2024 · Convegno finale
Fondo Alto Borago
Considerazioni finali
Stiamo assistendo su tutto il pianeta, ma anche in Italia e a Verona, ad un declino vertiginoso delle specie e del numero di individui tanto del regno vegetale quanto di quello animale.
Stato dell'habitat 6210*
L'habitat che negli ultimi decenni ha subito la riduzione maggiore è appunto il 6210*: formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (*stupenda fioritura di orchidee).
Il numero è il codice con cui l'habitat è identificato nell'Allegato I della direttiva europea «Habitat» (92/43/CEE); l'asterisco indica che l'habitat è considerato prioritario, cioè a tutela più rigorosa, quando ospita siti importanti di orchidee.
Situazione attuale
Nel caso della nostra ZSC (Zona Speciale di Conservazione) è sufficiente vedere su MAPS che fine hanno fatto i prati aridi della ZSC Borago Galina. Dove ora vediamo i filari ordinati dei vigneti fino alla fine del secolo scorso, 1999, c'erano i prati aridi.
Dati statistici
Lo stato dell'81% degli habitat elencati è valutato come "scadente" o "cattivo" a livello dell'UE (Unione Europea). Solo il 9% dei casi evidenziano tendenze in miglioramento, mentre il 36% è in costante peggioramento.1
Dati riferiti al periodo 2013–2018: le percentuali di miglioramento e peggioramento riguardano gli habitat il cui stato è già sfavorevole. Tra i gruppi di habitat con le tendenze peggiori figurano proprio le praterie, a cui appartiene il 6210*.
Il caso Costagrande
Nella nostra ZSC c'è un buco nero, un'area di quasi 90 ettari totalmente recintata che ricade completamente nel Comune di Grezzana. Di fatto non abbiamo nessun dato di un'area che occupa circa il 10% dell'intera ZSC.
Criticità gestionali
- Netta predominanza dell'interesse privato su quello pubblico
- Costante trascuratezza delle indicazioni contenute nelle normative di Rete Natura 2000
- Mancanza di un ufficio dedicato alla biodiversità e aree protette nel comune di Verona
Gli usi civici
L'ente rappresentativo, in genere individuato nel Comune, si vede investito dell'attività gestoria, che può spaziare dalla mera manutenzione del bene al compimento di atti dispositivi. Il carattere di indisponibilità a cui sono assoggettati i beni di uso civico non deriva dall'appartenenza degli stessi al Comune, ma ad una collettività che preesiste ad esso, e che esso si limita a rappresentare.
Un passo importante per il riconoscimento di questa funzione di tutela ambientale degli usi civici si è fatto grazie all'art. 1 lettera h) della legge 8 agosto 1985 n. 431, la cosiddetta Legge Galasso.
Fonti
- Agenzia Europea dell'Ambiente (in inglese European Environment Agency, EEA), State of nature in the EU. Results from reporting under the nature directives 2013–2018, EEA Report n. 10/2020, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione Europea, 2020. Sintesi dei dati sugli habitat: Conservation status of habitats under the EU Habitats Directive. ↩