FIORI DELLA LESSINIA
a cura di Maurizio Trenchi

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GLOSSARIO

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Achenio

frutto secco con un pericarpo più o meno indurito (talvolta anche legnoso) e che contiene un unico seme che è distinto dal pericarpo stesso.

Annulus

struttura semicircolare che avvolge lo sporangio nelle Polypodiaceae.

Brattea

è una foglia modificata che accompagna fiori e infiorescenze; ha funzioni principalmente protettive del bocciolo floreale.

Calice

è il primo verticillo del perianzio quando si differenzia morfologicamente dal secondo verticillo. I pezzi fiorali che compongono il calice sono detti sepali e sono in genere di colore verde in quanto assumono una funzione di protezione.

Capolino

è un'infiorescenza; un insieme di piccoli fiori, sessili e compatti, disposti all'estremità del ricettacolo. Sono talmente fitti da sembrare un unico fiore (pseudanzio). È una struttura tipica delle piante appartenenti alla famiglia delle Asteracee, ma anche di altre.

Capsula

deriva da un ovario pluricarpellare sincarpico polispermo presenta vari tipi di deiscenza:

Carpello

elemento fondamentale dell'organo femminile dei fiori formato dall'ovario contenente gli ovuli, da un prolungamento (stilo) e da uno stigma per la ricezione del polline.

Ciazio

infiorescenza delle euforbie, costituita da un solo fiore femminile centrale attorniato da molti fiori maschili. I fiori sono posti al centro di una coppa che sull'orlo hanno ghiandole di diversa forma e colore.

Corolla

la corolla è una parte del fiore delle angiosperme, del quale costituisce il secondo verticillo dopo il calice (i sepali) e prima dell'androceo (gli stami) e del gineceo (i pistilli). Essa è costituita dall'insieme dei petali. Insieme al calice forma il perianzio, ovvero l'insieme delle foglie sterili trasformate (antofilli) che nel fiore svolgono funzione di protezione nei confronti delle foglie fertili (stami e carpelli) e funzione di richiamo degli impollinatori (funzione vessillare).
Può essere: dialipetala (se i petali sono liberi tra loro), gamopetala (se i petali sono ± saldato tra loro), attinomorfa (se da ogni parte simmetrica: raggiata, rotata, stellata), zigomorfa (se a un solo piano piano verticale di simmetria: es. papilionacea, dove la parte superiore detta vessillo è più grande dei petali laterali detti ali ed i petali inferiori formanti la carena). Tra le corolle gamopetale regolari annoveriamo anche imbutiforme e ipocrateriforme (con tubo stretto e lungo con lembo bruscamente piano ed espanso), urceolata piccola come un'otre). Tra le gamopetale irregolari abbiamo la bilabiata (nella quale sono evidenti due labbra - superiore ed inferiore - la personata (come la bilabiata, ma con la fauce - punto di passaggio tra il lembo ed il tubo - chiusa dal cosidetto palato, rigonfiamento del labbro inferiore; la ligulata (a lunga linguetta laterale, come nelle Asteraceae o Compositae, tubulosa, se provvista inferiormente di un prolungamento a tubo o cono - sperone - è detta speronata.
Nella corolla gamopetala è detto tubo la parte saldata, lembo la parte non saldata, che è anche la parte superiore e la più larga dei petali, ed unghia la parte inferiore stretta. Il labbro inferiore è detto anche labello, nome che particolarmente distingue il tepalo inferiore del fiore delle Orchidee, solitamente più sviluppato degli altri.

Cotiledoni

i cotiledoni sono foglie embrionali, con struttura semplificata e, in generale, funzione di nutrimento dell'embrione dall'inizio della germinazione al momento in cui si sviluppano la radice e le prime foglie. Nelle Gimnosperme i cotiledoni sono numerosi, mentre nelle Angiosperme si riducono a due (Dicotiledoni) o uno (Monocotiledoni).

Drupa

una drupa è un frutto carnoso indeiscente con una parte esterna sottile (l'esocarpo membranoso o buccia), una parte centrale carnosa (il mesocarpo carnoso e succoso o polpa), ed una parte interna legnosa (endocarpo legnoso o nocciolo), che contiene al suo interno un solo seme.

Epicalice

insieme di foglioline formanti un calice secondario che si trova esternamente al calice principale (es. nelle Malvaceae).

Fiore

Organo delle Angiosperme che contiene l'apparato riproduttore della pianta (androceo e/o gineceo). Generalmente le piante superiori hanno fiori ermafroditi, in cui sono presenti contemporaneamente organi maschili e organi femminili, ma in alcuni casi i sessi sono separati infatti le piante dioiche (ortica, luppolo) portano fiori maschili e femminili su piante diverse e le piante monoiche (cocomero asinino) portano i fiori di ambo i sessi sulla stessa pianta.
-mero (3mero, 4mero, 5mero): del numero delle parti tra loro corrispondenti di cui è composto un organo; nella fattispecie il fiore: rispettivamente di tre, quattro e cinque.

Foglia

La foglia è costituita da quattro parti:

Gluma

brattea alla base delle spighe delle graminacee.

Guaìna

la guaina è la porzione basale della foglia delle graminacee, posta tra un nodo e la lamina fogliare.

Internodo

regione di un fusto o stelo compresa fra due nodi.

Labello

nelle Orchidaceae è il petalo modificato il cui aspetto funge da richiamo per gli insetti impollinatori. Ha forma, dimensioni e colore che differiscono notevolmente nelle varie specie. In talune specie il labello simula alla perfezione l'addome della femmina dell'insetto impollinatore.

Lacinia

incisione più o meno profonda di una foglia o un petalo.

Lemma

brattea fertile inferiore che racchiude i fiori nelle Poaceae.

Ligula

Nelle piante appartenenti alle famiglie delle Poaceae, delle Selaginellaceae e in alcune Cyperaceae, è un'espansione della guaina fogliare, posizionata direttamente sopra il collare, sulla pagina opposta della lamina fogliare. Può essere:

Nucula

frutto monospermo pericarpo legnoso, mono-pluricarpellare (nocciolo), se ha dimensioni ridotte si chiama nucula.

Ocrea

stipole saldate a formare una breve guaina (10-15 mm) cilindrica, membranosa e decorata di corte setole, che abbraccia il fusto nelle Polygonaceae.

Ovario

è la parte fondamentale del pistillo, quella che contiene gli ovuli da fecondare e ne costituisce la parte inferiore. All' interno ci sono una o più cavità dette "loculi" che contengono gli ovuli in attesa di essere fecondati e quindi di trasformarsi in semi; è destinato a trasformarsi in frutto.

Ovulo

piccolo corpo arrotondato o ovale che è attaccato al margine di un carpello e racchiuso in un ovario (nelle Angiosperme). Dopo la fecondazione l'ovulo matura trasformandosi nel seme.

Palea

brattea fertile superiore che racchiude i fiori nelle Poaceae.

Perianzio

è la porzione esterna del fiore, composta dai primi due verticilli. Il perianzio può svolgere una semplice funzione di protezione oppure una duplice funzione, comprendendo anche quella vessillifera (cfr. corolla). In altri casi ha una semplice funzione vessillifera, lasciando quella di protezione ad organi estranei al fiore (brattee e guaìne). I due verticilli che formano il perianzio possono essere morfologicamente differenti o no.

Perigonio

è l'involucro fiorale composto dai primi due verticilli fiorali indifferenziati. In questo caso i pezzi fiorali sono chiamati tepali. Il perigonio è tipico delle Monocotiledoni, ma è presente anche nelle Dicotiledoni ad impollinazione anemogama. Nella maggior parte dei casi ha una funzione di protezione rendendo il fiore poco appariscente, ma in alcuni gruppi sistematici, come ad esempio le Liliaceae assume una funzione vessillifera.

Pistillo

è la parte femminile del fiore, suddivisa in tre elementi morfologici le cui caratteristiche sono fondamentali per la classificazione botanica. Nella struttura più semplice il gineceo ricorda la forma di un fiasco, con una parte basale espansa detta ovario, composto da uno o più carpelli, una intermedia più o meno allungata (a volte assente) detta stilo, una terminale, di varia forma, detta stimma. Prendendo in considerazione il numero di pistilli si distinguono tre casi con la relativa terminologia:

Petalo

nome che si dà ad una foglia che ha subito nel tempo una metamorfosi e che, riunita ad altre, forma l'insieme della corolla di un fiore.

Racemo

detto anche grappolo; è un'infiorescenza composta da un asse centrale e da numerosi fiori laterali peduncolati

Resta

detta anche arista; prolungamento delle glume o del lemma più o meno lungo; se è molto breve si parla di "mucrone".

Rizoma

fusto sotterraneo o a fior di terra, somigliante ad una radice: è ± allungato, spesso nodoso, o squamoso, orizzontale o obliquo e, in generale, produce qua e là radici.

Scapo

Asse della pianta portante i fiori.

Sepalo

una foglia modificata che fa parte del calice.

Sìliqua

deriva da un ovario bicarpellare sincarpico pluri-mono-spermio. Si separa in 2 valve lungo la linea di sutura delle foglie carpellari; a maturità le silique si fendono ma non si separano completamente. Le due valve sono separate da un setto persistente membranoso detto replo su cui sono inseriti i semi. Il frutto si chiama siliquetta quando è isodiametrica. Ossia la larghezza è circa uguale alla lunghezza. Frutto tipico delle Brassicaceae.

Spata

larga e vistosa brattea che avvolge, a partire dalla base, un'infiorescenza o un fiore singolo.

Spiga

infiorescenza che porta numerosi fiori sessili lungo un asse.

Spora

cellula in grado di disperdersi nell'ambiente o resistere a condizioni avverse e successivamente generare (o rigenerare) un individuo vitale.

Sporangio

è la struttura cava unicellulare o pluricellulare, nella quale si formano le spore.

Stame

gli stami, inseriti nel ricettacolo, costituiscono l'androceo del fiore e possono essere liberi o riuniti in gruppi. Uno stame è composto dal filamento col quale esso si inserisce sul supporto e dall'antera formata a sua volta dalle logge ove maturano i granuli pollinici.

Stilo

v. gineceo

Stimma

v. gineceo

Tepalo

nel fiore delle Angiosperme si ricorre al nome di tepali per indicare antofilli non distinguibili in sepali e petali

Viticcio

sono foglie modificate con funzione di sostegno, che possono anche formare piccoli fiori. 3-4-5-meri (leggi trimeri, tetrameri, pentameri) Ai fiori attinomorfi si usa spesso associare i termini trimero, tetramero, pentamero, ecc. per indicare il numero di petali o tepali.

antela

di infiorescenza che porta i rami fioriferi che sono più lunghi dell'asse fiorale centrale, superandolo quindi in altezza.

astata

di lamina fogliare che presso il picciolo si prolunga in due espansioni ± decorrenti lungo l'asse fogliare (cfr. sagittata).

attinomorfa

fiori a simmetria di tipo radiale (o raggiata): i petali (o i tepali) si dispongono regolarmente rispetto ad un asse di simmetria che coincide con l'asse fiorale.

bilabiata

fiore rappresentativo della famiglia delle Labiatae. La corolla è gamopetala con simmetria bilaterale che mette in evidenza una parte dorsale e una ventrale. La parte ventrale, meno sviluppata, è formata dai lobi di due petali, quella dorsale è formata dai lobi di tre petali di cui quello centrale è molto più sviluppato degli altri.

gamosepalo

calice gamosepalo: è composta da sepali saldati almeno alla base a formare un unico pezzo fiorale.

corolla

- gamopetala: è composta da petali saldati almeno alla base a formare un unico pezzo fiorale.
- dialipetala: è composta da petali liberi, inseriti singolarmente sul ricettacolo.

dicotomo

di un organo che divide in due ogni porzione di cui è composto, quindi ancora in due e così via.

dioico

con fiori maschili e femminili su piante diverse.

ensiforme

organo la cui forma ricorda la lama di una spada.

epipetalo

di stame la cui attaccatura inizia in corrispondenza del centro del petalo relativo.

episepalo

i stame la cui attaccatura inizia in corrispondenza del centro del sepalo relativo.

ermafrodita

fiore con entrambi i sessi.

fistoloso

Dicesi di organo (fusto, foglia o picciolo) cavo all'interno, tubuliforme.

gamopetalo/a

vedi Corolla gamopetala

gamosepalo/a

corolla gamosepala: è composta da sepali saldati almeno alla base a formare un unico pezzo fiorale.

imparipennata

di foglia composta avente lungo il rachide un numero dispari di foglioline. ossia con una terminale all'apice del rachide.

infero

di ovario immerso nel ricettacolo.

seminfero

di ovario parzialmente immerso nel ricettacolo. Gli altri elementi fiorali s'inseriscono su una linea equatoriale formata dalla parte superiore del ricettacolo, pertanto sono detti perigini.

laciniate

di foglie di forma stretta e lunga.

monoico

le piante sono dette monoiche, se provviste di fiori di entrambi i sessi.

opposte

di due foglie la cui attaccatura del picciolo sullo stelo è alla medesima altezza.

palminervie

foglie composte da porzioni che si dipartono dallo stesso punto del picciolo come il palmo di una mano.

papilionacea

corolla come quella delle leguminose, a simmetria bilaterale.

parallelinervie

di foglie le cui nervature decorrono parallelamente.

parassita

di pianta che vive sfruttando altre piante per trarne il nutrimento.

paripennata

di foglia composta avente lungo il rachide un numero pari di foglioline. ossia senza una terminale all'apice del rachide.

peltata

di foglia rotondeggiante la cui attaccatura del picciolo è al centro della lamina.

penninervia

di foglia le cui nervature si dipartono dal rachide a due a due.

perigino

Fiore con i verticilli fiorali inseriti all'incirca alla stessa altezza dell'ovario (ovario semi-infero) come ad es. in alcune Rosaceae.

resupinato

di fiore delle Orchidaceae il cui peduncolo si torce di 180-360 gradi, tale da modificarne la posizione nello spazio.

revoluto

di foglia i cui bordi sono ripiegati all'interno.

sagittata

di foglia la cui forma ricorda quella della freccia.

saprofita

di pianta che si nutre a carico della sostanza organica presente nel terreno.

semiinfero

ovario seminfero.Parzialmente immerso nel ricettacolo. Gli altri elementi fiorali s'inseriscono su una linea equatoriale formata dalla parte superiore del ricettacolo, pertanto sono detti perigini.

sessile

senza picciolo.

Spirocicliche o sparse

di foglie disposte lungo l'asse del rametto o dello stelo con l'attaccatura ad altezze diverse. Se con l'attaccatura in direzione diversa si parla di foglie spiralate.

succulento

di organo (es. foglia, fusto, ecc.) carnoso, come nelle piante grasse.

supero

ovario che si inserisce sopra il ricettacolo fiorale da cui emerge in modo evidente. Come conseguenza gli altri elementi fiorali sono palesemente inseriti sul ricettacolo sotto l'ovario pertanto sono detti ipogini.

ternatosetta

di foglie costituite di parti ternate, ossia a tre a tre.

tetrachenio

di frutto comosto da quattro acheni (nucule) come nelle Lamiaceae.

verticillate

di foglie numerose la cui attaccature del picciolo allo stelo o al rametto è alla medesima altezza.

vescicola

nelle Lentibulariaceae strutture atte alla cattura degli insetti nelle quali si genera un vuoto di pressione capace di trattenere l'insetto.

zigomorfa

forma di fiore a simmetria bilaterale.