle sponde del lago di Garda presso Cassone! ecc. e su per tutto il versante occidentale del monte Baldo!; nella Valsecca e nel torrente Tasso!; lungo la salita da Brentino al Santuario della Corona; alla Ferrara, nelle Giare di Valbrutta, a Campedello!; al Tredespin (Heufler) ecc.; nella val d'Adige alla Chiusa!, e nel monte Pastello dalle sue falde, nelle mura del forte di Ceraino, sino alla cima; al ponte di Veja (O. Mang.!); Chiesanova!, Velo e Roverè di Velo (A. Mass.!); Roccapia,


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Fanta, Liana ecc.!; Giazza, Revolto! ecc. nell'alta valle d'Illasi ecc. - Maggio-ottobre: perenne. È ritenuta dotata di proprietà febbrifughe.

C. ochroleuca(1). Koch. - Fumaria lutea var. β F. Capnoides Poll. non L.; Capnos Calc.? - Cresce promiscua con la specie precedente, dalla quale in non pochi casi è assai difficile distinguerla: il prof. De Visiani la segnalò nelle rupi attorno al lago di Garda, ove difatti è copiosissima !, p. e. sopra Castellelto di Brenzone, Cassone, Malcesine, nella valle di S. Zeno! ecc. Fiorisce nell'epoca stessa della specie precedente.
[(1) = Pseudofumaria alba (Mill.) Lidén - n.d.c.]

Fumaria. L. - Sect. 1. Capreolatae. - F. capreolata. L., Poll. - Raccolta una sola volta in un giardino ed in una via nella città di Verona!; il Pollini la rinvenne pure in qualche altro punto dell'Agro veronese (ex Bertol. fl. it. 7, p. 307): la F. capreolata cresce invece copiosamente nelle siepi, dei campi e nelle ortaglie alle sponde bresciane del lago di Garda; e così ad esempio presso Limone (Poll.), Toscolano (Rigo!) ecc. - Primavera-autunno: annua. A questa sezione appartiene pure F. muralis Sond. rinvenuta una sola volta, forse accidentalmente, in collina al Maso, ma quindi non più ritrovatavi.

Sect. 2. Officinales. - F. officinalis L., Poll. - F. officinarum et Dioscoridis flore purpureo Segu. - Fumosterno. - Fumaria, Carabillazzi. - Variat:
- α typica.
- β media (Lois.). - F. officinalis subvar. scandens Coss. et. Germ.
- γ minor Koch.
- δ pycnantha Loret et Barr. - F. officinalis var. floriblunda Koch; F. officinalis var. densiflora Parl.; F. minor tenuifolia, caulibus surrectis, flore hilari purpura rubente et Capnos tenuifolia, Segu. pl. ver . II, p. 111 non C. Bauhin pin. nec. Clus. hist.
Comune in tutta la Provincia della pianura alla


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zona montana nelle ortaglie, nei campi, nelle siepi, nei muri ecc.: la forma tipica e la var. corrispondente a F. media Lois. sono frequentissime, la seconda di, preferenza nelle siepi; più rara la γ, qua e là, nei muri e luoghi ombreggiati, e qualche volta fra le messi: la δ, scrive Seguier l. c., "veris initio inter segetes, et in agrorum marginibus statim ab Urbe floret"; ed il Pollini soggiunge, "est mera varietas F. officinalis in arvis, siccis et segetibus crescens, cui ratione loci caulis est erectus, rigidusque". - È in vegetazione quasi durante tutto l'anno. Annua.

F. parviflora. Lam., Poll. - Variat:
- α typica.
- β leucantha (Viv.). - F. parviflora β umbrosa Hausskn.
- γ glauca (ford.).
Non è specie comune nella nostra zona botanica; cresce fra le messi, nelle ortaglie, nelle siepi ecc.: e così a Verona in Campomarzo, nel R. Collegio degli Angeli! ed altrove (Poll. in Bertol.); nell'Alto Agro veronese a Guastalla!, Villafranca ove è copiosissima! (e Poll.), Valeggio (Poll.) ecc.; Salionze alle sponde del Mincio!; Lazise alle rive del Lago di Garda (De Bracht in Bertol.); nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!) ecc. Le var. β e γ in unione alla forma tipica. - Aprile-settembre: annua.

F. Vaillantii Lois. - Variat:
- β Schleicheri (Soy-Will.).
Frequente nelle messi, nei, campi, nei vigneti, nelle siepi e nei cespugli, nei muri, lungo le vie dal piano alla zona montana!: e così, a Verona in diversi luoghi; nell'Agro veronese a Castel d'Azzano, Villafranca ecc.; a Pescantina, nel monte Masua di Cerna nella Valpolicella ed a cavaliere di questa con la Valpantena sul monte Tondo; nella Valpantena presso Grezzana,


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Spredino, Lugo e più in alto sui Lessini a Roverè di Velo ed alle Scalucce sopra Molina; nella val d'Adige alla Chiusa, Rivole, presso Avio al di sinistra del fiume ecc.; nel monte Baldo alle sue falde più meridionali in Brè sopra a Scaveaghe, a Spiazzi ecc.; e quindi ad altitudini comprese fra 40-900 m.: la var. β nella val d'Adige, ed a Brognoligo presso Monteforte!. - Primavera-autunno: annua.

F. Spicata(1) L. excl. syn. Segu. - Linneo sp. pl. p. 985 indica questa specie come vivente nell'Agro veronese, la qual cosa non sussiste: come osservano Pollini fl. ver. II, p. 451 e Bertoloni fl. it. 7, p. 313, il sommo Svedese fu probabilmente tratto in inganno da Seguier il quale erroneamente, ad una varietà di P. officinalis, la nostra var. δ, attribuì le frasi superiormente citate di C. Bauhin (F. minor tenuifolia, caulibus surrectis, flore hilari purpurea rubente) e Clusio (Capnos tenuifolia) che per lo appunto corrispondono a P. spicata. Della famiglia delle Papaveraceae non sono rappresentati nella nostra Flora i generi Roemeria e Hypecóum.
[(1) = Platycapnos spicatus (L.) Bernh. - n.d.c.]






FAMILIA XXIII.  -  BRASSICACEAE.


Tribus 1.  -  Arabideae.

Matthiola R. Br. - M. incana R. Br. - Cheiranthus incanus L., Poll. - Violacciocca. - Variat:
- α flore simplici purpureo, coccineo, albovariegato. - Violacciocche semplici, bianche, rosse, carnicine, pallide, screziate. - Fior da pasqua zempi , bianchi, rossi, variegadi.
- β flore pleno - Violacciocche doppie - Fior da pasqua dopi bianchi e rossi.
Sono coltivate nei giardini e negli orti molte forme


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tanto di α quanto di β; la α però si incontra, sfuggita certamente alla coltivazione e quasi fatta selvatica, qua e là sui vecchi muri: e così alle sponde del lago di Garda a Riva (Evers), Malcesine!; alle falde di monte Baldo presso Pesina!, Caprino (Kellner), all'antico castello di Onè!. - Primavera-estate ed anche in autunno: perenne e qualche volta frutescente.

M. valesiaca(1). Gay ex Boiss. - Hesperis tristis Poll. viag.; Cheiranthus tristis Poll. fl. - Il Pollini la indica sulle rupi al lago di Garda a Limone ove la raccolse visitando quei luoghi, insieme ai botanici francesi Lorej e Beauprè, ed ove la rinvennero pure Zersi, Sardagna, Porta: dal barone Hausman e dal Gelmi è segnalata presso Riva.
[(1) = Matthiola fruticulosa subsp. valesiaca (Gay ex Gaudin) P.W. Ball - n.d.c.]

Cheiranthus L. - Ch. Cheiri L., Poll. - Violacciacca gialla - Variat:
- α flore simplici luteo, vel superne luteo aubtus luteo-ferrugineo, luteo-sanguineo". - Violacciocca gialla semplice. -       Fior da pasqua zalo sempio.
- β flore pleno. - Violacciocca gialla doppia - Fior da pasqua zalo dopio.
Originario probabilmente dalla Grecia e dall'Arcipelago: sono estesamente coltivate tanto la var. α, quanto la β. La α si incontra talvolta ridotta quasi allo stato selvatico, sui vecchi muri; e così in diversi punti della collina veronese, p. e. nella Valdonega!, nella valle di Caprino a Porcino sotto Pazzon alle falde di monte Baldo! - Maggi-giugno: ma frequentemente la fioritura si prolunga sin quasi all'autunno nelle piante coltivate: perenne.

Nasturtium R. Br. - N. officinale R. Br. - Sisymbrium Nasturtium-aquaticum L. S. nasturtium Poll.; S. aquaticum vulgo Crescione Segu., - Crescione. Nasturzo (Segu.), Nasturzo acquatico, Grasson, Cresson, Gressa. - Variat:
- α genuinum Gren. et Godr.


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- β siifolium Steud.
- γ microphyllum (Boenningh.).
- δ coenosum.
La forma tipica, con le sue varietà, cresce nei fossati di tutta la regione, nelle acque ferme o lentamente scorrenti, a tutte le scaturigini delle sorgive, innalzandosi dal piano alle zone collina e montana sino a toccare altitudini comprese fra 600 e 700 metri: e così in tutta la pianura veronese!; alle sponde del lago di Garda!; nei dintorni di Verona!; a Caprino veronese presso al Carriposanto!; ed a Castione nella Valticina !; alle falde orientali del monte Baldo presso Onè Pazzon! (m. 387); nei Lessini ai Molini, Campon, Erbin, Prà dell'acqua, Casale di sotto ai piedi del monte S. Viola (m. 640). Le var. α e γ sono le più frequenti; la β ama di preferenza le acque maggiormente profonde; la δ si incontra al margine dei fossi e luoghi paludosi rimasti all'asciutto. - Fiorisce da aprile e da maggio ad agosto e settembre: i frutti sono maturi un mese circa dopo il principio della fioritura: perenne. Il Crescione è dotato, al pari di molte altre Brassicacee di virtù eminentemente antiscorbutiche ed è notissimo come condimento.

N. sylvestre(1) R. Br. - Sisymbrium sylvestre L.; Poll.; S. palustre repens, Nasturtii folio Segu. - Variat:
- α incisum Koch.
- β dentatum Koch.
Comune (Segu., Poll., A. Mass.!) nei fossi, nei campi lungo le vie ecc. nella intera provincia dal piano alla zona montana!. - Aprile-settembre: perenne.
[(1) = Rorippa sylvestris (L.) Besser - n.d.c.]

N. palustre(1) Dc. - Sisymbrium terrestre Poll.; S. aquaticum foliis in prfundas lacinias divisis, siliqua breviore Segu. - Vive nei fossi e luoghi umidi della Provincia dalla pianura alla zona montana elevata, trovandosi indicato da Pollini sul monte Baldo nella val Basiana (m. 1077) circa fossam ubi potum armenta


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capiunt; nei dintorni di Verona in Campomarzo !, al Pestrino! ecc.; alle sponde del Mincio! ecc. Estate: annuo e bienne.
[(1) = Rorippa palustris (L.) Besser - n.d.c.]

N. amphibium(1) R. Br. - Sisymbrium amphibium L., Poll.; S. aquaticum, Raphani folio, siliqua breviori Segu. Variat:
- α indivisum Koch. - Sisymbrium amphibium var. α Poll.
- β variifolium Koch. - Sisymbrium amphibium var. β Poll. excl. syn. Segu.
Frequente in luoghi paludosi ed umidi nella bassa pianura veronese ed anche nella collina: a Bovolone (Segu.), nei dintorni di Verona (Rainer) in di versi luoghi come Campomarzo!, Pestrino! e lungo tutto il corso dell'Adige!; alle rive del Mincio e presso Peschiera!; alle rive del lago di Garda a Lazise (Fontana) ed a Bardolino (Rigo); presso Caprino veronese!; nella val d'Adige a Borghetto (Gelmi) ecc. - Fiorisce da maggio ad agosto, presentando qualche volta un secondo periodo di fioritura in settembre!: è perenne.
[(1) = Rorippa amphibia (L.) Besser - n.d.c.]

N. pyrenaicum(1) R. Br. - Sisymbrium pyrenaicum Poll. È indicato da Pollini fl. ver. II, p. 411, in pascuis siccis secus Mincium prope Monzambano. - Probabilmente questa Brassicacea, che nel Catalogo dei Sig. Visiani e Saccardo è indicata nei luoghi umidi alpini del Veronese, nei quali sino ad oggi non è stata rinvenuta, potrà rinvenirsi in qualche punto della bassa pianura veronese e segnatamente nella zona che corre per così dire, parallelamente al Mincio. Ricerche accurate certamente procureranno il rinvenimento di N. anceps e di altre forme appartenenti a questo genere così polimorfo e così critico.
[(1) = Rorippa pyrenaica (All.) Rchb. - n.d.c.]

Barbarea R. Dr. - B. vulgaris R. Br. - Erysimum Barbarea L., Poll.; Sisymbrium Erucae folio glabro, flore luteo Segu. - Erba S. Barbara. - Variat:


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- β arcuata (Rchb.);
- γ stricta auct. pl. non Andrz.; B. rivularis Martr.?
Frequente nei fossati, nei campi umidi, in luoghi arenosi nella Provincia dal piano alla zona montana: e così presso Verona in Campomarzo, a S. Michele, nell'isolotto del Pestrino ecc.!; all'ingresso nella Valpantena!; nel monte Baldo alla Ferrara!, e presso ai Lavacci e al pian della cenere (m. 1300) indicata da Pollini. La var. arcuata qua e là con la forma tipica; alla γ si riferisce una forma osservata nelle sabbie lungo l'Adige e nella Valpantena. - Fiorisce in aprile e maggio; fruttifica in giugno e luglio. Bienne: qualche volta annua.

Arabis L. - Sect. 1. Turritis. L. - A. glabra Bernh., Poll. - A. perfoliata Lam.; Turritis glabra L.; Turritis foliis cichoriaceis, ceteris Perfoliatae Segu. - Diffusa per tutta la Provincia nella pianura, nella collina e nella zona montana, nei luoghi selvatici e sassosi: e così lungo la via che da Verona conduce a Legnago (Segu.) e presso quest'ultima città (A. Mass. !); presso Valeggio in suolo morenico, ed alle sponde del Mincio presso! Salionze !; nel monte Baldo nei prati e campi della Ferrara (Poll.), Cambrigar!, Artillon ed Ortigara (Poll.). Cresce pure nei prati e pascoli dei monti Lessini (Poll.). - Fiorisce in maggio-giugno: fruttifica in giugno-luglio. Bienne.

A. brassicaeformis(1) Wallr. - Brassica alpina L.; Erysimum alpinum Dc., Bertol. - Questa bella specie, non vista nè da Seguier nè da Pollini, cresce copiosa sul monte Baldo in luoghi selvatici e sassosi, nei pascoli secchi ed aridi, nelle rupi, nelle macchie ecc.: e così in Ime !, Naole !, Valfredda ! (e Mang. !), Noveza e Campion!, alle Fassole! ecc.: sui Lessini in val Ronchi di Ala (Gelmi). - Fiorisce in giugno-luglio: fruttifica in luglio-agosto. Perenne.
[(1) = Arabis pauciflora (Grimm) Garcke - n.d.c.]


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Sect. 2 Turrita Wallr. - A. Turrita L., Poll. val. α et β. - Leucoium Hesperidis folio Segu. - Frequente; abita i luoghi rupestri e sassosi, i muri ecc., nella intera Provincia, dalla alta pianura alla zona subalpina (Segu., Poll., A. Mass. !, Mang.! ecc.): e così nell'Alto Agro veronese a Tombetta e Bosco Mantico!; nelle mura di Verona fra Porta del Vescovo e Porta S. Giorgio e nella cerchia stessa della città nel Giardino Giusti!; nei colli benacensi a Lazise (Fontana) e alle falde occidentali di monte Baldo a Castelletto, Cassone ecc.!; in tutta la catena del monte Baldo, p. e. lungo la ascesa da Brentino alla Corona!, nel colle S. Marco!, nel pian della cenere !, nella valle di S. Zeno presso l'Eremo dei SS. Benigno e Caro! ecc.; nella Valpantena presso Alcenago e Stalavena!; nei Lessini al ponte di Veja, a Velo (A. Mass.!) ecc.; nella val d'Adige alla Chiusa, a Ceraino ecc. e su per il monte Pastello e gli altri monti circostanti !: a Vico, presso Tregnago, A. Massalongo ha raccolto una forma nana alta appena pochi centimetri. - Fiorisce secondo i luoghi da marzo a giugno e fruttifica da maggio ad agosto. Bienne, ma non di rado perenne !.

A. alpina L., Poll. - Draba Calc.; Draba Clusiana di seconda specie Pona.; Leucoium perenne album majus Segu. - Comune in luoghi rupestri e ghiaiosi nelle zone elevate del monte Baldo, dei monti Lessini ecc. dalle quali si avanza verso la pianura, che talvolta raggiunge, seguendo i torrenti ed i corsi di acqua!: e così nel monte Baldo (Calc., Pona, Segu., Poll., Barbieri, Mang.) alla Lonza, in Valvaccara, Acque negre, Campion, pian della cenere, lungo la strada Aviana, Val fredda, giare di Valbrutta presso la Ferrara, in tutte le valli alpine che ne solcano tanto il fianco occidentale quanto l'orientale ecc. !; sui Lessini ai Tinazzi (Segu.), a Roccapia (m. 1229), Trachi (m. 1338),


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Revolto (m. 1327), Giazza (1283)!; nell'alta Valpantena, nel vaio dell'Anguilla sopra i Belori (m. 350)!; nel monte Pastello (m. 1122)!; da ultimo in Campomarzo di Verona fra le sabbie e ghiaie depositate dall'Adige per la piena dell'anno 1882!. - È in fiore, dipendentemente dalle condizioni della stazione, da aprile e maggio ad agosto e settembre: di norma i frutti sono maturi un mese dopo la fioritura. Perenne. - È specie assai polimorfa, e certamente presso di noi, assieme a di verse varietà e sotto varietà ricordate nelle fiore locali, dovrà rinvenirsi la A. anachoretica Porta.

A. hirsuta. Scop., Poll. excl. altero e syn. Segu. - Turritis hirsuta L. Poll. viag.; Turritis Segu. - Variat:
- β sagittata. (Dc.).
Comunissima nei prati, nei pascoli, nelle siepi ecc. della Provincia dal piano alla zona subalpina (Segu., Poll!, Mang., Jan., Rainer, Fontana, A. Mass.! ecc.: e così, al Pestrino!, nei prati alle Ferrazze! presso Montorio; al Chievo (Segu.); Bosco Mantico!; nella Valpantena ai Bellori!; nella valle d'Illasi a Tregnago nel torrente (A. Mass.!); nella val d'Adige a Ceraino! ed a Mori (baronessa S. Salvotti!); alle sponde del Benaco a Lazise (Fontana), a Castelletto !, Cassone!, Malcesine! ecc.; nella valle di Caprino ovunque!; sul Baldo ai Coltri!, alla Ferrara!, all'Artillon (m. 1915, Poll.) ecc. - La var. sagittata (Dc.) che forse è la stessa cosa di A. Gerardi Bess. cresce, in unione alla specie, nei dintorni di Verona alle sponde dell'Adige presso il Pestrino!, nella valle di Caprino a Pesina!, nel monte Baldo lungo la salita da Brentino alla Corona!, ed in Piore!; nella Valpantena nel vaio dell'Anguilla !, e su in alto sui Lessini a Roccapia (m. 1229). - Fiorisce dipendentemente dalle condizioni della stazione da aprile a maggio, e fruttifica due mesi dopo la fioritura: bienne e perennante.


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A. alpestris(1) Schl. - A. ciliata anct. plur.; A. serpillifolia Poll. fl. ver., II, p. 391 et herb. !, non Vill. - Variat:
- α glabrata. - A. ciliata α glabrata Koch.
- β hirsuta. - A. ciliata β hirsuta Koch.
Cresce copiosamente nei pascoli e nelle rupi della zona montana e subalpina, meno frequentemente nella alpina: e così nel monte Baldo in Naole!, Valfredda!, Noveza! ecc.; in valle Orzera, alla Lonza, val Losana, Artillon ecc. (Poll.); e sui Lessini presso Chiesanuova!, ai Trachi! ecc.; la α e la β crescono, per lo più promiscuamente. - Fiorisce da maggio a luglio; fruttifica il mese dopo la fioritura: perenne, ma di norma bienne.
[(1) = Arabis ciliata Clairv. - n.d.c.]

Sect. 3. Pticharabis Fiori et Paoletti. - A. muralis(1) Bertol. var α. - Nelle rupi, ne' luoghi sassosi, nelle ghiaie: rarissima. Cresce alle rive del lago di Garda sopra Limone alla sponda Bresciana (Zersi) e sulla veronese lungo la via Gardesana fra Cassone e Malcesine!; nel monte Baldo sul fianco orientale lungo la salita a Spiazzi, fra Brentino (m. 174) e il Santuario della Corona (m. 774); nel monte Pastello lungo la strada che da Ceraino (m. 105) sulla sinistra dell'Adige conduce al paese di Monte (m. 432)!. - Fiorisce in giugno e luglio: fruttifica un mese dopo la fioritura. Perenne.
[(1) = Arabis collina Ten. - n.d.c.]

Sect. 4. Chamaearabis Fiori et Paoletti. - A. coerulea(1) Haenke. - Rarissima in monte Baldo nella Valgrande (m. 2000) nei ghiaioni in vicinanza della neve deliquescente - Agosto-settembre: perenne.
[(1) = Arabis caerulea All. - n.d.c.]

A. pumila(1) Iacq., Poll. fl. - A. nutans Poll., viag.; Cardamime pumila Bellidis folio alpina Segu. - Frequente nelle fessure delle rupi e nei luoghi sassosi nelle zone elevate del monte Baldo (Segu., Moren., Poll., Heufler, Vis., Ian., Mang. ecc.) e dei Lessini: e così nel primo in tutte le valli alpine che ne solcano il fianco occidentale!, alla cima di Valfinestra e di val larga!, in Costabella e al Coalsanto!, al Sassetto!, in val


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Losana! ecc.; e sui Lessini nei monti Posta e Campobrun!, al passo della Lora!, nel monte Zeola! ecc. (m. 1975): qualche rarissima volta scende in zone più basse manifestamente trasportata dalle acque, così p. e. nella alta valle d'Illasi presso Selva di Progno (m. 569) ivi rinvenuta da A. Massalongo! - Fiorisce in giugno e luglio e fruttifica in agosto e settembre: perenne.
[(1) = Arabis bellidifolia Crantz - n.d.c.]

A. bellidifolia Iacq., Poll. - Turritis foliis caulem ambientibus, polyceration Segu. - Rarissima nelle rupi e nei pascoli elevati. Seguier (pl. ver. III, p. 167) la indica sul monte Alba in acclive ... juxta maceriam, quae Veronensem agrum a Vicetino disterminat:" cresce sicuramente sul monte Campobrun (m. 1650) tra il Veronese ed il Trentino fra le macchie di Pinus Mughus, Iuniperus alpina, Rhododendron hirsutum !. - È indicata sul monte Baldo dal barone Hausmann come raccolta dallo Sternberg (fl. von Tir., p. 54), e dal Bertoloni (fl. it. 7, p. 39) come ricevuta dal Pollini sotto il nome di A. serpyllifolia glabra, la quale forma, secondo il nostro modo di vedere, corrisponderebbe ad A. alpestris Schl. var. glabrata. - È stata raccolta da noi in fiore nel mese di giugno: perenne.
[(1) = Arabis bellidifolia Crantz subsp. bellidifolia - n.d.c.]

Sect. 5. Cardaminoides C. A. Mey. - A. Halleri L. - A. ovirensis Poll. - Sino ad oggi non è stata peranco raccolta nel Veronese ma potrebbe rinvenirsi al confine della nostra Provincia con quella di Vicenza: in questa cresce copiosamente in diversi luoghi, p. e. è abbondantissima a Recoaro e specialmente sul monte Spitz! - Fiorisce di maggio e giugno, e rifiorisce in agosto e settembre (Poll.): perenne.

Sect. 6. Arabidella Fiori et Paoletti. - A. Thaliana L., Poll. - Sisymbrium Thalianum Gay; Stenophragma Thalianum Cel.; Turritis vulgaris ramosa Segu. - Comune nei campi, negli orti, nei luoghi incolti, nei muri, lungo le vie e le siepi dell'intera Provincia,


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dalla pianura alla zona montana! - Febbraio-maggio: annua.

A. verna R. Br. - Hesperis verna L.; Turritis purpurea Lam. - Vive in luoghi erbosi asciutti, sulle rupi ecc. nelle parti calde d'Italia: ma il sig. G. Rigo la ha scoperta nel Veronese nei colli presso Valeggio!, ove però è rarissima. - Fiorisce di primavera: annua.

A. auriculata Lam. - Rara; cresce in luoghi asciutti e selvatici: e così sul monte Baldo alle sue falde orientali lungo la via che da Brentino conduce al Santuario della Corona !, e nella Valpantena sopra Stalavena (m. ? ) sotto alle così dette Grotte Fontana o Sengie di Falasco !. - Marzo, aprile, maggio: annua. - Siamo di parere che a questa specie sia da riferirsi la Turritis foliis omnibus dentatis, hispidis, alternis, amplexicaulibus di Seguier, nella quale il Pollini vede la A. hirsuta, e che l'autore delle Plantae veronenses indica in saxosis et asperis locis circa Gretianam.

A. saxatilis All. - Il Pollini nel Viaggio al Lago al Garda e al Monte Baldo a p. 117 indica questa Brassicacea su questo monte in val Losana, ma non ne fa parola nella Flora: nè in questa stazione, nè in alcun altro punto di monte Baldo ci venne dato osservarla.

Cardamine L. - C. impatiens L., Poll. - C. annua exiguo flore Segu. - Abita i luoghi ombrosi, freschi, innalzandosi dalla pianura alla zona subalpina (Segu., Poll., ecc.): e così presso Verona in Campomarzo, nell'isolotto del Pestrino, nelle sabbie dell'Adige e lungo il fiume presso S. Michele ecc.!; lungo la strada da Verona ad Avesa (Segu.) e presso questo paese nei vai Borago, Pissacavra ecc.!; nella Valpantena e nei vai del Falcone, dell'Anguilla ecc.!; al ponte di Veia, presso S. Anna d'Alfaedo, a Roccapia ecc!; nella. valle d'Illasi a Tregnago, Vico, Badia Calavena ecc. (A. Mass.!); sul monte Pastello !; nella valle di Caprino nel progno e di Boi!; nel monte Baldo al castello


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di Brentino e presso la Ferrara!, e più in alto all'Artillon (Poll.) ed ai Lavacci (Mang.!): e quindi nel complesso fra m. 50-1500 di altitudine. - Fiorisce da maggio a giugno: fruttifica da luglio a settembre. - Annua e bienne.

C. hirsuta L., Poll. var. α - C. quarta Daschampii Segu. - Billeri. "Variat glabra, pilosa vel puberula, et
- β multicaulis (Hoppe).
Comune nei luoghi coltivati, presso le abitazioni, nei muri, nei luoghi selvatici ecc. della intera Provincia dal piano alla zona subalpina! (e Segu., Poll., A. Mass.!, Font., Rainer ecc.). - Fiorisce da febbraio ad agosto dipendentemente dalla altitudine; fruttifica due mesi dopo la fioritura: annua.

C. silvatica(1) Link. - C. hirsuta var. β Poll. - Rara. In luoghi e rupi umide a Tregnago in valle d'Illasi, nelle valli di Squaranto e dell'Anguilla ecc. !. Presso Verona nella Valdonega !, ed Avesa nel vaio Borago !(2) - Giugno: annua. - È considerata ora come semplice forma laxior (Caruel fl. it. cont. di Parl., IX, p. 821), o come varietà, o come sottospecie (Rouy et Foucaud fl. de Fr., I, p. 239) di C. hirsuta: noi, per parte nostra, avendola ripetutamente osservata viva ed in posto, propendiamo a ritenerla come specie autonoma, e come tale è pure ammessa dal sig. Enrico Gelmi (Prosp. della fl. Trent. p. 14) e dai signori Visiani e Saccardo (Cat. ecc. p. 200).
[(1) = Cardamine flexuosa With. subsp. flexuosa - n.d.c.]
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678" (n.d.c.)

C. pratensis L., Poll., - C. pratensis magno fiore albo Segu. - Billeri. - Margherite*, Porselane* - Variat:
- β Matthioli Moretti. - C. pratensis magno flore purpaascente Segu.
Copiosissima e quasi gregaria nei prati umidi della pianura veronese, più raramente nelle regioni maggiormente elevate: e così in Campomarzo di Verona !, presso S. Michele!, a Montorio!, alle Ferrazze !, a S. Martino ! ecc.: nell'ingresso in Valpantena!; nella valle d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.) ! ecc. Le due


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varietà crescono promiscuamente, la β però più frequente della prima. Qualche rara volta si incontra una var. flore plena!. - Aprile-maggio: perenne.

C. amara L. - Al margine dei fossi, lungo i rivoli, nei prati e luoghi acquitrinosi della pianura, e più raramente nella collina e nella zona montana; ma presso di noi non può dirsi pianta comune: e così a Vigasio (Masè !); presso S. Michele a Centore ! ; in Campomarzo di Verona ed a Porto S. Pancrazio sotto al muro lungo ! ; in Valpantena presso a Nesente!; nella Valpolicella, dove fu primieramente scoperta da G. Rigo!, segnatamente fra S. Pietro Incariano e Fumane !; sul monte Baldo ove fu raccolta da A. Massalongo (Fl. it. di Parl. cont. da T. Caruel IX, p. 816), e nella val d'Adige alle sue falde orientali presso Mori (Baronessa S. Salvotti !). - Fiorisce in maggio e giugno fruttifica un mese dopo la fioritura: perenne. - Presso Verona, e precisamente in Campomarzo, abbiamo raccolto ed osservato una forma coenosa, in luoghi stati innondati dall'Adige e poscia rimasti all'asciutto, come avviene benanco per Nasturtium officinale: e sebbene presso di noi C. amara, di norma, fiorisca in maggio e giugno, ci venne dato di raccoglierla in piena fioritura con fiori straordinariamente grandi, nel mese di ottobre in un acquitrino nella località detta le buse fuori Porta Vittoria!.

C. trifolia L. - Rarissima: nei Lessini in luoghi selvatici a Revolto ove venne scoperta da Caro Massalongo!. - Giugno-agosto: perenne.

Dentaria L. - D. enneapyllos(1) L., Poll. - D. triphyllos Segu. - Variat:
- β alternifolia. Gelmi - D. trifolia. auct. pl. non W. K.
Vive nei boschi, nelle macchie, in luoghi selvatici dalla zona montana alla alpina: nel monte Baldo (Poll., Rainer, De Bracht, Kellner ecc.) in diversi punti;
[(1) = Cardamine enneaphyllos (L.) Crantz - n.d.c.]


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p. e. presso la Corona!, alle Fassole!, ai Lavacci!, all'Artillon! ecc.; sulla cima di monte Pastello! (e Mang !; sui Lessini alla Sega!, al passo della Veceta !, ed altrove (Segu.). La var. β si incontra in unione alla specie sul monte Baldo alle Fassole, Pian della Genere, Lavacci ecc.!. - Fiorisce da aprile a giugno e fruttifica un mese dopo la fioritura: perenne.

D. digitata(1) Lam. - D. pentaphyllos β, γ L.; D. pentaphyllos Poll.; Dentaria rossa del Dalecampio Pona; Dentaria pentuphyllos, foliis mollioribus Segu. - Boschi e luoghi selvatici delle zone montana e subalpina: e così nel monte Baldo, in di versi luoghi (Segu., Poll., Moretti); segnatamente nella valle di Noveza (De Bracht), alle Fassole, all'Artillon! (e Pona, Mang.) nella valle degli Ossi (A. Mass.!) ecc.; sui Lessini ove la specie precedente (Segu.) e segnatamente verso la Sega!, a Velo (A. Mass. !) ecc. Fiorisce e fruttifica come le specie precedenti: perenne.
[(1) = Cardamine pentaphyllos (L.) Crantz- n.d.c.]

D. pinnata(1) Lam. - D. pentaphyllos α L. - Ove la precedente nel monte Baldo; e così in Noveza (Poll.), alle Fassole e nei boschi circostanti al Pian della Cenere!, in valle dell'Artillon (Jan. Mang. ecc.), ai Pianetti (Facch.); probabilmente crescerà pure sui Lessini. - Fiorisce e fruttifica nella stessa epoca delle specie precedenti: perenne.
[(1) = Cardamine heptaphylla (Vill.) O.E. Schulz - n.d.c.]

D. bulbifera L. Poll. - Coralloide del Cardo Pona, Dentaria heptaphyllos baccifera Segu. - È presso di noi la specie più frequente di questo genere e cresce copiosamente nei luoghi boschivi e selvatici della zona montana e subalpina: e così nel monte Baldo in Noveza!, ai Lavacci!, nella selva di Avio (Segu.), all'Artillon (Pona, Poll., Mang.), ai Pianetti (Facch.) ecc. e sui Lessini ai Trachi !, nei pascoli a Castelvero! (e A. Mass. !) nei monti di Tregnago; sul monte Bolca a Vestena! (e A. Mass.!) ecc. - Fiorisce da maggio a luglio: perenne.


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Tribus 2.  -  Sisymbrieae.

Hesperis L. - H. matronalis L., Poll. - È coltivata presso di noi nei giardini in molte varietà e qualche volta si incontra fuggiasca da questi nelle macerie, nelle rupi ecc.

Sisymbrium L. - S. officinale Scop. - Erysimum officinale L., Poll.: Erisimo Calc.; Irio ovvero Erisimo et Verbenaca maschio Pona; Erysimum vulgare Segu. - Erba cornacchia - Radeci falsi o salvadeghi. - Cresce abbondantemente lungo le vie, presso i muri, nei luoghi incolti, fra le macerie, dal piano alla zona montana. - Marzo-settembre: annuo.

S. Loeselii L., Poll. - Raro nei campi, sulle macerie, nelle vicinanze delle abitazioni: il Pollini scrive (fl. II, p. 414): " Saepe... Decerpsi in ruderatis urbis Veronae e regione Portae Episcopi"; e noi lo abbiamo ripetutamente raccolto in un campo presso la stazione ferroviaria di Porta Vescovo verso Porto S. Pancrazio: cresce pure rarissimo nella valle dell'Alpone, nei campi presso Monteforte!. - Giugno-luglio: annuo e bienne.

S. Columnae(1) L., - Raro nei vecchi muri: nell'Alto Agro veronese al Castello di Valeggio! ove è stato primieramente scoperto da G. Rigo!, e con la specie precedente, nella valle dell'Alpone presso Monteforte. Giugno-luglio: annuo, forse bienne.
[(1) = Sisymbrium orientale L. - n.d.c.]

S. Sophia(1) L., Poll. - Una spezie di Nasturzio presso il Gesnero Pona; Sisymbrium annuum, Absinthii minoris folio Segu. - Variat:
- β heterophyllum Goir. - Bullet. Soc. Bot. Ital. in N. G. Bot. Ital., XXIII, p. 349.
Lungo le vie, sui muri, nei campi, nei luoghi incolti, sulle macerie: non può dirsi presso di noi specie volgare; però cresce copiosamente presso Verona in Campomarzo! (e Segu., Poll.); S. Michele! (e Poll.).


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Porto S. Pancrazio!; la Strà di Caldiero!; Castagnè alle falde dei Lessini (A. Mass. !); nell'Alto Agro veronese a Tombetta!, Tomba!, S. Massimo!, Chievo! (e Pona), Bosco Mantico! ecc.; nella valle di Caprino, (Poll.); alle sponde del lago di Garda a Lazise (Font.): la var. β presso S. Pancrazio! - Aprile-settembre: annuo.
[(1) = Descurainia sophia (L.) Webb ex Prantl - n.d.c.]

Alliaria Scop. - A. officinalis(1) Andrz. - E. Alliaria L., Poll. (excl. syn. Ponae?); Alliaria Calc.; Hesperis Allium redolens Segu. - Erba Alliaria. - Variat:
- β pumila: vix spithamea.
Comune nei luoghi incolti e selvatici, nelle siepi, nelle vie ecc.: frequentemente gregaria: dalla pianura e dai dintorni di Verona, p. e. Campomarzo, Valdonega ecc.!, e dai colli, p. e. Spredin! (m. 456) alla zona montana che appena raggiunge in qualche punto, p. e. nella valle d'Illasi sul monte Viacara (m. 591; A. Mass.!). - Fiorisce in aprile e maggio; fruttifica in giugno e luglio: bienne e perenne.
[(1) = Alliaria petiolata (M. Bieb.) Cavara & Grande - n.d.c.]

Erysimum L. - E. cheiranthoides L. - Nei campi e sulle rupi delle zone collina e montana sui Lessini e singolarmente nelle loro diramazioni verso la pianura: e così nella alta Valpantena ed a cavaliere di questa con la Valpolicella sotto a monte Tondo!; nelle colline sopra Quinzano! ecc.; però non può dirsi specie comune. - Da giugno ad ottobre: annuo.

E. odoratum Ehrh. - E. hieracifolium β grandifiorum Parl. fl. it. cont. da T. Caruel IX, p 938. - Nei muri ed al margine dei campi e dei fossi nella Valpantena!, a Montorio!, vaio di Squaranto ecc. - Fiorisce in giugno e luglio, fruttifica in luglio ed agosto: bienne.

E. crepidifolium Reicb. - Raro sulle rupi nella Valpolicella, scopertovi dall'illustre Kellner (Erb. centr. di Firenze !). È questa l'unica stazione per questa specie sinora sconosciuta per l'Italia. - Fiorisce di primavera, fruttifica un mese dopo la fioritura: bienne.


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E. cheiranthus Pers. - Stirps polymorpha. Variat:
- α lanceolatum (R. Br.). - Leucoio giallo montano Pona; Hesperis Leucoii folio serrato, siliqua quadrangula Segu.; Cheiranthus erysimoides Poll. viag., fl. var. α; Erysimum hieracifolium Poll. viag. non fl.; E. Cheiranthlts α alpinum Parl. fl. it. cont. da T. Carruel, IX p. 940. - "Occurrit: a) subvarietas vel forma pumila, caule vix 20 cm. alto. E. pumilum Gaud.?".
- β helveticum (Dr.) - E. Cheiranthus β medium Parl. fl. it. cont. da T. Caruel, IX, p. 941. - "Occurrunt subvarietates vel formae b) rhaeticum (Dc.) et c) aurantiacum (Leyb.)".
- γ australe (Gay.), Parl. l. c. - E. Canescens Roth. -
Il Leucoio silvestre Ongarico del Clusio Pona., Hesperis Leucolii folio non serrato, siliqua quadrangula Segu., Cheiranthus erysimoides Poll. fl. var. β, verisimilmente contemplano le nostre due varietà β e γ.
Questa Bassicacea cresce abbondantemente nei luoghi sassosi e rupestri, nelle ghiaie e nella sabbia dei corsi d'acqua specialmente dei torrenti, nei muri, ecc. dall'alta pianura veronese alla zona montana ed anche alla subalpina (Pona, Segu., Poll., A. Mass., Vis., Mang. ecc.): la var. α nella Valpantena e nei vai dell'Anguilla, del Falcone ecc.; nella valle di Squaranto; nella valle d'Illasi; nella Valpolicella; nel monte Pastello; nella val d'Adige alla Chiusa sulla sinistra del fiume, e sulla destra ad lncanale, a Preabocco ecc.; sul monte Baldo lungo la salita alla Corona e Spiazzi ecc.!, e per testimonianza di Pona nella valle dell'Artillon (m. 1500): la var. β cresce in unione alla precedente ed è stata raccolta a Verona nel letto dell'Adige: la var. γ nei luoghi rupestri ben soleggiati in tutta la collina e sui monti minori, e così nella valle di Caprino; nei colli benacensi; alle falde del monte Baldo tanto sul versante orientale quanto sull'occidentale; nei colli sopra Quinzano; sul


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monte Tondo; nella collina veronese in Valdonega; nella Valpantena a Spredin, Romagnano, Santa Viola ecc.; nella valle di Squaranto e nelle colline sopra Montorio ecc.!. - Dipendentemente dalla condizione delle stazioni fiorisce da aprile a luglio e fruttifica poco dopo la fioritura: però la var. γ si trova tuttora in vegetazione anche in ottobre e novembre: perenne.

Conringia Rchb. - C. orientalis Andrz. - Erysimum orientale et E. perfoliatum Crantz.; Brassica orientalis L., Poll.; B. campestre del Clusio, ch'è la Perfoliata siliguosa degl'Inglesi Pona; B. campestris perfoliata flore albo Segu. - Cresce copiosamente nei campi dalla alta pianura veronese alla zona montana nella intera Provincia (Pona, Segu., Poll., A. Mass. !, Kellner, De Bracht, Rainer, Mang.!): e così nelle vicinanze di Verona, nelle macerie fuori le porte e nei pressi di Campomarzo e nelle sabbie dell'Adige!; a S. Martino ed alla Musela (Segu., Poll.); nella Valpantena alle Stelle, Novaglie ecc.! e presso Grezzana, Cavolo, Stalavena, pian di Fiamene, Giare !; sui Lessini sul monte S. Viola, Cerro, S. Anna d'Alfaedo (m. 936) ecc.!; nella valle d'Illasi sui monti Precastio e Gardon (A. Mass. !); nella Valpolicella ad Ospedaletto e S. Ambrogio (Poll.); nella val d'Adige presso la Chiusa (Pona); nella, val di Caprino e da questa salendo in alto pel monte Baldo verso Prà Bestemià ed i Masi (Poll.) e più in alto a Spiazzi (m. 820) nel marzuolo ovvero fra le patate! ecc. - Fiorisce da giugno ad ottobre: è in fruttificazione appena terminata la fioritura. Scrive il Pollini che: "Species haec apud nos neglecta colitur in Iapone ob semina; e quibus oleum pro lucernis exprimitur". - È pianta annua. È da ricercarsi presso di noi: C. austriaca Presl., che probabilmente è tutto al più una varietà di G. orientalis.


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Tribus 3.  -  Brassiceae.

Brassica L., Poll. - B. campestris L., Poll. var. α. - B. campestris var. oleifera Dc. - Rapa selvatica, Rapaccini. - Colzato, Colza. - È coltivata, ma si incontra quasi spontanea nei campi, lungo le strade ecc. - Fiorisce e fruttifica ripetutamente dalla primavera all'autunno: annua e bienne. È pianta di incerta origine, introdotta certamente da epoca remotissima e coltivata per i semi oleiferi.

B. Rapa L. Poll. - B. Rapa rapifera Metzg. - Rapa - Rava - Variat:
- α radice globoso-depressa. - Rapum rotundum Matth. - Rapa tonda.
- β radice oblonga - Rapum oblongum Matth. - Rapa longa.
Di incerta origine: è coltivata per le radici ingrossate le quali sono eduli; però si incontra qua e là subspontanea in vicinanza delle abitazioni e delle ortaglie. - Fiorisce in aprile e maggio: annua e bienne.

B. Napus L., Poll. - Variat:
- α oleifera Dc. - Napus silvestris Segu. - Ravizzone. - Ravazzon, Ravizon.
- β esculenta Dc. - B. napus var. β Poll.; B. Napus var. rapifera Metzg.; B. oleracea var. Nopobrassica L.; B. Napus var. Napobrassica Prantl. - Navone domestico bianco, giallo, nericcio. - Navon.
Si vuole originaria dalle sponde del Baltico e della Russia meridionale: la var. β è coltivata per i semi oleaginosi, ma si incontra quasi spontanea nei campi, lungo le strade e nelle macerie, dalla parte piana della Provincia - p. e. Campomarzo di Verona !, S. Michele! ecc. - alle zone collina e montana p. e. nella valle di Caprino salendo su per il monte


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Baldo ai Masi e Prà Bestemmià. (Poll.), presso Pesina sugli argini del torrente Boi !, presso la Ferrara! ecc., e nella valle d'Illasi presso Tregnago !: la var. β è coltivata estesamente per gli usi della cucina. - Dalla primavera all'autunno: annua e bienne.

B. oleracea L., Poll. - Cavolo, cavolo selvatico. - La forma tipica, spontanea, salvatica - B. silvestris Mill. - non cresce presso di noi: ma da questa pianta di antichissima coltura, si sono ottenute numerose e svariatissime razze; che coltivansi nelle ortaglie, - talune dalla pianura ai limiti della zona montana, formando argomento di estesissimo commercio tanto di importazione come di esportazione: - ecco le razze veronesi:
(a) acephala Dc. - B. oleracea β viridis L. et B. oleracea γ rubra L. - Verze zucole.
(b) capitata L. - Cavolo cappuccio bianco e rosso - Capuzzo, Capuzzo trentin, Capuzzi.
(c) sabauda L. - B. oleracea bullata Poll. - Verza. - Verzo, Verze invernizze, Verze rizze, Verze zinquantine.
(d) gongilodes L. - B. oleracea a caulorapa Poll. - Cavol-rapa. - Verza navona.
(e) Botrytis L., Poll. - "Tres occurrunt formae: a) alba: caule humili, capitulis crassis albis vel luteolis. - Cavolo fiore. - b) Viridis: caule elatiore, capitulis minoribus luteo-viridulis. - Brocoli. - c) rubra: capitulis rubris vel rubescentibus". - Brocoli imbriagoni*.
Si vede pertanto che le varietà coltivate derivanti da B. oleracea si schierano in tre categorie; di quelle cioè delle quali si mangiano le foglie (Cavoli), o il fusto ingrossato non la radice (Cavoli-rape), o l'infiorescenza sformata per i fiori in gran parte abortiti (Cavolifiori e Brocoli): alla prima appartiene la var. gemmifera (Cavoli di Bruxelles) Dc., la quale da qualche anno, importata però dal di fuori, fa comparsa


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sulle nostre piazze. Sono stimatissimi i Broccoli veronesi, e di questi annualmente se ne fa una esportazione grandissima: vengono quindi coltivati sopra vasta scala specialmente nella zona della collina nelle tre sotto varietà rispondenti alle denominazioni di Bonorivi, De mezo, Tardivi: 1e Verze preferiscono la pianura: i Capuzzi stanno ottimamente anche nella zona elevata tanto sul monte Baldo quanto sui Lessini e negli orticelli attorno alle malghe (Baiti) se ne osservano campioni bellissimi per il loro volume e per il sapore eccellenti: - Maggio-luglio: annuo e bienne.

Sinapis L. - S. nigra L., Poll. - Senapa, Senapa nera. - Senape, Ravanele. - È coltivata, ma accidentalmente incontrasi qualche volta fra le messi: p. e. in Campomarzo di Verona!. - Giugno-luglio: annua.

S. alba L., Poll. - Avventizia fra le macerie, negli orti, lungo le strade e nelle messi, nei dintorni di Verona!; presso al lago di Garda (Clementi). - Primavera ed estate: annua.

S. arvensis L., Poll. - Brassica Sinapistrum Boiss.; B. Sinapis Vis.; Sinapi arvense praecox, semine nigro et S. arvense praecox, semine nigro, foliis integris Segu. - Senapa selvatica. - Ravanele*. - Variat:
β - orielitalis (L., Poll.).
Frequentissima nei campi, fra le messi ecc. per tutta la Provincia innalzandosi con le coltivazioni dalla pianura alla zona montana.!, e (Segu., Poll., Mang.!, A. Mass.! ecc.): la varietà cresce promiscuamente alla forma tipica. - Fiorisce e fruttifica, dipendentemente dalle condizioni delle stazioni, dalla primavera all'autunno, e frequentemente due volte nello stesso periodo di tempo. - Annua.

Erucastrum Schmp et Spn. - E. obtusangulum(1) Rchb. - Brassica Erucastrum All. et auct. mult. non Poll.!: B. obtusangula Bert., Arcang. - Cresce sugli scogli


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al lago di Garda (Facch., Perini), a Riva (Porta Rigo!, Gelmi): in Verona rinvenuta al piede di un muro al Pallone, e certamente avventizia. - Il prof. Caruel (fl. it. ecc. p. 1005) dice, citando Pollini, copiosa questa specie nel Veronese tratto in inganno dalla falsa determinazione dell'autore della Flora veronensis che nella sua Brassica Erucastrum intese descrivere Diplotaxis muralis. - Aprile-agosto: annua.
[(1) = Erucastrum nasturtiifolium (Poir.) O.E. Schulz - n.d.c.]

Diplotaxis Dc. - D. tenuifolia Dec. - Sisymbrium tenuifolium L., Poll.; Eruca silvestris Calc.; Eruca silvestris major lutea caule aspero Segn. - Rucola*. -
"Variat foliis omnibus lanceolatis, acutis, integerrimis (D. tenuifolia var. β Bertol. fl. it. 7 p. 71): et foliis magis incisis quam in forma typica, laciniis abbreviatis, crassioribus, margine revolutis".
Comune nei campi e luoghi coltivati od incolti, negli argini, nei muri, lungo le vie, nelle macerie ecc. dalla pianura alla. zona montana, nella quale man mano si va facendo sempre più rara!: " in ipsa Urbe, locis ruderatis et in incultis provenit, nascitul etiam copiose in summitate Amphitheatri, et juxta semitas (Segu. pl. ver. I, p. 394:) ed oggi pure questa specie può osservarsi rigogliosa sull'Ala, sui gradini e nei Covoli dell'Arena.! - Aprile-novembre: principia a fruttificare non ancora terminata la fioritura, talchè sopra l'istesso graspo si osservano fiori e frutti. Perenne.

D. muralis Dc. - D. tenuifolia α Bertol.; Sisymbrium murale L.; Brassica Erucastrum Poll. excl. syn.!. - Rucola*. - "Variat caule plus minusve elato, quandoque fere ascapo, nudo, laxe folioso, vel inferne brevi tractu folioso, foliis dense approximatis, etc."
- β biennis Rouy et Foucaud.
Ove la precedente e nella stessa epoca, dalla pianura p. e. Verona!, alla zona montana, p. e. Spiazzi sul monte Baldo (m. 820), S. Anna sui Lessini (m. 936),


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ad ogni modo però si dimostra meno abbondante di essa!. La var. β si incontra nelli stessi luoghi nei quali cresce la forma tipica: è, p. e., abbondantissima nelle siepi e lungo le vie nella valle di Caprino!. - Annua e bienne.
Il Bertoloni parlando della var. z; della sua D. tenuifolia che è per lo appunto la vera D. muralis, scrive: "Dantur quoque individua, quae nescias, an referas ad hanc varietatem, vel ad ipsum typum (fl. it, 7, p. 73)". Tali forme non mancano presso di noi e potrebbero forse corrispondere a D. intermedia Schur. - Presso di noi, nelle campagne ed in generale dalla gente del popolo, le foglie tanto di D. telluifolia quanto di D. muralis si mangiano in insalata al pari di quelle di Eruca sativa, di qui la denominazione vernacola di Rucola data sì all'una che all'altra.

Eruca Dc. - E. sativa Lam. - Brassica Eruca L., Poll. - Rucola, Rucchetta. - Ruca, Rucola. - "Colitur in hortis ob herbam in acetariis edulem, sed sponte quandoque huc illuc occurrit, forte ex agris cultis migrata (Poll. fl. II, p. 401)": ed infatti è stata raccolta in Verona presso Castel S. Pietro! e nei campi fuori Porta nuova!, ed eccezionalmente al piede del muro di una casa nella piazza di S. Anna d'Alfaedo (m. 936) sui Lessini!. - Fiorisce secondo i luoghi da marzo a luglio: fruttifica non appena ultimata la fioritura. Annua.

Tribus 4.  -  Cakilineae.

Raphanus L. - R. sativus L., Poll. - Radice, Radicina, Ramolaccio. - Coltivasi comunemente per gli usi domestici, ma si incontra sporadico nei campi, nelle macerie, presso le abitazioni: e così, p. e.) nei dintorni di Verona!, a Caprino veronese!, nella valle


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d'Illasi presso Tregnago (A. Mass.!) - Il R. sativus presenta diverse sottovarietà:
(a) oleifer Dc. - "Radice exili longa vix carnosa" - Rafano della China. - Si coltiva in qualche luogo, non presso di noi, per i suoi semi oleosi.
(b) Radicula (Pers.) - R. secundus Matth.; R. sativus var. β Poll. - Radicine, Ravanello, Ravanello rosso e bianco. - Ravanini. - "Radice minori, carnosa, tenera, acri, alba, rosea; rubra, subglobosa, sphaerica vel depressa, saepe oblongo-conica".
(c) griseus Hausmn. - R. primus Matth.; R. sativus var. α Poll. - Radice, Ramoraccio, Ramolaccio. - Ravano. - "Radice mediocri plus minus carnosa, tenera, saepe, acri, alba, rosea, violacea, luteola, sordide alba, grisea, subglobosa vel oblongo - conica."
(d) niger (Mill.) - R. sativus var. γ Poll. - Ramolaccio nero corrispondente al vero Rafano officinale (Radix Raphani nigri). - Ravano, Ravano nero. - "Radice maiori, crassa, carnosa, duriuscula quandoque sublignosa, sapore acerrima, extus nigra, intus raro alba, saepius nigrescente vel sordide alba".
La pianta secondo i luoghi fiorisce da aprile a luglio, e fruttifica un mese dopo la fioritura: i Ravani però ed i Ravanelli si portano sul mercato può dirsi durante tutto l'anno. - Annuo, raramente bienne.

R. raphanistrum L., Poll.! - Raphanistrum arvense Goir.! app. bot. p. 35; R. segetum, flore luteo vel pallido Segu.?
Rapastrelli. - Ravani salveghi*, Ravanele*. - Variat:
- β R. Landra Poll. cum ic. fl. III, tab. IV, fig. 9 an R. Landra Moretti?
Il R. Raphanistrum cresce in diversi punti della Provincia nei campi e prati arenosi, fra le messi: Seguier scrive che, inter segetes fequens occurrit, ma, si è incerti se intenda piuttosto questa pianta ovvero R. Landra, seppure colla sua frase non comprende entrambi; Pollini lo indica fra le messi nella bassa pianura


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veronese; e fra le messi lo raccolse A. Massalongo nella valle d'Illasi presso Tregnago!: e copiosissimo e quasi gregario lo si trova nei campi e pascoli arenosi sull'altipiano e nelle morene di Rivole veronese, ed alquanto più a nord e sotto al paese nel luogo detto campo della morte a breve distanza dall'Adige!. La var. β è indicata dal Pollini inter segetes humiliors planitiei, praesertim haud longe a Mantua, ma senza altra indicazione più precisa: del resto il Pollini (fl, ver., III, p. 803-4) non sa vedere esattamente per quali caratteri il suo R. Landra differisca da R. Raphallistrum, e si domanda se la pianta descritta ed effigiata da lui, non sia forse una varietà flore flavo di questa seconda: "plura melioraque specimina in Insubria collecta me dubium fecere num sit distincta a R. Raphanistri var. γ flore flavo Dc." inoltre il R. Landra genuino è appena da ritenersi una sottospecie di R. Raphanistrum, ed infatti si incontrano (p. e. nel Nizzardo ! esemplari del vero H. Landra che mal si sanno distinguere da R. Raphanistrum, e non solo, chè, forme tanto dell'uno come dell'altro, per le radici, per le foglie, per la eguaglianza nei fiori, per le variazioni nelle tinte di questi, per i frutti si confondono quasi con R. sativus, talchè sarebbe da dubitare che quest'ultimo sia da considerarsi come una razza domestica mostruosa di R. Raphanistrum (conf. Car. o. c. p. 1021). - Fiorisce e fruttifica da maggio a luglio, e nuovamente da agosto ad ottobre. Annuo e bienne.

Rapistrum Desv. - R. rugosum All. - Cakile rugosa Poll. - Ravanele*. - Variat:
- α scabrum Host. - Cakile rugosa Poll. fl. var. α; Myagrum rugosum Poll. viag.
- β glabrum Rost. - Cakile rugosa Poll. fl. var. β; Myagrum striatum Pollini viag.; Rapistrum monospermum Segu.


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Crescono copiosamente nei campi, nei seminati, nei luoghi ghiaiosi incolti della intera Provincia, dalla pianura alla zona montana tanto α quanto β (Poll., Mang.! ecc.): e così nei dintorni di Verona e nella sua collina!.; nella bassa pianura a Bevilacqua, Minerbe, Valese, Oppeano (Poll. var. β); presso al lago di Garda a Lazise (De Bracht), Castelletto di Brenzone!, Riva ed Arco (Gelmi); nella valle di Caprino ad Onè, la Vettora Boi, Pesina ecc. e più in alto a Pazzon ecc.!; nella valle d'Illasi a Tregnago (A. Mass.!) ecc. - Fiorisce e fruttifica da maggio e giugno, a giugno e luglio: frequentemente le piante rifioriscono una seconda volta dopo le prime piogge autunnali. Annua.

Tribus 5.  -  Alyssineae.

Lunaria L. - L. annua L., Poll. - L. biennis Moench. - Argentina. - Lunaria, Argentaria, Argentina, Erba o fior de seda *. - È coltivata nei giardini come pianta di ornamento ma trovasi sporadica e quasi selvatica in diversi punti del Veronese: e così nella collina di Montorio presso la Pezza!, sui Lessini a Cerro veronese nei pressi della Chiesa e del cimitero ove cresce copiosissima!, alle falde orientali del monte Baldo sopra Pazzon in Valsecca alta! (m. 450), in vicinanza al lago di Garda a Colà! e presso Villa ed Arco (Hsmn.); sopra Avesa salendo alla Cola presso la villa Guardini!(1) Noi sospettiamo che a questa specie, non alla seguente, sia da riferirsi la L. odorata di Calzolari e da questi indicata in valle di Caprino, non sembrandoci questa per ragione di altitudine, stazione propizia per la nostra pianta. - Fiorisce in aprile e maggio; fruttifica in giugno e luglio: bienne. I rami portanti le silicule perfettamente mature e prive delle loro valve talchè rimanga il solo setto, sono adoperati dalle


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fioraie per confezionare mazzi di fiori secchi, specialmente durante l'inverno.
(1): Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678 - (n.d.c.)

L. rediviva L., Poll. fl. excl. primo e duohus syn. Calc.? - L. graeca Calc.; L. odorata maggiore degli erbarj. Pona; L. major, siliqua longiore Segu. excl. primo e duobus syn. Calc. - Luoghi ombrosi umidi dalla zona montana alla alpina; e così sul monte Baldo in Mon Maor (Calc.), bocca di Navene (Pona) , nella valle del Pissol presso la Ferrara! e (Mang.), nella selva di Avio e specialmente lungo la strada che da questo paese conduce al Pian della Cenere! (e Segu., Poll., Rigo !), ed in altri luoghi ancora (Pittoni in Hsmn.); sui Lessini nella Valbona di Ala (Gelmi), al Tinasso (Segu., Poll.). - Fiorisce in maggio e giugno; fruttifica in luglio ed agosto: perenne. - Contrariamente a quanto fa il Bertoloni noi, sempre per la considerazione della altitudine, riferiamo la Lunaria greca di Calzolari a L. rediviva, mentre in quella vece la Lunaria odorata di questo autore considerata da Bertoloni quale sinonimo di quest'ultima crediamo voglia significare L. annua.

Fibigia Medic.(1) - F. clypeata Medic.(1) - Alyssum clypeatum L.; Lunaria clypeata Poll.; Farsetia clypeata R. Br.; Lunaria Leucoiifolio, siliqua oblonga majori Segu. - Rara: Seguier e Pollini indicano questa Brassicacaea nei monti e colli della Valpantena presso Grezzana ed Alcenago, e quivi in tempi più vicini a noi la raccoglieva pure A. Massalongo!: ma oggidì F. clypeata sembra scomparsa da questa stazione, si mantiene invece, e probabilmente da epoca remotissima, in Verona fra le rupi del Giardino Giusti! (e Poll., De Bracht, A. Mass.!, Rainer, Mang.). - Fiorisce da maggio a giugno; fruttifica in luglio: bienne?
(1) Medik. - n.d.c

Berteroa Dc. - B. incana Dc. - Alyssum incanum L.; Farsetia incana R. Br. - Accidentalmente in Campomarzo


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di Verona sul finire della primavera dell'anno 1883 nelle sabbie depositate dal fiume Adige per la disastrosissima piena dell'anno antecedente!: è da notarsi che questa specie cresce in molti punti dell'alta valle dell'Adige (Hausmann fl. von Tir. p. 88). Gregorio Rigo ha pure raccolto B. incana non lungi da Desenzano: nella città stessa di Verona, si mantenne durante alcuni anni nella strada Tezon a poca distanza dall'Adigetto.

Koniga R. Br. - K. maritima(1) R. Br. - Alyssum maritimum Lam.; Goir.! bullett. della S. B. it. in N. G. B. I. vol. XXIII, p. 349. - Questa pianta comunissima nelle rupi e nei poggi della regione marittima è coltivata presso di noi in aiuole o per bordura nei giardini. Ma oggidì è fatta quasi selvatica negli orti stessi ed accenna ad emigrarne; talchè si trova qualche volta lungo le vie della città, come pure fuori le mura di questa, per esempio nelle macerie a Porta Vittoria e Porta Nuova. - È singolare che malgrado K. maritima sia propria a zone e regioni più temperate e maggiormente calde della nostra, pure non solo presso di noi fa ottimamente, ma dimostra una forza di resistenza singolare; perchè non solo regge ai freddi invernali, ma anche negli inverni più rigidi, offre negli orti tracce di fioritura e di fruttificazione!. - Perenne.
[(1) = Lobularia maritima (L.) Desv. - n.d.c.]

Alyssum L. - A. montanum L., Poll. Jonthlaspi luteo flore, incanum montanum δισχοιδες (= discoides - n.d.c.) Segu. - In luoghi asciutti e sterili, nelle rupi, fra i sassi ecc.; non comune: e così nella collina veronese in diversi punti e nelle vicinanze di Grezzana!, ivi già indicato da Seguier e Pollini; nel colle delle Ungherine seguendo la strada che da Avesa conduce al Maso!, e così pure nei colli sopra Quinzano e Parona d'Adige!; nel monte Baldo alle sue falde meridionali lungo la strada che da Caprino va ai Lumini!: sui Lessini


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nei monti Zovo e Castello sopra Romagnano e sul monte S. Viola !, a S. Anna d'Alfaedo!, monte S. Giovanni di Fosse!, contrada Coste sotto al Corno d'Aquilio! ecc. (m. 1100). - Secondo le stazioni fiorisce in giugno, luglio, agosto; fruttifica non appena ultimata la fioritura: perenne.

A. calycinum(1) L., Poll. - Alysson incanum, Serpylli folio, minus. Segu. - Comune e frequentemente gregario nei luoghi incolti e sassosi, nei campi aridi e secchi, sui muri, lungo le vie ecc. in tutta la Provincia dal piano alla zona montana, crescendo p. e. sul monte Baldo agli Spiazzi! (m. 820). - Fiorisce da aprile ad agosto dipendentemente dalla altitudine; fruttifica non appena ultimata la fioritura: annuo.
[(1) = Alyssum alyssoides (L.) L. - n.d.c.]

Draba L. - Sect. 1. Aizopsis Dc. - D. aizoides L, Poll. - Philon Calc.; Sedo petreo montano del Lobelio et Fillo Theligono del Dalecampio Pona; Alysson alpinum hirsutum luteum Segu. - Rupi e pascoli elevati nei monti veronesi: nel monte Baldo (Calc., Pona, Segu., Poll., Barbieri, Rainer, Heufler, Mang. !, ecc.) in Costabella, Naole, Valfredda, val delle buse, Coal santo, Monmaor cima di Valdritta, Sassetto ecc.!: sui Lessini al Corno d'Aquilio!, Podesteria!, Malera! (e A. Mass.!). Velo alle Gozze (A. Mass.!), Roverè di Velo (A. Mass. !), Posta!, Campobrun!, la Lora!, cima tre croci !, alle Frasele!, Zeola! ecc. - Fiorisce da Maggio ad agosto: fruttifica nel mese seguente alla fioritura: perenne.

Sect. 2. Leucodraba Dc. - D. tomentosa. Wahl., Goir.! app. bot. p. 36; D. stellata Poll. - Rarissima sul monte Baldo alla punta del Telegrafo (m. 2200), nella valle delle pietre ed in Valdritta!: a questa specie riferiamo D. stellata Poll. (fl. II, p. 350) trovata dal Moreni sulle alpi veronesi. - Luglio-settembre: perenne.

Sect. 3. Drabella Dc. - D. muralis L., Poll.!. - Cresce in luoghi aridi, selvatici, sassosi ed asciutti, sui muri


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e lungo le vie; non sembra abbandonare l'Alto Agro veronese, nè può dirsi presso di noi pianta comune: e così presso Valeggio lungo il Mincio nelle formazioni Moreniche (Poll.); al Chievo! (e De Bracht) ed al Bosco Mantico! (e Mang.!); a Cadidavid, S. Giacomo, Tombetta, Tomba, Scuderlando!; nelle ortaglie e giardini di Verona in Pradavalle (A. Mang,!) nell'orto che fu della contessa Faella, e nel giardino del R. Collegio degli Angeli!. - Fiorisce da marzo a maggio: fruttifica da aprile a giugno: annua.

Sect. 4. Erophila Dc. - D. verna(1) L. - Poll. - Erophila vulgaris Dc.; Alysson vulgare, Poligoni folio, caule nudo Segu. pl. ver. I, cum ic. tab. IV, fig. 3. - Fame - "Stirps polymorpha: in ditione nostra frequentiores occurrunt formae: a) praecox (Stev.) - Erophila obovata Iord.; b) glabrescens Rouy et Foucaud. - E. glabrescens Iord.; c) Krocheri (Andrz.) sub Erophila, d) stenocarpa (Iord.) sub Erophila ecc.: conf. Iordan pug. pl. nov." - Abbonda nei luoghi erbosi, nei pascoli, nelle ghiaie, nei muri della intera Provincia, nella pianura, nell'Alto Agro veronese, nella collina!; più raramente si incontra nella zona montana, e così nel monte Baldo dalla valle di Caprino ai Masi ed al Prà Bestemmià (m. 700, Poll.); è rarissima nella zona subalpina, nella quale cresce sul monte Baldo in val Basiana alla altitudine di circa 1300 m.!: è pianta ordinariamente gregaria e le sue numerosissime forme può dirsi crescano promiscuamente; segnaliamo in modo speciale la var. Krocheri al margine in un piccolo ruscello al piede del colle delle Ungherine nel vaio Borago presso Avesa!. - Dipendentemente dall'andamento delle stagioni fiorisce da febbraio ad aprile nel piano e nella collina, in maggio e giugno nelle stazioni maggiormente elevate; fruttifica subito dopo terminata la fioritura: annua.
[(1) = Erophila verna (L.) DC. - n.d.c.]


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Petrocallis R. Br. - P. pyrenaica. R. Br. - Draba pyrenaica L., Poll. - Vive nelle fessure delle rupi elevatissime (m. 1800-2200) e nelle sassaie: sul monte Baldo in Monmaor! (e Poll., A. Mass. !), nella valle degli ossi! (m. 2184), cima di Valdritta!, al Sassetto! ecc., e sui Lessini in Campobrun e sul monte Posta!. - Fiorisce in giugno e luglio; fruttifica da luglio a settembre: perenne.

Cochlearia Tournf. - C. Armoracia(1) L., Poll. - Armoracia rusticana. Rota. - Armoraccio, Barbaforte - Cren. - Probabilmente oriundo dall'Europa temperata orientale (A. Dc.), il Cren è coltivato in tutte le ortaglie per le radici le quali vengono portate sulle piazze, e quindi triturate o grattugiate sono adoperate come salse: dalla pianura ai monti è difficile trovare l'orticello di un contadino senza un ceppo di questa Brassicacea!. Si incontra sporadica qua e là, rigettata dagli orti, ma non può dirsi inselvatichita: e così presso Verona nell'isolotto del Pestrino (Kellner, Mang.); nella Valpantena in una siepe presso Novaglie!; nella collina di Montorio alla Pezza!; in una ortaglia ad Illasi! ecc. - Fiorisce in maggio e giugno: perenne.
[(1) = Armoracia rusticana G. Gaertn., B. Mey. & Scherb. - n.d.c.]

C. officinalis L. - Coclearia. - Era una volta coltivata ad uso medicinale negli orti: oggidì non è più adoperata.



Kernera Med. - K. myagrodes(1) Med. - Cochlearia saxatilis L.; Alyssum myagrodes All., Poll.; A. alpinum foliis circa radicem subovatis, serratis, in orbem circumactis Segu.; Thlaspi alpino petreo con aspetto di Miagro Pona. M. B. p. 185, fig. Variat:
- β uriculata Lam.
Cresce nelle rupi delle zone alpina e subalpina dalle quali, seguendo le valli, si avvicina alla pianura raggiungendo qualche volta la collina: e così nel monte Baldo alle sue falde orientali fra Brentino e la Corona! (e Poll., Caruel), nella Valfredda ed in


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tutte le valli alpine che ne solcano tanto il versante orientale quanto l'occidentale (e Pona, Segu., Heufler ecc.); nel monte Pastello! (e De Bracht, Mang.!); sui Lessini nel vaio dell'Anguilla!, presso Chiesanuova !, Corno d'Aquilio!, Revolto ! ecc.; Castelvero fra la valle d'Illasi e la valle dell'Alpone (A. Mass.!) ecc.: la var. β cresce frammista alla specie, p. e. sul monte Baldo lungo la strada da Brentino alla Corona.! - Fiorisce da maggio a luglio dipendentemente dalla altitudine; fruttifica nel mese seguente: perenne.
[(1) = Kernera saxatilis (L.) Sweet - n.d.c.]

Camelina. Crantz. - C. sativa Crantz. - Myagrum sativum L.; Alyssum sativum Poll.; Miagro Calc.; Alysson segetum, foliis auriculatis acutis Segu. - Camarina, Camellina. - Semenzine. - Variat:
- β microcarpa. Andrz.
- γ silvestris Wallr.
Cresce comunissima ovunque (Calc., Segu., Poll., Tonini !, Mang.!) nei campi, fra le messi, lungo le vie ecc. dal piano alla zona montana, e nella città stessa di Verona lungo l'Adigetto!: le varietà crescono promiscuamente alla forma tipica. - Aprile-ottobre: annua e bienne! - Era una volta coltivata per i semi dai quali ricavavasi olio da ardere; introdotta presso di noi a tale scopo, si è col tempo naturalizzata.



Tribus 6.  -  Thlaspideae.

Thlaspi L. - T. arvense L., Poll. - T. arvense siliquis latis Segu. - Raro nelle vicinanze di Verona in Campomarzo! ed alle sponde del Benaco a Lazise (Font.): frequentissimo nei seminati della zona montana; e così sul monte Baldo Coltri e Spiazzi!, presso la Ferrara! (e Moretti, Poll.), Campedello!, Mori (Baronessa S. Salvotti!) e sui Lessini nel monte S. Viola!, Cerro veronese!, S. Anna d'Alfaedo!, S. Bartolomeo Tedesco e Campofontana (Segu.), Camposilvano!, Tregnago e Saline ecc. (A. Mass.!) ecc. - Da giugno a settembre dipendentemente dalla altitudine: annuo.


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T. alpestre L. - T. montanum Poll. var. α; Bursa-pastoris montana, Globulariae folio Segu. - Rarissimo: sul monte Baldo in excelsis nudisque jugis e rimis petravum oritur, scrisse Seguier; e sulle cime elevatissime fu raccolto da Facchini (in Bertol. fl. it. 6, p. 542) e da noi alla colma di Noveza e cima di Valdritta (m. 2218) ! - Giugno: bienne e perenne.

T. montanum L. non Poll. var. α - T. perfoliatum Poll. var. β (T. caule simplci, stylo exserto fl. ver. II, p. 375) excl. syn. - Cresce nei prati e campi della zona montana (Poll.); A. Massalongo lo raccolse nelle colline presso Tregnago!. - Fiorisce da maggio ad agosto: perenne. Il T. alpestre L. che Pollini, l. c., ritiene quale sinonimo della sua var. β del T. perfoliatum corrisponde in quella vece al suo T. montanum var. α; la figura del Clusio (rar. pl. hist. II, p. 131) non lascia a tale riguardo dubbio alcuno, e quindi a torto tanto il Bertoloni (fl. it. 6, p. 539), quanto il Caruel (fl. it. ecc. p. 704)) hanno ritenuto T. montanum var. α Poll. come sinonimo del vero T. montanum L.

T. praecox Wulf., Goir. app. bot. p. 36. - Thlaspi montanum Poll. var. β! - Cresce in luoghi asciutti erbosi, o sassosi nella regione collina e montana e specialmente fra la valle di Squaranto ed il confine vicentino (Bracht, Rainer, Mang.!, Rigo!): è raro infatti nel monte Baldo, p. e. alle sue falde presso Caprino veronese (m. 253) ! ed altrove (Vis.), mentre è copiosissimo alla Musella ed al bosco delle Ferrazze!, nella collina di Montorio!, alla torre Orti!, alla Pezza sopra Olivè!, nel piano di Castagnè e S. Rocco!, presso


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Marcellise! ecc., a nella valle d'Illasi (A. Mass.!) a Tregnago, Cà del diaolo !, Badia Calavena, Cagalati, Preara, M. Precastio, Far e principalissimamente sulla cima del monte Gardon. - Fiorisce in aprile e maggio, fruttifica non appena ultimata la fioritura: perenne.

T. perfoliatum L., Poll. var. α. - T. arvense perfoliatum majus Segu. - Erba montonella. - Cucheti*. - Comune nei campi e nei luoghi erbosi, ovunque dal piano alla intera zona montana. - Fiorisce da febbraio e marzo a giugno e luglio; fruttifica subito dopo la fioritura: annuo.

T. rotundifolium Gaud. - Iberis rotundifolia L. Poll. - Variat:
- β corymbosum Gaud.
Cresce copiosamente nei luoghi ghiaiosi molto elevati del monte Baldo e dei Lessini, avanzandosi qualche volta verso stazioni più basse seguendo le valli ed i torrenti alpini: e così sul primo (Poll., Rainer, Jan, De Bracht, Kellner, Mang.! ecc.) nelle valli alpine, che specialmente ne frastagliano il fianco Occidentale, degli ossi, delle pietre, larga, fonda, dritta ecc.!, Altissimo di Nago ecc.; e sui secondi nei monti Posta e Campobrun !, al passo della Lora e nel monte Zeola! (e Poll., A. Mass. !): la var. β assieme alla forma tipica. - Fiorisce in luglio ed agosto; fruttifica in settembre ed ottobre: perenne.

T. cepeaefolium(1) Koch. - Cresce ove la specie precedente, della quale da molti autori è considerato come una semplice forma, sul monte Baldo !, e sui Lessini, p. e. al passo Revolto ed alla Lora (Gelmi, Leyb.) - Fiorisce e fruttifica nella stessa epoca: perenne.
[(1) = Thlaspi rotundifolium subsp. cepaefolium (Wulfen) Rouy & Foucault - n.d.c.]

Hutchinsia. R. Br. - H. petraea(1) R. Br. - Lepidium petraeum L., Poll.; Nasturtium pumilum vernum Segu. - Frequentissimo nei pascoli, sulle rupi, in luoghi ghiaiosi, nei campi arenosi dal piano alla zona montana, più raramente nella subalpina e nella alpina:


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e così nelle vie di Verona! nelle quali venne pure rinvenuto da Seguier, e nelle vicinanze della città in Campomarzo! alle rive dell'Adige (e Seguier) e nelle sabbie e ghiaie del fiume alla rotta Fuini, al Pestrino, in Campagnola ecc.!; nella valle d'Illasi presso Tregnago! ecc.; nella Valpantena a Stalavena sotto le sengie Falasco! nella val d'Adige alla Chiusa, Ceraino, Dolcè ecc.!; nella valle di Caprino! e su pel monte Baldo in val Losana!, Coal santo, Monmaor ecc. (Barbieri, Poll.), nella valle di S. Zeno nei pascoli presso all' Eremo dei SS. Benigno e Caro ed alle falde occidentali presso Castelletto, Assenza, Cassone! e così pure a Malcesine (Lorej, Poll.). - Fiorisce e fruttifica secondo i luoghi da marzo ed aprile a maggio e giugno: annuo, maturoque semine, scrive Seguier, omnino exavescit.
[(1) = Hornungia petraea (L.) Rchb. - n.d.c.]

H. alpina(1) R. Br. - Lepidium alpinum L., Poll.; Nasturtium alpinum tenuissime divisum Segu. - Variat:
- β brevicaulis Hop.
È frequentissima nei luoghi ghiaiosi umidi elevatissimi dai quali scende sino a raggiungere la zona montana (Segu., Poll., Barbieri, Mayer, Mang.!, Rigo! ecc.): e così sul monte Baldo nei pascoli elevatissimi e singolarmente in tutte le valli alpine che ne solcano il fianco orientale, Losana, Noveza ecc., e l'occidentale, dritta, degli ossi, delle pietre, S. Zeno ecc.!: sui Lessini nel monte Zeola, la Lora, Campobrun, Posta ecc.!; presso Velo alla Purga, ed alle Gozze (A. Mass.!); a Revolto, Giazza. ecc. nella alta valle d'Illasi!: eccezionalmente si incontra nel piano trasportata probabilmente dalle acque dei fiumi e dei torrenti; p. e. dopo la piena d'Adige del settembre dell'anno 1882, nella primavera del 1883 lo abbiamo raccolto nelle sabbie e fra le ghiaie depositate dal fiume alla rotta Fuini in società colla specie precedente ed Aethionema saxatile R. Br. !: il Barbieri


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(ap. Bertol. fl. it. 6, p. 568 lo ha raccolto nella città stessa alla tomba di Giulietta e Romeo. - Fiorisce da maggio a luglio; fruttifica da giugno ad agosto: perenne.
[(1) = Hornungia alpina (L.) O. Appel - n.d.c.]

Lepidium L. - Sect. 1. Cardaria. - L. Draba(1) L. - Cochlearia Draba L., Poll. excl. syn. Ponae (M. B. p. 172) Draba del Pena e del Lobelio?; Cardaria Draba Desv. - Cocola. - Cresce gregario in luoghi erbosi, lungo le strade, sugli argini e fra le mscerie. Il Pollini (Fl. Ver. II, p. 368) scrive di aver raccolto questa Brassicace, in Venetiarum viis, inque poximis insulis: certamente non viveva ai tempi suoi nel Veronese nè tantopiù, possiamo ammettere che crescesse ai tempi di Pona sul monte Baldo, nei luoghi sassosi della Valfredda (m. 1327) volendo riferire a L. Draba L., come fanno Pollini, Bertoloni, Caruel, la Draba del Pena e del Lobelio che l'autore della classica opera Monte Baldo descritto indica in quella stazione, nella quale oggidì certamente non esiste, nè fu intraveduta da alcuno fra i tanti botanici che visitarono il massimo nostro monte. Ad ogni modo, dai tempi di Ciro Pollini a nostri, Lepidium Draba L. come scrive Carlo Tonini, derivato da Venezia ove venne colto da Zannicheli, Ruchinger, Moricand, Pollini, Naccari, si è col tempo inoltrato nel Padovano e nel Vicentino, per comparire da ultimo nel Veronese, ed in copia, nella scarpa della fossa sud-est attorno alla città di Verona Tonini !). Oggidì L. Draba vive copiosissimo, ed a gruppi, lungo la strada di circonvallazione, a Verona, fra Porta Vescovo e Porta Pellegrina!, in Campofiore e Campomarzo!, nel Basso Acquar !, presso Porta Nuova e lungo la via ferroviaria da Verona a Mantova ed a Peschiera!, e dimostra inoltre di anno in anno, sempre più spiccata, la tendenza ad estendere la sua area di vegetazione: talchè ad esempio, è penetrato nella Valpantena, ed oramai,


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e nel corso di pochi anni, è giunto presso a Quinto !. - Fiorisce in aprile e maggio: fruttifica in giugno.
[(1) = Cardaria draba (L.) Desv. - n.d.c.]

Sect. 2. Eulepidium. - L. sativum L. - Poll. - Agretto. - Salata d'Olanda. - Questa Brassicacaea, che è il Nasturtium di Plinio, è coltivata quale pianta di condimento: però si trova qualche volta, avventizia, nei campi, negli orti, lungo le vie, nei rottami ecc.: e così presso Verona in Campomarzo, Campagnola e in diversi altri luoghi!; alle sponde del Mincio a Ponti (A. Mass.!); nella valle d'Illasi a Gastaldè presso Tregnago (A. Mass.!). - Fiorisce in primavera e nell'estate, e fruttifica dopo terminata la fioritura. Annuo.

L. campestre R. Br. - Thlaspi campestre L., Poll. - Nei campi, lungo le strade ecc. dal piano alla zona montana (Poll. Rainer, Tonini ecc.): e così in Campo marzo di Verona!, presso S. Michele nelle sabbie lungo l'Adige! ecc.; nell'alta campagna veronese tra Villafranca e Valeggio! e (Rigo!); al lago di Garda a Lazise (Fontana); nel monte Baldo ai Coltri e presso la Ferrara (Poll.); sui Lessini presso Chiesanuova e Velo (Poll.). - Fiorisce da aprile a giugno: fruttifica terminata del tutto la fioritura. Annuo.

L. ruderale L., Poll. - Comune lungo le vie e nelle piazze degli abitati, nei luoghi sterili, su macerie ecc. dal piano a toccare quasi la zona montana (Poll., A. Mass.!, Mang.!, Tonini!, Rainer ecc. ): e così per le vie e le piazze della città di Verona e fuori le mura di questa presso Porta Nuova, Porta Palio, Porta S. Zeno!; Chievo, Bosco Mantico ecc.!; presso Caprino veronese a Ceredello, contrada Boschi, Onè, S. Verelo presso Castione; nella val d'Adige a piedi del monte Pastello presso Ceraino, ecc.!; a Montorio, Olivè, Caldiero, S. Martino, S. Bonifacio, Soave ecc.! È in vegetazione da maggio e giugno a settembre ed ottobre dipendentemente dall'andamento delle


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stagioni; d'ordinario rifiorisce dopo le prime piogge autunnali: Annuo.

L. virginicum L. - Per mero equivoco il Caruel (Fl. it. ecc. p. 665, vol. IX) indica questa specie, comparsa in Lombardia a Cassano d'Adda ed i ivi raccolta da A. Mazza!: come rinvenuta da noi presso Verona e nella valle di Montorio: ma le località ricordate dal compianto continuatore della Flora Italiana di Filippo Parlatore sono quelle istesse citate da noi più sopra e nelle quali cresce soltanto L. ruderale: (Conf. Micheletti in nuovo gior. bot. ital. XXI, p. 523).

L. graminifolium L. - L. Iberis L., Poll.; Iberis Calceolari, Pona; L. gramineo folio sive Iberis Segu. - Variat:
- β serotinum. - "Planta partibus omnibus contracta; floribus approximatis, plerumque in glomerulis dense congestis." - L. polycladum Iord.? - "Occurrit quoque apud nos floribus tetrandris sed raro (Poll.)".
Comunissimo nei rottami, nei muri, nelle siepi lungo le strade (Calc., Pona., Poll., Rainer, Font. ecc.) della pianura e della collina, nella quale diventa man mano sempre meno frequente, per scomparire nella zona montana, nella quale appena penetra, p. e., sul monte Baldo salendo da Caprino ai Lumini, ai Masi ecc.- Aprile-novembre: la var. β dal finire dell'estate ad autunno avanzato. Perenne.

Aethionema R. Br. Ae. saxatile R. Br. - Thlaspi saxatile L., Poll.; T. parvum saxatile flore rubente et T. alpinum minimum, Globulariae folio, flore albo Segu.? - Raro: sul monte Baldo nella valle degli Ossi ed alla cima del Sassetto, una delle più alte e dirupate, se alla nostra specie sono da riferirsi le due piante di Seguier ora ricordate, come fanno, Pollini per entrambe, e Bertoloni per la prima, ed alle sue falde occidentali nei pascoli al dissopra di Cassone!


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(e Rigo!) e nella valle dei Molini e di S. Zeno! ; al lago di Garda intorno a Riva di Trento ed a Scaveaghe presso la punta di S. Vigilio (Rigo!); nella collina lungo i torrenti presso Montorio e S. Martino (Poll., Tonini), oggidì scomparso; da ultimo dopo la piena d'Adige del settembre 1882, comparve copiosissimo. e gregario in società con Hutchinsia petraea nelle ghiaie e nelle sabbie abbandonate dall'Adige alla rotta Fuini, ove si mantenne durante alcuni anni, sempre diminuendo in densità, per iscomparire verso l'anno 1886!. - Fiorisce da marzo ed aprile e maggio e giugno dipendentemente dalla altitudine; fruttifica non ancora terminata bene la fioritura. Pianta perenne, suffrutescente.

Iberis L. - Questo genere non è rappresentato nella Flora veronese; solamente nei giardini e da epoca immemorabile, sono coltivate: I. semperflorens L., Poll. - Porcellana, Tlaspo-Porzelana, - I. sempervirens L., Poll. I. umbellata L., Poll. - Fior-di-verno Tlaspi a mazzetti: - quest'ultima però fu rinvenuta tra le macerie fuori Porta Nuova e fra Porta del Vescovo e Porta. Pellegrina!

Capsella Med. (excl. sp.). - C. Bursa-pastoris Moench. - Thaspi Bursa-pastoris L., Poll.; Bursa-pastoris major folio sinuato Segu. - Borsa pastore, Borsacchina - Borseta, Borsete, Scarselina, Scarseline (Seg., Poll.) - "Stirps mire polymorpha: formae vel varietates insigniores in ditione nostra;
- α typica. - Subvar. a) subacaulis Rouy et Foucaud. - b) coronopifolia Dc. - c) integrifolia Dc. - d) pinnatifida Koch. - e) apetala Koch. ecc.
- β rubella (Reut.) - Subvar. f) alpina. - C. Bursapastoris, forma alpina Goir.! in nuovo giorno bot. ital. XII, p. 147; C. humilis Rouy et Foucaud; - g) miriocarpa - "Il Caule ramosissimo prostrato


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diffuso, floribus minutulis in ramis dense suffultis, capsulis exiguissimis. - An C. gracilis Gren. ?"
[- γ gracilis (Gren.). - C. rubella Reut X C. Bursa-pastoris Moench. - Frequente frammezzo ai progenitori: a Riva sul Benaco (Murr), nella valle di Caprino a Ceredelo !, nella val d'Adige a Mori e Ceraino ! (Murr), in borgo Trento di Verona (Murr) e singolarmente lungo lo stradone che va al ponte Scaligero sull'Adige!, nei luoghi erbosi in vicinanza al tiro a segno e lungo i binari della ferrovia Verona-Caprino!, nella Valdonega !, sotto al Castel San Felice ! ecc. - Maggio-agosto.](1)
La forma typica con le sue innumerevoli varietà e sottovarietà (conf. Rouy et Fouc. fl. de France II, p. 94) cresce ovunque nei campi. nei luoghi coltivati, lungo le strade ecc. dalla bassa pianura alle zone subalpina ed alpina. La sottospecie rubella si incontra qua e là in società con la prima e si riconosce immediatamente al portamento ed alla tinta caratteristica: la forma alpina cresce nelle zone maggiormente elevate, nei pascoli, nelle caverne, presso le case dei pastori ecc.; e così sul monte Baldo ai Covoli della Valfredda, sui Lessini nei monti Campobrun, Posta! ecc. (m. 2235): la forma g, rarissima, nella valle di Caprino al margine della strada presso Ceredelo ed in Campagnola di Verona lungo la stradale che da Borgo Trento conduce al ponte Scaligero sopra l'Adige !: ove la nostra pianta corrispondesse a C. gracilis, da tal uni ritenuta una forma ibrida - C. rubella X C. Bursa-Pastoris - la stessa recentemente sarebbe stata scoperta dai Signori Murr e Gelmi in diverse località del Trentino e segnatamente a Riva sul Benaco (Bull. della Soc. bot. it. anno 1900, p. 70). - La C. Bursa-Pastoris è si può dire in vegetazione durante tutto l'anno nei luoghi più temperati e bassi: da marzo od aprile a settembre ed ottobre nelle stazioni maggiormente elevate. Annua e bienne.
(1): "Omissa - Addenda - Emendanda, F. V. Vol. II, p. 678-679" (n.d.c.)

Iondraba Medik. - I. cichoriifolia(1) Webb. - Biscutella cichoriifolia Lois.; B. hispida Dc., Goir. pl. vasc. ecc. cent. I, p. 42 et Erborizz. est. ecc. in. Bull. Soc. bot. it. a. 1891, p. 253. - Rarissima in luoghi rupestri e sassosi: nella val d'Adige alla destra del fiume presso Incanale ai piedi del colle S. Marco!, ed alla sinistra presso Monte sul Pastello! - Fiorisce da aprile a giugno: fruttifica innanzi terminata la fioritura. Annua.
[(1) = Biscutella cichoriifolia Loisel. - n.d.c.]


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Iondraba sulphurea Medik. = Biscutella auriculata L.: Comolli (Prodr. p. 125) raccolse questa Brassicacea nei monti intorno al lago di Como e la comunicò al Bertoloni, - habui ex montibus ad Larium a Prof. Comollio fl. it. 6! p. 521. - Per una svista od un equivoco il Caruel (fl. it. ecc. IX, p. 155), anzicchè i monti del lago di Como, indica i monti del lago di Garda come stazione per questa pianta: e l'errore si è pure insinuato nella Flora analitica d'Italia dei signori Fiori e Paoletti (Vol. I, p. 476).

Biscutella L. ex parte. - B. laevigata L., Poll., fl. - B. apula Poll. viag.; Tlaspi piccolo con foglia di Ieracio et Lunaria lutea del Dalecampio Pona; Thlaspidium monspeliense hieraci folio hirsuto Segu. - "Stirps "polymorpha: variat:
- α dentata Gren. et Godr.
- β lucida. (Dc.).
- γ saxatilis (Schleich). - B. saxatilis Poll.
Comune in luoghi erbosi, aridi e secchi, fra le ghiaie, nelle rupi, innalzandosi dall'Alto Agro veronese e dai dintorni di Verona! (Pona, Segu., Poll.: Rainer, Mang. ecc.), alle cime elevatissime del monte Baldo, p. e. cima di Valdritta, Sasetto ecc., Prà di Malcesine (Pona) ecc., e dei Lessini in Campobrun!, Posta !, Zeola ecc.: dimostra una speciale predilezione per le formazioni moreniche. La α è la forma predominante; meno frequentemente si incontra qua e là la β; è rara la γ, p. e. nei rivoni d'Adige lungo il corso del fiume sotto Tombetta, presso al fortilizio di S. Caterina ecc.! (e De Brucht), sul monte Baldo (Poll.). - Fiorisce secondo i luoghi da aprile a settembre: perenne.

B. apula L. = B. ciliata Poll., Vis. et Sacc. è indicata, ma rarissima, dal Pollini (fl. ver. II, p. 379) nei colli veronesi e trentini e da Visiani e Saccardo (cat. p. 207) nei colli e monti del Veronese. Si tratta di una


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indicazione errata ovvero di specie scomparsa? Certamente oggidì B. apula non vive sul suolo veronese, nè il signor Enrico Gelmi la indica pel Trentino.

Coronopus Hall. - C. procumbens(1) Gilib. - Cochlearia Coronopus L., Poll.; G. Ruellii All.; Senebiera Coronopus Poir., Goir. !; Nasturtium, sylvestre, capsulis cristatis Segu. - Lappolina. - Corno di Cervo d'acqua (Orti Manara). Cresce in luoghi incolti e stati innondati, lungo le strade, sugli argini, al piede dei muri, fra le macerie ecc., e nel Veronese dalla bassa pianura s'innalza sino quasi a toccare la. zona subalpina (Conf. Goir. in Bull. della Soc. Bot. Ital. in Nuovo Giorn. Bot. Ital. XXII, p. 453): e così nella pianura veronese a Legnago! (m. 16), nei luoghi chiamati Albero e Volone (Poll.; per le vie della città di Verona e nei dintorni di questa! (Segu., Poll., A. Mass.!, Rainer); alle sponde bresciane del lago di Garda a Salò (Poll.) e sulle veronesi a Lazise (De Bracht); a Costermano ! e (P. Fontana!, Rigo); a Caprino veronese ! e salendo pel monte Baldo tra i Coltri e gli Spiazzi lungo la via e tra gli Spiazzi ed il Santuario della Corona nei gradini della strada di discesa! (m. 820-850), e procedendo più a nord alla Ferrara ! (m. 816): sul monte Pastello a Molane!; nella Valpolicella e nei monti e colli confinanti a Negrar!, Maso! (m. 461), Prun !, Fane! e su per i Lessini a Breonio! e sopra Fosse! (m. 843-950); nella Valpantena a Quinto, Marzana, Grezzana, fra Lugo e Bellori ! (m. 125-305). Sommando le notizie date dai vari botanici che nei loro scritti ricordano questa Brassicacea, sembrerebbe che la stessa si trovi confinata nelle zone marittima e campestre, o tutto al più l'aggiunga la collina. Ma nel fatto ciò non avviene, e se è lecito trarre induzioni da quanto si verifica pel Veronese, C. procumbens tocca altitudini maggiori di quelle sino ad oggi ad essa assegnate,


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nella nostra zona botanica oscillando fra 16 m. e 950 metri. E siccome nè il Barone Hausmann, nè il signor Enrico Gelmi indicano questa specie nel Trentino e nel Tirolo, le stazioni della stessa sul monte Baldo e sui Lessini avrebbero una grandissima importanza dal punto di vista della sua distribuzione geografica, somministrando le coordinate per due punti della linea che ne segna a nord il limite di vegetazione. - Dipendentemente dalla altitudine e dall'andamento delle stagioni fiorisce e fruttifica da marzo ed aprile ad agosto e settembre: annua e bienne.
[(1) = Lepidium coronopus (L.) Al-Shehbaz - n.d.c.]

Tribus 7.  -  Isatideae.

Isatis Tournf. - I. tinctoria L., Poll. - In un'epoca oramai da noi assai remota, l'arte del lanaiuolo era tenuta presso i Veronesi in grande onore, ed era estesamente coltivato il Guado (I. tinctoria) come quello che somministra un bellissimo colore azzurro adoperato per lo appunto a tingere le lane. Oggidì la coltivazione di questa pianta non ha più ragione di essere, ma la stessa si incontra qua e là naturalizzata: e così p. e. in Campomarzo di Verona lungo le sponde dell'Adige (olim!) presso la officina del Gas; cresce copiosissima alle falde dei Lessini tanto fra le messi quanto in luoghi incolti ed anche rupestri a Trezzolan !, Castagnè! (e Poll., A. Mass. !), Centro!; Moruri! ecc. - Fiorisce da aprile a luglio e matura i frutti nel mese che segue la fioritura: bienne.

Neslia Desv. - N. paniculata Desv. - Myagrum paniculatum L.; Alyssum paniculatum Poll.; Rapistrum arvense folio auriculato acuto Segu. - Si incontra qua e là nei seminati, al margine dei campi, nelle siepi, lungo le vie dal piano alla zona montana, ma non può dirsi specie comune: e così in Campomarzo


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di Verona ! ed altrove nei dintorni della città (Segu.), al lago di Garda. a Lazise (Fontana), nella valle di Caprino (Poll.); alle falde settentrionali di monte Baldo a Brentonico (Gelmi); nel monte Pastello!; sui Lessini presso la contrada Coste sotto a Roccapia (m. 1000); nel monte Tondo e nei colli sopra Quinzano!; presso il Maso!; nella Valpantena a Quinto !, a Grezzana (A. Mang. !); nella valle d'Illasi a Tregnago (A. Mass. !) ecc. - Fiorisce e fruttifica da maggio e giugno a luglio ed agosto: annua.

Calepina Adans. - C. Corvini(1) Desv., Goir. pl. vasc. ecc. cent. I, p. 42. - Rarissima nei fossi di cinta a Verona fra Porta Vittoria e Porta del Vescovo!; copiosissima presso Legnago (Bolzon). - Aprile-maggio: annua.
[(1) (= Calepina irregularis (Asso) Thell. (n.d.c.)]

Myagrum Tournf. - M. perfoliatum L. - Cakile perfoliata Poll.; Myagrum monospermum latifolium Segu. - Nei seminati, nei campi, sulle macerie ecc.: e così nella stessa città di Verona nei materiali accumulati lungo l'Adige in diversi punti !, fuori le porte tutte sulle macerie !, lungo il canale dell'Alto Agro! ecc.; in Campomarzo nei seminati!; nella val di Caprino! (e Rigo); nella valle d'Illasi sul monte Precastio (A. Mass.!) ecc. - Fiorisce in aprile e maggio, fruttifica in maggio e giugno: annuo.

Bunias R. Br. -