Sistema APG
Angiosperm Phylogeny Group – Gruppo per la filogenesi delle angiosperme
Che cos'è · Le edizioni · Il metodo · I grandi gruppi · Cosa cambia per la flora veronese
Che cos'è
Il sistema APG è la classificazione moderna delle angiosperme, cioè delle piante con fiore (Magnoliophyta). Lo elabora l'Angiosperm Phylogeny Group, un gruppo internazionale di botanici sistematici. Non è opera di un singolo autore, come i sistemi tradizionali di Engler, Cronquist o Takhtajan: ogni edizione rappresenta l'ampio consenso raggiunto tra molti specialisti sulla base delle conoscenze disponibili in quel momento.
La prima versione è apparsa nel 1998. Da allora il sistema è stato aggiornato tre volte (APG II nel 2003, APG III nel 2009, APG IV nel 2016). Ogni edizione sostituisce la precedente e ne corregge le parti che nuovi studi hanno smentito o chiarito. Il sistema è ormai adottato, in tutto o in parte, dalle principali flore, dagli erbari e dagli orti botanici; in Italia lo segue, per esempio, la seconda edizione della Flora d'Italia di Pignatti (2017–2019).
Le edizioni
| Edizione | Anno | Pubblicata su | Ordini | Famiglie |
|---|---|---|---|---|
| APG | 1998 | Annals of the Missouri Botanical Garden | 40 | 462 |
| APG II | 2003 | Botanical Journal of the Linnean Society | 45 | 457 |
| APG III | 2009 | Botanical Journal of the Linnean Society | 59 | 415 |
| APG IV | 2016 | Botanical Journal of the Linnean Society | 64 | 416 |
Il Botanical Journal of the Linnean Society è la rivista botanica della Società Linneana di Londra. L'edizione oggi in vigore è l'APG IV (2016).
Con il passare delle edizioni gli ordini sono aumentati e le famiglie diminuite: molte piccole famiglie tradizionali si sono rivelate parti di famiglie più ampie, mentre alcuni ordini sono stati riconosciuti come gruppi a sé.
Il metodo
I sistemi tradizionali raggruppavano le piante soprattutto per somiglianza nella forma del fiore, del frutto e degli altri organi. Somiglianze di questo tipo però possono nascere indipendentemente in gruppi lontani (convergenza evolutiva), oppure mancare in gruppi strettamente imparentati.
Il sistema APG si basa invece sulla filogenesi, cioè sulla storia evolutiva ricostruita principalmente confrontando le sequenze del DNA (Acido DesossiriboNucleico). Nelle prime edizioni sono stati usati soprattutto due geni del cloroplasto (rbcL e atpB) e un gene nucleare dell'RNA ribosomiale (18S rDNA); in seguito si sono aggiunti moltissimi altri dati molecolari, integrati con quelli morfologici.
Il principio guida è che ogni ordine e ogni famiglia devono essere monofiletici: devono cioè comprendere un antenato comune e tutti i suoi discendenti. Un gruppo che lascia fuori una parte dei discendenti (parafiletico), o che mette insieme linee di origine diversa (polifiletico), non è accettato come unità del sistema.
Sopra il livello di ordine, il sistema APG non usa ranghi formali come «classe» o «sottoclasse», ma nomi informali di cladi (gruppi monofiletici), come monocotiledoni, eudicotiledoni, rosidi, asteridi.
I grandi gruppi
La conseguenza più evidente è la scomparsa delle dicotiledoni come gruppo unico. Le piante con due cotiledoni non discendono da una sola linea: alcune linee antiche si sono separate prima della comparsa delle monocotiledoni. Le monocotiledoni restano invece un gruppo naturale. Semplificando, dalla base verso i gruppi più recenti:
- Angiosperme basali (grado ANA, dalle iniziali di Amborellales, Nymphaeales, Austrobaileyales): le linee più antiche; tra le piante veronesi vi appartengono le ninfee (Nymphaea, Nuphar).
- Magnoliidi: magnolie, lauro, aristolochie (Aristolochia) e piante affini.
- Monocotiledoni: orchidee, gigli, graminacee, carici, giunchi, palme ecc.
- Eudicotiledoni («vere dicotiledoni»), riconoscibili dal polline con tre aperture (tricolpato). Comprendono la grande maggioranza delle piante con fiore:
- alcune linee basali, tra cui le Ranunculales (ranuncoli, papaveri, crespino);
- superrosidi, con le rosidi: leguminose, rosacee, euforbie, gerani, malve, crucifere ecc.;
- superasteridi, con le asteridi: labiate, borraginacee, genziane, ombrellifere, composte ecc.; vi rientrano anche le cariofillacee (ordine Caryophyllales) come linea vicina.
Cosa cambia per la flora veronese
Rispetto ai sistemi tradizionali (come quello di Cronquist, usato nella prima edizione della Flora d'Italia di Pignatti del 1982), diverse famiglie comuni nel territorio veronese hanno cambiato confini. I casi principali:
| Famiglia tradizionale | Nel sistema APG | Esempi |
|---|---|---|
| Scrophulariaceae | smembrate in Plantaginaceae, Orobanchaceae, Scrophulariaceae (in senso stretto) e altre | Veronica, Digitalis, Linaria → Plantaginaceae; Euphrasia, Melampyrum, Pedicularis, Rhinanthus → Orobanchaceae; Verbascum, Scrophularia restano |
| Liliaceae | suddivise in più famiglie; le Liliaceae restano con pochi generi | Muscari, Ornithogalum, Convallaria, Polygonatum → Asparagaceae; Allium → Amaryllidaceae; Colchicum → Colchicaceae; Veratrum, Paris → Melanthiaceae; Lilium, Tulipa, Erythronium restano |
| Chenopodiaceae | incluse nelle Amaranthaceae | Chenopodium, Atriplex |
| Asclepiadaceae | incluse nelle Apocynaceae | Vincetoxicum |
| Tiliaceae | incluse nelle Malvaceae | Tilia |
| Aceraceae, Hippocastanaceae | incluse nelle Sapindaceae | Acer, Aesculus |
| Dipsacaceae, Valerianaceae | incluse nelle Caprifoliaceae | Scabiosa, Knautia, Valeriana |
| Caprifoliaceae (in parte) | il sambuco e il viburno passano alle Adoxaceae | Sambucus, Viburnum |
| Primulaceae | allargate: comprendono le ex Myrsinaceae | Lysimachia, Anagallis |
| Ulmaceae (in parte) | il bagolaro passa alle Cannabaceae | Celtis |
| Buddlejaceae | incluse nelle Scrophulariaceae | Buddleja |
| Callitrichaceae | incluse nelle Plantaginaceae | Callitriche |
Nelle schede del sito la famiglia è indicata secondo Pignatti (1982), cioè secondo la sistematica tradizionale; questa pagina aiuta a ritrovare la collocazione attuale.